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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘supplentite’

Scuola: Approvato decreto Cura Italia e supplentite

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

La Camera ha approvato la fiducia per il decreto Cura Italia centrato sul potenziamento del Sistema sanitario, sul sostegno all’occupazione e ai lavoratori, sul supporto al credito per famiglie. Anief aveva inviato in V commissione Senato 15 proposte emendative con l’obiettivo di contrastare la precarietà che, in vista della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto, mette a rischio il prossimo anno scolastico e fa salire a quota 250.000 le cattedre vacanti da coprire per il 2020/21.
La parola chiave delle nostre proposte è “stabilizzare”. Oltre all’immissione in ruolo di tutto il personale docente e ATA con 36 mesi di servizio in ottemperanza alla normativa europea, Anief è tornata a chiedere con forza la riapertura delle graduatorie ad esaurimento ovvero l’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto divenute provinciali, ricordando che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, causando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE. Richieste anche procedure semplificate di immissioni in ruolo da prevedere anche per i facenti funzione DSGA, in ragione di una procedura concorsuale al momento sospesa, e per i ricorrenti dei concorsi dirigenti scolastici.

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Scuola: Il Pd dice basta alla supplentite

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Il Pd dice basta alla supplentite: assumiamo i precari, riapriamo le graduatorie d’istituto, salvaguardiamo il sostegno. Nel Parlamento italiano non sono solo le forze d’opposizione a chiedere di ascoltare i sindacati, di non riprendere la scuola con i solito “balletto” di supplenti che si avvicendano, di assumere in ruolo i precari senza più indugi e di riaprire subito le graduatorie d’istituto, oltre che affrontare i problemi irrisolti per il sostegno agli alunni disabili: è di oggi la nota dei senatori Pd Francesco Verducci e Vanna Iori, rispettivamente vice presidente e capogruppo Commissione Cultura e Istruzione del Senato a margine delle audizioni svoltesi ieri sul Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, tra cui quella tenuta dal presidente di Anief Marcello Pacifico proprio in VII Commissione.“Siamo sempre più felici che le nostre convinzioni siano ormai diventati i leitmotiv non solo degli altri sindacati rappresentativi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma anche di un numero sempre maggiore di parlamentari appartenenti a schieramenti che fanno parte del Governo. Significa dare il giusto merito al nostro sindacato, che è cresciuto non solo nei numeri, tanto da raggiungere la rappresentatività ai tavoli di contrattazione, ma anche nell’azione e nella credibilità. La morale è chiara: il pensiero dell’Anief sta entrando nei palazzi della politica. E di fronte all’emergenza che viviamo non si può continuare a traccheggiare”.Anche il Partito Democratico dice basta alla supplentite, vera paga dell’istruzione pubblica italiana: “In un momento così difficile, la scuola italiana ha bisogno di certezze – dicono i senatori Pd Verducci e Iori -: vanno costruite dalla maggioranza di governo tenendo vivo il confronto con le forze sindacali e sociali, mai come oggi fondamentale. Servono provvedimenti condivisi, in particolare per assicurare la certezza del diritto allo studio e della continuità didattica a milioni di studenti, in particolare le fasce disagiate. Servono organici al completo sin dal primo settembre, senza avvicendamenti”.Per i senatori del Partito Democratici è “fondamentale attivare procedure di reclutamento e stabilizzazione dei docenti precari che tengano conto dell’eccezionale emergenza sanitaria in atto. Così come è fondamentale rinnovare le graduatorie di terza fascia con modalità informatica e stabilizzare gli insegnanti specializzati nel sostegno in modo da dare risposte concrete alle attese dei ragazzi con disabilità, particolarmente colpiti da questa crisi. È compito della maggioranza e del Parlamento tutto fare scelte che diano valore ai docenti precari, impegnati seriamente anche nelle attività da remoto, fondamentali per contrastare la dispersione scolastica”.

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Scuola: Concorsi, vincitori in ruolo nel 2021 e prossima estate supplentite da record

