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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘studi’

Studi su Gramsci di Michele Ciliberto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La fabbrica dei Quaderni. Studi su Gramsci di Michele Ciliberto è una raccolta di sei saggi, che copre oltre trent’anni di ricerche condotte dall’eminente storico della filosofia sull’opera di Gramsci, dal principio degli anni Ottanta al secondo decennio degli anni Duemila. In essi Ciliberto sviluppa le proprie argomentazioni a partire da un originale approccio metodologico, integrante gli strumenti della storia della filosofia con quelli della filologia. I sei Studi su Gramsci si muovono infatti secondo un’opzione critica precisa: da un lato, analisi delle varianti fra le redazioni dei Quaderni del carcere; dall’altro, individuazione dei mutamenti, a livello lessicale e concettuale, fra gli scritti precarcerari e quelli redatti in carcere. Ciò che viene così messo in luce
è il ‘movimento’ del pensiero gramsciano, colto nei suoi complessi rapporti con lo svolgimento della situazione politica in Italia e in Europa.Ne La fabbrica dei Quaderni (Gramsci e Vico), Ciliberto testa il suo innovativo approccio metodologico sui Quaderni del carcere. Più precisamente, l’analisi lessicale e concettuale delle varianti viene applicata al giudizio di Gramsci su Vico – e, attraverso Vico, sulla tradizione filosofica italiana culminata in Benedetto Croce. Il secondo contributo si concentra su L’analisi del fascismo in Gramsci: un’analisi che si rivela strettamente correlata alla categoria di ‘rivoluzione passiva’. Ne Il linguaggio della ‘vita’ sono posti in evidenza da un lato la centralità del lessico di ‘volontà’, ‘ordine’ e ‘disciplina’ nella concezione gramsciana di ‘azione rivoluzionaria’, dall’altro il profondo intreccio fra il pensiero di Gramsci e le discussioni filosofiche di fine Ottocento-primi Novecento sul rapporto fra ‘scienze della vita’ e ‘scienze della natura’. Il quarto saggio inquadra le connessioni stabilite da Gramsci fra Rinascimento e Riforma e ‘modernità’, sul piano sia filosofico sia politico. Qui Ciliberto dimostra inoltre come la ‘riscoperta’ di Antonio Labriola aiutò Gramsci a emanciparsi da radicati pregiudizi negativi sull’Umanesimo. Cosmopolitismo e Stato nazionale è imperniato sulla riflessione gramsciana attorno al fenomeno storico del cosmopolitismo tra gli intellettuali nazionali, con particolare attenzione al contesto italiano, dominato da Machiavelli. Chiude la raccolta Gramsci e Guicciardini. Per una interpretazione ‘figurale’ dei Quaderni, una penetrante ricerca che rivela come l’autore dei Ricordi abbia rappresentato per Gramsci una figura con la quale confrontarsi criticamente sul piano teorico (e in Gramsci, si rammenta, la teoria è sempre una forma di praxis rivoluzionaria), ma anche – soprattutto dal 1933 – a un livello autobiografico, esistenziale. L’immagine di Gramsci restituita dai sei Studi di Ciliberto ne La fabbrica dei Quaderni è quella di un politico (non un filosofo, non uno storico) costretto a misurarsi con cruciali problemi filosofici, nel corso di una ricerca in cui si intrecciano, in modi peculiari e drammatici, questioni teoriche, considerazioni politiche, echi e motivi di carattere autobiografico.

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Medici di famiglia: ecco il documento per gestire gli studi nella fase endemica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Un conto è gestire i pazienti nell’emergenza pandemica, un altro quando il coronavirus è diventato endemico e può colpire alle spalle in modo inatteso e a dispetto delle statistiche. A marzo la Fimmg ha varato il documento sulla gestione del triage telefonico dei soggetti Covid, e ad aprile le linee guida per la Fase 1, dove detta i criteri per segnalare pazienti sospetti ai servizi di prevenzione Asl e per distinguere possibili Covid-19 dai “normali” influenzati con prove di respirazione e conta dei respiri al minuto. Ora arriva un Protocollo per la gestione post-emergenza Covid-19 a beneficio di tutti gli studi di medicina generale. Un documento in sei capitoli con altrettanti protocolli: per il personale di segreteria, per i percorsi “sporco” e “pulito”, per la gestione dei pazienti in sala d’attesa, per l’ambulatorio medico, per la sanificazione e per l’uso di dispositivi di protezione. Un testo che, come ricorda il segretario nazionale Fimmg Silvestro Scotti, con i documenti precedenti costituisce un corpus di procedure connaturate a ciò che «la medicina generale, ritiene suo ruolo e responsabilità». Vediamo da vicino le regole. Intanto, l’assistente di studio non prende i dati clinici ma identifica il paziente, dà orario ed informazioni su come accedere in studio (se non ha mascherina gli va consegnata con i guanti, non possono entrare altri con lui a meno non sia disabile, deve disinfettarsi le mani con soluzione idroalcolica 70%). Ove possibile, il bancone va protetto con schermi trasparenti, non ci devono essere riviste in sala d’attesa, è necessario il distanziamento a costo di rendere inagibili con nastro adesivo alcune sedie, sempre dispenser a disposizione per le mani. Ove non due locali distinti, ci devono essere due armadi distinti per attrezzatura “sporca” e “pulita”; vanno diversificati i locali per i pazienti e quelli per il personale, separati i bagni (il più possibili dotati di attrezzatura monouso e disinfettati dopo ogni utilizzo), e vanno adottate tempistiche idonee per i fornitori esterni e le consegne di materiali.

