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Studiare nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

Milano Sabato 7 marzo 2020, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61 – Ingresso gratuito Study UK Fair, torna a Milano la più importante fiera dell’istruzione britannica in Italia.Giunta alla sua 7° edizione milanese, Study UK Fair costituisce un atteso appuntamento per studenti di qualsiasi livello, giovani professionisti, genitori e insegnanti per incontrare i rappresentanti di università, college, business schools e scuole di lingua. Ad ingresso gratuito, i partecipanti potranno sostenere colloqui individuali con gli oltre 40 istituti presenti, scoprire l’offerta educativa del Regno Unito e seguire interessanti seminari.Organizzato dal British Council, l’ente britannico per le relazioni culturali e le opportunità nell’ambito dell’istruzione, l’evento ha visto la presenza, ogni anno, di oltre 1000 partecipanti, preparati e motivati ad incontrare le Università e le altre istituzioni educative presenti.“La Fiera Study UK costituisce per noi un’occasione importante per incontrare studenti e famiglie e rispondere alle loro domande”, afferma Filomena Casamassa, Education Manager del British Council in Italia – “Lo studio nel Regno Unito gode in generale di un’ottima reputazione ma ci rendiamo conto di quanto sia utile, anche nel contesto post-Brexit, poter avere un’occasione di contatto e confronto individuale con le diverse università e college presenti”.Il mix di tradizione e innovazione, caratteristico dell’offerta formativa britannica, attrae da sempre studenti di tutto il mondo nel Regno Unito. Secondo gli ultimi dati di HESA – Higher Education Statistics Agency -, sono oltre 16.000 gli studenti italiani nel Regno Unito e il 2019 ha registrato oltre 2.400 nuove domande di immatricolazione da parte di italiani (dati UCAS – Universities and Colleges Admissions Service). Dinamismo, continua evoluzione e una forte attenzione alle competenze richieste dalle diverse carriere si sposano, all’interno delle università del Regno Unito, con un’attenzione al valore e alle potenzialità di ogni singolo studente, al rispetto delle diversità e all’opportunità di vivere in un ambiente ricco di stimoli intellettuali e culturali.L’evento include anche un programma di seminari e sessioni informative presentate da istituzioni e partner del British Council operanti nel campo dell’istruzione, dell’orientamento e della formazione giovanile. Ci saranno, inoltre, numerose occasioni per approfondire il test IELTS, l’esame di inglese più richiesto per lo studio universitario e sarà possibile ascoltare le testimonianze e l’esperienza di studenti italiani iscritti oggi alle Università britanniche. Study UK Fair 2020 è organizzata in collaborazione con IELTS e Tutor You, e con il patrocinio del Comune di Milano. L’ingresso è gratuito previa prenotazione online dal sito http://www.britishcouncil.it/Study-UK

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Studiare nuovi approcci terapeutici

