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Posts Tagged ‘supplenti’

Scuola: a metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Sul precariato scolastico si sta superando la soglia del buon senso. Accade che un dirigente scolastico di un istituto professionale di Rho, nella città metropolitana di Milano, decide di pubblicare un post sul suo profilo Facebook con le caratteristiche delle materie di insegnamento di cui è sguarnita la scuola che dirige: matematica, scienze, tecnologie elettriche ed elettroniche; 18 ore in classe fino a giugno. Solo che non è un caso isolato: sta diventano una spiacevole consuetudine. Secondo Orizzonte Scuola, si tratta del “genere di cattedra nel Nord è spesso carente di professori. In aula riescono ad entrare anche i docenti con il solo titolo di studio universitario competente. Infatti, prima di rivolgersi alla Rete, il dirigente scolastico aveva provveduto a contattare i docenti dai curricula, ma senza successo perché avevano già avuto cattedre assegnate o vivevano lontano”. Come risulta al Corriere della Sera, non è la prima volta che un dirigente scolastico si rivolge alla Rete per cercare i professori disponibili. Altri precedenti si sono verificati in Veneto e Liguria, sollevando le perplessità dei sindacati su questa forma di reclutamento, che sembra potersi accostare alla chiamata diretta introdotta, contro il volere di tutti, dalla Legge 107 del 2015. Solo qualche giorno fa, avevamo osservato che, oltre ai social, diversi siti internet si stanno trasformando in agenzie di pubblico impiego per la scuola: sullo stesso sito internet Orizzonte Scuola vengono pubblicate continue richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per la stipula di contratti annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste sono concentrate al Nord. Per ovviare al problema, sempre più impellente, Anief propone un emendamento nel sostituire i cc. 1-16 dell’art. 1 del decreto salva-precari, già pubblicato il 30 ottobre in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame della Camera, utilizzando l’attuale doppio canale di reclutamento al luogo della nuova procedura riservata, che regola le chiamate delle supplenze fuori graduatoria: la richiesta del sindacato rientra in un punto specifico della piattaforma dello sciopero Anief in programma domani per l’intera giornata e aperto a tutto il personale docente e Ata, di ruolo e precario, agli educatori, al personale Ata, dell’Afam e dell’Università. È una soluzione da prendere in considerazione, perché risolverebbe da subito il problema delle 90 mila cattedre andate deserte durante le convocazioni per le immissioni in ruolo negli ultimi cinque anni, delle maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE e degli insegnanti tecnico pratici ed educatori a rischio licenziamento, dei più di 100 mila docenti abilitati dopo il 2012 con il TFA, PAS all’estero esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a differenza degli altri docenti abilitati in precedenza, e degli altrettanti docenti senza abilitazione inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto che entrerebbero nei ruoli dopo la frequenza di un apposito corso abilitante. La norma, nel trasformare le graduatorie di istituto in provinciali, limiterebbe l’utilizzo delle messe a disposizione sempre più inflazionato e non regolamentato, sostituendo l’attuale scelta delle dieci/venti scuole da parte degli aspiranti supplenti con le scuole della provincia e consentendo ai giovani laureati di inserirsi nelle graduatorie.

