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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘supplenze’

Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, migliaia di precari non si arrendono all’improvviso cambio dei titoli

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

Boom di richieste di maggiore riconoscimento dei titoli conseguiti all’interno delle nuove domande per l’inserimento nelle nuove Gps. “A proposito delle Graduatorie provinciali per le supplenze – ha dichiarato Marcello Pacifico in una video-intervista rilasciata alla testata Teleborsa – migliaia di docenti precari hanno chiesto di ricorre per un motivo semplice: hanno riscontrato che i loro titoli di studio che erano stati sempre valutati nelle graduatorie d’istituto nella seconda e terza fascia, permettendo loro in questi anni di svolgere diverse supplenze e maturare quindi maggiore esperienza. Tutto ad un tratto, questi titoli non valgono più nella prima e seconda fascia Gps perché la nuova tabella di valutazione titoli e in base all’Ordinanza ministeriale” non sono più considerati allo stesso modo”.Anief ricorda che fino al 31 agosto è ancora possibile impugnare l’Ordinanza n. 60 del 10 luglio 2020 attraverso i ricorsi predisposti dal giovane sindacato per la a tutela dei docenti non di ruolo.Le penalizzazioni rivolte al personale docente precario sono un’ingiustizia. E tanti di loro lo hanno compreso aderendo ai ricorsi patrocinati dal giovane sindacato Anief. Il problema, ha spiegato il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, è che con le regole imposte dall’amministrazione “si incrociano due principi, quello di affidamento e di ragionevolezza, che sono stati violati: è il caso di master e perfezionamenti, ma anche degli Insegnanti Tecnico Pratici e il mancato loro inserimento senza i 24 Cfu. E tanti altri”.

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Scuola: Graduatorie provinciali supplenze, attese un milione di domande: 100 mila solo in Lombardia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2020

Continua, senza soste, l’inoltro telematico delle istanze di presentazione delle domande per l’inclusione dei docenti precari della scuola pubblica nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze e le graduatorie di istituto: sono centinaia di migliaia le domande già inserite, oltre 100 mila solo il primo giorno, malgrado il sistema on line risulta continuare a presentare continui rallentamenti di connessione. L’alto interesse per l’inserimento nelle graduatorie provinciali giunge anche dalle regioni: in Lombardia è boom di istanze, più di 20mila in poco tempo. In Sicilia, pur in presenza di un numero di posti decisamente basso, siamo già ad 11 mila richieste in una manciata di giorni.Rimangono in vita le esclusioni di tanti candidati o la valutazione ridotta dei loro titoli, a seguito delle contraddizioni presenti nell’Ordinanza n. 60/2020, e le relative nuove Tabelle Titoli: l’Anief ha deciso di avviato un servizio di consulenza in presenza e a distanza, al fine di valutare se vi sono i presupposti per avviare dei ricorsi e far valere i propri diritti. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, ricorda che “l’assistenza e il supporto che il sindacato intende offrire intende far prevalere il giusto merito e i punteggi che i precari hanno acquisito negli anni, dei titoli improvvisamente e immotivatamente depotenziati da un Ministero che non ha voluto darci ascolto”.

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Scuola: Graduatorie provinciali supplenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

L’inserimento nelle nuove Graduatorie provinciali prevede la presentazione del titolo (diploma o laurea) più i 24 Crediti formativi universitari, che devono essere conseguiti entro l’ultimo giorno di presentazione delle domande: il bando non ammette deroghe, quindi alcun inserimento nelle Gps con la modalità della riserva, per coloro che acquisiranno o sono in attesa di conseguire titoli o requisiti oltre tale termine. Lo studio legale Anief ritiene questa disposizione di una rigidità estrema, che non tiene conto del periodo di lockdown imposto dal Coronavirus. Il sindacato, pertanto, ritiene che è possibile chiedere l’inserimento nelle Gps anche se i titoli richiesti non sono stati ancora conseguiti, a causa del rallentamento di corsi di studio e di esami finali per via della pandemia: presto verranno comunicate agli interessati le modalità per la presentazione dei ricorsi patrocinati dall’organizzazione sindacale autonoma.È entrata nel vivo la fase di candidatura per inserirsi nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze. L’aspirante a supplenza, ricorda Orizzonte Scuola, può presentare domanda per l’inserimento nelle graduatorie di istituto, contestualmente alla domanda di inclusione nelle GPS, indicando sino a 20 istituzioni scolastiche nella medesima provincia scelta per l’inserimento nella GPS, per ciascun posto comune, classe di concorso, posto di sostegno cui ha titolo. Ogni docente potrà iscriversi alle GPS per una sola provincia ma per più classi di concorso (per tutte le classi di concorso alle quali ha accesso con il proprio titolo). Chi è già inserito nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE) e vuole iscriversi alle GPS può scegliere una provincia diversa da quella in cui è già presente nelle GAE.

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze, le domande si possono presentare fino 6 agosto

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

Il Ministero dell’Istruzione ha oggi pubblicato il Decreto dipartimentale 858 e l’avviso ufficiale con i quali si dà il via alle operazioni che riguardano centinaia di migliaia di insegnanti precari della scuola pubblica: “Gli aspiranti – si legge nel sito ministeriale – potranno presentare domanda a partire dalle ore 15.00 di domani, mercoledì 22 luglio 2020, fino alle ore 23.59 del 6 prossimo agosto. Si potrà richiedere di partecipare alla procedura in un’unica provincia. Lo prevede il decreto che sarà pubblicato oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione con tutte le indicazioni operative”. La procedura sarà “interamente digitalizzata”, con “l’inserimento delle domande” che “avverrà unicamente per via telematica”: il sistema predisposto dal Ministero “ha l’obiettivo di consentire una più rapida assegnazione delle cattedre che restano vuote dopo le assunzioni in ruolo, a garanzia di un migliore avvio dell’anno scolastico”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si dice soddisfatto per la pubblicazione delle graduatorie provinciali, ma deluso per la loro organizzazione: “Le nostre richieste di modifica del regolamento e delle tabelle di valutazione delle nuove Graduatore provinciali per le supplenze, alcune delle quali presentate anche dal Consiglio superiore della pubblica istruzione, sono rimaste lettera morta. La versione finale del testo che gestisce le Gps rimane non molto diversa all’impianto della bozza iniziale. Secondo la legge, un’ordinanza non può superare una regola di natura regolamentare primaria. Per non parlare del cambiamento dei punteggi dei titoli acquisiti o dell’esigenza di presentare i 24 crediti formativi universitari anche per le categorie, come gli Itp, ai quali è stato sempre detto e scritto di non prenderli fino al 2025. A questo punto, i nostri rilievi, una ventina, si tramuteranno in altrettante tipologie di ricorsi, al fine di tutelare gli interessi e le posizioni di chi si vedrà danneggiato da questa decisione insensata di cambiare le regole del gioco in corsa”.

