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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘studio’

Istituto Risorgimento italiano, pubblicato un bando per tre borse di studio

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

Roma.L’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, ubicato presso la prestigiosa sede del Vittoriano in Roma, ha pubblicato un bando di concorso per 3 borse di studio annuali dell’importo di € 15.000,00 per dottori di ricerca in discipline storiche, per lo svolgimento di ricerche nell’ambito della storia politica, culturale, istituzionale, sociale del Risorgimento e del “lungo Ottocento”. Le modalità e i criteri di ammissibilità per le domande sono consultabili sul sito dell’Istituto http://www.risorgimento.it. Il termine ultimo di presentazione delle stesse è il 22 settembre 2022 alle ore 12 al recapito mail pec segreteria.istrisorgimento@pec.it.Con questa iniziativa il Commissario straordinario dell’Istituto, Anna Maria Buzzi, coadiuvato dal Comitato scientifico, presieduto da Carmine Pinto, intende rilanciare le attività dell’Istituto con la volontà di dare un nuovo impulso agli studi sul Risorgimento italiano e avvicinare un pubblico quanto più vasto alle tematiche dell’Ottocento, soprattutto tra le nuove generazioni.

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Farmacia clinica, uno studio Sifac ripreso dalla Fip

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2022

L’International pharmaceutical federation (Fip) ha recentemente pubblicato un testo dal titolo “Empowering self-care: A handbook for pharmacists”. All’interno del saggio vengono affrontati diversi aspetti correlati al self-care ed alle modalità di approccio e gestione di alcuni disturbi minori comunemente trattati grazie al supporto clinico del farmacista. Tra le autorevoli fonti di riferimento anche lo studio condotto da Sifac, in collaborazione multidisciplinare con l’Istituto Humanitas di Milano e con autorevoli ricercatori di aziende ospedaliere universitarie, durante il periodo pandemico sull’adattamento professionale del farmacista. Oggi, anche il farmacista italiano può coniugare l’attività di erogazione del farmaco con quella di ricerca sullo stesso, che altro non sono che aspetti complementari, volti a sostenersi a vicenda per poter ottimizzare sempre più la pratica clinica», afferma Corrado Giua Marassi, presidente Sifac.La pandemia ha drasticamente modificato l’attività del farmacista contribuendo a tirar fuori un animo clinico, presente, ma privo dei giusti spazi di concreta espressione. La farmacia si è subito saputa riorganizzare riuscendo a fronteggiare efficacemente la gestione dell’emergenza sanitaria e creando nuove relazioni comunicative con il proprio paziente. Dall’osservazione di questo fenomeno è nato l’input per la realizzazione di un’indagine che ci ha restituito un’immagine chiara delle criticità affrontate dal farmacista e che ha fornito una quantificazione efficace del lavoro svolto durante questo periodo.Dalla ricerca, condotta su un campione di 169 farmacisti dislocati su tutto il territorio, è emerso come, durante il periodo pandemico, la farmacia sia risultata uno dei principali servizi essenziali sul territorio, riuscendo a svolgere con continuità un servizio di assistenza sanitaria forte e autorevole. Il farmacista è divenuto il referente principe nel supportare e confortare il paziente, nel monitoraggio dell’aderenza alle terapie, nella gestione dei disturbi minori e nell’aiutare il paziente ad acquisire nuove consapevolezze sulle scelte di salute.Tali aspetti, percepiti come necessariamente attuabili in un momento emergenziale, rappresentano tuttavia degli argomenti sui quali, da anni, i governi lavoravano per un miglioramento della governance sanitaria del territorio, sempre più orientata verso la razionalizzazione delle risorse e la funzionalizzazione dei processi e degli attori. In un periodo dove i presidi sanitari hanno faticato, la revisione delle criticità del sistema è divenuta un aspetto prioritario e l’esempio offerto dallo studio è risultato paradigmatico per l’analisi dei processi e delle criticità legati all’implementazione del self-care” conclude il presidente Sifac. By Paolo Levantino Farmacista clinico (fonte: Farmacista33)

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“Settimana di studio e di testimonianza per la liberazione di Leonard Peltier”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2022

