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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘supplente’

Scuola: Supplente per tre anni privato di 3.600 euro in busta paga

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Anche il giudice del lavoro del tribunale di Treviso non ha avuto dubbi: la retribuzione professionale docenti non può essere negati ai supplenti, quindi i circa 164 euro al mese negati in busta paga vanno assegnati con tanto di interessi. La decisione è arrivata con sentenza, datata 4 giugno, sul ricorso prodotto dai legali Anief in difesa di una docente campana in servizio in Veneto, abilitata all’insegnamento, che “durante gli anni scolastici 2017- 2018, 2018- 2019 e 2019- 2020 fino all’8 Aprile 2020 non aveva percepito la retribuzione professionale docenti (euro 164,00 lordi mensili)”. Esaminando il “servizio prestato per gli anni 2017-2018, 2018-2019 e 2019-2020 fino all’8 Aprile 2020”, il giudice ha quindi condannato “il Ministero dell’Istruzione al pagamento delle relative differenze retributive da quantificarsi in euro 3612,74 oltre interessi legali dalle singole scadenze al saldo effettivo” e lo stesso “Ministero resistente alla rifusione delle spese di lite in favore della ricorrente che liquida in € 1.000,00 per compensi di avvocato, oltre rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA, come per legge, oltre al contributo unificato, con distrazione in favore dei procuratori della ricorrente dichiaratisi anticipatari”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “produrre ricorso in tribunale per la mancata assegnazione di questa ‘voce’ stipendiale vale anche per chi è entrato di ruolo e pure per amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, ai quali viene negata la Cia. Per questo riteniamo di dovere invitare tutti i lavoratori della scuola a cui è stato negato il diritto alla riscossione di RPD e CIA mensili, come pure ai supplenti “Covid” nell’ultimo biennio, a verificare la loro posizione, anche utilizzando il nostro calcolatore gratuito on line, così da quantificare la somma esatta da recuperare attraverso il ricorso e valutare se è il caso o meno di rivolgersi al giudice”.

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Scuola: Un supplente costa allo Stato di più di un insegnante di ruolo

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2021

“Il problema è che ontologicamente il loro ruolo non è riconosciuto. Il punto allora è capire per quale motivo la loro figura è considerata di minore rilevanza. Perché si assumono alcuni lavoratori e altri no? Perché un precario contrattualizzato per tutta la vita a tempo determinato non deve vedere la famiglia, pur in presenza dei posti vacanti e disponibili? Perché deve esistere un vincolo di cinque anni prima di chiedere trasferimento? In attesa di risposte dall’amministrazione – ha concluso il leader dell’Anief – abbiamo chiesto a tutte le forze politiche impegnate nella conversione del decreto Milleproroghe di approvare i nostri emendamenti”. Il sindacato Anief ha denunciato per la prima volta l’abuso dei contratti a termine dei precari italiani il 16 gennaio 2010. Qualche anno dopo, il 26 novembre del 2014, ha ottenuto una prima sentenza di condanna della legislazione italiana, con la sentenza Mascolo, direttamente dalla Corte di giustizia europea, dimostratasi fedele interprete della norma comunitaria. Oggi, la posizione dei giudici transnazionali, che definiscono il comportamento dei governanti italiani “un’ingerenza sproporzionata nei loro diritti di guadagnarsi da vivere in un’occupazione liberamente intrapresa”, giunge nell’anno dei record di posti vacanti e disponibili, con 210 mila contratti di supplenza annuali sottoscritti e diversi ancora da assegnare. Un numero impressionante di supplenze: è come se tutti gli abitanti di Venezia o di Verona fossero dei lavoratori precari.

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Scuola: Autogol del Ministero e la caccia al prof supplente si complica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Ad un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico c’è ancora una percentuale non indifferente di cattedre da assegnare ai supplenti annuali. I dirigenti scolastici stanno cercando di sopperire anche con le Mad, ma in molti casi riscontrando più di un problema perché a molti candidati le cattedre non sono assegnabili. Anche Orizzonte Scuola sostiene che si sta svolgendo una “complicata gestione delle domande MAD, le domande di messa a disposizione”.Secondo il sindacato Anief siamo di fronte a un meccanismo normativo immotivato e deleterio: per i precari, per i dirigenti, per gli alunni e per la scuola tutta. Per questo motivo bisogna assolutamente eliminare tale paletto prevedendo di nominare su Mad anche i tanti che non hanno trovato disponibilità e impiego tramite le Gps e che grazie alle MAD potrebbero anche vedersi riconfermato il posto occupato nell’anno scolastico precedente, assicurando in quest’ultimo caso pure la continuità didattica. “La restrizione voluta dall’amministrazione centrale – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non ha motivo di esistere e complica ulteriormente la situazione perché si colloca nello stesso anno delle immissioni in ruolo mancate e del record di supplenze annuali: perché, del resto, un docente titolato e già presente in altre graduatorie dovrebbe essere escluso dalle Mad? Abbiamo chiesto al dicastero di intervenire, così da prevedere che anche un docente inserito nelle GaE o nelle GPS che ha presentato MAD possa essere nominato in altra provincia o altra classe di concorso rispetto a quella di inserimento in graduatoria”.