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Scuola: Graduatorie provinciali per le supplenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Cresce l’attesa per i docenti precari della scuola: si pensa che siano più di 500 mila le domande che arriveranno per inserirsi nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze, subito dopo che la bozza di regolamento predisposta dal ministero dell’Istruzione diventerà definitiva, con la possibile rivoluzione della tabella di valutazione dei titoli da presentare. La stima sul numero di richiesto di inserimento nelle Gps è stata fatta da Marcello Pacifico, presidente Anief, nel corso di una intervista ad “Italia Stampa”. “Non si può giocare con i titoli di studio come si fa in borsa con il mercato dei titoli economici: per noi è importante non violare il principio di affidamento, come non cambiare, se non in modo chiaro, le linee di indirizzo che hanno portato alla valutazione delle graduatorie di Stato. E includere tutti i candidati che ne hanno diritto, come previsto dalle direttive UE”.C’è molto da ridire sulle Gps, giunte alla fase di ratifica finale. “Le nuove graduatorie di tipo provinciale – spiega Marcello Pacifico – sono delle liste di attesa che il legislatore ha voluto per mettere fine alle ‘messe a disposizione’, ma sono delle graduatorie che si basano su delle tabelle di valutazione dei titoli in corso di aggiornamento rispetto a quanto inizialmente detto dall’amministrazione. Nella prima versione, ad esempio, le abilitazioni non erano valutate, ma ora, anche grazie all’intervento dell’Anief, sembra che comportino dei punteggi. Bisogna ora capire le regioni che hanno portato il ministero dell’Istruzione a cambiare la valenza su altri titoli, che da tredici anni veniva considerata in un certo modo”.Prima ancora che si esprimesse in modo decisamente critico il Consiglio superiore della pubblica istruzione, che prevede anche un incremento dei contenziosi, Anief aveva già detto che si stava agendo in maniera sbagliata. La verità, ha detto il leader del giovane sindacato, è che “bisogna cercare di includere la più ampia platea possibile di candidati: per esempio, abbiamo gli insegnanti tecnico-pratici, che da diversi anni insegnano con le graduatorie e non si capisce perché non possano essere collocati nella nuova prima fascia delle Gps. E ancora, abbiamo il personale laureato che ha diritto ad una fase transitoria per inserirsi e che, anche per colpa del Covid, non ha fatto in tempo ad acquisire i 24 crediti formativi universitari utili”.“Comunque – conclude Pacifico – aspettiamo il testo definitivo delle nuove graduatorie: speriamo che vengono accolte le richieste che ha fatto il nostro sindacato e la delegazione presente al ministero”, evidenziando le numerose criticità e osservazioni sui singoli articoli della bozza prodotta, “altrimenti saremmo costretti ancora una volta a ricorrere in tribunale per ottenere giustizia. Come sarebbe molto importante, a nostro avviso, utilizzare queste graduatorie, una volta messe a punto le tabelle di valutazione dei titoli in maniera corretta e legittima, anche per immettere in ruolo, così da evitare di avere il record di supplentite a settembre”, con 250 mila contratti a tempo determinato.

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Scuola: Supplenze docenti, rivoluzione in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Il precariato scolastico si appresta a cambiare in modo drastico: nei prossimi giorni il ministero introdurrà una nuova organizzazione per l’assegnazione dei posti liberi attraverso le graduatorie provinciali per le supplenze. Le GPS saranno distinte in prima e seconda fascia. La prima per i docenti in possesso del titolo di abilitazione (riguarda quindi anche i docenti attualmente iscritti nella prima fascia di istituto). La seconda per i docenti in possesso del titolo di studio + 24 CFU oppure precedente inserimento del triennio 2017/20 oppure abilitazione per altra classe di concorso o grado di scuola. Anief, che sta partecipando attivamente alla stesura della bozza definitiva del regolamento delle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze, dopo avere espresso soddisfazione per la loro introduzione, ha subito evidenziato una serie di criticità legate alla tabella titoli sulle quali abbiamo chiesto delle modifiche. Il giovane sindacato – che ha consegnato all’amministrazione una ‘memoria’ sotto forma di osservazioni sui singoli articoli della bozza – ha anche chiesto tempi certi e rapidi per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e che, in caso di ritardo nelle pubblicazioni delle graduatorie, l’amministrazione fornisca indicazioni chiare su quali liste utilizzare nelle more della loro pubblicazione.Le GPS saranno utilizzate per l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto o 30 giugno, residue dopo lo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Secondo le ultime indiscrezioni sarebbero 15 i giorni per presentare la domanda: un tempo troppo ristretto in considerazione dell’importanza della procedura che interesserà anche aspiranti che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’insegnamento.Una prima modifica importante ottenuta in seguito all’incontro del 30 giugno e che rivendichiamo con forza è l’inserimento in GPS dei diplomati magistrale in ruolo con riserva, si tratta di una questione che abbiamo sollevato già durante l’incontro del 30 giugno, come si evince dal nostro documento. Il sindacato reputa importante introdurre una deroga al possesso dei 24 CFU per gli ITP non inseriti nelle graduatorie d’istituto, ma anche consentire l’inserimento dei diplomati magistrale in ruolo con riserva in attesa di sentenza definitiva. Come consentire lo spostamento di provincia della prima fascia GI, la possibilità di utilizzare servizi di sostegno anche su gradi diversi per l’accesso alla seconda fascia della GPS. Inoltre, considerando che i posti vacanti dopo la mobilità risultano ben 85 mila e che le graduatorie da cui è possibile oggi accedere alle immissioni in ruolo si potrebbero svuotare, il sindacato torna a chiedere di estendere la “call veloce” anche alla graduatoria d’Istituto, prevista dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, così da evitare il fallimento delle convocazioni per il ruolo che rischiano di andare deserte, come accaduto negli ultimi due con oltre 50 mila assunzioni sfumate.
Inoltre è necessario ripristinare i 6 punti aggiuntivi per i diplomati magistrale e gli abilitati PAS, non più previsti dalle nuove tabelle titoli e in assenza dei quali le relative abilitazioni vengono svalutate in modo inaccettabile. Stessa cosa per master e diplomi di perfezionamento, inspiegabilmente svalutati nelle nuove GPS da 3 a 0,5 punti.

