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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘studi’

Workshop del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

parma universitàParma Lunedì 19 giugno, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Parma (via Università, 12), si svolgerà il workshop “New Technologies as Shields and Swords: Challenges for International, European Union and Domestic Law”, organizzato dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) dell’Università di Parma, con la collaborazione della rivista Questions of International Law (QIL).
I lavori, che vedono la partecipazione di numerosi studiosi nazionali e internazionali, saranno introdotti da Laura Pineschi, Presidente del CSEIA, docente di Diritto Internazionale presso il Dipartimento Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo, e da Maurizio Arcari, Editor in Chief della rivista QIL.L’evento è di speciale importanza sia per il prestigio internazionale e la competenza di molti relatori sia per la particolare attualità e complessità delle tematiche affrontate. L’incontro proseguirà anche nella giornata di martedì 20 giugno, a partire dalle ore 9.30, sempre in Aula Magna.

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Studio dei sistemi di numerazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Lunedì 5 Giugno 2017, ore 9:00 / 9 Giugno 2017 Argiletum, Aula Urbano VIII Via della Madonna dei Monti 40. Obiettivo di questo convegno è quello di riunire ricercatori interessati alle interazioni tra diverse discipline quali sono quelle coinvolte nello studio dei sistemi di numerazione: la teoria ergodica, la teoria dei numeri e la combinatorica. Nei cinque giorni della conferenza, i relatori provenienti da tutto il mondo, esporranno in più di 40 interventi gli ultimi risultati di ricerca nei vari temi che caratterizzano da un punto di vista matematico i sistemi di numerazione:
– Sistemi di numerazione in generale;
– Rappresentazioni geometriche, frattali di Rauzy, tassellazioni del piano;
– Rappresentazione di operazioni in base un numero di Pisot mediante automi a stati finiti;
– Sistemi Sofici associati con i numeri Pisot;
– Rappresentazioni ridondanti e crittografia;
– Sistemi Shift-Radix;
– Sistemi di numerazione astratti;
– Numeri Beta-interi e loro proprietà combinatorie;
– Spettro e misure spettrali associate ai sistemi di numerazione;
– Somme di cifre per i sistemi di numerazione classici e non classici;
– Studio Analitico e probabilistico di funzioni aritmetiche in relazione alla numerazione;
– Combinatoria sulle parole e approssimazione Diofantea;
– Numeri Algebrici e trascendenti collegati con i beta-interi.

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XV Giornata di studi cirillometodiani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 Maggio 2017

Roma Venerdì 19 Maggio 2017, ore 14:30 / 20 Maggio 2017 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Sala Conferenze Via del Valco di San Paolo,19. L’iniziativa è legata a due ricorrenze, 1100 anni da quando il sovrano bulgaro Simeone il Grande ebbe il titolo di zar e 100 anni dall’abdicazione dell’ultimo zar russo, l’imperatore Nicola II, e si svolgerà in due parti:
Venerdì 19.05.2017: La figura dello zar nella storia e nella cultura della Slavia ortodossa (917-1917) – serie di 6 relazioni, si veda il programma.
Sabato 20.05.2017: Tavola rotonda sul tema Di cosa parliamo quando parliamo di ‘stato’ e di ‘narod/nazione’ nel Medioevo slavo ortodosso?

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Consegna premi di studio Erasmus finanziati da Barilla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2016

parma universitàParma Lunedì 30 maggio alle ore 14.30, nell’Aula A della Sede didattica di Ingegneria “Riccardo Barilla” del Campus di via Langhirano, si svolgerà la cerimonia di conferimento di 6 premi di studio per studenti in mobilità internazionale nell’ambito del Progetto Erasmus per l’a. a. 2016-2017. I premi di studio sono stati finanziati da Barilla grazie a una convenzione siglata con l’Università di Parma e che, in via sperimentale per la mobilità Erasmus 2016/2017, ha coinvolto studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale, del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica e del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica dell’Industria Alimentare. Nel corso della Cerimonia interverranno il Rettore Loris Borghi, la Delegata del Rettore per l’Orientamento in uscita e Politiche di raccordo con il mondo del lavoro/job placement Sara Rainieri, il Chief Supply Officer di Barilla Antonio Copercini e il Vice Presidente Barilla Luca Barilla. Si tratta dell’ultimo atto dell’azione “Network Università di Parma – Imprese”, avviata nell’ambito del Progetto “Università Orienta, Percorso guidato dalla scuola all’Università e dall’Università al lavoro”, inserito nella programmazione triennale 2013-2015 che l’Ateneo ha presentato al Ministero. Grazie al contributo erogato da Barilla, che in passato ha già sostenuto significativamente la crescita dei corsi di studio di Ingegneria dell’Università di Parma, i 6 studenti premiati riceveranno un contributo finanziario che integrerà la borsa di studio Erasmus, talvolta non sufficiente per coprire tutte le spese che i giovani sono chiamati a sostenere durante l’esperienza all’estero.

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Giornata internazionale di studi dal titolo Celebrities

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Paparazzi taking pictures of celebrity on red carpet

