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Posts Tagged ‘supplenti’

Scuola: Diritto dei supplenti “brevi” e “covid” a percepire la Retribuzione Professionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Non ci sono dubbi sulla fondatezza delle tesi da sempre sostenute dall’Anief e supportate dall’ordinanza della Corte di Cassazione, che ha confermato l’impossibilità di discriminare il lavoro precario nella scuola anche riguardo la retribuzione del personale con contratti di supplenza “breve e saltuaria”. Stavolta a darne piena conferma e ad accogliere i ricorsi patrocinati in tutta Italia dagli Avvocati Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi, con il supporto sul territorio dei nostri legali, sono i Tribunali del Lavoro di Bari (Avv. Mariaconcetta Milone), Catania (Avv. Marco Di Pietro), Foggia (Avv. Maria Rosaria Calvio), Parma (avv. Irene Lo Bue), Roma (Avv. Salvatore Russo), Velletri (Avv. Salvatore Russo) e Venezia (Avv.ti Maria Maniscalco e Denis Rosa). Circa 20 nuove sentenze che evidenziano come “la retribuzione professionale docenti – la quale ha natura fissa e continuativa e non è collegata a particolari modalità di svolgimento dell’attività di docenza – rientra tra le “condizioni di impiego” che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro collegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato i quali non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive” e, dunque, va riconosciuta anche in caso di contratti a termine per supplenze brevi e saltuarie.

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Scuola: Supplenti in servizio anche dopo rientro titolare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

Nelle prime settimane dopo la pubblicazione del decreto ‘Cura Italia’, tuttavia, sono stati moltissimi i casi di proroga della supplenza in seguito a rientro del titolare. Adesso, come segnala la testata specializzata Orizzonte Scuola, con nota n. 656 del 12/01/2021, il ministero informa le istituzioni scolastiche che i pagamenti di quelle supplenze sono stati bloccati dalla Ragioneria Generale dello Stato “in quanto dalla suddetta norma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. Il problema, prosegue la nota, avrebbe origine nel fatto che “tali contratti andrebbero a formalizzare dei nuovi incarichi, e non delle supplenze ordinarie, per i quali tuttavia non è stato comunicato un preciso stanziamento di risorse”.La nota si conclude con un invito, rivolto alle scuole, che sa di beffa sia per i supplenti mai pagati che per i dirigenti scolastici su cui, adesso, viene scaricata la croce di un provvedimento pasticciato sin dall’inizio. Il Ministero, infatti, invita le scuole “ad attenersi a quanto segue: provvedere al pagamento dei docenti interessati mediante proprie risorse finanziarie di bilancio, senza vincolo di destinazione, al fine di evitare ulteriori oneri di interessi e spese legali derivanti da contenziosi instaurati dal personale interessato, a cui non è stato riconosciuto il compenso per le prestazioni rese; procedere all’annullamento di quanto caricato su SIDI, mediante l’inserimento e la trasmissione del prospetto A-1.” “La decisione della Ragioneria dello Stato – dichiara Marco Giordano, segretario generale ANIEF – di non pagare i supplenti e di scaricare sulle scuole la responsabilità di provvedervi con risorse proprie è inaccettabile. I docenti hanno lavorato e hanno quindi diritto al pagamento di quanto dovuto, ma non si può certo dire alle scuole ‘scusate, abbiamo sbagliato, adesso sbrigatevela da sole’. Cosa accadrà se non avranno in cassa fondi sufficienti cui fare affidamento? E anche se li avessero, perché mai dovrebbero essere le istituzioni scolastiche a pagare il conto di una norma pasticciata?”

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Legge di bilancio: Record precari, emendamenti Anief per assumere tutti i supplenti che hanno svolto 36 mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Nel Disegno di Legge di Bilancio 2021 che ha avuto il via libera dal Governo ed è ora all’esame della Camera ci sono disposizioni specifiche sulla scuola. Ad fare il punto della situazione è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante una video-intervista rilasciata all’agenzia Teleborsa, nella quale il sindacalista si sofferma su “assunzioni e contratti a termine” in un comparto, quello della scuola, dove imperversa il precariato, avendo raggiunto una percentuale doppia (sopra il 20%) rispetto agli altri comparti che si traduce nelle 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate. Per superare il problema crescente, Anief ha fatto presentare “degli emendamenti che riguardano tutto il personale scolastico: in linea di principio abbiamo chiesto che venga stabilizzato chiunque abbia svolto 36 mesi di supplenze” anche non continuative “all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione”. Questi lavoratori vanno assunti così come avviene già “nel settore privato”. La lotta al precariato passa per i banchi parlamentari. Tra le varie richieste di modifica alla Legge di Stabilità, formulate del giovane sindacato Anief, dice il suo presidente nazionale, “vi sono delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta. Ecco perché vogliamo che ci sia il doppio canale di reclutamento: è l’unico strumento dello Stato compatibile con i contratti a termine”.Secondo il professore Marcello Pacifico l’attuale modello di reclutamento si è dimostrato fallimentare: “quest’anno ci sono state addirittura 60 mila immissioni in ruolo non assegnate. C’è poi il concorso straordinario della scuola secondaria: a questo punto, visto che è bloccato chiediamo che venga cambiato, trasformandolo da selettivo in una delle procedure che possano permettere a tutti i precari che hanno presentato domanda, anche l’anno scorso e lo faranno nei successivi, di essere stabilizzati in modo graduale. Quello che serve è un sistema che porti i precari italiani a essere assunti in ruolo laddove le GaE sono esaurite”.“Il pacchetto di richieste del sindacato autonomo – continua Pacifico – non può tralasciare i diritti dei docenti precari assunti nei ruoli con riserva o di chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova. In questo periodo difficile di contagi da Covid19, comunque rimane importante valorizzare il personale e confermare” ed ampliare “gli organici: ecco perché continuiamo a insistere presso il Parlamento e tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, perché vengano fatte delle scelte chiare. La scuola italiana – conclude il leader dell’Aneif – non si può ancora più precarizzare al tempo del Covid”.

