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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Posts Tagged ‘supermercati’

Covid, i controlli dei Nas nei supermercati confermano le denunce USB

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

È di lunedì mattina la notizia che a seguito dei blitz dei Carabinieri dei NAS in vari supermercati del territorio italiano, molti tamponi Covid effettuati sulle superfici (banco gastronomia, carrelli e pos), hanno dato esito positivo.Il 18 % dei supermercati ispezionati ha presentato irregolarità, parte delle quali dovute alla mancata igienizzazione e sanificazione dei locali e delle attrezzature di uso comune, alla mancanza o al malfunzionamento dei dispenser di gel disinfettante, alla carenza di misure per il contenimento del virus.A seguito dei rilevamenti su Gubbio e Terni è stata disposta la sanificazione delle attività ed il tampone a tutto il personale. Sono state individuate positività al Covid-19 in supermercati di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania e nelle province di Parma, Perugia e Cagliari. Per 12 punti vendita è stata predisposta la sospensione delle attività a causa di gravi carenze igienico–sanitarie.Quanto da USB denunciato più volte si è rilevato del tutto rispondente alla realtà. In più riprese abbiamo denunciato che in molti punti vendita di tutto il territorio nazionale si riscontravano misure di sicurezza anti-Covid pro forma, sanificazioni inesistenti, assenza di adeguati dispositivi di protezione individuale sono state più volte evidenziati dall’Organizzazione Sindacale. Alcune aziende della Grande Distribuzione Organizzata hanno anche tentato di nascondere la presenza di casi di positivi fra i dipendenti, mettendo così palesemente a rischio la salute di lavoratori e di clienti.Nonostante tutto questo, gli operatori dei supermercati sono stati esclusi dalla campagna vaccinale dedicata alle categorie lavorative a rischio.USB chiede ora alle autorità competenti di vigilare sullo stato dell’arte delle misure di prevenzione e di predisporre subito la vaccinazione per le lavoratrici e i lavoratori dei supermercati e di tutte quelle attività commerciali a forte rischio di contagio.Non per favore ma per diritto.

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Indagine prezzi supermercati