Bologna Mercoledì 18 novembre 2015, ore 9.15-19 nel salone di palazzo Marescotti, via Barberia 4 ingresso libero fino a esaurimento posti. Il Dipartimento delle Arti – Centro La Soffitta dell’università di Bologna, realizza una giornata di studi internazionale dal titolo: CELEBRITIES fashion, branding, performance nell’era dei social media, a cura di Sara Pesce, Roy Menarini e Antonella Mascio. Lo scopo è fare il punto degli studi accademici sulle matrici culturali della celebrità nel panorama contemporaneo (che hanno dato vita a riviste dedicate), tracciando percorsi storico-critici in dialogo con studiosi dei media, giornalisti e rappresentanti del settore della moda.L’evento è inserito nella 27° rassegna LA SOFFITTA 2015, che proseguirà fino al 9 dicembre con altri, interessanti progetti.
Spiegano i curatori: “La cultura della celebrità circonda ormai molti degli ambiti della quotidianità: dalla diffusa fascinazione per i costumi del cinema alle fiorenti investigazioni sull’intreccio tra divismo e haute couture, al più recente interesse per forme “branded” di notorietà disseminate nella società contemporanea grazie ai media digitali.
La celebrità è prodotto industriale ma, nell’epoca dei social media, può configurarsi come un fenomeno che nasce dal basso. Si moltiplicano le piattaforme di distribuzione della visibilità personale (il self-branding cross-mediale di personalità ibride, i fashion-bloggers che creano tendenze, i trend-setters che trasformano in star ragazze che si autopromuovono su Facebook). Performance, meccanismi di credibilità e appeal subiscono mutamenti connessi alle trasformazioni del rapporto tra individui e oggetti, nel contesto di una diversa accessibilità al lusso di cui il mercato della moda è protagonista.
In programma dodici interventi, in italiano e inglese, con studiosi dei media, giornalisti, professionisti della moda. Keynote Pamela Church Gibson (London College of Fashion, University of the Arts). Nell’ambito del convegno, verrà anche presentato il numero 581 della rivista «Bianco e Nero» e del monografico Stardom – Nel paese degli antidivi con i curatori Giulia Carluccio e Andrea Minuz, alla presenza di Giacomo Manzoli e Roy Menarini. (foto: archivio)

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Parte il programma europeo Forecee: un test unico per tutti i tumori femminili

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

tumore al senoForecee è il più ampio studio per la prevenzione dei tumori femminili realizzato in Europa, e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (Ieo) è l’unico centro italiano a partecipare al programma, che con un semplice Pap-test svelerà alle donne il rischio individuale di sviluppare uno dei quattro tumori femminili più frequenti (seno, ovaio, collo dell’utero, endometrio). Forecee, finanziato dalla Commissione Europea con il contributo della Onlus inglese Eve Appeal per un totale di 8,9 milioni di euro, è coordinato da University College London (Ucl), raggruppa 14 partner in Europa fra cui il Karolinska Institutet di Stoccolma e il tedesco Max Planck Institut, mentre l’Istituto europeo di oncologia è l’unico partecipante per Italia e Sud Europa. L’idea innovativa di Forecee è cercare indicatori di rischio per tutti e quattro i tumori analizzando le cellule prelevate con il Pap-test con esami che permetteranno, fra l’altro, di valutare la presenza di mutazioni genetiche predisponenti, rendendo possibile una diagnosi precoce. Ma Forecee non si ferma al rischio genico: il programma prevede una valutazione integrata di tutti i fattori di rischio conosciuti con il test Wid, Women’s cancer risk IDentification, un nuovo esame capace di indicare a ogni donna la probabilità di sviluppare uno dei quattro tumori nei 5 o 10 anni successivi. «Predire il rischio di neoplasia è tra gli argomenti più pressanti di salute pubblica» afferma Nicoletta Colombo, direttore del Programma di ginecologia oncologica allo IEO e investigatore principale dello studio Forecee in Italia. «L’Istituto Europeo di Oncologia è sempre stato all’avanguardia nello sviluppo di test che possano aiutare le donne a riconoscere il proprio rischio individuale di tumore» aggiunge Fedro Peccatori, direttore dell’Unità fertilità e procreazione allo IEO e coinvestigatore dello studio Forecee, sottolineando che lo studio del genoma permette già di valutare la risposta individuale alle terapie antitumorali. «Nell’attuale scenario di una medicina sempre più tecnologica, il punto di partenza deve rimanere la persona, e il medico deve essere in grado di mediare in modo semplice ed efficace l’innovazione che deriva dal progresso scientifico» concludono i ricercatori.(Fonte doctor33)

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Screening per la preeclampsia, nel primo trimestre di gravidanza ha limitata utilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

test screeningI test di screening per la preeclampsia svolti nel primo trimestre di gravidanza hanno un basso valore predittivo positivo, e non ci sono prove che il loro svolgimento porti a risultati migliori. Questo, almeno, è il parere di una commissione di esperti dell’American College of Obstetricians and Gynecologists appena pubblicato sulla rivista Obstetrics & Gynecology. Nella preeclampsia compaiono ipertensione e proteinuria che possono manifestarsi dopo la 24° settimana di gestazione, causando ritardo dello sviluppo fetale, distacco di placenta, insufficienza renale, edema polmonare, emorragia cerebrale e convulsioni. «Raccogliere una dettagliata anamnesi per valutare i fattori di rischio è attualmente l’unico approccio di screening consigliato per la preeclampsia, e dovrebbe rimanerlo finché gli studi in corso non avranno dimostrato che l’aspirina o altri interventi riducono l’incidenza di della malattia nelle donne ad alto rischio individuate sulla base dei test predittivi svolti nel primo trimestre, che includono la velocimetria Doppler e la misurazione dei livelli sierici di PlGF (Placental Growth Factor) e PAPP-A (Pregnancy Associated Protein A)» scrivono gli esperti, puntualizzando che in precedenti ricerche basse dosi di aspirina hanno dimostrato di ridurre la grave preeclampsia e altre complicazioni nelle gravide che hanno iniziato la terapia prima di 16 settimane, ma questi studi utilizzano fattori di rischio clinici per identificare le donne che potrebbero beneficiare del trattamento. «I test di screening, invece, dovrebbero in teoria consentire ai medici di fornire alle loro pazienti una maggiore sorveglianza o terapie preventive, ma in pratica non ci sono prove che migliorino la prognosi» riprendono gli autori dell’articolo. E concludono: «Per raggiungere valori predittivi positivi sufficienti a un’esauriente valutazione del rischio i futuri test di screening dovrebbero avere sensibilità e specificità ben al di sopra di quanto attualmente realizzabile». (Fonte doctor33)

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Aggiornamento delle informazioni sul prodotto di afatinib

