Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 328

Posts Tagged ‘sud’

“Sussidiarietà e… giovani al Sud”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 novembre 2018

Milano lunedì 12 novembre 2018 ore 9.30 Sala Colucci Palazzo Castiglioni Unione Confcommercio Corso Venezia, 47 Introduce e modera: Giorgio Vittadini, Presidente Fondazione per la Sussidiarietà Presentazione del Rapporto:
Alberto Brugnoli, Professore di Economia applicata, Università degli Studi di Bergamo Intervengono:Sergio Bassanetti, Vicepresidente UCIMU-Sistemi per produrre, Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione CON IL SUD, Chiara Carotenuto, Ufficio Studi PwC, Adriano Giannola, Presidente SVIMEZ, Vito Grassi, Presidente Unione Industriali Napoli, Amedeo Lepore, Professore ordinario di Storia economica, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Umberto Ranieri, Presidente Fondazione Mezzogiorno Europa. Una grande verità è rimasta nascosta per troppo tempo nel dibattito pubblico: la ripresa dell’Italia è la ripresa del suo Meridione. Una battaglia tutt’altro che persa e, anzi, ancora tutta da giocare.
Come? Il nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… giovani al Sud” affronta il tema offrendo una lettura originale dei problemi e delle opportunità di sviluppo del Meridione d’Italia.
I rilievi emersi dalla ricerca danno motivi di speranza. Senza negare i nodi irrisolti radicati nella storia, l’indagine dice che ci sono tutti gli elementi per ripartire, che c’è la possibilità per i giovani del Mezzogiorno di costruire il loro futuro e, con esso, lo sviluppo dei loro territori. Quello che serve a tale scopo però è una “scossa”, un cambiamento di visione: il Sud Italia non è periferia ma, secondo un’intuizione secolare e un dato geografico, è un centro. In particolare, il centro di una delle aree di maggiore interesse al mondo, quella del Mediterraneo.

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Scuola: Legge di Stabilità, il tempo pieno al Sud naufraga ancora prima di vedere la luce

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Come si fa a realizzare più tempo scuola senza assumere gli insegnanti a cui affidarlo? Lo denuncia il sindacato Anief, a seguito del mancato inserimento nel testo della manovra economica dei provvedimenti promessi a più riprese dai più alti esponenti del governo per ridurre il divario Nord-Sud sul fronte dell’istruzione. È indicativo, invece, che tra i finanziamenti accordati sinora siano assenti quelli per procedere all’assunzione di 27.400 docenti e Ata chiesti dal Miur, di recente ricordati dal Ministro dell’Istruzione nel corso di un question time alla Camera, come primo assaggio verso l’incremento del tempo scuola nelle regioni più deprivate a livello di agenti culturali. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), il rischio concreto è che il progetto si perda strada facendo, per via dei vincoli imposti dal Mef. Come per altri annunci e disegni legge virtuosi, quali l’introduzione dei docenti di educazione motoria alla primaria, di musica di inglese.

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Scuola: Tempo pieno al Sud, bene l’accordo di programma del Ministro per la Sicilia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Le buone intenzioni di alcuni esponenti della maggioranza parlamentare sul tempo pieno e il potenziamento dell’offerta formativa al Sud vengono raccolte anche dal Ministro dell’Istruzione, giunto in Sicilia per siglare un’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Regione: “Grazie a questa intesa – ha detto Marco Bussetti – potremo concretamente dare il via alla maggiore diffusione del tempo pieno, al potenziamento dell’offerta formativa e ad una più forte collaborazione tra scuola e famiglia. La Sicilia diventerà laboratorio del Sud Italia, protagonista di un progetto di cui sono orgoglioso. Gli studenti siciliani avranno la possibilità di vivere la scuola come una seconda casa, sviluppando un senso di appartenenza e di fiducia verso questa istituzione”.L’accordo di programma coinvolgerà una scuola pilota per provincia, selezionata per l’alto tasso di dispersione scolastica e per un’elevata presenza di alunni in condizioni di svantaggio personale e familiare. “La firma di questo protocollo permetterà la diffusione del tempo pieno e prolungato, il potenziamento dell’offerta formativa relativa alle discipline curriculari di base, tecnico professionali e di lingue straniere, anche attraverso l’apertura pomeridiana delle scuole del primo e secondo ciclo e la creazione di sportelli di ascolto e orientamento scolastico e professionale”.Anief ritiene condivisibile la linea presa dal Governo e dell’amministrazione scolastica centrale: è bene, però, che i buoni intenti siano accompagnati da subito con azioni legislative efficaci. È necessario che l’introduzione dell’orario maggiorato di tempo scuola, sino al pomeriggio, venga allargato a tutto il Meridione e a quelle zone d’Italia dove è disapplicato, anche per mancanza di supporto degli enti locali. Pertanto, chiediamo che nella Legge di Stabilità all’esame del Governo sia introdotto il tempo pieno in tutte quelle zone del Sud Italia dove vi è un divario rispetto alle regioni del Nord. Tra i parametri da considerare, sempre ai fini della deroga sul tetto di organici, vi sono quelli relativi all’alto flusso migratorio, alla scarsità di offerta culturale circostante, all’economica locale depressa, all’alto tasso di disoccupazione e criminalità”. Sono queste le motivazioni che non portano al diploma uno studente su quattro che si iscrive alle superiori. “Quando si parla di rapporto inferiore alunni, come hanno fatto di recente alcuni parlamentari della maggioranza, anche attraverso delle proposte di legge già presentate, è ovvio che in queste circostanze si debba attuare un proporzionale potenziamento del numero di docenti e Ata in servizio: per questo motivo, come Anief insistiamo che venga approvata finalmente una norma che dia il la agli organici differenziati-maggiorati da attuare in tutte le parti d’Italia dove manchi il tempo pieno: la sua mancata adozione infatti, quasi sempre corrisponde a un più alto numero di alunni che lasciano la scuola prematuramente e a un basso livello di standard riguardanti l’acquisizione delle conoscenze e competenze apprese”, conclude Pacifico.A sposare entrambe le necessità – tempo pieno e organici maggiorati – potrebbe essere l’azione legislativa presentata dal Movimento 5 Stelle, avviata nei giorni scorsi attraverso il DDL n. 877 presentato alla Camera a prima firma dell’on. Lucia Azzolina, per mezzo del quale si intende ridurre il rapporto alunni docenti di un punto percentuale che prefigurerebbe il ripristino di quasi 87 mila posti cancellati con le riforme taglia ore e istituti imposte nell’ultimo decennio, a partire dalla legge Berlusconi-Gelmini 133/2008 (comma 1 articolo 64) e dal ddl 81/2009. Particolare apprezzamento va dato alle parole dell’onorevole Luigi Gallo che ha parlato, di recente, della necessità di organizzare delle iniziative culturali nei territori più degradati. Anche il senatore Mario Pittoni (Lega) si è impegnato pubblicamente nel fare approvare già con la prossima legge di bilancio delle norme che favoriscano il tempo pieno al Sud.