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Scuola: Supplenze, graduatorie tutte digitalizzate: domani incontro ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

A breve, le graduatorie dei docenti precari saranno aggiornate in modalità digitale, anche quelle d’istituto: serviranno per le immissioni in ruolo (poche) e per assegnare le 250 mila supplenze annuali previste a fine estate. Su questo argomento, martedì 30 giugno è previsto un incontro con i sindacati per la presentazione dell’ordinanza che trasformerà le graduatorie d’istituto in provinciali. Potrebbe essere una vera e propria rivoluzione, ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una intervista pubblicata su Il Messaggero di Roma: “Stiamo lavorando per aggiornare le graduatorie dei supplenti e per digitalizzarle, cosa che non era mai stata fatta prima. Questo consentirà di avere i docenti di cui abbiamo bisogno e di poterli assegnare più rapidamente”.Marcello Pacifico, presidente Anief: “La maggior parte dei docenti precari si trova nelle graduatorie d’istituto, presto mutate in provinciali, ed è bene che si utilizzano anche per sottoscrivere i contratti a tempo indeterminato e non per le sole supplenze annuali, che anche su posti liberi vengono pure collocate con scadenza 30 giugno 2021. Ecco perché bisogna aprire la ‘call veloce’ a tutte le graduatorie. Si assicurerebbero più immissioni in ruolo e si ridurrebbe la supplentite”.
Prende il via l’iter delle supplenze annuali nella scuola pubblica italiana. Una procedura che quest’anno servirà ad assegnare un numero altissimo di cattedre. Per le immissioni in ruolo, invece, è tutto rimandato al 2021. La rivista Orizzonte Scuola ricorda che il Governo ha già bandito tre concorsi per un totale di 78mila posti: il concorso straordinario secondaria per il ruolo per 32.000 posti; il concorso ordinario secondaria per 33.000 posti; il concorso ordinario infanzia e primaria per 12.863 posti. A questi, si affianca la procedura straordinaria per l’abilitazione. Si tratta di un progetto ambizioso, che però non potrà dare i suoi frutti dal 1° settembre 2020.

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Nuove graduatorie provinciali per le supplenze, incontro ministero-sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Comincia a prendere corpo la trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali: le modalità concepite dall’amministrazione sono state comunicate oggi ai sindacati. La delegazione Anief ha presentato un corposo documento con le osservazioni sui singoli articoli della bozza. In occasione dell’incontro odierno di presentazione della bozza di ordinanza, ANIEF ha espresso soddisfazione per l’istituzione delle nuove graduatorie provinciali per il conferimento di incarichi a tempo determinato annuali e fino al termine delle attività didattiche (GPS) che consentiranno maggiore efficacia e trasparenza nella gestione delle operazioni di nomina dei supplenti. Riteniamo, altresì, importante che l’istituzione di tali nuove graduatorie e la digitalizzazione integrale delle graduatorie di circolo e d’istituto, da utilizzare per il conferimento delle supplenze brevi e saltuarie, avvenga in tempo utile per le operazioni di nomina per l’anno scolastico 2020/2021.Tuttavia, dichiara Marco Giordano, segretario generale ANIEF, “siamo convinti che questo passaggio, per molti versi importante, rimanga ancora monco a causa della limitazione dell’utilizzo delle nuove GPS ai fini della sola stipula di contratti a tempo determinato e non anche per le immissioni in ruolo, come invece sarebbe opportuno per garantire la continuità didattica ed evitare l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine in violazione della normativa comunitaria vigente”.
Per l’inserimento nelle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), si potrà scegliere una sola provincia. Le GPS, distinte in prima e seconda fascia rispettivamente per abilitati e docenti in possesso del titolo d’accesso (con o senza 24 CFU a seconda se già inseriti o meno nelle GI o se in possesso di abilitazione per altro insegnamento), saranno utilizzate per l’attribuzione delle supplenze al 31 agosto o 30 giugno, in subordine allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento. Novità anche per il sostegno, le cui GPS saranno suddivise in una prima fascia per specializzati e una seconda riservata ai docenti che hanno tre anni di servizio su sostegno. Anche per infanzia e primaria importanti novità: prima fascia per abilitati con laurea SFP o diploma magistrale conseguito entro il 2001/02 e seconda fascia per gli iscritti al quarto o al quinto anno di Scienze della formazione primaria con almeno rispettivamente 150 o 180 crediti. Previsto anche l’inserimento successivo in coda alla prima fascia per chi conseguirà abilitazione/specializzazione entro il 1° luglio 2021.
ANIEF ha chiesto tempi certi e rapidi per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto e che, in caso di ritardo nelle pubblicazioni delle graduatorie, l’Amministrazione fornisca indicazioni chiare su quali liste utilizzare nelle more della loro pubblicazione.
L’obiettivo dovrà essere quello di consentire il recupero degli apprendimenti da parte degli studenti, previsto dallo stesso ministero dell’Istruzione già dal 1° settembre, ma anche garantire finalmente la continuità didattica.

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Scuola Supplenze: il MEF deve garantire il pagamento degli stipendi di chi ha lavorato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

