Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘studio’

Sostegno: diritto allo studio del disabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è stato intervistato ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘Effetto Giorno’ de Il Sole 24 ore sulla spinosa tematica del sostegno. Purtroppo il sostegno è sempre un grosso problema in Italia, come ci racconta anche la cronaca. L’ultimo caso: il Tar di Napoli ha riconosciuto 300 euro al mese a una ragazza gravemente disabile che aveva solo 12 ore di sostegno a settimana, pur avendone diritto a 40 ore. Adesso i ricorsi potrebbero aumentare, con risarcimenti fino a mille euro al mese.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato che il problema è più serio di quello che sembra. Infatti, i docenti di sostegno che attualmente mancano sono “più di 70mila e addirittura i 50mila utilizzati sono chiamati come precari. Viviamo dunque in un limbo, non è garantito il diritto allo studio dei nostri studenti disabili. Le famiglie possono e devono ricorrere: Anief ha attivato, come ogni anno, il ricorso Sostegno, non un’ora di meno!; il giudice sicuramente darà ragione a loro, risarcendoli e assegnando il monte ore che spetta allo studente diversamente abile”.

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Presentato uno studio sulla “Nuova mobilità, vecchie sfide”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Il mercato automotive vive oggi un paradosso: sono sempre più consistenti gli investimenti delle case automobilistiche sull’elettrico, raggiungeranno globalmente la cifra di 225 miliardi di dollari nel 2023, con un’offerta di modelli in Europa che si amplierà passando dagli attuali 62 (ibridi plug-in ed elettrici) a più di 230; la penetrazione di vetture elettriche è destinata per ora a rimanere limitata e il repentino calo delle motorizzazioni diesel è andato finora a favore di vetture a benzina. Di questo passo sarà difficile raggiungere gli obiettivi di emissioni medie delle flotte imposti per il 2020 (95 gr CO2/km) e il 2025 (81 gr/km) con conseguente impatto negativo sui conti delle case costruttrici. La rivoluzione elettrica potrebbe produrre anche un potenziale calo del 20% dei ricavi per concessionarie e officine di autoriparazione, in virtù del progressivo spostamento a vetture elettriche con costi e frequenza di manutenzione sensibilmente ridotti. In Italia nel 2025 il peso dei motori diesel sarà del 36%, in continua discesa (16% nel 2030), a tutto vantaggio delle motorizzazioni ibride, mentre le vetture elettriche si attesteranno all’8% (13% considerando anche le vetture ibride plug-in)

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Campi Flegrei: uno studio integrato svela struttura e dinamica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

Mappate, mediante l’integrazione di tecniche avanzate di analisi di interferometria radar e sismica, le porzioni della struttura interna del supervulcano flegreo, attualmente più attive in termini di concentrazione degli sforzi, di dinamica del suolo ed emissione fumaroliche superficiali. A rivelarlo, uno studio condotto da Cnr, Ingv e Università Federico II di Napoli, pubblicato su Remote Sensing of Environment. Individuate le regioni interne più attive dei Campi Flegrei mediante l’integrazione di indagini geofisiche, della sismicità e delle deformazioni del suolo dell’area telerilevata. A mettere in luce le parti più attive del supervulcano flegreo, situato ad occidente dell’area urbana napoletana, uno studio condotto dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea), dall’Osservatorio vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv-Ov) e dal Dipartimento di scienze della terra dell’ambiente e risorse dell’Università degli studi di Napoli Federico II, in collaborazione con INVOLCAN (Instituto Volcanológico de Canarias, Tenerife, Spagna) e Institute for Geosciences JGU (Johannes Gutenberg-Universität Mainz). La ricerca, ‘Volcanic structures investigation through SAR and seismic interferometric methods’, è stata pubblicata su Remote Sensing of Environment. “L’integrazione di tecniche di analisi innovative dei dati satellitari e sismici”, spiega il coordinatore scientifico Pietro Tizzani, ricercatore Cnr-Irea, “ha permesso di mappare le porzioni della struttura interna del supervulcano flegreo attualmente più attive sia in termini di concentrazione degli sforzi, che di dinamica del suolo”. In particolare, i risultati sono ottenuti dai dati radar satellitari in banda X della costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), elaborati presso i laboratori del Cnr-Irea di Napoli insieme ai dati sismici acquisiti dalla rete di monitoraggio permanente dell’Ingv-Ov.Inoltre, spiega Francesca Bianco, direttrice Ingv-Ov, le analisi integrate hanno evidenziato “come l’area a est della solfatara, in prossimità della regione fumarolica di Pisciarelli, rappresenti la porzione di caldera caratterizzata dai più alti tassi relativi di deformazioni del suolo, tra il 2011 ed il 2014, a cui corrisponderebbe, a una profondità tra gli 0.8 ed 1.2 km, una regione caratterizzata dalla massima concentrazione di sismicità registrata: tendenza che prosegue anche dopo il 2014”.I risultati della tecnica di interferometria sismica impiegata nell’analisi, nota come Ambient Noise Tomography (ANT), hanno poi evidenziato in quest’area una porzione di crosta in cui si registra un significativo cambiamento nella velocità di propagazione delle onde sismiche, che testimonierebbe la presenza di corpi geologici con caratteristiche meccaniche diverse rispetto alla regione ad est di Pisciarelli. Variazioni probabilmente legate a intensi fenomeni idrotermali estesi tra la superficie topografica e circa 1.5 km di profondità, che andrebbero a costituire strutturalmente il sistema di interconnessione della sorgente magmatica profonda con la superficie. Tale interpretazione è supportata anche dall’intensa attività fumarolica registrata tra la solfatara e la località Pisciarelli nel periodo 2011-2014.
“La ricerca”, conclude Riccardo Lanari, direttore Cnr-Irea, “rappresenta un esempio di come la collaborazione e l’integrazione multidisciplinare delle professionalità presenti nel contesto scientifico partenopeo delle scienze della terra, abbiano portato ad un avanzamento significativo della conoscenza della natura e del comportamento del vulcano flegreo e dello sviluppo tecnologico dei sistemi per il monitoraggio vulcanico, fondamentale sia per lo studio della loro struttura interna sia per il riconoscimento delle regioni dinamicamente più attive con relativa gestione del rischio”.