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Scuola: Inizio anno, si riparte con troppi supplenti e pochi spazi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di una doppia intervista a Teleborsa e Italia Stampa: “Si tornerà in classe con oltre 250 mila docenti e Ata supplenti, quindi un lavoratore su quattro precario. C’è anche l’incognita dell’organico aggiuntivo Covid, circa 70 mila lavoratori, in prevalenza insegnanti, su cui pesa la mancanza di garanzie contrattuali”. E poi c’è la mancanza “di spazi dopo che per anni sono stati dismessi 15 mila plessi. Ne sono stati recuperati 3 mila, non bastano”: è con questi locali in più che si potrebbe vincere la sfida sulla “sicurezza, ad iniziare dal distanziamento sociale minimo da rispettare”, così come imposto dal Comitato tecnico scientifico e dagli organismi sanitari.La scuola prova a ritornare alle lezioni in presenza con tanti interrogativi senza risposta. “Primo giorno d’inizio delle lezioni a Bolzano, mentre da altre parti d’Italia l’anno scolastico partirà il 14 settembre e in alcune regioni il 24 settembre. Partenze scaglionate, dunque, come è sempre accaduto, ma questo è forse l’anno più difficile della storia repubblicana, perché l’anno scorso abbiamo dovuto chiudere le scuole e quest’anno le stiamo riaprendo proprio perché riteniamo che la didattica a distanza non possa sostituire la didattica in presenza, se non per limitati periodi e casi”.Secondo Pacifico è lunga la lista dei nodi ancora da sciogliere in vista della riapertura delle scuole: “C’è anche il problema degli spazi, più sentito al Sud, ma anche in diverse parti d’Italia: nasce da quel rapporto di collaborazione degli enti locali” e che deve fare i conti con la loro scarsa “disponibilità economica, non solo per i trasporti anche per quanto riguarda il rientro scaglionato degli alunni, soprattutto quando si tratta di sedi scolastiche non cittadine”.”Per ripartire con più serenità, al di là dei test sierologici, che dovrebbero essere comunque effettuati periodicamente, serve un nuovo patto educativo tra le famiglie e il personale insegnante, affinché i comportamenti e le norme del distanziamento siano uguali dentro e fuori la scuola, altrimenti” si andrà avanti con le lezioni “sempre come il primo giorno di scuola”. Certamente, “occorrerà rispettare le regole di sicurezza nei luoghi pubblici, aspettando l’avvivo del vaccino fino a quando sarà utile per sconfiggere questo virus”.

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Scuola: Ritorno in classe, organico Covid: potrebbero essere 56 mila docenti e 20 mila Ata supplenti in più

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Se si sommano i fondi stanziati dal Decreto Rilancio e dal Decreto agostano. E’ un segnale importante ma a condizione che sia un inizio rispetto al potenziamento che si potrà fare con i soldi dell’Europa che arriveranno per il prossimo settennato. Il primo passo sarà trasformarli in organico di diritto alla luce dell’impegno preso nel Protocollo sulla sicurezza del 6 agosto sulla revisione delle norme sul dimensionamento scolastico. La stima è stata realizzata dall’Ufficio Studi Anief, che ha tramutato in posti di lavoro i fondi stanziati per assumere nuovo personale scolastico attraverso sia il Decreto Rilancio (34/2020) sia pochi giorni fa con il Decreto Agosto (104/2020). Marcello Pacifico (Anief): “Assumere non più di 76 mila nuovi docenti e Ata non risolve il problema del distanziamento perché ne servirebbero almeno altrettanti ma comincia ad essere un segnale di direzione, mentre ancora i dirigenti devono capire come potranno utilizzare tale personale, tra possibili riduzioni del monte orario settimanale delle lezioni, l’introduzione di doppi turni e la ricerca di spazi. La scuola deve ripartire, però, in presenza, e in sicurezza. Presenteremo ai senatori degli emendamenti che andranno in tal senso oltre ad assegnare nei ruoli tutti i posti vacanti dalle prossime immissioni in ruolo e salvaguardare anche diverse figure professionali lasciate al loro destino – come i docenti diplomati magistrale, i maestri della scuola dell’infanzie e primaria, gli insegnanti tecnico-pratici e di religione cattolica, i facenti funzione Dsga – appena si riuniranno le Commissioni a fine mese per l’esame del decreto ‘agostano’ 104”.

