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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘studi’

Nel 2018 alcuni studi hanno modificato conoscenze scientifiche consolidate

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 febbraio 2019

Nel corso del 2018 alcuni studi scientifici pubblicati su autorevoli riviste hanno messo in dubbio certezze ormai consolidate nell’ambiente medico. Eric J. Topol, editorialista di Medscape, ha messo in evidenza 15 di questi studi, che comprendono anche alcuni lavori pubblicati alla fine del 2017, evidenziando i punti di novità.
Secondo uno studio pubblicato su Nature, per esempio, l’utero non sarebbe un ambiente sterile, contrariamente a quanto generalmente ritenuto, anzi, sarebbe proprio il luogo dove il microbioma avrebbe inizio. Un’altra notizia che potrebbe scardinare le credenze abituali è che i probiotici potrebbero non essere d’aiuto per la guarigione dell’intestino, ma che al contrario, dopo l’assunzione di antibiotici, possano ritardare la guarigione invece che accelerarla, secondo quanto riferito su Cell.
La rivista PNAS ha proposto invece un articolo che apre domande sullo sviluppo del cancro: le mutazioni somatiche aumentano il rischio di cancro quando le persone invecchiano, o si tratta invece di un declino del sistema immunitario? Cambiando completamente argomento, il “gene del linguaggio e della parola”, FOXP2, che si pensa abbia acquisito importanza negli esseri umani mediante la selezione positiva, potrebbe non essere per nulla specifico per l’uomo, secondo uno studio pubblicato su Cell.
E cosa dire del diabete di tipo 1? Ebbene, l’età entro la quale viene diagnosticato va ben oltre quella che si pensava in precedenza, e arriva fino ai 60 anni, o così almeno dicono gli autori di uno studio comparso su Lancet.
I benefici della chemioterapia di combinazione andrebbero ben oltre l’additività e la sinergia, ha dichiarato uno studio su Cell alla fine del 2017, e potrebbero intervenire sulla variabilità esistente tra pazienti. Science ha pubblicato invece una nuova analisi che mostra che non sempre la spesa Medicare per il periodo del fine vita deve essere vista come una perdita di denaro.
I prodotti lattiero-caseari non sono dannosi per la salute secondo Lancet, mentre l’aspirina non protegge dagli eventi cardiovascolari e può al contrario aumentare il rischio, come affermato sul New England Journal of Medicine. L’assunzione di sale può essere pericolosa per le persone a rischio di eventi cardiovascolari e ictus, ma solo in popolazioni che consumano più di 5 g al giorno, ha spiegato un lavoro comparso su Lancet.
Il British Medical Journal ha proposto uno studio sul diclofenac, ampiamente usato come antidolorifico, che porrebbe un rischio per la salute cardiovascolare rispetto al non utilizzo dello stesso farmaco, all’uso di paracetamolo, e all’uso di altri farmaci antinfiammatori non steroidei tradizionali. Lavori pubblicati su Cell (nel 2017) e su Nature Medicine hanno suggerito che i macrofagi nel cuore giochino ruoli nella conduzione e nel rimodellamento. Una grossa novità è stato il suggerimento da uno studio pubblicato su PNAS sul fatto che il DNA mitocondriale non passi solo attraverso il gamete femminile ma possa provenire anche dal padre. A che punto siamo sulla discussa vitamina D nella prevenzione delle fratture ossee? Forse non è utile, secondo una metanalisi comparsa su Lancet Diabetes & Endocrinology. Da ultimo, Nature si è occupato anche di una novità in ambito di fibrosi cistica e asma: si parla di una nuova gerarchia e composizione cellulare. (fonte: doctor33 e Medscape 15 Gennaio 2019 https://www.medscape.com/viewarticle/907588)

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Studi in onore di Bruna Costacurta

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma Lunedì 5 novembre 2018, ore 17:00 Piazza della Pilotta 4 presentazione del volume “La vita benedetta. Studi in onore della prof.sa Bruna Costacurta in occasione del suo quarantesimo anno di insegnamento”, a cura di Luca Mazzinghi, Grazia Papola, Fabrizio Ficco, che avrà luogo lunedì 5 novembre alle ore 17:00. Dopo i saluti di P. Dariusz Kowalczyk SJ, decano della Facoltà di Teologia della Gregoriana, e di P. Michael Kolarcik SJ, rettore del Pontificio Istituto Biblico, interverranno Luca Mazzinghi, curatore del libro, e la prof.ssa Costacurta.«L’intento è di contribuire alla comprensione dell’antropologia biblica attraverso lo studio organico di un’emozione tra le più centrali (anche se tra le più rimosse) dell’uomo, che lo tocca nella sua dimensione di creatura e ne rivela tutta la limitatezza e la costitutiva fragilità. È con la paura che l’uomo, sottoposto alla legge della morte, fa esperienza della propria verità di essere strutturalmente minacciato. Egli può essere liberato dalla paura solo accedendo, nella fede, a una realtà in cui la morte sia stata definitivamente vinta» (B. Costacurta,La vita minacciata, 1988).
Dalla «vita minacciata» a «la vita benedetta»: il percorso accademico, biblico e umano insieme di Bruna Costacurta ci porta a comprendere ancora meglio che lo studio e l’amore per la Parola di Dio rendono la vita umana nuova e feconda; dalla paura passiamo così alla fiducia e alla pace, ad una vita, appunto, benedetta dal Signore.