Il MEF blocca il pagamento degli stipendi per i supplenti brevi cui, durante l’emergenza Covid-19, è stato prorogato il contratto in modo non conforme a quanto indicato dalla nota ministeriale del 5 aprile. Molte scuole hanno, però, stipulato contratti con data termine successiva al 3 aprile. Il blocco del MEF rischia adesso di negare il pagamento degli stipendi ai docenti che hanno prestato il loro servizio con la didattica a distanza.Marcello Pacifico (ANIEF): Chi ha lavorato in virtù di un contratto adesso deve essere retribuito. Non è possibile chiedere ai supplenti di pagare il prezzo di una confusione che non hanno creato loro.È caos sulle supplenze prorogate anche in caso di rientro del titolare. Il decreto 18/2020 “Cura Italia” (art. 121) le aveva autorizzate assegnando comunque alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie per i contratti di supplenza breve e saltuaria. Da lì in poi, però, nulla è più andato nel verso giusto. Prima il Ministero dell’istruzione ha dato indicazioni di considerare possibili tali proroghe solo per i docenti ed esclusivamente dalla data di entrata in vigore del decreto (17 marzo), nonostante l’emergenza e la conseguente sospensione delle attività didattiche fossero in atto già da prima.Poi, lo scorso 5 aprile, la prima doccia fredda: con la nota n. 8615 il Ministero dell’istruzione ha comunicato che sulla base del confronto dei dati di marzo con la spesa storica del periodo per i contratti di supplenza breve, non risultava necessario autorizzare, come invece consentito dal decreto Cura Italia, contratti in caso di rientro del titolare. Decisione confermata anche per il mese di aprile dalla nota 10133 del 21/04/2020.Infine, il MEF decide adesso di bloccare i contratti di supplenza stipulati in contrasto con quanto indicato nelle note del Ministero dell’istruzione. Peccato, però, che molte scuole quei contratti li abbiano stipulati e che i docenti abbiano già prestato il loro servizio, garantendo lo svolgimento della didattica a distanza. È bene ricordare quale sia la ratio della deroga, prevista dal decreto “Cura Italia”, che ha consentito la proroga dei contratti anche in caso di rientro del titolare. Il Regolamento delle supplenze (DM 131/2007) all’art. 7 comma 4 prevede che “Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto solo da giorno festivo o da giorno libero dall’insegnamento, ovvero da entrambi, la supplenza temporanea viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”. Ovviamente la circostanza del mancato rientro del titolare poteva essere verificata solo alla ripresa delle attività didattiche ordinarie, sospese però a causa dell’emergenza sanitaria. Il rischio, quindi, era di avere docenti formalmente rientrati in servizio durante la sospensione che però, alla data di eventuale ripresa delle attività in presenza avrebbero potuto assentarsi nuovamente, causando così il rientro del supplente e la chiusura del periodo di supplenza attraverso la proroga a decorrere dal giorno immediatamente successivo a quello di termine del precedente contratto. È proprio per ovviare a questo impasse, che peraltro rischiava di avere un impatto sulla già difficilmente gestibile didattica a distanza, che è stata introdotta la deroga di cui al decreto “Cura Italia”. Ragioni, come si vede, che rimangono ancora oggi attuali e che addirittura si fondono quelle dell’art. 37 del CCNL Scuola 2007/09 (ancora vigente sul punto) che prevede, a determinate condizioni, la permanenza in servizio del supplente in caso di rientro del titolare dopo il 30 aprile.

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Scuola: Supplenze brevi

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Con la nota 8615 del 5 aprile 2020 il Ministero dell’Istruzione ha ribadito che l’art. 121 del DL 18 “Cura Italia” vuole assicurare che gli incarichi di supplenza continuino a essere attribuiti anche in questo periodo di emergenza. “Il fine della norma – afferma Marcello Pacifico, Presidente nazionale Anief – è evitare che ci sia una riduzione dell’uso delle supplenze brevi e che il personale della scuola a tempo determinato resti senza contratto e quindi venga meno il loro stipendio e non abbia possibilità di lavorare”
Rispetto alla questione inerente alle supplenze brevi non c’è ancora chiarezza; in questo momento il pensiero del legislatore dovrebbe essere diretto verso una sola direzione, evitando che si verifichi la cessazione dell’uso dei contratti. Infatti, come riportato dalla stampa specializzata, è confermata l’eliminazione dal SIDI della funzione che permetteva la proroga della supplenza breve anche con il rientro del titolare secondo l’art. 121 del DL 18 “Cura Italia”. Da lunedì 6 quindi non è possibile la proroga delle supplenze che potrà eventualmente riprendere, secondo la nota 8615, dopo il monitoraggio del 15 aprile.Da una disamina della nota 8615 però si evince anche che il budget stanziato serve per il reitero dei contratti a tempo determinato a prescindere dal rientro del titolare, sempre nel limite delle risorse assegnate senza gravare con maggiori oneri sulla finanza pubblica. Sempre continuando, la nota ribadisce che le norme adottate vogliono evitare una riduzione dell’uso delle supplenze brevi consentendo alle istituzioni scolastiche di stipulare tali contratti in deroga alla normativa vigente. Solo nel caso si verifichi un aumento sostanzioso dell’uso dei contratti a supplenza breve rispetto agli anni precedenti non si porrà l’esigenza di attribuire incarichi ulteriori.Questa evenienza, sempre secondo la nota, non si è verificata nel mese di marzo. Il numero totale di supplenze brevi e saltuarie, dai dati del ministero, risulta in linea con l’andamento storico dell’ultimo triennio.“Nella sostanza il Ministero vuole conservare lo stesso livello occupazionale del personale con contratti brevi e saltuari degli ultimi tre anni– continua Marcello Pacifico – e pertanto non si capisce perché non permette di continuare in questa direzione anche per il mese di aprile e per tutto il periodo di emergenza per il Covid-19 visto che a marzo non c’è stato nessun aumento di spesa per tali incarichi”.
In realtà la nota in parola dà solo una risposta alla richiesta di informativa da parte delle istituzioni scolastiche sul modo di operare nella prospettiva di un fabbisogno maggiore rispetto a quello risultante dalla spesa storica, dovuto, ad esempio, a un aumento di assenze per malattia dei titolari nella mensilità di riferimento. Solo in caso di una spesa maggiore e fino alla prossima verifica del 15 aprile qualora emergesse la necessità di una nuova sostituzione i dirigenti scolastici dovrebbero applicare la normativa ordinaria e non l’art. 121 del “cura Italia”.Viceversa la nota non ha fatto alcun riferimento alla diversa questione egualmente prevista dall’art 121 e dalla nota ministeriale 392 del 18/03/2020 che in modo piano hanno sancito la continuità/proroga delle supplenze brevi e saltuarie anche nel caso di rientro del personale sostituito.La nota 8615 del 5 aprile infatti sottolinea che bisogna garantire regolarmente gli incarichi brevi e saltuari anche durante questo periodo di sospensione della didattica in presenza e di continuare a utilizzare i contratti a tempo determinato, per evitare ricadute negative in termini occupazionali. Secondo il MI, quindi, bisogna evitare la riduzione delle supplenze a meno di un aumento di spesa che, ricordiamo, a marzo non è avvenuto.“Non consentire la proroga dei contratti anche con il rientro del titolare è sbagliato – afferma Stefano Cavallini, segretario generale dell’Anief – e ha come unica conseguenza per i docenti che fino a oggi si sono sobbarcati un lavoro prezioso di didattica l’aumento della precarietà economica in questo periodo buio.”L’art. 121 del DL 18 del 17 marzo afferma infatti che “nei periodi di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposti in relazione all’emergenza sanitaria da COVID-19”, si devono continuare a stipulare contratti a tempo determinato per tutto il personale della scuola, ATA e docenti, “anche in deroga a disposizioni vigenti in materia”, purché non si verifichino aggravi di spesa.“È lampante che a marzo, anche se sono tornati i titolari, non ci sono stati aumenti di spesa per la proroga delle supplenza brevi e saltuarie. Perché allora bloccare tutto e aspettare il nuovo rilevamento del 15 aprile? Se il 15 aprile poi si scoprirà che c’è una flessione dell’uso di contratti cosa farà il ministero? Prorogherà le supplenze brevi e saltuarie in modo retroattivo? Non è il momento di fare interpretazioni restrittive o appigliarsi in modo arbitrario a concetti come il buon andamento della pubblica amministrazione, efficacia ed efficienza. In questo momento il pensiero del legislatore deve essere unica e andare in una sola direzione, evitare che si verifichi la cessazione dell’uso dei contratti brevi e saltuari e ci sia un problema occupazione per il personale precario. Si riapra pertanto la funzione SIDI e si proroghi i contratti scaduti”, conclude Pacifico.