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Prestiti per lo studio

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 settembre 2019

Nei prossimi giorni milioni di alunni torneranno nelle aule scolastiche e non mancano le famiglie che, per far fronte ai costi legati allo studio, scelgono di chiedere un prestito personale; secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei soli primi 6 mesi del 2019 sono stati erogati oltre 71 milioni di euro in prestiti destinati a coprire le spese legate a scuola, università e, più in generale, alla formazione.L’analisi, realizzata su un campione di oltre 122.000 domande di prestito personale raccolte nel primo semestre dell’anno, ha evidenziato un doppio trend legato ai prestiti personali per lo studio: da un lato, l’aumento dell’importo medio richiesto, cresciuto del 5% rispetto al primo semestre 2018 e stabilizzatosi a 7.960 euro, dall’altro un boom delle richieste presentate dagli under 25, il cui peso percentuale sul totale è passato dal 12% al 19%. Quando si parla di prestiti personali per lo studio, a presentare domanda di finanziamento nel 37% dei casi è una donna, percentuale altissima se si considera che il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto dei richiedenti prestito in Italia.

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Studio del Papa Giovanni sulla risonanza magnetica cardiaca

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Bergamo La risonanza magnetica (RMN) cardiaca è raccomandata per la diagnosi e la stadiazione della cardiomiopatia ipertrofica, ma solo se eseguita in centri specializzati e inserita all’interno di una valutazione multidimensionale. Queste le conclusioni a cui è giunto uno studio finanziato dalla Fondazione di Ricerca FROM e firmato dagli specialisti del Papa Giovanni XXIII, che si è classificato tra le dieci pubblicazioni più scaricate nel 2018 dal sito dell’European Heart Journal – Cardiovascular Imaging, tra le più importanti riviste dedicate alla diagnostica per immagini cardiovascolare. La cardiomiopatia ipertrofica resta a tutt’oggi la prima causa di morte cardiaca improvvisa giovanile, e spesso non viene diagnosticata.
Grazie alla collaborazione fra il Dipartimento Cardiovascolare diretto da Michele Senni, con Quarta e Attilio Iacovoni del Centro Cardiomiopatia Ipertrofica e alla Radiologia 1 diretta da Alessandro Sironi dell’Università di Milano Bicocca, con Paolo Brambilla, sono stati considerati sia casi di pazienti adulti sia pediatrici, prendendo in considerazione anche il ruolo della risonanza dal punto di vista delle prospettive di ricerca. “Ai ricercatori servono dati standardizzabili, in modo da poter creare database e protocolli comuni fra i diversi centri. Questo significa offrire ai pazienti gli stessi criteri decisionali nella gestione della malattia, in tutti i centri di riferimento”, commenta Quarta. In parole semplici, mettere a patrimonio comune le informazioni e le scoperte dei diversi centri europei.La RMN cardiaca fornisce informazioni che hanno un grande potenziale, fino ad assumere valore predittivo sull’evolversi della malattia se confrontate con i dati clinici e funzionali del paziente. “Una strada che porterebbe a una medicina davvero personalizzata sul singolo individuo – prosegue Quarta -. Non a caso le nostre conclusioni hanno ricevuto il consenso dai Cardiologi italiani e sono state accettate a livello europeo dalla rivista ufficiale della European Association of Cardiovascular Imaging, un ramo della European Society of Cardiology, la più importante società europea in campo cardiovascolare”.

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Studio “3-D Maximum Power Point Searching and Tracking for Ultra Low Power RF Energy Harvesters”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

Parma. Importante riconoscimento alla conferenza internazionale SMACD 2019 (International Conference on Synthesis, Modeling, Analysis and Simulation Methods and Applications to Circuit Design) per Michele Caselli, neo-dottore di ricerca in Tecnologie dell’Informazione all’Università di Parma, e Andrea Boni, docente di Elettronica al Dipartimento di Ingegneria e Architettura.Nel corso dell’appuntamento, che si è svolto nei giorni scorsi a Losanna, il loro contributo scientifico, “3-D Maximum Power Point Searching and Tracking for Ultra Low Power RF Energy Harvesters”, è stato giudicato il migliore articolo sulle tematiche di “Power/Energy Management and Efficient Power Solutions”.L’articolo si concentra sullo studio di circuiti elettronici integrati per il recupero di energia dall’”inquinamento” elettromagnetico a radiofrequenza (RF Harvesting).
Per mezzo di questa tecnica è possibile ottenere dall’ambiente l’energia necessaria per alimentare sensori autonomi connessi in rete per applicazioni Internet of Things (IoT).
L’articolo presentato propone una soluzione innovativa per gestire la notevole variabilità del campo elettromagnetico nel tempo e nello spazio come sorgente di energia. Il sistema proposto ricerca periodicamente la configurazione ottimale per ricavare il massimo di energia possibile dall’ambiente.Il lavoro, che costituisce una parte del progetto di tesi di dottorato di Michele Caselli, è stato realizzato con il supporto di STMicroelectronics, che ha firmato un accordo di collaborazione di ricerca con l’Università di Parma.