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Chi prosegue gli studi, chi li abbandona e perché

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

L’identikit dello studente italiano ambizioso, desideroso di formarsi al meglio, pronto al sacrificio e con lo sguardo rivolto al mondo del lavoro, è tracciato dal Rapporto 2020 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. L’indagine studia un circolo vizioso per capire come trasformarlo in un ciclo virtuoso. Fotografa le scelte formative e lavorative compiute dai diplomati a un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo: oltre 88 mila studenti (circa 47 mila del 2018 e 41 mila del 2016) sono stati contattati per una valutazione dell’esperienza scolastica e delle scelte maturate dopo il diploma.Si iscrivono all’università soprattutto i liceali. Gli studenti del 2018 iscritti all’università, dopo un anno dal diploma, sono il 66,9%: il 51,4% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,5% frequenta l’università lavorando. L’87,0% dei diplomati del 2018 che avevano dichiarato, alla vigilia dell’Esame di Stato, di volersi iscrivere all’università ha successivamente confermato le proprie intenzioni. È però vero che l’8,3% degli studenti ha poi cambiato idea. La quota di chi ha rivisto le proprie scelte è più consistente tra i diplomati professionali (24,4%) e tecnici (13,3%) rispetto ai liceali dove la quota dei ripensamenti è praticamente irrilevante (5,2%); i primi due profili, infatti, subito dopo il conseguimento del titolo possono contare su maggiori chance lavorative.Altro aspetto importante è il contesto socio-economico e culturale della famiglia che influenza la scelta di proseguire gli studi (fra i diplomati del 2018 sono il 75,1% le iscrizioni all’università di diplomati in contesti più favoriti, rispetto al 56,7% dei giovani provenienti da famiglie meno favorite). Anche il titolo di studio dei genitori influenza le scelte formative dei giovani (iscrizione all’università per l’82,2% dei diplomati con un genitore laureato, il 66,5% con genitori in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e il 51,1% con genitori non diplomati). Ma a un anno dal titolo per il 15,3% dei diplomati la scelta universitaria non si è dimostrata vincente: il 6,6% ha deciso di abbandonare l’università, l’8,7% ha cambiato ateneo o corso di laurea. (fonte: Ufficio Stampa AlmaLaurea)

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Orientamento scolastico: tra chi prosegue gli studi e chi lascia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Chi prosegue gli studi, chi li abbandona e perché. L’identikit dello studente italiano ambizioso, desideroso di formarsi al meglio, pronto al sacrificio e con lo sguardo rivolto al mondo del lavoro, è tracciato dal Rapporto 2020 sulla Condizione occupazionale e formativa dei diplomati di scuola secondaria di secondo grado, realizzato da AlmaDiploma e dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.L’indagine studia un circolo vizioso per capire come trasformarlo in un ciclo virtuoso. Fotografa le scelte formative e lavorative compiute dai diplomati a un anno e a tre anni dal conseguimento del titolo: oltre 88 mila studenti (circa 47 mila del 2018 e 41 mila del 2016) sono stati contattati per una valutazione dell’esperienza scolastica e delle scelte maturate dopo il diploma.Si iscrivono all’università soprattutto i liceali. Gli studenti del 2018 iscritti all’università, dopo un anno dal diploma, sono il 66,9%: il 51,4% ha optato esclusivamente per lo studio, il 15,5% frequenta l’università lavorando. L’87,0% dei diplomati del 2018 che avevano dichiarato, alla vigilia dell’Esame di Stato, di volersi iscrivere all’università ha successivamente confermato le proprie intenzioni. È però vero che l’8,3% degli studenti ha poi cambiato idea. La quota di chi ha rivisto le proprie scelte è più consistente tra i diplomati professionali (24,4%) e tecnici (13,3%) rispetto ai liceali dove la quota dei ripensamenti è praticamente irrilevante (5,2%); i primi due profili, infatti, subito dopo il conseguimento del titolo possono contare su maggiori chance lavorative.Altro aspetto importante è il contesto socio-economico e culturale della famiglia che influenza la scelta di proseguire gli studi (fra i diplomati del 2018 sono il 75,1% le iscrizioni all’università di diplomati in contesti più favoriti, rispetto al 56,7% dei giovani provenienti da famiglie meno favorite). Anche il titolo di studio dei genitori influenza le scelte formative dei giovani (iscrizione all’università per l’82,2% dei diplomati con un genitore laureato, il 66,5% con genitori in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado e il 51,1% con genitori non diplomati). Ma a un anno dal titolo per il 15,3% dei diplomati la scelta universitaria non si è dimostrata vincente. il 6,6% ha deciso di abbandonare l’università, l’8,7% ha cambiato ateneo o corso di laurea.Per prevenire gli abbandoni e rendere le carriere universitarie più brillanti è importante il ruolo giocato dalle attività di orientamento, soprattutto se ben strutturate. Il percorso AlmaOrièntati è stato ideato da AlmaLaurea proprio con l’obiettivo di rendere disponibile ai giovani uno strumento di ausilio alla scelta universitaria.L’attività di Orientamento è fondamentale già per la scelta del percorso di scuola secondaria di secondo grado, che avviene in un momento molto delicato della vita dello studente. È a questa età che si rischia il circolo vizioso da trasformare in ciclo virtuoso. La famiglia e gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado esercitano dunque un ruolo di fondamentale importanza nella scelta del percorso da compiere.Alla vigilia del diploma il 55,5% dei diplomati del 2018 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso indirizzo/corso nella stessa scuola, mentre il restante 44,3% compierebbe una scelta diversa.
Dopo un anno dal diploma il quadro si modifica leggermente: la quota di intervistati che replicherebbe esattamente il percorso scolastico compiuto sale al 59,8% degli intervistati mentre scende al 39,9% la percentuale di chi varierebbe la propria scelta .A un anno dal diploma il 15,5% dei diplomati del 2018 frequenta l’università lavorando, il 20,3% lavora senza proseguire gli studi. A questi si aggiunge il 51,4% che, come già visto all’inizio, ha optato esclusivamente per lo studio. A tre anni dal diploma lavora, senza contemporaneamente studiare, il 25,7% dei diplomati del 2016, il 20,3% studia e lavora; resta elevata, e pari al 46,5%, la quota di diplomati che risulta iscritto a un corso di laurea. L’indagine rileva un altro dato molto interessante per gli “Studenti 4.0”. A un anno dal titolo, tra i diplomati del 2018, il 18,9% di quanti hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro (ora percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento) è stato successivamente richiamato dall’azienda in cui ha svolto tale attività. Tra quanti hanno svolto attività di alternanza scuola-lavoro durante gli studi e risultano occupati a un anno dal diploma, il 32,5% dichiara di lavorare nell’azienda presso cui ha svolto tale esperienza. A un anno dal diploma è più diffuso il lavoro non standard (prevalentemente a tempo determinato), mentre a tre anni il contratto a tempo indeterminato. Il lavoro a tempo pieno coinvolge il 46,0% degli occupati a un anno e il 50,0% a tre anni dal diploma. I diplomati del 2018 che lavorano a tempo pieno (senza essere contemporaneamente impegnati nello studio universitario) guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.125 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo la retribuzione mensile netta, dei diplomati del 2016, è pari in media a 1.262 euro.Le competenze apprese durante la scuola non sempre sono utilizzate al massimo nel lavoro. A un anno dal termine degli studi, il 20,7% degli occupati dichiara di utilizzare le competenze acquisite durante il percorso di studi in misura elevata, il 41,5% in misura ridotta e il 37,1% ritiene di non sfruttare per nulla le conoscenze apprese.