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Scuola: Record di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

A settembre si supereranno i 250 mila contratti annuali a termine, con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2021: un numero impressionante, praticamente un insegnante italiano su tre sarà precario. L’argomento viene affrontato da Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, in un’intervista ad Orizzonte Scuola: “Sul precariato le posizioni col ministro Azzolina restano distanti. Chi lavora nella scuola per anni, sia docente che personale Ata, deve avere riconosciuto il servizio a tempo indeterminato presso lo Stato. Questo non vuol dire che non si debbano fare i concorsi”. Certamente, ricorda il sindacalista, “i concorsi si devono fare, è giusto che ci sia una selezione. Però non ci si può dimenticare del personale che ha lavorato a tempo determinato, svolgendo un servizio per i cittadini”. Come non si possono imporre delle nuove graduatorie sulla base di tabelle di valutazione completamente diverse da quelle che valevano da 13 anni.Ha fatto bene la ministra Lucia Azzolina a bandire i concorsi per assumere 78 mila nuovi docenti meritevoli nella scuola pubblica, ma ve ne sono ancora di più che dovevano essere assorbiti con le modalità automatiche indicate da tempo dall’UE e anche la gestione con le nuove graduatorie provinciali lascia molto a desiderare. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega, in un’intervista rilasciata ad Orizzonte Scuola, i motivi del consenso e del dissenso rispetto alle scelte fatte dall’attuale dicastero dell’Istruzione sul reclutamento e sui precari storici.Il rappresentante sindacale chiede a chi governa la scuola di adottare più coerenza: “O a priori non si utilizza il personale oppure se lo utilizzi per parecchi anni poi non si può dimenticare che esista”, aggirando qualsiasi tipo di soluzione richiesta per mantenere in vita dei diritti professionali costituzionalmente protetti e contrastando ancora una volta la stabilità del corpo insegnante e quindi la continuità didattica da tanti invocata ma mai realmente perseguita.

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La scuola-giungla”: 200mila supplenti a rincorrere concorsi, graduatorie e abilitazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Sono 835 mila i docenti della scuola italiana: professoresse e professori, maestre e maestri di cui parla oggi La Repubblica. “Disegnano la scuola ma molti di loro, duecentomila, sono precari. Ostaggi di un percorso a ostacoli fatto di concorsi, graduatorie e abilitazioni che negli anni è diventato sempre più sfinente e complicato. Eroi o burocrati, appassionati o rassegnati. In prima linea nella battaglia più importante: quella per la formazione dei ragazzi”. Esemplare è la storia di un laureato in Filosofia che non riesce a farsi riconoscere le specializzazioni post laurea, conseguite anche all’estero, e rimane fermo in graduatoria, gli vengono negate pure le supplenze brevi e al massimo gli si chiede di fare il collaboratore scolastico: “nel 2017 – scrive – mi hanno negato 5 punti in graduatoria. Da allora ho ricevuto varie convocazioni per fare il bidello. E chi sarebbe stato dietro di me se mi avessero assegnato i 5 punti ha fatto varie supplenze di Storia e Filosofia. L’Italia è una grande cloaca. Piantiamola di lamentarci dell’austerità che ci impedirebbe di spiccare il volo. Noi stessi – conclude il filosofo – ci autoincateniamo al suolo con leggi e burocrati da terzo mondo”.Marcello Pacifico (Anief): “Snellire e sburocratizzare le procedure di reclutamento e stabilizzazione è possibile: basta volerlo. Basta legiferare norme chiare, comprensibili e non più discriminanti. Si possono, ad esempio, riaprire le graduatorie ad esaurimento a tutti gli abilitati all’insegnamento, come già fatto nel 2008 e nel 2012 senza che nessuno gridasse allo scandalo. Come si possono utilizzare per le assunzioni a tempo indeterminato pure le nuove graduatorie d’istituto che l’amministrazione si appresta a trasformare in provinciali, pur con diverse modifiche da introdurre. Ma anche semplicemente prevedere l’attivazione di una nuova graduatoria per titoli e servizi, come chiesto nelle scorse settimane dall’Anief, come da diversi gruppi parlamentari in fase di modifica del Decreto Scuola e del Decreto Rilancio. Noi, dal conto nostro, non ci arrendiamo: continuiamo ad operare, in tutte le sedi possibili, anche giudiziarie, perché siamo convinti che l’inferno della burocrazia e dell’inefficienza non può prevalere sui diritti dei cittadini lavoratori”.In Italia un docente su quattro è supplente: a settembre, quando si incrementeranno gli organici con posti da assegnare solo a precari e senza prevedere stabilizzazioni, la forbice diventerà ancora più stretta. A fronte di 8 milioni e 300 mila studenti, vi sono quindi “835 mila professori e maestri, di cui 635 mila di ruolo e 200 mila supplenti. Un rapporto di un docente ogni dieci ragazze e ragazzi. Sulla carta, un paradiso. Se non fosse un inferno. La scuola è la nostra croce e insieme la nostra speranza. O almeno, dovrebbe esserlo. E in qualche modo loro, i professori, i maestri – quelli per cui la scuola non finisce e non è finita mai – sono insieme parte del problema”.

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Coronavirus: La scuola non si ferma: tutti i supplenti confermati

