Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘stupro’

Stupro a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2016

protesta«Ancora una volta il parco del Colle Oppio è scenario di violenza. Vittima, questa volta, una donna australiana violentata e picchiata all’uscita di un locale. Da anni cerchiamo di accendere i riflettori sulle condizioni in cui versa uno dei parchi più importanti della storia di Roma. Spaccio di droga, prostituzione, rapine e risse sono all’ordine del giorno, le tendopoli e il degrado sono ormai diventate la normalità. Eppure solo pochi mesi fa il Presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi, con tanto di televisioni e giornalisti al seguito, dava vita ad una passerella elettorale nella quale si vantava di aver riqualificato e messo in sicurezza il Parco del Colle Oppio. Ma, aldilà della propaganda, il parco è rimasto infrequentabile: sporcizia ovunque, sbandati, spacciatori, nessuna manutenzione e residenti che si sentono completamente abbandonati. Venga adesso la Alfonsi a fare una passeggiata a Colle Oppio e provi a spiegare ai cittadini, e non solo ai giornalisti, che va tutto bene. Provi lei a spiegare ai genitori che questo è un posto dove i bambini possono venire a giocare senza alcun rischio o dove i turisti possono passeggiare serenamente la sera. E magari venga anche a dare una mano a quei volontari che sono gli unici che si prendono la briga, quando possono e per quanto nelle loro possibilità, di pulire autonomamente il parco e restituire un minimo di dignità a quello che dovrebbe essere un gioiello di Roma con vista sul Colesseo. È ora di dire basta a queste prese in giro»Lo dichiara Francesco Todde, responsabile giovanile del circolo di Fratelli d’Italia di Colle Oppio e dirigente di Gioventù Nazionale Roma. (foto: protesta)

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Roma: stupro pineta Sacchetti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2011

«Roma capitale è vicina alla giovane che è stata vittima di un abuso da parte di un gruppo di cinque filippini. Per questo, come per tutti i casi di violenza sessuale consumati nella nostra città, il Comune di Roma si costituirà parte civile nel processo contro i responsabili di questa terribile aggressione». Lo dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Alla giovane e alla sua famiglia desidero portare la solidarietà di tutta l’amministrazione capitolina. Desidero allo stesso tempo ringraziare le forze dell’ordine, intervenute prontamente e che sono riuscite a risalire all’identità degli assalitori, responsabili del crimine più odioso contro le donne».

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Ratko Mladic arrestato in Serbia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Maggio 2011

General Ratko Mladic (centre) arrives for UN-m...

Image via Wikipedia

L’arresto di Ratko Mladic ha assicurato alla giustizia l’ultimo dei tre principali responsabili del genocidio di musulmani bosniaci. Mladic è stato responsabile delle fucilazioni di massa di 8.372 uomini e ragazzi di Srebrenica e insieme a Radovan Karadzic e a Slobodan Milosevic è responsabile dell’istituzione di campi di concentramento e internamento come quelli di Omarska, Manjaca, Keraterm, Trnopolje, Susica, Foca e Luka Brcko in cui furono uccisi migliaia di prigionieri. Mladic è inoltre responsabile dell’utilizzo sistematico dello stupro come arma da guerra, dell’arresto sistematico e dell’uccisione dei membri dell’élite accademica e amministrativa, della messa in fuga di 2,2 milioni di Bosniaci, di quattro anni di bombardamenti delle cosiddette zone di protezione dell’ONU (Tuzla, Gorazde, Srebrenica, Zepa, Sarajevo e Bihac) che solo a Sarajevo fece 11.000 vittime, tra cui 1.500 bambini, di massacri e fucilazioni di massa in numerosi villaggi e città della Bosnia settentrionale, occidentale e orientale, della sistematica distruzione di oltre 1.000 moschee e santuari islamici. L’Associazione per i Popoli Internazionale vuole ricordare anche l’atteggiamento di molte istituzioni e partiti europei che per molto tempo hanno taciuto gli orrori e il genocidio commesso in Bosnia. Non solo, ma il governo britannico del premier John Major e il governo francese di Mitterand addirittura avevano apertamente sostenuto e facilitato l’aggressione serba alla Bosnia.