Nell’ambito della “settimana di studio e di testimonianza per la liberazione di Leonard Peltier”, si e’ svolto a Cura di Vetralla (Vt) un incontro di studio dedicato al grande libro di Vine Deloria Jr., Behind the Trail of Broken Treaties: An Indian Declaration of Independence, Dell Publishing, New York 1974, University of Texas Press, Austin 1985, pp. XIV + 296. Il volume raccoglie una serie di saggi del grande pensatore, educatore ed attivista nativo americano, saggi che costituiscono ad un tempo una documentazione delle straordinarie lotte dei nativi americani nei primi anni Settanta e una riflessione su di esse profonda e illuminante.Vine Deloria Jr. (1933-2005) e&#39! ; stato uno dei piu’ grandi e influenti intellettuali nativi americani del XX secolo: docente universitario, teologo, storico, politologo, saggista, attivista, promotore di rilevantissime iniziative culturali e per i diritti umani, autore di molti libri che sono stati decisivi per la coscientizzazione sulla cultura e sulla resistenza delle popolazioni native americane e per contrastare il genocidio, l’etnocidio e l’ecocidio di cui sono tuttora vittime da parte del potere razzista, colonialista, rapinatore e imperialista bianco.Tra le opere di Vine Deloria Jr. ricordiamo particolarmente il capolavoro “Custer e’ morto per i vostri peccati”, al quale abbiamo dedicato un incontro di studio mesi fa, unico dei suoi libri tradotto anche – e tempestivamente – in italiano (presso Jaca Book, Milano 1972, ed in seconda edizione nel 1977), un classico della saggistica novecentesca e profondo un appello che ancora ci convoca all’ascolto e all’impegn! o, al riconoscimento e alla solidarieta’, al sostegno dell! a lotta dei nativi americano in difesa dell’umanita’ intera e dell’intero mondo vivente.Tra le varie altre opere di Vine Deloria Jr., purtroppo tutte ancora non tradotte in italiano, segnaliamo particolarmente il classico “God is Red. A Native View of Religion” del 1973 (terza edizione del 2003), e per un accostamento insieme introduttivo e panoramico due rappresentative antologie di suoi scritti: “For this Land. Writing on Religion in America”, 1999, 2011, e “Spirit & Reason”, 1999 (quest’ultimo volume da’ conto dei vari campi di ricerca in cui Deloria ha dato contributi assai significativi; il libro e’ articolato in cinque parti dedicate rispettivamente a: Filosofia, Scienze umane, Educazione, Indiani, Religione).Il libro oggetto dell’incontro odierno, “Behind the Trail of Broken Treaties: An Indian Declaration of Independence”, pubblicato nel 1974 nel vivo e nel cuore della fase piu’ alta! della Resistenza dei nativi americani contro la violenza onnicida del potere razzista bianco, e’ stato poi riedito nel 1985, e attende ancora una traduzione nella nostra lingua. Sarebbe una lettura preziosissima per la riflessione morale e civile odierna, qui come ovunque. Il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo.

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Studio pilota per la prevenzione del carcinoma mammario e ovarico

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

Rita Antonelli, dottoranda di ricerca in Medicina Molecolare del Centro Universitario di Odontoiatria del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, ha ricevuto il premio “miglior progetto in Medicina Personalizzata”. Il riconoscimento è stato ottenuto grazie al lavoro di ricerca presentato al Contest 2022 – Clinical Research and Innovation della XII edizione del Taobuk Festival di Taormina, coordinato dalla docente universitaria Carmen Mortellaro (UniCamillus Roma), da Giuseppe Ippolito, Direttore Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità del Ministero della Salute e da Giovanni Migliore, Presidente della Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere).Il progetto di ricerca premiato è uno studio pilota di nutri-epigenomica, il cui obiettivo finale è quello di valutare, attraverso dei biomarcatori salivari, se un programma nutrizionale personalizzato possa modulare l’espressione di variabili epigenetiche associate allo sviluppo tumorale e quindi modulare la penetranza di mutazioni germinali a carico dei geni BRCA1 e BRCA2. Le donne che ereditano la mutazione di uno di questi due geni sono predisposte a sviluppare un tumore alla mammella nel 55-60% dei casi e un tumore all’ovaio nel 16-59%. Attraverso questi studi sperimentali si spera di realizzare in un futuro un nuovo esame diagnostico salivare che possa prevedere l’insorgenza del carcinoma in modo personalizzato e riuscire, attraverso un corretto stile di vita, a diminuire la percentuale di sviluppo del carcinoma mammario e ovarico.Lo studio pilota è condotto dalla Breast Unit Interaziendale della provincia di Parma coordinata da Antonino Musolino, dal Salivary Research Group del Centro Universitario di Odontoiatria di Parma coordinato da Marco Meleti, dal Laboratorio di Tossicologia Industriale e metodiche analitiche avanzate con Paola Mozzoni, ed è finanziato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt).Nella sezione “Medicina Orale” del Contest 2022 – Clinical Research and Innovation l’Università di Parma è stata presente con l’apprezzato contributo scientifico di Giulia Ghidini, Ilaria Giovannacci e Alessandra Dormiente del gruppo di Patologia – Chirurgia Orale e Laser Terapia, coordinato da Paolo Vescovi e del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, presieduto da Maddalena Manfredi.

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Cresce l’interesse per lo studio dell’italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