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Scuola: Immissioni in ruolo a vuoto, posti vacanti andranno ai supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Sono dati paradossali e sconfortanti quelli raccolti da Anief, giovane sindacato rappresentativo, nel corso delle immissioni in ruolo – da concorso e da GaE – dell’Usp Palermo, per quanto riguarda gli istituti scolastici del capoluogo siciliano e della sua provincia. In particolare, come raccontato dall’edizione palermitana del quotidiano La Repubblica, «in alcune materie non è stato possibile completare le assunzioni per carenza di aspiranti. Una situazione che ha dell’assurdo in una regione che deve fare i conti col più alto tasso di disoccupazione giovanile del Paese». Alla fine delle operazioni, secondo quanto risulta ad Anief, sono ad esempio senza titolare almeno una decina di posti sia per le classe di concorso Flauto (AG-56, secondaria di primo grado) che per quella Percussioni (AI-56, secondaria di primo grado). Per quanto riguarda poi la secondaria di secondo grado da GaE, per esempio, risulta un notevole residuo delle immissioni in ruolo per la classe di concorso A-41, Scienze e tecnologie informatiche. Le cause di questa situazione assurda sono endemiche, legate alla mancanza di graduatorie da cui attingere i docenti di ruolo: una condizione tipica delle regioni settentrionali, ma che negli ultimi anni si è diffusa anche al sud. Il concorso 2016 è pressoché esaurito in tutte le classi di concorso e quello straordinario per abilitati del 2018, voluto dal Miur, non ha di certo risolto le problematiche, soprattutto di alcune specifiche classi di concorso. L’aggiornamento delle GaE e la relativa possibilità di reinserimento non hanno fatto altro che aumentare le fila delle graduatorie di Infanzia e Primaria, lasciando invariate quelle della secondaria. “La questione è sempre la stessa: lo Stato preferisce assumere a tempo determinato un supplente, piuttosto che immettere in ruolo un docente specializzato e pronto per ricoprire la cattedra per la quale si è preparato per anni. Noi non ci stiamo e ci batteremo sempre per porre fine al triste fenomeno della supplentite”, conclude il sindacalista autonomo.

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Scuola: Record supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Nell’anno record di precari da assumere, quasi 200 mila, quali saranno le discipline più ricercate? Di quali docenti avranno bisogno i dirigenti scolastici? Una tendenza chiara proviene in questi giorni dalle cattedre andate deserte per le oltre 53 mila assunzioni a tempo indeterminato. Perché la carenza in determinate classi di concorso, emersa nelle varie graduatorie di merito, molto spesso si ripete anche nelle GaE. A quel punto, i dirigenti degli Uffici scolastici sono costretti a passare la “palla” direttamente alle scuole, dove si utilizzano le graduatorie d’istituto. Queste ultime, però, spesso non bastano a risolvere il problema, pur in presenza di un’alta mole di supplenti, perché le iscrizioni in seconda e terza fascia d’istituto si attuano su un numero limitato di istituti. Per cui, con questo sistema organizzativo, ci si ritrova non di rado con una concentrazione di aspiranti in alcune scuole (soprattutto quelle poste in zone centrali e più ambite) e un numero troppo ridotto, per coprire le esigenze, in altri istituti (in alta percentuale più “difficili”, posti in aree periferiche e a rischi vari).“La situazione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sta diventando davvero difficile, Perché non si ricorda, negli ultimi 50 anni, una carenza di docenti così vasta e generalizzata, a livello territoriale. Dalla fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quando gli istituti si fecero trovare impreparati al primo vero boom di alunni e di iscrizioni. Oggi, siamo riusciti nell’impresa di avere un numero impressionante di posti vacanti, uno su cinque, forse anche di più, pur avendo un esercito di docenti precari, molti dei quali pure già abilitati all’insegnamento. Il Miur, anziché procedere alla svelta al loro assorbimento, tramite GaE, doppio canale anche da graduatoria d’Istituto e prevedendo più elasticità negli spostamenti volontari di quelle derivanti dalle varie selezioni, ha puntato tutto su nuovi concorsi pubblici. Non volendo considerare che il tempo per bandirli e realizzarli, non c’era affatto. Ora, se ci troviamo in questa situazione assurda, almeno sapete a chi rivolgervi”. Ormai è assodato: tutto il mese di settembre, ma in molti casi anche quello di ottobre, sarà contrassegnato dalla difficile ricerca di docenti precari.

