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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘supplenze’

Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A pochi giorni dal termine di presentazione delle domande di quota 100, sebbene il numero di uscite risulti inferiore alle attese, ci si rende conto dell’alto numero di cattedre che a settembre gli uffici scolastici dovranno assegnare in ruolo o ai supplenti: le previsioni dell’Anief sono state confermate in queste ore da La Repubblica, secondo cui “saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre”. In effetti, se il Miur non adotterà delle contromisure, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno. Marcello Pacifico, presidente Anief: diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione dovesse confermare la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto
L’estate del 2019 potrebbe rappresentare l’apice del precariato scolastico. II motivo è presto detto: “Per inoltrare la domanda” quota 100, scrive Repubblica, “c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta”. A questi numeri si aggiungono “i posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto”, che “secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre”. “Riusciranno – si chiede il quotidiano – gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud”.
Ma La Repubblica ricorda anche che, contando pure l’organico di fatto, i precari raggiungeranno cifre forse mai viste: “in questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola”.
Le prospettive presentate dalla stampa sono lo specchio della verità. Se il Ministero dell’Istruzione non adotterà dei provvedimenti immediati, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno agli alunni disabili, per cui permangono circa 50 mila posti in deroga, in pratica uno su tre di quelli complessivi affidati sistematicamente ad un precario.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione confermerà la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto: se le norme non dovessero cambiare, il turnover sarà praticamente impossibile. Con la supplentite che diverrà ancora più diffusa”.

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Scuola – Supplenze, mai così tante: 150 mila nell’anno in corso

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Ora si può dire con certezza: il precariato scolastico è un’emergenza nazionale. Anief lo sostiene da tempo. Adesso, anche le altre organizzazioni sindacali se ne accorgono e finalmente escono allo scoperto: in queste ultime ore, i due sindacati maggiori del comporto Scuola hanno infatti prodotto dei rapporti nazionali che fotografano una situazione addirittura peggiore di quella paventata fino a qualche settimana fa. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione deva capire che l’unico vero modo per uscire da questa impasse è puntare sul doppio canale di reclutamento, riaprendo le GaE, come del resto è stato fatto già due volte negli ultimi anni, allora sì che potremo dire di avere creato le basi per vincere la supplentite cronica.Nel frattempo, Anief conferma il ricorso al giudice del lavoro per ottenere la partecipazione al piano straordinario di stabilizzazione o il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine: il ricorso è rivolto a docenti, anche non abilitati, e Ata precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio in scuola pubblica su posto vacante e disponibile.

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Scuola – Precariato, i numeri della vergogna: 114.000 supplenze annuali

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Di emergenza precariato nella scuola cominciano a parlare anche gli altri sindacati: dopo la denuncia dell’Anief, pure le altre organizzazioni, in difesa dei diritti di docenti e Ata, tirano finalmente fuori i numeri della vergogna sulle supplenze annuali assegnate quest’anno: 90.000 quelle del personale docente nell’a.s.2018/19, 114.000 se si considera anche il personale ATA e il personale educativo. Si tratta di numeri altissimi, destinati a crescere perché le norme sugli anticipi pensionistici al vaglio del governo, in particolare quota 100, prima o poi entreranno in vigore e si prevede che almeno 80 mila docenti e Ata possano lasciare nel volgere di un anno. Considerando l’ostinatezza del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel negare le immissioni in ruolo ordinarie proposte dal Miur, l’ultima delle quali di appena circa 27 mila posti, è possibile che a breve il numero di cattedre da coprire con supplenti annuali si avvicini alle 300 mila unità. Per questo, occorre una disposizione straordinaria che metta le cose a posto, quale può essere solo la riapartura delle GaE.

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Scuola: Emergenza supplenze, 120 mila i precari assegnati su posti vacanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Bisogna salvaguardare chi lavora nelle scuole. Quasi centomila supplenti senza abilitazione ma con anni di servizio portano avanti il loro operato: devono essere assunti. Quella del precariato è una brutta piaga, presente nelle nostre scuole in maniera sempre più invasiva, con oltre 50 mila supplenze annuali assegnate quest’anno su sostegno ed altre 70 mila su cattedra curricolare: numeri da record, destinati a crescere. Invece, però, di avviare delle politiche di serio contrasto, assumendo il personale precario già selezionato e formato, si continuano a proporre dei concorsi-spot che ne stabilizza solo una piccola parte. Eppure la soluzione è a portata di mano e non prevede nemmeno particolari impegni economici: basterebbe procedere allo scorrimento delle graduatorie oltre il mero numero dei vincitori in riferimento ai posti messi a concorso. A chiederlo è il giovane sindacato Anief, facendosi da tramite per proporre alla commissione Bilancio degli emendamenti alla manovra economica AC n. 1334 all’articolo 58 sulle “Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, e altre disposizioni in materia di revisione del sistema di reclutamento dei docenti scolastici”.

