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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘studente’

50.000 visitatori al 1° Salone Nazionale dello Studente

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2022

Roma A tre anni dall’ultima iniziativa organizzata da Campus nella capitale (il Salone dello Studente di Roma del novembre 2019), la ripresa fisica degli eventi di informazione sulle occasioni di studio e lavoro, con la decisione di invitare le scuole secondarie di secondo grado di tutte le 20 regioni italiane, è avvenuta con riscontri e numeri che hanno superato le aspettative degli organizzatori, dando vita nel miglior modo al 1° Salone Nazionale dello Studente. “L’adesione delle ragazze e dei ragazzi, la qualità dei relatori e degli incontri, la ricchezza delle offerte formative sono solo alcuni dei risultati. Il successo maggiore sono stati i tre giorni di una grande festa di liberazione dell’energia giovanile”, così Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus commenta il primo Salone Nazionale dello Studente. Alla grande manifestazione, appena conclusa alla Fiera di Roma, hanno partecipato coi loro orientatori 147 università, accademie e Its: del Lazio, di tutta Italia e anche internazionali. Insieme, hanno dato vita a 150 fra incontri di orientamento, presentazioni di corsi post-diploma e di percorsi professionali presenti e futuri.L’evento è stato inaugurato dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, che ha commentato: “È ultimo nastro che taglio ma è il più bello di tutti”. Con lui, l’assessore a Istruzione e Lavoro del Lazio Claudio Di Berardino, che ha fatto gli onori di casa: “Realizzato in presenza, il Salone dello Studente ha rappresentato uno stimolo importante per tanti giovani e il simbolo di una nuova ripartenza dopo mesi difficili. Tre giorni di eventi in cui siamo riusciti a coinvolgere studenti, studentesse e insegnanti di università, scuole, accademie e Its del Lazio e da ogni parte d’Italia sulla formazione post diploma e sulle opportunità per l’ingresso nel mondo del lavoro”.All’evento hanno partecipato gli assessori regionali all’istruzione: Elena Chiorino (Piemonte), Lucia Fortini (Campania), Sebastiano Leo Puglia, Alessandra Nardini (Toscana), Pietro Quaresimale (Abruzzo) Al successo, nella location colorata dalla brand identity dell’artista internazionale Lorenzo Marini, hanno contribuito i tantissimi orientatori, counselor, docenti, dirigenti scolastici, professionisti e manager che si sono messi a disposizione per rispondere a tutte le domande dei giovani, da Tiziano Treu, presidente Cnel a Maria Sabrina Sarto, pro-rettore a La Sapienza.Il Salone dello Studente, che si è inaugurato con un ricordo del grande giornalista e divulgatore Piero Angela, ospite di Campus nel 2017, si è chiuso con il concerto della giovanissima street band del Liceo Musicale G.M. Galanti di Campobasso, che ha portato l’allegria del suo jazz, funky, blues tra i visitatori e le università presenti.Asset fondamentale del rapporto scuola-università-lavoro-giovani, il Salone dello Studente proseguirà il suo tour di orientamento in altre grandi città italiane. Le prossime tappe: 9 e 10 novembre a Napoli; 30 novembre/2 dicembre a Bari; 13/14 dicembre a Milano (www.salonedellostudente.it).

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Salone Nazionale dello Studente