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

Boehringer Ingelheim, Germania e Siena, Italia, Boehringer Ingelheim e Philogen hanno annunciato oggi la loro collaborazione per studiare nuovi approcci terapeutici per la Leucemia Mieloide Acuta (LMA). Nell’ambito di questa collaborazione le aziende hanno concordato di avviare un trial esplorativo per valutare immunoterapie innovative per pazienti con LMA recidivante. Pur essendo una malattia rara la LMA è una tra le forme più diffuse negli adulti, responsabile di circa un terzo delle leucemie che colpiscono la popolazione adulta nel mondo occidentale. L’età media dei pazienti, alla diagnosi iniziale, è di 65 anni e la prognosi peggiora con l’aumentare dell’età. E’ una malattia che ha le più basse percentuali di sopravvivenza fra tutte le leucemie: la sopravvivenza mediana, infatti, non supera i sei mesi nei pazienti più anziani. Per questo motivo per la LMA c’è un elevato bisogno di terapie.
“Non vediamo l’ora di cominciare a lavorare insieme a Philogen, un’azienda biotecnologica altamente innovativa, e di aumentare le nostre conoscenze cliniche sulle strategie terapeutiche per la Leucemia Mieloide Acuta” – ha dichiarato Martin Stefanic, Head Clinical Development Hemato-Oncology di Boehringer Ingelheim – “Questa nuova collaborazione arricchisce la nostra ampia pipeline in ambito onco-ematologico, con l’apporto di un nuovo approccio altamente innovativo”.Il Dottor Duccio Neri, Amministratore Delegato di Philogen ha così commentato “Con il suo successo straordinario nel rendere disponibili sul mercato nuove terapie innovative, e la sua vasta esperienza in ricerca e sviluppo in ambito oncologico, Boehringer Ingelheim è il partner giusto per accelerare il passaggio allo sviluppo clinico delle nostre nuove terapie mirate”.
Maggiori informazioni sul trial clinico verranno comunicate in occasione di un prossimo congress scientifico. Gli aspetti economici relativi alla collaborazione non saranno oggetto di comunicazione.Il Gruppo Boehringer Ingelheim è una delle prime 20 aziende farmaceutiche del mondo. Il Gruppo ha sede a Ingelheim, Germania, e opera a livello globale con 146 affiliate e più di 47.700 dipendenti. Fondata nel 1885, l’azienda a proprietà familiare si dedica a ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti innovativi dall’elevato valore terapeutico nel campo della medicina e della veterinaria. Operare in maniera socialmente responsabile è un punto centrale della cultura e dell’impegno di Boehringer Ingelheim. La partecipazione a progetti sociali in tutto il mondo, quali ad esempio l’iniziativa “Making more Health”, e l’attenzione per i propri dipendenti sono parte di questo impegno di responsabilità sociale, così come lo sono il rispetto, le pari opportunità e la conciliazione dei tempi di lavoro e della famiglia che costituiscono le fondamenta della mutua collaborazione fra l’azienda e i suoi dipendenti, e l’attenzione all’ambiente, alla sua tutela e sostenibilità, che sono sottese in ogni attività che Boehringer Ingelheim intraprende. Nel 2014, Boehringer Ingelheim ha registrato un fatturato netto di circa 13,3 miliardi di euro e investimenti in ricerca e sviluppo pari al 19,9% del suo fatturato netto.

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Indagine sui giovani che non studiano, non lavorano o non si formano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