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

I docenti sono in questi giorni impegnati in forme di vario tipo di didattica a distanza: una modalità volontaria, poiché non definita contrattualmente, che gli insegnanti stanno portando avanti per non interrompere la formazione degli alunni. Il fare etico riguarda tutti, anche i supplenti. lo sa bene il Governo, che nel maxi-decreto anti-Coronavirus da 20-25 miliardi che si appresta a varare, prevede disposizioni specifiche proprio a favore della continuità didattica e dello stipendio da conferire al personale precario in servizio anche con supplenza cosiddetta “breve” o temporanea.“È bene – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che le supplenze in essere e quelle derivanti da malattie dei docenti di ruolo vengano tutte confermate. Chiediamo alle nostre Rsu di verificare che questa procedura si attui negli istituti scolastici dove prestano servizio: se la didattica continua, attraverso altre forme, che ogni docente ritiene più opportune, in base alle proprie conoscenze e in virtù della libertà di insegnamento, allora è indispensabile procedere alla conferma o alla nomina dei docenti precari. Sia perché gli alunni hanno diritto ad avere in toto i docenti del loro Consiglio di Classe, sia perché in questo modo quando si tornerà in classe, secondo noi necessariamente dopo Pasqua, tutti saranno pronti per tornare a fare lezione”.
La disposizione, se approvata, dà seguito al DPCM del 9 marzo 2020 e il successivo DPCM dell’11 marzo 2020, i quali hanno previsto la sospensione dell’attività didattica in tutte le scuole d’Italia, sino al prossimo 3 aprile. Già con la nota dell’8 marzo, il ministero dell’Istruzione aveva fornito indicazioni in merito all’assegnazione delle supplenze brevi considerata l’atipicità della sospensione delle attività: “Nel caso di assenze dei docenti titolari nel corso della sospensione delle attività didattiche in presenza, dunque, i dirigenti scolastici si avvalgono dei supplenti, compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente, al fine di garantire la didattica a distanza”, riporta la nota.Questo significa, chiosa Orizzonte Scuola, che “al fine di garantire la didattica a distanza, dunque, in caso di assenza dei docenti titolari, i dirigenti scolastici si avvalgono dei supplenti, tenuto conto della normativa vigente. Pertanto, qualora un docente titolare dovesse assentarsi nel corso della sospensione delle attività didattiche, il dirigente procede alla nomina del supplente. Allo stesso modo, qualora il titolare dovesse proseguire l’assenza nel corso della sospensione delle attività didattiche, il dirigente procede alla proroga della supplenza, quindi con contratto continuativo”. Ne consegue che in questi giorni di lezioni sospese, “nessun contratto è stato revocato, i docenti sono regolarmente in servizio, ma con modalità diverse, decise in autonomia dalla singola istituzione scolastica”.

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Supplenti, precari della scuola: Importante pronunzia del Tribunale di Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Con ordinanza cautelare del 27 febbraio 2020, il tribunale di Milano – sez. lavoro, ha accolto il ricorso proposto da un docente supplente, il quale rivendicava, ai fini giuridici ed economici, alcune giornate di servizio ricadenti nei periodi di sospensione predeterminata delle lezioni didattiche. Nello specifico, il ricorrente, difeso dall’avvocato Giuseppe Papagni referente dello “Sportello dei Diritti”, della BAT, aveva stipulato con un istituto scolastico meneghino numerosi contratti di lavoro a tempo determinato ricadenti nel medesimo anno scolastico, dai quali venivano però esclusi i periodi di sospensione predeterminata delle lezioni (Pasqua, Carnevale, ecc…) nonché alcuni sabati e domeniche. A causa del mancato riconoscimento delle giornate in questione, il docente supplente non poteva raggiungere, per sole sei giornate, le 180 giornate lavorative che consentono l’accreditamento, ai fini concorsuali e di punteggio, dell’intera annualità scolastica. Si è reso dunque necessario ricorrere al Giudice del Lavoro, con procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c, per veder riconosciute le giornate che, pur contrattualmente escluse, si sarebbero dovute comunque imputare nello stato di servizio del supplente. La pronunzia giurisdizionale ha interpretato in maniera puntale il D.M. n.201/2000 (relativo alle modalità di conferimento delle supplenze al personale docente), in cui viene presa in considerazione l’ipotesi di più periodi di assenza del titolare senza intervallo o intervallati soltanto da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento. L’accoglimento del cautelare consentirà al ricorrente di poter partecipare al concorso straordinario previsto dal d.l. n.129/2019 che, secondo il recente “decreto milleproroghe”, indica quale termine ultimo per la pubblicazione dei bandi il 30 aprile 2020. Inoltre, il docente precario potrà godere, in termini di punteggio, dell’intera annualità di servizio ai fini delle graduatorie scolastiche. Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’ordinanza di accoglimento emessa dal Tribunale di Milano traccia il solco per una più favorevole interpretazione dei contratti in favore di migliaia di docenti precari, i quali potranno ricorrere alla magistratura nel caso in cui venga negato il ricongiungimento di alcuni periodi di servizio. Sarebbe, infatti, altamente lesivo privare i supplenti, dopo anni di precariato, della possibilità di partecipare al concorso straordinario per il mancato ricongiungimento di poche giornate, che gli istituti scolastici ed il MIUR dovrebbero già riconoscere, in presenza di circostanze da valutare caso per caso, in via amministrativa.

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Scuola: I presidi a caccia di supplenti tutto l’anno