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2022

Si svolgerà alla Fiera di Roma dal 19 al 21 ottobre. La manifestazione si svolgerà presso la Fiera Roma dalle ore 9.00 alle ore 13.30, con ingresso gratuito (partecipazione valida ai fini Pcto). Saranno presenti scuole provenienti da tutte le regioni italiane. Sono attesi circa 40mila ragazzi.Gli studenti potranno partecipare agli oltre 100 incontri e convegni di orientamento, chiedere informazioni agli stand di università, Its, scuole e accademie nazionali e internazionali, rivolgersi agli sportelli di counseling per avere consigli sulle strade da seguire in rapporto alle proprie attitudini. Potranno inoltre mettersi alla prova con le simulazioni dei test d’ammissione ai corsi a numero chiuso, verificare la propria preparazione o testare le proprie inclinazioni grazie a questionari, partecipare a sessioni di job training e career coaching per sviluppare le soft skills, seguire presentazioni delle offerte formative o workshop sulle professioni. Ci sarà modo di incontrare direttori del personale e manager di grandi aziende e professionisti di varie carriere. E ancora, laboratori, live show di enogastronomia, materie Stem, moda&design, robotica, sostenibilità. Focus sulle professioni del futuro. Metaverso, Educazione Civica, Strumenti digitali, Educazione finanziaria con Feduf e Intesa San Paolo, Erasmus. Ci saranno convegni anche per i docenti.Tre i fili conduttori del Salone: Orientamento (Quale percorso scegliere dopo il diploma: università, accademia o ITS? • Come compiere una scelta consapevole, superare l’ansia da esame e raggiungere i propri obiettivi • Educazione Civica • Studiare all’estero con l’Erasmus • Soft Skills e Competenze trasversali • La Formazione Tecnica Superiore • Formazione scientifica e formazione umanistica: quale strada?) Futuro, Tecnologie, Lavoro (Tecnologia e Digital Transformation • Metaverso e didattica del futuro • Le tecnologie per l’arte: stampa 3d, comunicazione online, videomaking, musica ed effetti speciali • Showcooking • Professioni del futuro e new jobs • Muovere i primi passi nel mondo del lavoro: scrivere un cv, sottoporsi a un colloquio, cercare il primo impiego • La differenza tra stage, tirocinio, apprendistato e contratto di lavoro) Società, Ambiente, Cultura (Agenda 2030: ambiente e pari opportunità • “Istruzione e Ricerca” – la Missione 4 del Pnrr • Best Practice per una scuola più inclusiva • Moda, creatività e professioni del Made in Italy • Diritto allo studio ed Educazione Finanziaria per i giovani • Come coltivare il proprio talento • L’importanza del debate nel confronto giovani/adulti • La rivoluzione del mondo scuola, ad un secolo dalla Riforma Gentile) In apertura, studenti dei licei di tre Paesi – Francia, Spagna e Libano – presenteranno il loro “romanzo collettivo” L’Europa dei giovani in un’avventura. Saranno premiati e terranno un laboratorio per spiegare come realizzare un “romanzo diffuso”, iniziativa lanciata dall’associazione DiCultHer che ne presenta anche la prossima edizione.Tutte le presentazioni e i grandi eventi del Salone saranno trasmessi anche in live streaming per dare l’opportunità di partecipare anche alle scuole che non potranno recarsi a Roma. Il Salone contribuisce alla promozione e messa in atto dei 17 Sustainable Development Goals, con progetti, tra i quali CampusIn, dedicato all’inclusione e all’orientamento senza margini, incontri a tema, azioni. Tutte le informazioni sull’evento al sito http://www.salonedellostudente.it/events/salone-roma-2022/