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Scuola: Nuovo sistema delle supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

L’approvazione definitiva del decreto scuola, il 28 dicembre in Gazzetta ufficiale, ha prodotto alcune importanti novità per la futura gestione delle quasi 200 mila supplenze che saranno affidate il prossimo anno per far funzionare le scuole. Queste, infatti, verranno trasformate in liste “provinciali”, con all’interno docenti inseriti nella seconda fascia e nella terza fascia, al fine di garantire la copertura di cattedre in organico di fatto al 31 agosto o al 30 giugno, sebbene la maggior parte di esse dovrebbe essere destinata ai ruoli, specialmente su posti di sostegno.Cambia la gestione dei supplenti fuori GaE. Dal prossimo anno, come ricorda Orizzonte Scuola, “non bisognerà più scegliere tot scuole – 20 scuole con il limite di 10 per la scuola dell’infanzia e primaria, di cui massimo due circoli didattici (gli istituti comprensivi si considerano entro il limite di 10) -, ma si parteciperà alle supplenze da conferire in tutti gli istituti della provincia”. La convocazione avverrà dopo il conferimento delle supplenze da GaE. La norma riguarda però solo i contratti a tempo determinato con scadenza 31 agosto e 30 giugno. Per le supplenze brevi rimane il limite di tot scuole da scegliere, che dovrebbe rimanere pari a non oltre 20.Nello specifico, come ha chiesto il giovane sindacato al ministro Fioramonti e ai deputati della VII e XI Commissione Cultura della Camera dei Deputati in audizione, è modificato il comma 6 dell’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n. 124: a partire dall’anno scolastico 2020/21, si utilizzeranno le graduatorie provinciali per le supplenze, composte dai docenti inseriti nella seconda fascia e nella terza fascia degli Istituti della provincia, in modo così da garantire la copertura di cattedre vacanti e disponibili attraverso le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche così come previsto dai commi 1 e 2 sempre dell’art. 4 della stessa legge. Inoltre, una graduatoria provinciale, per l’assegnazione sempre di incarichi di supplenza, è introdotta per i docenti precari con specializzazione sul sostegno agli alunni disabili. Si prevede, infine, la collocazione nella terza fascia d’istituto anche dei nuovi aspiranti docenti laureati dopo il blocco introdotto dalla legge 107/2015 subito aggirato dalle MAD inviate ai presidi e sempre più numerose. In particolare, nella prossima primavera – utilizzando esclusivamente il sistema istanze On Line tramite il portale Polis – potranno inserirsi nella terza fascia delle graduatorie di istituto, le seguenti categorie di docenti: docenti già inseriti (potranno far valutare nuovi titoli e servizi, se conseguiti o anche cambiare provincia); docenti in possesso dei titoli previsti dall’articolo 5, comma 1, lettera b), e comma 2, lettera b), del D.lgs. 59/2017 ossia Laurea + 24 CFU per i nuovi inserimenti. Tutti costoro dovranno necessariamente possedere la laurea e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Anche per gli ITP, i docenti in possesso di diploma, che intendono accedere a una delle classi di concorso della tabella B del DPR 19/2016, saranno necessari i 24 CFU. Infine, E docenti in possesso di abilitazione si inseriranno nella seconda fascia delle graduatorie di istituto.

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Scuola: Decreto 126/19, per l’accesso al concorso riservato 2020 ora valgono le supplenze dal 2009 all’anno in corso compreso

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Si allarga l’arco temporale, come aveva richiesto Anief in audizione, utile per sommare le tre annualità di servizio svolto per partecipare al prossimo concorso straordinario rivolto ai docenti precari. Ma non basta. In migliaia continuano a rimanere fuori nonostante siano supplenti nel sistema nazionale di istruzione. Marcello Pacifico, presidente Anief, chiederà profonde modifiche in Aula e durante il passaggio in SenatoLo prevedono due emendamenti approvati nel testo licenziato dalle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera (Atto Camera 2222) nella parte in cui si deve stabilire quali annualità concorrono alla formazione del triennio minimo per l’accesso alla procedura selettiva: con l’emendamento 1.17 si anticipa agli ultimi dieci anni il servizio valutabile rispetto a quello prestato negli otto anni precedenti. Inoltre, all’emendamento 1.73, si ritiene utile anche valutare l’anno scolastico di servizio corrente, quindi l’attuale a.s. 2019/20, dando una risposta positiva, seppure incompleta, a quanto rivendicato dall’Anief durante l’audizione tenuta nel giorno dello sciopero con sit-in dinanzi Montecitorio della scorsa settimana e contenuto anche in una delle 30 proposte di modifica formulate dal sindacato al decreto salva-precari. Anief, infatti, aveva chiesto che fosse valutato tutto il servizio prestato “entro l’anno scolastico 2019/2020”, senza limiti temporali, e ridotto la sua valutazione a due annualità in armonia con quanto previsto dalla legge 96/2018 sull’abuso dei contratti a termine e sul primo concorso riservato per la scuola primaria.La modifica approvata, comunque, non risponde al coro di critiche che provengono da tutto il personale precario della scuola escluso dal provvedimento, dai docenti di religione a quelli dell’infanzia e primaria, dai dottori di ricerca agli educatori, dai supplenti delle paritarie ai quelli dei percorsi Iefp, dai docenti di sostegno senza titolo, agli idonei dei concorsi.Per Marcello Pacifico, si sta creando un vero e proprio pasticcio con graduatorie che si intrecciano e rendono ancora più frustrante l’accesso ai ruoli quando sarebbe bastato aggiornare le ex graduatorie permanenti annualmente e organizzare un Pas abilitante libero per assumere direttamente quegli stessi precari che lo Stato sfrutta ogni giorno.