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Tre giorni di studi, indagini e approfondimenti sulla Fornarina

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Roma Martedì 28, mercoledì 29, giovedì 30 gennaio 2020 le Gallerie Nazionali Barberini Corsini via delle Quattro Fontane 13 dedicano tre giorni di studi, indagini e approfondimenti alla Fornarina, prima che lasci Palazzo Barberini per la grande mostra che celebra Raffaello nel cinquecentenario della morte in programma dal 5 marzo alle Scuderie del Quirinale.Tre giorni in cui i visitatori avranno l’occasione di osservare gli esperti al lavoro sul capolavoro di Raffaello e scoprire i segreti dell’opera, eccezionalmente da vicino.
ll primo giorno sarà dedicato ad un’acquisizione fotogrammetrica Gigapixel+3D del dipinto, realizzata dal team di Haltadefinizione di Franco Cosimo Panini con il supporto delle tecnologie di digital imaging della società partner Memooria, nell’ambito dell’accordo stipulato con le Gallerie nel 2019. La ripresa Gigapixel, ovvero una ripresa ad altissima risoluzione ottenuta tramite l’unione di più macrofotografie di dettagli di uno stesso soggetto, sarà effettuata sul fronte, sul retro e sulle parti laterali e consentirà ingrandimenti di gran lunga superiori rispetto a quanto l’occhio umano possa percepire, con una resa di colori, toni, dettagli, nitidezza e illuminazione non altrimenti raggiungibili. Il modello 3D derivato dalla campagna fotogrammetrica, inoltre, permetterà di mappare la forma dell’oggetto, delle pennellate e delle crettature con una precisione nell’ordine di decine di micron, e potrà essere impiegato sia per il monitoraggio dello stato di conservazione dell’opera, che per la diffusione e valorizzazione dell’immagine di Raffaello.
Il secondo e terzo giorno saranno dedicati ad una campagna di scansione macro della Fluorescenza dei Raggi X (MA-XRF), a cura di “Emmebi diagnostica artistica” e “Ars Mensurae” con degli strumenti messi a punto nell’ambito del Progetto MU.S.A. (Multichannel Scanner for Artworks), in collaborazione con l’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Università Roma 3, La Sapienza Università di Roma – Dipartimento di Scienze di Base e Applicate per l’Ingegneria. Queste analisi forniscono immagini ad alta risoluzione degli elementi chimici presenti sul dipinto analizzandone i singoli punti. L’aspetto innovativo dell’analisi Ma-XRF è quello di andare oltre l’analisi di un singolo punto e di fornire vere e proprie immagini della distribuzione dei singoli elementi chimici rilevati, offrendo ampie ed inedite possibilità di conoscenza sulla natura dei pigmenti, sulle tecniche pittoriche, sullo stato di conservazione delle opere.
Alle ore 11.00 di ogni giorno è previsto inoltre un incontro con i curatori e i restauratori del museo per conoscere meglio la storia e la tecnica di questo fondamentale ritratto. Le visite sono gratuite previo acquisto del biglietto e prenotazione in biglietteria.

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Seminario di studi “L’editing letterario: l’invenzione del testo in redazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Parma martedì 26 novembre, alle 14.30, il seminario di studi “L’editing letterario: l’invenzione del testo in redazione”, organizzato dal Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.L’appuntamento, che si terrà nell’aula Ferrari del plesso di via d’Azeglio, 85, coinvolge i corsi di laurea in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative e in Giornalismo, cultura editoriale e comunicazione multimediale.Dopo i saluti del direttore del dipartimento, Diego Saglia, interverranno esponenti del mondo editoriale italiano quali Edoardo Brugnatelli, Benedetta Centovalli, Giulio Mozzi e Antonio Riccardi. Modereranno l’incontro Alberto Conforti e Isotta Piazza.In coda al seminario avverrà la presentazione del libro di Simone Del Latte, “Dalle voci di Scampia al racconto di Saviano” (edizioni Unicopli, 2019), a cura degli studenti dell’insegnamento di Letteratura contemporanea e sistema editoriale.