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452.000 visitatori agli otto Saloni dello Studente digitali 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Campus Orienta Digital la prima iniziativa italiana per l’orientamento allo studio e al lavoro post-diploma totalmente on-line – che nasce dall’esperienza di Campus Orienta, il Salone dello Studente, la manifestazione itinerante che dal 1990 costituisce un punto di riferimento per i giovani in uscita dalla scuola secondaria – chiude il suo 1° anno di vita con 452.093 visitatori, polverizzando ogni più ottimistica aspettativa.Nelle otto edizioni regionali sin qui realizzate, iniziate a ottobre con Abruzzo e Molise e concluse a dicembre con la Calabria, il Salone dello Studente digitale ha totalizzato 2.141.478 documenti consultati in altrettante pagine. Con la presenza di 269.813 studenti provenienti da 8.907 scuole, che hanno assistito ai workshop di presentazione/orientamento e dialogato con i counselor presenti ai web stand informativi di università, accademie e Its.I visitatori, giovani e adulti, durante gli otto Campus Orienta Digital autunnali hanno potuto scegliere fra ben 357 webinar interattivi da seguire e 267 stand da visitare, con un numero di espositori complessivo pari a 366.Superiore alle attese anche la presenza dei docenti: 700 quelli che hanno “accompagnato” virtualmente le loro classi ai Saloni; 4.700 i professori che hanno assistito agli eventi loro dedicati, raccolti in un ciclo di 24 convegni intitolato A misura di scuola, concentrati sull’aggiornamento didattico e sull’uso delle nuove tecnologie in epoca di insegnamento a distanza.Fra le otto edizioni regionali, lo scettro del Campus Orienta Digital più visitato spetta al Lazio, con 94.330 presenze, seguito dalla Puglia con 87.463 e dalla Sicilia con 66.723. Ottime anche le performance delle edizioni del Nord Italia: dai 61.128 visitatori della Lombardia sino ai 33.623 del Piemonte, passando per i 35.697 della Toscana. Spicca anche il risultato del COD (acronimo di Campus Orienta Digital) che ha chiuso il 2020: quello dedicato alla Calabria, le cui 44.053 presenze sono un numero rilevante se proporzionato agli abitanti della regione e ai relativi studenti. Il COD inaugurale, dedicato ad Abruzzo e Molise, ne aveva totalizzate 29.078.Le ragioni del successo vanno ricercate nell’implementazione di un format digitale agile e intuitivo che, dopo 30 anni di realizzazione in presenza (a partire dall’aprile 1990 alla Fiera di Milano), ha riproposto e ampliato in rete tutti i servizi offerti dai Salone dello Studente fisico: agli stand di università e accademie, ai seminari di orientamento e ai workshop di presentazione si è affiancata un’offerta di servizi persino maggiore di quella reale, grazie alla natura multitasking consentita dalla tecnologia digitale più evoluta. Ogni studente ha potuto sia cimentarsi con numerosi test attitudinali e linguistici – per scoprire i propri punti di forza e i lati deboli da migliorare – sia partecipare a colloqui collettivi o individuali con gli psicologi dell’orientamento, per esporre i propri dubbi e ricevere informazioni personalizzate sulle caratteristiche dei tanti corsi di laurea post-diploma e sulle attitudini necessarie per affrontarli. Il Salone dello Studente Campus Orienta Digital è già pronto ad affrontare il 2021 con un calendario altrettanto fitto di nuove edizioni digitali e regionali, sempre della durata di una settimana ciascuno. Con programmi e progetti ancora più ricchi di quelli autunnali.

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“Studente Unicam tra i protagonisti del Manifesto Unicef “Future we want”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Cameri. Anche lo studente Unicam Matteo Ianni, iscritto al primo anno di Scienze Gastronomiche, nel suo ruolo di consigliere giovanile dell’UNICEF, ha preso parte alla delegazione Unicef Italia che ha consegnato lo scorso 20 novembre, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla Presidente del Senato della Repubblica Maria Alberta Casellati, il documento “The Future We Want. Essere adolescenti ai tempi del COVID-19. Idee e proposte per un futuro migliore”. “Future we want” è la campagna UNICEF nata a seguito della prima ondata della pandemia da Covid-19 per ascoltare i giovani sulla loro percezione del periodo di emergenza sanitaria e sulle possibili soluzioni da mettere in campo nel futuro post Covid. Il Rapporto The Future We Want è il risultato di un processo di concertazione attraverso un sondaggio on line e condivisione che ha coinvolto oltre 2000 adolescenti dai 15 ai 19 anni e diverse organizzazioni operanti a difesa e supporto dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Dall’analisi dei risultati è nato il Manifesto The Future We Want, realizzato dagli adolescenti per il futuro post COVID-19 in Italia, che conferma le tendenze rilevate dalle statistiche nazionali, arricchendoli però sia delle preoccupazioni degli adolescenti, sia del loro vissuto emotivo, delle speranze, della capacità di resilienza tipica di questa fascia d’età. Il giovane studente Unicam Matteo Ianni è uno degli adolescenti che hanno partecipato attivamente alle consultazioni online e alla stesura del Manifesto.“E’ stata per me una grande soddisfazione – ha sottolineato Matteo – poter presentare il nostro lavoro alla Presidente del Senato. Abbiamo tutti vissuto la pandemia e ne stiamo tutti subendo le conseguenze, ma dobbiamo impegnarci tutti per la rinascita e per costruire il nostro futuro post-Covid”.

