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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘studente’

Liberate il giovane studente egiziano Patrick Zaki

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

ACAT Italia, Azione dei Cristiani per l’abolizione della tortura, esprime profonda preoccupazione per la vicenda del giovane studente egiziano Patrick Zaki, arrestato e sottoposto a tortura per 30 ore, come raccontano il legale e la famiglia. Una vicenda che si ricollega in maniera macabra a quella di Giulio Regeni, il cui nome pare sia stato fatto nel corso dell’interrogatorio.Chiediamo, al Governo italiano e alla comunità internazionale, di fare tutto il possibile affinché Patrick venga immediatamente liberato e possa tornare a studiare in Italia, e a tutta la società civile di continuare a tenere alta l’attenzione su questo ragazzo, perché tutti sappiano che non è solo.Non dimentichiamo però che Patrick purtroppo non è l’unico. Secondo un rapporto pubblicato lo scorso ottobre da parte di Amnesty International e HRW, sarebbero 16mila le persone arrestate per motivi politici dal regime di Al Sisi, sottoposte a isolamento e trattamenti inumani e degradanti.Di fronte a questi dati l’Italia e la Comunità internazionale non possono più continuare a far finta che tutto ciò sia normale, voltandosi dall’altra parte. http://www.acatitalia.it

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Rilascio immediato dello studente egiziano di Bologna detenuto al Cairo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Ieri, durante la sua conferenza stampa sul Quadro Finanziario Pluriennale, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha chiesto l’immediata liberazione di Patrick Zaky, lo studente egiziano di Bologna detenuto al Cairo da venerdì scorso.”Sento il dovere di porre alla vostra attenzione la vicenda di Patrick Zaky, studente egiziano che seguiva un Master all’Università di Bologna, arrestato all’aereoporto del Cairo la mattina di Venerdì.”Secondo Amnesty International il ragazzo è stato interrogato, picchiato e torturato per 17 ore e si trova ancora in stato di fermo. Voglio ricordare alle autorità egiziane che la UE condiziona i suoi rapporti con i paesi terzi al rispetto dei diritti umani e civili, come ribadito da molte risoluzioni approvate dal Parlamento. Chiedo, quindi, che Patrick Zacky venga immediatamente rilasciato e restituito all’affetto dei suoi cari ed ai suoi studi. “Ne ho parlato oggi con l’Alto Rappresentante Joseph Borrel che mi ha assicurato che solleverà la questione al prossimo Consiglio Affari Esteri.” (by Roberto CUILLO)

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Quanto costa fare lo studente in città?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

A Napoli le stanze più economiche. Roma la più conveniente per mangiare e bere. Padova la più cara per i trasporti e Pisa per il vitto. Vitto, alloggio, bevande e trasporto urbano, Uniplaces, piattaforma digitale per gli affitti a studenti con oltre 50.000 annunci online, presenta i dati relativi al costo della vita nelle principali città universitarie italiane.
Costano quasi quanto un appartamento nelle città ‘non universitarie’. Il prezzo medio mensile di una camera a Napoli (307€) è quasi la metà rispetto ai prezzi di Milano (610€). Mentre tra le più care ci sono Roma (530€) e Firenze (520€). All’ombra della torre pendente, il prezzo medio per il vitto è il più alto. Il costo medio per mangiare ogni mese a Pisa è di 316€, seguita da Firenze (285€) e Bologna (283€). La città più conveniente in assoluto, relativamente a questo tipo di spesa, è la capitale: Roma 251€.
Meglio ordinarla nella capitale, considerato che il costo medio per una singola birra a Roma è di appena 1,10€. La città più cara in questo caso è Padova con 1,50€. In gran parte delle altre città esaminate la cifrà si attesta attorno a 1,40€.
La forbice del prezzo mensile per viaggiare in città va dai 27€ di Pisa, la più economica, ai 39€ di Padova, la più cara. Mentre a Milano, Roma e Firenze il costo medio è di 35€, Bologna 36€ e Napoli 37,5€.Nelle città italiane una stanza costa mediamente 441€, circa 170€ in meno rispetto alla città universitaria più cara, Milano. Riguardo alla spesa mensile per il vitto, la media nazionale è di 259€, poco sopra Roma, la più economica. Il costo medio di una birra è di 1,27€, inferiore alla maggior parte dei prezzi nelle varie città considerate. Infine il prezzo medio mensile per il trasporto urbano è di 35€.