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“Seminari di Europa” giornata di studi sulla tolleranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 novembre 2019

Parma Martedì 12 novembre, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30 presso l’Auditorium di Palazzo del Governatore (Piazza Garibaldi) ospiterà la giornata di studi sul tema della tolleranza, resa possibile dalla collaborazione tra Università di Parma, ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente (Progetto MIUR Studi e ricerche sulle culture dell’Asia e dell’Africa), IPOCAN – Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino e GCSS – Giunta Centrale per gli Studi Storici.La giornata sarà aperta dai saluti del Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra, del Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC Diego Saglia e della Coordinatrice dell’Unità di Storia del Dipartimento DUSIC Elena Bonora. L’apertura dei lavori sarà affidata ad Alessandro Pagliara, docente di Storia romana all’Università di Parma e responsabile organizzativo dei Seminari di Europa.Il convegno, a cura di Alessandro Pagliara (Università di Parma) e Adriano Valerio Rossi (ISMEO), sarà articolato in due sessioni: quella mattutina sarà dedicata al tema della tolleranza nel mondo greco e romano tra antico e tardoantico (con uno sguardo alla ricezione di tematiche antiche in epoca moderna); la sessione pomeridiana sarà invece incentrata sull’Oriente, con relazioni che indagheranno le nozioni di tolleranza e intolleranza nel mondo islamico, nella Cina antica, in Georgia e Iran.La sessione mattutina, presieduta da Domenico Vera (Università di Parma), sarà caratterizzata dagli interventi di Maria Teresa Schettino (Universités de Haute-Alsace et de Strasbourg, UMR Archimède, “Carthago delenda est”: l’intolleranza estrema in guerra?), di Tommaso Gnoli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, L’intolleranza di un grande intellettuale: il pagano Libanio e il Cristianesimo), di Fabrizio Oppedisano (Scuola Normale Superiore, Pisa, Il laboratorio di un re visionario: Teoderico e l’Italia romano-ostrogota), di Luca Iori (Università di Parma, Democrazia e tolleranza: l’Epitafio di Pericle e i suoi interpreti ottocenteschi).Nella sessione pomeridiana, presieduta da Tommaso Gnoli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna), si succederanno le relazioni di Claudio Lo Jacono (IPOCAN – Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, Roma, Tolleranza e intolleranza islamica verso il Cristianesimo), di Maurizio Scarpari (Università Ca’ Foscari, Venezia, Intolleranza etnica e assimilazione nella Cina antica), di Gaga Shurgaia (L’Orientale, Università degli Studi di Napoli, I volti della tolleranza nel regno di Davit IV il Ricostruttore 1089-1125).Dopo la discussione generale, le conclusioni saranno affidate ad Adriano Valerio Rossi, docente di Filologia Iranica all’Orientale, Università degli Studi di Napoli e Presidente di ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente.I Seminari di Europa sono organizzati dall’Università di Parma (Dipartimento DUSIC – Unità di Storia e CUCI – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale ) con il Comune di Parma (Assessorato alla Cultura), in collaborazione con la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, l’Ufficio Scolastico provinciale di Parma e Piacenza, la Fondazione Collegio Europeo, la Scuola per l’Europa, il Liceo Scientifico “Marconi” e il Polo Scolastico Agro-Industriale di Parma, e sono realizzati con il contributo della Fondazione Cariparma.
Il secondo ciclo dei “Seminari di Europa”, intitolato “Variazioni sul tema della Tolleranza”, è parte di Facciamo Conoscenza – L’Università per Parma 2020, la rassegna delle attività con cui l’Università di Parma contribuisce alle celebrazioni per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

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Seminario di Studio “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa in Italia e in Europa”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Roma Giovedì 14 Novembre 2019, nella Sala Convegni USMI-CISM presso la sede in Via Zanardelli, 32. Sono previsti gli interventi della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti CASELLATI, di Sua Em.za il Card. Gualtiero BASSETTI e della direzione CISM e USMI. L’evento è indirizzato ai superiori maggiori, ai consigli generali e provinciali e alle religiose e religiosi come ai collaboratori laici impegnati nella scuola (gestori, direzione didattica, direzione amministrativa, docenti), membri dei Consigli di Istituto, Genitori e Cittadini consapevoli che se funziona la Scuola Pubblica – statale e paritaria – funziona la Società Italiana. Ripartendo dal prezioso documento Autonomia, parità e libertà di scelta educativa, licenziato dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica nel mese di giugno 2017, USMI e CISM intendono richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico – che a tal proposito si è ampiamente espresso in modo trasversale e convergente – sul sistema scolastico italiano “ancora incompiuto” e invitano a fare i passi necessari “affinché il sistema formativo italiano, nel suo complesso, possa perseguire meglio la missione educativa che la società gli affida e che la legge a pieno titolo gli riconosce” I lavori saranno moderati dalla giornalista Lorena Bianchetti.

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Nel 2018 alcuni studi hanno modificato conoscenze scientifiche consolidate