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Finanziamento pubblico per studente, Italia al di sotto della spesa media UE

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Eppure si tratta di un fattore importante per l’equità, specialmente nella scuola primaria: il dato emerge da un’analisi di Eurydice, la quale ha rivelato che una spesa pubblica per studente più elevata può ridurre le differenze di rendimento tra studenti delle scuole primarie con risultati scarsi e buoni. Allo stesso tempo, vi sono differenze significative in tutta Europa nel livello di finanziamento pubblico per studente, che vanno da 1.940 (Romania) a 13.430 (Lussemburgo) standard di potere d’acquisto (SPA) e riflettono in parte le differenze di dimensione dell’economia dei rispettivi paesi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i fondi del Recovery Fund, che la stessa Unione europea assegnerà all’Italia, dovranno servire anche a elevare gli investimenti per gli alunni. E le linee guida generali presentate dal Governo fanno ben sperare. La scuola deve infatti rappresentare l’architrave del progetto che il nostro Paese si appresta a presentare a Bruxelles a gennaio. Essere scivolati al di sotto della media UE è tutto ‘merito’ dei tagli profondi attuati verso Scuola e Università negli ultimi tre lustri, con svariati miliardi risparmiati prima con il dimensionamento targato Tremonti-Gelmini e poi con la spending review applicata alla PA, conoscenza compresa.Merita un approfondimento l’ultimo rapporto di Eurydice, Equity in School Education in Europe: Structures, Policies and Student Performance, che ha fatto il punto della situazione su strutture e politiche associate a una maggiore equità del sistema in relazione soprattutto ai risultati degli studenti: il rapporto – che prende in esame 42 sistemi educativi europei – esamina una serie di caratteristiche “sistemiche” messe a confronto: partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia, finanziamento scolastico, differenziazione e tipi di scuola, scelta della scuola, politiche di ammissione, sistemi di percorsi scolastici differenziati, ripetenza, autonomia scolastica, accountability, sostegno alle scuole svantaggiate, sostegno per studenti con scarso rendimento e opportunità di studio. Sono diversi ed interessanti i risultati emersi dallo studio: il forte gap di finanziamenti pubblici; gli svantaggi formativi, sotto forma sviluppo complessivo e di rendimento scolastico futuro, per i bambini a cui viene negata l’educazione e cura della prima infanzia, soprattutto per coloro che provengono da contesti svantaggiati; la “segregazione scolastica” derivante da indicazioni diversificate sul prosieguo degli studi; i danni derivanti dai criteri di ammissione basati sui risultati scolastici e dalla scelta precoce del percorso scolastico; la riduzione di qualità delle prestazioni e l’elevazione degli abbandoni dovute alla ripetenza degli anni scolastici; la presenza di insegnanti specializzati nel sostegno agli alunni produce inequivocabili effetti benefici.

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Liberate il giovane studente egiziano Patrick Zaki

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

ACAT Italia, Azione dei Cristiani per l’abolizione della tortura, esprime profonda preoccupazione per la vicenda del giovane studente egiziano Patrick Zaki, arrestato e sottoposto a tortura per 30 ore, come raccontano il legale e la famiglia. Una vicenda che si ricollega in maniera macabra a quella di Giulio Regeni, il cui nome pare sia stato fatto nel corso dell’interrogatorio.Chiediamo, al Governo italiano e alla comunità internazionale, di fare tutto il possibile affinché Patrick venga immediatamente liberato e possa tornare a studiare in Italia, e a tutta la società civile di continuare a tenere alta l’attenzione su questo ragazzo, perché tutti sappiano che non è solo.Non dimentichiamo però che Patrick purtroppo non è l’unico. Secondo un rapporto pubblicato lo scorso ottobre da parte di Amnesty International e HRW, sarebbero 16mila le persone arrestate per motivi politici dal regime di Al Sisi, sottoposte a isolamento e trattamenti inumani e degradanti.Di fronte a questi dati l’Italia e la Comunità internazionale non possono più continuare a far finta che tutto ciò sia normale, voltandosi dall’altra parte. http://www.acatitalia.it

