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SUJATA MASSEY, La pietra lunare di Satapur

Posted by fidest press agency su martedì, 8 ottobre 2019

India, 1922. È appena finita la stagione delle piogge a Satapur, un minuscolo stato fra i monti del Sahyadri non più largo di un centinaio di chilometri. Circondato da una lussuriosa vegetazione, il palazzo di Satapur ambisce a essere un luogo paradisiaco, ma da qualche tempo una strana maledizione sembra gravare sulla famiglia reale: sua maestà Mahendra Rao è morto di colera poco prima che suo figlio, il principe Pratap Rao, venisse ferito mortalmente nel bel mezzo di una battuta di caccia con lo zio e altri dignitari di palazzo. L’ultimo erede maschio ancora in vita, il maharaja Jiva Rao, ha solo dieci anni, motivo per cui le decisioni di stato vengono prese dal primo ministro e da un agente politico britannico, Colin Wythe Sandringham, responsabile del benessere dei figli del defunto maharaja e della sua vedova.
Mr Sandringham si trova però dinnanzi a un problema di non poco conto: da qualche tempo è sorto un forte contrasto fra le due maharani, la regina vedova e la suocera, in merito all’istruzione del giovane principe. Una faccenda risolvibile con una semplice visita, se non fosse che il purdah, l’isolamento osservato dalle maharani, glielo impedisce. Dal momento che le purdahnashin non parlano con gli uomini, Mr Sandringham si vede costretto a rivolgersi all’unica persona in grado di aiutarlo: Perveen Mistry, la prima donna avvocato di Bombay.
Un anno prima, Perveen si è distinta sgrovigliando un caso simile a Malabar Hill. Ora è determinata a portare la pace nella casa reale, ma non passerà troppo tempo prima che la giovane si renda conto di essere finita in una trappola: il palazzo di Satapur è infatti un luogo insidioso, in cui vanno in scena sanguinosi giochi di potere e dove si consumano atroci vendette causate da antichi risentimenti. Chi c’è realmente dietro la misteriosa maledizione che grava sul palazzo? E come potrà, Perveen, proteggere il principe ereditario?
Secondo e attesissimo capitolo della saga Le inchiestre di Perveen Mistry, La pietra lunare di Satapur è un nuovo, avvincente giallo con protagonista Perveen Mistry, l’impavida eroina che si batte per la verità e i diritti delle donne.
Traduzione dall’inglese di Laura Prandino Euro 18,00 384 pagine. Neri Pozza editore.
Sujata Massey è nata in Inghilterra da madre tedesca e padre indiano. Cresciuta negli Stati Uniti, ha studiato scrittura alla Johns Hopkins University, ed è stata reporter per il Baltimore Evening Sun. Dopo aver soggiornato a lungo a Tokyo, ha scritto The Salaryman’s Wife, il primo libro della serie mystery di Rei Shimura che le è valso, tra gli altri, l’Agatha Award, l’Edgar Award e la pubblicazione in 18 paesi. Con Neri Pozza ha pubblicato L’amante di Calcutta. Vive a Washington con la famiglia.

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SUJATA MASSEY: La pietra lunare di Satapur