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Fare la spesa può sembrare un’operazione semplice, ma adottare le giuste accortezze e seguire poche e semplici dritte può aiutare a salvaguardare il portafoglio e a diminuire gli sprechi. Secondo i dati Istat, le famiglie italiane destinano in media 6.570 euro all’anno alla spesa, ma cambiare le proprie abitudini è un’ottima strategia per alleggerire il carrello e arrivare a risparmiare anche più di 1.700 euro ogni anno. Altroconsumo fornisce le indicazioni per aiutare i consumatori a risparmiare sui prodotti alimentari e di uso quotidiano, grazie alla sua annuale inchiesta sui supermercati che identifica le insegne più convenienti per fare la spesa e che quest’anno si arricchisce anche della classifica dedicata ai prodotti bio.Per realizzare un’analisi completa e sempre più approfondita, quest’anno Altroconsumo ha effettuato il monitoraggio dei prezzi lungo l’intero anno, considerando tutto l’assortimento di ogni catena nelle 1.813 categorie comprese nell’indagine: alimenti, prodotti per la cura della casa e della persona e cibo per animali. L’indagine ha coinvolto 1.869 ipermercati e supermercati e 194 discount su tutto il territorio nazionale.Considerando un paniere composto da tutti i prodotti in assortimento, tra i supermercati e ipermercati si aggiudica il primo posto Famila, mentre tra i discount si classifica in prima posizione Aldi, seguito da Eurospin ed MD. Altroconsumo ha quindi valutato la convenienza in base alla diversa composizione della spesa degli italiani, immaginando una “spesa tipo” in base all’acquisto di prodotti di marca, prodotti a marchio commerciale e prodotti economici. Quest’anno si inserisce, inoltre, anche la classifica dedicata agli alimentari biologici. Considerando la spesa composta da prodotti di marca, il supermercato più conveniente risulta essere Ipercoop, a pari merito con Esselunga Superstore. Per quanto riguarda la spesa di prodotti a marchio commerciale, troviamo al primo posto per convenienza Dok, diffusa specialmente al sud Italia, e al secondo posto i diversi punti vendita con insegna Conad. Passando alla spesa di prodotti economici, si classificano in prima posizione 4 catene ex aequo: Aldi ed Eurospin, per il secondo anno di fila, insieme a MD e Penny Market. Infine, arriviamo alla nuova classifica dell’indagine che analizza gli store in relazione alla spesa di prodotti bio. Al primo posto troviamo Dok, seguita dal gruppo Famila insieme a Todis.L’analisi di Altroconsumo evidenzia una forte oscillazione dei prezzi fra un punto vendita e un altro, pari fino al 340% per lo stesso prodotto in diversi punti vendita. Ad esempio, il prodotto con le più ampie oscillazioni di prezzo è lo yogurt alla frutta Yomo, al gusto fragola (risultati molto simili per quello agli agrumi di Sicilia). Il prezzo minimo rilevato è pari a 2,28 euro al chilo presso Ipercoop a Venezia mentre quello più alto risulta 10 euro al chilo presso Carrefour a Bologna, molto simile da Iper a Milano a 9,96 euro al chilo.Al contrario, il prodotto il cui prezzo è risultato particolarmente stabile con una maggiore concentrazione intorno a un certo valore, come lo scorso anno, è la confezione di Nutella da 600 gr e 630 gr: nonostante si trovino delle eccezioni con prezzi particolarmente vantaggiosi o alti, l’86% dei prezzi rilevati si attesta tra i 7,50 euro e 8,50 euro al chilo.I prezzi della grande distribuzione hanno subito particolari variazioni durante il periodo del lockdown, pari quasi al 4-5% con punte del 9% per i detergenti. Altroconsumo si è impegnata a monitorare e segnalare costantemente gli aumenti di prezzo durante questa fase critica, e oggi i rincari sui prodotti sono rientrati quasi del tutto, fanno, infatti, eccezione esclusivamente quelli di frutta e verdura.
Grazie a una specifica rilevazione sui prodotti di marca in 693 iper e super, effettuata tra giugno e luglio 2020, Altroconsumo ha analizzato i livelli di risparmio sulla spesa in base alla zona geografica. La città in cui si riscontra la maggiore convenienza è Milano, dove i cittadini possono risparmiare fino a 1.769 euro. Parlando di punti vendita, invece, lo store più economico è Conad City Spesa Facile a Pordenone, città in cui si riesce ad ottenere un risparmio pari a circa a 1.100 euro.Ponendo l’attenzione sui territori in cui si trovano i supermercati più convenienti, emerge che a determinare il livello di risparmio è il maggiore grado di concorrenza. Per questo motivo, risulta che nelle città meridionali, dove la concentrazione di insegne è più bassa, le possibilità di risparmio diminuiscono drasticamente: bisogna, infatti, arrivare alla 18sima posizione della classifica prima di trovare una città del Sud, Napoli. Come evidenziato dall’analisi, in città in cui c’è meno concorrenza, come Lecce o Taranto, si può arrivare ad un risparmio annuo di massimo 300 euro.

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I supermercati campani sostengono i giovani talenti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Se lo Stato taglia i contributi alle principali espressioni artistiche nazionali le imprese private proseguono a sostenere i giovani talenti. Il Gruppo Colonial Sud, attivo nella distribuzione organizzata, sponsorizza il saggio di fine anno accademico di una promettente scuola di danza della provincia di Napoli.  Alla fine del suo percorso annuale di studi la scuola “Free Dance Club”, con sede ad Arzano, ha presentato ieri sera, in una grande performance coreografica e scenografica, l’evoluzione della disciplina nel corso della Storia. Oltre 80 studenti, coordinati dal maestro Fabio Ghidelli, si sono esibiti per tre ore catturando l’attenzione del numeroso pubblico presente. “La danza genera una piacevole armonia sia nei ballerini che tra noi spettatori, allo stesso modo delle altre forme artistiche. E’ necessario sostenere gli sforzi di queste associazioni che spingono a riconoscere il bello ed a praticarlo per offrire ai giovani delle valide alternative di modelli di vita. Siamo da sempre attenti allo sviluppo del territorio e dei suoi talenti, in qualsiasi ambito essi siano, per incentivare sani percorsi di vita” dichiara Luigi Errichiello, l’amministratore unico di Colonial Sud S.p.A.  Il Gruppo Colonial Sud ha una rete di 193 supermercati – diretti ed affiliati – in Campania e nel basso Lazio. Con oltre 12mila referenze trattate nel 2009 ha generato un volume d’affari superiore a 136 milioni di euro. Quattro sono le sue insegne rivolte al consumatore finale, Marketpiù, Maxipiù, Iperpiù e Bolle&più. Agli operatori del settore sono invece diretti i cash&carry con insegna Colonial Sud Cashpiù e i Ce.Di, centri di distribuzione.  Marketpiù sono i negozi di vicinato, Maxipiù i supermercati rionali, Iperpiù gli ipermercati e Bolle&più i negozi specializzati nei detergenti, casalinghi e profumeria.  Da tre mesi Colonial Sud è socia di Interdis, il consorzio che raggruppa le imprese attive nella distribuzione organizzata di tutta Italia e grazie ad alleanze con Conad partecipa assieme a Rewe alla seconda centrale d’acquisto nazionale, Sicon.