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Rilascio immediato dello studente egiziano di Bologna detenuto al Cairo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Ieri, durante la sua conferenza stampa sul Quadro Finanziario Pluriennale, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha chiesto l’immediata liberazione di Patrick Zaky, lo studente egiziano di Bologna detenuto al Cairo da venerdì scorso.”Sento il dovere di porre alla vostra attenzione la vicenda di Patrick Zaky, studente egiziano che seguiva un Master all’Università di Bologna, arrestato all’aereoporto del Cairo la mattina di Venerdì.”Secondo Amnesty International il ragazzo è stato interrogato, picchiato e torturato per 17 ore e si trova ancora in stato di fermo. Voglio ricordare alle autorità egiziane che la UE condiziona i suoi rapporti con i paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili, come ribadito da molte risoluzioni approvate dal Parlamento. Chiedo, quindi, che Patrick Zacky venga immediatamente rilasciato e restituito all’affetto dei suoi cari ed ai suoi studi. “Ne ho parlato oggi con l’Alto Rappresentante Joseph Borrel che mi ha assicurato che solleverà la questione al prossimo Consiglio Affari Esteri.” (by Roberto CUILLO)

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Quanto costa fare lo studente in città?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

A Napoli le stanze più economiche. Roma la più conveniente per mangiare e bere. Padova la più cara per i trasporti e Pisa per il vitto. Vitto, alloggio, bevande e trasporto urbano, Uniplaces, piattaforma digitale per gli affitti a studenti con oltre 50.000 annunci online, presenta i dati relativi al costo della vita nelle principali città universitarie italiane.
Costano quasi quanto un appartamento nelle città ‘non universitarie’. Il prezzo medio mensile di una camera a Napoli (307€) è quasi la metà rispetto ai prezzi di Milano (610€). Mentre tra le più care ci sono Roma (530€) e Firenze (520€). All’ombra della torre pendente, il prezzo medio per il vitto è il più alto. Il costo medio per mangiare ogni mese a Pisa è di 316€, seguita da Firenze (285€) e Bologna (283€). La città più conveniente in assoluto, relativamente a questo tipo di spesa, è la capitale: Roma 251€.
Meglio ordinarla nella capitale, considerato che il costo medio per una singola birra a Roma è di appena 1,10€. La città più cara in questo caso è Padova con 1,50€. In gran parte delle altre città esaminate la cifrà si attesta attorno a 1,40€.
La forbice del prezzo mensile per viaggiare in città va dai 27€ di Pisa, la più economica, ai 39€ di Padova, la più cara. Mentre a Milano, Roma e Firenze il costo medio è di 35€, Bologna 36€ e Napoli 37,5€.Nelle città italiane una stanza costa mediamente 441€, circa 170€ in meno rispetto alla città universitaria più cara, Milano. Riguardo alla spesa mensile per il vitto, la media nazionale è di 259€, poco sopra Roma, la più economica. Il costo medio di una birra è di 1,27€, inferiore alla maggior parte dei prezzi nelle varie città considerate. Infine il prezzo medio mensile per il trasporto urbano è di 35€.

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La spesa pubblica per studente in Italia è in calo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

ministero pubblica istruzioneI dati ufficiali confermano che sugli investimenti per la formazione dei giovani, il nostro Paese arretra anziché evolversi: non dobbiamo, quindi, meravigliarci se la preparazione dei nostri studenti 15enni resta nelle retrovie per le competenze tra i 35 paesi aderenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nella Penisola, tra il 2005 e il 2013, le somme spese per l’istruzione rispetto al Pil sono addirittura peggiorate, confermando i dati Eurostat, secondo cui l’Italia si trova all’ultimo posto per la spesa pubblica destinata alla formazione tra i paesi UE: 7,9% nel 2014, a fronte del 10,2% medio. In questo disegno, orientato al risparmio, rientrano il dimensionamento scolastico, con 4mila istituti autonomi tagliati su 12mila, l’aumento progressivo del numero di alunni per classe, gli incessanti tagli operati dagli ultimi governi, anche nei confronti degli enti locali; per non parlare, poi, dei sempre “magri” stipendi di docenti, Ata e Dirigenti scolastici.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è giunta l’ora di guardare all’istruzione pubblica con occhi diversi, considerando le risorse per scuola e università non più come una spesa ma come un investimento per il futuro dei cittadini di domani. Il futuro è ancora più grigio: il Ministero dell’Economia ha già fatto sapere che la spesa pubblica per l’Istruzione rispetto al Pil sarà in continuo calo almeno fino al 2035, passando dal 4% al 3,2%. Eppure, un giovane ben formato e preparato è una risorsa anche per rilanciare lo sviluppo economico nonché per creare una società sempre più equa, basata sui principi dell’uguaglianza e della crescita.