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Un percorso di studi “STEM”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Milano Bip – Business Integration Partners e MIP Politecnico di Milano hanno sviluppato #BipBootCamp, una prestigiosa business school per completare la preparazione accademica su temi in ambito economics & finance, marketing, management e trasformazione digitale e rivolta a neolaureati che intendono intraprendere una carriera nella consulenza direzionale, pur non avendo alle spalle un percorso di studi ‘STEM’ (Science, Technology, Engineering & Mathematics).
Uno dei punti di forza di #BipBootCamp, oltre alla ormai consolidata collaborazione tra due partner di prestigio quali Bip e MIP, sarà la metodologia Smart Learing utilizzata.
Si tratta di un innovativo approccio che coniuga diverse modalità di apprendimento e fruizione dei contenuti (aula, online ed esercitazioni pratiche) e volto a massimizzare l’efficacia della formazione e a rendere i partecipanti pronti ad affrontare le sfide della consulenza.
La metodologia didattica si caratterizza per una forte connotazione esperienziale, l’analisi di case study reali e lavori di gruppo volti a facilitare l’apprendimento e a calarsi il più possibile nel ruolo di consulente. Una tutorship digitale permetterà inoltre agli studenti una costante interazione con la Faculty MIP e di condividere commenti e spunti di riflessione con la community online.
Il percorso prevede 24 ore di formazione digitale, con accesso alla piattaforma da qualsiasi device, verifica dello stato di avanzamento e una tutorship per supportare il processo di apprendimento. Nel corso di ulteriori 12 giornate di formazione intensiva, per una durata di 2 settimane, gli studenti si eserciteranno su casi studio, esercitazioni pratiche e lavori di gruppo per massimizzare l’interazione tra la parte pratica e la parte teorica e avranno l’opportunità di ascoltare le testimonianze di alcuni consulenti esperti di Bip.
“Il #BipBootCamp rappresenta per noi l’ennesimo traguardo raggiunto, frutto della preziosa collaborazione con il MIP – commenta Carlo Capè, Amministratore Delegato di Bip – Business Integration Partners -. Le competenze specialistiche della faculty accademica del MIP e la conoscenza del mondo aziendale di Bip ci hanno permesso di realizzare la perfetta risposta sia a brillanti neolaureati che intendono ampliare le proprie competenze e arricchire il proprio CV, sia all’attuale mercato del lavoro in rapidissima evoluzione che richiede una preparazione in materie ‘STEM’”

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Giornata di studi “Manzoni e altri grandi postillatori tra Sette e Ottocento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Parma Lunedì 16 aprile, con inizio alle ore 9.30 in Aula E e alle ore 14.30 nell’Aula Ferrari (Plesso Universitario di via d’Azeglio), si terrà la giornata di studi “Manzoni e altri grandi postillatori tra Sette e Ottocento”, organizzata da Donatella Martinelli, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. L’incontro sarà introdotto da Giulia Raboni, coordinatrice nazionale del progetto PRIN 2015 “Manzoni Online: carte, libri, edizioni, strumenti”. Nel corso degli interventi verrà illustrata l’attività di “postillatori” di Alessandro Manzoni e di altri autori illustri del Sette e Ottocento: Voltaire, Vittorio Alfieri, Vincenzo Monti, Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi.
«Se è vero che i marginalia sono l’espressione più tangibile di un rapporto speciale dell’autore con i suoi libri – ha scritto Donatella Martinelli – ecco che lo studio di questa testualità apparentemente periferica e ‘stravagante’ diventa uno strumento prezioso per entrare nel cantiere di lavoro dei grandi scrittori. Gli esempi sono ormai numerosi: ma il campo è ancora poco coltivato. Questo speciale esercizio di scrittura prevede la condizione di un possesso pieno, esclusivo dei testi da parte dell’autore: la postilla include il volume nel perimetro dello scriptorium privato, lo trasforma da mero strumento d’uso in testimone del proprio lavoro.
La nostra giornata di studi vuole indagare questo speciale rapporto dello scrittore con il libro attraverso un approccio tipologico che miri a descrivere, a partire dai dati ‘esterni’, la varia casistica e funzionalità dei marginalia. Questo taglio privilegiato non esclude altri tipi di approccio che dovessero apparire particolarmente produttivi.
Manzoni è un grande postillatore: il corpus dei marginalia fornisce chiavi di lettura importanti per comprendere il suo rapporto con i libri, che poi vuol dire il suo rapporto con la cultura, antica e nuova, percorsa in lungo e in largo. Questa interlocuzione variegata e molteplice si situa nel contesto storico-culturale della rivoluzione illuministica, capace di rifondare ex novo tutti i paradigmi del sapere scientifico. Il confronto del modus operandi manzoniano con quello di altri grandi protagonisti della cultura tra Sette e Ottocento consentirà di definire meglio la varia ‘utilità’ dei postillati quali data base, grandi ‘collettori’, documenti di lavoro, spogli di servizio, ed altro ancora. Si potrà così comprendere meglio le dinamiche di lavoro del Manzoni, nonché degli altri autori chiamati in causa. Di qui l’invito ai relatori perché vogliano fornire un quadro complessivo, se possibile, dei postillati dei singoli autori che consenta di individuare le aree privilegiate dei marginalia, la modalità e peculiarità di annotazione, e la loro ‘utilità’ specifica».