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Studio sulle Flotte Aziendali

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Cresce il livello di soddisfazione delle grandi aziende per i servizi di noleggio a lungo termine, con punte di eccellenza nella gestione degli aspetti amministrativi e nell’assistenza alla clientela (consegna veicolo, velocità ed efficacia nel risolvere problemi, fine contratto, gestione sinistri); supporto hi-tech e telematica a bordo dell’auto sono le aree che evidenziano maggiori margini di crescita.
Sono questi i principali risultati che emergono dalla seconda edizione della ricerca “Noleggio&Qualità”, promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende e condotta da Sumo Publishing su un campione di 100 grandi aziende nazionali e multinazionali con una flotta complessiva di 100.000 veicoli.
Lo studio parte dall’analisi dei feedback relativi alla struttura commerciale, su cui le società di noleggio hanno da sempre investito. In generale, il grado di soddisfazione per questa area è “buono”. Dal 2017, anno della precedente survey, ad oggi la situazione è sostanzialmente invariata nella media (livello di soddisfazione 2,9 su 4): entrare in contatto con la società di noleggio viene giudicato semplice e risolutivo, meno soddisfacente risulta la capacità di mostrarsi propositivi.La gestione dei servizi amministrativi si conferma arma vincente per gli operatori di noleggio; per questa area di attività i Fleet Manager esprimono grande soddisfazione, con una media voto superiore a 3 (su una scala da 1 a 4). Il giudizio più alto viene espresso per la fatturazione, servizio giudicato puntuale e gestito con documenti facilmente comprensibili. Anche la sfida della fatturazione elettronica è stata brillantemente superata. Positivi anche i riscontri sugli obblighi di comunicazione all’Archivio Nazionale Veicoli (secondo l’articolo 94 del Codice della Strada) e la gestione delle contravvenzioni. In leggera crescita (da una media di 2,6 del 2017 a 2,7) anche la soddisfazione per il customer service, che contempla diverse voci: la raggiungibilità via mail/telefono degli operatori e tempestività del riscontro, la prontezza nel problem solving (sia per i driver che per i Fleet Manager), la fase di consegna veicoli, i costi di fine contratto, le vetture sostitutive, il soccorso stradale, la gestione sinistri. Meno positivi i giudizi, invece, sulla rete di assistenza (in particolare per la capillarità e i tempi di manutenzione) e per il servizio di carta carburante, che sconta evidentemente aspettative molto elevate da parte della clientela.

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Studio clinico sulla Dermatite atopica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

La passione per la Dermatologia, l’attaccamento al territorio ed in particolare al “suo” Ospedale ha portato Anna Di Landro a partecipare, anche se già pensionata, allo Studio Clinico “Dermatite atopica Studio Caso – controllo sui fattori di rischio”, lasciando poi alla Pediatria il ricavato, confluito in questi giorni nell’acquisizione di un Monitor Carescape One. “Come Dermatologa ambulatoriale – racconta Anna Di Landro – ho iniziato la mia attività nel 1986 presso l’allora ASL di via Matteotti a Treviglio, trasferendomi successivamente in Ospedale, fino alla Primavera 2011, anno del mio pensionamento. Ho sempre cercato di dare il meglio di me, aggiornandomi costantemente su tutte le branche della specialità. Quando mi è stato proposto, nonostante fossi già in pensione, di partecipare a uno studio sui fattori di rischio multicentrico sulla dermatite atopica, una delle patologie più frequenti nel bambino, di cui ancora molti dei fattori eziopatogenici non sono del tutto chiari, non ho avuto alcuna esitazione. Ho accettato con la stessa passione ed entusiasmo che mettevo nella mia attività ospedaliera, e, al termine della sperimentazione clinica, ho deciso di rinunciare al mio compenso, donandolo al reparto di Pediatria”. Lo studio era coordinato dall’Istituto Mario Negri di Milano e dal GISED (Gruppo Italiano di Studi Epidemiologici in Dermatologia), col quale la dottoressa Di Landro ha collaborato fin dalla sua fondazione. Le modalità di esecuzione erano quelle caso/controllo, e cioè per ogni paziente (bimbi dai 3 e i 24 mesi di età) con la malattia conclamata, se ne arruolava uno dello stesso sesso e età, ma senza la malattia; l’attività trevigliese ha permesso di raccogliere 470 casi e 470 controlli nei vari centri dermatologici partecipanti (un numero significativo dal punto di vista epidemiologico). Per ogni bimbo arruolato è stata raccolta un’attenta anamnesi, sia personale sia familiare, con una particolare attenzione all’ambiente e alla dieta seguita dal bambino. I risultati (pubblicati su una rivista autorevole, Allergy, nel 2016 (Turati et al. Early weaning and atopic dermatitis. Allergy, 2016, 71, 878—888) hanno evidenziato come uno svezzamento precoce sia inversamente positivo alla comparsa della dermatite: più presto si svezzano i bambini, più diminuisce l’insorgenza precoce della dermatite atopica.

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Giornata di Studio su “L’umanesimo cristiano di Chesterton”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Roma Giovedì 11 aprile 2019 (ore 8.45, Aula Magna “Giovanni Paolo II”)presso la Pontificia Università della Santa Croce · Piazza di Sant’Apollinare, 49, su iniziativa del Gruppo di ricerca Poetica & Cristianesimo, avrà luogo la Giornata di studio Roma e la fede che ci aiuta a essere umani. L’umanesimo cristiano di Chesterton. La giornata prevede una parte di riflessione teorica e una esperienziale-rappresentativa. Al mattino, le conferenze e il dialogo coi relatori aiuteranno a entrare nel tema e nella mens dello scrittore anglosassone. Nel pomeriggio si potrà fare esperienza dell’arte di Chesterton, attraverso una breve rappresentazione teatrale e una lezione di teatro sull’opera UomoVivo condotta da Giampiero Pizzol ed alcuni studenti dell’Università. Durante il laboratorio ci si potrà anche confrontare sulla didattica teatrale e sul ruolo del teatro nell’apprendimento.