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Scuola: Decreto 126/2019, i neo laureati possono fare supplenze

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

Per arginare il ricorso selvaggio alle chiamate con messa a disposizione, le graduatorie di istituto sono trasformate in provinciali per l’assegnazione di supplenze annuali o al termine delle attività e riaperte al personale laureato con richiesto da Anief fin dal primo incontro con il ministro Fioramonti. Rimane la delusione per la scelta di continuare con un concorso riservato piuttosto che quella proposta di utilizzare le stesse graduatorie di istituto per l’accesso ai ruoli, con la semplificazione del reclutamento.L’insegnamento nella scuola pubblica si riapre ufficialmente anche ai nuovi laureati che intendono iniziare a svolgere questa professione e che nel frattempo avevano inviate le MAD per essere chiamate dai presidi fuori graduatoria: lo prevedono le modifiche approvate al testo licenziato dalle Commissioni Cultura e Lavoro (Atto Camera 2222) nella parte in cui si è decisa la riapertura della terza fascia delle graduatorie di istituto 2020/21, 2021/22, 2022/23, prevedendo come requisito d’accesso la laurea con i 24 Cfu in discipline pedagogiche e metodologie didattiche. Viene accolta, in questo modo, seppure in modo parziale la richiesta formulata dall’Anief, tra le 30 proposte di modifica, nel corso dell’audizione tenuta nel giorno dello sciopero con sit-in dinanzi Montecitorio della scorsa settimana. Il testo del decreto sarà discusso in Aula dal 25 novembre e il 26 inizieranno le votazioni. Marcello Pacifico (Anief): l’approvazione dell’emendamento mette ordine al meccanismo delle supplenze ma non risolve il problema del reclutamento altrimenti risolvibile in maniera semplice e immediata con l’utilizzo delle stesse graduatorie di istituto esistente per l’accesso ai ruoli dello Stato.Quando nel 2020 si riaprirà la terza fascia delle graduatorie di istituto, potrà essere utile per accedervi, in terza fascia, la laurea (o il diploma per le classi di concorso della tabella B del DPR 19/2016), assieme ai 24 Cfu in discipline pedagogiche e metodologie didattiche. È stato infatti approvato, scrive Orizzonte Scuola, l’emendamento sulla riapertura ai nuovi inserimenti nella terza fascia delle graduatorie di istituto ove, in base alla legge 107/2015, possono inserirsi soltanto i docenti abilitati, con conseguente inserimento nella II fascia delle stesse graduatorie.
Al prossimo aggiornamento, previsto nel corso del 2019/20 per il triennio successivo, potevano infatti inserirsi nelle succitate graduatorie soltanto i docenti abilitati. Tale disposizione è stata però ancora derogata con l’emendamento approvato al decreto scuola. Potranno, pertanto, inserirsi nella III fascia delle graduatorie di istituto, le seguenti categorie di docenti: docenti già inseriti (potranno far valutare nuovi titoli e servizi, se conseguiti o anche cambiare provincia); docenti in possesso dei titoli previsti dall’articolo 5, comma 1, lettera b), e comma 2, lettera b), del D.lgs. 59/2017. I docenti, che vorranno inserirsi nella terza fascia delle graduatorie di istituto (quindi non già inseriti), dovranno essere in possesso della laurea e 24 CFU nelle discipline antropo-psico- pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Cambia anche il sistema di affidamento delle supplenze per il quale quelle brevi e saltuarie saranno affidate alle venti scuole scelte dai candidati mentre per quelle al 31 agosto e al 30 giugno si ricorrerà a nuove graduatorie provinciali con una modifica all’attuale regolamento.

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Scuola: La legge di Bilancio porterà alla scuola pochi soldi e tagli alle supplenze

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

“Sulla scuola ci aspettavamo un impegno vero, non i soli annunci vuoti di contenuti: dopo il deludente decreto ‘salva precari bis’, contro il quale l’Anief ha proclamato lo sciopero nazionale per il prossimo 12 novembre e chiesto agli altri sindacati di unirsi alla protesta e al sit-in davanti al Parlamento, adesso spunta una manovra che dà al settore davvero poco, producendo pure tagli ad un settore, quello del precariato, che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale e non si andrà di certo ad abbattere con i pochi posti messi a bando attraverso i prossimi concorsi ordinari e riservati”: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lamentando le disposizione che il Governo ha deciso per il settore dell’Istruzione e che nei prossimi giorni saranno al vaglio del Parlamento per l’approvazione finale.
La manovra di Bilancio di fine anno si rivela per la scuola davvero poco proficua: in base alle ultime notizie, vengono stanziati appena 11 milioni in più per il “potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica” e la miseria di 2 milioni in più per “l’innovazione digitale nella didattica”. Poi ci sono 15 milioni nel 2020 e 20, a partire dal 2021, per il funzionamento delle scuole “che operano in contesti socio-economici svantaggiati”. Per il rinnovo dei contratti dei dipendenti statali, quindi anche docenti e Ata, con la manovra arrivano altri 225 milioni nel 2020 e 1,4 miliardi nel 2021. La bozza di legge di bilancio porta infatti da 1,425 miliardi a 1,65 miliardi i fondi stanziati per il 2020 e da 1,775 miliardi a 3,175 miliardi i fondi per il 2021 destinati ai contratti della pubblica amministrazione. Fondi che, scrive oggi Orizzonte Scuola, non saranno sufficienti per aumenti a tre cifre come promessi dal Ministro. Saranno anche stanziati 5 milioni di euro annui per la creazione di nuove posizioni organizzative del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. C’è, infine, lo sgravio per l’acquisto di quotidiani e periodici: “A decorrere dall’anno 2020, alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, che acquistano uno o più abbonamenti a quotidiani e periodici, anche in formato digitale, è attribuito, previa istanza diretta al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, un contributo fino all’80% della spesa sostenuta entro l’anno precedente”.
Ma nella manovra figurano pure tagli. Come quello, incomprensibile, che dal 2020 ridimensiona le risorse per attuare le supplenze a tempo determinato del personale docente nei nostri 8.200 istituti scolastici autonomi. Una decisione che cozza decisamente con il record, toccato quest’anno, di 205 mila contratti annuali e con il raddoppio dei supplenti realizzatosi nell’ultimo decennio. “Pensare di invertire la tendenza, a seguito dell’allestimento di concorsi che nella migliore delle ipotesi andranno ad assegnare 48 mila posti in tre anni, appare l’ennesima operazione all’insegna della demagogia”, dice ancora il presidente Anief.