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Casa di reclusione di Padova: Giornata nazionale di studi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Padova Venerdì 11 maggio 2018, ore 9.00-17.00 – Casa di reclusione di Padova. Nella relazione del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2018, si legge che l’Amministrazione “ha immaginato e realizzato un nuovo tipo di organizzazione del carcere mettendo al centro del cambiamento la persona detenuta, riconoscendole ampi margini di autodeterminazione al fine di favorirne il processo di maturazione e di assunzione di responsabilità nei confronti delle regole della convivenza sociale interne al carcere, primo ed essenziale passo verso un futuro, positivo reinserimento nella società”.
Il fatto è che insegnare ad altri esseri umani a diventare persone responsabili non è impresa facile: bisogna, prima di tutto, che a farlo siano degli adulti credibili, e delle istituzioni credibili. Il nostro sarà allora un “viaggio” dentro alle responsabilità, tra chi se le sa assumere e chi invece dalle responsabilità è perennemente in fuga.
Da un carcere che infantilizza si può finalmente passare a uno che riconosce il valore della responsabilità? Certo è difficile parlare di responsabilizzazione quando per esempio la rappresentanza delle persone detenute, invece che come strumento di crescita, è vista come una proposta ingestibile. A volte ci dimentichiamo che la parola Responsabilità deriva dal verbo “rispondere”. E invece in carcere succede a volte che le Istituzioni si avvalgano della “facoltà di non rispondere”, forse perché “gli utenti” hanno poca voce.
Se l’accesso alle misure di comunità diventerà finalmente una tappa fondamentale del reinserimento, e non un “beneficio”, al centro di quelle misure ci deve essere l’assunzione di responsabilità da parte di chi inizia un difficile viaggio di rientro nella società e di chi lo accompagna. Serve allora una riflessione su come riempire di contenuti e dare senso alle misure sul territorio, coinvolgendo e sensibilizzando il territorio stesso nei percorsi di reinserimento.
Scrive lo psichiatra Eugenio Borgna “Conoscere se stessi e gli altri è il modo più intenso di essere responsabili. Nessuno si conosce del resto fino a quando è soltanto se stesso, e non, al medesimo tempo, anche un altro”. Alle persone detenute si chiede di essere “altri”, di mettersi finalmente nei panni degli Altri, delle loro vittime, dei loro famigliari. Ma i giornalisti che scrivono le loro cronache, i magistrati che costruiscono le loro indagini, i giudici che condannano a decine di anni di carcere hanno mai provato a essere qualcuno di diverso da se stessi?
A Padova Ristretti Orizzonti sperimenta da anni una partecipazione dei detenuti dell’Alta Sicurezza ai progetti di confronto con la società, con gli studenti, con le vittime: sono percorsi importanti di responsabilizzazione, ma le relazioni che arrivano poi dall’Antimafia inchiodano inesorabilmente le persone al loro passato. Dell’Antimafia scrive il professor Giovanni Fiandaca: “L’antimafia ha fatto cose serie, importanti, ma da un certo momento in poi è emersa un’antimafia strumentale, di facciata.
Gli studenti che interrogano i detenuti non gli risparmiano mai le domande più severe: Non pensate che i vostri figli almeno hanno un padre, anche se detenuto, ma le vostre vittime invece un genitore non l’hanno più? Avreste il coraggio di incontrare le vostre vittime o i loro famigliari?
A Padova di vittime ne abbiamo incontrato tante, e hanno contribuito più loro a far capire il valore della responsabilità alle persone detenute che non tanti anni di galera cattiva, inutile, vendicativa.
I ragazzi violenti di Napoli non sono una realtà che non ci riguarda: per questo ci piacerebbe ragionare sulla nostra proposta di far incontrare e dialogare i giovani detenuti nei minorili del sud, spesso già quasi rovinati, con i detenuti adulti, che sono stati capi di organizzazioni criminali e oggi sono diventati persone più consapevoli e hanno maturato, dopo anni di carcere, una presa di distanza vera dal loro passato, vera perché hanno coinvolto anche i figli, le famiglie, e perché quando incontrano gli studenti e parlano delle loro storie, non cercano alibi.
Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. Interverrà Marco Del Gaudio, magistrato, Vice Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

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Sanità: presentazione studio su tempi attesa e costi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma lunedì 19 marzo dalle ore 10 alle ore 13 nella sede della Cgil Nazionale in corso d’Italia 25 studio condotto sui Tempi di attesa e costi delle prestazioni sanitarie nei sistemi sanitari regionali. Il focus è stato condotto da Crea (Consorzio per la Ricerca Economica Applicata), commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e della Fondazione Luoghi Comuni. Diversi gli interventi previsti alla presentazione di questo primo rapporto: parteciperanno al dibattito Federico Spandonaro, professore dell’Università di Tor Vergata e presidente del Crea Sanità; Carla Collicelli, professoressa e ricercatrice senior associata Cnr-Itb; Rossana Dettori, segretaria nazionale della Cgil; Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil.Lo studio si concentra prevalentemente sui tempi di attesa e sui costi per effettuare prestazioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale, con un approfondimento sul confronto con l’offerta della sanità privata. Intende inoltre analizzare l’andamento del fenomeno nel corso degli anni. Lunedì 19 marzo a Roma alle ore 10 nella sede nazionale della Cgil in corso d’Italia la presentazione dell’indagine Crea fornirà un quadro chiaro e ricco di approfondimenti dell’andamento della sanità pubblica degli ultimi anni.

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Fisco: come difendersi dagli studi di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cassazioneGrazie al prezioso aiuto di un esperto in materia, l’Avv. Maurizio Villani, di seguito pubblichiamo un vademecum a sua firma, che elenca pratici consigli su come difendersi dagli studi di settore. La Corte di Cassazione ha affermato, con orientamento consolidato, che i parametri o studi di settore, rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni, rivelano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, ex art. 39, comma 1, lett. d, del DPR n. 600 del 1973. Lo studio di settore deve essere necessariamente svolto in contraddittorio col contribuente, sul quale, nella fase amministrativa e, soprattutto, contenziosa, incombe l’onere di allegare e provare, senza limitazioni di mezzi e di contenuto, la sussistenza delle condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, sì da giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe stato normale secondo la procedura di accertamento tributario standardizzato. All’ente impositore fa carico, invece, dimostrare l’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto di accertamento, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente (S.U. n. 26635 del 2009; n. 14288 del 2016; n. 3415 del 2015; n. 12631 del 2017). L’esperimento del contraddittorio col contribuente e la puntuale valutazione delle relative risultanze costituiscono, dunque, elementi essenziali ed imprescindibili della validazione, da parte del giudice, dell’accertamento fiscale basato sugli studi di settore, in quanto l’elaborazione statistica dei parametri, di per sé soggetta alle approssimazioni proprie dello strumento statistico, deve essere adeguata alla realtà reddituale del singolo contribuente, solo così potendo emergere gli elementi idonei a commisurare la presunzione alla concreta realtà economica dell’impresa. Con la conseguenza che la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento dagli studi di settore, ma deve essere integrata, anche sotto il profilo probatorio, con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, soltanto così potendo emergere la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sugli studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria a carico del contribuente (Cass. n. 27822 del 2013).La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così ritenuto direttamente riconducibile all’accertamento presuntivo basato sugli studi di settore anche la determinazione della percentuale di ricarico, senza valutare le giustificazioni addotte dalla ricorrente e le circostanze ed elementi di fatto proposti per dimostrare l’eventuale allontanamento della sua attività dal modello normale, incorrendo così in un evidente vizio logico ed in un sostanziale travisamento degli oneri probatori gravanti ex lege sulle parti. Ciò in quanto l’accertamento basato sugli studi di settore non può esaurirsi nel mero rilievo dello scostamento del reddito dichiarato rispetto ad essi, ma deve essere integrato (anche sotto il profilo probatorio) con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio, solo così emergendo la gravità, precisione e concordanza attribuibile alla presunzione basata sui suddetti studi di settore e la giustificabilità di un onere della prova contraria (ma senza alcuna limitazione di mezzi e di contenuto) a carico del contribuente (Cass. n. 15633 del 2014; n. 27822/2013; n. 25929/2017). La giurisprudenza di merito, confermata dalla Corte di Cassazione con i principi sopra esposti, ha così congruamente motivato, dando rilievo ad una serie di elementi forniti dal contribuente, idonei a superare le presunzioni dell’accertamento basato sugli studi di settore, quali: l’assenza di irregolarità contabili per quanto attiene alla fatturazione dell’attività espletata; il contesto economico-sociale degradato, con conseguente ridotta capacità di guadagno compatibile con il reddito dichiarato; la clientela con scarse capacità reddituali; la mancanza di indizi di evasione fiscale non enunciati nella parte motiva dell’accertamento. I contribuenti, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, possono contestare gli studi di settore citando la suddetta giurisprudenza della Corte di Cassazione.