L’inglese è la lingua straniera più studiata al mondo (28%), principalmente per motivi di lavoro (49,4%) e formazione (29,7%). Anche lo spagnolo conquista terreno (10%), trainato dagli Stati Uniti: il 24,7% degli studenti americani studia spagnolo, contro un 16,7% che si rivolge all’inglese*. È quanto emerge dal Report Linguistico 2021 realizzato da Preply, la piattaforma globale di apprendimento delle lingue che mette in contatto oltre 20.000 insegnanti con decine di migliaia di studenti in tutto il mondo.Sul podio delle lingue più studiate al mondo sale anche il francese (7%): nel 25% dei casi si studia per lavoro, sottolineando l’importanza che questa lingua continua ad avere nell’economia mondiale. Gli studenti di francese su Preply sono particolarmente numerosi nei Paesi che hanno legami storici con la Francia, come Algeria, Marocco e Canada, ma anche in Nigeria (dove il 22% degli studenti studia francese) data la vicinanza con paesi di lingua francese come Benin, Niger, Chad e Camerun. Il tedesco è la quarta lingua in classifica, mentre l’Italiano conquista il quinto posto tra le lingue più popolari su Preply: viene studiata non solo per motivi d’affari, ma anche per conoscere più da vicino la cultura del Paese. A trainare l’interesse per l’apprendimento della lingua del sì, analizza Preply, è anche la vittoria italiana all’ultimo Eurovision: in vista della prossima edizione, che si svolgerà a Torino dal 10 al 14 maggio, negli ultimi mesi si è registrato un picco di utenti alla ricerca di lezioni di lingua italiana. Gli studenti di italiano su Preply vengono soprattutto dagli USA, dall’Italia stessa e poi da UK, Germania e Polonia. Accanto all’italiano spicca infine l’arabo, la lingua più diffusa in gran parte del Nord Africa e del Medio Oriente.Alla lingua da imparare si affianca la scelta dell’insegnante da cui farsi seguire: secondo il Report Linguistico 2021 di Preply, prezzo, esperienza, personalità sono i criteri più importanti.Secondo l’indagine, infatti, il 34-59% dei rispondenti è alla ricerca di un insegnante alla portata delle proprie tasche, mentre il 42% degli studenti si rivolge soprattutto ad insegnanti con esperienza. La personalità è un fattore decisivo per il 28-40% degli intervistati: gentilezza, pazienza e simpatia sono alcune delle qualità più ricercate.Grande attenzione poi alla provenienza dell’insegnante. Un quinto degli studenti lo preferisce madrelingua della lingua che intende studiare e per il 19% è interessante valutare anche la località del docente, che si rivela fondamentale per chi intende imparare una particolare variante linguistica: ad esempio, chi studia portoghese brasiliano preferisce trovare un insegnante a San Paolo, piuttosto che a Lisbona.Lo stile e il metodo di insegnamento sono da tenere in considerazione per l’11% degli intervistati, mentre nel 10% dei casi gli studenti cercano un insegnante che abbia seguito un particolare percorso di studi o ottenuto certificazioni specifiche. Particolarmente apprezzata dagli studenti Preply è inoltre la flessibilità, ovvero poter prenotare le lezioni in qualsiasi momento del giorno e della notte, accordandosi direttamente con gli insegnanti.

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Incontro: Il diritto allo studio in carcere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

’Università di Parma 12 maggio 2022. All’incontro, che si svolgerà dalle 13 alle 15, parteciperanno Franco Prina, Presidente della Conferenza Nazionale Universitaria dei Poli penitenziari (l’organismo della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane dedicato allo studio in carcere), Vincenza Pellegrino, Delegata del Rettore ai rapporti con gli Istituti penitenziari di Parma, Francesca Vianello ed Elton Kalika dell’Università di Padova. L’appuntamento chiuderà la rassegna Tra diritto e società. La questione penitenziaria, un ciclo di sei seminari interdisciplinari su tematiche carcerarie promossi dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali dell’Università di Parma. Gli incontri sono ideati e organizzati da Fabio Cassibba e Chiara Scivoletto, docenti rispettivamente di Diritto penitenziario e di Criminologia in Ateneo.

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Studio del CREA Politiche e Bioeconomia sulla base dei dati della Rica

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Per le 6 voci di costo considerate: fertilizzanti, mangimi, gasolio, sementi/piantine, fitosanitari, noleggi passivi, l’impatto medio aziendale è di oltre 15.700 euro di aumento, ma con forti differenze, tra i settori produttivi e a seconda della localizzazione geografica.Ad essere più penalizzati, con i maggiori incrementi percentuali dei costi correnti (tra il 65 e il 70%), sono i seminativi, la cerealicoltura e l’ortofloricoltura per l’effetto congiunto dell’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, seguiti dai bovini da latte (+57%). Più contenuti, invece, gli aumenti per le colture arboree agrarie e per la zootecnia estensiva. A livello medio nazionale l’aumento dei costi si attesterebbe al +54% con effetti molto rilevanti sulla sostenibilità economica delle aziende agricole, in modo particolare per le aziende marginali.In termini assoluti le aziende italiane potrebbero subire incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro, che sfiorano i 99.000 euro nelle aziende che allevano granivori.In definitiva, l’attuale crisi internazionale congiunturale può determinare in un’azienda agricola su dieci (il valore medio nazionale è pari all’11%) l’incapacità di far fronte alle spese dirette necessarie a realizzare un processo produttivo, estromettendole di fatto dal circuito. Tale percentuale era prima della crisi del tutto irrilevante, pari all’1% delle aziende RICA. Nello scenario ipotizzato in questo lavoro si stima che il 30% delle aziende su base nazionale possa avere reddito netto negativo, rispetto al 7% registrato prima dell’attuale crisi, sempre con una rilevante variabilità territoriale e di specializzazione produttiva.

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Covid-19, quanto durano gli anticorpi nei guariti e negli asintomatici. Uno studio fa il punto