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Proposta per pensionati UE che si trasferiscono al sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

“Ci fa piacere che il Governo abbia accolto positivamente la proposta di Fratelli d’Italia riguardante i pensionati Ue. Ieri sera durante la trasmissione “Porta a porta”, il Ministro Matteo Salvini si è detto propenso ad appoggiare la nostra idea e anche il ministro Barbara Lezzi è del suo stesso avviso.L’iniziativa di Fratelli d’Italia segue il modello adottato già in Portogallo dal 2012 e mira ad attirare nel Sud Italia (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia) i pensionati ricchi di tutta Europa proponendo loro una tassazione forfettaria.
Attualmente la proposta di legge presentata al Senato, di cui sono cofirmatario insieme ai senatori Adolfo Urso e Antonio Iannone, è stata assegnata in Commissione Finanze e, vista la disponibilità del Governo, spero venga calendarizzata il prima possibile. Questa normativa si può realizzare in pochi mesi e gioverebbe allo sviluppo del Mezzogiorno” è quanto dichiarato dal senatore di Fratelli d’Italia Raffaele Stancanelli.

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“E’ un attivismo solo apparente quello del Governo nei confronti del Sud”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

gazzetta mezzogiorno“In realtà, invece, rivela, già nella scelta dello strumento della decretazione d’urgenza, la mancanza di un progetto organico, di una efficace politica di coesione territoriale”. Così Rocco Palese, deputato di Forza Italia, sulle colonne della gazzetta del Mezzogiorno. “Sembra quasi – ha aggiunto – che il Governo nei confronti delle famiglie e delle imprese del Mezzogiorno si comporti come quei genitori che non danno abbastanza attenzioni ai figli e per placare i propri sensi di colpa gli fanno regali e gli danno soldi piuttosto che affetto. Con l’aggravante che in questo caso i soldi sono sempre gli stessi e non vanno neanche tutti al Sud”. “La vera beffa – ha sottolineato Palese – è che questi strumenti legislativi, spacciati per disposizioni urgenti per favorire la crescita economica del Mezzogiorno, diventano veri e propri decreti omnibus, finendo per essere usati dal Governo per nascondere, dietro lo scudo del titolo, di tutto e di più. Se è vero come rivela l’Istat che il 50% per popolazione nelle regioni del Sud è a rischio povertà, il Governo non può più continuare ad essere così lontano dalla realtà e a non comprendere che non serve la sovraincentivazione, non servono molte più risorse di quelle che da decenni arrivano a pioggia al Sud e si perdono in mille rivoli fatti anche di illegalità e corruzione. Servono – ha concluso meccanismi di semplificazione, una cabina di regia che faccia da supporto tecnico e renda efficace ed efficiente la spesa dei fondi e che non può essere certo affidata alle Prefetture come previsto da questo decreto, se non altro perché negli ultimi anni sono state depotenziate di uomini e mezzi”.