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Workshop del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

parma universitàParma Lunedì 19 giugno, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Parma (via Università, 12), si svolgerà il workshop “New Technologies as Shields and Swords: Challenges for International, European Union and Domestic Law”, organizzato dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) dell’Università di Parma, con la collaborazione della rivista Questions of International Law (QIL).
I lavori, che vedono la partecipazione di numerosi studiosi nazionali e internazionali, saranno introdotti da Laura Pineschi, Presidente del CSEIA, docente di Diritto Internazionale presso il Dipartimento Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo, e da Maurizio Arcari, Editor in Chief della rivista QIL.L’evento è di speciale importanza sia per il prestigio internazionale e la competenza di molti relatori sia per la particolare attualità e complessità delle tematiche affrontate. L’incontro proseguirà anche nella giornata di martedì 20 giugno, a partire dalle ore 9.30, sempre in Aula Magna.

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Studio dei sistemi di numerazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Lunedì 5 Giugno 2017, ore 9:00 / 9 Giugno 2017 Argiletum, Aula Urbano VIII Via della Madonna dei Monti 40. Obiettivo di questo convegno è quello di riunire ricercatori interessati alle interazioni tra diverse discipline quali sono quelle coinvolte nello studio dei sistemi di numerazione: la teoria ergodica, la teoria dei numeri e la combinatorica. Nei cinque giorni della conferenza, i relatori provenienti da tutto il mondo, esporranno in più di 40 interventi gli ultimi risultati di ricerca nei vari temi che caratterizzano da un punto di vista matematico i sistemi di numerazione:
– Sistemi di numerazione in generale;
– Rappresentazioni geometriche, frattali di Rauzy, tassellazioni del piano;
– Rappresentazione di operazioni in base un numero di Pisot mediante automi a stati finiti;
– Sistemi Sofici associati con i numeri Pisot;
– Rappresentazioni ridondanti e crittografia;
– Sistemi Shift-Radix;
– Sistemi di numerazione astratti;
– Numeri Beta-interi e loro proprietà combinatorie;
– Spettro e misure spettrali associate ai sistemi di numerazione;
– Somme di cifre per i sistemi di numerazione classici e non classici;
– Studio Analitico e probabilistico di funzioni aritmetiche in relazione alla numerazione;
– Combinatoria sulle parole e approssimazione Diofantea;
– Numeri Algebrici e trascendenti collegati con i beta-interi.

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XV Giornata di studi cirillometodiani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Roma Venerdì 19 Maggio 2017, ore 14:30 / 20 Maggio 2017 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Sala Conferenze Via del Valco di San Paolo,19. L’iniziativa è legata a due ricorrenze, 1100 anni da quando il sovrano bulgaro Simeone il Grande ebbe il titolo di zar e 100 anni dall’abdicazione dell’ultimo zar russo, l’imperatore Nicola II, e si svolgerà in due parti:
Venerdì 19.05.2017: La figura dello zar nella storia e nella cultura della Slavia ortodossa (917-1917) – serie di 6 relazioni, si veda il programma.
Sabato 20.05.2017: Tavola rotonda sul tema Di cosa parliamo quando parliamo di ‘stato’ e di ‘narod/nazione’ nel Medioevo slavo ortodosso?

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Consegna premi di studio Erasmus finanziati da Barilla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

parma universitàParma Lunedì 30 maggio alle ore 14.30, nell’Aula A della Sede didattica di Ingegneria “Riccardo Barilla” del Campus di via Langhirano, si svolgerà la cerimonia di conferimento di 6 premi di studio per studenti in mobilità internazionale nell’ambito del Progetto Erasmus per l’a. a. 2016-2017. I premi di studio sono stati finanziati da Barilla grazie a una convenzione siglata con l’Università di Parma e che, in via sperimentale per la mobilità Erasmus 2016/2017, ha coinvolto studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica e del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica dell’Industria Alimentare. Nel corso della Cerimonia interverranno il Rettore Loris Borghi, la Delegata del Rettore per l’Orientamento in uscita e Politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement Sara Rainieri, il Chief Supply Officer di Barilla Antonio Copercini e il Vice Presidente Barilla Luca Barilla. Si tratta dell’ultimo atto dell’azione “Network Università di Parma – Imprese”, avviata nell’ambito del Progetto “Università Orienta, Percorso guidato dalla scuola all’Università e dall’Università al lavoro”, inserito nella programmazione triennale 2013-2015 che l’Ateneo ha presentato al Ministero. Grazie al contributo erogato da Barilla, che in passato ha già sostenuto significativamente la crescita dei corsi di studio di Ingegneria dell’Università di Parma, i 6 studenti premiati riceveranno un contributo finanziario che integrerà la borsa di studio Erasmus, talvolta non sufficiente per coprire tutte le spese che i giovani sono chiamati a sostenere durante l’esperienza all’estero.