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

La trama: India, 1922: è la stagione delle piogge nelle lussureggianti e remote montagne Sahyadri, dove si trova il principesco stato del Satapur. Una maledizione sembra tuttavia essere caduta sulla famiglia reale: il maharaja è deceduto a seguito di un’improvvisa malattia poco prima che suo figlio venisse ferito mortalmente in un tragico incidente di caccia. Lo stato è ora governato da un agente del Raj britannico per conto delle due maharani di Satapur, la regina vedova e sua nuora.
Le signore reali si trovano però in disaccordo sull’educazione del giovane principe ereditario e ritengono necessari i consigli di un avvocato. Le maharani vivono in Purdah, ovvero in rigoroso isolamento, e non possono avere contatti con gli uomini. Solo una persona può aiutarle: Perveen Mistry, l’unica donna avvocato di Bombay. Perveen è determinata a portare la pace nella casa reale, ma non passerà troppo tempo prima che la giovane si renda conto di essere finita in una trappola: il palazzo di Satapur è un luogo insidioso, in cui vanno in scena sanguinosi giochi di potere e dove si consumano atroci vendette causate da antichi risentimenti. Chi c’è realmente dietro la misteriosa maledizione che grava sul palazzo? E come potrà, Perveen, proteggere il principe ereditario? Traduzione dall’inglese di Laura Prandino Euro 18,00 384 pagine
SUJATA MASSEY è nata in Inghilterra da madre tedesca e padre indiano. Cresciuta negli Stati Uniti, ha studiato scrittura alla Johns Hopkins University, ed è stata reporter per il Baltimore Evening Sun. Dopo aver soggiornato a lungo a Tokyo, ha scritto The Salaryman’s Wife, il primo libro della serie mystery di Rei Shimura che le è valso, tra gli altri, l’Agatha Award, l’Edgar Award e la pubblicazione in 18 paesi. Con Neri Pozza ha pubblicato L’amante di Calcutta e Le vedove di Malabar Hill (2018). Vive a Washington con la famiglia. Neri Pozza editore.

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Libro: Sujata Massey – Le vedove di Malabar Hill

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Bombay, 1921. Figlia di una rispettabile famiglia parsi, Perveen Mistry è da poco entrata a far parte dello studio legale del padre, situato in un elegante edificio nel quartiere del Fort, l’insediamento originario di Bombay. Laureata in legge a Oxford, oltre alle funzioni di procuratore legale, la giovane donna svolge anche quelle di segretaria, traduttrice e contabile. Ma non può certo lamentarsi: nessun altro studio legale in città sarebbe disposto ad assumere un’avvocatessa. Incaricata dal padre di eseguire il testamento di Mr Omar Farid, un ricco musulmano che ha lasciato tre vedove, Perveen si trova al cospetto di tre purdahnashin, donne che non parlano con gli uomini e vivono in isolamento, musulmane ricche e in clausura che potrebbero rappresentare un’eccellente opportunità da un punto di vista professionale. Sfogliando, tuttavia, il carteggio relativo all’eredità, qualcosa di strano salta agli occhi dell’avvocatessa: in una lettera scritta in inglese, Faisal Mukri, amministratore dei beni della famiglia Farid, comunica che, su espressa richiesta delle tre donne, la rendita che, secondo le disposizioni patrimoniali, spetterebbe a ognuna di loro, va devoluta al wakf, un fondo di beneficienza. Una richiesta davvero singolare, considerato che le tre purdahnashin rinuncerebbero in tal modo ai loro unici mezzi di sostentamento dopo la morte del loro marito; una richiesta, inoltre, che due delle firme apposte alla lettera, pressoché identiche, rendono a dir poco sospetta.Convinta che le tre vedove stiano subendo il raggiro di un uomo senza scrupoli, Perveen si reca a casa Farid per appurare la veridicità di quel documento. Giunta però nella ricca dimora del defunto Mr Farid, si imbatte nel corpo senza vita di Faisal Mukri. Dalla gola dell’amministratore sporge un coltello argenteo e il sangue inonda la nuca e il collo. Che anche le tre purdahnashin siano in pericolo di vita? Ispirato alle prime avvocatesse indiane: Cornelia Sorabji, prima donna a frequentare legge a Oxford nel 1892, e Mithan Tata Lam, prima donna ammessa al foro di Bombay nel 1923, il personaggio di Perveen Mistry annuncia l’entrata in scena di una nuova, formidabile investigatrice e il felice debutto di una serie ambientata nella Bombay degli anni Venti, una metropoli abbagliante in cui suoni, odori e colori di mille comunità danno vita a un luogo dall’anima unica e irripetibile. (fonte: Neri Pozza editore)

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