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Lampedusa, dalla favola allo stupro

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2011

Palermo 19 aprile 2011 alle 19 presso il Cortile Maqueda a Palazzo dei Normanni, mostra fotografica di Pietro Busetta, il noto economista e assessore del comune di Lampedusa. L’autore vanta già diverse mostre e, durante il suo lavoro quotidiano sul campo nella sua isola, si è sentito in dovere di immortalare le immagini dello stupro consumato nei confronti dei suoi concittadini e delle migliaia di tunisini. Questo affinché quello che è accaduto non sia dimenticato e che sia un monito per i governanti, perché non si ripeta mai più. La mostra è organizzata dall’Assemblea Regionale Siciliana e sarà inaugurata alla presenza del presidente dell’ARS Francesco Cascio domani Cinquemila e cinquecento abitanti con un tetto. Tra i sette e i diecimila con una sistemazione precaria. Di questi: oltre 2.000, presso il centro di accoglienza fatto riaprire in fretta e furia dal ministro Maroni, dopo affermazioni decise che lo volevano chiuso; altri 200 alla base Loran nella parte Nord dell’Isola, prevalentemente donne e minori; il resto all’addiaccio a Cala Palme sulla sabbia o sulla collina denominata della vergogna, una volta cavallo Bianco, dall’epopea di Ariosto. In queste poche cifre tutto il problema Lampedusa alla fine di marzo 2011. Una realtà che si è vista invasa da un numero enorme di tunisini, recuperati a distanza variabile nel mare a sud di Lampedusa.Le imbarcazioni partono dalla costa Sud dal porto di Az-Zawiyah, a sud di Gerba, da Sfax, da Sousse, probabilmente perché tali porti, più vicini alla Libia, sono meno controllati. I giovani tunisini sanno che vi è un sistema di avvistamento a Lampedusa, che li soccorre appena ne ha notizia e che nell’Isola è da sempre esistito un centro accoglienza che li salva e da dove si parte per l’Italia. Sarebbe infatti molto più vicina la Sicilia da Capo Bon o Pantelleria da Hammamet, ma Lampedusa è ormai diventata base logistica del Mediterraneo e lì bisognava dirigersi. “Row Row Lampedusa we go” dice una canzone dei Sud Sound System diventato inno ufficiale del Comune delle Pelagie: “Rema rema, andiamo a Lampedusa”.
Adesso Lampedusa è tornata alla normalità ma queste immagini non dovranno essere mai dimenticate. (Lampedusa sbarchi)

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Stupro e violenza sessuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 aprile 2011

Bruxelles, Parlamento europeo. Per il Parlamento i crimini sessuali devono portare alla persecuzione automatica Lo stupro e altre forme di violenza sessuale contro le donne devono essere riconosciuti come crimini in tutti i paesi dell’UE e portare alla persecuzione automatica, ha stabilito il Parlamento in una risoluzione che chiede nuove proposte legislative per combattere la violenza basata sul genere. In diversi Stati membri, lo stupro non è trattato come un reato di Stato. La protezione contro la violenza maschile garantita alle donne non è omogenea nell’Unione europea a causa della diversità di politiche e legislazioni nei vari Stati membri, secondo la risoluzione elaborata da Eva-Britt Svensson (GUE/NGL, SV) e approvata per alzata di mano. Il Parlamento sottolinea che tutti gli Stati membri dovrebbero riconoscere come reati la violenza sessuale e lo stupro a danno di donne, in particolare all’interno del matrimonio e di relazioni intime non ufficializzate e/o se commessi da parenti maschi. Gli Stati membri dovrebbero garantire che detti reati siano perseguiti d’ufficio. Le pratiche culturali, tradizionali o religiose come circostanze attenuanti in casi di violenza contro le donne, compresi i cosiddetti “delitti d’onore” e le mutilazioni genitali femminili, devono essere respinte.La risoluzione chiede inoltre una direttiva dell’Unione europea contro la violenza basata sul genere. Nel documento si evidenzia che il 20-25% delle donne in Europa ha subito atti di violenza fisica almeno una volta nella loro vita adulta, e più di un decimo ha subito violenza sessuale che coinvolge l’uso della forza. Inoltre, il testo prende sottolinea che anche lo “stalking” dovrebbe essere considerato come una forma di violenza contro le donne e essere oggetto di norme in tutti gli Stati membri. L’UE e i suoi Stati membri dovrebbero predisporre un quadro giuridico che accordi alle donne migranti il diritto di custodire personalmente il proprio passaporto e il proprio permesso di soggiorno e che consenta loro di ritenere penalmente responsabile chiunque s’impadronisca di tali documenti. Inoltre, i deputati chiedono standard minimi per assicurare che le vittime della violenza possano beneficiare del parere di un medico legale e dell’accesso al patrocinio che consenta loro di far valere i propri diritti in tutta l’Unione. Infine, chiedono agli Stati membri di fornire una dimora sicura e strutture di assistenza ogni 10.000 abitanti per le vittime della violenza di genere.