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Studente Unicusano premiato dal Presidente della Repubblica Napolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

Campus_UnicusanoLa tesi di laurea di uno studente di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano premiata dal Presidente della Repubblica con la pubblicazione sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale. Quale miglior premio per un giovane studente universitario di sapere che la propria tesi di laurea sia finita sul tavolo del Presidente della Repubblica Napolitano e che presto sarà pubblicata sul sito del Quirinale? E’ quello che è successo a Francesco De Fina, neo laureato in Giurisprudenza presso l’Università Niccolò Cusano, il cui elaborato, incentrato sulla figura del Presidente della Repubblica, è finito nelle mani di Giorgio Napolitano, il quale non ha mancato di mostrare il proprio apprezzamento. “La scelta dell’argomento è stata sin da subito abbastanza complicata, ricorda il Dott. De Fina dai microfoni di Radio Manà Manà, emittente dell’Unicusano, anche solo considerando il fatto che, in quanto a materiale e fonti, sul Presidente della Repubblica non esiste molta letteratura in merito. Mi sono impegnato per circa due anni in un lavoro più giornalistico che bibliografico e ho deciso di mettere in evidenza i passaggi fondamentali che conducono un uomo a divenire un’istituzione”. In sede di stesura, racconta ancora De Fina alla radio dell’Ateneo, “avevo inoltrato una richiesta al Quirinale per poter accedere alla loro biblioteca. Solo successivamente sono stato ricontattato dalla stessa biblioteca del Quirinale che mi invitava a mandare la mia tesi sia alla biblioteca che all’attenzione del Presidente Napolitano, in quanto sarebbe stata oggetto di studio e valutazione”. E’ a quel punto che sono arrivati i ringraziamenti del Capo dello Stato attraverso una lettera: “Gentile Dott. De Fina, il Presidente Napolitano ha ricevuto copia della tesi che lei ha voluto gentilmente inviargli. A riguardo desidero ringraziarla a suo nome ed esprimerle i sensi del suo più vivo apprezzamento per le tematiche trattate. Lei certamente conosce lo spirito che anima il Presidente Napolitano verso le giovani generazioni e il suo convincimento che il loro contributo al rinnovamento della classe dirigente sia essenziale per il futuro dell’Italia. Il Capo dello Stato ha inoltre molto apprezzato l’impegno e la passione da lei manifestata per i temi trattati”. “All’inizio ho pensato ad uno scherzo poi, leggendola e rileggendola, mi sono reso conto che era tutto vero, ricorda ancora il Dott. De Fina alla radio dell’Università Niccolò Cusano, la notizia più bella mi è giunta dopo, quando ho saputo che la mia tesi sarebbe stata pubblicata tra i bollettini del Quirinale”. La tesi del neo laureato Unicusano sarà infatti pubblicata sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale.

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Giovanni Allevi si racconta a Universita.it