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Edilizia scolatica e diritto allo studio

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Torino Un incontro pubblico nell’auditorium della Città metropolitana per un confronto tra studenti ed amministrazione sui nodi dell’edilizia scolastica e del diritto allo studio: “l’appuntamento, al quale lavoro da tempo, si terrà l’11 aprile nel pomeriggio – spiega la consigliera metropolitana delegata all’istruzione Barbara Azzarà – ma voglio annunciarlo oggi come risposta costruttiva al corteo degli studenti che questa mattina ha attraversato Torino “. La Consulta degli studenti sarà presente all’incontro dell’11 aprile con il presidente Simone Vial e la coordinatrice prof.ssa Stefania Lupo insieme ai rappresentanti degli studenti che siedono nei Consigli d’istituto delle scuole superiori: la Città metropolitana li incontrerà oltre che con Barbara Azzarà anche con Antonino Iaria, consigliere delegato all’edilizia scolastica.

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Scuola: Ripartono le giornate di studio Udir

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

I primi incontri del 2019, organizzati in collaborazione con Eurosofia, si terranno a Pescara l’8 marzo, a Milano il 14 marzo e a Torino l’11 aprile; seguiranno poi in alcune province siciliane. I seminari sono aperti anche ai docenti che hanno affrontato la prova scritta dell’ultimo concorso DS e sono in attesa dell’orale. Previsto l’esonero dal servizio.
Le giornate di studio prevedono gli interventi di professionisti che, in termini normativi ed organizzativi, affronteranno tematiche inerenti le responsabilità e i compiti del Dirigente Scolastico. Tutti i dirigenti scolastici sono invitati a partecipare a un seminario di formazione gratuito e riconosciuto; è possibile visionare le date degli incontri già pubblicate sul sito, mentre altre saranno aggiunte in itinere. Il seminario vuole essere un modello a cui rifarsi per comprendere le responsabilità a cui un DS è esposto e capire come il sistema scolastico sia cambiato anche in seguito all’autonomia scolastica. Un momento di formazione e un’occasione di confronto per coloro che sono a capo di una scuola, sempre nella visione di una crescita collettiva professionale e personale costante.
A Pescara, venerdì 8 marzo, il seminario si svolgerà dalle ore 9.30 alle 13 all’IPSIAS “Di Marzio Michetti”; il dirigente scolastico Maria Antonella Ascani aprirà i lavori. Previsti i saluti del presidente nazionale di Udir e segretario organizzativo Confedir, Marcello Pacifico. Modera Maria Patrizia Costantini, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Vittorio Emanuele II” di Lanciano. Sono previsti gli interventi dell’ingegnere Natale Saccone, esperto e consulente sulla sicurezza promotore della proposta Udir di revisione del Testo Unico sulla sicurezza e del dirigente scolastico Pietro Perziani, esperto in relazioni sindacali, rispettivamente su “Il sistema di prevenzioni incendi nell’edilizia scolastica italiana” e su “Lo stipendio dei dirigenti scolastici e il nuovo contratto”.
La giornata di Milano del 14 marzo avrà luogo all’I.I.S “Galilei Luxemburg”, dalle 9 alle 13. Il dirigente scolastico Annamaria Borandoi presiederà i lavori introdotti da Marcello Pacifico, segretario organizzativo Confedir e presidente Udir. Si segnalano gli interventi di Corrado Faletti, esperto in privacy e direttore Betapress, e Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in stress da lavoro correlato, rispettivamente su “Relazioni sindacali e privacy alla luce della nuova normativa” e “Le incombenze medico legali dei Dirigenti Scolastici: dalla prevenzione dello stress da lavoro correlato, alla tutela dell’incolumità dell’utenza”.Il seminario di Torino, dell’11 aprile, avrà tra i relatori Corrado Faletti, esperto in DPO e Direttore Betapress, e Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in Stress Lavoro Correlato. La sede dei lavori è l’I.P.S.” J.B. Beccari”, via Paganini, n. 22; in seminario inizierà alle ore 9 e terminerà alle 13.Udir invita i DS di Abruzzo, Lombardia, Piemonte e gli aspiranti presidi a partecipare all’evento.

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Studio: negli Usa diplomi e lauree in soli 2 anni per gli studenti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Quando i giovani italiani competono sul mercato del lavoro internazionale si scoprono, a malincuore, “più vecchi” rispetto agli altri europei o agli americani. Il motivo? Il nostro sistema scolastico, che prevede 13 anni per conseguire il diploma, contro i 12 di Stati Uniti, Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo e tanti altri.Nel 2018 però è stata avviata una sperimentazione che ha coinvolto 100 scuole italiane, al fine di valutare se abbreviare gli anni di scolarità in Italia o meno, ma, in attesa che il tutto diventi realtà, troviamo una risposta concreta dagli Stati Uniti.Ce ne parla Mondo Insieme, associazione specializzata da oltre trent’anni nel settore degli scambi culturali, con sedi a Bologna e a Laguna Beach, in California, e diversi rappresentanti locali in tutta Italia.
“Gli studenti interessati a trascorrere il 4° anno delle superiori negli Stati Uniti richiedono, sempre più spesso, la possibilità di ottenere la Graduation americana, cioè di diplomarsi negli Stati Uniti e iscriversi all’università, saltando il 5° anno di scuola italiana” spiega Valeria Sessini, Responsabile del Programma Campus USA di Mondo Insieme.
Un programma denominato Pathway Program, che suscita grande interesse tra i giovani italiani più ambiziosi, che desiderano bruciare le tappe, perchè prevede di abbinare diploma di maturità e Associate’s Degree, cioè una laurea breve americana.I futuri Exchange Students, come chiarisce Mondo Insieme sul suo sito, potranno frequentare, con borsa di studio garantita, il 4° anno all’interno di un’università, vivendo con una famiglia ospitante e usufruendo del supporto di un rappresentante locale, come previsto per tutti i programmi di “Anno Scolastico all’Estero”.Nel corso dell’esperienza potranno poi esprimere la volontà di prolungare gli studi di un ulteriore anno, questa volta vivendo direttamente in campus, e conseguire contemporaneamente Graduation e Associate’s Degree.Una laurea breve negli Stati Uniti si ottiene in due anni ma, grazie al Pathway Program di Mondo Insieme, in collaborazione con la Southern Utah University, in due anni gli studenti si diplomerebbero e conseguirebbero una laurea breve.
Terminare il ciclo di laurea, sempre con borsa di studio, e conseguire un Bachelor’s Degree in altri due anni, oppure sfruttare questo primo titolo per lavorare negli Stati Uniti per un anno.Gli italiani sarebbero così tra i più giovani sul mercato del lavoro europeo e internazionale.Considerati il risparmio di tempo e l’interessante bagaglio di esperienza che si potrà accumulare, vale davvero la pena informarsi di più, visitando il sito http://www.mondoinsieme.it, o contattando Mondo Insieme al tel. 051 65.69.257