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

La gran parte delle persone che si sono ammalate di Covid-19, specie se in forma grave, possiede anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus per almeno 16 mesi. È quanto emerge da uno studio della Southern University of Science and Technology di Shenzhen pubblicato su Nature Microbiology. Comprendere quale sia la durata della protezione acquisita dopo l’incontro con il virus SARS-CoV-2 è uno dei quesiti che più ha appassionato la ricerca fin dall’inizio della pandemia. «È stato dimostrato che i coronavirus umani stagionali inducono risposte anticorpali di breve durata e la reinfezione con lo stesso coronavirus stagionale si verifica frequentemente nei 12 mesi dopo l’infezione. Tuttavia, i due coronavirus che causano malattie gravi negli esseri umani (il SARS-CoV e il MERS-CoV) inducono risposte anticorpali più forti e che durano fino a 3 anni», spiegano i ricercatori. Nel caso di SARS-CoV-2 ancora non esistono dati definitivi. La nuova ricerca ha preso in considerazione 214 pazienti seguiti per quasi 16 mesi. 51 di essi avevano avuto un’infezione severa, 134 una lieve e 29 erano stati completante asintomatici. Studiando l’andamento degli anticorpi neutralizzanti (soprattutto di quelli IgG diretti contro la porzione RBD della proteina Spike) i ricercatori hanno scoperto che la risposta immunitaria raggiunge un picco dopo circa tre mesi dall’infezione; successivamente comincia un calo lento seguito da una stabilizzazione a un livello di anticorpi considerato comunque protettivo. Questi livelli si erano mantenuti fino all’ultimo test eseguito sui volontari a 480 giorni da quando avevano contratto l’infezione. Non tutti i pazienti presentavano però la stessa risposta immunitaria: i ricercatori hanno scoperto che dopo 1 anno il 14% di quanti avevano avuto una infezione lieve e il 50% di chi aveva avuto un’infezione asintomatica non avevano livelli rilevabili di anticorpi neutralizzanti. Lo studio ha mostrato inoltre un calo dell’efficacia degli anticorpi contro le varianti Beta, Delta e Mu. Mentre non ha fornito dati sulla variante Omicron. (fonte: Doctor33)

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L’ultimo studio sull’emigrazione italiana in Svizzera

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2021

Dalla fine dell’Ottocento ad oggi si sono diretti nella Confederazione 5 milioni di italiani. I flussi furono particolarmente elevati dopo la Seconda guerra mondiale. Nel decennio 1946-55 si trattò del 26% degli espatri totali e di quasi il 50% degli espatri in Europa. Nel decennio 1966-64 circa un terzo sugli espatri totali e il 40% sugli espatri continentali riguardarono la Confederazione. Poi il ruolo di primo Paese di arrivo degli italiani passò alla Germania, pur continuando a rimanere la Svizzera una delle principali destinazioni della nuova emigrazione. Fino al 1964, anno della firma del secondo accordo bilaterale sul collocamento della manodopera, la situazione degli italiani fu segnata da una estrema precarietà e da un cumulo di restrizioni. Gli italiani erano considerati non solo stranieri ma anche “estranei” per effetto di una storica “anti-italianità”, già evidenziata, fin dall’inizio dei flussi, dalle rivolte popolari contro gli italiani, scoppiate a Berna e a Zurigo (rispettivamente nel 1893 e nel 1896). L’accordo costituì la base per dare inizio all’inserimento stabile degli italiani, facilitando l’arrivo dei loro familiari. Ma il cammino fu tutt’altro che facile e fu anche messo in forse dal referendum promosso da Schwarzennbach nel 1970, che esprimeva la ricorrente paura degli svizzeri di essere sopraffatti dagli stranieri (il cosiddetto “inforestieramento”). Questa paura si è manifestata ancora una volta nel 2014, anno in cui un altro referendum (questa volta convalidato dai votanti) intese ridurre rigidamente l’afflusso degli immigrati. Rimane sempre lo stesso il dilemma di fondo: da un lato, lo straordinario benessere svizzero non sarebbe stato possibile senza una elevata presenza straniera; dall’altro, questa presenza è vista socialmente come un disturbo dagli autoctoni. In tale contesto fu di grande aiuto l’associazionismo: dalle Missioni cattoliche italiane alle Acli, dalle Colonie libere ai Patronati e ad altre forme associative. La condizione degli italiani era destinata a migliorare ulteriormente perché la tutela assicurata dalla contrattazione bilaterale (avviata dall’esule e poi ambasciatore a Berna) fu completata dall’adesione della Svizzera alla normativa Ue sulla ibera circolazione, un istituto giuridico che, entrato in vigore nel 1968 e poi successivamente perfezionato, ha restituito dignità anche ai lavoratori italiani. L’attuale collettività italiana in Svizzera conta 660.000 membri, dei quali circa un terzo possiede la doppia cittadinanza. Vanno menzionati anche i 60.000 frontalieri, che con il loro lavoro sostengono l’economia del Canton Ticino e in parte del Canton Grigioni. La ricerca promossa da IDOS fa anche il punto sulla politica migratoria svizzera, nata sotto il segno della precarietà con la prima legge sull’immigrazione degli anni ’30 e rimasta tale anche nel dopoguerra. La prima deroga a tale impostazione fu proprio l’accordo italo-svizzero del 1964. Anche dopo le aperture a una presenza straniera stabile, ai politici non sfuggì la radicale divisione dei cittadini su questo tema ed ebbe così inizio la strategia della gradualità. Rispetto a Paesi come gli Stati Uniti, quelli latinoamericani o, in Europa, la Francia, i percorsi di integrazione in Svizzera si sono dischiusi dopo gli anni ’60. Secondo gli autori della ricerca, sarà il futuro a mostrare in quale misura la presenza italiana, ampliando gli spazi di protagonismo, riuscirà a fondersi con la peculiarità svizzera. Michele Schiavone evidenzia come questo processo sia già in atto, poiché gli italiani sono sempre più presenti in campo parlamentare (federale e cantonale), amministrativo, professionale e imprenditoriale, il che lascia ben sperare.