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Stupro: sospeso vigile coinvolto

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Il Comandante della Polizia municipale di Roma, Angelo Giuliani, dopo essersi consultato con il Capo di Gabinetto del Campidoglio, Sergio Basile, ha sospeso cautelativamente e temporaneamente dalle funzioni di polizia stradale e giudiziaria, in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria, il vigile urbano coinvolto nella vicenda dello stupro denunciato in una stazione dei carabinieri la scorsa settimana. La decisione è stata presa al fine di consentire il più corretto svolgimento delle indagini, di garantire la piena trasparenza dell’attività della Polizia municipale e di tutelare l’immagine del Corpo della Polizia municipale stessa e dell’Amministrazione di Roma Capitale. Lo comunica l’Ufficio stampa del Campidoglio.

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Lo “stupro” del Quadraro a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

«Il Comando generale della Polizia Municipale non intraprende azioni sulla base di un giustizialismo sommario ma attenderà l’esito dell’inchiesta della Procura volta ad accertare fatti che, allo stato attuale delle indagini, non sono chiari. Per onor di cronaca, l’Agente della Polizia Municipale rimasto coinvolto nella vicenda del Quadraro era fuori servizio e, quindi, un privato cittadino, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 55 del Codice di Procedura penale, tra l’altro all’interno di una struttura piena di agenti di polizia giudiziaria. L’Agente ha riferito quanto accaduto ai propri superiori che hanno immediatamente trasmesso nota alla Procura della Repubblica. In attesa, quindi, delle determinazioni della Procura seguenti alle indagini, è stata aperta un’inchiesta disciplinare e abbiamo già provveduto ad agire sulle funzioni svolte dallo stesso Agente, rimuovendolo dai servizi a contatto con i cittadini e ponendolo a servizi interni, dato che al massimo potremmo trasferirlo a Ostia o sulla Cassia. I regolamenti prevedono sanzioni sul lavoro solo in caso di provvedimenti restrittivi e certo non crediamo che ci si voglia spingere a violare la legge in nome del giustizialismo». Lo afferma Angelo Giuliani, comandante generale della Polizia Municipale di Roma Capitale

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Stupro Roma: città insicura

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

È veramente triste che si verifichino atti del genere a Roma, una città che da sempre è emblema di civiltà”. Lo dichiara la senatrice del PD Mariapia Garavaglia, già vicesindaco della Capitale nella giunta Veltroni, a proposito dell’atto di violenza sessuale ai danni di una turista americana a Villa Borghese a Roma.  “Questa giovane visitatrice, cui va tutta la mia solidarietà e vicinanza, – prosegue la Garavaglia – è vittima di una violenza in nessun modo giustificabile, anche se vanno evitate conclusioni sommarie o arbitrarie. Guai ad addossare solo su un singolo, che se colpevole dovrà pagare, le colpe di un sistema di prevenzione che, con ogni evidenza, non ha funzionato”.  “Se poi si considera che il sindaco Alemanno – conclude l’ex vice sindaco di Roma – è stato eletto anche in virtù di una gigantesca campagna denigratoria contro i suoi predecessori proprio sui temi dell’ordine e della sicurezza in città, oggi, alla luce di questi fatti, emerge quanto quelle accuse fossero strumentali. In ogni caso, a differenza dalla destra, il PD si guarderà bene dall’attribuire la colpa di quanto accaduto agli attuali amministratori.”