Posted by fidest press agency su sabato, 1 febbraio 2020

La scuola è al giro di boa, il secondo quadrimestre sta per iniziare, ma i dirigenti scolastici sono ancora sprovvisti di insegnanti nei loro Consigli di Classe, soprattutto in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte. Richiestissimi dai dirigenti sono i supplenti di sostegno, quelli curricolari di matematica per le medie e i docenti di lingue; ma siccome non ci sono più candidati ufficiali, si allarga il ricorso alle convocazioni tramite le Mad e gli annunci sui social. Intanto, il Governo ha cercato di tamponare la situazione in vista del prossimo anno, quando – a seguito dei pensionamenti, del mancato turn over, dei concorsi a rilento e della pessima organizzazione delle graduatorie – le supplenze annuali potrebbero arriveranno al record storico di 250 mila: in occasione del prossimo rinnovo delle liste di terza fascia d’istituto, per l’accesso non sarà indispensabile l’abilitazione ma basterà la laurea con i 24 CFU; inoltre, arrivano le nuove graduatorie d’istituto provinciali. Marcello Pacifico (Anief): “Peccato che non vengano utilizzate per la ‘call veloce’, voluta giustamente dalla ministra per procedere alle assunzioni a tempo indeterminato direttamente da GaE. Perché l’assurdo è che si continua a tamponare con i precari, senza concentrarsi sulla copertura definitiva delle cattedre libere con i tanti supplenti pronti allo scopo. È proprio un modus operandi sbagliato: lo stesso trattamento miope viene riservato anche agli altri profili, come gli Ata, i Dsga e gli educatori, per non parlare dei docenti di religione. Con gli emendamenti al decreto Milleproroghe abbiamo chiesto di cambiare registro, speriamo che vadano avanti”.
La situazione del precariato scolastico è ormai fuori controllo: secondo il quotidiano ‘La Stampa’, siamo arrivati al punto che “domanda e offerta di supplenti sono talmente alte da aver portato alla nascita di una piattaforma che alla modica cifra di 19 euro mette in contatto gli aspiranti insegnanti con centinaia di istituti. Finora in 2.349 hanno trovato lavoro, sostiene il sito nella sua home-page”.Il quotidiano ricorda anche i numeri altisonanti della supplentite: “Gli ultimi dati indicano in 155mila numero dei supplenti per il 2018/19, in aumento costante dal 2015, anno in cui Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, dichiarò guerra alla supplentite. E sembra che non andrà molto meglio nei prossimi anni. A settembre si è raggiunta quota 185mila supplenti, dei quali quasi metà su posti di sostegno. Il prossimo settembre la cifra rischia di aumentare ancora: ci saranno altri 33mila docenti che andranno in pensione, liberando altrettanti posti ma senza avere un numero sufficiente di nuovi insegnanti a occuparli. Aumentano i supplenti e aumentano quelli reclutati attraverso la Mad: circa 14mila lo scorso anno e 16mila quest’anno, secondo le poche stime che circolano”.
Secondo Anief, sono stime in difetto. Perché il ricorso alle Mad quest’anno è stato molto più massiccio che in passato. E laddove non è bastato, alcuni presidi sono arrivati a “postare” annunci, alla disperata ricerca di supplenti annuali, addirittura sui social media. È emblematico che anche le testate on line specializzate in Istruzione si siano prestate a rendere pubblica l’andata continua di richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per supplenze annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste è concentrate al Nord (ha fatto “rumore” quella del preside dell’Istituto nautico “San Giorgio” di Genova e Camogli che ha ‘postato’ un annuncio su Facebook); ma non mancano casi di dirigenti scolastici di istituti del Centro-Sud.

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Scuola: a metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Sul precariato scolastico si sta superando la soglia del buon senso. Accade che un dirigente scolastico di un istituto professionale di Rho, nella città metropolitana di Milano, decide di pubblicare un post sul suo profilo Facebook con le caratteristiche delle materie di insegnamento di cui è sguarnita la scuola che dirige: matematica, scienze, tecnologie elettriche ed elettroniche; 18 ore in classe fino a giugno. Solo che non è un caso isolato: sta diventano una spiacevole consuetudine. Secondo Orizzonte Scuola, si tratta del “genere di cattedra nel Nord è spesso carente di professori. In aula riescono ad entrare anche i docenti con il solo titolo di studio universitario competente. Infatti, prima di rivolgersi alla Rete, il dirigente scolastico aveva provveduto a contattare i docenti dai curricula, ma senza successo perché avevano già avuto cattedre assegnate o vivevano lontano”. Come risulta al Corriere della Sera, non è la prima volta che un dirigente scolastico si rivolge alla Rete per cercare i professori disponibili. Altri precedenti si sono verificati in Veneto e Liguria, sollevando le perplessità dei sindacati su questa forma di reclutamento, che sembra potersi accostare alla chiamata diretta introdotta, contro il volere di tutti, dalla Legge 107 del 2015. Solo qualche giorno fa, avevamo osservato che, oltre ai social, diversi siti internet si stanno trasformando in agenzie di pubblico impiego per la scuola: sullo stesso sito internet Orizzonte Scuola vengono pubblicate continue richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per la stipula di contratti annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste sono concentrate al Nord. Per ovviare al problema, sempre più impellente, Anief propone un emendamento nel sostituire i cc. 1-16 dell’art. 1 del decreto salva-precari, già pubblicato il 30 ottobre in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame della Camera, utilizzando l’attuale doppio canale di reclutamento al luogo della nuova procedura riservata, che regola le chiamate delle supplenze fuori graduatoria: la richiesta del sindacato rientra in un punto specifico della piattaforma dello sciopero Anief in programma domani per l’intera giornata e aperto a tutto il personale docente e Ata, di ruolo e precario, agli educatori, al personale Ata, dell’Afam e dell’Università. È una soluzione da prendere in considerazione, perché risolverebbe da subito il problema delle 90 mila cattedre andate deserte durante le convocazioni per le immissioni in ruolo negli ultimi cinque anni, delle maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE e degli insegnanti tecnico pratici ed educatori a rischio licenziamento, dei più di 100 mila docenti abilitati dopo il 2012 con il TFA, PAS all’estero esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a differenza degli altri docenti abilitati in precedenza, e degli altrettanti docenti senza abilitazione inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto che entrerebbero nei ruoli dopo la frequenza di un apposito corso abilitante. La norma, nel trasformare le graduatorie di istituto in provinciali, limiterebbe l’utilizzo delle messe a disposizione sempre più inflazionato e non regolamentato, sostituendo l’attuale scelta delle dieci/venti scuole da parte degli aspiranti supplenti con le scuole della provincia e consentendo ai giovani laureati di inserirsi nelle graduatorie.