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Scuola: Stipendi peggiori e boom di supplenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

La Ragioneria dello Stato certifica la sconfitta della scuola pubblica. Insegnanti e Ata tra i meno pagati dei dipendenti pubblici e quasi il doppio il tasso di precarietà. A niente sono servite le politiche sul reclutamento attraverso concorsi straordinari degli ultimi anni, né risolverà niente l’accordo coi sindacati di aprile che, peraltro, potrebbe non vedere mai la luce vista la crisi di Governo. E la Commissione Ue si prepara a multare l’Italia sull’abuso dei contratti a termine. Per il presidente Anief, Marcello Pacifico, è la prova del fallimento delle politiche scolastiche degli ultimi Governi.
Basta un programma in sette punti per cominciare a rispondere a questa emergenza: 1) sbloccare i soldi destinati alla scuola dalla legge 133/2008 per aumenti di almeno 200 euro mensili e immediati; 2) assumere su tutti i posti vacanti anche di Quota 100 e in organico di diritto o in deroga su sostegno; 3) salvaguardare i ruoli a qualunque titolo già assegnati, in caso di superamento dell’anno di prova; 4) stabilizzare tutti gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari e i precari con 36 mesi, i docenti dalle graduatorie di istituto e gli Ata, educatori, assistenti alla comunicazione al pari dei lavoratori delle cooperative; 5) favorire una mobilità ordinaria, annuale con passaggi di ruolo e passaggi verticali; 6) garantire la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo sancita dalla giurisprudenza; 7) avviare concorsi ordinari regolari con graduatorie nazionali.
È ancora una volta della scuola il primato dei compensi annuali più magri della pubblica amministrazione. Con l’aggravante che tra i lavoratori della scuola la percentuale di personale supplente è quasi doppia al 10% medio del comparto pubblico.
Marcello Pacifico (Anief): Diventa sempre più indispensabile attuare una svolta nel settore della scuola, dove, però, si continua a tagliare viste anche le riduzioni progressive di spesa pubblica previste nell’ultimo Def. Non ci aspettavamo molto dal vago accordo del 24 aprile scorso, una vera farsa all’italiana, siglato a Palazzo Chigi tra il capo del Governo e gli illusi sindacati maggiori che, dopo avere esultato per i promessi aumenti a tre cifre e il ritorno dei concorsi riservati, sono tornati a minacciare quello sciopero ritirato prima delle elezioni europee. Come sapevamo che gli aumenti-mancia del 3,48% del Governo Gentiloni più l’indennità di vacanza contrattuale, di poco superiore allo 0,5%, introdotta da aprile dalla maggioranza giallo-verde, non avrebbero mosso più di tanti i compensi dimezzati rispetto al resto d’Europa dove si lavora anche meno rispetto all’Italia, né recuperato l’inflazione degli ultimi dieci anni (+14%).

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Campidoglio: prosegue lavoro per rafforzare organico supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Roma L’Amministrazione capitolina sta mettendo in campo una serie di azioni di sistema con l’obiettivo di sanare il vulnus storico di Roma Capitale relativo alla carenza di supplenti.
È stato bandito un concorso cui hanno aderito circa 10mila candidati. Sulla base delle candidature pervenute è stata elaborata una graduatoria unica per titoli ed esperienza professionale che assicurerà fin da subito la possibilità di inserimento di almeno 500 nuovi supplenti.Per la prima volta è stato inoltre elaborato un Regolamento di Roma Capitale in tema di supplenze. Il testo consentirà a Roma Capitale di diventare la prima realtà ad abbandonare il contratto a chiamata, a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e introdurrà misure tendenti all’ottimizzazione delle risorse disponibili. Il Regolamento verrà discusso e finalizzato con le organizzazioni sindacali durante un incontro che si terrà il 10 gennaio.È stato inoltre fissato il budget spesa per gennaio relativo alle supplenze, che permette a ogni Municipio di disporre di finanziamenti certi sulla base del trend storico registrato negli anni precedenti. Così, in una nota, il Campidoglio.