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Scuola: Allarme supplenze, dopo quota 100 sarà record: basta promesse

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Con l’ormai prossima approvazione della contro-riforma Fornero, solo nella scuola è previsto un alto numero di uscite dal lavoro, tra le 80 mila e le 100 mila, con larga prevalenza di insegnanti. E siccome il Ministero dell’Economia non vuole autorizzare nemmeno 27.400 immissioni in ruolo chieste dal titolare del Miur Marco Bussetti, quindi negando anche la stabilizzazione di meno di un sesto del necessario, a settembre si rischia seriamente di ritrovarci con oltre 200 mila supplenze annuali: altro che fine del precariato, come aveva promesso l’ex premier Matteo Renzi, e assorbimento di tutti i precari, come ha più volte promesso il primo partito di maggioranza dell’attuale Governo. Secondo Marcello Pacifico, bisogna affrontare subito il problema, prima che la situazione sfugga di mano: basterebbe votare gli emendamenti predisposti da Anief su riapertura GaE, estensione del doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto e conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva. E dare seguito alle modifiche richieste al nuovo sistema di reclutamento, con particolare attenzione ai docenti non abilitati destinati a fare i supplenti di Stato sine die.

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Scuola: supplenze annuali e personale precario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Secondo il sindacato Anief non si comprende il motivo per cui le supplenze annuali sono 120 mila, tante ne sono state assegnate all’inizio di quest’anno scolastico, e poi però quando si tratta di stabilizzare il personale si procede sempre con estrema prudenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, il sospetto che allo Stato convenga mantenere decine e decine di migliaia di docenti in uno stato di precarietà per motivi prettamente economici rimane più che fondato. Se confermate, le cifre richieste dal Ministero dell’Istruzione al Mef rappresenterebbero il più grande bluff a cui abbia mai assistito il personale precario della scuola pubblica.

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A settembre scuole del Nord in ginocchio

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

L’apice del caos si toccherà quando si dovrà dare seguito all’adunanza plenaria dello scorso 20 dicembre, facendo tornare nelle graduatorie d’istituto 60 mila maestri. Il governatore del Veneto scrive al titolare del Miur: “il regolare inizio del prossimo anno scolastico in Veneto è a fortissimo rischio” con “la scuola primaria veneta penalizzata da tre fattori: l’esclusione delle maestre diplomate magistrale dalle graduatorie ad esaurimento, che in Veneto relega 848 insegnanti prive di laurea alle sole supplenze; il venir meno di 888 insegnanti che, a settembre, vanno in pensione o hanno ottenuto il trasferimento in altra regione; il numero insufficiente di posti assegnati al Veneto (300 tra Padova e Verona) per i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria rispetto al fabbisogno formativo”. Situazione da allarme rosso anche in Lombardia, dove si è creata una voragine di quasi 2 mila posti solo tra scuola dell’infanzia e primaria.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Pensare di coprire questi vuoti con contratti stipulati da graduatorie d’istituto, ancora di più in corso d’anno, andrebbe a creare una vera catastrofe organizzativa e didattica. Perché la collocazione nelle GaE è cosa ben diversa da quella nelle graduatorie d’istituto, peraltro circoscritta per legge ad un numero limitato di istituti autonomi. Senza un intervento immediato, ci ritroveremo con migliaia di posti privati in modo scellerato dell’insegnante che li copriva. Il Parlamento ha un’occasione d’oro, lo ripetiamo, per sanare una situazione che altrimenti andrà a provocare disastri organizzativi, con effetti nocivi per gli alunni, con un tourbillon di docenti, molti dei quali chiamati per coprire i ‘buchi’ pur senza alcuna esperienza né tantomeno abilitazione all’insegnamento. Mentre chi ha esperienza da vendere, con oltre 36 mesi di supplenze svolte, rischia di trovarsi presto addirittura cancellato dalle nomine annuali su posti vacanti, a meno che non venga giustamente cancellato per mano della maggioranza l’ignobile comma 131 della Legge 107/2015. Per tali motivi, proprio in questi giorni, l’Anief si è fatto carico di chiedere ai parlamentari, attraverso degli emendamenti ad hoc nel Decreto Dignità, a fronte di 850 complessivi, di riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, a partire dai diplomati magistrale, di reclutare i docenti non abilitati con 36 mesi di servizio in assenza di altri candidati e di confermare in ruolo i neo-assunti in ogni ordine e grado, dando nel contempo il via libera al ruolo a tutti coloro che hanno superato l’anno di prova.