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La spesa pubblica per studente in Italia è in calo

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

ministero pubblica istruzioneI dati ufficiali confermano che sugli investimenti per la formazione dei giovani, il nostro Paese arretra anziché evolversi: non dobbiamo, quindi, meravigliarci se la preparazione dei nostri studenti 15enni resta nelle retrovie per le competenze tra i 35 paesi aderenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Nella Penisola, tra il 2005 e il 2013, le somme spese per l’istruzione rispetto al Pil sono addirittura peggiorate, confermando i dati Eurostat, secondo cui l’Italia si trova all’ultimo posto per la spesa pubblica destinata alla formazione tra i paesi UE: 7,9% nel 2014, a fronte del 10,2% medio. In questo disegno, orientato al risparmio, rientrano il dimensionamento scolastico, con 4mila istituti autonomi tagliati su 12mila, l’aumento progressivo del numero di alunni per classe, gli incessanti tagli operati dagli ultimi governi, anche nei confronti degli enti locali; per non parlare, poi, dei sempre “magri” stipendi di docenti, Ata e Dirigenti scolastici.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è giunta l’ora di guardare all’istruzione pubblica con occhi diversi, considerando le risorse per scuola e università non più come una spesa ma come un investimento per il futuro dei cittadini di domani. Il futuro è ancora più grigio: il Ministero dell’Economia ha già fatto sapere che la spesa pubblica per l’Istruzione rispetto al Pil sarà in continuo calo almeno fino al 2035, passando dal 4% al 3,2%. Eppure, un giovane ben formato e preparato è una risorsa anche per rilanciare lo sviluppo economico nonché per creare una società sempre più equa, basata sui principi dell’uguaglianza e della crescita.

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Studente Unicusano premiato dal Presidente della Repubblica Napolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

Campus_UnicusanoLa tesi di laurea di uno studente di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano premiata dal Presidente della Repubblica con la pubblicazione sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale. Quale miglior premio per un giovane studente universitario di sapere che la propria tesi di laurea sia finita sul tavolo del Presidente della Repubblica Napolitano e che presto sarà pubblicata sul sito del Quirinale? E’ quello che è successo a Francesco De Fina, neo laureato in Giurisprudenza presso l’Università Niccolò Cusano, il cui elaborato, incentrato sulla figura del Presidente della Repubblica, è finito nelle mani di Giorgio Napolitano, il quale non ha mancato di mostrare il proprio apprezzamento. “La scelta dell’argomento è stata sin da subito abbastanza complicata, ricorda il Dott. De Fina dai microfoni di Radio Manà Manà, emittente dell’Unicusano, anche solo considerando il fatto che, in quanto a materiale e fonti, sul Presidente della Repubblica non esiste molta letteratura in merito. Mi sono impegnato per circa due anni in un lavoro più giornalistico che bibliografico e ho deciso di mettere in evidenza i passaggi fondamentali che conducono un uomo a divenire un’istituzione”. In sede di stesura, racconta ancora De Fina alla radio dell’Ateneo, “avevo inoltrato una richiesta al Quirinale per poter accedere alla loro biblioteca. Solo successivamente sono stato ricontattato dalla stessa biblioteca del Quirinale che mi invitava a mandare la mia tesi sia alla biblioteca che all’attenzione del Presidente Napolitano, in quanto sarebbe stata oggetto di studio e valutazione”. E’ a quel punto che sono arrivati i ringraziamenti del Capo dello Stato attraverso una lettera: “Gentile Dott. De Fina, il Presidente Napolitano ha ricevuto copia della tesi che lei ha voluto gentilmente inviargli. A riguardo desidero ringraziarla a suo nome ed esprimerle i sensi del suo più vivo apprezzamento per le tematiche trattate. Lei certamente conosce lo spirito che anima il Presidente Napolitano verso le giovani generazioni e il suo convincimento che il loro contributo al rinnovamento della classe dirigente sia essenziale per il futuro dell’Italia. Il Capo dello Stato ha inoltre molto apprezzato l’impegno e la passione da lei manifestata per i temi trattati”. “All’inizio ho pensato ad uno scherzo poi, leggendola e rileggendola, mi sono reso conto che era tutto vero, ricorda ancora il Dott. De Fina alla radio dell’Università Niccolò Cusano, la notizia più bella mi è giunta dopo, quando ho saputo che la mia tesi sarebbe stata pubblicata tra i bollettini del Quirinale”. La tesi del neo laureato Unicusano sarà infatti pubblicata sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale.