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Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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Roma supplenti: Circa 10 mila a disposizione di tutti gli asili e scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Roma. A partire dalla prossima settimana tutti gli asili nido e le scuole dell’infanzia di Roma potranno attingere a una graduatoria unica cittadina per il reperimento di supplenti a tempo determinato. L’elenco provvisorio conta circa 6.900 educatrici di asili nido e 2.800 insegnanti di scuola dell’infanzia. È stato approvato sulla base dei titoli di cultura e dell’esperienza professionale di coloro che hanno presentato domanda per il concorso bandito dall’Amministrazione Capitolina per l’assunzione di personale della scuola.
Con l’approvazione della graduatoria unica si supera il vecchio sistema che prevedeva singole graduatorie per ciascun Municipio, con conseguenti disparità territoriali nel reclutamento delle supplenze. Con il nuovo modello, invece, tutti gli istituti potranno attingere da un unico elenco. Questa operazione porterà inoltre all’incremento di diverse centinaia di supplenti a disposizione di tutto il territorio comunale, che potranno essere chiamati in servizio da qualunque Municipio.“La nostra Amministrazione ha bandito un concorso pubblico per l’assunzione del personale della scuola. In attesa che si completi la procedura concorsuale per titoli ed esami, finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato, abbiamo deciso di approvare una graduatoria provvisoria a cui attingere per le supplenze. Prosegue dunque il lavoro di contrasto alla precarietà avviato sin dal nostro insediamento. Finalmente mettiamo ordine in un settore che da decenni scontava una confusa stratificazione delle modalità e dei criteri di accesso”, dichiara il delegato della sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali, Antonio De Santis.

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Scuola: Supplenti, l’onda lunga non si ferma

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Intervenendo in diretta radiofonica, su Rai Radio Uno, il presidente del giovane sindacato ha ricordato la differenza tra organico di fatto e organico di diritto e il perché dei tanti posti in deroga su sostegno che costringono ogni anno 130 mila alunni disabili a cambiare docente: il sindacalista autonomo ha ricordato che la macchina amministrativa preferisce tenere tantissimi precari su posti vacanti e disponibili, il 15% del totale, per non pagare le mensilità estive e le progressioni di carriera, ovvero 3 mila euro annuali a cattedra. Ma ciò accade malgrado la storica sentenza Mascolo della Curia Europea quattro anni fa abbia spiegato a tutti i membri UE che non esiste giudice che possa esimersi dal condannare uno Stato e dal far risarcire al danneggiato più di quanto risparmiato. Sino a quando il numero di chi ricorre sarà esiguo rispetto alle migliaia di supplenze assegnate, continuerà questa finzione sugli organici, ancora più eclatante sui posti di sostegno dove per legge manca nei ruoli un posto su tre.

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Scuola: Docenti di sostegno, al via il balletto dei supplenti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Da uno studio nazionale realizzato da Tuttoscuola e pubblicato oggi, risulta che in questi primi giorni dell’anno scolastico il 90% degli insegnanti precari specializzati sarà costretto a cambiare scuola. Ma poiché il numero di posti coperti da supplenti annuali per colpa del Miur ha raggiunto cifre stratosferiche, il risultato è che su 253 mila alunni disabili, ben 133 mila, quindi oltre la metà, si ritroverà con un docente diverso rispetto a quello dello scorso anno. A completare il quadro di mala-gestione ci si mette anche la tendenza a ridurre il numero di docenti rispetto al reale fabbisogno. Perché se nel 2006 gli alunni disabili certificati erano 180 mila e oggi sono circa 255 mila, non si può continuare a mantenere in vita l’organico di diritto bloccato al 66% del necessario. Per dire no a questo stato di cose, che minano il diritto allo studio degli allievi più bisognosi di attenzione, Anief in questi giorni ha riproposto l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” che lo scorso anno ha prodotto oltre cento cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare, senza affrontare spese, ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net

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Scuola: anche quest’anno più di 100mila supplenti, il 75% della PA