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All’Università Cattolica di Brescia la vendita a domicilio diventa oggetto di studio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

La vendita a domicilio continua a essere protagonista in ambito accademico. Per il secondo anno consecutivo l’Università Cattolica di Brescia ha proposto agli studenti della laurea triennale in Scienze Linguistiche con indirizzo “Operatori internazionali d’impresa” una lezione incentrata sul caso di Vorwerk Italia, l’azienda che commercializza il sistema di pulizia Folletto: un prodotto che da ottant’anni entra nelle case degli italiani tramite la vendita porta a porta. A portare in aula questa esperienza è stato il Prof. Alberto Albertini, docente del corso di Economia e Gestione delle imprese: «Da sempre – spiega Albertini – insegno attraverso la testimonianza diretta di manager, professionisti e imprenditori, dunque sono molto contento di ospitare per il secondo anno Univendita e Vorwerk Italia, raccontando l’importanza dell’associazione di categoria, oltre che un modello di business vincente e alternativo ai canali tradizionali».Ciro Sinatra, Direttore Relazioni Istituzionali e Affari Legali di Vorwerk Italia, ha illustrato agli studenti storia, approccio al mercato e caratteristiche di un’azienda che fa parte di un gruppo internazionale con 2,9miliardi di euro di fatturato all’anno realizzati attraverso la vendita diretta, e quasi 645 mila persone occupate, di cui il 98% venditori. «La ragione del successo della vendita a domicilio – ha spiegato Sinatra – sta nel rapporto diretto che si crea fra azienda e cliente, rapporto dove la figura chiave è quella del venditore: un professionista qualificato e competente in grado di cogliere le esigenze della clientela, di offrire consulenza e di proporre soluzioni personalizzate. Aggiungiamo a questo l’alta qualità dei prodotti e comprenderemo il motivo per cui le aziende della vendita a domicilio possono contare su una clientela coinvolta e fidelizzata, cosa che ha consentito al settore di continuare a crescere anche durante la crisi».
All’Università di Brescia è intervenuto anche Daniele Pirola, direttore di Univendita, l’associazione che riunisce le aziende di eccellenza della vendita a domicilio, con un intervento che ha inquadrato numeri e dinamiche del settore. Le imprese di Univendita hanno fatturato, nel 2017, 1,66 miliardi di euro (+1,8% rispetto all’anno precedente) occupando 158mila venditori (+1,3%). Nella provincia di Brescia il fatturato è stato di oltre 30 milioni di euro con oltre 3.000 venditori. «Con le sue 18 imprese associate – ha ricordato Pirola – Univendita rappresenta il 46% dell’intero settore della vendita diretta in Italia, che nel complesso conta 265 imprese e 520mila addetti, di cui il 77% donne, per un fatturato annuale pari a 3,6 miliardi di euro», come evidenziato nello studio “La vendita diretta a domicilio in Italia” realizzato da Format Research nel 2017 per Univendita-Confcommercio.

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La fede è un fattore di resilienza nella malattia mentale: uno studio a Brescia

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Brescia. La malattia mentale comporta una grande sofferenza, anche spirituale. L’Irccs Fatebenefratelli di Brescia che mutua dal suo fondatore, san Giovanni di Dio, una visione olistica della psichiatria, ha promosso una giornata di formazione dal titolo “Neuroscienze, psichiatria e spiritualità”. L’obiettivo era quello di facilitare l’incontro di persone provenienti da diverse esperienze – neuroscienziati, psicologi, neuropsicologi, psichiatri, tecnici della riabilitazione psichiatrica e religiosi dell’Ordine ospedaliero – per condividere diversi punti di vista. Le relatrici Magda V. Yepes M. e Arianna Acquati hanno illustrato i primi risultati delle loro analisi su alcuni casi di pazienti psichiatrici: «I dati preliminari ottenuti da una popolazione con diversi disturbi psichiatrici -hanno detto – mostrano una presenza del coping religioso/spirituale, ma non indicano ancora in che modo e se i soggetti utilizzano o non utilizzano strategie o metodi di fronteggiamento e il motivo per cui li usano. Sarebbe quindi un argomento di ulteriore studio e approfondimento per la prosecuzione di questo studio». Il coping è l’insieme di quelle strategie o tentativi comportamentali e cognitivi messi in atto da un individuo per far fronte ad una particolare condizione percepita come stressante con lo scopo di superarla, di evitare l’esposizione ad essa o di ridurne gli eventuali svantaggi. Nelle conclusioni, Magda V. Yepes M. ha citato a supporto di questo lavoro, ancora in corso, alcuni autori secondo cui i sintomi depressivi, ad esempio la perdita di interesse, la sensazione di inutilità sono significativamente meno frequenti in pazienti che manifestano atteggiamenti e comportamenti di tipo religioso/spirituale come la speranza, la generosità, la collaborazione o amicizia con Dio o con il trascendente. I due studi in fase di approfondimento all’Irccs Fatebenefratelli sono orientati ad approfondire il ruolo della religiosità e della spiritualità nella malattia: secondo gli studiosi, esse, oltre ad avere un ruolo protettivo, di supporto sociale ed essere un fattore di resilienza in relazione alla salute mentale, potrebbero costituire un meccanismo di coping.