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2012

Giovanni Allevi, “da ex studente sfigato” a “Laureato dell’anno”. È così che il grande pianista marchigiano di fama internazionale si definisce a Universita.it, il sito di informazione universitaria, che lo ha intervistato in occasione del premio che l’artista ha ricevuto dall’Università degli Studi di Macerata. «Laureato dell’anno, ne sono più che onorato!» Afferma Allevi, «eppure», rispondendo alle ultime polemiche del viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone che ha definito “sfigato” chi a 28 anni ancora non si è laureato,« anche io lo sono stato, ma evidentemente anche un ex studente “sfigato” come me, può ricevere il Premio Laureato dell’anno!» Allevi ha poi consigliato ai giovani di affrontare la crisi con mentalità aperta e creatività.Per il musicista è fondamentale avere una nuova visione del mondo ed “entrare presto in contatto con le proprie aspirazioni per usare la propria creatività senza cedere alla tentazione di aspettarsi che qualcosa cada dall’alto”.
Nell’intervista ad Universita.it il pianista ricorda gli anni dell’università «non sostenevo agli esami se non ero preparatissimo, forse oggi affronterei l’Università con meno preoccupazione, perché la vita vera inizia dopo.”
Ha poi aggiunto che in Italia il diritto allo studio non è sufficientemente rispettato, e che spesso i giovani sono scoraggiati nell’inseguire i loro sogni “ci vuole molta determinazione per realizzare i propri desideri, io facevo otto ore di treno per andare a lezione, non penso possano esserci ostacoli reali alla volontà di realizzare un sogno, come lo è stato per me il pianoforte” Allevi si sofferma infine sulle difficili condizioni attuali dello studente italiano, che molto spesso è costretto ad andare all’estero in cerca di lavoro e opportunità «due anni fa, il giorno prima del mio concerto a Zurigo, incontrai per caso un ragazzo molto timido e mingherlino- racconta Allevi – quando gli chiesi cosa facesse, mi rispose che la sua sfida quotidiana nel laboratorio di ricerca in cui lavorava era quella di trovare il modo di far comunicare un cip elettronico e una cellula nervosa perché dalla loro interazione potevano nascere progressi importanti in campo medico. “E’ la mia ossessione”, mi disse. Capiì che anche il sacrificio di stare lontano da casa per lui aveva un senso, tuttora mi auguro che il suo sogno possa diventare realtà!”.

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La cooperazione agricola a misura di studente

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Udine. Sono quasi 200 le cooperative agricole in Fvg, per un fatturato complessivo che sfiora i 600 milioni di euro. A livello nazionale, il valore della produzione agricola del mondo cooperativo raggiunge i 16 miliardi di euro. Dati e caratteristiche dell’agricoltura cooperativa sono stati illustrati da Confcooperative Fvg (relatore, il tecnico dell’organizzazione cooperativa, Giovanni Dean) agli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine. Obiettivo del seminario, presentare il modello d’impresa cooperativa applicata al settore agroalimentare per illustrare ai giovani le opportunità di tirocinio nelle cooperative vitivinicole, lattiero-casearie, ortofrutticole e attive nell’ambito dell’agricoltura sociale: si tratta di un progetto formativo-lavorativo promosso da Confcooperative in sinergia con la Facoltà e il Centro Orientamento e Tutorato dell’ateneo udinese, che coinvolge già un migliaio d’iscritti al percorso accademico. L’incontro, organizzato dal docente Sandro Sillani con la collaborazione del preside della Facoltà di Agraria Roberto Pinton, ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla storia e le motivazioni che hanno dato vita al movimento cooperativo nel settore agroalimentare, sugli esempi e i marchi cooperativi d’eccellenza a livello regionale e nazionale, nonché sui vantaggi economico-sociali del modello cooperativo e le sfide dello stesso per affrontare il futuro.

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“Mai reticente, quel prof. di religione”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, In una lettera intitolata “Mai reticente, quel prof di religione” (La Stampa 30 settembre) leggo: “Ogni tanto qualcuno scrive che gli insegnanti di religione omettono di dire ai propri studenti che Gesù aveva fratelli e sorelle. Proprio dal mio professore di religione ho appreso che i grandi Padri della Chiesa hanno spiegato come nella tradizione ebraica… il termine “fratello” e “sorella” veniva applicato in senso lato anche per indicare altri gradi di parentela: cugini, nipoti, ecc. E anche se Gesù è detto «figlio primogenito» (Lc 2,7), questo non implica che ci siano stati altri fratelli. Il primogenito è sempre tale anche se unico”. In realtà, quel prof ha dato per scontata la tesi che Gesù non avesse fratelli, senza dimostrarla, limitandosi a confutare le obiezioni alla tesi stessa. Confutazioni che lasciano il tempo che trovano. Il fatto che il termine “fratello” potesse indicare anche altri gradi di parentela, non esclude che l’evangelista potesse averlo usato in senso proprio. E l’espressione «figlio primogenito» non implica la presenza di altri fratelli, ma neppure la esclude. E’ lecito credere che Gesù potesse avere avuto dei fratelli, giacché non c’è nessun motivo per ritenere che Maria, dopo aver messo alla luce il Bambino, potesse essersi unita allo sposo. Matteo, del resto, racconta: “Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; ma non si accostò a lei, fino alla nascita del figlio che egli chiamò Gesù” (Mt 1,24 – 25). A riguardo gli esegeti fanno notare che nel linguaggio biblico la congiunzione temporale «finché» non implica necessariamente un cambiamento di situazione per il tempo successivo. D’accordo, non lo implica, ma neppure lo esclude. Ma perché la Chiesa tiene tanto a sostenere la verginità perpetua di Maria? L’unica vera ragione è che l’amore benedetto da Dio, anche tra due sposi benedetti da Dio, è sempre un po’ peccaminoso, soprattutto per la donna. Una santa mamma è sempre un po’ meno santa di una santa vergine…Così va il mondo. Questo mondo. (Miriam Della Croce)