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2015

Boehringer IngelheimL’aggiornamento europeo del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di afatinib comprende i risultati di Fase III che dimostrano che i pazienti con carcinoma positivo per la mutazione più comune di EGFR, trattati in prima linea con afatinib vivono oltre un anno in più rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia standard (sopravvivenza complessiva, endpoint secondario; sopravvivenza libera da progressione della malattia, endpoint primario)
Afatinib è la prima e unica terapia ad aver dimostrato, rispettivamente in due studi clinici, un beneficio in termini di sopravvivenza complessiva in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per la mutazione EGFR più comune (del19) rispetto alla chemioterapia1 Afatinib è un farmaco approvato nella UE come terapia per pazienti con NSCLC positivo per mutazioni di EGFR, non precedentemente trattati con inibitori di tirosin-chinasi (TKI)
Ingelheim, Germania, Boehringer Ingelheim rende noto che il CHMP, il Comitato che valuta i Farmaci per l’Uso Umano dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), ha espresso parere positivo all’aggiornamento del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del farmaco afatinib per comprendervi le informazioni relative a ulteriori risultati di Fase III che ne rafforzano e ampliano il profilo d’efficacia. La raccomandazione del CHMP riguarda i risultati ottenuti negli studi clinici LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 che dimostrano che i pazienti con tumore positivo per la mutazione più comune di EGFR (delezione dell’esone 19 o del19) trattati in prima linea con afatinib vivono oltre un anno in più rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia standard (sopravvivenza complessiva, OS: endpoint secondario; sopravvivenza libera da progressione della malattia, PFS: endpoint primario).Il Dottor Mehdi Shahidi, Medical Head, Solid Tumour Oncology di Boehringer Ingelheim, ha così commentato: “questo aggiornamento europeo rafforza l’importanza di afatinib come terapia target per i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni di EGFR, soprattutto quelli con la mutazione più comune, del19. Afatinib è la prima e unica terapia target anti-EGFR ad aver dimostrato un beneficio di sopravvivenza complessiva per questi pazienti trattati in prima linea”.A seguito del parere positivo del CHMP verrà ora aggiornato il Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di afatinib per comprendervi gli ulteriori risultati degli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6. In entrambi gli studi è stato raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) nei pazienti con mutazioni di EGFR più comuni in terapia di prima linea con afatinib. Oltre ai nuovi risultati di sopravvivenza complessiva, il documento aggiornato comprenderà anche i risultati aggiornati relativi alla sopravvivenza libera da progressione della malattia (PFS) ottenuti nei due studi clinici e al miglioramento significativo dei sintomi correlati alla malattia (tosse, dispnea, dolore) e della qualità di vita osservati nei pazienti trattati con afatinib rispetto a chemioterapia.1Gli eventi avversi osservati con afatinib negli studi LUX-Lung 3 e LUX-Lung 6 sono stati quelli attesi con l’inibizione di EGFR, e sono stati prevedibili, gestibili e reversibili. 1,2,3Gli eventi avversi più comunemente riferiti con afatinib sono stati diarrea e rash/acne.1,2,3
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il tumore polmonare più diffuso, e rappresenta oltre l’85%. Il carcinoma NSCLC positivo per mutazioni di EGFR è un sottotipo di questo tumore. Il 10-15% dei pazienti caucasici e il 40% dei pazienti asiatici affetti da NSCLC presenta mutazioni di EGFR.[6] Esistono diversi tipi di mutazioni EGFR, ma le più comuni, che complessivamente costituiscono il 90% di tutte le mutazioni di EGFR, sono la delezione dell’esone 19 o Del19 (circa il 50% di tutte le mutazioni di EGFR) e la sostituzione dell’esone 21 o L858R (circa il 40% di tutte le mutazioni di EGFR).2,3Afatinib, terapia target anti-EGFR in monosomministrazione orale giornaliera, è attualmente approvato in oltre 60 Paesi come terapia di prima linea per il carcinoma non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni dei recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR).L’approvazione di afatinib per questa indicazione si è basata sui risultati di sopravvivenza libera da progressione della malattia o PFS (endpoint primario) ottenuti nello studio clinico LUX-Lung 3 in cui afatinib ha ritardato in maniera significativa la progressione del tumore rispetto alla chemioterapia. (foto:
)

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Studi di immuno-oncologia sul melanoma di Bristol-Myers Squibb