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

È ormai certo che le procedure a rilento per l’attuazione dei concorsi per immettere in ruolo 48 mila docenti produrranno le assunzioni non prima di un anno e mezzo: ciò significa che la prossima estate saranno almeno 200 mila i supplenti da nominare fino al termine dell’anno scolastico. Per evitare la catastrofe organizzativa e didattica, il giovane sindacato ha predisposto una serie di emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19, da presentare nella I e V Commissione della Camera, finalizzati alla copertura delle cattedre e come risposta concreta al boom della supplentite: le richieste vanno dalla proroga della mobilità straordinaria per il personale di ruolo che elimina per il prossimo anno ogni vincolo per i trasferimenti, alla riapertura delle GaE; dalla trasformazione degli 80 mila posti in deroga di sostegno in cattedre da collocare in organico di diritto, all’attivazione della “call veloce” anche da graduatorie di istituto, fino alla conferma delle immissioni in ruolo con clausola rescissoria.Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di affrontare una situazione così difficile e straordinaria con soluzioni semi-ordinarie rappresenta l’ennesimo errore di un’amministrazione tutta incentrata su se stessa e che continua a non ascoltare i consigli di chi conosce la scuola e suoi problemi da vicino. Quelle da noi proposte sono delle modalità che non necessitano di particolari finanziamenti, andando peraltro anche a far cadere l’obbligo di reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato: una prassi che espone l’erario ad un maggior esborso, per via delle sempre maggiori richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”.
Si allungano i tempi per i concorsi ordinari e riservati per docenti, previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso: “il cambio al vertice del ministero dell’istruzione e lo sdoppiamento del Miur, oltre a ritardare la predisposizione dei nuovi assetti direttoriali e dei principali atti da emanare – scrive oggi Tuttoscuola – avranno come conseguenza lo slittamento delle nomine dei vincitori dei concorsi all’anno scolastico successivo, anziché al 1° settembre 2020, come più volte era stato annunciato dai tre ministri che si sono succeduti nell’ultimo anno al palazzo della Minerva a Roma”.

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Scuola: Accordo sui precari, la supplentite rimane

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 ottobre 2019

Era stato annunciato come il decreto salva-scuola. Invece, il testo appena approvato dai sindacati maggiori al ministero dell’Istruzione e che la settimana prossima il ministro Lorenzo Fioramonti porterà in Consiglio dei ministri, continua a mantenere le lacune di quello di inizio agosto e non risolverà molto, scalfendo appena il record nazionale di supplenze annuali e di ‘messe a disposizione’ che si raggiungerà nei prossimi giorni quando saranno assegnate tutte le cattedre vacanti. Invece di procedere alla trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali e fornire una risposta convincente alla lettera di costituzione in mora della Commissione europea, preludio ad una salatissima procedura d’infrazione, si è raggiunto uno sterile accordo che avrà come sicuro risultato quello di generare ulteriore contenzioso. “Qualora nei tavoli tecnici sulle misure da inserire nel disegno di Legge di Stabilità – annuncia Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non saranno presenti le soluzioni prioritarie proposte dal nostro sindacato al ministro Fioramonti, siamo pronti ad avviare lo stato di agitazione per la proclamazione di uno sciopero generale e di una manifestazione nazionale durante il dibattito parlamentare. Riteniamo che i cinque punti dell’accordo Miur-sindacati, siano del tutto insoddisfacente per dare una risposta convincente al fenomeno in crescita del precariato: non basta qualche decina di migliaia di assunzioni, peraltro ad alto rischio discriminatorio, per dire che si è risolto tutto”. Con l’accordo raggiunto il 1° ottobre al Miur, anche in seguito all’intervento del premier Giuseppe Conte, trovano posto nel decreto legge (da presentare al primo consiglio dei Ministri utile e da convertire entro 60 giorni) i concorsi per la secondaria. Quello straordinario, per il cui accesso serviranno i requisiti già individuati dal decreto approvato ad agosto: tre anni di servizio nelle scuole secondarie statali negli ultimi otto anni (dal 2011/12 al 2018/19), in una classe di concorso non ad esaurimento (comprese tra quelle di cui al DPR 19/2016, come modificato dal DM 259/17); uno dei tre anni di servizio dovrà essere specifico, ossia prestato nella classe di concorso per la quale si partecipa alla procedura.
“La novità presentata dal ministro Fioramonti – riassume Orizzonte Scuola – consiste nella prova preselettiva computer based (c’era già nella versione di agosto) ma soprattutto nella prova di esame (la simulazione di una lezione) che il docente che avrà superato la preselettiva dovrà svolgere al termine dell’anno di prova, di fronte al Comitato di valutazione, a cui si aggiungerà un componente esterno. Anche tale esame avrà caratteristiche di selettività. Sarà richiesto ai docenti di acquisire durante l’anno di prova i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche”.