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Dl Sud: solo marchette

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

mezzogiorno italia“Il decreto cosiddetto Mezzogiorno, sul quale il governo Renzi-Gentiloni ha posto l’ennesima fiducia, è costituto da una serie di marchette che nulla hanno a che vedere con una strategia seria e sostenibile per il rilancio del Sud del Paese”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “L’articolo 2, in teoria, servirebbe a favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura nelle regioni del Mezzogiorno. Ciò avviene estendendo la misura ‘Resto al Sud’ alle imprese agricole, mediante una specifica destinazione di 50 milioni di euro del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e creando così le condizioni per erogare un novero più ampio di servizi a favore dei consorziati, anche di natura creditizia. Si evidenzia, però, una evidente estraneità di materia di intervento nei confronti dei consorzi e soprattutto si continuano a proporre interventi spot sui consorzi agrari, senza un disegno organico di riordino del settore destinatario da sempre di notevoli risorse pubbliche. Tutto questo avviene a discapito della libera concorrenza e senza alcun vantaggio per lo sviluppo e la crescita delle aziende agricole.
L’articolo 12, al comma 8-bis, autorizza la concessione alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia di un contributo straordinario di 4 milioni di euro per il 2017 e di un contributo ordinario di 250 mila euro annui a decorrere dal 2018, finalizzato al pagamento degli emolumenti dei docenti di alcuni corsi di perfezionamento.L’articolo 16-octies prevede una serie di modifiche ad una norma della legge di stabilità per il 2015 che ha attribuito ai soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 nella provincia di Catania, Ragusa e Siracusa, che avevano versato imposte per il triennio 1990-1992 per un imposto superiore al dovuto del 10 per cento, il diritto al rimborso di quanto indebitamente versato, purché avessero presentato apposita istanza entro il 1° marzo 2010. L’articolo 16-novies autorizza, inoltre, la spesa di €350.000 euro per l’anno 2017 per consentire lo svolgimento delle celebrazioni della figura di Antonio Gramsci, in occasione dell’ottantesimo anniversario dalla sua morte.Si segnala, infine, l’assurda disomogeneità del provvedimento: si passa dalle Zone economiche speciali (ZES), ad interventi di legge che riguardano l’ILVA , alla materia dei tonni e alla formazione delle classi scolastiche.Si tratta di questioni opportune che devono essere ricomprese in provvedimenti specifici, mentre il governo continua ad intervenire con decreti-legge di emergenza con contenuti fortemente disomogenei”.

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Decreto Mezzogiorno: senza una visione programmatica per il Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 30 luglio 2017

mezzogiornoDichiarazione dell’onorevole Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia:“Il decreto Mezzogiorno, sul quale il governo ha posto l’ennesima fiducia strozzando il dibattito parlamentare, è un testo viziato, come sempre più spesso capita in questi mesi, dai prossimi appuntamenti elettorali.Peccato, il partito di maggioranza ha perso l’occasione di pensare e programmare una visione e un rilancio del Mezzogiorno d’Italia, fondamentale per la ripresa economica di tutto il PaeseIl testo prevede una serie di norme e di interventi disparati tra loro, che mostrano la mancanza di visione del governo su un’area strategica per il Paese, disposizioni quanto mai utili per la ripresa economica.Un mosaico di interventi reso ancor più un contenitore confuso dalle modifiche apportate al Senato, che fanno ancor più sfumate il senso dell’insieme. I tempi stringenti non permetteranno di modificare il testo alla Camera, e di questo siamo rammaricati.Il Sud vessato viene usato nuovamente dal Governo Gentiloni/Renzi a fini elettorali mortificando investimenti che se pensati e stanziati in maniera mirata possano far crescere Pil e fiducia.Forza Italia questo si prefigge di fare per il Mezzogiorno, frenare definitivamente le differenze tra nord e sud, investire in asset strategici e scommettere sulla ripresa. Dobbiamo credere che un Sud diverso è possibile, si può e si ha il dovere di farlo ma in maniera seria e strategica”.

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Docenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 novembre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cDocenti, cade un altro tabù: i docenti del Sud si assentano meno di tutti. Invalsi: servono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e delle scuole. L’Istituto nazionale di valutazione ha pubblicato il Rapporto nazionale “I processi e il funzionamento delle scuole”: non solo nel Meridione e nelle Isole ci si assenta poco, ma si ricorre anche “meno all’utilizzo di altri docenti per coprire le ore scoperte”. Anche sulla distribuzione del fondo per incentivare le funzioni aggiuntive, da Roma in giù “è utilizzato in modo più mirato, assegnando più soldi a un numero inferiore di persone”. Il tanto bistrattato Sud, quindi, almeno da questo punto di vista è più avanti delle altre parti d’Italia. Pure sul fronte delle strumentazioni scolastiche, l’Invalsi cancella delle convinzioni errate sulla geografia dell’offerta formativa dell’istruzione italiana: perché è nelle scuole “del Sud e Isole del II ciclo che si registra un numero superiore di scuole (35%) in cui sono presenti più di 2 laboratori ogni 100 studenti”. Chi pensava che in queste regioni la scuola fosse all’anno zero è servito.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un dato di fatto che gli studenti delle scuole del Nord hanno una scelta più ampia di aziende, dove svolgere percorsi di alternanza scuola-lavoro, ma se il territorio è carente di lavoro e quelle esistenti non credono nella formazione scolastica, c’è solo una cosa da fare: farla finita con la determinazione precostituita degli organici del personale, docente ma anche Ata, sulla base del numero ‘secco’ di iscrizioni di alunni. In determinate situazioni, sono altri i fattori che pesano: difficoltà del territorio, bassa presenza di agenti culturali, ridotto livello di studio delle famiglie di provenienza. Bisogna, quindi, incrementare il numero di insegnanti a Ata in quelle regioni, dove non a caso è più alto il livello di dispersione scolastica, con punte del 40 per cento. Ora a dirlo non è solo l’Anief ma anche l’Invalsi. È anche per questi motivi che l’Anief ha deciso, il 14 novembre, di scioperare e indire un presidio davanti a Montecitorio.