Posted by fidest press agency su martedì, 3 giugno 2014

bristolBristol-Myers Squibb ha annunciato i risultati del follow-up dallo Studio 004, trial di fase 1b a bracci multipli ‘dose-ranging’ che ha valutato la sicurezza e l’attività del regime di combinazione di nivolumab, un inibitore sperimentale del ‘checkpoint’ immunitario PD-1, e di ipilimumab, somministrati in modo concomitante o sequenziale in pazienti con melanoma avanzato (127 pazienti). Dopo un ulteriore anno di follow-up nella coorte che ha ricevuto il regime di combinazione concomitante di nivolumab alla dose di 1 mg/kg e di ipilimumab alla dose di 3 mg/kg (17 pazienti), il tasso di sopravvivenza globale (OS) a un anno era del 94% e a due anni dell’88%. Queste sono le dosi usate negli studi di fase 2 e 3 in corso, CheckMate -069 e -067. Nessuna nuova segnalazione in merito alla sicurezza è stata riportata con il follow-up addizionale ed eventi avversi di grado 3-4 correlati al trattamento (EA) si sono verificati nel 62% dei pazienti delle coorti a regime concomitante. I più comuni erano incrementi asintomatici della lipasi (15%), dell’ALT (12%) e dell’AST (11%). Questi i dati presentati al 50° Congresso annuale della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) e nella conferenza stampa ufficiale del Congresso (Abstract # LBA9003).
“Il trattamento del melanoma avanzato è cambiato sensibilmente negli ultimi anni, ma rimane la necessità di aumentare il numero di pazienti che possano beneficiare di una sopravvivenza a lungo termine” ha detto, presentando i risultati, il dott. Mario Sznol della Yale University School of Medicine e del Yale Cancer Center. “Anche se questi sono dati di fase 1b, la durata della risposta e i tassi di sopravvivenza a uno e due anni osservati con il regime di combinazione di nivolumab e ipilimumab sono molto incoraggianti e supportano l’ ulteriore studio di questo regime di combinazione in trial di fase più avanzata”.
“Nell’immuno-oncologia la scienza si evolve rapidamente”, ha detto Michael Giordano, senior vice president, Head of Development, Oncology & Immunology di Bristol-Myers Squibb. “I risultati del follow-up di questo studio di fase 1b nel melanoma avanzato rappresentano i dati più aggiornati sul potenziale delle immunoterapie in combinazione e rafforzano la nostra convinzione sull potenziale di queste combinazioni consentendoci di migliorare la nostra comprensione su come sfruttare il sistema immunitario nel trattamento del cancro”.
Bristol-Myers Squibb è impegnata nella ricerca e sviluppo dell’immuno-oncologia come approccio innovativo per il trattamento del melanoma e possiede un ampio programma di sviluppo per valutare le sue immunoterapie approvate e in sperimentazione – sia come singoli agenti che in combinazione – in varie linee di terapia, stadi della malattia ed sulla base dell’espressione di biomarcatori. Tra questi si contano cinque studi di fase 3. Due studi di fase 3 stanno valutando nivolumab come singolo agente, al dosaggio di 3 mg/kg, sia in pazienti naïve al trattamento (CheckMate -066) che in pazienti che sono stati precedentemente trattati (CheckMate -037). E’in corso uno studio di fase 3, che sta valutando ipilimumab al dosaggio di 3 mg/kg vs 10 mg/kg in pazienti con melanoma metastatico precedentemente trattati o naïve al trattamento (Study -169) e i primi risultati di uno studio di fase 3 volto a valutare l’uso sperimentale di ipilimumab al dosaggio di 10 mg/kg in pazienti con melanoma in stadio 3 ad alto rischio di recidiva dopo resezione chirurgica completa (Study -029), sono stati presentati sia alla conferenza stampa del congresso ASCO che in una sessione orale (Abstract #LBA9008). Infine, è in corso uno studio di fase 3 che sta valutando il regime di combinazione di nivolumab e ipilimumab in pazienti naïve al trattamento (CheckMate -067).
Le cellule tumorali possono servirsi di vie ‘regolatorie’ del segnale intracellulare, come quelle di ‘checkpoint’, per nascondersi al sistema immunitario e proteggere il tumore dalla risposta immunitaria. Nivolumab e ipilimumab sono entrambi anticorpi monoclonali e inibitori di ‘checkpoint’ immunitari, ma colpiscono recettori diversi su distinte vie di ‘checkpoint’ delle cellule T.
Nivolumab è un inibitore sperimentale del ‘checkpoint’ immunitario PD-1 (programmed death-1), completamente umanizzato, che si lega al recettore di ‘checkpoint’ PD-1 espresso sulle cellule T attivate. Stiamo valutando se, bloccando questa via, nivolumab possa attivare il sistema immunitario a riacquisire la capacità di riconoscere, attaccare e distruggere le cellule tumorali.
Bristol-Myers Squibb ha un ampio programma globale di sviluppo per testare nivolumab in molteplici tipi di tumore con più di 35 studi – in monoterapia o in combinazione con altre terapie – nei quali sono coinvolti più di 7000 pazienti arruolati in tutto il mondo. Tra questi molti studi sono potenzialmente registrativi su tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), melanoma, carcinoma renale (RCC), tumore testa-collo, glioblastoma e linfoma non-Hodgkin. Nel 2013, la FDA ha concesso la procedura di ‘Fast Track’ per nivolumab nel NSCLC, melanoma e carcinoma renale. All’inizio del mese di maggio, la FDA ha concesso a nivolumab la ‘Breakthrough Therapy Designation’ per il trattamento dei pazienti con linfoma di Hodgkin dopo fallimento del trapianto autologo di cellule staminali e brentuximab.
Ipilimumab, che è un anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante, blocca l’antigene 4 dei linfociti T citotossici (CTLA-4). CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attivazione delle cellule T. Ipilimumab si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi CD80/CD86. Il blocco di CTLA-4 ha dimostrato di promuovere l’attivazione e la proliferazione delle cellule T. Il meccanismo d’azione di ipilimumab nei pazienti con melanoma è indiretto e si esplica attraverso risposte anti-tumorali immuni mediate dalle cellule T. Il 25 marzo 2011, la FDA ha approvato ipilimumab, al dosaggio di 3 mg/kg, in monoterapia per il trattamento dei pazienti con melanoma inoperabile o metastatico. Ipilimumab è ora disponibile in più di 40 Paesi, inclusa l’Italia.
Chirurgia, radioterapia, terapie citotossiche o target therapy hanno rappresentato i pilastri del trattamento del cancro negli ultimi decenni, ma la sopravvivenza a lungo termine e una qualità di vita ottimale sono rimasti difficilmente raggiungibili per molti pazienti con malattia in stadio avanzato. Per colmare questo bisogno clinico insoddisfatto, Bristol-Myers Squibb sta concentrando gli sforzi su un’area in rapida evoluzione della ricerca e del trattamento del cancro nota come immuno-oncologia, che comprende terapie il cui meccanismo primario è quello di lavorare direttamente con il sistema immunitario per combattere il tumore. Ciò comprende la ricerca della potenziale combinazione di terapie immuno-oncologiche per colpire vie cellulari diverse e complementari nel trattamento del cancro.
Bristol-Myers Squibb è impegnata nel migliorare la scienza dell’immuno-oncologia, con lo scopo di cambiare le aspettative di sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
Grazie a un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical nel 2011, Bristol-Myers Squibb ha esteso i suoi diritti di sviluppare e commercializzare nivolumab (BMS-936558/ONO-4538) in tutto il mondo, tranne in Giappone, Corea e Taiwan dove Ono ha mantenuto i suoi diritti sul farmaco.