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Scuola: Decreto salva precari e supplentite

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

L’ottimismo del nuovo ministro dell’Istruzione sull’approvazione imminente del decreto salva-precari si sta scontrando con le tante esigenze da soddisfare: dopo l’entusiasmo del primo incontro, risultano infatti “ancora distanti le posizioni di Ministero e sindacati sui provvedimenti da adottare per porre fine al precariato e tutelare i docenti”, scrive oggi la stampa specializzata. Anief lo ha detto chiaramente da diverso tempo: bisogna riformare le graduatorie d’Istituto, garantendo il reclutamento attraverso il loro scorrimento. Occorre anche assumere tutti i docenti risultati vincitori e idonei inseriti nelle graduatorie di merito (a iniziare da quelle esaurite), a seguito dei vari concorsi svolti, anche assumendoli in altre regioni dove sono presenti i posti vacanti. Vi sono poi da salvaguardare e confermare nei ruoli coloro che sono stati immessi in ruolo con riserva e hanno pure superato l’anno di prova. Ci sono anche da stabilizzare 40 mila precari del personale Ata e i 600 amministrativi facente funzione DSAG non considerati nella selezione in corso, oltre che inserire negli organici i maestri delle classi Primavera, gli assistenti alla comunicazione, educatori e lsu. Infine, serve approvare un decreto che tuteli gli alunni con disabilità certificata, attraverso la conversione in organico di diritto degli oltre 60 mila posti utilizzati con l’assurdo sistema delle deroghe che li trasforma in supplenze fino al 30 giugno. Sulle soluzioni da adottare per assumere i tanti docenti precari della scuola pubblica italiana non c’è ancora chiarezza d’intenti: “non c’è ancora nulla di concreto – spiega oggi la rivista Orizzonte Scuola -: al momento si è discusso solo sul concorso ordinario e straordinario per la secondaria di I e II grado. La misura per lo straordinario dovrebbe essere affidata al Decreto legge mentre tutti gli altri provvedimenti rientrerebbero in un Disegno di legge. Non è ancora dato sapere cosa sia contenuto nel Disegno di legge ma sembra che, rispetto alla formulazione di agosto, manchi la “ciambella di salvataggio” per i diplomati magistrale e il concorso riservato per i facenti funzioni DSGA”. Il sindacato Anief ritiene che occorra approvare un decreto legge risolutivo, al fine di coprire le attuali 205 mila cattedre libere ed evitare il proliferarsi dell’uso delle Mad, venutesi a determinare proprio per l’accumularsi degli errori attuati dagli ultimi Governi nella gestione del reclutamento scolastico. Questo ha determinato gravi ricadute negative sulla didattica e sull’offerta formativa generale, con tantissime nomine ancora oggi da attuare e la sempre meno perseguita continuità didattica.
“Non c’è tempo da perdere – precisa Pacifico – e non ci possiamo più permettere di dare risposte estemporanee a un problema crescente e sempre più complesso, che sta ponendo sempre più problemi al regolare svolgimento dell’anno scolastico. Da sistemare, inoltre, c’è assolutamente la pratica del mancato rispetto dei diritti dei precari, ad iniziare dai mancati scatti stipendiali e dei docenti e Ata neo-assunti, ancora vessati in fase di ricostruzione di carriera e nelle procedure di mobilità. Sono tutte richieste che – conclude il presidente Anief – abbiamo presentato qualche giorno fa, in occasione dell’incontro tenuto al Miur con il ministro dell’Istruzione, attraverso una formale proposta contenuta nel decreto #salvascuola di 25 punti”.

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Scuola: Supplentite, si cambia

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Il decreto salva-precari naufragato con il Governo Lega-M5S muterà presto faccia: il testo rivisto e corretto conterrà criteri di “selezione e formazione”. Anief chiede di approvare i punti contenuti nel suo #salvascuola, presentati al ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti durante l’incontro di pochi giorni fa al Miur. Marcello Pacifico (Anief): “Senza l’estensione del doppio canale di reclutamento ai precari, anche di terza fascia, di graduatorie di istituto riorganizzate a livello provinciale, e senza l’assunzione dei vincitori e idonei dei concorsi nelle regioni privi di insegnanti nelle graduatorie di merito non si potrà risolvere il problema delle supplenze crescenti.
Sulla fase transitoria di reclutamento si cambia registro. Lo dice oggi il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti a La Repubblica, annunciando modifiche incentrate su “selezione e formazione”: entro il 3 ottobre il nuovo testo verrà presentato in Consiglio dei ministri. Con “il bando straordinario” per 24 mila precari della secondaria che dovrà “partire entro novembre”. Fioramonti sta studiando anche l’avvio di nuovi corsi PAS con una forma di selezione ancora da definire: probabilmente, comunque, tra i requisiti di accesso, continueranno ad esserci lo svolgimento di almeno 36 mesi di servizio nell’arco degli ultimi otto anni.