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Giornata internazionale di studi dal titolo Celebrities

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Bologna Mercoledì 18 novembre 2015, ore 9.15-19 nel salone di palazzo Marescotti, via Barberia 4 ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Dipartimento delle Arti – Centro La Soffitta dell’università di Bologna, realizza una giornata di studi internazionale dal titolo: CELEBRITIES fashion, branding, performance nell’era dei social media, a cura di Sara Pesce, Roy Menarini e Antonella Mascio. Lo scopo è fare il punto degli studi accademici sulle matrici culturali della celebrità nel panorama contemporaneo (che hanno dato vita a riviste dedicate), tracciando percorsi storico-critici in dialogo con studiosi dei media, giornalisti e rappresentanti del settore della moda.L’evento è inserito nella 27° rassegna LA SOFFITTA 2015, che proseguirà fino al 9 dicembre con altri, interessanti progetti.
Spiegano i curatori: “La cultura della celebrità circonda ormai molti degli ambiti della quotidianità: dalla diffusa fascinazione per i costumi del cinema alle fiorenti investigazioni sull’intreccio tra divismo e haute couture, al più recente interesse per forme “branded” di notorietà disseminate nella società contemporanea grazie ai media digitali.
La celebrità è prodotto industriale ma, nell’epoca dei social media, può configurarsi come un fenomeno che nasce dal basso. Si moltiplicano le piattaforme di distribuzione della visibilità personale (il self-branding cross-mediale di personalità ibride, i fashion-bloggers che creano tendenze, i trend-setters che trasformano in star ragazze che si autopromuovono su Facebook). Performance, meccanismi di credibilità e appeal subiscono mutamenti connessi alle trasformazioni del rapporto tra individui e oggetti, nel contesto di una diversa accessibilità al lusso di cui il mercato della moda è protagonista.
In programma dodici interventi, in italiano e inglese, con studiosi dei media, giornalisti, professionisti della moda. Keynote Pamela Church Gibson (London College of Fashion, University of the Arts). Nell’ambito del convegno, verrà anche presentato il numero 581 della rivista «Bianco e Nero» e del monografico Stardom – Nel paese degli antidivi con i curatori Giulia Carluccio e Andrea Minuz, alla presenza di Giacomo Manzoli e Roy Menarini. (foto: archivio)

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Parte il programma europeo Forecee: un test unico per tutti i tumori femminili

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

tumore al senoForecee è il più ampio studio per la prevenzione dei tumori femminili realizzato in Europa, e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (Ieo) è l’unico centro italiano a partecipare al programma, che con un semplice Pap-test svelerà alle donne il rischio individuale di sviluppare uno dei quattro tumori femminili più frequenti (seno, ovaio, collo dell’utero, endometrio). Forecee, finanziato dalla Commissione Europea con il contributo della Onlus inglese Eve Appeal per un totale di 8,9 milioni di euro, è coordinato da University College London (Ucl), raggruppa 14 partner in Europa fra cui il Karolinska Institutet di Stoccolma e il tedesco Max Planck Institut, mentre l’Istituto europeo di oncologia è l’unico partecipante per Italia e Sud Europa. L’idea innovativa di Forecee è cercare indicatori di rischio per tutti e quattro i tumori analizzando le cellule prelevate con il Pap-test con esami che permetteranno, fra l’altro, di valutare la presenza di mutazioni genetiche predisponenti, rendendo possibile una diagnosi precoce. Ma Forecee non si ferma al rischio genico: il programma prevede una valutazione integrata di tutti i fattori di rischio conosciuti con il test Wid, Women’s cancer risk IDentification, un nuovo esame capace di indicare a ogni donna la probabilità di sviluppare uno dei quattro tumori nei 5 o 10 anni successivi. «Predire il rischio di neoplasia è tra gli argomenti più pressanti di salute pubblica» afferma Nicoletta Colombo, direttore del Programma di ginecologia oncologica allo IEO e investigatore principale dello studio Forecee in Italia. «L’Istituto Europeo di Oncologia è sempre stato all’avanguardia nello sviluppo di test che possano aiutare le donne a riconoscere il proprio rischio individuale di tumore» aggiunge Fedro Peccatori, direttore dell’Unità fertilità e procreazione allo IEO e coinvestigatore dello studio Forecee, sottolineando che lo studio del genoma permette già di valutare la risposta individuale alle terapie antitumorali. «Nell’attuale scenario di una medicina sempre più tecnologica, il punto di partenza deve rimanere la persona, e il medico deve essere in grado di mediare in modo semplice ed efficace l’innovazione che deriva dal progresso scientifico» concludono i ricercatori.(Fonte doctor33)

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Screening per la preeclampsia, nel primo trimestre di gravidanza ha limitata utilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

test screeningI test di screening per la preeclampsia svolti nel primo trimestre di gravidanza hanno un basso valore predittivo positivo, e non ci sono prove che il loro svolgimento porti a risultati migliori. Questo, almeno, è il parere di una commissione di esperti dell’American College of Obstetricians and Gynecologists appena pubblicato sulla rivista Obstetrics & Gynecology. Nella preeclampsia compaiono ipertensione e proteinuria che possono manifestarsi dopo la 24° settimana di gestazione, causando ritardo dello sviluppo fetale, distacco di placenta, insufficienza renale, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni. «Raccogliere una dettagliata anamnesi per valutare i fattori di rischio è attualmente l’unico approccio di screening consigliato per la preeclampsia, e dovrebbe rimanerlo finché gli studi in corso non avranno dimostrato che l’aspirina o altri interventi riducono l’incidenza di della malattia nelle donne ad alto rischio individuate sulla base dei test predittivi svolti nel primo trimestre, che includono la velocimetria Doppler e la misurazione dei livelli sierici di PlGF (Placental Growth Factor) e PAPP-A (Pregnancy Associated Protein A)» scrivono gli esperti, puntualizzando che in precedenti ricerche basse dosi di aspirina hanno dimostrato di ridurre la grave preeclampsia e altre complicazioni nelle gravide che hanno iniziato la terapia prima di 16 settimane, ma questi studi utilizzano fattori di rischio clinici per identificare le donne che potrebbero beneficiare del trattamento. «I test di screening, invece, dovrebbero in teoria consentire ai medici di fornire alle loro pazienti una maggiore sorveglianza o terapie preventive, ma in pratica non ci sono prove che migliorino la prognosi» riprendono gli autori dell’articolo. E concludono: «Per raggiungere valori predittivi positivi sufficienti a un’esauriente valutazione del rischio i futuri test di screening dovrebbero avere sensibilità e specificità ben al di sopra di quanto attualmente realizzabile». (Fonte doctor33)

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Aggiornamento delle informazioni sul prodotto di afatinib