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Scuola – Docenti precari: supplenze gestite via computer e da scuole polo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Si allarga a macchia d’olio la sperimentazione del Miur sull’attivazione di un numero limitato di istituti incaricati delle nomine del personale precario dalle graduatorie d’istituto tramite procedura informatizzata: dopo l’esperienza attivata a Pisa nei giorni scorsi, è la volta di Lecce e di altri del centro-nord Italia. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “pur di non riaprire le GaE e il doppio canale di reclutamento con la possibilità di attingere dalle graduatorie d’istituto, anche da terza fascia previo corso formativo abilitante obbligatorio, si decide di investire in modelli innovativi di convocazione di cui non si sentiva alcun bisogno. Le nomine del personale precario hanno bisogno, piuttosto, di un aggiornamento della normativa, mettendo fine ai tanti errori che hanno portato a una situazione di posti privi di titolare senza precedenti: no, di certo, introducendo procedure complesse e di difficile attuazione, con nuove spese aggiuntive a carico dello Stato”Invece di trovare il modo per stabilizzare il personale docente non di ruolo già abilitato e formato allo scopo, il Miur perde tempo su come snellire le nomine del personale supplente. Il progetto, riporta Orizzonte Scuola, “prevede di integrare le attuali funzionalità SIDI di convocazione dalle graduatorie di circolo e d′istituto con nuove funzionalità, al fine di individuare i supplenti annuali (31/08) o fino al termine delle attività didattiche (30/06), facendo in modo che non siano tutte le singole scuole ad operare bensì una rete di scuole”. Inoltre, il Miur ha fatto anche sapere di aver realizzato interventi per migliorare il sistema delle convocazioni per le supplenze brevi.
In questo modo, sostiene il Miur, “l′aspirante è convocato una sola volta o un numero di volte limitato, in funzione della definizione, nell′ambito di una provincia, di una o più reti di scuole. Tale fase precede quella di convocazione dei supplenti brevi e saltuari”. A questo scopo, all’interno di ogni provincia coinvolta vengono allestite alcune scuole, cui fanno capo tutte le altre, che fungono quindi da riferimento per tutti gli istituti interessati. Ad esempio a Lecce sono state individuate tre scuole polo, delle quali due per i docenti della scuola del primo ciclo di istruzione (infanzia, primaria e secondaria di I grado) e del secondo ciclo (scuola secondaria di II grado), la terza per il personale ATA. E gli Uffici Scolastici territoriali devono chiedere l’adesione ai dirigenti delle scuole della provincia.Per la gestione informatizzata delle convocazioni degli aspiranti supplenti, l’amministrazione ha inviato agli Uffici Scolastici Territoriali interessati una scheda illustrativa delle nuove modalità di convocazione per le supplenze annuali o al termine delle attività didattiche. In base alla nuova procedura, l’Ufficio provinciale definisce le reti di scuole; il dirigente scolastico completa/configura le disponibilità; convoca aspiranti da graduatoria per rete e graduatoria incrociata sostegno; stipula contratto; la rete di scuole propone posti disponibili; registra accettazione/rinunce; predispone proposta assunzione; l’aspirante supplente: sceglie i posti disponibili nelle sedi di preferenze (della rete); prende servizio dopo la stipula del contratto.

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Scuola: Supplenze, sarà record

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 agosto 2019

Sui posti da assegnare alle immissioni in ruolo del personale docente si sta realizzando la previsione dell’Anief: la maggior parte, probabilmente in media due su tre, non si effettuerà e quindi si incrementerà il numero di contratti a termine di ben 30 mila unità. Andando a realizzare esattamente l’opposto di quello che chiede la Commissione Europea. Poi ci sono i 12 mila posti non andati ai ruoli, i 5 mila tagliati dal Mef, almeno 30 mila di sostegno in deroga e quasi 20 mila derivanti da Quota 100. La prima provincia a confermare l’impossibilità di assumere a tempo indeterminato è quella di Torino dove sono appena iniziate le procedure di immissione in ruolo dei nuovi docenti: più della metà delle 4.650 previste non verrà attuata. Anche in Lombardia non si scherza. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “La situazione è fuori controllo. L’attenzione si sta spostando sul decreto scuola, che dovrebbe essere approvato in Consiglio dei ministri il venerdì prossimo 9 agosto, salvo le resistenze del Movimento 5 Stelle, ma si tratta comunque di soluzioni a lungo termine. Mentre quelle immediate sono state individuate da tempo dell’Anief: in particolare, lo spostamento di tutti gli abilitati nelle GaE, anche da graduatoria d’istituto, e degli idonei dei concorsi su altre regioni. Senza queste disposizioni immediate, l’anno scolastico prenderà il via nella disorganizzazione totale, con milioni di alunni che si ritroveranno con tante discipline scoperte perché il docente verrà nominato se va bene in autunno”. L’estate del 2019 potrebbe passare alla storia come la più caotica per la scuola e per l’inizio dell’anno scolastico contrassegnato dalla mancata assegnazione delle cattedre. I primi dati che giungono dai territori confermano questa tendenza. Secondo quanto riporta Orizzonte Scuola, a Torino “su un contingente disponibile di 4.650 posti, più della metà resterà a supplenza”. Il problema, secondo Il Corriere della Sera, si registra anche in Lombardia, dove mancano professori di matematica e italiano per le medie e matematica e fisica per le superiori in particolare, ma ci sono emergenze anche in altre classi di concorso, come ingegneri di meccanica, elettronica, elettrotecnica, informatica, professori; ci sono anche graduatorie che non scorrono per mancanza di cattedre, come diritto e filosofia. In tutta le regioni serviranno 40 mila supplenti, di cui 15 mila soltanto a Milano. L’anno scorso le scuole della Lombardia avevano chiamato 37 mila supplenti, quest’anno ce ne vorranno almeno tremila in più. Le domande di pensionamento sono salite a 2.300, 1.200 quelle presentate con i requisiti Fornero, le altre sono Quota 100. Si occuperanno 13.000 posti di sostegno con personale non specializzato, i primi docenti specializzati arriveranno nel 2020 e saranno comunque pochi. Secondo la stampa specializzata, la “causa della mancanza di graduatorie da cui attingere è da riscontrare nella mancanza di procedure regolari per il ruolo”. In questo modo i territori in cui le graduatorie sono vuote si trovano ad aspettare quelle regioni in cui invece le liste sono ancora lunghe. Al Ministero è allo studio un meccanismo di mobilità volontaria nazionale per i docenti inseriti nelle graduatorie di merito dei concorsi 2016 e 2018 che potrebbe permettere l’incontro tra domanda e offerta. Vediamo le indicazioni che in tal senso proverranno dal Parlamento, anche se in questo momento regna l’incertezza e lo stesso decreto scuola incentrato sui precari rischia di non essere approvato.