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Scuola: Supplentite eterna

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Replica del presidente nazionale Anief al titolare dell’Istruzione, il quale punta tutto sui concorsi: per il sindacalista, l’inserimento nelle ex graduatorie permanenti ha evitato in passato la condanna dell’Italia da parte della Commissione UE. Lo dice la Consulta e lo conferma la Cassazione. E Bussetti lo sa bene. Spieghi a settembre alle famiglie che non avranno i docenti in molte scuole della primaria del Nord chi insegnerà ai loro figli: la colpa, a quel punto, non sarà certo dei presidi che impazziranno con le graduatorie d’istituto per chiamare una maestra. Sui concorsi poi, sarebbe bello vedere assunti almeno i vincitori e perché no anche gli idonei, visto che in Sicilia dopo tre anni in 700 hanno vinto soltanto una promessa. “Basta graduatorie, se passi il concorso sei dentro”: è questo il principio base che governa le assunzioni dell’attuale amministrazione scolastica. Lo ha detto di recente il Ministro dell’Istruzione a Panorama, riferendosi alle cosiddette “graduatorie ad esaurimento”, finora utilizzate per il 50% delle immissioni in ruolo annuali. Solo che, ricorda oggi Orizzonte Scuola, per la “secondaria sono quasi vuote, mentre per la scuola di infanzia e primaria i risultati saranno noti in estate, dopo le sentenze di merito sui diplomati magistrale” conseguenti all’ultima espressione dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sui maestri con diploma magistrale. C’è da dire che le graduatorie ad esaurimento saranno aggiornate nelle settimane seguenti e che con la possibilità di cambiare provincia potrebbero esserci dei “rimescolamenti” anche per le prossime immissioni in ruolo. Ma è pure vero che dei circa 60 mila precari attuali, proprio per via dell’estromissione dei diplomati magistrale, ne rimarranno solo un terzo. Come tutti gli altri abilitati – a partire dai laureati in Scienze della formazione primaria, passando per coloro che hanno terminato i corsi Pas, Tfa, Ssis, Afam, Cobaslid e tutti gli altri tramite precedenti concorsi, quindi anche della scuola secondaria – si ritroveranno relegati in seconda fascia d’Istituto. Proprio mentre il fabbisogno di cattedre e di turnover cresce. Per superare il precariato, il Ministro Marco Bussetti sostiene che il Governo ha avviato alcune procedure concorsuali, a partire da quella straordinaria per il primo ciclo su posto comune e di sostegno, passando per il concorso ordinario per infanzia e primaria e il concorso ordinario della scuola secondaria. Peccato che queste, ricorda sempre la stampa specializzata, non potranno comunque concludersi per le assunzioni 2019/20. Per questi ultimi due, gli ordinari, gli assunti saranno 140mila, di cui 100mila su materia e 40mila su sostegno, anche se lo stesso Bussetti non specifica in quanti anni. Nelle intenzioni del Ministro, quindi, esaurite le liste delle graduatorie ad esaurimento, il concorso rimarrà l’unico canale per l’accesso al ruolo. Infine, il concorso torna ad essere abilitante, ossia chi supera le prove ma non rientra nel numero dei posti a bando ottiene l’abilitazione all’insegnamento, che potrà sfruttare nella seconda fascia delle graduatorie di istituto o per l’insegnamento nelle scuole paritarie.
Le collocazioni di oltre 100 mila precari nelle graduatorie d’Istituto, replica l’Anief, possono al massimo garantire le supplenze e non di certo la stabilizzazione. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, “pensare di risolvere il problema annoso della supplentite solo con i concorsi significa avere una prospettiva miope del precariato scolastico. Perché basterebbe essere un minimo obiettivi ed ammettere che l’inserimento nelle ex graduatorie permanenti ha evitato in passato la condanna dell’Italia da parte della Commissione UE: non lo sosteniamo solo noi, ma lo dice la Consulta e lo conferma la Cassazione. Anche il Ministro lo sa bene”. “Lo stesso Bussetti – continua il sindacalista autonomo – spieghi a settembre alle famiglie che non avranno i docenti in molte scuole della primaria del Nord chi insegnerà ai loro figli. Perché nelle graduatorie provinciali non ci sarà più nessuno. La colpa, a quel punto, non sarà certo dei dirigenti scolastici, anche loro vittime di questo sistema assurdo, che impazziranno con le graduatorie d’istituto per chiamare una maestra che non c’è. Sui concorsi poi, sarebbe bello vedere assunti almeno i vincitori e perché no anche gli idonei, i quali si dovranno invece accontentare dell’abilitazione che apre solo alle supplenze. Basta vedere quello che è accaduto in Sicilia: dopo tre anni di attesa, in 700 hanno vinto soltanto una promessa e chi non sarà assunto – conclude Pacifico – si ritroverà in mano il nulla”.

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