we worldWeWorld, in collaborazione con la Coop. “La Grande Casa”- CNCA e la Rivista “Animazione Sociale” e con il Patrocinio dell’ANCI è orgogliosa di presentare la prima indagine nazionale sul fenomeno dei Neet: GHOST. Indagine sui giovani che non studiano, non lavorano o non si formano. Un progetto che per WeWorld ha radici profonde nel lavoro sulla dispersione scolastica, dopo aver cercato di capire quanti sono i ragazzi che lasciano la scuola crediamo sia indispensabile indagare chi sono i NEET, giovani che non studiano, non lavorano o non si formano e quali sono le ragioni alla base di questo fenomeno. Attraverso diverse tecniche di indagine, l’obiettivo è conoscere questo fenomeno sotto molteplici aspetti.“Le mie esperienze scolastiche e l’approccio al mondo del lavoro mi hanno portato a sviluppare sempre maggiore ansia e insicurezza. Il malessere diventato ormai fisico nell’affrontare una nuova sfida è tale da bloccarmi in una condizione di stallo, per migliorare questa situazione forse dovrei fare delle esperienze di gratificazione che compensino quelle negative già ampiamente provate” – Giulio, 23 anni, disoccupato.Il tema Neet è sempre più oggetto di attenzione da parte di istituzioni e Media, sia nazionali che europei. Cresce l’attenzione ma cresce, anche, la sensazione della pericolosità nell’usare genericamente questa terminologia, in quanto appare, sempre più chiaramente, che tale termine è un contenitore di situazioni diversissime e che eccessive generalizzazioni corrono il rischio di etichettare in senso negativo e indistinto la situazione specifica di molti giovani.Da qui nasce il progetto di ricerca. Continua infatti ad aumentare la quota di giovani fuori dal processo formativo e produttivo del Paese: Neet (Not in Education, Employment or Training), giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo ma neppure impegnati in un’attività lavorativa.
Ad emergere da Ghost è una preoccupante correlazione tra questo fenomeno e la dispersione scolastica: 1 ragazzo su quattro, tra quelli considerati NEET, infatti, ha alle spalle un percorso scolastico legato al all’abbandono scolastico.
La dispersione scolastica nel nostro Paese ha assunto dimensioni allarmanti, con il 15% di ragazzi che abbandonano gli studi, l’Italia è in fondo alla classifica europea la cui media è pari al 11,7% , e continua a scontare un gap con gli altri Paesi, come ad esempio la Germania dove la quota è sensibilmente più bassa (9,5%), o la Francia (8,5%) e il Regno Unito (11,8%). Un divario che aumenta se guardiamo al Sud ed alle Isole, dove vi sono regioni ben lontane dalla media europea (Sardegna 24,3 , Campania 22,2%, Puglia 19,9%). La crisi economica rischia di compromettere i passi in avanti fatti dal 2000, quando gli early school leavers (coloro che abbandonano precocemente la scuola, secondo la definizione in uso in Europa per la dispersione scolastica) risultavano il 25,3%.
I percorsi scolastici accidentati (segnati da bocciature, interruzioni, cambi di indirizzo, etc.) sono spesso precursori della condizione di Neet, alla quale sappiamo che concorrono altri fattori importanti: la condizione economica e sociale d’origine, la situazione famigliare e personale (disoccupazione di uno dei genitori, separazione, malattia…), il contesto economico nazionale. In particolare rispetto al loro percorso di studi, la famiglia assume un ruolo determinante e quasi deterministico genitori con titolo di studio basso avranno con ogni probabilità figli poco istruiti.
Parte integrante del progetto di ricerca è un sondaggio nazionale che ha coinvolto 1000 giovani (sia maschi che femmine) , realizzato da IPSOS che ha permesso di cogliere il punto di vista dei giovani su alcune tematiche connesse all’essere giovani e al “fenomeno Neet”. In particolar modo si coglie bene come i ragazzi vedano i Neet: fannulloni, chiusi, poco speranzosi. Proprio questa dicotomia – tra “chi ce la fa” e “chi no”, “chi ha alle spalle una famiglia che sostiene e ispira” e “chi si sente schiacciato da un futuro che vede sempre più nero” – sembra essere destinata a crescere. Ed è proprio qui che crediamo si debba intervenire.
Crediamo si debba implementare una strategia che punti a prevenire il fenomeno Neet, che deve essere necessariamente complessa e articolata, toccando tanto le scuole, quanto le famiglie, la formazione, quanto il lavoro. Le varie esperienze di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica (in particolare quella di WeWorld in sette regioni Italiane, Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, con il programma Frequenza200, il più ampio programma nazionale non profit sul tema dell’abbandono scolastico) hanno mostrato che solo costruendo stabili relazioni tra scuola, famiglia e territorio è possibile creare un ambiente favorevole al recupero dei ragazzi più fragili, a rischio di abbandono scolastico. (foto: we world)

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Dal Medio Oriente a Pavia per studiare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2010