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SUD’S in Fermento Beer Festival – 2° edizione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

programma1Noci BA (strada provinciale Noci Castellaneta) dal 31 maggio al 05 Giugno 2016 Un format ormai collaudato di evento “open air”, con un programma ricco di attività collegate all’universo della birra artigianale. In questa seconda edizione, che vedrà stringersi in fraterno gemellaggio il “SUD’S in fermento – Beer Festival” con il famoso “Birra e Sound – Mebimport Beer Festival”, (primo festival europeo della birra che si tiene a Leverano nel Salento), il pubblico avrà a disposizione 6 serate imperdibili per divertirsi, conoscere e gustare a fondo la birra artigianale proposta in abbinamento alle eccellenze gastronomiche tipiche del meraviglioso territorio di Puglia. Eccellenze che costituiranno la variegata proposta food, attentamente curata da esperti gastronomi e dai noti e talentuosi Chef dell’Associazione Trulli e Grotte che, negli spettacolari cooking-show allestiti, prepareranno il piatto perfetto da abbinare alle birre proposte. Non mancheranno workshop, artisti di strada, un’area ludica con gonfiabili per bambini, e gli immancabili concerti in programmazione tutte le sere. Un “must” culturale completo, quindi, per ampliare la conoscenza su arte e cultura brassicola e al contempo uno spettacolo da non mancare, in quello che è già tra i più importanti appuntamenti stagionali di riferimento per tutti coloro che si preparano a vivere l’estate nella Puglia dei Trulli e delle Grotte. SUD’S in fermento – Beer Festival è un progetto di SUD’S Pregiato birrificio Meridionale, patrocinato dal Comune di Noci. (foto: programma)

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Sud: Dati Censis su fuga giovani laureati preoccupanti

Posted by fidest press agency su domenica, 8 maggio 2016

Università di Napoli “Federico II”JPG“Sono migliaia i giovani laureati che fuggono dal Mezzogiorno in cerca di un’opportunità lavorativa. E’ la preoccupante fotografia del Censis che ha rilevato, analizzando il sistema universitario italiano, come gli studenti universitari del Mezzogiorno del nostro Paese fuggano verso le Regioni del Nord e all’estero” lo dichiara, in una nota, Nino Minardo, deputato di Area popolare e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.“Ben 31 mila laureati, in un anno, hanno deciso di lavorare all’estero portando la loro competenza e la loro professionalità acquisita in Stati esteri. Un’emorragia di giovani talenti che non possiamo permetterci e che necessita di forti e concreti interventi che blocchino questo tipo di emigrazione. Questo fenomeno comporta, infatti, la perdita di milioni di euro di mancato ritorno per l’investimento realizzato dalle istituzioni pubbliche per gli anni necessari a completare il ciclo di istruzione da parte degli studenti” spiega.“Per questo, ho chiesto al Governo di intervenire puntando sui settori trainanti per l’economia del Sud, turismo, artigianato, agricoltura, attraverso incentivi che possano favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro ed un continuo e costante rapporto tra università e imprese e di attivare la piena operabilità dei Fondi strutturali in modo che gli stessi contribuiscano a favorire la crescita socio-economica delle Regioni meridionali e, nello stesso tempo, delle università di quei territori. Non servono interventi tampone e assistenzialismo ma efficaci politiche di programmazione che mettano nelle condizioni le aziende ed in generale il sistema occupazionale di non far disperdere l’ottimo capitale umano” conclude Minardo.

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Il Sud non è un ghetto ma una vera opportunità per il rilancio del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2015