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, alle stime al ribasso di Bussetti: gli insegnanti in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontavano a un milione di unità. Come mai oggi ci si ferma a nemmeno 800 mila? Ancora una volta si cerca si sminuire il fenomeno, che è invece mastodontico: la percentuale di docenti precari è del 13%, ovvero i tre quarti dei lavoratori non di ruolo dell’intera amministrazione pubblica. Siamo pronti a confermare tutto con un incontro al Miur. Ancora una volta i grandi numeri della scuola si plasmano e utilizzano per supportare le proprie tesi: a cedere alla tentazione comune è stato oggi anche il Ministro dell’Istruzione, che nel corso di un’intervista alla stampa, ripresa da Orizzonte Scuola, ha detto che “le supplenze dell’a.s. 2018/19 saranno circa 80.000, e i supplenti saranno dunque il 10% degli insegnanti in servizio, che sono 700.000”. Quindi, secondo Bussetti. “la supplentite esiste, ma se rapportata al numero totale degli insegnanti in servizio non assume contorni così catastrofici”. In ogni caso la precarietà è da sconfiggere. Dovranno rimanere solo le supplenze temporanee, sogno e obiettivo di ogni Ministro che si sia seduto a Viale Trastevere”. Pertanto, “il Ministro ha detto che occorre al più presto “ripensare il reclutamento degli insegnanti” e per farlo “serve una visione pluriennale, ripensando i meccanismi di reclutamento. Il primo passo sarà quello di procedere ad una mappatura dei posti disponibili, in modo da bandire concorsi con posti ben precisi. In questo modo il docente sceglierà la regione in cui svolgere il concorso con la consapevolezza di ciò a cui andrà incontro”.Secca la replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico. Al quale non tornano i conteggi espressi da Bussetti: “La quantità di personale docente in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontava a un milione di unità. Come mai oggi il Ministro dell’Istruzione si ferma a meno di 800 mila?”, chiede Pacifico. “L’ipotesi che si giochi con i numeri per cercare di sminuire la piaga del precariato scolastico è quindi più che lecita”.“Perché – continua il sindacalista autonomo – con le quantità reali, considerando anche le immissioni in ruolo perse, una su tre, che porteranno le supplenze ad oltre 100mila unità, la percentuale di insegnanti precari sale al 13%: considerando che stiamo parlando del comporto più grande d’Italia, si tratta del 75% di lavoratori non di ruolo di tutta la pubblica amministrazione. Siamo convinti dei nostri numeri e pronti anche ad un incontro al Miur, dove portare le carte che confermano tutto. Ecco perché Anief è pronta a far risarcire tutti in tribunale. Inoltre, siamo pronti a citare di nuovo lo Stato italiano in giudizio per verificare se, per l’abuso dei contratti a termine, le sanzioni vigenti applicate alle autorità pubbliche (l’indennità forfettaria, il risarcimento per la perdita di opportunità e la responsabilità dirigenziale) siano effettive e dissuasive da garantire la piena efficacia delle disposizioni adottate in applicazione delle norme UE”. “Infine, sugli organici dei lavoratori della scuola non bisogna fare alcuna mappatura o un’inchiesta. L’unica cosa che c’è da fare è quella di trasformare tutto l’organico di fatto in quello di diritto e assumere sui posti vacanti: quelli attuali e quelli che si verranno a determinare con tale operazione. Sino ad allora, le famiglie continueranno a pagare risarcimenti, per colpa di politici o amministratore incompetenti”, conclude Pacifico.

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Scuola: Supplenti senza stipendio da mesi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il portale ministeriale “NoiPA” ha comunicato le date delle emissioni previste per il mese di giugno 2018, confermando che per lunedì prossimo si effettuerà l’emissione speciale per i compensi per il personale scolastico. Tuttavia, molti precari rimarranno ancora una volta a bocca asciutta. Quello che fa più rabbia è che stiamo assistendo a delle lungaggini che la legge non contempla più. Si ricorda, infatti, che il DPCM del 31 agosto 2016, in attuazione del DL 42/2016 convertito in legge 89/2016, proprio per evitare il mancato pagamento mensile delle spettanze al personale a tempo determinato con incarichi di supplenza breve, ha stabilito che questo debba avvenire entro 30 giorni dalla supplenza svolta.Anief, pertanto, invita tutto il personale che nei prossimi giorni continuerà a non ricevere lo stipendio, di presentare una diffida alla Ragioneria territoriale delle Stato, chiedendo l’immediato accredito dello stipendio. Clicca qui per scaricare il modello necessario per fare la diffida in caso di mancato pagamento dello stipendio. Il sindacato ricorda che superato il termine di 48 ore, dalla presentazione della messa in mora, verranno coinvolte le competenti sedi giudiziarie presentando richiesta di decreto ingiuntivo: in tutti questi casi scrivere a stipendi.supplenti@anief.net
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Stiamo parlando di supplenti che molto spesso sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri dal loro luogo di residenza per raggiungere la scuola di servizio: anticipano, per lavorare, spese vive per i viaggi, il pernotto, sottoscrivono affitti e si sobbarcano spese aggiuntive non indifferenti. Approfittarsi del loro stato di precarietà rappresenta, quindi, un atto particolarmente grave, che si riflette sulla loro dignità di persone e sulle loro necessità pratiche di coprire le tante spese che debbono affrontare per raggiungere la sede scolastica.