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Scuola: Immissioni in ruolo a vuoto, posti vacanti andranno ai supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

Sono dati paradossali e sconfortanti quelli raccolti da Anief, giovane sindacato rappresentativo, nel corso delle immissioni in ruolo – da concorso e da GaE – dell’Usp Palermo, per quanto riguarda gli istituti scolastici del capoluogo siciliano e della sua provincia. In particolare, come raccontato dall’edizione palermitana del quotidiano La Repubblica, «in alcune materie non è stato possibile completare le assunzioni per carenza di aspiranti. Una situazione che ha dell’assurdo in una regione che deve fare i conti col più alto tasso di disoccupazione giovanile del Paese». Alla fine delle operazioni, secondo quanto risulta ad Anief, sono ad esempio senza titolare almeno una decina di posti sia per le classe di concorso Flauto (AG-56, secondaria di primo grado) che per quella Percussioni (AI-56, secondaria di primo grado). Per quanto riguarda poi la secondaria di secondo grado da GaE, per esempio, risulta un notevole residuo delle immissioni in ruolo per la classe di concorso A-41, Scienze e tecnologie informatiche. Le cause di questa situazione assurda sono endemiche, legate alla mancanza di graduatorie da cui attingere i docenti di ruolo: una condizione tipica delle regioni settentrionali, ma che negli ultimi anni si è diffusa anche al sud. Il concorso 2016 è pressoché esaurito in tutte le classi di concorso e quello straordinario per abilitati del 2018, voluto dal Miur, non ha di certo risolto le problematiche, soprattutto di alcune specifiche classi di concorso. L’aggiornamento delle GaE e la relativa possibilità di reinserimento non hanno fatto altro che aumentare le fila delle graduatorie di Infanzia e Primaria, lasciando invariate quelle della secondaria. “La questione è sempre la stessa: lo Stato preferisce assumere a tempo determinato un supplente, piuttosto che immettere in ruolo un docente specializzato e pronto per ricoprire la cattedra per la quale si è preparato per anni. Noi non ci stiamo e ci batteremo sempre per porre fine al triste fenomeno della supplentite”, conclude il sindacalista autonomo.

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Scuola: Record supplenti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Nell’anno record di precari da assumere, quasi 200 mila, quali saranno le discipline più ricercate? Di quali docenti avranno bisogno i dirigenti scolastici? Una tendenza chiara proviene in questi giorni dalle cattedre andate deserte per le oltre 53 mila assunzioni a tempo indeterminato. Perché la carenza in determinate classi di concorso, emersa nelle varie graduatorie di merito, molto spesso si ripete anche nelle GaE. A quel punto, i dirigenti degli Uffici scolastici sono costretti a passare la “palla” direttamente alle scuole, dove si utilizzano le graduatorie d’istituto. Queste ultime, però, spesso non bastano a risolvere il problema, pur in presenza di un’alta mole di supplenti, perché le iscrizioni in seconda e terza fascia d’istituto si attuano su un numero limitato di istituti. Per cui, con questo sistema organizzativo, ci si ritrova non di rado con una concentrazione di aspiranti in alcune scuole (soprattutto quelle poste in zone centrali e più ambite) e un numero troppo ridotto, per coprire le esigenze, in altri istituti (in alta percentuale più “difficili”, posti in aree periferiche e a rischi vari).“La situazione – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – sta diventando davvero difficile, Perché non si ricorda, negli ultimi 50 anni, una carenza di docenti così vasta e generalizzata, a livello territoriale. Dalla fine degli anni Sessanta e i primi Settanta, quando gli istituti si fecero trovare impreparati al primo vero boom di alunni e di iscrizioni. Oggi, siamo riusciti nell’impresa di avere un numero impressionante di posti vacanti, uno su cinque, forse anche di più, pur avendo un esercito di docenti precari, molti dei quali pure già abilitati all’insegnamento. Il Miur, anziché procedere alla svelta al loro assorbimento, tramite GaE, doppio canale anche da graduatoria d’Istituto e prevedendo più elasticità negli spostamenti volontari di quelle derivanti dalle varie selezioni, ha puntato tutto su nuovi concorsi pubblici. Non volendo considerare che il tempo per bandirli e realizzarli, non c’era affatto. Ora, se ci troviamo in questa situazione assurda, almeno sapete a chi rivolgervi”. Ormai è assodato: tutto il mese di settembre, ma in molti casi anche quello di ottobre, sarà contrassegnato dalla difficile ricerca di docenti precari.