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Pavia al primo posto tra i grandi atenei italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2013

Collegio Borromeo, one of the historical unive...

Collegio Borromeo, one of the historical university residences in Pavia. (Photo credit: Wikipedia)

L’Università di Pavia si conferma saldamente al primo posto, per il terzo anno consecutivo, tra i grandi atenei italiani nella classifica CENSIS–La Repubblica; prima per la didattica nel gruppo chimico-farmaceutico, seconda per odontoiatria e terza per Medicina e Chirurgia. Per la ricerca, Pavia è prima nell’area di Ingegneria civile e architettura.Ottima valutazione per il sito web, quarto in Italia.
Prima posizione anche quest’anno per l’Universitù di Pavia: la grande guida di Repubblica premia Pavia e il suo campus con il podio più alto. Nella classifica CENSIS-La Repubblica, Pavia è prima tra i grandi Atenei (da 20.000 a 40.000 iscritti), davanti al Calabria, Parma, Cagliari e Genova. La valutazione riguarda servizi (85 punti), borse (92 punti), strutture (96 punti), web (106 punti), internazionalizzazione (93 punti), per un punteggio finale medio di 94,1.La guida CENSIS propone quindi le classifiche della didattica e della ricerca.Per la didattica (organizzata in 15 aree disciplinari e non più in facoltà) l’ateneo pavese è valutato davvero molto bene: Censis-Repubblica assegna il primo posto all’area chimico-farmaceutica, il secondo a Odontoiatria e il terzo a Medicina e Chirurgia.Per la ricerca, (suddivisa in 14 aree) Pavia risulta prima nell’area Ingegneria civile e architettura, quarta per Scienze politiche e sociali, quinta per ingegneria industriale e dell’informazione, attestandosi tra la sesta e la settima posizione per buona parte delle alter aree, da economia a matematica a filologia e scienze dell’antichità.Ottima anche la valutazione del sito web dell’Università di Pavia, quarto in Italia, con 106 punti, dopo Roma La Sapienza, Bologna e Politecnico di Torino e a pari merito con Padova.Il podio più alto per l’Università arriva a pochi girni dalla pubblicazione del rapporto ANVUR sulla ricerca, che vede Pavia al quinto posto assoluto per la ricerca in Italia (su 95 atenei), con il primo posto per Matematica e il secondo posto per Psicologia.Questi dati confermano il valore di una laurea conseguita presso un ateneo storico e pluridisciplinare come Pavia, che a buon titolo può definirsi research university, dove si studia e si vive in un campus che, grazie anche ai 16 collegi universitari, sa attrarre talenti da tutt’Italia e molti studenti stranieri.

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X I V C o r s o d i S t u d i P o l i t i c i

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 Maggio 2012

Palazzo Chiaramonte, Palermo.

Palazzo Chiaramonte, Palermo. (Photo credit: Wikipedia)

Palermo Martedì 29 maggio 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 si terrà la dodicesima lezione del XIV Corso di Studi Politici sul tema “Riaffermare il primato della politica: l’uomo al centro, la sussidiarità, e una nuova classe dirigente per le imprese, il lavoro e le riforme” promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica. Partecipa Notker Wolf (Bad Grönebach [Germania], 1940) ha studiato filosofia, teologia e scienze naturali a Roma e Monaco di Baviera. Nel 1961 entra nell’abbazia benedettina di Sankt Ottilien am Ammersee nei pressi di Monaco e nel 1977 viene eletto abate. Dal 2000 è abate primate dell’ordine dei Benedettini e risiede a Roma, nell’abbazia di Sant’Anselmo sull’Aventino. Ha particolarmente a cuore la collaborazione con paesi come Cina e Nord Corea e con le altre religioni.

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Corso studi politici

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Palermo Giovedì 15 marzo 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 a Palermo, si terrà la settima lezione del XIV Corso di Studi Politici “Enzo Fragalà” su “Il fallimento del multiculturalismo: Parigi, Londra, Milano. Quale futuro per le nostre città?”, promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Intervengono Nello Musumeci (politico) e Giovanni Sartori (politologo). Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica.
Ricordiamo che dopo l’introduzione sul tema, il moderatore passerà la parola ai relatori e che alla fine degli interventi si aprirà il dibattito e verrà data la parola agli iscritti per porgere delle domande.

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Studi giudaici in Polonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2011