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Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A pochi giorni dal termine di presentazione delle domande di quota 100, sebbene il numero di uscite risulti inferiore alle attese, ci si rende conto dell’alto numero di cattedre che a settembre gli uffici scolastici dovranno assegnare in ruolo o ai supplenti: le previsioni dell’Anief sono state confermate in queste ore da La Repubblica, secondo cui “saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre”. In effetti, se il Miur non adotterà delle contromisure, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno. Marcello Pacifico, presidente Anief: diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione dovesse confermare la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto
L’estate del 2019 potrebbe rappresentare l’apice del precariato scolastico. II motivo è presto detto: “Per inoltrare la domanda” quota 100, scrive Repubblica, “c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta”. A questi numeri si aggiungono “i posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto”, che “secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre”. “Riusciranno – si chiede il quotidiano – gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud”.
Ma La Repubblica ricorda anche che, contando pure l’organico di fatto, i precari raggiungeranno cifre forse mai viste: “in questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola”.
Le prospettive presentate dalla stampa sono lo specchio della verità. Se il Ministero dell’Istruzione non adotterà dei provvedimenti immediati, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno agli alunni disabili, per cui permangono circa 50 mila posti in deroga, in pratica uno su tre di quelli complessivi affidati sistematicamente ad un precario.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione confermerà la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto: se le norme non dovessero cambiare, il turnover sarà praticamente impossibile. Con la supplentite che diverrà ancora più diffusa”.

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Scuola – Supplenze, mai così tante: 150 mila nell’anno in corso

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Ora si può dire con certezza: il precariato scolastico è un’emergenza nazionale. Anief lo sostiene da tempo. Adesso, anche le altre organizzazioni sindacali se ne accorgono e finalmente escono allo scoperto: in queste ultime ore, i due sindacati maggiori del comporto Scuola hanno infatti prodotto dei rapporti nazionali che fotografano una situazione addirittura peggiore di quella paventata fino a qualche settimana fa. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione deva capire che l’unico vero modo per uscire da questa impasse è puntare sul doppio canale di reclutamento, riaprendo le GaE, come del resto è stato fatto già due volte negli ultimi anni, allora sì che potremo dire di avere creato le basi per vincere la supplentite cronica.Nel frattempo, Anief conferma il ricorso al giudice del lavoro per ottenere la partecipazione al piano straordinario di stabilizzazione o il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine: il ricorso è rivolto a docenti, anche non abilitati, e Ata precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in scuola pubblica su posto vacante e disponibile.

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Scuola – Precariato, i numeri della vergogna: 114.000 supplenze annuali

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Di emergenza precariato nella scuola cominciano a parlare anche gli altri sindacati: dopo la denuncia dell’Anief, pure le altre organizzazioni, in difesa dei diritti di docenti e Ata, tirano finalmente fuori i numeri della vergogna sulle supplenze annuali assegnate quest’anno: 90.000 quelle del personale docente nell’a.s.2018/19, 114.000 se si considera anche il personale ATA e il personale educativo. Si tratta di numeri altissimi, destinati a crescere perché le norme sugli anticipi pensionistici al vaglio del governo, in particolare quota 100, prima o poi entreranno in vigore e si prevede che almeno 80 mila docenti e Ata possano lasciare nel volgere di un anno. Considerando l’ostinatezza del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel negare le immissioni in ruolo ordinarie proposte dal Miur, l’ultima delle quali di appena circa 27 mila posti, è possibile che a breve il numero di cattedre da coprire con supplenti annuali si avvicini alle 300 mila unità. Per questo, occorre una disposizione straordinaria che metta le cose a posto, quale può essere solo la riapartura delle GaE.

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Scuola: Emergenza supplenze, 120 mila i precari assegnati su posti vacanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Bisogna salvaguardare chi lavora nelle scuole. Quasi centomila supplenti senza abilitazione ma con anni di servizio portano avanti il loro operato: devono essere assunti. Quella del precariato è una brutta piaga, presente nelle nostre scuole in maniera sempre più invasiva, con oltre 50 mila supplenze annuali assegnate quest’anno su sostegno ed altre 70 mila su cattedra curricolare: numeri da record, destinati a crescere. Invece, però, di avviare delle politiche di serio contrasto, assumendo il personale precario già selezionato e formato, si continuano a proporre dei concorsi-spot che ne stabilizza solo una piccola parte. Eppure la soluzione è a portata di mano e non prevede nemmeno particolari impegni economici: basterebbe procedere allo scorrimento delle graduatorie oltre il mero numero dei vincitori in riferimento ai posti messi a concorso. A chiederlo è il giovane sindacato Anief, facendosi da tramite per proporre alla commissione Bilancio degli emendamenti alla manovra economica AC n. 1334 all’articolo 58 sulle “Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici”.

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