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Stupro Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Roma “La terribile notizia della giovane donna violentata a Villa Borghese ci lascia attoniti e molto addolorati e, insieme, ci spinge a fare un’amara considerazione: Roma è una città sempre più pericolosa. Eppure il sindaco Alemanno aveva interamente impiantato la sua campagna elettorale sulla sicurezza, promettendo meno reati e meno violenze. Tutte parole al vento e promesse non mantenute”. Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci che così continua: “Illuminare il Colosseo questa sera è sicuramente un’iniziativa positiva. È un gesto simbolico significativo, è come far luce su tutte le storie di violenza che restano nell’ombra. Ma serve di più, servono atti concreti. Serve, ad esempio, un sindaco che inizi a battersi contro i tagli del governo alle forze dell’ordine, per una buona illuminazione pubblica in tutte le zone di Roma e per una cultura della legalità e del rispetto dell’altro che, troppo spesso, questa città sembra dimenticare”.

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Stupro durante la lezione nel bresciano

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2010

“Quello in questione è un episodio gravissimo da denunciare duramente, sia perché perpetrato da minorenni ai danni di una dodicenne, sia perché accaduto indisturbato tra le mura di una classe dove si presume che i ragazzi siano sottoposti al controllo vigile di un insegnante”. Questo il primo commento di Marzia Serra, responsabile per la provincia di Brescia dell’Italia dei Diritti, alla notizia della violenza di gruppo compiuta da due ragazzi di quindici anni ai danni di una loro compagna di classe durante l’ora di lezione e alla presenza del professore . “Quello che mi spaventa maggiormente – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – non è solo l’omertà della classe che ha assistito tacitamente alla violenza, ma soprattutto la disattenzione e la distrazione non giustificabile da parte del docente che non si è accorto di niente. Questo – conclude la Serra – non è accettabile da parte di una figura che ha, tra gli altri, anche il compito di vigilare sull’incolumità degli studenti”.

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Liberi i complici dello stupro di Guidonia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2009

Sono stati rimessi in libertà i due romeni accusati di favoreggiamento per aver aiutato a scappare i quattro stupratori di Guidonia che lo scorso 22 gennaio aggredirono una ragazza e il suo fidanzato nelle campagne di Tivoli. Mugurel Goia e Ionut Barbu, che avevano procurato un’auto ai quattro connazionali al fine di favorire la loro fuga, ad aprile erano stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora, provvedimento decaduto ieri per scadenza dei termini. In attesa del processo, dunque, i due sono tornati in libertà. “Se è condannabile il gesto efferato compiuto da quattro delinquenti che hanno abusato di una ragazza e malmenato il suo fidanzato in un momento di intimità, lo è altrettanto l’appoggio dato a costoro”, ha dichiarato Brunetto Fantauzzi, responsabile dell’Italia dei Diritti per la provincia di Roma. “Il fatto che i due complici siano stati messi in libertà – continua -, grida vendetta, perché non è possibile che chi dà appoggio a dei delinquenti venga trattato con minore rigore”. Intanto, a dieci mesi dallo stupro, la società incaricata ancora non avrebbe depositato la trascrizione dell’audizione della vittima. Il pm di Tivoli Marco Mansi dovrà formalizzare entro gennaio la richiesta di rinvio a giudizio per i quattro romeni presunti stupratori, oggi rinchiusi nel carcere di Rebibbia, altrimenti c’è il rischio che scadano i termini e che anche loro tornino in libertà.