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Scuola: Stipendi peggiori e boom di supplenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

La Ragioneria dello Stato certifica la sconfitta della scuola pubblica. Insegnanti e Ata tra i meno pagati dei dipendenti pubblici e quasi il doppio il tasso di precarietà. A niente sono servite le politiche sul reclutamento attraverso concorsi straordinari degli ultimi anni, né risolverà niente l’accordo coi sindacati di aprile che, peraltro, potrebbe non vedere mai la luce vista la crisi di Governo. E la Commissione Ue si prepara a multare l’Italia sull’abuso dei contratti a termine. Per il presidente Anief, Marcello Pacifico, è la prova del fallimento delle politiche scolastiche degli ultimi Governi.
Basta un programma in sette punti per cominciare a rispondere a questa emergenza: 1) sbloccare i soldi destinati alla scuola dalla legge 133/2008 per aumenti di almeno 200 euro mensili e immediati; 2) assumere su tutti i posti vacanti anche di Quota 100 e in organico di diritto o in deroga su sostegno; 3) salvaguardare i ruoli a qualunque titolo già assegnati, in caso di superamento dell’anno di prova; 4) stabilizzare tutti gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari e i precari con 36 mesi, i docenti dalle graduatorie di istituto e gli Ata, educatori, assistenti alla comunicazione al pari dei lavoratori delle cooperative; 5) favorire una mobilità ordinaria, annuale con passaggi di ruolo e passaggi verticali; 6) garantire la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo sancita dalla giurisprudenza; 7) avviare concorsi ordinari regolari con graduatorie nazionali.
È ancora una volta della scuola il primato dei compensi annuali più magri della pubblica amministrazione. Con l’aggravante che tra i lavoratori della scuola la percentuale di personale supplente è quasi doppia al 10% medio del comparto pubblico.
Marcello Pacifico (Anief): Diventa sempre più indispensabile attuare una svolta nel settore della scuola, dove, però, si continua a tagliare viste anche le riduzioni progressive di spesa pubblica previste nell’ultimo Def. Non ci aspettavamo molto dal vago accordo del 24 aprile scorso, una vera farsa all’italiana, siglato a Palazzo Chigi tra il capo del Governo e gli illusi sindacati maggiori che, dopo avere esultato per i promessi aumenti a tre cifre e il ritorno dei concorsi riservati, sono tornati a minacciare quello sciopero ritirato prima delle elezioni europee. Come sapevamo che gli aumenti-mancia del 3,48% del Governo Gentiloni più l’indennità di vacanza contrattuale, di poco superiore allo 0,5%, introdotta da aprile dalla maggioranza giallo-verde, non avrebbero mosso più di tanti i compensi dimezzati rispetto al resto d’Europa dove si lavora anche meno rispetto all’Italia, né recuperato l’inflazione degli ultimi dieci anni (+14%).

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Campidoglio: prosegue lavoro per rafforzare organico supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Roma L’Amministrazione capitolina sta mettendo in campo una serie di azioni di sistema con l’obiettivo di sanare il vulnus storico di Roma Capitale relativo alla carenza di supplenti.
È stato bandito un concorso cui hanno aderito circa 10mila candidati. Sulla base delle candidature pervenute è stata elaborata una graduatoria unica per titoli ed esperienza professionale che assicurerà fin da subito la possibilità di inserimento di almeno 500 nuovi supplenti.Per la prima volta è stato inoltre elaborato un Regolamento di Roma Capitale in tema di supplenze. Il testo consentirà a Roma Capitale di diventare la prima realtà ad abbandonare il contratto a chiamata, a tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e introdurrà misure tendenti all’ottimizzazione delle risorse disponibili. Il Regolamento verrà discusso e finalizzato con le organizzazioni sindacali durante un incontro che si terrà il 10 gennaio.È stato inoltre fissato il budget spesa per gennaio relativo alle supplenze, che permette a ogni Municipio di disporre di finanziamenti certi sulla base del trend storico registrato negli anni precedenti. Così, in una nota, il Campidoglio.

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Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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Roma supplenti: Circa 10 mila a disposizione di tutti gli asili e scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Roma. A partire dalla prossima settimana tutti gli asili nido e le scuole dell’infanzia di Roma potranno attingere a una graduatoria unica cittadina per il reperimento di supplenti a tempo determinato. L’elenco provvisorio conta circa 6.900 educatrici di asili nido e 2.800 insegnanti di scuola dell’infanzia. È stato approvato sulla base dei titoli di cultura e dell’esperienza professionale di coloro che hanno presentato domanda per il concorso bandito dall’Amministrazione Capitolina per l’assunzione di personale della scuola.
Con l’approvazione della graduatoria unica si supera il vecchio sistema che prevedeva singole graduatorie per ciascun Municipio, con conseguenti disparità territoriali nel reclutamento delle supplenze. Con il nuovo modello, invece, tutti gli istituti potranno attingere da un unico elenco. Questa operazione porterà inoltre all’incremento di diverse centinaia di supplenti a disposizione di tutto il territorio comunale, che potranno essere chiamati in servizio da qualunque Municipio.“La nostra Amministrazione ha bandito un concorso pubblico per l’assunzione del personale della scuola. In attesa che si completi la procedura concorsuale per titoli ed esami, finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato, abbiamo deciso di approvare una graduatoria provvisoria a cui attingere per le supplenze. Prosegue dunque il lavoro di contrasto alla precarietà avviato sin dal nostro insediamento. Finalmente mettiamo ordine in un settore che da decenni scontava una confusa stratificazione delle modalità e dei criteri di accesso”, dichiara il delegato della sindaca al Personale e alle Relazioni sindacali, Antonio De Santis.