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 febbraio 2019

Nel corso del 2018 alcuni studi scientifici pubblicati su autorevoli riviste hanno messo in dubbio certezze ormai consolidate nell’ambiente medico. Eric J. Topol, editorialista di Medscape, ha messo in evidenza 15 di questi studi, che comprendono anche alcuni lavori pubblicati alla fine del 2017, evidenziando i punti di novità.
Secondo uno studio pubblicato su Nature, per esempio, l’utero non sarebbe un ambiente sterile, contrariamente a quanto generalmente ritenuto, anzi, sarebbe proprio il luogo dove il microbioma avrebbe inizio. Un’altra notizia che potrebbe scardinare le credenze abituali è che i probiotici potrebbero non essere d’aiuto per la guarigione dell’intestino, ma che al contrario, dopo l’assunzione di antibiotici, possano ritardare la guarigione invece che accelerarla, secondo quanto riferito su Cell.
La rivista PNAS ha proposto invece un articolo che apre domande sullo sviluppo del cancro: le mutazioni somatiche aumentano il rischio di cancro quando le persone invecchiano, o si tratta invece di un declino del sistema immunitario? Cambiando completamente argomento, il “gene del linguaggio e della parola”, FOXP2, che si pensa abbia acquisito importanza negli esseri umani mediante la selezione positiva, potrebbe non essere per nulla specifico per l’uomo, secondo uno studio pubblicato su Cell.
E cosa dire del diabete di tipo 1? Ebbene, l’età entro la quale viene diagnosticato va ben oltre quella che si pensava in precedenza, e arriva fino ai 60 anni, o così almeno dicono gli autori di uno studio comparso su Lancet.
I benefici della chemioterapia di combinazione andrebbero ben oltre l’additività e la sinergia, ha dichiarato uno studio su Cell alla fine del 2017, e potrebbero intervenire sulla variabilità esistente tra pazienti. Science ha pubblicato invece una nuova analisi che mostra che non sempre la spesa Medicare per il periodo del fine vita deve essere vista come una perdita di denaro.
I prodotti lattiero-caseari non sono dannosi per la salute secondo Lancet, mentre l’aspirina non protegge dagli eventi cardiovascolari e può al contrario aumentare il rischio, come affermato sul New England Journal of Medicine. L’assunzione di sale può essere pericolosa per le persone a rischio di eventi cardiovascolari e ictus, ma solo in popolazioni che consumano più di 5 g al giorno, ha spiegato un lavoro comparso su Lancet.
Il British Medical Journal ha proposto uno studio sul diclofenac, ampiamente usato come antidolorifico, che porrebbe un rischio per la salute cardiovascolare rispetto al non utilizzo dello stesso farmaco, all’uso di paracetamolo, e all’uso di altri farmaci antinfiammatori non steroidei tradizionali. Lavori pubblicati su Cell (nel 2017) e su Nature Medicine hanno suggerito che i macrofagi nel cuore giochino ruoli nella conduzione e nel rimodellamento. Una grossa novità è stato il suggerimento da uno studio pubblicato su PNAS sul fatto che il DNA mitocondriale non passi solo attraverso il gamete femminile ma possa provenire anche dal padre. A che punto siamo sulla discussa vitamina D nella prevenzione delle fratture ossee? Forse non è utile, secondo una metanalisi comparsa su Lancet Diabetes & Endocrinology. Da ultimo, Nature si è occupato anche di una novità in ambito di fibrosi cistica e asma: si parla di una nuova gerarchia e composizione cellulare. (fonte: doctor33 e Medscape 15 Gennaio 2019 https://www.medscape.com/viewarticle/907588)

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Studi in onore di Bruna Costacurta

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma Lunedì 5 novembre 2018, ore 17:00 Piazza della Pilotta 4 presentazione del volume “La vita benedetta. Studi in onore della prof.sa Bruna Costacurta in occasione del suo quarantesimo anno di insegnamento”, a cura di Luca Mazzinghi, Grazia Papola, Fabrizio Ficco, che avrà luogo lunedì 5 novembre alle ore 17:00. Dopo i saluti di P. Dariusz Kowalczyk SJ, decano della Facoltà di Teologia della Gregoriana, e di P. Michael Kolarcik SJ, rettore del Pontificio Istituto Biblico, interverranno Luca Mazzinghi, curatore del libro, e la prof.ssa Costacurta.«L’intento è di contribuire alla comprensione dell’antropologia biblica attraverso lo studio organico di un’emozione tra le più centrali (anche se tra le più rimosse) dell’uomo, che lo tocca nella sua dimensione di creatura e ne rivela tutta la limitatezza e la costitutiva fragilità. È con la paura che l’uomo, sottoposto alla legge della morte, fa esperienza della propria verità di essere strutturalmente minacciato. Egli può essere liberato dalla paura solo accedendo, nella fede, a una realtà in cui la morte sia stata definitivamente vinta» (B. Costacurta,La vita minacciata, 1988).
Dalla «vita minacciata» a «la vita benedetta»: il percorso accademico, biblico e umano insieme di Bruna Costacurta ci porta a comprendere ancora meglio che lo studio e l’amore per la Parola di Dio rendono la vita umana nuova e feconda; dalla paura passiamo così alla fiducia e alla pace, ad una vita, appunto, benedetta dal Signore.

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Un percorso di studi “STEM”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Milano Bip – Business Integration Partners e MIP Politecnico di Milano hanno sviluppato #BipBootCamp, una prestigiosa business school per completare la preparazione accademica su temi in ambito economics & finance, marketing, management e trasformazione digitale e rivolta a neolaureati che intendono intraprendere una carriera nella consulenza direzionale, pur non avendo alle spalle un percorso di studi ‘STEM’ (Science, Technology, Engineering & Mathematics).
Uno dei punti di forza di #BipBootCamp, oltre alla ormai consolidata collaborazione tra due partner di prestigio quali Bip e MIP, sarà la metodologia Smart Learing utilizzata.
Si tratta di un innovativo approccio che coniuga diverse modalità di apprendimento e fruizione dei contenuti (aula, online ed esercitazioni pratiche) e volto a massimizzare l’efficacia della formazione e a rendere i partecipanti pronti ad affrontare le sfide della consulenza.
La metodologia didattica si caratterizza per una forte connotazione esperienziale, l’analisi di case study reali e lavori di gruppo volti a facilitare l’apprendimento e a calarsi il più possibile nel ruolo di consulente. Una tutorship digitale permetterà inoltre agli studenti una costante interazione con la Faculty MIP e di condividere commenti e spunti di riflessione con la community online.
Il percorso prevede 24 ore di formazione digitale, con accesso alla piattaforma da qualsiasi device, verifica dello stato di avanzamento e una tutorship per supportare il processo di apprendimento. Nel corso di ulteriori 12 giornate di formazione intensiva, per una durata di 2 settimane, gli studenti si eserciteranno su casi studio, esercitazioni pratiche e lavori di gruppo per massimizzare l’interazione tra la parte pratica e la parte teorica e avranno l’opportunità di ascoltare le testimonianze di alcuni consulenti esperti di Bip.
“Il #BipBootCamp rappresenta per noi l’ennesimo traguardo raggiunto, frutto della preziosa collaborazione con il MIP – commenta Carlo Capè, Amministratore Delegato di Bip – Business Integration Partners -. Le competenze specialistiche della faculty accademica del MIP e la conoscenza del mondo aziendale di Bip ci hanno permesso di realizzare la perfetta risposta sia a brillanti neolaureati che intendono ampliare le proprie competenze e arricchire il proprio CV, sia all’attuale mercato del lavoro in rapidissima evoluzione che richiede una preparazione in materie ‘STEM’”