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211 borse di studio agli studenti del Lazio per un totale di € 25.115 di sussidi erogati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

Anche per quest’anno la Mutua sanitaria Cesare Pozzo conferma il suo sostegno allo studio assegnando 211 borse di studio agli studenti del Lazio per un totale di € 25.115 di sussidi erogati.Un impegno, quello della Mutua, messo in atto a livello nazionale. Nel 2021 in tutta Italia sono stati premiati 1.966 studenti per un totale di 258.000 euro di sussidi assegnati.A ricevere il premio sono stati gli studenti più meritevoli delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado, delle università di primo livello, specialistiche, di università estere e di altri percorsi di studio.

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Prestiti studio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Tra poco inizierà la scuola e non mancano le famiglie che scelgono di affrontare i costi legati allo studio chiedendo un prestito personale; secondo l’osservatorio congiunto Facile.it e Prestiti.it, nei primi 8 mesi del 2021, l’importo medio richiesto alle società di credito per prestiti destinati alla formazione è stato pari a 7.150 euro, valore addirittura superiore (+2,2%) rispetto allo stesso periodo del 2019.L’analisi, realizzata su un campione di oltre 95.000 domande di finanziamento raccolte da Facile.it da gennaio ad agosto 2021, ha inoltre evidenziato un aumento del peso percentuale delle richieste di prestiti per lo studio presentate dagli under 25; più di una su quattro (25,7%) proveniva da questa fascia di richiedenti, valore in netta crescita rispetto al 2019 (16,8%).Quando si parla di prestiti personali per lo studio, a presentare domanda di finanziamento nel 38% dei casi è una donna, percentuale altissima se si considera che il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto dei richiedenti prestito in Italia. Va detto, però, che il valore è diminuito rispetto al 2019, quando la percentuale era pari al 41%.Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento.

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La Commissione pubblica uno studio relativo all’impatto del software “open source” sull’economia europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Bruxelles. La Commissione ha pubblicato i risultati di uno studio che analizza l’impatto economico del software e dell’hardware “open source” sull’economia europea. Si stima che nel 2018 le imprese con sede nell’UE abbiano investito circa 1 miliardo di € in software “open source”, con un impatto positivo sull’economia europea compreso tra 65 e 95 miliardi di €. Lo studio prevede che un aumento del 10 % dei contributi al software “open source” genererebbe ogni anno un aumento del PIL compreso tra lo 0,4 % e lo 0,6 % e permetterebbe la nascita di oltre 600 nuove start-up nel settore delle TIC nell’UE. Gli studi di casi rivelano che, acquistando software con codice sorgente aperto anziché software proprietario, il settore pubblico potrebbe ridurre il costo totale della proprietà, evitare effetti di dipendenza dal fornitore (“vendor lock-in”) e di conseguenza rafforzare la propria autonomia digitale. Lo studio formula una serie di raccomandazioni specifiche di politica pubblica per fare sì che il settore pubblico diventi autonomo sotto il profilo digitale, la ricerca e l’innovazione abbiano carattere aperto e favoriscano la crescita europea e l’industria sia digitalizzata e competitiva a livello interno. A lungo termine, i risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per rafforzare la dimensione “open source” nello sviluppo di future politiche in materia di software e hardware per l’industria dell’UE. Maggiori informazioni sullo studio sono disponibili qui. Inoltre, dal ottobre 2020 la Commissione dispone di una propria nuova strategia per il software “open source” 2020-2023, che incoraggia e sfrutta ulteriormente il potenziale trasformativo, innovativo e collaborativo dell’open source, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia digitale globale della Commissione e contribuire al programma Europa digitale. La strategia della Commissione pone un accento particolare sulla condivisione e sul riutilizzo di soluzioni, conoscenze e competenze in materia di software, nonché sull’aumento dell’uso dell’open source nelle tecnologie dell’informazione e in altri settori strategici.

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Borse di studio per gli Usa: al via gli incontri con le università americane

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

È fissato per il 7 giugno il prossimo incontro online per conoscere i college americani che offrono delle vantaggiose borse di studio ai ragazzi italiani interessati a frequentare le università negli Stati Uniti. Durante quest’anno senza precedenti, sono sempre di più i giovani italiani che decidono di proseguire gli studi all’estero e, gli Stati Uniti sono da sempre la destinazione più gettonata, grazie alla vastissima scelta di corsi, all’ambiente internazionale con studenti provenienti da tutto il mondo e all’ottima introduzione nel mercato del lavoro.Questo dato è confermato anche dalle agenzie di programmi di studio e lavoro all’estero come Mondo Insieme, ad esempio, che ha avuto un record di richieste quest’anno.Non solo da parte degli studenti delle scuole superiori che vogliono frequentare il quarto anno all’estero, ma anche da parte dei ragazzi che, dopo il diploma, hanno deciso di proseguire gli studi negli Stati Uniti.Sono tantissimi gli studenti che, dopo aver frequentato un anno scolastico all’estero completamente in presenza, non vogliono rientrare in Italia per completare il quinto anno del liceo, per paura di tornare in DAD e hanno deciso quindi di completare gli studi direttamente in America.“Viste le tante richieste”- afferma Valeria Sessini, responsabile del Programma Campus USA di Mondo Insieme che offre borse di studio garantite in grado di coprire fino al 70% dei costi di vitto, alloggio e tasse scolastiche – “quest’anno abbiamo organizzato una serie di eventi online per dare l’opportunità ai ragazzi di conoscere da vicino alcune delle università partner”.Questa serie di appuntamenti dal nome “Incontra le Università Americane” ha riscosso molto successo, sono tante le famiglie che hanno partecipato per capire come funziona il sistema universitario americano, molto diverso dal nostro, e per ascoltare le testimonianze di alcuni studenti internazionali.Il prossimo incontro online è fissato per lunedì 7 Giugno alle ore 18.00, dove ci sarà la possibilità di conoscere il Menlo College, la prestigiosa Business School nel cuore della Silicon Valley, a soli 30 minuti da San Francisco e a pochi passi dalla Stanford University. Grazie alla sua location, apre le porte a tante opportunità di tirocinio e crescita professionale. Qualche esempio? Google, Netflix, YouTube, Instagram e tanti altri! Studiare in California con una fantastica borsa di studio può facilmente diventare realtà. Sono sempre di più le opportunità messe a disposizione dei giovani italiani che hanno il coraggio di mettersi in gioco e di investire nel loro futuro, con queste esperienze che cambiano la loro vita.Maggiori dettagli su come partecipare agli incontri e su come ottenere le borse di studio per studiare negli Stati Uniti sono reperibili sul sito internet http://www.mondoinsieme.it,contattando Mondo Insieme allo 051 236890