Pavia 4 ottobre alle ore 11 al collegio Santa Caterina ci sarà l’apertura del corso alla presenza del Magnifico Rettore prof. Angiolino Stella del Sindaco di Pavia Ing. Alessandro Cattaneo e del Vescovo di Pavia Mons. Giovanni Giudici. In particolare gli studenti sono 20 Libanesi e 14 Palestinesi per un programma di cooperazione allo sviluppo che coinvolge sei università e il Ministero Affari Esteri.
Il programma “Palestina” riguarda 14 giovani, provenienti dalle sette università del West Bank, purtroppo non è stato possibile avere giovani da Gaza. L’Università degli Studi di Siena, l’Università degli Studi di Bologna, l’Università degli studi di Roma la Sapienza, l’Università di Palermo, l’Università di Pavia e il Politecnico di Milano nell’ambito delle attività di cooperazione allo sviluppo supportate dalla Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri hanno organizzato in piena sinergia un corso multidisciplinare per 14 studenti di differente estrazione culturale provenienti dalle principali università della Palestina.
Il programma Libano coinvolge 20 giovani (che provengono da due università: la Nazionale, e l’Università del S. Spirito) che seguono un master in “Cooperazione Pace e Sviluppo”, un programma di due anni le cui lezioni si tengono parte in Libano e parte in Italia. Questo programma vede la partecipazione solo di Pavia, La Sapienza e Palermo è finanziato dalla Cooperazione Italiana in Libano ed è coordinato dal Ministero degli Affari Esteri e de La Sapienza.
Il MAE ha approvato recentemente un programma molto grande – coordinato proprio dall Università di pavia – a favore delle sette università palestinesi e che coinvolge anche una decina di università italiane. Si tratta di un programma di alta formazione su 3 anni, attivo dal 2011.
Dal 4 al 10 ottobre 2010, sotto il coordinamento del prof. Marco Missaglia gli studenti – i cui curricula spaziano dalla finanza all’ingegneria elettronica, dall’economia aziendale all’architettura, dalla geografia alle discipline infermieristiche – avranno cicli di lezioni che riguardano le tematiche dell’economia dello sviluppo con particolare attenzione ai temi di interesse per il Medio Oriente ed il bacino del Mediterraneo.
Martedì 5 ottobre alle ore 15.30, sempre al Santa Caterina, si terrà un incontro con le associazioni che si occupano di cooperazione a Pavia coordinato dall’Assessore Marco Galandra e che vedrà la Partecipazione di Mons. Vescovo. Il giorno 7 ottobre il Dott. Adriano Gasperi dello IUSS illustrerà le tematiche e le problematiche dell’EXPO 2015.

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“Studiare a Parma”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Parma dal 21 al 23 aprile, con apertura dalle 9 alle 18 presso il Palazzo Centrale dell’Università, in Via Università 12 torna il tradizionale Salone di Orientamento e Informazione “Studiare a Parma”, giunto quest’anno alla sua 17° edizione. Il Salone “Studiare a Parma” è realizzato con il patrocinio di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma e Comune di Parma. Il percorso per i visitatori si snoda attraverso il prestigioso Palazzo Centrale dell’Ateneo, all’interno del quale troveranno posto gli Stand delle Facoltà e dei Servizi dell’Ateneo. Docenti, studenti e personale amministrativo dell’Università, con l’aiuto dell’aggiornato materiale informativo, saranno a disposizione dei visitatori per aiutarli a costruire nel modo più consapevole possibile il proprio percorso di studi.  Saranno presenti anche gli stand di importanti istituzioni del territorio parmense (AVIS Università–ADMO–AIDO, Centro Universitario Sportivo – CUS Parma, Comune di Parma – Assessorato a Benessere e Creatività giovanile (Ufficio Informagiovani), ER.GO Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, Fondazione Teatro Due, MUP – Monte Università Parma Editore e Provincia di Parma – Sportello Azione 18-28) per ricevere utili indicazioni sulle opportunità e i servizi offerti dalla città oltre che dall’Università di Parma. Durante la prima mattinata del Salone, mercoledì 21 aprile, l’Aula dei Filosofi ospiterà due incontri.  Alle 10 saranno presentati alle future matricole i servizi di ER.GO Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori – Sede territoriale di Parma, mentre alle 11 l’Ing. Eros Capostagno – Directorate Adviser all’EPO – European Patent Office, parlerà de “Il sistema europeo dei brevetti”.
Giovedì 22 aprile, alle 16, nell’Aula dei Cavalieri, ci sarà un incontro dal titolo “Officina della Creatività”, in cui la Prof.ssa Emilia Caronna, i suoi collaboratori/ici, il Prof. Marco Silvestri e i suoi laureandi presentano, con “…barriers, barrières, barreras, barriere, in qualsiasi lingua, sempre barriere sono…”, la Banca del Tempo “Gocce TemporAli”, i cd-rom con le proposte di un Architetto per abbattere barriere e di laureandi in Ingegneria per non costruirle.
Assieme al Salone dello Studente sarà quest’anno possibile visitare la IV Edizione di “La chimica siamo noi”. http://www.unipr.it

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