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Giornata di studi “Manzoni e altri grandi postillatori tra Sette e Ottocento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Parma Lunedì 16 aprile, con inizio alle ore 9.30 in Aula E e alle ore 14.30 nell’Aula Ferrari (Plesso Universitario di via d’Azeglio), si terrà la giornata di studi “Manzoni e altri grandi postillatori tra Sette e Ottocento”, organizzata da Donatella Martinelli, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. L’incontro sarà introdotto da Giulia Raboni, coordinatrice nazionale del progetto PRIN 2015 “Manzoni Online: carte, libri, edizioni, strumenti”. Nel corso degli interventi verrà illustrata l’attività di “postillatori” di Alessandro Manzoni e di altri autori illustri del Sette e Ottocento: Voltaire, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti, Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi.
«Se è vero che i marginalia sono l’espressione più tangibile di un rapporto speciale dell’autore con i suoi libri – ha scritto Donatella Martinelli – ecco che lo studio di questa testualità apparentemente periferica e ‘stravagante’ diventa uno strumento prezioso per entrare nel cantiere di lavoro dei grandi scrittori. Gli esempi sono ormai numerosi: ma il campo è ancora poco coltivato. Questo speciale esercizio di scrittura prevede la condizione di un possesso pieno, esclusivo dei testi da parte dell’autore: la postilla include il volume nel perimetro dello scriptorium privato, lo trasforma da mero strumento d’uso in testimone del proprio lavoro.
La nostra giornata di studi vuole indagare questo speciale rapporto dello scrittore con il libro attraverso un approccio tipologico che miri a descrivere, a partire dai dati ‘esterni’, la varia casistica e funzionalità dei marginalia. Questo taglio privilegiato non esclude altri tipi di approccio che dovessero apparire particolarmente produttivi.
Manzoni è un grande postillatore: il corpus dei marginalia fornisce chiavi di lettura importanti per comprendere il suo rapporto con i libri, che poi vuol dire il suo rapporto con la cultura, antica e nuova, percorsa in lungo e in largo. Questa interlocuzione variegata e molteplice si situa nel contesto storico-culturale della rivoluzione illuministica, capace di rifondare ex novo tutti i paradigmi del sapere scientifico. Il confronto del modus operandi manzoniano con quello di altri grandi protagonisti della cultura tra Sette e Ottocento consentirà di definire meglio la varia ‘utilità’ dei postillati quali data base, grandi ‘collettori’, documenti di lavoro, spogli di servizio, ed altro ancora. Si potrà così comprendere meglio le dinamiche di lavoro del Manzoni, nonché degli altri autori chiamati in causa. Di qui l’invito ai relatori perché vogliano fornire un quadro complessivo, se possibile, dei postillati dei singoli autori che consenta di individuare le aree privilegiate dei marginalia, la modalità e peculiarità di annotazione, e la loro ‘utilità’ specifica».

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Casa di reclusione di Padova: Giornata nazionale di studi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Padova Venerdì 11 maggio 2018, ore 9.00-17.00 – Casa di reclusione di Padova. Nella relazione del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2018, si legge che l’Amministrazione “ha immaginato e realizzato un nuovo tipo di organizzazione del carcere mettendo al centro del cambiamento la persona detenuta, riconoscendole ampi margini di autodeterminazione al fine di favorirne il processo di maturazione e di assunzione di responsabilità nei confronti delle regole della convivenza sociale interne al carcere, primo ed essenziale passo verso un futuro, positivo reinserimento nella società”.
Il fatto è che insegnare ad altri esseri umani a diventare persone responsabili non è impresa facile: bisogna, prima di tutto, che a farlo siano degli adulti credibili, e delle istituzioni credibili. Il nostro sarà allora un “viaggio” dentro alle responsabilità, tra chi se le sa assumere e chi invece dalle responsabilità è perennemente in fuga.
Da un carcere che infantilizza si può finalmente passare a uno che riconosce il valore della responsabilità? Certo è difficile parlare di responsabilizzazione quando per esempio la rappresentanza delle persone detenute, invece che come strumento di crescita, è vista come una proposta ingestibile. A volte ci dimentichiamo che la parola Responsabilità deriva dal verbo “rispondere”. E invece in carcere succede a volte che le Istituzioni si avvalgano della “facoltà di non rispondere”, forse perché “gli utenti” hanno poca voce.
Se l’accesso alle misure di comunità diventerà finalmente una tappa fondamentale del reinserimento, e non un “beneficio”, al centro di quelle misure ci deve essere l’assunzione di responsabilità da parte di chi inizia un difficile viaggio di rientro nella società e di chi lo accompagna. Serve allora una riflessione su come riempire di contenuti e dare senso alle misure sul territorio, coinvolgendo e sensibilizzando il territorio stesso nei percorsi di reinserimento.
Scrive lo psichiatra Eugenio Borgna “Conoscere se stessi e gli altri è il modo più intenso di essere responsabili. Nessuno si conosce del resto fino a quando è soltanto se stesso, e non, al medesimo tempo, anche un altro”. Alle persone detenute si chiede di essere “altri”, di mettersi finalmente nei panni degli Altri, delle loro vittime, dei loro famigliari. Ma i giornalisti che scrivono le loro cronache, i magistrati che costruiscono le loro indagini, i giudici che condannano a decine di anni di carcere hanno mai provato a essere qualcuno di diverso da se stessi?
A Padova Ristretti Orizzonti sperimenta da anni una partecipazione dei detenuti dell’Alta Sicurezza ai progetti di confronto con la società, con gli studenti, con le vittime: sono percorsi importanti di responsabilizzazione, ma le relazioni che arrivano poi dall’Antimafia inchiodano inesorabilmente le persone al loro passato. Dell’Antimafia scrive il professor Giovanni Fiandaca: “L’antimafia ha fatto cose serie, importanti, ma da un certo momento in poi è emersa un’antimafia strumentale, di facciata.
Gli studenti che interrogano i detenuti non gli risparmiano mai le domande più severe: Non pensate che i vostri figli almeno hanno un padre, anche se detenuto, ma le vostre vittime invece un genitore non l’hanno più? Avreste il coraggio di incontrare le vostre vittime o i loro famigliari?
A Padova di vittime ne abbiamo incontrato tante, e hanno contribuito più loro a far capire il valore della responsabilità alle persone detenute che non tanti anni di galera cattiva, inutile, vendicativa.
I ragazzi violenti di Napoli non sono una realtà che non ci riguarda: per questo ci piacerebbe ragionare sulla nostra proposta di far incontrare e dialogare i giovani detenuti nei minorili del sud, spesso già quasi rovinati, con i detenuti adulti, che sono stati capi di organizzazioni criminali e oggi sono diventati persone più consapevoli e hanno maturato, dopo anni di carcere, una presa di distanza vera dal loro passato, vera perché hanno coinvolto anche i figli, le famiglie, e perché quando incontrano gli studenti e parlano delle loro storie, non cercano alibi.
Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. Interverrà Marco Del Gaudio, magistrato, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