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Supermercati campani

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Con i suoi 193 punti vendita Colonial Sud entra nel Consorzio Interdis. Costruita nel lontano 1964 da Anna Barretta, un’imprenditrice molto sensibile ai problemi locali, Colonial Sud è presente soprattutto in Campania con quattro insegne dedicate al mercato al dettaglio e due rivolte esclusivamente all’ingrosso. Interdis è il consorzio che raggruppa le imprese attive nella distribuzione organizzata di tutta Italia e grazie ad alleanze con Conad partecipa assieme a Rewe alla seconda centrale d’acquisto nazionale, Sicon. Colonial Sud, rispetto ai suoi concorrenti, si caratterizza per la valorizzazione del punto vendita di vicinato ad insegna Marketpiù, per la centralità del consumatore attraverso lo sviluppo di assortimenti mirati e delle carte fedeltà, per gli elevati investimenti in marketing e comunicazione e per un forte impegno sociale e di sponsorizzazioni. Interdis è uno dei network distributivi più innovativi nell’ambito della Grande Distribuzione Organizzata italiana. I soci sono 29 imprese della distribuzione attive sia nel canale al dettaglio che in quello all’ingrosso con 2.714 punti vendita distribuiti in 17 regioni italiane. Il fatturato realizzato nel 2009 è stato pari a 5.492 milioni di euro.
Il Gruppo Colonial Sud, attivo nella distribuzione organizzata sin dal 1964, ha attualmente una rete di 193 supermercati – diretti ed affiliati – in Campania e nel basso Lazio. Con oltre 12mila referenze trattate nel 2009 ha generato un volume d’affari superiore a 136 milioni di euro. Quattro sono le sue insegne rivolte al consumatore finale, Marketpiù, Maxipiù, Iperpiù e Bolle&più. Agli operatori del settore sono diretti i cash&carry con insegna Colonial Sud Cashpiù e i Ce.Di – centri di distribuzione -. Marketpiù sono i negozi di vicinato, Maxipiù i supermercati rionali, Iperpiù gli ipermercati e Bolle&più i negozi specializzati nei detergenti, casalinghi e profumeria. La sede principale è ad Arzano, in provincia di Napoli.

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Spesa al supermercato batte negozio e mercatini

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2009

Per la spesa alimentare gli italiani si affidano soprattutto al supermercato, ma il negozio tradizionale batte il farmer market: emerge da un’indagine Nomisma-Demetra eseguita conto di Fedagri-Confcooperative. Al primo posto per gli acquisti ci sono i supermercati (frequentati dal 62% degli italiani), seguiti dagli ipermercati (31%) e dai discount (10%). Il negozio di vicinato è la meta preferita per il 16% di chi fa la spesa; su valori analoghi la scelta per gli acquisti ai mercatini rionali (11%). I farmer market (o mercati contadini) e l’azienda agricola, infine, sono stati indicati come uno dei luoghi di acquisto dei prodotti alimentari dal 4% degli intervistati.«Se è vero che gli acquisti in filiera corta sono in aumento – commenta Franco Bosio presidente di Confcooperative Fvg -, è altrettanto vero che essi rappresentano ancora una fetta esigua dei consumi alimentari degli italiani. Di conseguenza, per la cooperazione agricola che fa volumi, i supermercati e l’internazionalizzazione continuano a rappresentare soluzioni commerciali importanti e decisive».«I punti cooperativi di vendita diretta in Friuli Venezia Giulia, sono una novantina (2mila in Italia) – sottolinea Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Stiamo investendo per promuoverli e farli conoscere, razionalizzare la rete e crearne di nuovi poiché la formula cooperativa è una filiera corta dalla quale, perlatro, passa già il 16% del venduto. Ma siamo convinti, allo stesso tempo, che sia sempre più necessario stringere patti più stretti con la grande distribuzione organizzata e tentare con convinzione la conquista di nuovi mercati esteri».