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Scuola precariato mai sconfitto: coi nuovi organici a settembre tornano 100mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Il Miur sta predisponendo gli organici del prossimo anno scolastico e solo tra gli insegnanti quasi 100 mila posti risultano in esubero rispetto al numero di docenti già assunti nei ruoli dello Stato. Ciò significa che tra pochi mesi, sul finire dell’estate e con l’avvio dell’a.s. 2018/19, ci ritroveremo sul groppone lo storico surplus di cattedre della scuola pubblica italiana. Confermando che sia il piano di assunzioni straordinario introdotto dalla Legge 107/2015, sia l’introduzione dei concorsi transitori, prodotti sempre dalla riforma Buona Scuola, non hanno scalfito l’annoso problema della supplentite italica. L’inutilità del nuovo sistema di reclutamento è rappresentato dal nuovo sistema di Formazione iniziale e tirocinio che porterà al ruolo solo dopo un periodo che tra colloqui, selezioni e formazione prevede tra i due e i quattro anni d’attesa, durante i quali, la maggior parte di questi precari saranno pagati con stipendi figurativi, visto che non dovrebbero superare i 400 euro. Anief ripercorre tutte le tappe che hanno portato a questo ennesimo flop sul precariato scolastico italiano.Marcello Pacifico (presidente Anief): Per rifuggire quanto di stupido e incompetente è stato fatto, oltre che per evitare cause milionarie a danno dell’erario per violazione della normativa europea sui contratti a termine, l’unica alternativa rimangono le disposizione da sempre chieste da Anief: l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto; la riapertura permanente ed annuale delle GaE a tutto il personale abilitato; l’estensione del doppio canale per ambiti territoriali alle graduatorie d’istituto, con assunzione anche del personale di terza fascia, in tutti i casi di esaurimento delle graduatorie provinciali; l’assunzione, naturalmente, di tutti i vincitori e idonei degli ultimi concorsi. È una soluzione semplice, ma che la politica deve per forza seguire. E sul personale Ata ci si renda conto che senza amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici la scuola non può andare avanti. Per queste ragioni, in occasione dell’ultimo sciopero nazionale, l’Anief ha lanciato un accorato appello al nuovo Parlamento, perché si faccia carico di una questione diventata sempre più complessa, con strascichi negativi sull’offerta formativa, studenti e personale, eppure tutto sommato semplice da superare.
Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere diricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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Istruzione: Supplenze, col nuovo anno inizia il “balletto” dei precari che cambiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cPoiché il Miur non ha voluto inserire gli abilitati nelle GaE e molte di queste sono ormai senza candidati, i presidi sono costretti a coprire i “buchi” di cattedre attraverso le graduatorie d’istituto. Le quali sono tuttavia ancora in via di rifacimento perché si stanno ancora rinnovando, proprio in questi giorni, le posizioni e nuovi inserimenti del triennio 2017/2020. Con l’Amministrazione che non ha fornito le linee guida su quali liste di attesa utilizzare: le vecchie o le nuove provvisorie? Il problema che si è venuto a determinare va ricondotto alla necessità, sacrosanta, di avere tutti i docenti in cattedra dal primo giorno di scuola, che però diventa complicata da realizzare a causa del ritardo inspiegabile con cui l’amministrazione ha deciso di aggiornare la seconda e terza fascia delle graduatorie di istituto: quelle provvisorie, con oltre 700mila precari coinvolti, hanno visto la luce solo dopo Ferragosto. Con le segreterie scolastiche inondate di reclami e costrette a “mettere una pezza” ai non pochi ‘bug’ del sistema informatico gestito dal Miur tramite Istanze on line. In questa fase abbiamo anche assistito ad interpretazioni soggettive delle tabelle di valutazione titoli, ma pure all’adozione di escamotage delle segreterie per far quadrare i punteggi. Gli errori regolamentari sono stati molteplici, tanto che lo studio legale Anief ha organizzato una serie di ricorsi al Tar contro le tante esclusioni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si doveva arrivare ad inizio anno con le scuole costrette a nominare fino ad avente diritto, peraltro sulle spalle di segreterie composte da pochi elementi e che già si devono sobbarcare un alto numero di impegni, come quello ‘gratuito’ dei controlli delle vaccinazioni degli alunni. In questo modo, si copre la cattedra ma dopo qualche settimana si cambia docente, con tutte le conseguenze negative, in primis per il sostegno, che il mutamento comporta. Come si fa a parlare della salvaguardia della continuità didattica se poi si commettono sempre gli stessi errori? Con il personale Ata, il Ministero dell’Istruzione si è superato, decidendo di aggiornare la terza fascia addirittura nel mese di ottobre: anche in questo caso, sarà inevitabile il cambio in corsa di tantissimo personale. E chi se ne importa se si perderanno delle risorse umane già inserite nel progetto annuale e ne arriveranno altre da formare. A noi questo modo di procedere non piace. E, siamo sicuri, nemmeno al personale. Come agli studenti e alle loro famiglie. Non siamo il sindacato dei ricorsi, ma un’organizzazione che pretende il rispetto dei diritti.