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Giovanni Allevi si racconta a Universita.it

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2012

Giovanni Allevi, “da ex studente sfigato” a “Laureato dell’anno”. È così che il grande pianista marchigiano di fama internazionale si definisce a Universita.it, il sito di informazione universitaria, che lo ha intervistato in occasione del premio che l’artista ha ricevuto dall’Università degli Studi di Macerata. «Laureato dell’anno, ne sono più che onorato!» Afferma Allevi, «eppure», rispondendo alle ultime polemiche del viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone che ha definito “sfigato” chi a 28 anni ancora non si è laureato,« anche io lo sono stato, ma evidentemente anche un ex studente “sfigato” come me, può ricevere il Premio Laureato dell’anno!» Allevi ha poi consigliato ai giovani di affrontare la crisi con mentalità aperta e creatività.Per il musicista è fondamentale avere una nuova visione del mondo ed “entrare presto in contatto con le proprie aspirazioni per usare la propria creatività senza cedere alla tentazione di aspettarsi che qualcosa cada dall’alto”.
Nell’intervista ad Universita.it il pianista ricorda gli anni dell’università «non sostenevo agli esami se non ero preparatissimo, forse oggi affronterei l’Università con meno preoccupazione, perché la vita vera inizia dopo.”
Ha poi aggiunto che in Italia il diritto allo studio non è sufficientemente rispettato, e che spesso i giovani sono scoraggiati nell’inseguire i loro sogni “ci vuole molta determinazione per realizzare i propri desideri, io facevo otto ore di treno per andare a lezione, non penso possano esserci ostacoli reali alla volontà di realizzare un sogno, come lo è stato per me il pianoforte” Allevi si sofferma infine sulle difficili condizioni attuali dello studente italiano, che molto spesso è costretto ad andare all’estero in cerca di lavoro e opportunità «due anni fa, il giorno prima del mio concerto a Zurigo, incontrai per caso un ragazzo molto timido e mingherlino- racconta Allevi – quando gli chiesi cosa facesse, mi rispose che la sua sfida quotidiana nel laboratorio di ricerca in cui lavorava era quella di trovare il modo di far comunicare un cip elettronico e una cellula nervosa perché dalla loro interazione potevano nascere progressi importanti in campo medico. “E’ la mia ossessione”, mi disse. Capiì che anche il sacrificio di stare lontano da casa per lui aveva un senso, tuttora mi auguro che il suo sogno possa diventare realtà!”.

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La cooperazione agricola a misura di studente

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Udine. Sono quasi 200 le cooperative agricole in Fvg, per un fatturato complessivo che sfiora i 600 milioni di euro. A livello nazionale, il valore della produzione agricola del mondo cooperativo raggiunge i 16 miliardi di euro. Dati e caratteristiche dell’agricoltura cooperativa sono stati illustrati da Confcooperative Fvg (relatore, il tecnico dell’organizzazione cooperativa, Giovanni Dean) agli studenti della Facoltà di Agraria dell’Università di Udine. Obiettivo del seminario, presentare il modello d’impresa cooperativa applicata al settore agroalimentare per illustrare ai giovani le opportunità di tirocinio nelle cooperative vitivinicole, lattiero-casearie, ortofrutticole e attive nell’ambito dell’agricoltura sociale: si tratta di un progetto formativo-lavorativo promosso da Confcooperative in sinergia con la Facoltà e il Centro Orientamento e Tutorato dell’ateneo udinese, che coinvolge già un migliaio d’iscritti al percorso accademico. L’incontro, organizzato dal docente Sandro Sillani con la collaborazione del preside della Facoltà di Agraria Roberto Pinton, ha permesso di focalizzare l’attenzione sulla storia e le motivazioni che hanno dato vita al movimento cooperativo nel settore agroalimentare, sugli esempi e i marchi cooperativi d’eccellenza a livello regionale e nazionale, nonché sui vantaggi economico-sociali del modello cooperativo e le sfide dello stesso per affrontare il futuro.