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2015

Boehringer IngelheimL’aggiornamento europeo del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di afatinib comprende i risultati di Fase III che dimostrano che i pazienti con carcinoma positivo per la mutazione più comune di EGFR, trattati in prima linea con afatinib vivono oltre un anno in più rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia standard (sopravvivenza complessiva, endpoint secondario; sopravvivenza libera da progressione della malattia, endpoint primario)
Afatinib è la prima e unica terapia ad aver dimostrato, rispettivamente in due studi clinici, un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per la mutazione EGFR più comune (del19) rispetto alla chemioterapia1 Afatinib è un farmaco approvato nella UE come terapia per pazienti con NSCLC positivo per mutazioni di EGFR, non precedentemente trattati con inibitori di tirosin-chinasi (TKI)
Ingelheim, Germania, Boehringer Ingelheim rende noto che il CHMP, il Comitato che valuta i Farmaci per l’Uso Umano dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), ha espresso parere positivo all’aggiornamento del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del farmaco afatinib per comprendervi le informazioni relative a ulteriori risultati di Fase III che ne rafforzano e ampliano il profilo d’efficacia. La raccomandazione del CHMP riguarda i risultati ottenuti negli studi clinici LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 che dimostrano che i pazienti con tumore positivo per la mutazione più comune di EGFR (delezione dell’esone 19 o del19) trattati in prima linea con afatinib vivono oltre un anno in più rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia standard (sopravvivenza complessiva, OS: endpoint secondario; sopravvivenza libera da progressione della malattia, PFS: endpoint primario).Il Dottor Mehdi Shahidi, Medical Head, Solid Tumour Oncology di Boehringer Ingelheim, ha così commentato: “questo aggiornamento europeo rafforza l’importanza di afatinib come terapia target per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni di EGFR, soprattutto quelli con la mutazione più comune, del19. Afatinib è la prima e unica terapia target anti-EGFR ad aver dimostrato un beneficio di sopravvivenza complessiva per questi pazienti trattati in prima linea”.A seguito del parere positivo del CHMP verrà ora aggiornato il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di afatinib per comprendervi gli ulteriori risultati degli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6. In entrambi gli studi è stato raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) nei pazienti con mutazioni di EGFR più comuni in terapia di prima linea con afatinib. Oltre ai nuovi risultati di sopravvivenza complessiva, il documento aggiornato comprenderà anche i risultati aggiornati relativi alla sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) ottenuti nei due studi clinici e al miglioramento significativo dei sintomi correlati alla malattia (tosse, dispnea, dolore) e della qualità di vita osservati nei pazienti trattati con afatinib rispetto a chemioterapia.1Gli eventi avversi osservati con afatinib negli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 sono stati quelli attesi con l’inibizione di EGFR, e sono stati prevedibili, gestibili e reversibili. 1,2,3Gli eventi avversi più comunemente riferiti con afatinib sono stati diarrea e rash/acne.1,2,3
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il tumore polmonare più diffuso, e rappresenta oltre l’85%. Il carcinoma NSCLC positivo per mutazioni di EGFR è un sottotipo di questo tumore. Il 10-15% dei pazienti caucasici e il 40% dei pazienti asiatici affetti da NSCLC presenta mutazioni di EGFR.[6] Esistono diversi tipi di mutazioni EGFR, ma le più comuni, che complessivamente costituiscono il 90% di tutte le mutazioni di EGFR, sono la delezione dell’esone 19 o Del19 (circa il 50% di tutte le mutazioni di EGFR) e la sostituzione dell’esone 21 o L858R (circa il 40% di tutte le mutazioni di EGFR).2,3Afatinib, terapia target anti-EGFR in monosomministrazione orale giornaliera, è attualmente approvato in oltre 60 Paesi come terapia di prima linea per il carcinoma non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).L’approvazione di afatinib per questa indicazione si è basata sui risultati di sopravvivenza libera da progressione della malattia o PFS (endpoint primario) ottenuti nello studio clinico LUX-Lung 3 in cui afatinib ha ritardato in maniera significativa la progressione del tumore rispetto alla chemioterapia. (foto:
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Studi di immuno-oncologia sul melanoma di Bristol-Myers Squibb