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Banco alimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

28 novembre si svolgerà in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere – Opere Sociali. In quell’occasione sarà possibile aiutare concretamente i poveri del nostro Paese. Secondo un’indagine realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà sono più di 3 milioni in Italia le persone che faticano ad acquistare cibo a sufficienza.  In oltre 140 supermercati della città e provincia di Bologna più di 2.000 volontari inviteranno le persone a donare alimenti non deperibili (preferibilmente olio, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola). Quest’anno anche il Sindaco di Bologna Flavio Delbono e l’Assessore al Volontariato, Luisa Lazzaroni parteciperanno alla Giornata donando la propria spesa.   I prodotti raccolti saranno poi distribuiti a circa 28.000 indigenti attraverso l’attività quotidiana di 217 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.).   In occasione della “Colletta Alimentare” del 2008 oltre 5 milioni di italiani hanno donato 8.970 tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 27.000.000 di euro. L’obiettivo di questa edizione della Colletta è  quello di sensibilizzare ancora di più le persone a questo gesto di carità e alla condivisione dei bisogni di chi è in difficoltà.   La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini e la Società San Vincenzo De Paoli, e gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio del Segretariato Sociale della Rai e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Per informazioni http://www.bancoalimentare.it.

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Ce.di. marche entra in Selex

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2009

La società Ce.Di. Marche di Camerata Picena (An) da gennaio 2010 entrerà  a far parte del Gruppo Selex, portando così a 24 il numero delle sue Imprese Associate. Ce.Di. Marche è una delle realtà più importanti nel panorama distributivo della regione Marche con un volume d’affari al dettaglio di 250 milioni di euro nel 2009, 120 punti di vendita e un centro di distribuzione di 28.000 mq ubicato a Camerata Picena.  Occupa oltre 1.200 addetti. Il gruppo opera con l’insegna “Sì – con te” declinata nei differenti formati di vendita (Superstore, Supermercati e Market). Per il 2010, ha pianificato l’apertura di 4 nuovi supermercati, per 5.400 mq di superficie di vendita. L’ingresso di Ce.Di. Marche è coerente con la politica di sviluppo di Selex, da sempre favorevole all’ampliamento della compagine sociale a medie Imprese indipendenti dinamiche e dalla consolidata esperienza, con strategie e valori in linea con quelli del Gruppo. «Con questa operazione – dichiara il Cav.Giovanni Pomarico, Presidente di Selex – il nostro Gruppo rafforza la sua presenza nelle regioni del centro Italia, dove già detiene posizioni di rilievo in numerose province, e conferma la sua vocazione a farsi interprete di una distribuzione moderna, di qualità,  profondamente radicata sul territorio e vicina ai consumatori». Ce. Di. Marche nasce nel 1971, quando 18 negozianti della provincia di Ancona fondano un gruppo di acquisto per rifornire le loro piccole attività commerciali. E’ la prima tappa di un lungo percorso che, anno dopo anno, porterà il gruppo ai traguardi di oggi. Tra i principali fattori di successo del gruppo, la caratterizzazione territoriale e la spiccata personalità. Ce.Di. Marche, presente su un’area concentrata, raggiunge i consumatori con un’offerta più legata al territorio locale e, soprattutto nei settori deperibili (carne, ortofrutta e pesce), con maggiori garanzie di qualità e freschezza a prezzi competitivi.
Il Gruppo Selex, nato 45 anni fa come Unione Volontaria A&O, è tra i primi retailer nazionali con un fatturato 2008 di 8,2 miliardi di euro, una quota di mercato del 9,1% (Fonte: IRI, giugno 2009) e un organico di oltre 30.000 addetti. Selex è presente in tutta Italia con 3.200 punti vendita per oltre 2 milioni di mq di superficie. Una rete che comprende ipermercati, superstore, supermercati, cash&carry, hard discount e negozi specializzati, contrassegnati dalle insegne Famila, A&O, C+C e da altri storici brand regionali.