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Sanità: presentazione studio su tempi attesa e costi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma lunedì 19 marzo dalle ore 10 alle ore 13 nella sede della Cgil Nazionale in corso d’Italia 25 studio condotto sui Tempi di attesa e costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Il focus è stato condotto da Crea (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata), commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e della Fondazione Luoghi Comuni. Diversi gli interventi previsti alla presentazione di questo primo rapporto: parteciperanno al dibattito Federico Spandonaro, professore dell’Università di Tor Vergata e presidente del Crea Sanità; Carla Collicelli, professoressa e ricercatrice senior associata Cnr-Itb; Rossana Dettori, segretaria nazionale della Cgil; Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil.Lo studio si concentra prevalentemente sui tempi di attesa e sui costi per effettuare prestazioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale, con un approfondimento sul confronto con l’offerta della sanità privata. Intende inoltre analizzare l’andamento del fenomeno nel corso degli anni. Lunedì 19 marzo a Roma alle ore 10 nella sede nazionale della Cgil in corso d’Italia la presentazione dell’indagine Crea fornirà un quadro chiaro e ricco di approfondimenti dell’andamento della sanità pubblica degli ultimi anni.

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Fisco: come difendersi dagli studi di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cassazioneGrazie al prezioso aiuto di un esperto in materia, l’Avv. Maurizio Villani, di seguito pubblichiamo un vademecum a sua firma, che elenca pratici consigli su come difendersi dagli studi di settore. La Corte di Cassazione ha affermato, con orientamento consolidato, che i parametri o studi di settore, rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rivelano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, ex art. 39, comma 1, lett. d, del DPR n. 600 del 1973. Lo studio di settore deve essere necessariamente svolto in contraddittorio col contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza delle condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato. All’ente impositore fa carico, invece, dimostrare l’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto di accertamento, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente (S.U. n. 26635 del 2009; n. 14288 del 2016; n. 3415 del 2015; n. 12631 del 2017). L’esperimento del contraddittorio col contribuente e la puntuale valutazione delle relative risultanze costituiscono, dunque, elementi essenziali ed imprescindibili della validazione, da parte del giudice, dell’accertamento fiscale basato sugli studi di settore, in quanto l’elaborazione statistica dei parametri, di per sé soggetta alle approssimazioni proprie dello strumento statistico, deve essere adeguata alla realtà reddituale del singolo contribuente, solo così potendo emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa. Con la conseguenza che la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dagli studi di settore, ma deve essere integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, soltanto così potendo emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sugli studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente (Cass. n. 27822 del 2013).La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così ritenuto direttamente riconducibile all’accertamento presuntivo basato sugli studi di settore anche la determinazione della percentuale di ricarico, senza valutare le giustificazioni addotte dalla ricorrente e le circostanze ed elementi di fatto proposti per dimostrare l’eventuale allontanamento della sua attività dal modello normale, incorrendo così in un evidente vizio logico ed in un sostanziale travisamento degli oneri probatori gravanti ex lege sulle parti. Ciò in quanto l’accertamento basato sugli studi di settore non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento del reddito dichiarato rispetto ad essi, ma deve essere integrato (anche sotto il profilo probatorio) con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria (ma senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto) a carico del contribuente (Cass. n. 15633 del 2014; n. 27822/2013; n. 25929/2017). La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così congruamente motivato, dando rilievo ad una serie di elementi forniti dal contribuente, idonei a superare le presunzioni dell’accertamento basato sugli studi di settore, quali: l’assenza di irregolarità contabili per quanto attiene alla fatturazione dell’attività espletata; il contesto economico-sociale degradato, con conseguente ridotta capacità di guadagno compatibile con il reddito dichiarato; la clientela con scarse capacità reddituali; la mancanza di indizi di evasione fiscale non enunciati nella parte motiva dell’accertamento. I contribuenti, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, possono contestare gli studi di settore citando la suddetta giurisprudenza della Corte di Cassazione.

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Workshop del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

parma universitàParma Lunedì 19 giugno, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Parma (via Università, 12), si svolgerà il workshop “New Technologies as Shields and Swords: Challenges for International, European Union and Domestic Law”, organizzato dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) dell’Università di Parma, con la collaborazione della rivista Questions of International Law (QIL).
I lavori, che vedono la partecipazione di numerosi studiosi nazionali e internazionali, saranno introdotti da Laura Pineschi, Presidente del CSEIA, docente di Diritto Internazionale presso il Dipartimento Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo, e da Maurizio Arcari, Editor in Chief della rivista QIL.L’evento è di speciale importanza sia per il prestigio internazionale e la competenza di molti relatori sia per la particolare attualità e complessità delle tematiche affrontate. L’incontro proseguirà anche nella giornata di martedì 20 giugno, a partire dalle ore 9.30, sempre in Aula Magna.