Posted by fidest press agency su martedì, 3 giugno 2014

bristolBristol-Myers Squibb ha annunciato i risultati del follow-up dallo Studio 004, trial di fase 1b a bracci multipli ‘dose-ranging’ che ha valutato la sicurezza e l’attività del regime di combinazione di nivolumab, un inibitore sperimentale del ‘checkpoint’ immunitario PD-1, e di ipilimumab, somministrati in modo concomitante o sequenziale in pazienti con melanoma avanzato (127 pazienti). Dopo un ulteriore anno di follow-up nella coorte che ha ricevuto il regime di combinazione concomitante di nivolumab alla dose di 1 mg/kg e di ipilimumab alla dose di 3 mg/kg (17 pazienti), il tasso di sopravvivenza globale (OS) a un anno era del 94% e a due anni dell’88%. Queste sono le dosi usate negli studi di fase 2 e 3 in corso, CheckMate -069 e -067. Nessuna nuova segnalazione in merito alla sicurezza è stata riportata con il follow-up addizionale ed eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento (EA) si sono verificati nel 62% dei pazienti delle coorti a regime concomitante. I più comuni erano incrementi asintomatici della lipasi (15%), dell’ALT (12%) e dell’AST (11%). Questi i dati presentati al 50° Congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) e nella conferenza stampa ufficiale del Congresso (Abstract # LBA9003).
“Il trattamento del melanoma avanzato è cambiato sensibilmente negli ultimi anni, ma rimane la necessità di aumentare il numero di pazienti che possano beneficiare di una sopravvivenza a lungo termine” ha detto, presentando i risultati, il dott. Mario Sznol della Yale University School of Medicine e del Yale Cancer Center. “Anche se questi sono dati di fase 1b, la durata della risposta e i tassi di sopravvivenza a uno e due anni osservati con il regime di combinazione di nivolumab e ipilimumab sono molto incoraggianti e supportano l’ ulteriore studio di questo regime di combinazione in trial di fase più avanzata”.
“Nell’immuno-oncologia la scienza si evolve rapidamente”, ha detto Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology & Immunology di Bristol-Myers Squibb. “I risultati del follow-up di questo studio di fase 1b nel melanoma avanzato rappresentano i dati più aggiornati sul potenziale delle immunoterapie in combinazione e rafforzano la nostra convinzione sull potenziale di queste combinazioni consentendoci di migliorare la nostra comprensione su come sfruttare il sistema immunitario nel trattamento del cancro”.
Bristol-Myers Squibb è impegnata nella ricerca e sviluppo dell’immuno-oncologia come approccio innovativo per il trattamento del melanoma e possiede un ampio programma di sviluppo per valutare le sue immunoterapie approvate e in sperimentazione – sia come singoli agenti che in combinazione – in varie linee di terapia, stadi della malattia ed sulla base dell’espressione di biomarcatori. Tra questi si contano cinque studi di fase 3. Due studi di fase 3 stanno valutando nivolumab come singolo agente, al dosaggio di 3 mg/kg, sia in pazienti naïve al trattamento (CheckMate -066) che in pazienti che sono stati precedentemente trattati (CheckMate -037). E’in corso uno studio di fase 3, che sta valutando ipilimumab al dosaggio di 3 mg/kg vs 10 mg/kg in pazienti con melanoma metastatico precedentemente trattati o naïve al trattamento (Study -169) e i primi risultati di uno studio di fase 3 volto a valutare l’uso sperimentale di ipilimumab al dosaggio di 10 mg/kg in pazienti con melanoma in stadio 3 ad alto rischio di recidiva dopo resezione chirurgica completa (Study -029), sono stati presentati sia alla conferenza stampa del congresso ASCO che in una sessione orale (Abstract #LBA9008). Infine, è in corso uno studio di fase 3 che sta valutando il regime di combinazione di nivolumab e ipilimumab in pazienti naïve al trattamento (CheckMate -067).
Le cellule tumorali possono servirsi di vie ‘regolatorie’ del segnale intracellulare, come quelle di ‘checkpoint’, per nascondersi al sistema immunitario e proteggere il tumore dalla risposta immunitaria. Nivolumab e ipilimumab sono entrambi anticorpi monoclonali e inibitori di ‘checkpoint’ immunitari, ma colpiscono recettori diversi su distinte vie di ‘checkpoint’ delle cellule T.
Nivolumab è un inibitore sperimentale del ‘checkpoint’ immunitario PD-1 (programmed death-1), completamente umanizzato, che si lega al recettore di ‘checkpoint’ PD-1 espresso sulle cellule T attivate. Stiamo valutando se, bloccando questa via, nivolumab possa attivare il sistema immunitario a riacquisire la capacità di riconoscere, attaccare e distruggere le cellule tumorali.
Bristol-Myers Squibb ha un ampio programma globale di sviluppo per testare nivolumab in molteplici tipi di tumore con più di 35 studi – in monoterapia o in combinazione con altre terapie – nei quali sono coinvolti più di 7000 pazienti arruolati in tutto il mondo. Tra questi molti studi sono potenzialmente registrativi su tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), melanoma, carcinoma renale (RCC), tumore testa-collo, glioblastoma e linfoma non-Hodgkin. Nel 2013, la FDA ha concesso la procedura di ‘Fast Track’ per nivolumab nel NSCLC, melanoma e carcinoma renale. All’inizio del mese di maggio, la FDA ha concesso a nivolumab la ‘Breakthrough Therapy Designation’ per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab.
Ipilimumab, che è un anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante, blocca l’antigene 4 dei linfociti T citotossici (CTLA-4). CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attivazione delle cellule T. Ipilimumab si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi CD80/CD86. Il blocco di CTLA-4 ha dimostrato di promuovere l’attivazione e la proliferazione delle cellule T. Il meccanismo d’azione di ipilimumab nei pazienti con melanoma è indiretto e si esplica attraverso risposte anti-tumorali immuni mediate dalle cellule T. Il 25 marzo 2011, la FDA ha approvato ipilimumab, al dosaggio di 3 mg/kg, in monoterapia per il trattamento dei pazienti con melanoma inoperabile o metastatico. Ipilimumab è ora disponibile in più di 40 Paesi, inclusa l’Italia.
Chirurgia, radioterapia, terapie citotossiche o target therapy hanno rappresentato i pilastri del trattamento del cancro negli ultimi decenni, ma la sopravvivenza a lungo termine e una qualità di vita ottimale sono rimasti difficilmente raggiungibili per molti pazienti con malattia in stadio avanzato. Per colmare questo bisogno clinico insoddisfatto, Bristol-Myers Squibb sta concentrando gli sforzi su un’area in rapida evoluzione della ricerca e del trattamento del cancro nota come immuno-oncologia, che comprende terapie il cui meccanismo primario è quello di lavorare direttamente con il sistema immunitario per combattere il tumore. Ciò comprende la ricerca della potenziale combinazione di terapie immuno-oncologiche per colpire vie cellulari diverse e complementari nel trattamento del cancro.
Bristol-Myers Squibb è impegnata nel migliorare la scienza dell’immuno-oncologia, con lo scopo di cambiare le aspettative di sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
Grazie a un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical nel 2011, Bristol-Myers Squibb ha esteso i suoi diritti di sviluppare e commercializzare nivolumab (BMS-936558/ONO-4538) in tutto il mondo, tranne in Giappone, Corea e Taiwan dove Ono ha mantenuto i suoi diritti sul farmaco.

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Pavia al primo posto tra i grandi atenei italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

Collegio Borromeo, one of the historical unive...