Roma, 31 maggio 2011, alle ore 18.30 presso la Biblioteca dell’Accademia Polacca delle Scienze di vicolo Doria, 2 (Piazza Venezia) conferenza sul tema la storia, il presente e le prospettive della Prof.ssa Joanna Nalewajko-Kulikov dell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze. Seguono le altre conferenze nella stessa sede:
7 giugno (martedì) alle ore 18.30: Prof. Andrzej GÓRSKI (Università Medica di Varsavia, vicepresidente dell’Accademia Polacca delle Scienze) – La trasparenza quale una condizione di fiducia della società verso scienza e medicina.
14 giugno (martedì), alle ore 18.30 Prof. Roman BÄECKER (Università Nicolò Copernico) – La Russia contemporanea tra l’autoritarismo e la modernizzazione, vista dalla Polonia.
Joanna Nalewajko-Kulikov – storico della cultura e traduttrice della lingua jiddish, ricercatrice nell’Istituto di Storia dell’Accademia Polacca delle Scienze e autrice della monografia Strategie przetrwania. Zydzi po aryjskiej stronie Warszawy (Le strategie di sopravvivenza. Gli Ebrei dalla parte ariana di Varsavia) (Warszawa 2009), Obywatel Jidyszlandu. Rzecz o zydowskich komunistach w Polsce (Il cittadino dell’Jiddishland. Studio sui comunisti ebrei in Polonia) (Warszawa 2009). La sua ricerca si concentra sulla storia degli Ebrei nell’Europa orientale nel XIX e XX secolo, le relazioni polacco-ebraiche e la storia della cultura jiddish. Attualmente si occupa della storia dell’intellighenzia ebrea raccolta intorno al “Hajnt”, uno dei principali giornali di Varsavia (1908-1939). Borsista dell’YIVO Institute for Jewish Resarch (2010-2011), è stata vincitrice del Premio Jan Karski e del Premio Pola Nirenska (2010).
Gli studi sistematici sulla storia e sulla cultura degli Ebrei sul territorio polacco ebbero inizio nel ventennio tra le due guerre con l’inaugurazione dell’Istituto Scientifico Ebraico JIWO a Vilnius (1925) e dell’Istituto degli Studi Giudaici a Varsavia (1928). L’erede di queste due istituzioni fu, subito dopo la guerra, La Commissione Centrale Storica Ebraica, presso il Comitato Centrale degli Ebrei in Polonia, di cui si venne a formare nel 1947 l’Istituto Storico Ebraico di Varsavia (ZIH), in funzione fino ad oggi,. Per molti decenni, l’Istituto rimase l’unico in Polonia a svolgere le ricerche nell’area della storia degli Ebrei polacchi. La situazione cambiò verso la metà degli anni Ottanta quando, in conseguenza ai cambiamenti politici, vennero a formarsi dei centri di studi ebraici presso le università statali di Varsavia, Cracovia, Breslavia, Lublino e Lódz.

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La crisi dell’archeologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2011

9 aprile (Rai Tre, ore 16:20), magazine di Rai Educational dedicato all’arte e alla cultura  Nel Paese della Magna Grecia e dell’antica Roma gli archeologi vivono oggi una crisi profonda. Mancanza di fondi e progettualità rischiano di mortificare una professione nobile che non riesce più a trovare sbocchi naturali. Quello dell’archeologo è un lavoro mal regolato e mal gestito A dirlo è anche l’ultimo censimento dell’Associazione nazionale archeologi secondo cui il 33% di loro non vive dei propri studi, il 15% si ricicla come guida turistica e il 16% fa un lavoro totalmente diverso. «Oggi più che mai possiamo dire che il settore sia precario – conferma il professor Franco D’Agostino, ospite nello studio di Art News – dal momento che nelle Università non ci sono fondi per progetti e personale. Viviamo unicamente dell’entusiasmo di tanti giovani sotto pagati che non hanno nemmeno la possibilità di iscriversi a un albo professionale che non esiste».Una situazione che può vanificare i buoni risultati raggiunti fino ad ora e lasciare incompleti alcuni percorsi costruiti con fatica nel corso degli anni, come nel caso dell’Iraq. «Abbiamo ottenuto dal governo locale – spiega il docente – il permesso per lo scavo nel sito di Gaesh, città a cinque chilometri da Nassiria, dove speriamo di trovare gli antichi archivi amministrativi. La cosa fondamentale da sottolineare è che siamo stati i primi in assoluto a essere autorizzati. Ci siamo riusciti per le nostre competenze, per il rapporto di fiducia che abbiamo stabilito con gli interlocutori e per la qualità dell’iniziativa. Quello di Gaesh è uno scavo-scuola in cui gli studenti iracheni possono andare per conoscere e imparare». Accade così che per mancanza di fondi lo stesso archeologo sia costretto a procacciarseli, diventando a tutti gli effetti un fund raiser con evidente spreco di energie e tempo: «Per andare avanti non possiamo fare altrimenti – conclude D’Agostino – Abbiamo bisogno di un flusso continuo di denaro senza il quale è impossibile programmare nel tempo. Certo non dovrei essere io a fare questo mestiere, ma se avessi la certezza di trovare le risorse che occorrono non avrei nessun problema». Nato nel 2006, Art News è il magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura in onda il sabato pomeriggio su Rai Tre. Maria Paola Orlandini, autrice del programma con Luigi Ceccarelli e Vincenzo Sferra, conduce la trasmissione coadiuvata da esperti quali Claudio Strinati, Antonio Paolucci, Cristiana Perrella, Demetrio Paparoni.

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Calo fatturato studi professionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 febbraio 2011

Capri. In Italia, Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le  professioni stanno risentendo maggiormente della crisi con un calo del fatturato del 39% e con la chiusura del 20%  degli studi professionali.  La crisi degli studi professionali in Italia è particolarmente significativa se messa a  confronto con quella europea. L’indagine presentata oggi a Capri – elaborata da KRLS Network of Business Ethics per il magazine “Contribuenti.it” – nella giornata conclusiva del sesto summit internazionale, al quale hanno partecipato  i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei, mette in evidenza che nel  2010, in tutti i principali paesi europei, si registra una ripresa: in Francia, + 4,1% del fatturato, +3,2% in
Inghilterra, + 2,9% in Germania, + 2,2% in Spagna, + 2,1% in Olanda e + 1,7% in Svezia. In Italia, invece, le  professioni che fanno da trainano e supporto all’economia sono in forte difficoltà. Secondo l’indagine del magazine  Contribuenti.it, che ha preso in esame alcuni indicatori economici del 2010 ed incrociato i dati del fatturato, delle  prenotazioni, dell’occupazione e delle forniture professionali, nel bel Paese la situazione è davvero preoccupante.Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno dei comparti più colpiti dalla crisi. Nel  2010, il fatturato globale è diminuito del 46% rispetto al periodo precedente, segnando un -38% nelle prenotazioni,  un -20% nell’occupazione ed un -59% nelle forniture professionali. Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch’esso tutti
gli indicatori negativi: il fatturato globale, nel 2010, ha segnato un -37% rispetto all’anno precedente, il – 41%  nelle prenotazioni, il -24% nell’occupazione ed il – 51% nelle fo rniture professionali. Male anche il settore della  comunicazione (sociologi e giornalisti). Del 36% la contrazione del fatturato, dell’ 29% le prenotazioni, del 26%  l’occupazione e del 52% le forniture professionali.”Di fronte alla chiusura del 20% degli studi professionali,
costituiti prevalentemente da piccoli studi ed al crollo del fatturato” – commenta Vittorio Carlomagno presidente di  Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani a conclusione del terzo simposio internazionale – ”è impensabile  che il governo non intervenga sostenendo anche il comparto delle professioni, prevedendo per i professionisti misure
straordinarie, come il credito d’imposta sugli acquisti e il bonus occupazione per chi assume”.