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Giornata nazionale della colletta alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2009

Sabato 28 novembre si svolgerà in tutta Italia la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere – Opere Sociali. In quell’occasione sarà possibile aiutare concretamente i poveri del nostro Paese. Secondo un’indagine realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà sono più di 3 milioni in Italia le persone che faticano ad acquistare cibo a sufficienza. In oltre 7.600 supermercati più di 100.000 volontari inviteranno le persone a donare alimenti non deperibili – preferibilmente olio, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi in scatola – che saranno distribuiti a circa 1,3 milioni di indigenti attraverso gli 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri d’accoglienza, ecc.).  In occasione della “Colletta Alimentare” del 2008 oltre 5 milioni di italiani hanno donato 8.970 tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 27.000.000 di euro. L’obiettivo di questa edizione della Colletta è quello di sensibilizzare ancora di più le persone a questo gesto di carità e alla condivisione dei bisogni di chi è in difficoltà.  Per introdurre al significato della Colletta Alimentare, viene proposta una frase che sottolinea il valore educativo dell’iniziativa: La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare è resa possibile grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini e la Società San Vincenzo De Paoli, e gode dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio del Segretariato Sociale della Rai e della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.Per informazioni su quali punti vendita aderiscono all’iniziativa oppure su come dare la propria disponibilità per fare il volontario è possibile chiamare lo 02.896.584.50  oppure visitare il sito http://www.bancoalimentare.it

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Extra ecclesiam… E il Partito Mediterraneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Berlusconi  ha  liquidato  Lombardo e il partito del sud, con  una delle proposizioni del Sillabo di Pio V: Extra ecclasiam nulla salus”   come dire “fuori dal PdL …. etc.etc.”  Se non fosse ilare, tale analogia,  sarebbe blasfema e profana. Identificare il PdL come una Chiesa universale, ci appare quanto meno azzardato, perché ci conduce alla identificazione anche del capo del PdL, quindi se stesso,  con il Pontefice dell’Ecclesia, mentre si tratta solo del padrone di un partito pseudo-politico, assimilabile ad una catena di supermercati adibiti alla raccolta indifferenziata di consensi; catena di supermercati che non tollera pericolose concorrenze, per cui, appena può  “li getta nella pattumiera”.  Avevo previsto l’aborto del  Partito del Sud di Lombardo,  e ne ho parlato anche con il diretto interessato, perché si trattava di una gestazione anomala, totalmente priva e privata del radicamento nel territorio, calato dall’alto, con l’aggravante di  un elevatissimo tasso di inquinamento ambientale, che ne ha provocato l’aborto. L’idea sarebbe stata  sana, attesa, voluta, e lo sarebbe ancora; ma dopo l’aborto necessiterebbe di un profondo raschiamento, per eliminare le scorie che ne hanno provocato la fine. Lombardo si è lasciato incaprettare dalle parole e dalle promesse, dimostrando di non essere un novello Federico II; non ha avuto fiducia in se stesso e nel Mezzogiorno, buttando tutto nel Mediterraneo per appellarsi ai siciliani. Nessuno avrebbe accettato un “Partito del Sud”,  parto della fantasia  dell’ideologo Marcello dell’Utri,  perché avrebbe rappresentato il riconoscimento di un isolazionismo geografico che non ci compete.   Il Mezzogiorno in generale (e la Sicilia in particolare)  non è il sud d’Europa dopo essere stato il Sud dell’Italia, è il Centro del Mediterraneo, unico possibile trait d’union tra Europa, Africa e Asia Minore; se non si procede verso l’identificazione di un Partito Meridionalista Mediterraneo, si rimarrà sempre  all’ancora, o, per essere più precisi, si rimarrà nella sacrestia di  quella Ecclesia a contare le elemosine che le gerarchia di quella medesima  Ecclesia elargiscono “per i più bisognosi”. (Rosario Amico Roxas)

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Farmaci: anche la Coop sul mercato