italia meridionaleNon usa mezzi termini il presidente nazionale dei Giovani di Confapi Angelo Bruscino e autore del libro “Il Bivio, sogni e speranze dei giovani italiani in tempo di crisi” (Mondadori), intervenendo nel dibattito lanciato dalla presidente della Commissione Bicamerale Antimafia Rosy Bindi.”La rincorsa- dichiara Bruscino- a definire il Sud geneticamente modificato dalla crisi economica ed etica da scrittori, magistrati, imprenditori, politici e statisti di ogni piccola grandezza, che si affannano a scaricare su queste terre la loro incapacità e la loro responsabilità di non aver saputo fare il proprio dovere o aver saputo svolgere il proprio compito, ormai assume quasi i contorni di un olimpiade dove vince chi riesce ad esprimere il giudizio più negativo. Certamente i problemi sono reali e la crisi ha peggiorato estremizzando tante brutture: l’ illegalità si è fatta più crudele, anche perché nelle sue fila attira sempre più giovani, che rinunciano agli studi o anche solo alla scuola dell’ obbligo abbagliati da possibilità e miraggi offerti dalla spettacolarizzazione del crimine in tutte le sue forme, il disagio portato dalla desertificazione industriale ha impoverito di competenze professionali e fatto fuggire molte delle migliori leve altrove dove le condizioni per realizzare il futuro sembrano più rosee.
Eppure il meridione non è solo questo anzi spesso è soprattutto coraggio, creatività, ingegno. Ci sono aree che in Sicilia si sono rigenerate nel tentativo di ricreare le condizioni ideali per un ritorno tech e green alla terra, ma anche nella raffinazione petrolchimica l’ isola più grande del Mediterraneo continua a far scuola, in Puglia nasce e fiorisce ogni giorno un distretto della tecnologia che stimola la nascita di Startupper e di nuove e giovani aziende.
La Campania da sola traina l’ Italia nell’ industria conserviera, in Europa eccelle nel sistema avionico e nell’ aereospazio, dalla Basilicata alla Puglia poi tutto il settore metalmeccanico riprende con forza quote di mercato e la stessa Calabria tenta la ripresa nel settore ittico e portuale, insomma non solo soprusi, non solo disgrazie, non solo paura o illegalità, ma anche speranza, lavoro, modernità che avanza nonostante la continua e colpevole mancanza dello Stato. Raccontateci perché pur conoscendo le piazze di spaccio, i siti illegali, quelli inquinati, i problemi legati al lavoro, pur professando le tante infinite ricette non riuscite a risolvere nulla, provateci prima di parlare, annunciare, sbraitare contro queste terre ed i suoi abitanti, a vivere a queste latitudini, a svegliarvi baciati dal sole quasi tutto l’ anno, a vivere circondati dall’ affetto di tanti uomini e donne perbene, provate a sorprendervi per il profumo dei limoni o del mare, provate a vivere qui dove tradizioni antiche sopravvivono e circondano anche le cose terribili che purtroppo non mancano.
Cercate, come facciamo noi ogni giorno, di trovare il sole anche dietro le nubi tempestose della burocrazia, degli spari tra la folla, dei disastri ecologici, resistete ed investite cuore e denaro qui dove serve di più, create lo sviluppo non a parole, ma con azioni concrete e quando avrete fatto tutto questo giudicateci e vi scoprirete finalmente liberi dal confine geografico che limita le vostre menti ed i vostri ragionamenti perché parlerete finalmente di Italia.
Come sottolineano il Rapporto di The European House – Ambrosetti sul Sud e le analisi della Svimez se fallisce il Mezzogiorno, fallisce il Paese. E’ urgente ripensare la “questione meridionale” per rimetterla al centro dell’agenda politica come parte di un progetto organico e sistematico, indispensabile per lo sviluppo e la crescita dell’intero Paese.
Noi non siamo certo il vostro ghetto, al contrario forse restiamo l’ unica vera porta che potete ancora aprire per entrare nel domani!”

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Al sud serve l’agricoltura

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2015

agricolturaI dati dello Svimez hanno evidenziato il collasso del Mezzogiorno italiano causato dal menefreghismo, dalla superficialità e dall’incompetenza mostrata in questi anni da Regioni ed esecutivi. Ma quel che sbalordisce di più – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è il finto stupore dei nostri politici nel commentare quanto dovrebbe essere ovvio: il Sud è stato abbandonato nel cassetto delle promesse insieme a tanti altri temi. Eppure – continua Tiso – il patrimonio enogastronimico meridionale, la sua biodiversità e la sua ricchezza paesaggistica indicano con chiarezza e senza difficoltà il percorso da seguire: quello agricolo.
Nonostante sia tutto così evidente però – continua Tiso – c’è chi ancora oggi propone ricette industriali sullo stile di quelle di Taranto; nonché quindi, se possibile, di cercare di peggiorare la situazione del Sud Italia e dei suoi abitanti.
Quel che chiediamo al governo, ed in particolare al ministro Guidi che ha appena annunciato un “Piano Marshall” per il Sud di 80 miliardi di euro, è di ragionare sulla multifunzionalità del settore agricolo e sul beneficio reciproco che il primario e il Sud potrebbero ricevere l’uno dall’altro. Almeno per una volta – conclude Tiso – vorremmo avere l’illusione che l’esecutivo stia lavorando nell’interesse degli italiani e non solo per quello di qualche interesse particolare.

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Flussi migratori nei mari del Sud

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2015

sud_est_asia700L’UNHCR accoglie con favore l’annuncio odierno dei ministri degli Esteri di Malaysia, Indonesia e Thailandia con cui si impegnano a risolvere il problema delle migliaia di rifugiati e migranti bloccati in barca nella Baia del Bengala e al largo delle coste del sud-est asiatico. Tale annuncio rappresenta un importante primo passo nella ricerca di soluzioni al problema ed è fondamentale per garantire il salvataggio di vite umane.Ora è necessario che queste persone vengano fatte sbarcare con la massima urgenza e senza indugi e che vengano garantiti assistenza medica e pronto soccorso per tutti coloro che ne hanno bisogno. Ci auguriamo che tali interventi vengano portati avanti senza alcun ritardo. L’Agenzia concorda con i Ministri sulla necessità di ulteriori interventi in futuro, mirati, tra le altre cose, ad affrontate le cause profonde di questo fenomeno. Sarà necessario tenere adeguatamente conto delle esigenze delle persone bisognose di protezione internazionale. Come in altre regioni del mondo, al centro di grandi flussi migratori via mare, i paesi della regione dovranno lavorare insieme per affrontare il problema in maniera significativa ed efficace.
L’UNHCR stesso è disponibile a lavorare con i paesi della regione per trovare soluzioni alla grave situazione in cui versano queste persone. Tali soluzioni potrebbero includere anche il rimpatrio volontario delle persone nei loro paesi d’origine, non appena le condizioni lo consentiranno.