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“Le storie di San Francesco”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Assisi 26 novembre alle ore 17, nella Basilica Superiore, dal titolo “Le storie di San Francesco”.  Parteciperanno il professor Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, il professor Franco Cardini, ordinario di storia medievale all’Università di Firenze, e la professoressa Chiara Frugoni, storica medievista, che presenterà il suo ultimo libro edito da Einaudi, “Le storie di San Francesco”.  In questo volume la professoressa rilegge il ciclo giottesco alla luce dei suoi ultimi studi, accompagnando per mano il lettore nell’interpretazione delle scene pittoriche, mostrando che nella Basilica superiore oltre agli affreschi esistono anche miriadi di scritte e graffiti lasciati nei secoli che vengono analizzati e interpretati dalla storica francescana. “Dalle ricerche che ho effettuato – spiega la professoressa Frugoni – è potuta emergere una interpretazione delle “storie di Francesco” che non si basa solo sulla comune idea che il ciclo giottesco sia una esaltazione del Santo di Assisi, ma piuttosto una  valorizzazione della grandezza dell’intero ordine francescano”, questo grazie anche ad alcuni particolari iconografici finora rimasti oscuri.
Per l’occasione il professor Antonio Paolucci è voluto tornare in questo luogo di spiritualità e cultura in veste di relatore, dopo il terremoto del 1997 che lo ha visto guidare l’equipe di esperti che hanno dato vita al “cantiere dei miracoli”, come è stato definito il difficilissimo lavoro di recupero e di restauro della Basilica Superiore dopo il crollo. L’autorevole parola di Franco Cardini, uno dei più grandi esperti italiani di storia medievale, aiuterà ad arricchire l’incontro permettendo ai presenti di collocare il dibattito nella sua giusta cornice storica. La Basilica di San Francesco diventa in questo appuntamento luogo di incontro e di dibattito tra sacralità, storia e arte, nella casa del santo del dialogo per eccellenza, nel racconto di una storia secolare ricca di particolari e colpi di scena, della vita di un uomo di otto secoli fa che ancora oggi risulta estremamente attuale.

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Palermo: convegno internazionale di studi investigativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2010

Palermo, 1 Dicembre 2010 ore 9,00-18.00 Palazzo Steri-Chiaramonte (Sala dei Baroni). In collaborazione con Associazione Morpheus, Orizzonti onlus, CONSAP, Help Family. Con il Patrocinio di: Presidenza della Repubblica, Senato della Repubblica, Regione Sicilia, Provincia di Palermo, Comune di Palermo, UNICRI, A.N.D.S., I.I.P.. –  Il Convegno analizza le principali problematiche tecniche (psicologiche, legali e investigative) di intervento nei casi di stalking connesso alla relazione di coppia e all’attività professionale di alcune professioni d’aiuto (medici, psicologi, avvocati ecc.). La giornata di studio parte dal confronto delle esperienze del Prof. Herald EGE e dell’equipe di ricerca sullo stalking dell’ICAA diretta dal Prof. Marco Strano, attiva da diversi anni su tutto il territorio nazionale. Viene proposto un approccio innovativo al problema stalking anche sottolineando gli aspetti critici dell’applicazione dell’attuale normativa e le difficoltà investigative. Nel corso dell’evento verranno illustrate le moderne tecniche di valutazione del rischio e di intervento in questo ambito scaturite dall’esperienza sul campo dell’ICAA.
Verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Richiesti Crediti formativi per Avvocati. Per la partecipazione al convegno sarà richiesto un contributo di 20 euro per spese organizzative da versare sul posto. Per i Soci Ordinari ICAA in regola con la quota associativa il convegno è gratuito.

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Sclerosi multipla

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2010

Un approccio diverso per la diagnosi e la terapia della sclerosi multipla, una scoperta che potrebbe aprire nuovi orizzonti e far riaffiorare la speranza per i malati, arriva dagli studi effettuati dal prof. Zamboni dell’Università di Ferrara. I malati di Sclerosi Multipla, grazie alla scoperta del prof. Zamboni,  intravedono oggi  un futuro “normale” o quantomeno migliore,  l’opportunità di affrontare con maggiore determinazione la malattia perché in loro la speranza di “guarire”. Nessuno può negare ad un malato la speranza, la possibilità di intravedere un barlume che ponga fine o allevi le sofferenze  determinate dalla Sclerosi Multipla; da qui l’impegno e il dovere  da parte di tutti gli attori coinvolti di tenere accesa quella fiammella che oggi ha ridato la speranza a questi malati. Il Sindacato SFIDA, ben conoscendo, perché vissuta,  la sofferenza di chi quotidianamente affronta e vive la disabilità, pur non entrando nel merito delle speculazioni scientifiche, mediche e farmaceutiche di questi ultimi mesi che hanno visto contrapposti neurologi e chirurghi vascolari, ritiene inderogabile l’intervento di tutte le figure politico istituzionali a tutela del malato e quest’ultimo   sia il perno di qualsiasi intervento attuato e possa avere certezza e consapevolezza che:
1.    Le informazioni erogate siano chiare, corrette, esaustive,  evidenzino le  correlazioni tra insufficienza venosa cronica cerebro spinale (CCSVI) e sclerosi multipla senza dar adito a qualsivoglia forma di “analfabetismo scientifico”;
2.    La sperimentazione parta dal malato ricordando che dai risultati conseguiti potrebbe scaturire la possibilità di un miglioramento delle condizioni di vita dei malati affetti da SM. Solo il lavoro condiviso, anche se le posizioni di partenza sono differenti,   consente di superare qualsiasi condizione di “diffidenza” che vede in antitesi le due equipe, per affrontare un percorso sperimentale fondato scientificamente  che possa tenere accesa la luce della speranza  per i malati di Sclerosi Multipla;
3.    Uno sforzo comune affinché il protocollo, condiviso e condivisibile da quanti sono impegnati nella sperimentazione, fornisca garanzie in termini di efficacia, efficienza e qualità dei risultati della sperimentazione intrapresa.