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“Il diritto allo studio è uguale per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 16 ottobre 2018

“L’Associazione Italiana Editori è in prima fila là dove sono i libri e i bambini. E i bambini per noi sono tutti uguali”. Sono queste le parole del presidente dell’AIE Ricardo Franco Levi, in risposta alla notizia secondo la quale cittadini non comunitari, per ottenere i contributi regionali sull’acquisto di testi scolastici, debbano presentare un certificato sul possesso di immobili o percezione di redditi all’estero rilasciato dalle autorità del Paese di provenienza. “Il diritto a studiare”, ha proseguito Levi, “il diritto a crescere, a leggere, a sognare sono uguali per tutti. Il diritto allo studio è uno dei principi cardine sui quali si fonda la nostra Associazione. Come editori vogliamo che esso sia garantito e sostenuto, indipendentemente dal Paese dal quale provengono gli studenti. Chiediamo di fare chiarezza, per permettere a tutti i bambini e ragazzi e alle loro famiglie di accedere ai contributi per le agevolazioni sui testi scolastici. La scuola è il luogo giusto e ideale per favorire l’integrazione”.

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Primo studio al mondo su nuova combinazione che abbassa la guardia del tumore

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Chicago dal 14 al 18 aprile. Italia in prima linea al Congresso annuale dell’AACR, American Association for Cancer Research, il più prestigioso al mondo nel campo dell’oncologia. Nella sezione Late-Breaking dedicata a studi altamente innovativi e di grande impatto scientifico, i risultati preliminari dello studio NIBIT-M4, disegnato per valutare per la prima volta la combinazione di un farmaco epigenetico e di un farmaco immunoterapico nel trattamento del melanoma metastatico, completamente made in Italy e supportato in parte da AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Un risultato di estrema rilevanza per la ricerca italiana, che si eleva ancora una volta a protagonista assoluta in un contesto scientifico di altissimo livello internazionale: l’AACR, fondata nel 1907, è l’associazione professionale più antica e più grande al mondo dedicata alla ricerca sul cancro, con 35.000 ricercatori affiliati in oltre 90 Paesi che fanno ricerca di base, traslazionale e clinica.
NIBIT-M4 è il primo studio di questo genere (combinazione farmaco epigenetico-immunoterapia) sui tumori solidi al mondo ad essere presentato. Altri studi internazionali che indagano l’utilizzo di questa innovativa strategia terapeutica sono in partenza o in corso, anche in funzione dei dati generati dalla Fondazione NIBIT. Una nuova strategia, dunque, condivisa da gruppi di ricercatori diversi a livello internazionale, con l’obiettivo comune di migliorare l’efficacia dei trattamenti immunoterapici.
Studi pre-clinici, condotti in laboratorio dal gruppo di ricercatori del CIO della AOUS, coordinati da Michele Maio nell’arco di oltre un decennio anche grazie al supporto di AIRC, hanno evidenziato il ruolo e l’influenza dell’epigenetica sui tumori; anche la rivista Nature Medicine ha sottolineato la forte valenza innovativa della combinazione tra un farmaco epigenetico e un anticorpo immunomodulante nel trattamento dei tumori, identificando il gruppo italiano tra i capostipiti di questo approccio terapeutico.

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Studio Università: gli studenti italiani sono i più insoddisfatti al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