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Scuola: Supplenti, l’onda lunga non si ferma

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Intervenendo in diretta radiofonica, su Rai Radio Uno, il presidente del giovane sindacato ha ricordato la differenza tra organico di fatto e organico di diritto e il perché dei tanti posti in deroga su sostegno che costringono ogni anno 130 mila alunni disabili a cambiare docente: il sindacalista autonomo ha ricordato che la macchina amministrativa preferisce tenere tantissimi precari su posti vacanti e disponibili, il 15% del totale, per non pagare le mensilità estive e le progressioni di carriera, ovvero 3 mila euro annuali a cattedra. Ma ciò accade malgrado la storica sentenza Mascolo della Curia Europea quattro anni fa abbia spiegato a tutti i membri UE che non esiste giudice che possa esimersi dal condannare uno Stato e dal far risarcire al danneggiato più di quanto risparmiato. Sino a quando il numero di chi ricorre sarà esiguo rispetto alle migliaia di supplenze assegnate, continuerà questa finzione sugli organici, ancora più eclatante sui posti di sostegno dove per legge manca nei ruoli un posto su tre.

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Scuola: Docenti di sostegno, al via il balletto dei supplenti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 settembre 2018

Da uno studio nazionale realizzato da Tuttoscuola e pubblicato oggi, risulta che in questi primi giorni dell’anno scolastico il 90% degli insegnanti precari specializzati sarà costretto a cambiare scuola. Ma poiché il numero di posti coperti da supplenti annuali per colpa del Miur ha raggiunto cifre stratosferiche, il risultato è che su 253 mila alunni disabili, ben 133 mila, quindi oltre la metà, si ritroverà con un docente diverso rispetto a quello dello scorso anno. A completare il quadro di mala-gestione ci si mette anche la tendenza a ridurre il numero di docenti rispetto al reale fabbisogno. Perché se nel 2006 gli alunni disabili certificati erano 180 mila e oggi sono circa 255 mila, non si può continuare a mantenere in vita l’organico di diritto bloccato al 66% del necessario. Per dire no a questo stato di cose, che minano il diritto allo studio degli allievi più bisognosi di attenzione, Anief in questi giorni ha riproposto l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” che lo scorso anno ha prodotto oltre cento cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare, senza affrontare spese, ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net

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Scuola: anche quest’anno più di 100mila supplenti, il 75% della PA

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, alle stime al ribasso di Bussetti: gli insegnanti in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontavano a un milione di unità. Come mai oggi ci si ferma a nemmeno 800 mila? Ancora una volta si cerca si sminuire il fenomeno, che è invece mastodontico: la percentuale di docenti precari è del 13%, ovvero i tre quarti dei lavoratori non di ruolo dell’intera amministrazione pubblica. Siamo pronti a confermare tutto con un incontro al Miur. Ancora una volta i grandi numeri della scuola si plasmano e utilizzano per supportare le proprie tesi: a cedere alla tentazione comune è stato oggi anche il Ministro dell’Istruzione, che nel corso di un’intervista alla stampa, ripresa da Orizzonte Scuola, ha detto che “le supplenze dell’a.s. 2018/19 saranno circa 80.000, e i supplenti saranno dunque il 10% degli insegnanti in servizio, che sono 700.000”. Quindi, secondo Bussetti. “la supplentite esiste, ma se rapportata al numero totale degli insegnanti in servizio non assume contorni così catastrofici”. In ogni caso la precarietà è da sconfiggere. Dovranno rimanere solo le supplenze temporanee, sogno e obiettivo di ogni Ministro che si sia seduto a Viale Trastevere”. Pertanto, “il Ministro ha detto che occorre al più presto “ripensare il reclutamento degli insegnanti” e per farlo “serve una visione pluriennale, ripensando i meccanismi di reclutamento. Il primo passo sarà quello di procedere ad una mappatura dei posti disponibili, in modo da bandire concorsi con posti ben precisi. In questo modo il docente sceglierà la regione in cui svolgere il concorso con la consapevolezza di ciò a cui andrà incontro”.Secca la replica del sindacato Anief, attraverso il suo presidente nazionale Marcello Pacifico. Al quale non tornano i conteggi espressi da Bussetti: “La quantità di personale docente in servizio l’anno scolastico scorso durante le ultime elezioni RSU, svolte in primavera, ammontava a un milione di unità. Come mai oggi il Ministro dell’Istruzione si ferma a meno di 800 mila?”, chiede Pacifico. “L’ipotesi che si giochi con i numeri per cercare di sminuire la piaga del precariato scolastico è quindi più che lecita”.“Perché – continua il sindacalista autonomo – con le quantità reali, considerando anche le immissioni in ruolo perse, una su tre, che porteranno le supplenze ad oltre 100mila unità, la percentuale di insegnanti precari sale al 13%: considerando che stiamo parlando del comporto più grande d’Italia, si tratta del 75% di lavoratori non di ruolo di tutta la pubblica amministrazione. Siamo convinti dei nostri numeri e pronti anche ad un incontro al Miur, dove portare le carte che confermano tutto. Ecco perché Anief è pronta a far risarcire tutti in tribunale. Inoltre, siamo pronti a citare di nuovo lo Stato italiano in giudizio per verificare se, per l’abuso dei contratti a termine, le sanzioni vigenti applicate alle autorità pubbliche (l’indennità forfettaria, il risarcimento per la perdita di opportunità e la responsabilità dirigenziale) siano effettive e dissuasive da garantire la piena efficacia delle disposizioni adottate in applicazione delle norme UE”. “Infine, sugli organici dei lavoratori della scuola non bisogna fare alcuna mappatura o un’inchiesta. L’unica cosa che c’è da fare è quella di trasformare tutto l’organico di fatto in quello di diritto e assumere sui posti vacanti: quelli attuali e quelli che si verranno a determinare con tale operazione. Sino ad allora, le famiglie continueranno a pagare risarcimenti, per colpa di politici o amministratore incompetenti”, conclude Pacifico.

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