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Fatturato studi professionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

In Italia, Veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le professioni stanno risentendo maggiormente della crisi con un calo del fatturato del 39% e con la chiusura del 20% degli studi professionali.  La crisi degli studi professionali in Italia è particolarmente significativa se messa a confronto con quella europea. L’indagine presentata oggi pomeriggio a Capri da Contribuenti.it nella giornata conclusiva del quinto summit internazionale, al quale hanno partecipato i massimi rappresentanti delle associazioni dei contribuenti dei principali paesi europei, mette in evidenza che nei primi otto mesi del 2010 in tutti i principali paesi europei si registra una ripresa: in Francia, + 4,1% del fatturato, +3,2% in Inghilterra, + 2,9% in Germania, + 2,2% in Spagna, + 2,1% in Olanda e + 1,7% in Svezia. In Italia, invece, le professioni che fanno da trainano e supporto all’economia sono in forte difficoltà. Secondo l’indagine di Contribuenti.it, che ha preso in esame alcuni indicatori economici riferiti ai primo otto mesi del 2010 ed incrociato i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell’occupazione e delle forniture professionali nel bel Paese la situazione è davvero preoccupante. Il settore giuridico-economico (avvocati e dottori commercialisti) è uno dei comparti più colpiti dalla crisi. Nei primi otto mesi del 2010, il fatturato globale è diminuito del 46% rispetto al periodo precedente, segnando un -38% nelle prenotazioni, un -20% nell’occupazione ed un -59% nelle forniture professionali.  Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch’esso tutti gli indicatori negativi: il fatturato globale, nei primi otto mesi del 2010, ha segnato un -37% rispetto all’anno precedente, il – 41% nelle prenotazioni, il -24% nell’occupazio ne ed il – 51% nelle forniture professionali. Male anche il settore della comunicazione (sociologi e giornalisti). Del 36% la contrazione del fatturato, dell’ 29% le prenotazioni, del 26% l’occupazione e del 52% le forniture professionali. “Di fronte alla chiusura del 20% degli studi professionali, costituiti prevalentemente da piccoli studi ed al crollo del fatturato” – commenta Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani a conclusione del terzo simposio internazionale – ”è impensabile che il governo non intervenga inserendo anche il comparto delle professioni tra quelli in crisi, prevedendo l’estensione ai lavoratori autonomi degli ammortizzatori sociali e di tutte le misure straordinarie, come il credito c’imposta sugli acquisti e il bonus occupazione per chi assume”.

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Studi biochimici internazionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Parma. Sono stati pubblicati sull’edizione on-line di Nature Chemical Biology, la più autorevole rivista internazionale di studi biochimici, i risultati di un importante studio condotto da un gruppo di ricerca delle Università di Parma e Padova. In particolare, la ricerca è stata condotta presso il Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Ateneo da Roberto Costa, Ileana Ramazzina, Rodolfo Berni, Alessio Peracchi e Riccardo Percudani, e presso il Dipartimento di Chimica Biologica dell’Università di Padova da Laura Cendron e Giuseppe Zanotti.
Lo studio si incentra sulle sostanze che vengono eliminate dall’uomo e da altri animali come scarti del metabolismo. Esse possono essere utilizzate da microorganismi (ad esempio batteri che colonizzano l’intestino umano) come fonti di nutrimento. E’ il caso delle basi puriniche, componenti del DNA e dell’RNA, che vengono prima trasformate in forma ossidata e poi eliminate per ridurre l’eccesso di azoto dell’organismo. Nell’uomo, il prodotto della degradazione delle purine è l’acido urico, una molecola poco solubile che, quando presente in concentrazioni eccessive, si deposita a livello delle articolazioni o dei reni provocando una malattia nota come gotta. Un tempo etichettata come malattia dei ricchi – era definita la malattia dei re – la gotta è divenuta in tempi moderni una patologia democratica, costituendo la forma più comune di artrite infiammatoria nei paesi sviluppati e in via di sviluppo.
Paradossalmente, l’acido urico eliminato dal metabolismo umano deriva da molecole che richiedono un notevole investimento di materiali ed energia. Ad oggi non si conosceva una via metabolica che permettesse di recuperare almeno in parte le molecole investite nella sintesi delle purine. Ora una via metabolica che consente il recupero di una sostanza utile per la cellula (l’aminoacido glicina) dall’acido urico è stata identificata in alcuni microorganismi.
Le somiglianze strutturali tra la transaminasi batterica e le transaminasi di uomo e altri animali hanno permesso di ricostruire la storia evolutiva della proteina, datandone l’origine in concomitanza con la comparsa degli animali, ovvero gli organismi che eliminano grandi quantità di purine ossidate. La presenza nel tratto digestivo di batteri in grado di metabolizzare efficacemente l’acido urico potrebbe essere tra i fattori che determinano i livelli generali di acido urico e la possibilità di sviluppare le patologie correlate alla gotta. Nature Chemical Biology, Pubblicato on-line 19 sett. 2010, DOI 10.1038/nchembio.445. (Riccardo Percudani)

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