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Scuola Precariato: parte la carica degli 85mila supplenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneConsiderando che le graduatorie ad esaurimento di III fascia da GaE per molte classi di concorso della scuola secondaria sono ormai agli sgoccioli, il grosso della gestione delle supplenze passerà direttamente alle scuole tramite le graduatorie di istituto. Molte le mancanze di organico soprattutto nel Nord. Basti pensare alla mancanza di 1.400 docenti di sostegno nella sola Milano o la carenza diffusa in tutto il Nord di docenti di matematica. Poiché in diversi casi si è ancora in attesa degli esiti definitivi delle domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, anche quest’anno molte supplenze annuali si concretizzeranno ad anno scolastico avviato. E siccome un alto numero dovrà essere effettuato sulla base delle graduatorie d’istituto, in via di rifacimento, i dirigenti saranno anche, in un alto numero di casi, costretti in autunno inoltrato a riconvocare e rinominare il docente, proprio sulla base dei nuovi posizionamenti in graduatoria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se il Miur ci avesse dato ragione inserendo gli abilitati di seconda fascia nelle GaE, anziché introdurre una lunga e inutile fase transitoria, peraltro solo dopo le nostre proteste ad oltranza, ora non ci ritroveremmo in questo stato di cose. La verità è che per le immissioni in ruolo è giunto il momento di aprire il doppio canale di assunzioni, coinvolgendo anche le graduatorie d’istituto in tutti quei casi in cui le GaE sono esaurite. È inutile attendere i lunghi tempi della nuova fase concorsuale, che prenderà il via, se va bene, solo nel 2018, che dopo la selezione prevede anni di formazione e affiancamento ai docenti di ruolo con paga pure ridotta. Forse lo Stato non si è ancora reso conto che andando avanti di questo passo, ignorando i diritti degli abilitati di seconda fascia d’istituto, andrà a sbattere contro un muro. Perché le crescenti condanne per le mancate stabilizzazioni si ripercuoteranno sulle tasche dei contribuenti.

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Scuola Nuovo anno al via: è sempre emergenza supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneSolo a Milano mancano 1.400 docenti di sostegno, quasi tutti alla primaria e alle medie: la maggior parte dei posti saranno affidati a docenti senza specializzazione. A Mantova sono assenti tra i 250 e i 300 docenti, appartenenti in prevalenza a matematica, italiano e sostegno. In Veneto scarseggiano i professori di Matematica e Scienze alle medie: a ben vedere ci sarebbero, ma sono quelli che hanno superato le prove suppletive del concorso a cattedra e ancora attendono di essere collocati in graduatoria. Anche in Liguria le cattedre di sostegno scoperte non mancano: dopo le nomine in ruolo restano vuote 603 cattedre di sostegno su 1.320. Ma sul sostegno ci sono realtà difficili anche al Sud: in Sicilia quasi 5mila posti in deroga che andranno in larghissima parte ai precari. Malgrado le rassicurazioni del Miur, inoltre, le 90mila supplenze annuali non verranno esaurite entro il prossimo 15 settembre. Preoccupa la situazione della Lombardia.Per il sindacato, largamente insufficiente è stata, per vincere la supplentite, la trasformazione di 16mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto. Come se non non bastasse, tanti docenti supplenti assegnati alle classi a inizio anno dovranno cambiare sede. Questo accadrà perché ancora una volta gli Uffici Scolastici hanno pubblicato le liste provvisorie per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto a ridosso dell’inizio del nuovo anno. Anche il personale Ata ha i suoi problemi: la categoria è stata prima aggravata di carichi di lavoro della L. 107/2015 e dal recente decreto vaccini, poi danneggiata da un numero di assunzioni ridicolo (appena 6.200 a fronte di 18mila posti liberi) e infine beffata dall’ennesimo blocco di organici.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): A ben poco è servita la riforma della Buona Scuola. Come male organizzate sono state le 52mila immissioni in ruolo, visto che tra le 15mila e le 20mila sono andate perse perché gli abilitati della seconda fascia d’istituto sono stati lasciati fuori da GaE, peraltro nemmeno colpevolmente aggiornate. Eppure, rispetto al passato delle novità importanti ci sono: sono quelle che arrivano dai tribunali, nazionali e non. Le quali pongono sullo stesso piano i diritti del personale precario con quello di ruolo: va ricordato, soprattutto, il diritto al risarcimento per i supplenti con tre anni di servizio svolto. E anche quello stipendiale, emesso di recente dalla Cassazione. Sono principi rilevanti, che aprono la strada a molti altri ricorsi orientati all’effettiva parità tra personale precario e di ruolo, ancora diviso da norme che il nuovo contratto dovrà necessariamente rivedere.