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2009

E’ possibile produrre farmaci a costo più basso ma con uguale qualità ed efficacia. Lo ha reso evidente Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Coop Italia, portando sul mercato farmaci a marchio Coop e dimostrando che è possibile abbassare il prezzo dei farmaci di più della metà, intervenendo sulla filiera e mantenendo, comunque, un margine di profitto. Questo è solo un esempio di come la liberalizzazione abbia contribuito ad introdurre la competizione nel settore farmaceutico, prima assente. Il Presidente di Primoconsumo, al riguardo afferma: “Trovo molto positivo che la Coop si sia mossa nel settore farmaceutico e penso che i farmaci generici, venduti anche nei supermercati, riducano i prezzi e favoriscono il consumatore, mantenendo comunque la qualità del prodotto”.

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Buste supermercati a pagamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 Maggio 2009

“Ora basta, la misura è colma, non possiamo permettere che questa vergognosa consuetudine permanga, nel silenzio delle istituzioni e nell’assuefazione dei cittadini”. Questo il commento di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, a proposito dell’iniziativa da lui lanciata per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle buste della spesa a pagamento. Qualche mese fa De Pierro aveva deciso di occuparsi attivamente di questa problematica, lanciando un’azione di tutela dei consumatori che prevedeva la pubblicazione sul sito dell’Italia dei Diritti e sul portale d’informazione Italymedia.it,  da lui diretto, di una lista dei supermercati virtuosi, disponibili a risparmiare ai propri clienti questo ennesimo esborso. “I risultati del monitoraggio da noi avviato – ha poi aggiunto il presidente De Pierro –  ci hanno restituito un’immagine desolante della grande distribuzione capitolina. In città, non c’è esercizio che sfugga a questa furbesca prassi. Noi come Italia dei Diritti saremo in prima linea nel progettare e realizzare iniziative di boicottaggio e denuncia, per sollecitare anche il varo di una legge che impedisca l’imposizione di  questa assurda gabella. E’ illogico che gli esercenti facciano pubblicità a se stessi a spese della gente. Se proprio vogliono far pagare i sacchetti di plastica, tolgano il logo pubblicitario della catena. Sono alquanto sconcertato di fronte all’immobilismo delle istituzioni nell’accettare passivamente questa ignobile pratica che contrasteremo avvalendoci di tutti i mezzi a nostra disposizione. Annuncio fin d’ora che presto inizierò una serie di incatenamenti quartiere per quartiere di fronte ai supermercati che in media incassano in questo modo 60.000 euro all’anno”.

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Rinforzare la filiera nazionale dell’allevamento bovino

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

Si può farlo attraverso una innovativa collaborazione e integrazione tra Nord e Sud dell’Italia e sviluppare azioni mirate di promozione della carne prodotta in Italia. Queste sono alcune delle proposte contenute nel piano per una nuova meat economy di Unicarve   Il nodo cruciale che gli allevatori del Nord intendono affrontare con il ministro Zaia è legato alle dinamiche di promozione e sviluppo del comparto bovino. Il consumatore italiano – secondo Unicarve – non è posto in condizione di riconoscere la carne prodotta in Italia perché sui banchi delle macellerie e dei supermercati è esposta in modo indifferenziato e, spesso, la correlazione tra etichettatura obbligatoria e prodotto, è materia per “professionisti”, di difficile interpretazione per la “signora Maria”, che frequentemente acquista la carne.  Può un bovino proveniente da altri Paesi europei, che soggiorna per 31 giorni in Italia ottenere la “cittadinanza” italiana? Secondo la legge, si, secondo Unicarve, i giorni dovrebbero essere almeno 210 (7 mesi) per crescere con l’alimentazione preparata dai nostri allevatori . E come fa il consumatore a saperlo se in etichetta non è scritto? Quesiti che trovano risposta nel Piano Carni, che Unicarve, da tempo, sostiene essere necessario, e che spera venga adottato al più presto dal Ministro Zaia. “Nord chiama Sud”, per aumentare la disponibilità di ristalli, per diminuire la dipendenza dalla Francia, che esporta verso l’Italia quasi l’80% di vitelli da ingrasso e, grazie all’Interprofessione, che da loro funziona, INTERBEV, ha aumentato del 18% l’esportazione di carne fresca verso il nostro Paese.

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