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Cancro al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 5 ottobre 2014

Natali CANCRO acrilico su tela lavorata a mano 100x100In Italia sono operanti 40 registri tumori generali e 5 specializzati (per neoplasia o fascia d’età). Ma se al Nord il 68% della popolazione è coperto da un sistema di registrazione, al Centro (27%) e al Sud (45%) la situazione è ben diversa, a causa di lacune o problematiche strutturali che hanno impedito il corretto funzionamento di questo importante strumento di monitoraggio. Ecco quindi che l’avvio del registro tumori nella Regione Campania va a colmare un vuoto importante nella gestione della patologia oncologica nel Meridione, sia dal punto di vista degli specialisti e degli operatori del settore, sia da quello dei pazienti. Se ne parla questa mattina in occasione del Convegno Nazionale “Il registro tumori della Campania, tra numeri e strategie di intervento”, promosso dalla V Commissione Sanità e Sicurezza Sociale della Regione e reso possibile da un educational grant di Roche. “È il raggiungimento di un risultato storico – dichiara l’on Michele Schiano di Visconti, Presidente della Commissione –. Finalmente, dopo i numerosi tentativi andati a vuoto nel corso delle passate legislature, abbiamo dotato la nostra regione di un fondamentale strumento di monitoraggio oncologico. Il registro tumori consente di ottimizzare il coordinamento di tutte le attività messe in campo per attuare la prevenzione oncologica, soprattutto sul fronte che riguarda l’incidenza dei fattori ambientali sullo sviluppo delle differenti tipologie di tumori”. Le informazioni raccolte includono dati anagrafici e sanitari essenziali per lo studio dei percorsi diagnostico-terapeutici, la ricerca sulle cause del cancro, la valutazione dei trattamenti più efficaci, la progettazione di interventi di prevenzione e la programmazione delle spese sanitarie. “Fino ad oggi la mancanza di un Registro regionale ha sicuramente impedito una programmazione unitaria degli interventi di contrasto da parte del nostro sistema sanitario – aggiunge Schiano di Visconti –. Ma siamo certi che le eccellenze sanitarie campane, ben rappresentate oggi, apprezzeranno l’istituzione di una struttura volta a razionalizzare il più possibile il loro lavoro di ricerca, monitoraggio e prevenzione”. In quest’ottica sarà importante la collaborazione con tutti gli operatori (medici di medicina generale, ASL, Aziende Ospedaliere, enti territoriali, istituzioni) della Sanità regionale. “La collaborazione tra i differenti operatori e le diverse strutture sanitarie è di fondamentale importanza. Anzi, è sicuramente l’anima del buon funzionamento del Registro tumori – sottolinea l’on. Schiano di Visconti – Parliamo di uno strumento di raccolta ed elaborazione dati finalizzata al coordinamento di tutte le forze e le professionalità già in campo nella lotta ai tumori, dal campo della ricerca a quello della cura”. Ma i numeri possono essere importanti anche per incrementare i messaggi e le campagne sull’importanza della prevenzione. “È da sempre la miglior strada perseguibile in ambito sanitario, perché garantisce una migliore qualità di vita al cittadino e quindi la conseguenza economica non può che essere positiva nel medio lungo periodo – afferma il prof. Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il cancro –. I numeri, i dati, sono fondamentali per dare anzitutto la reale dimensione del problema da affrontare. Inoltre, il confronto delle rilevazioni, nel lungo e medio termine, permette di verificare se i piani di prevenzione applicati stiano sortendo un buon esito”.
Anche la presenza delle reti oncologiche regionali è importante per stabilire parametri condivisi che permettano oltre che il funzionamento, anche il monitoraggio dell’offerta socio-assistenziale. “Sicuramente, questo è uno dei tanti vantaggi del buon funzionamento del Registro Tumori – conclude Schiano di Visconti –: andare a generare una sana competizione tra le forze in campo affinché l’offerta socio-assistenziale possa migliorare continuamente. In questo la Regione Campania non ha nulla da invidiare alle altre regione italiane, è solo provata dal dissesto finanziario lasciatoci in eredità dalle precedenti legislature, ma che grazie alla nostra azione è stato pienamente risanato”.

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Elezioni europee. Un euro del Sud?

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 maggio 2014

EuropeDa piu’ parti si propone di istituire un euro del Nord Europa e uno del Sud Europa. Due economie diverse e, quindi, due monete diverse, si sostiene. Questo risolverebbe i noti problemi che hanno afflitto, e affliggono, i Paesi mediterranei? A nostro parere no. Vediamo.
In pratica l’Italia, insieme al altri Paesi, dovrebbe sganciarsi dall’euro attuale, o dal suo valore, per avere un euro piu’ “debole”, capace di favorire le esportazioni e stimolare le imprese. Cosa succederebbe? Che i risparmiatori farebbero la fila davanti alle banche per ritirare i propri risparmi e investirli nei Paesi ad economia piu’ solida. Le banche, per acquisire liquidita’ dovrebbero ricorrere al mercato o dichiarare fallimento. Le imprese seguirebbero la sorte delle banche. Si creerebbe una situazione simile a quella dell’uscita dall’euro. L’Italia, inoltre, farebbe da capofila, rispetto alle altre economie piu’ deboli, assumendo anche il peso di maggiori oneri finanziari per sostenere le altre economie e mettendo a repentaglio la propria. La soluzione la dobbiamo trovare noi stessi, trasformando questo Paese sclerotizzato da infiniti lacciuoli, pubblici e privati, da corporazioni, sindacati e partiti, in uno Stato e una societa’ efficienti ed efficaci. Conviene a costoro, cioe’ a buona parte dei cittadini? No, purtroppo.