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Scuola e diritto allo studio

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

“La crisi economica e sociale dovuta alla pandemia ha evidenziato anche le disuguaglianze ancora presenti sul nostro territorio relative al diritto allo studio. Certamente è stato un anno complesso, con una delle più lunghe sospensioni di attività scolastiche di sempre i cui effetti misureremo nel tempo. Il tema va affrontato con urgenza e prontezza: tra DAD, accesso alle tecnologia, distanziamenti e privazioni la questione scuola ha riguardato la vita di famiglie, docenti, ragazze e ragazzi. Come POP – Idee in movimento abbiamo quindi sentito la necessità di organizzare un momento di riflessione. Ne discuteremo giovedì 6 Maggio in “Scuola e pandemia” (ore 18, pagina fb.com/pop.movimento) con Maria Concetta Tamburrini, assessora Istruzione Cassino, Paola Lucchetti, Comitato genitori Cassino, Cecilia Fontanella, vicepresidente Comitato naz. Si dad, Stefania Sambataro, vicepresidente IdeaScuola Comitato Nazionale, Vincenza Simeone, dirigente scolastica, Claudio Di Berardino, assessore Scuola e Formazione Regione Lazio, Lorenzo Fioramonti, deputato, già ministro Istruzione. Introduce Claudio Donatelli, POP Cassino, coordina Danilo Grossi, coordinatore Pop. Capiremo insieme come può essere affrontato questo nuovo periodo, in considerazione anche delle nuove aperture e come salvaguardare il diritto allo studio per le famiglie più fragili”. Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio e presidente di POP – Idee in movimento, Marta Bonafoni.

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Scuola: Docenti, educatori e Ata, tanti rischi e incarichi in condizioni difficili

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

Ai dipendenti della scuola si chiede di stare in prima linea, di esporsi ai contagi non solo da Covid19, di operare in condizioni ambientali difficili, di rischiare di incorrere in patologie da burnout, di svolgere contemporaneamente didattica a distanza e in presenza, di lavorare a centinaia di chilometri da casa per anni: tutto questo, però, non viene riconosciuto. Né contrattualmente, né nello stipendio. A ricordarlo è Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, nell’annunciare l’alta partecipazione degli insegnanti alle assemblee che il giovane sindacato sta realizzando in vista del rinnovo del contratto da discutere con l’amministrazione pubblica: durante una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che è giunta l’ora di “ridare al chi lavora nella scuola la dignità professionale che gli spetta, in particolar modo prevedendo delle indennità di rischio biologico e di burnout per quello che sta avvenendo con la didattica in presenza in tempo di Covid”, ma anche “un’indennità di sede per chi è costretto a lavorare sempre lontano da casa”, come pure “per l’incarico a tempo determinato, perché molto spesso i precari per ottenere parità di trattamento devono ricorrere in tribunale”. Il sindacato vuole garantire quello che “spetta ai lavoratori e quello che anche l’Europa dice che meritano”.

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Il piano AIE alle istituzioni: più fondi per diritto allo studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