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Studio dei sistemi di numerazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Lunedì 5 Giugno 2017, ore 9:00 / 9 Giugno 2017 Argiletum, Aula Urbano VIII Via della Madonna dei Monti 40. Obiettivo di questo convegno è quello di riunire ricercatori interessati alle interazioni tra diverse discipline quali sono quelle coinvolte nello studio dei sistemi di numerazione: la teoria ergodica, la teoria dei numeri e la combinatorica. Nei cinque giorni della conferenza, i relatori provenienti da tutto il mondo, esporranno in più di 40 interventi gli ultimi risultati di ricerca nei vari temi che caratterizzano da un punto di vista matematico i sistemi di numerazione:
– Sistemi di numerazione in generale;
– Rappresentazioni geometriche, frattali di Rauzy, tassellazioni del piano;
– Rappresentazione di operazioni in base un numero di Pisot mediante automi a stati finiti;
– Sistemi Sofici associati con i numeri Pisot;
– Rappresentazioni ridondanti e crittografia;
– Sistemi Shift-Radix;
– Sistemi di numerazione astratti;
– Numeri Beta-interi e loro proprietà combinatorie;
– Spettro e misure spettrali associate ai sistemi di numerazione;
– Somme di cifre per i sistemi di numerazione classici e non classici;
– Studio Analitico e probabilistico di funzioni aritmetiche in relazione alla numerazione;
– Combinatoria sulle parole e approssimazione Diofantea;
– Numeri Algebrici e trascendenti collegati con i beta-interi.

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XV Giornata di studi cirillometodiani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Roma Venerdì 19 Maggio 2017, ore 14:30 / 20 Maggio 2017 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Sala Conferenze Via del Valco di San Paolo,19. L’iniziativa è legata a due ricorrenze, 1100 anni da quando il sovrano bulgaro Simeone il Grande ebbe il titolo di zar e 100 anni dall’abdicazione dell’ultimo zar russo, l’imperatore Nicola II, e si svolgerà in due parti:
Venerdì 19.05.2017: La figura dello zar nella storia e nella cultura della Slavia ortodossa (917-1917) – serie di 6 relazioni, si veda il programma.
Sabato 20.05.2017: Tavola rotonda sul tema Di cosa parliamo quando parliamo di ‘stato’ e di ‘narod/nazione’ nel Medioevo slavo ortodosso?

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Consegna premi di studio Erasmus finanziati da Barilla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

parma universitàParma Lunedì 30 maggio alle ore 14.30, nell’Aula A della Sede didattica di Ingegneria “Riccardo Barilla” del Campus di via Langhirano, si svolgerà la cerimonia di conferimento di 6 premi di studio per studenti in mobilità internazionale nell’ambito del Progetto Erasmus per l’a. a. 2016-2017. I premi di studio sono stati finanziati da Barilla grazie a una convenzione siglata con l’Università di Parma e che, in via sperimentale per la mobilità Erasmus 2016/2017, ha coinvolto studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica e del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica dell’Industria Alimentare. Nel corso della Cerimonia interverranno il Rettore Loris Borghi, la Delegata del Rettore per l’Orientamento in uscita e Politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement Sara Rainieri, il Chief Supply Officer di Barilla Antonio Copercini e il Vice Presidente Barilla Luca Barilla. Si tratta dell’ultimo atto dell’azione “Network Università di Parma – Imprese”, avviata nell’ambito del Progetto “Università Orienta, Percorso guidato dalla scuola all’Università e dall’Università al lavoro”, inserito nella programmazione triennale 2013-2015 che l’Ateneo ha presentato al Ministero. Grazie al contributo erogato da Barilla, che in passato ha già sostenuto significativamente la crescita dei corsi di studio di Ingegneria dell’Università di Parma, i 6 studenti premiati riceveranno un contributo finanziario che integrerà la borsa di studio Erasmus, talvolta non sufficiente per coprire tutte le spese che i giovani sono chiamati a sostenere durante l’esperienza all’estero.

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Giornata internazionale di studi dal titolo Celebrities

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Bologna Mercoledì 18 novembre 2015, ore 9.15-19 nel salone di palazzo Marescotti, via Barberia 4 ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Dipartimento delle Arti – Centro La Soffitta dell’università di Bologna, realizza una giornata di studi internazionale dal titolo: CELEBRITIES fashion, branding, performance nell’era dei social media, a cura di Sara Pesce, Roy Menarini e Antonella Mascio. Lo scopo è fare il punto degli studi accademici sulle matrici culturali della celebrità nel panorama contemporaneo (che hanno dato vita a riviste dedicate), tracciando percorsi storico-critici in dialogo con studiosi dei media, giornalisti e rappresentanti del settore della moda.L’evento è inserito nella 27° rassegna LA SOFFITTA 2015, che proseguirà fino al 9 dicembre con altri, interessanti progetti.
Spiegano i curatori: “La cultura della celebrità circonda ormai molti degli ambiti della quotidianità: dalla diffusa fascinazione per i costumi del cinema alle fiorenti investigazioni sull’intreccio tra divismo e haute couture, al più recente interesse per forme “branded” di notorietà disseminate nella società contemporanea grazie ai media digitali.
La celebrità è prodotto industriale ma, nell’epoca dei social media, può configurarsi come un fenomeno che nasce dal basso. Si moltiplicano le piattaforme di distribuzione della visibilità personale (il self-branding cross-mediale di personalità ibride, i fashion-bloggers che creano tendenze, i trend-setters che trasformano in star ragazze che si autopromuovono su Facebook). Performance, meccanismi di credibilità e appeal subiscono mutamenti connessi alle trasformazioni del rapporto tra individui e oggetti, nel contesto di una diversa accessibilità al lusso di cui il mercato della moda è protagonista.
In programma dodici interventi, in italiano e inglese, con studiosi dei media, giornalisti, professionisti della moda. Keynote Pamela Church Gibson (London College of Fashion, University of the Arts). Nell’ambito del convegno, verrà anche presentato il numero 581 della rivista «Bianco e Nero» e del monografico Stardom – Nel paese degli antidivi con i curatori Giulia Carluccio e Andrea Minuz, alla presenza di Giacomo Manzoli e Roy Menarini. (foto: archivio)

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