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Scuola: Parte la caccia al supplente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Nell’a.s. 2018/19 oltre 10 mila cattedre vacanti furono conferite, come supplenza annuale, ad aspiranti senza alcuna esperienza pregressa: i dirigenti scolastici, d’altro canto, non possono fare diversamente, quando tutte le graduatorie risultano esaurite, e procedere con quella che qualcuno ha ribattezzato come un ritorno alla “chiamata diretta”, perché si tratta di procedure attuate senza regole definite e legate alle singole necessità delle scuole. Ma perché nel Paese con più precari al mondo e con tanti supplenti abilitati all’insegnamento e già selezionati, si ricorre agli aspiranti neofiti?Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Pur di lasciare chiuse a doppia mandata le GaE e di non dare possibilità di spostare, a domanda, i vincitori dei concorsi 2016 e 2018 nelle regioni con i vuoti da coprire, e di non attuare una graduatoria nazionale da cui attingere all’occorrenza, si butta il bambino con l’acqua sporca. Si è arrivati a creare una situazione di posti vacanti, privi di titolare, che non ha precedenti nella scuola italiana. Con l’aggravante che la maggioranza di queste cattedre libere verranno assegnate a supplenti alle prime armi. L’assurdo, quindi, è che il Miur scarica sui presidi i risultati deficitari frutto della sua mala-gestione: è una situazione grave, che si ripercuoterà negativamente sull’offerta formativa”.A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico entra nel vivo la caccia al supplente. Sarà una vera impresa, perché si tratterà di sistemare almeno la metà delle 53.627 nomine a tempo indeterminato andate deserte, i circa 20 mila posti liberatisi a seguito dell’anticipo pensionistico Quota 100, i 50 mila e oltre posti in deroga su sostegno, decine di migliaia di cattedre nascoste in organico di fatti e altri quasi 20 mila posti liberi su disciplina comune nemmeno richiesti per le immissioni in ruoli. L’esercito di posti vacanti e disponibili da coprire, visto che si potrebbe a sfiorare quota 200 mila, per come è male organizzato il sistema di copertura previsto dal Miur, porterà al paradosso di lasciare a casa tanti docenti precari abilitati all’insegnamento; mentre affiderà decine di migliaia di cattedre ad aspiranti neo-laureati o senza esperienza alcuna.

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Scuola Precariato, il paradosso: presidi costretti ad inviare 400 email per trovare un supplente mentre Miur e Governo continuano a respingere i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

scuola-montagna-pianoLa notizia è di oggi: nel trevigiano, un dirigente scolastico per rintracciare un maestro ha inviato centinaia di messaggi di posta elettronica per riuscire a trovare un supplente della scuola primaria e dell’infanzia. Per coprire i “buchi” in organico, i presidi sono costretti a scorrere le liste dei docenti che danno la loro disponibilità, di scuole vicine e a rivolgersi alle Facoltà di Scienze della formazione primaria alla disperata ricerca di laureati o laureandi. La situazione non riguarda solo il Veneto, ma molte altre province sparse per l’Italia.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È paradossale che in questa situazione, fatta di tante realtà come quella del trevigiano, si debba ricorrere collettivamente al parere di Bruxelles, come abbiamo fatto noi solo pochi giorni fa, per chiedere il parere al Consiglio d’Europa sulle incomprensibili esclusioni dalle graduatorie pre-ruolo di decine di migliaia di docenti abilitati, ad iniziare dai diplomati magistrale, passando per i laureati in Scienze della formazione primaria e per tutti coloro che hanno conseguito l’abilitazione tramite corsi Tfa, Pas e all’estero. Perché invece di fare finalmente incontrare ‘domanda e offerta’, come chiede l’Anief da mesi, approvando un decreto legge ad hoc che inserisca una volta per tutte gli abilitati nelle GaE, al Miur continuano a tenere la testa sotto la sabbia? Ecco perché chiediamo di aderire allo sciopero orario dei primi due giorni di scrutini, in programma in questi giorni in occasione delle valutazioni del primo quadrimestre, e allo stop con manifestazione a Roma del 23 marzo, quando si insedieranno le nuove Camere dei deputati

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