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I fili della memoria mediterranea

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Molto si è parlato in questi ultimi anni di quella Europa i cui confini meridionali si affacciano sul Meridionale ed intravedono la faccia del dirimpettaio e sovente non ne avverte la sofferenza o ne è conseguente stendendovi un ponte di solidarietà più vicino ad un legame fraterno che a un’operazione di natura formale e quasi dovuta per opportunità di varia natura, compresa quella di scongiurare una migrazione selvaggia da quelle terre. Ancora una volta dobbiamo ammettere i nostri limiti di comprensione per eventi di questo genere. Eppure non siamo lontani nel tempo allorché l’Università di Firenze, ai tempi dei Colloqui mediterranei di La Pira, era ricca di migliaia di studenti provenienti dai Paesi mediterranei e che attualmente ne ospita meno di un centinaio di unità e ancora, che il Murst e La Farnesina su questo punto sono in piena ritirata. Perché abbiamo abbandonato una strada così promettente? Le università possono molto su questa strada e la Comunità europea dovrebbe farsi carico di una più intensa circolazione di studenti provenienti dai paesi del terzo mondo favorendoli con borse di studio e con una attenta logistica con alloggi e quanto altro. Ma essere, come La Pira portatori di una cultura di confronto e non di scontro, di solidarietà ma anche di comprensione per i problemi che lo studente straniero porta con sé e con una idea di società occidentale più portata a predicare bene e a razzolare male. Più volte siamo stati definiti dei predicatori ipocriti. E dobbiamo adontarcene? Non di certo perché stiamo qui a dimostrare che molte volte i nostri comportamenti lo dimostrano in tutta la loro evidenza e soprattutto mostriamo un’arroganza culturale che ci fa pretendere di parlare in nome e per conto dei popoli meno fortunati con la pretesa di voler capire i loro problemi ma poco o nulla facciamo per risolverli.

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Scarsa affezione al sistema scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

(E soprattutto agli studi superiori) nel Sud Italia: uno studente su quattro lascia la scuola dopo la licenza media. “Non possiamo ignorare la situazione allarmante, puntualizzata dallo studio di Bankitalia, – afferma il Rettore Unicam Fulvio Esposito – abbiamo il dovere morale e civile di contrastare questa tendenza”. Lo studio di Bankitalia punta il dito sul divario del grado di scolarizzazione tra centro-nord e sud del Paese e sulla condizione penosa delle infrastrutture scolastiche nel meridione. “Ma c’è un rischio ancora più grave, – continua Esposito – e cioè che i tagli al settore della formazione non permettano adeguati interventi per il diritto allo studio degli studenti del sud meritevoli, che riescono a concludere il ciclo di studi superiori e che hanno intenzione di affrontare la formazione universitaria, un diritto garantito dalla Costituzione. Per questo, nonostante le difficoltà finanziarie che affliggono il sistema universitario, l’Università di Camerino ha promosso il progetto Talenti & Diritti “. In cosa consiste il progetto? Riduzione del 50% delle tasse per gli studenti delle regioni indicate che si immatricolano ai Corsi di Laurea, Laurea magistrale e Dottorato di ricerca di UNICAM. Il beneficio viene mantenuto negli anni successivi a fronte di un profitto soddisfacente negli studi: acquisizione di almeno il 50% dei crediti formativi (CFU) previsti dal piano degli studi ed esami superati con votazioni non inferiori a 25/30.

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