Università di Napoli “Federico II”JPGPaese che vai, insoddisfazione che trovi. Se, come dice un popolare proverbio, tutto il mondo è paese, lo stesso non si può dire per il livello di benessere degli studenti, che cambia considerevolmente a diverse longitudini. E, come spesso accade, l’Italia si configura triste fanalino di coda per quanto concerne la felicità dei propri giovani. Il dato è allarmante: quasi 4 universitari su 10 (38%) rivelano di non essere soddisfatti della propria vita, addirittura quasi uno su 2 (46%) non è contento del proprio percorso accademico. Le percentuali sono ancora più impietose se raffrontate con i colleghi a livello internazionale: gli studenti di India (82%), Cina (76%), Regno Unito (75%), Stati Uniti (73%) e Spagna (70%)risultano essere decisamente più appagati dalla propria vita studentesca. Ma non è tutto: ben il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta di abbandonare l’università, contro il 5% dei cinesi e il 20% degli indiani, preceduti solo dai pari età inglesi (37%). I motivi dell’insoddisfazione? Sul podio delle preoccupazioni, l’eccessivo carico di lavoro (51%), la mancanza di equilibrio tra studio, socializzazione e lavoro (44%) e la possibilità di trovare lavoro dopo la laurea (43%).È quanto emerge dal recente sondaggio a livello mondiale condotto da Sodexo intervistando oltre 4000 studenti provenienti da Italia, Cina, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito e India relativamente allo stile di vita universitario, per andare a scoprire, tra i diversi aspetti analizzati, qual è il livello di soddisfazione degli studenti italiani rispetto a quello dei pari età internazionali.“Per attrarre le menti più brillanti e continuare a stimolarle, le università non devono solo fornire istruzione, ma devono anche rivolgere la loro attenzione alla qualità della vita degli studenti e di tutti coloro che lavorano all’interno dei campus – spiega Franco Bruschi, Head of Schools & Universities Segment Med Region di Sodexo – Grazie ai nostri 50 anni d’esperienza e al feedback continuo da parte degli studenti in più di 1600 campus in 32 Paesi, siamo in grado di realizzare servizi che migliorano la qualità della vita all’interno delle Università. Ad esempio, la sicurezza e il comfort dell’ambiente in cui gli studenti vivono e studiano sono fattori che influenzano qualità della vita e capacità di apprendimento. La competenza nel gestire la sorveglianza, un’illuminazione adeguata o la manutenzione delle aule contribuisce a mettere gli studenti a proprio agio”. Andando nel dettaglio dei motivi che rendono gli studenti italiani i più insoddisfatti, salta all’occhio il dato relativo al tempo dell’insegnamento, che appaga il 56% del totale contro il 70% della media. Un altro aspetto con cui gli universitari italiani devono fare i conti è quello economico: oltre 4 su 10 (43%) si dichiarano preoccupati dalla gestione delle spese quotidiane, dato poco superiore alla media sovranazionale (40%). Infine, più di un terzo degli studenti (37%) pensa di aver ottenuto un buon rapporto qualità-prezzo dai servizi offerti dal proprio ateneo, valore inferiore a quelli di tutte le altre nazioni, fatta la sapienzaeccezione per il Regno Unito. Gli studenti italiani sono anche tra i più pessimisti nel ritenere che l’università possa aiutarli a risolvere i loro problemi, come quelli legati all’alloggio (53%), alla salute (47%), alla vita sociale (46%) e alle finanze (44%), valori sopra la media.Ma quali sono le ragioni dell’insoddisfazione dei giovani dello Stivale? Se al primo posto della top 10 si piazza l’eccessivo carico di lavoro che devono sopportare (51%), ben il 44% lamenta la mancanza di equilibrio tra il tempo da dedicare allo studio, alla socializzazione e al lavoro, mentre il terzo gradino del podio spetta alle scarse possibilità di trovare un’occupazione dopo la tanto sudata laurea (43%). Il 39% non crede di essere in grado di cercare il lavoro dopo il titolo di studio, mentre il 31% non crede di raggiungere una votazione che corrisponda alle proprie aspettative dopo aver discusso la tesi. Meno gettonate tra le motivazioni d’insoddisfazione completano la classifica le preoccupazione economiche quotidiane (30%), il senso di solitudine (19%), la nostalgia di casa (10%) e i debiti accumulati durante il percorso di studio (8%). Per il 3% le motivazioni sono di altra natura, mentre solo il 2% ha dichiarato di non patire alcuna preoccupazione.Un discorso a parte è quello dei motivi che hanno spinto il 36% degli studenti italiani a considerare l’abbandono degli studi come soluzione ai propri problemi, un dato molto simile a Regno Unito (37%), Stati Uniti (35%), Spagna (33%), ma lontano da India (20%) e Cina (5%).(fonte: Espresso Communication Srl)

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“Environmental Microbiology”: studio sul microbiota dei polli guidato dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 dicembre 2017

parma universitàParma. È stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Environmental Microbiology (http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1462-2920.13943/full) una ricerca sullo studio della composizione delle comunità batteriche, conosciute come microbiota, che risiedono nell’intestino di diverse tipologie di polli: d’allevamento, ruspanti e selvatici. Lo studio ha fatto ricorso a un approccio multi-omico basato sull’utilizzo di tecniche metagenomiche e di microbiologia classica.
Il progetto presentato nell’articolo è stato coordinato dal prof. Marco Ventura, responsabile del Laboratorio di Probiogenomica del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e Direttore del Centro Interdipartimentale Microbiome Research Hub dell’Ateneo.
Il lavoro pubblicato ha permesso di confrontare le comunità microbiche intestinali di polli italiani d’allevamento e ruspanti con quella di polli selvatici provenienti dalle Isole Bermuda, nell’Oceano Atlantico. I dati evidenziano importanti differenze a livello di composizione del microbiota intestinale, come pure delle diverse attività metaboliche che queste comunità microbiche sono in grado di svolgere. Infine, il confronto ha chiaramente evidenziato un diverso patrimonio genico del microbiota ciecale dei polli ruspanti/selvatici responsabile della resistenza agli antibiotici rispetto ai polli di allevamento. Questo è il risultato di un processo di co-evoluzione dei polli e dei batteri che risiedono nel loro intestino ed è strettamente dipendente dalla “domesticazione” di questi animali e dal contatto con l’uomo.Lo studio ha inoltre permesso di isolare e caratterizzare in laboratorio le specie batteriche che costituiscono il microbiota intestinale dei polli. Al lavoro è stata dedicata anche la copertina di Novembre della rivista scientifica.Lo studio conferma la trasversalità delle ricerche eseguite all’Università di Parma, che in questo caso hanno coinvolto, oltre al Laboratorio di Probiogenomica, anche l’Unità di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie coordinato dalla prof.ssa Maria Cristina Ossiprandi.
Al progetto collaborano diversi gruppi e centri di ricerca nazionali e internazionali: Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, Università di Parma; APC Microbiome Institute and School of Microbiology, Bioscience Institute, National University of Ireland, Cork, Ireland; Kellogg Biological Station, Michigan State University, MI, USA; Department of Animal Sciences and Carle R. Woese Institute for Genomic Biology, University of Illinois, IL, USA. Allo studio partecipa inoltre GenProbio srl, spin off dell’Università di Parma impegnato nello studio dei batteri probiotici e del microbiota intestinale.
Il lavoro conferma l’impegno del Laboratorio di Probiogenomica dell’Università di Parma e del Centro Interdipartimentale “Microbiome Research Hub” recentemente costituito in Ateneo nell’ambito dello studio del microbiota intestinale, testimoniato dai diversi riconoscimenti internazionali degli ultimi anni, e rappresenta un primo importante passo nella comprensione delle basi molecolari responsabili dell’interazione microrganismi-ospite ma anche delle possibili implicazioni positive o negative sulla salute dell’ospite.