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Voci del Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2013

E’ partito il conto alla rovescia per l’inizio di “Voci dal Sud – Summer Festival” (8 – 11 agosto Sant’Arsenio (Sa) e San Pietro al Tanagro (Sa) ) uno degli eventi più attesi dell’estate italiana, di certo uno dei più importanti festival del Sud-Italia, giunto ormai alla sua ottava edizione, organizzato dall’omonima associazione per la direzione artistica di Giuseppe Macchia in collaborazione con Arealive, patrocinato dal comune di Sant’Arsenio e sponsorizzato dell’associazione giovani Banco di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e Laurino.
Tantissime novità per questa edizione che per la prima volta propone attività di rafting e trekking in parternariato con il festival, una programmazione teatrale e diventa itinerante. Una formidabile quattro giorni che coinvolgerà l’intera cittadina di Sant’Arsenio (Sa), ma anche tantissimi giovani da ogni regione italiana, in un caleidoscopio di eventi a 360 gradi. Attesissimi Fabri Fibra special guest Clementino il 9 agosto con l’unica data estiva in Campania, gli Asian Dub Fundation, Meg, Almamegretta, Jovine e Vinicio Capossela che per la prima volta in terre campane presenta la Banda della Posta.
2 palchi montati per big ed emergenti, 1 teatro per 4 giorni con la programmazione di Egidio Carbone e il suo laboratorio teatrale, 3 mostre fotografiche e 4 momenti di riflessione con Meet&Eat a cura di Francesca Curto. Quest’anno ospite domenica 11, il vice presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella (piazza Domenico Pica ore 16,30) che discuterà di occupazione giovanile e delle difficoltà che le piccole realtà incontrano per entrare in Europa, insieme a Michele Albanese direttore della Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e Laurino, e il sindaco di Sant’Arsenio Nicola Pica. A chiudere l’incontro, la degustazione enogastronomica dei Prodotti Caseari latteria Tripaldi (Pt) che confezionerà mozzarelle dal vivo e dei vini della Cantina di Sant’Arsenio f.lli Pica. L’8 agosto sarà la volta del maestro Antonio Cava ed il suo “bibliotecarro” (piazza Domenico Pica ore 18,30 – alle 16,30 giro in paese) una preziosa testimonianza di social innovation che sta facendo il giro dell’intera nazione: aperitivo a cura dell’agriturismo Bue Boschi di Caggiano (Sa) e merenda per i più piccoli con il latte fresco Campolongo (Sa) e prodotti dolciari. Il 9 agosto si parla di sociale con i progetti della Cooperativa Pegasus (ore 18,30 piazza Domenico Pica), degustazione a cura dell’agriturismo Erbanito di San Rufo; spazio alla letteratura il 10 agosto (ore 18,30 piazza Domenico Pica) con “Derive e Approdi” una raccolta degli appunti di viaggio di Luciano Zaami tra il 1998 ed il 2009 edita dalla casa editrice Orientexpress.
Ogni appuntamento “Meet and Eat” è inoltre chiuso da “Leggendo tra le righe” uno spazio dedicato a giovani sognatori che hanno fatto delle proprie passioni e delle proprie idee il loro progetto di vita. Ospiti dell’edizione 2013: il cantautore Tommaso Primo, l’innovatore Roberto Esposito (DeRev), la giovane scrittrice Alice Pugliese.(Caterina Piscitelli)

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Manovra: il problema è il Sud

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

«Il Nord non è il problema dell’Italia, lo sono i debiti enormi accumulati dal Sud» parte da questo assunto l’analisi del Presidente della provincia di Varese, Dario Galli, nell’intervista sul numero di dicembre de “il Varesino”.
Al governo Monti non concede fiducia piena: «Se si procederà con la riforma federale, noi ci saremo. Se si opererà realmente per tagliare i costi della politica, noi ci saremo. Ma se il federalismo dovesse essere accantonato o le pensioni dovessero essere intaccate allora noi pronunceremo un no forte e chiaro».
Con la riapertura del parlamento Padano la Lega continuerà a «difendere a spada tratta il territorio» perché «Noi non abbiamo responsabilità nel disastro dell’Italia. Non vogliamo fare la fine del pollo di Trilussa».
E sulla situazione di Varese si mostra fiducioso, pur auspicando una riforma del lavoro non più rinviabile: «I dati di Unioncamere (la produzione cresce del 5,3%) sono positivi ormai da anni. È vero, perdono le aziende grandi ma l’occupazione regge e crescono le imprese medio-piccole. Siamo i primi in Lombardia in tema di produttività e questo è indice di estrema vitalità. Certo, casi come quello della Whirlpool sono orribili soprattutto considerando l’enorme indotto che alimentano. La politica deve intervenire, rivedere la legislazione del lavoro. Limitare i freni e gli ostacoli. Lavorare sul costo del lavoro, sulla burocrazia collegata e sulla tassazione per impedire che gli investimenti scappino altrove. Si tratta di una riforma non più rinviabile anche perché noi abbiamo la concorrenza della Svizzera dove è molto più facile fare impresa».