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“Mai reticente, quel prof. di religione”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, In una lettera intitolata “Mai reticente, quel prof di religione” (La Stampa 30 settembre) leggo: “Ogni tanto qualcuno scrive che gli insegnanti di religione omettono di dire ai propri studenti che Gesù aveva fratelli e sorelle. Proprio dal mio professore di religione ho appreso che i grandi Padri della Chiesa hanno spiegato come nella tradizione ebraica… il termine “fratello” e “sorella” veniva applicato in senso lato anche per indicare altri gradi di parentela: cugini, nipoti, ecc. E anche se Gesù è detto «figlio primogenito» (Lc 2,7), questo non implica che ci siano stati altri fratelli. Il primogenito è sempre tale anche se unico”. In realtà, quel prof ha dato per scontata la tesi che Gesù non avesse fratelli, senza dimostrarla, limitandosi a confutare le obiezioni alla tesi stessa. Confutazioni che lasciano il tempo che trovano. Il fatto che il termine “fratello” potesse indicare anche altri gradi di parentela, non esclude che l’evangelista potesse averlo usato in senso proprio. E l’espressione «figlio primogenito» non implica la presenza di altri fratelli, ma neppure la esclude. E’ lecito credere che Gesù potesse avere avuto dei fratelli, giacché non c’è nessun motivo per ritenere che Maria, dopo aver messo alla luce il Bambino, potesse essersi unita allo sposo. Matteo, del resto, racconta: “Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; ma non si accostò a lei, fino alla nascita del figlio che egli chiamò Gesù” (Mt 1,24 – 25). A riguardo gli esegeti fanno notare che nel linguaggio biblico la congiunzione temporale «finché» non implica necessariamente un cambiamento di situazione per il tempo successivo. D’accordo, non lo implica, ma neppure lo esclude. Ma perché la Chiesa tiene tanto a sostenere la verginità perpetua di Maria? L’unica vera ragione è che l’amore benedetto da Dio, anche tra due sposi benedetti da Dio, è sempre un po’ peccaminoso, soprattutto per la donna. Una santa mamma è sempre un po’ meno santa di una santa vergine…Così va il mondo. Questo mondo. (Miriam Della Croce)

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I fili della memoria mediterranea

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2009

Molto si è parlato in questi ultimi anni di quella Europa i cui confini meridionali si affacciano sul Meridionale ed intravedono la faccia del dirimpettaio e sovente non ne avverte la sofferenza o ne è conseguente stendendovi un ponte di solidarietà più vicino ad un legame fraterno che a un’operazione di natura formale e quasi dovuta per opportunità di varia natura, compresa quella di scongiurare una migrazione selvaggia da quelle terre. Ancora una volta dobbiamo ammettere i nostri limiti di comprensione per eventi di questo genere. Eppure non siamo lontani nel tempo allorché l’Università di Firenze, ai tempi dei Colloqui mediterranei di La Pira, era ricca di migliaia di studenti provenienti dai Paesi mediterranei e che attualmente ne ospita meno di un centinaio di unità e ancora, che il Murst e La Farnesina su questo punto sono in piena ritirata. Perché abbiamo abbandonato una strada così promettente? Le università possono molto su questa strada e la Comunità europea dovrebbe farsi carico di una più intensa circolazione di studenti provenienti dai paesi del terzo mondo favorendoli con borse di studio e con una attenta logistica con alloggi e quanto altro. Ma essere, come La Pira portatori di una cultura di confronto e non di scontro, di solidarietà ma anche di comprensione per i problemi che lo studente straniero porta con sé e con una idea di società occidentale più portata a predicare bene e a razzolare male. Più volte siamo stati definiti dei predicatori ipocriti. E dobbiamo adontarcene? Non di certo perché stiamo qui a dimostrare che molte volte i nostri comportamenti lo dimostrano in tutta la loro evidenza e soprattutto mostriamo un’arroganza culturale che ci fa pretendere di parlare in nome e per conto dei popoli meno fortunati con la pretesa di voler capire i loro problemi ma poco o nulla facciamo per risolverli.

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Scarsa affezione al sistema scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2009

(E soprattutto agli studi superiori) nel Sud Italia: uno studente su quattro lascia la scuola dopo la licenza media. “Non possiamo ignorare la situazione allarmante, puntualizzata dallo studio di Bankitalia, – afferma il Rettore Unicam Fulvio Esposito – abbiamo il dovere morale e civile di contrastare questa tendenza”. Lo studio di Bankitalia punta il dito sul divario del grado di scolarizzazione tra centro-nord e sud del Paese e sulla condizione penosa delle infrastrutture scolastiche nel meridione. “Ma c’è un rischio ancora più grave, – continua Esposito – e cioè che i tagli al settore della formazione non permettano adeguati interventi per il diritto allo studio degli studenti del sud meritevoli, che riescono a concludere il ciclo di studi superiori e che hanno intenzione di affrontare la formazione universitaria, un diritto garantito dalla Costituzione. Per questo, nonostante le difficoltà finanziarie che affliggono il sistema universitario, l’Università di Camerino ha promosso il progetto Talenti & Diritti “. In cosa consiste il progetto? Riduzione del 50% delle tasse per gli studenti delle regioni indicate che si immatricolano ai Corsi di Laurea, Laurea magistrale e Dottorato di ricerca di UNICAM. Il beneficio viene mantenuto negli anni successivi a fronte di un profitto soddisfacente negli studi: acquisizione di almeno il 50% dei crediti formativi (CFU) previsti dal piano degli studi ed esami superati con votazioni non inferiori a 25/30.

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