L’Associazione Italiana Editori (AIE) ha presentato alle istituzioni la sua proposta per la Legge di sistema sull’industria libraria e il Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza (PNRR). “La nostra proposta – ha spiegato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – vuole essere un contributo responsabile a un progetto complessivo di crescita del Paese, una crescita che non può che passare dalla cultura e dalla formazione, veri asset strategici per uno sviluppo sostenibile e duraturo che allinei il nostro Paese al resto dell’Europa riducendo al contempo le disparità territoriali”.
Per il diritto allo studio e il contrasto alla povertà educativa, AIE chiede un aumento del Fondo per il diritto allo studio per coprire gli acquisti di testi per tutte le famiglie in difficoltà economica e la semplificazione delle procedure per far sì che i fondi siano realmente disponibili prima di settembre anche grazie a una efficace informazione alle famiglie e strumenti di pagamento semplici da utilizzare. Viene proposta infine la creazione di una carta elettronica per l’acquisto di testi universitari da distribuire agli studenti già beneficiari di borse di studio, che oggi non coprono queste spese.“La crescita dei livelli culturali della popolazione – continua Levi – poggia sulla formazione scolastica e universitaria, ma per affermarsi ha bisogno anche di altri interventi tra cui la promozione della lettura, specialmente nei confronti di chi non ha alle spalle famiglie in grado, soprattutto per limiti economici, di fornire loro un adeguato accesso ai libri”. Per questo, sul versante del sostegno alla domanda e per lo stimolo alla lettura, AIE chiede di rendere permanente e strutturali le misure attualmente in essere. Si chiede pertanto che sia confermata e stabilizzata la 18App con una dotazione di 500 euro per beneficiario ogni anno. Accanto a questo, viene proposto che lo stanziamento di 16 milioni annui per la Carta Cultura (bonus di 100 euro per acquisti di libri) sia anch’esso stabilizzato e che i beneficiari siano le famiglie con figli in procinto di iniziare il percorso scolastico (5-6 anni), momento cruciale per creare lettori. Anche il fondo per gli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità attivato nel 2020 dovrebbe essere confermato con una dotazione di 30 milioni di euro l’anno.Al cuore del piano per il sostegno alle imprese, conclude infine Levi, “in coerenza con le politiche nazionali ed europee dettagliate nel Recovery Fund, proponiamo interventi per rendere la filiera libraria ancora più innovativa, verde, inclusiva e internazionale”.Sul versante dell’innovazione le proposte riguardano incentivi alla digitalizzazione dei cataloghi editoriali; per la produzione di contenuti, strumenti e piattaforme per la didattica digitale di scuole e università; per l’efficienza della logistica distributiva (elemento chiave per sostenere la concorrenza delle grandi piattaforme di e-commerce); per il trattamento dei dati bibliografici e commerciali lungo le filiere distributive (editori / promotori / distributori / grossisti / librerie); per le applicazioni di intelligenza artificiale nelle diverse fasi della produzione, distribuzione e promozione del libro; per la gestione dei diritti d’autore, anche per affrontare le sfide poste dall’attuazione della Direttiva sul Diritto d’autore e il mercato unico digitale; per le tecnologie di contrasto alla crescente pirateria digitale.Sul versante della sostenibilità, AIE chiede un credito di imposta per l’uso di carta proveniente da foreste eco-sostenibili come strumento di sostegno alle imprese nella transizione verde. Su quello dell’accessibilità un sostegno alle produzioni digitali degli editori al fine di incrementare la disponibilità e-book e altre risorse nativamente accessibili ai disabili, a partire da non vedenti e ipovedenti sui quali la Fondazione LIA, costituita da AIE e dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) ha acquisito una consolidata e riconosciuta leadership su scala europea e mondiale.Sul versante dell’internazionalizzazione, infine, principali strumenti su cui poggia l’industria del libro italiano sono le traduzioni e le coedizioni, a loro volta abilitate dalla compravendita di diritti d’autore. Per questo AIE chiede di: incrementare i fondi per le traduzioni di libri italiani all’estero, rendendo altresì più efficaci le procedure per l’accesso agli stessi; creare un Fondo per le traduzioni in italiano che, incentivando gli interscambi con l’estero, consenta di rafforzare la presenza internazionale dell’editoria italiana; sostenere la presenza dell’editoria italiana all’estero e il sistema di fiere del libro in Italia, da sempre utili vetrine dell’editoria italiana per gli editori stranieri.

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Scuola: Diritto allo studio, teniamo i ragazzi in classe fino a 18 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

“Per garantire il diritto allo studio bisogna ripensare l’obbligo scolastico. È necessario avere più classi, più sedi, più plessi e più organici a partire dalla stabilizzazione dei 70mila colleghi chiamati dall’organico Covid”: a pronunciare queste parole è stato stamani Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso del seminario sulla Legislazione scolastica organizzato per la provincia di Ragusa. I concetti inerenti all’importanza dell’istruzione per tutti gli studenti del Paese sono stati espressi ieri dal leader dell’Anief, nel corso dell’intervento al Senato al manifesto dell’autonomia didattica presentato dagli ex ministri Luigi Berlinguer e Valeria Fedeli. Pacifico ha affermato che “è arrivato il momento di avviare una riflessione: anticipare l’obbligo scolastico. Cominciamo dunque ad aggredire questa nostra difficoltà rispetto all’Europa. Abbiamo 10 punti di percentuale di deficit nel percorso 0-6 per i nostri bambini. È lì che prendono corpo le prime disuguaglianze”.