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Scuola – Precariato, ci risiamo: migliaia di supplenti senza stipendio da tre mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’ultimo stipendio percepito risale ad aprile. Per i responsabili dei pagamenti c’è una ‘mancanza di copertura dei fondi da parte del MIUR sul capitolo di bilancio’. Ma secondo il sindacato si tratta di un comportamento ingiustificabile, ancora di più perché si determina dopo che la tanto decantata doppia riforma della scuola e della PA, con tanto di digitalizzazione dei sistemi di pagamento, avrebbe dovuto superare questo genere di problemi. Anief ricorda che fino a prova contraria i rapporti di lavoro sono regolati dagli articoli 35 e 36 della Costituzione, in base ai quali ‘la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni’ e che ‘il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto’. A poco serve sapere se la colpa è del Miur o del dicastero di Via XX Settembre. A rendere insopportabile la situazione sono poi i periodici richiami della Ministra dell’Istruzione a incrementare gli stipendi dei docenti e a ricordare che l’insegnamento non è una missione, ma una preziosa professione da remunerare in modo adeguato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): molti di questi insegnanti che attendono l’accreditamento dello stipendio, pur di lavorare sono disposti ad allontanarsi da casa anche di centinaia di chilometri. Sono costretti ad anticipare le spese per il viaggio, spesso anche per il pernotto o per l’affitto, oltre che per tutto il resto. Non si può dire loro che l’amministrazione sta verificando la disponibilità dei fondi a disposizione. Il rifornitore di carburante, il bigliettaio, il proprietario dell’appartamento e il cassiere del supermercato vogliono essere pagati subito: cash, come si usa dire in tutto il mondo. Per noi, quindi, l’attesa è finita: il sindacato ha deciso di mettere a disposizione, di tutti i precari in attesa di stipendio, un modello di diffida e messa in mora.

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Scuola: Rinnovo graduatorie Istituto per 320mila supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneÈ un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d’inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento – dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

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Situazione finanziaria delle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