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L’impegno del governo per il Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Southern Italy

Image by Feuillu via Flickr

“Accogliamo con favore le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio riguardo all’impegno del Governo per il Sud” lo dichiara l’on. Americo Porfidia di Noi Sud. “Nel discorso del Premier si comprende come il Governo abbia recepito i ripetuti appelli di Noi Sud al fine di porre la questione del Meridione quale asse centrale dei lavori di Governo. Se questi sono gli obiettivi Noi Sud non mancherà di sostenere con forza la maggioranza sino a fine legislatura. Il Piano per il Sud è questione fondamentale non solo per la situazione meridionale, ma per un rilancio complessivo del paese Italia. La divisione tra nord e sud è inaccettabile sotto diversi punti di vista, in particolare sul piano del lavoro e dell’occupazione. Il Sud rappresenta un’occasione per tutto il paese, un enorme bacino di potenzialità ancora poco espresse. Noi crediamo – conclude Porfidia – che il rilancio del Sud possa rappresentare la vera ed autentica svolta positiva per tutto il paese, e Noi Sud darà il suo contributo affinchè si realizzi in tutti i suoi aspetti”

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Libro “il nostro sud” a palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Ariccia 22 dicembre alle 17,30 presso Palazzo Chigi verrà ampiamente discusso il tema del libro con il Vescovo Mons. Giancarlo Bregantini, attuale presidente della Commissione Episcopale per i Problemi Sociali e il Lavoro, già vescovo nella Locride.  Il nome Bregantini è davvero sinonimo di vescovo antimafia, reso inoffensivo con lo spostamento dalla Locride? In realtà, il presule è molto più del consunto stereotipo. Nel libro-intervista argomenta con la consueta freschezza le sue chiare ed evangelicamente ben fondate posizioni sui temi più scottanti. Il libro intervista edito da Città Nuova “Il nostro Sud in un Paese (reciprocamente) solidale” di mons. Bregantini che verrà presentato pone al centro i temi del federalismo fiscale e unità d’Italia, Vescovi e Sud, Lega Nord e Mezzogiorno, donne e ’ndrangheta, Fiat e sindacati, grande centro e politici cattolici, Chiesa e lavoro. Paolo Loriga condurrà il dibattito con il vescovo ed il pubblico che si precede numeroso.  presenti oltre a Paolo Loriga caporedattore di Città Nuova e coautore del libro, Salvatore Cantone, presidente dell’associazione Antiracket “Pomigliano per La Legalità – Domenico Noviello”, e altre personalità del mondo imprenditoriale, sindacale e formativo. L’ingresso è aperto a tutti i cittadini.

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La viabilità nel Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2010

Morano Calabro (Cs) Ci scrive Giuseppe Di Luca, responsabile del settore giovanile: “Da ormai parecchi mesi perdura, presso le nostre ormai martoriate contrade, un grosso problema di viabilità, problema anni fa  risolto con il completo rifacimento del manto stradale per merito dell’allora amministrazione De Bartolo. Ad oggi purtroppo a seguito dei lavori per la creazione della rete idrica e fognaria del campo base del cantiere autostradale, questa spiacevole situazione, che arreca problemi sia alla cittadinanza che ai turisti che giungono  presso le strutture ristorative situate in zona, si è ripresentata. Durante gli scavi si sono più volte verificate rotture della rete idrica comunale, con conseguenti disagi: a breve termine per l’interruzione della fornitura  della idrica, ed a lungo termine a causa della presenza di pietre e fango nelle tubazioni, che giungendo nelle abitazioni hanno causato non pochi danni. Ma il danno persistente come già anticipato riguarda il manto stradale, in quanto dopo alcuni mesi dalla fine dei  lavori non è stato ancora ripristinato, ed oggi con le abbondanti piogge autunnali  le strade sono state inondante per centinaia di metri da fango e detriti, creando delle voragini enormi. Qualche cittadino di buona volontà, visto il totale immobilismo amministrativo che alberga da ormai due anni a Morano, ha provato a rimediare per quanto possibile, ma chiaramente  ciò non basta poiché la cosa si ripete ogni qualvolta piove. Ritengo che un amministrazione comunale debba adempiere ai propri compiti che comprendono la supervisione ai lavori che interessano il proprio territorio e l’eventuale intervento ,quando, come in questo caso, la ditta appaltatrice dei lavori ha pensato bene di non completarli, con notevole risparmio, considerando che non esiste nessun tipo di controllo. Pertanto a titolo personale e per nome di tutti i residenti, chiedo a codesta amministrazione di prendere in considerazione la problematica e risolverla in tempi utili (l’inverno è alle porte), possibilmente non  come il caso delle buche, per le quali l’amministrazione ha “risolto” il problema, facendo installare dei cartelli di “pericolo buche”. Questa soluzione sembra una presa per i fondelli vera e propria, dato che invece in campagna elettorale aveva promesso il rifacimento di un Km di manto stradale all’anno, ed in merito al quale lo scetticismo sembrava eresia, purtroppo però risponde a verità.

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