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Covid-19, uno studio fa luce sugli effetti a lungo termine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Secondo uno studio pubblicato su Lancet, più di tre quarti dei pazienti ricoverati con Covid-19 presentano ancora almeno un sintomo sei mesi dopo l’esordio della malattia. «Poiché Covid-19 è una malattia così nuova, siamo solo all’inizio della comprensione dei suoi effetti a lungo termine sulla salute dei pazienti. La nostra analisi indica che la maggior parte delle persone continua a convivere con almeno alcuni degli effetti del virus dopo aver lasciato l’ospedale e sottolinea la necessità di cure post-dimissione, in particolare per coloro che soffrono di infezioni gravi» afferma Bin Cao, del National Center for Respiratory Medicine, del China-Japan Friendship Hospital e della Capital Medical University di Pechino, che ha diretto il gruppo di lavoro.I ricercatori hanno seguito 1.733 pazienti con Covid-19 dimessi dal Jin Yin-tan Hospital di Wuhan tra il 7 gennaio e il 29 maggio 2020, per un periodo mediano di 186 giorni. Durante il follow-up, il 76% dei pazienti ha riferito il perdurare di almeno un sintomo. Di questi pazienti, il 63% ha segnalato stanchezza o debolezza muscolare, il 26% ha avuto difficoltà a dormire e il 23% ansia o depressione. I pazienti con una malattia più grave hanno mostrato comunemente una funzione polmonare ridotta, e il 56% di quelli con un punteggio di gravità 5-6 (che necessitavano di ventilazione) hanno presentato alterazioni della diffusione. I pazienti con malattia più grave hanno ottenuto risultati peggiori nel test del cammino di sei minuti, con il 29% di quelli con punteggio di gravità 5-6 che camminava meno del limite inferiore del range normale, rispetto al 24% di quelli con punteggio 3 (che non necessitavano di ossigeno) e al 22% di quelli con punteggio 4 (che necessitavano di ossigeno). Gli autori hanno anche rilevato che alcuni pazienti hanno continuato a sviluppare problemi renali dopo la dimissione. I test di controllo sugli anticorpi nel sangue di 94 pazienti dopo sei mesi hanno rivelato che i livelli di anticorpi neutralizzanti erano inferiori del 52,5% rispetto al massimo dell’infezione.
Monica Cortinovis, Norberto Perico e Giuseppe Remuzzi, dell’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, affermano in un editoriale di accompagnamento che, essendoci pochi rapporti sul quadro clinico conseguente a Covid-19, questo studio è pertinente e tempestivo, e sarà necessario proseguire ad approfondire l’argomento. (fonte: Doctor33)

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Borse di studio dell’Università Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Nella Regione Emilia-Romagna sarà garantito il sostegno al 100% degli studenti idonei che hanno presentato domanda per le borse di studio universitarie, in denaro e servizi, per l’anno accademico 2020/2021. Il numero complessivo dei beneficiari ammonta a 26.709: di questi, 4.552 sono studenti dell’Università di Parma. Un risultato ottenuto grazie al potenziamento dell’impegno finanziario regionale e alla politica di razionalizzazione delle spese attuata dall’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori ER.GO dell’Emilia-Romagna: tra risorse regionali ed europee, infatti, vengono stanziati 97 milioni di euro, compresi i 38 milioni della quota – la più alta a livello nazionale – destinata all’Emilia-Romagna dal riparto del Fondo integrativo statale 2020 per le borse di studio.Dai dati delle graduatorie provvisorie si registra un aumento del numero di studenti idonei, cioè l’11,3% in più rispetto allo scorso anno accademico, di cui oltre il 45% fuori sede, con un conseguente incremento della spesa di 4 milioni. Sempre più studenti beneficiari, dunque, così come sono sempre più numerosi i giovani che studiano negli Atenei dell’Emilia-Romagna: ad oggi gli iscritti superano i 161 mila (+3% rispetto all’anno accademico 2019/2020), con quasi 53mila immatricolati in più.I dati relativi all’aumento degli studenti in Regione corrispondono all’incremento registrato anche all’Università di Parma: 9.518 sono i nuovi iscritti del nostro Ateneo, corrispondenti ad un aumento dell’11,6% rispetto all’anno accademico 2019/2020. Il 69% dei nuovi iscritti proviene da fuori provincia di Parma e, di questa percentuale, il 41,5% proviene da fuori Regione. Anche il numero di studenti idonei ai benefici ER.GO è in crescita presso l’Università di Parma, di circa il 15% rispetto all’a.a 2019/2020.I dati confermano il robusto sistema della Regione Emilia-Romagna a supporto del Diritto allo Studio Universitario, che ha saputo anche adattarsi all’emergenza sanitaria, introducendo misure straordinarie con grande flessibilità, per favorire la massima inclusione.

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Sale studio e sale di lettura della Sapienza riaprono agli studenti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

Roma. La decisione è una delle prime iniziative dalla rettrice Polimeni che accoglie la richiesta degli studenti di avere spazi a disposizione nelle sedi dell’Università A partire da gennaio saranno rese fruibili, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, sale di lettura e isole di studio all’interno di alcune facoltà della Sapienza, nel rispetto delle misure anticovid e con prenotazione del posto obbligatoria. I locali, tutti con collegamento wifi, saranno accessibili agli studenti disabili. La decisione è stata comunicata oggi in Senato accademico.Con il riavvio delle attività didattiche dopo le festività, gli studenti della Sapienza avranno così a disposizione nella Città universitaria spazi tradizionalmente dedicati alle lezioni e allo studio, come la tensostruttura e le “isole” presenti nelle facoltà di Giurisprudenza e di Scienze politiche. Aperture previste anche per le sedi decentrate: ad esempio nel Centro linguistico che ha sede a San Lorenzo si potranno prenotare le postazioni collocate negli spazi comuni.“La Sapienza conta 50 biblioteche e i loro servizi sono funzionanti, ma ovviamente a rotazione, con l’accesso comunque contingentato e quindi la richiesta di ulteriori spazi è motivata – continua la Rettrice – per questo abbiamo pensato a una nuova funzionalità d’uso di locali che con le misure antipandemiche sono per il momento sottoutilizzati. Devo aggiungere che abbiamo trovato anche piena disponibilità da parte di Lazio DiSCo, per un possibile utilizzo delle mense come spazi per lo studio, per esempio presso la Facoltà di Economia e di Ingegneria”.

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