“Da ogni parte del Paese giunge alla nostra Associazione l’appello di genitori e di eletti negli organismi scolastici sulla precaria ed ormai insostenibile situazione finanziaria delle scuole che, in attesa dei fondi dovuti dallo Stato (la stima è di circa un miliardo di euro di crediti), hanno utilizzato ormai l’intera disponibilità di cassa per il funzionamento della didattica e il pagamento delle supplenze.  Mentre, in Parlamento, nel dibattito pubblico, nelle risposte ufficiali del Ministero si disquisisce per accertare le responsabilità del dissesto, la realtà  ci dice di contributi volontari dei genitori, da destinarsi esclusivamente all’ampliamento e qualificazione dell’offerta formativa, utilizzati invece per la sussistenza quotidiana; ci dice di alunni suddivisi nelle varie classi, in assenza di supplenti; ci dice di una qualità complessiva della scuola che rischia di deteriorarsi, anche per il clima di precarietà, di incertezza e abbandono che si vive.  Non ci accodiamo a quanti cercano solo colpevoli, via via denominati ideologicamente in vario modo: scuola paritaria, burocrazia, destra o sinistra, Nord o Sud del Paese.  Conosciamo una buona scuola italiana, caratterizzata mediamente da buoni docenti e dirigenti, da buone pratiche di collaborazione con i genitori e con il territorio; nel contempo siamo consapevoli di realtà ancora contrappositive, nelle quali i genitori sono solo tollerati, oppure si annidano vecchi pregiudizi ideologici o, peggio, assenteismi, favoritismi, deresponsabilizzazioni.  La nostra associazione ha sempre valorizzato il bene, denunciando, insieme, le disfunzioni di un sistema ancora poco autonomo e poco responsabile.  Ora, certamente insieme a molti altri, chiediamo chiarezza e dati, perché si esca dal dibattito e si giunga alle proposte: se fonti ministeriali ci dicono che, nel complesso e mediamente, l’insieme delle scuole italiane avrebbe una cassa in attivo di ben 600 milioni di euro, perché molte dichiarano una pesante sofferenza? Quali, e in quale ordine di scuola, le situazioni di saldo così brillantemente attivo da compensare le altre? Se sprechi e responsabilità personali di mancato controllo ci sono stati, perché l’intero sistema deve essere penalizzato?  Se i fondi per il funzionamento delle scuole e per le supplenze sono stati erogati, a cosa sono dovuti i pesanti ritardi amministrativi nell’effettivo accredito in cassa? Quali verifiche e procedure sono in corso per la soluzione dei problemi accertati?  L’Associazione Italiana Genitori, presente in tutto il Paese, non mancherà, come sempre, di essere attiva ad ogni livello anche nella raccolta di fondi per le scuole, nonché nell’offrire il proprio volontariato per integrare i servizi scolastici; ma invita l’intero Paese, in tutte le sue articolazioni, ad una scelta decisa per l’educazione e l’istruzione, che si poggia su una vera autonomia delle scuole, adeguatamente finanziata, e su un sistema di valutazione degli istituti e dei docenti, che sappia ascoltare anche la voce dei genitori.  Nei periodi più  difficili, nelle crisi economiche, l’educazione e l’istruzione non sono un costo, ma sono un investimento, senza il quale in modo ricorrente si apriranno altre crisi e si impoverirà la qualità complessiva della vita del Paese”. (fonte associazione genitori)

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Scuola: Supplenti assenti per mancanza di fondi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

Straordinari non pagati, classi senza professori, supplenti inesistenti. E’ questa la tragica situazione nella quale versano gli istituti scolastici italiani.  Da giorni i docenti delle scuole superiori sono costretti a fare i volontari, con ore di lezione non retribuite affinché le classi non vengano lasciate scoperte per la mancanza dei loro colleghi. Questa è solo una delle numerose conseguenze dovute ai tagli all’istruzione previste dalla nuova riforma Gelmini. La responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti Annalisa Martino spiega in questo modo la situazione: “Negli istituti del nostro Paese per legge i supplenti non vengono chiamati prima dei 15 giorni di assenza di un’insegnante. I problemi che si pongono sono due: fino all’anno scorso per la cattedra di ogni docente era previsto un monte di ore destinate alla sostituzione dei colleghi assenti. In questo modo non si toglieva diritto allo studio agli alunni e il lavoro veniva svolto senza lasciare classi scoperte. Adesso con questa riforma tutte le ore sono destinate alla didattica e quindi i presidi  sono costretti a pagare gli insegnanti per delle ore in più in assenza di   supplenti disponibili. Tuttavia, poiché a causa dei tagli alla scuola le supplenze – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro – vengono retribuite solo a distanza di mesi, è quasi impossibile trovare all’ultimo momento dei sostituiti reperibili. Questa condizione fa capire chiaramente il valore attribuito alla professione di insegnante e il danno che viene causato al diritto allo studio degli alunni. Occorre prendere dei provvedimenti prima che questo quadro peggiori ulteriormente.”

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