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Libertà di movimento per Serbia e Montenegro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) apprende con sdegno l’annuncio dell’Alto rappresentante dell’UE Javier Solanas che a partire dal 2010 i cittadini della Serbia e del Montenegro non avranno più bisogno di un visto per viaggiare nei paesi dell’accordo di Schengen. Resta l’obbligo del visto per i cittadini della Bosnia Erzegovina. Per quattro anni l’Europa è rimasta a guardare il genocidio commesso contro i musulmani della Bosnia: l’accerchiamento e la fucilazione della popolazione di cinque città bosniache, l’istituzione dei campi di concentramento e l’assassinio di migliaia di prigionieri, i crimini commessi nei campi di stupro nei quali furono quotidianamente torturate per mesi decine di migliaia di donne, il massacro di 8.376 ragazzi e uomini nella zona di protezione dell’ONU a Srebrenica e la distruzione di 1.188 moschee.Marek Edelmann, ultimo comandante sopravvissuto dei combattenti per la libertà del ghetto di Varsavia, ha definito il genocidio dei musulmani bosniaci “una vittoria postuma di Hitler”, Simon Wiesenthal vi rivedeva particolari dell’Olocausto e Alfred Grosser, ricordando la Shoah, ha definito il mancato intervento dell’Europa come atteggiamento ipocrita. Accanto a loro, tante altre note personalità ebraiche si erano impegnato per la sorte dei musulmani bosniaci. L’APM si appella all’Europa, colpevole di non aver fatto quanto possibile per salvare la popolazione musulmana della Bosnia e di avere all’epoca rifiutato un intervento che mirasse ad aprire e liberare i prigionieri e le prigioniere dei campi di concentramento e di stupro, perché cancelli l’obbligo di visto per i cittadini della Bosnia Erzegovina, in concomitanza con l’eliminazione dell’obbligo di visto per i cittadini serbi, montenegrini e macedoni. L’APM inoltre chiede che l’eliminazione dell’obbligo di visto per la Serbia sia legato all’estradizione del ricercato criminale di guerra Ratko Mladic, il cui nascondiglio in Serbia è ormai noto da anni.

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Cristiano Armati presenta il suo libro

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

roma noirRoma noir 1 luglio ore 21,00 piazza del popolo. Nel corso della manifestazione  Roma si libra sarà presentato il libro di Cristiano Amati edito dalla Newton Compton Editori Esiste un’altra città nella città chiamata Roma. Una città che adora monumenti di rabbia e dove la violenza traccia sentieri che pochi hanno il coraggio di esplorare. Succede, in questo mondo sotterraneo e clandestino, che le storie raccontate ai passanti dai più vecchi tra tutti i pendolari si trasformino in leggende dai confini incerti. È in questo momento che i peggiori incubi della metropoli sono pronti a invadere il centro della città, dando vita a mostri armati di pistola e di coltello: presenze inquiete ma reali, destinate a sconvolgere l’ordine apparente delle cose con l’omicidio, lo stupro, lo spaccio di stupefacenti, la truffa e la rapina a mano armata. È un’altra Roma quella a cui, questo libro, dedica le sue pagine più nere: una Roma dove le caserme della polizia possono essere prese d’assalto da orde di hooligan assetati di vendetta e dove, malamente soffocati dalle acque del Tevere, affiorano i cadaveri di donne decapitate. È inutile sfogliare le pagine peggiori della cronaca nera: nessuno avrà il coraggio di scrivere la vita dell’uomo-lupo avvistato nelle baracche costruite sotto i cavalcavia del raccordo anulare. Né, sui giornali, finiscono le ultime parole del tossicodipendente trovato morto nei bagni pubblici della stazione o le lacrime del passante malmenato. Nera come le anime che popolano i bassifondi, anche questa è Roma: una megalopoli che ha smarrito la speranza tra i senzatetto che affollano i giardini pubblici e dove, ammainato il vessillo capitolino, il teppismo sventola la sua ultima bandiera.
Cristiano Armati è nato nel 1974 a Roma, la città dove vive e dove scrive. Giornalista free lance, ha pubblicato diversi libri tra cui, per la Newton Compton, Roma criminale (con Yari Selvetella), Italia criminale e Cuori rossi. Il suo indirizzo internet è http://www.armati.splinder.com (roma noir)

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