Collegio Borromeo, one of the historical university residences in Pavia. (Photo credit: Wikipedia)

L’Università di Pavia si conferma saldamente al primo posto, per il terzo anno consecutivo, tra i grandi atenei italiani nella classifica CENSIS–La Repubblica; prima per la didattica nel gruppo chimico-farmaceutico, seconda per odontoiatria e terza per Medicina e Chirurgia. Per la ricerca, Pavia è prima nell’area di Ingegneria civile e architettura.Ottima valutazione per il sito web, quarto in Italia.
Prima posizione anche quest’anno per l’Universitù di Pavia: la grande guida di Repubblica premia Pavia e il suo campus con il podio più alto. Nella classifica CENSIS-La Repubblica, Pavia è prima tra i grandi Atenei (da 20.000 a 40.000 iscritti), davanti al Calabria, Parma, Cagliari e Genova. La valutazione riguarda servizi (85 punti), borse (92 punti), strutture (96 punti), web (106 punti), internazionalizzazione (93 punti), per un punteggio finale medio di 94,1.La guida CENSIS propone quindi le classifiche della didattica e della ricerca.Per la didattica (organizzata in 15 aree disciplinari e non più in facoltà) l’ateneo pavese è valutato davvero molto bene: Censis-Repubblica assegna il primo posto all’area chimico-farmaceutica, il secondo a Odontoiatria e il terzo a Medicina e Chirurgia.Per la ricerca, (suddivisa in 14 aree) Pavia risulta prima nell’area Ingegneria civile e architettura, quarta per Scienze politiche e sociali, quinta per ingegneria industriale e dell’informazione, attestandosi tra la sesta e la settima posizione per buona parte delle alter aree, da economia a matematica a filologia e scienze dell’antichità.Ottima anche la valutazione del sito web dell’Università di Pavia, quarto in Italia, con 106 punti, dopo Roma La Sapienza, Bologna e Politecnico di Torino e a pari merito con Padova.Il podio più alto per l’Università arriva a pochi girni dalla pubblicazione del rapporto ANVUR sulla ricerca, che vede Pavia al quinto posto assoluto per la ricerca in Italia (su 95 atenei), con il primo posto per Matematica e il secondo posto per Psicologia.Questi dati confermano il valore di una laurea conseguita presso un ateneo storico e pluridisciplinare come Pavia, che a buon titolo può definirsi research university, dove si studia e si vive in un campus che, grazie anche ai 16 collegi universitari, sa attrarre talenti da tutt’Italia e molti studenti stranieri.

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X I V C o r s o d i S t u d i P o l i t i c i

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Palazzo Chiaramonte, Palermo.

Palazzo Chiaramonte, Palermo. (Photo credit: Wikipedia)

Palermo Martedì 29 maggio 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 si terrà la dodicesima lezione del XIV Corso di Studi Politici sul tema “Riaffermare il primato della politica: l’uomo al centro, la sussidiarità, e una nuova classe dirigente per le imprese, il lavoro e le riforme” promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica. Partecipa Notker Wolf (Bad Grönebach [Germania], 1940) ha studiato filosofia, teologia e scienze naturali a Roma e Monaco di Baviera. Nel 1961 entra nell’abbazia benedettina di Sankt Ottilien am Ammersee nei pressi di Monaco e nel 1977 viene eletto abate. Dal 2000 è abate primate dell’ordine dei Benedettini e risiede a Roma, nell’abbazia di Sant’Anselmo sull’Aventino. Ha particolarmente a cuore la collaborazione con paesi come Cina e Nord Corea e con le altre religioni.

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Corso studi politici

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Palermo Giovedì 15 marzo 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 a Palermo, si terrà la settima lezione del XIV Corso di Studi Politici “Enzo Fragalà” su “Il fallimento del multiculturalismo: Parigi, Londra, Milano. Quale futuro per le nostre città?”, promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Intervengono Nello Musumeci (politico) e Giovanni Sartori (politologo). Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica.
Ricordiamo che dopo l’introduzione sul tema, il moderatore passerà la parola ai relatori e che alla fine degli interventi si aprirà il dibattito e verrà data la parola agli iscritti per porgere delle domande.

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Studi giudaici in Polonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2011

Roma, 31 maggio 2011, alle ore 18.30 presso la Biblioteca dell’Accademia Polacca delle Scienze di vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia) conferenza sul tema la storia, il presente e le prospettive della Prof.ssa Joanna Nalewajko-Kulikov dell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze. Seguono le altre conferenze nella stessa sede:
7 giugno (martedì) alle ore 18.30: Prof. Andrzej GÓRSKI (Università Medica di Varsavia, vicepresidente dell’Accademia Polacca delle Scienze) – La trasparenza quale una condizione di fiducia della società verso scienza e medicina.
14 giugno (martedì), alle ore 18.30 Prof. Roman BÄECKER (Università Nicolò Copernico) – La Russia contemporanea tra l’autoritarismo e la modernizzazione, vista dalla Polonia.
Joanna Nalewajko-Kulikov – storico della cultura e traduttrice della lingua jiddish, ricercatrice nell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze e autrice della monografia Strategie przetrwania. Zydzi po aryjskiej stronie Warszawy (Le strategie di sopravvivenza. Gli Ebrei dalla parte ariana di Varsavia) (Warszawa 2009), Obywatel Jidyszlandu. Rzecz o zydowskich komunistach w Polsce (Il cittadino dell’Jiddishland. Studio sui comunisti ebrei in Polonia) (Warszawa 2009). La sua ricerca si concentra sulla storia degli Ebrei nell’Europa orientale nel XIX e XX secolo, le relazioni polacco-ebraiche e la storia della cultura jiddish. Attualmente si occupa della storia dell’intellighenzia ebrea raccolta intorno al “Hajnt”, uno dei principali giornali di Varsavia (1908-1939). Borsista dell’YIVO Institute for Jewish Resarch (2010-2011), è stata vincitrice del Premio Jan Karski e del Premio Pola Nirenska (2010).
Gli studi sistematici sulla storia e sulla cultura degli Ebrei sul territorio polacco ebbero inizio nel ventennio tra le due guerre con l’inaugurazione dell’Istituto Scientifico Ebraico JIWO a Vilnius (1925) e dell’Istituto degli Studi Giudaici a Varsavia (1928). L’erede di queste due istituzioni fu, subito dopo la guerra, La Commissione Centrale Storica Ebraica, presso il Comitato Centrale degli Ebrei in Polonia, di cui si venne a formare nel 1947 l’Istituto Storico Ebraico di Varsavia (ZIH), in funzione fino ad oggi,. Per molti decenni, l’Istituto rimase l’unico in Polonia a svolgere le ricerche nell’area della storia degli Ebrei polacchi. La situazione cambiò verso la metà degli anni Ottanta quando, in conseguenza ai cambiamenti politici, vennero a formarsi dei centri di studi ebraici presso le università statali di Varsavia, Cracovia, Breslavia, Lublino e Lódz.

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