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Diritto di studio ai detenuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

carcereUniversità di Parma e Istituti penitenziari di Parma insieme per garantire il diritto allo studio dei detenuti. È lo spirito di fondo della convenzione presentata questa mattina nella sede dell’Ateneo dal Rettore Paolo Andrei, dal Direttore degli Istituti penitenziari di Parma Carlo Berdini, da Vincenza Pellegrino, Delegata del Rettore ai rapporti fra Università e carcere, e da Annalisa Andreetti, Referente studenti detenuti per l’Unità organizzativa Contributi, Diritto allo Studio e Benessere Studentesco dell’Ateneo. Una convenzione nata nell’ottica di una collaborazione virtuosa e di una piena integrazione fra realtà del territorio, nella consapevolezza dell’importanza della realizzazione di un sistema integrato di opportunità formative destinate a persone detenute negli Istituti Penitenziari di Parma o in esecuzione penale esterna.Oggetto primo dell’accordo, di durata triennale, è proprio la tutela del diritto allo studio e del supporto allo studio degli studenti detenuti. Per questo l’intesa contempla per il futuro attività relative all’illustrazione dei programmi e dei materiali di studio, all’accompagnamento allo studio, all’espletamento delle prove di valutazione in condizioni e modalità consone ai diversi casi, così come alla promozione della formazione universitaria, all’orientamento della popolazione detenuta circa la possibilità di svolgere studi universitari in conformità alla normativa vigente (lauree triennali, lauree magistrali, formazione post-lauream) o in forme differenti (percorsi tematici ad hoc con riconoscimento della presenza, laboratori, etc.) certificabili congiuntamente dalle due realtà firmatarie.L’Università si mette a disposizione per funzioni di docenza, consulenza e supervisione delle attività di studio e di orientamento condotte negli Istituti Penitenziari, e si impegna a fornire nei prossimi anni supporti culturali e didattici per lo studio dei detenuti (con particolare riferimento alle disponibilità delle biblioteche universitarie e del materiale didattico), a implementare l’accesso dall’esterno alle lezioni e ai materiali di studio con l’utilizzo di piattaforme informatiche, registrazioni, ad esplorare attivamente la possibilità di canali streaming, a fornire supporto allo studio dei detenuti con forme specifiche di tutoraggio, attraverso la selezione di figure in grado di svolgere in modo adeguato l’approfondimento dei programmi.Da parte loro gli Istituti Penitenziari cercheranno nei prossimi anni di fornire supporto organizzativo sulla base delle proprie funzioni: dall’allestimento di spazi per lo svolgimento di lezioni\seminari\laboratori universitari all’entrata dei tutor e dei docenti finalizzata allo studio e al sostenimento delle prove di valutazione, dalla concessione ai detenuti dello studio negli spazi appositi delle biblioteche per un numero di ore adeguato e più ampio di quelle previste, sino al passeggio all’utilizzo delle piattaforme e-learning nelle forme consentite dalle istanze di sicurezza Tra le attività previste, concordate all’inizio di ogni anno accademico:
· lezioni ordinarie per i singoli corsi di studio a cui siano iscritti studenti detenuti;
· lezioni laboratoriali offerte da docenti dell’Università;
· occasioni seminariali di riflessione, dibattito, incontro che coinvolgano altri soggetti cittadini finalizzati a sensibilizzare la città
· giornate dell’orientamento, cioè presentazione dei corsi universitari all’interno del carcere.
In prospettiva, la convenzione potrebbe costituire un primo passaggio propedeutico all’eventuale istituzione di un Polo Universitario Penitenziario che sia in grado di rappresentare compiutamente, a livello territoriale, la realtà di studio universitario in carcere, analogamente ad altre esperienze simili già presenti sul territorio nazionale.

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Cancro prostata, screening Psa riduce la mortalità. I risultati di un nuovo studio

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

prostata cancroLo screening per il cancro della prostata ne riduce la mortalità. Ecco quanto emerge da uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine che analizza i risultati di due importanti trial sulla diagnosi precoce del tumore prostatico. «I due studi controllati e randomizzati, che sono l’attuale riferimento sullo screening per la neoplasia alla prostata, sono stati realizzati nel 2009 e pubblicati su New England Journal of Medicine. Il primo, Erspc (European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer) concludeva che la diagnosi precoce riduce la mortalità, mentre dall’altro, Plco (Prostate, Lung, Colorectal, and Ovarian Cancer Screening Trial) emergeva l’esatto contrario» esordisce la coautrice Ruth Etzioni, della Division of Public Health Sciences al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. Gli autori sottolineano che, alla luce di questi nuovi risultati, le linee guida contrarie allo screening basato sull’antigene prostatico specifico (Psa), tra cui quelle della United States Preventive Services Task Force (Uspstf) e basate appunto sui risultati conflittuali dell’Erspc e del Plco, potrebbero essere riviste. Nella nuova analisi i ricercatori dell’Università del Michigan e del National Cancer Institute, utilizzando un modello matematico, non hanno trovato differenze tra Erspc e Plco in termini di effetti positivi dello screening rispetto al non uso, concludendo che la diagnosi precoce potrebbe ridurre in modo significativo le morti per cancro prostatico. Ma in un editoriale di commento Andrew Vickers, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, sottolinea piuttosto la necessità di capire come attuare lo screening in modo che i benefici superino i danni derivati dall’eccesso diagnostico e terapeutico dovuto ai falsi positivi. In altre parole, le forme poco aggressive di tumore prostatico restano silenti per anni senza dare disturbi, e la diagnosi precoce porterebbe a cure di cui probabilmente non ci sarebbe stato bisogno. Non troppo convinti sembrano anche altri ricercatori tra cui Kenneth Lin dell’Università di Georgetown, ex membro dell’Uspstf. «I modelli matematici, per quanto sofisticati, restano modelli, e pare azzardato giungere a conclusioni definitive usandoli per estrapolare dati da persone reali che hanno partecipato a studi clinici randomizzati». (fonte: doctor33)

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