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Scuola – Personale Ata: il Miur apre le graduatorie anche a chi vuole fare supplenze per la prima volta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

scuola1Le domande di inserimento – come assistente amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico – potranno essere presentate, assieme a quelle di aggiornamento, dal 30 settembre al 30 ottobre prossimi attraverso dei modelli cartacei: le candidature andranno inviate a una scuola (la capofila) della provincia scelta, tramite raccomandata A/R o presentata a mano o mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata. La procedura prevede la possibilità di chiedere il depennamento dalle graduatorie permanenti o ad esaurimento della provincia di attuale iscrizione. La scelta delle sedi avverrà telematicamente, tramite il portale ministeriale Istanze On Line, secondo la tempistica che sarà comunicata in un secondo tempo.
L’associazione sindacale Anief annuncia l’apertura straordinaria di un alto numero di sportelli di assistenza sparsi nei vari territori del Paese: il servizio di consulenza sarà attuato per tutto il mese di ottobre e servirà sia a fornire informazioni agli aspiranti supplenti sui requisiti d’accesso alle graduatorie Ata di terza fascia, sia a supportarli per una corretta compilazione delle domande da presentare. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il considerevole numero di posti liberi e vacanti, derivanti anche dallo scarso numero di immissioni in ruolo effettuate quest’anno, ha lasciato un posto su quattro a supplenza. Non tutte saranno coperte da coloro che sono precari da tempo, con oltre 24 mesi di servizio svolto.

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Gli uffici scolastici pubblicano le graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

scuolaOra ogni supplente potrà rendersi conto del punteggio assegnato consultando ‘Istanze On Line’: la stampa specializzata spiega che tocca alle segreterie scolastiche ‘mettere una pezza’ agli errori del sistema informatico con il quale si trovano a lavorare gli assistenti amministrativi alle prese con la valutazione delle domande dei docenti per l’accesso alle graduatorie. Alla mancata formazione su molti aspetti delle tabelle di valutazione dei titoli (interpretate con fantasia) si aggiungono gli errori di default del sistema on line. Sono già migliaia le richieste di rettifica del punteggio recapitati sulle scrivanie delle segreterie, da parte dei docenti che hanno visualizzato il punteggio non corretto. Nel computo degli errori da sanare, ci sono pure i tanti bug dovuti alla decisione del Miur di escludere tante categorie di docenti. Come i diplomati Itp, a cui il Tar ha dato ragione avallando la tesi dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attendiamo con fiducia la richiesta di inserimento nella seconda fascia d’istituto anche per i diplomati AFAM e magistrale linguistico, per i quali già esistono pronunciamenti positivi in Consiglio di Stato. C’è anche da verificare se il Ministero dell’Istruzione abbia comunicato ai propri Ambiti territoriali provinciali e alle scuole capofila di dare seguito agli ordini del tribunale amministrativo per registrare l’immediato inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto di tutti gli aventi diritto. Inoltre è bene che ogni docente verifichi il punteggio assegnatogli e presenti apposito ricorso qualora vi siano discrepanze rispetto a quanto effettivamente gli spetta.

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Scuola: Supplenze, non si esauriranno le GaE ma i precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’Ufficio Studi Anief è andato a verificare lo stato delle circa 100 Graduatorie a Esaurimento sparse per l’Italia: il risultato è che risulta una pia illusione quella di pensare di cancellarle in un quinquennio, come sostiene il Miur. La situazione più complessa, a oggi priva di sbocchi, è quella che riguarda i docenti degli alunni fino a 6 anni, che assieme ai colleghi della primaria non potranno nemmeno fruire della fase transitoria prevista della legge delega sul nuovo reclutamento. Il caso di Roma è clamoroso: nelle GaE permangono 6.104 maestri della scuola materna. Mentre i posti liberi, da destinare anche alla mobilità, sono poche centinaia. Così lo scorso anno sono stati immessi in ruolo appena 97 precari da GaE. A questo ritmo, serviranno oltre 50 anni per pensare di svuotare le graduatorie della provincia capitolina. Una situazione di sbarramento si verifica anche alle superiori, dove sono bloccati da decenni migliaia di docenti precari abilitati in classi di concorso caratterizzate dalla perenne penuria di posti liberi. Come le ex A017 e A019, riconducibili alle discipline economiche e giuridiche. Oppure della ex A029, educazione fisica, della ex A039, geografia.A Milano quest’anno nella A046, ex A019 (discipline giuridiche ed economiche) c’erano la bellezza di 32 soprannumerari; per Filosofia (ex A037, ora A019) e Trattamento Testi (ex A075, oggi A066) rispettivamente 17 e 15 prof di ruolo; sempre nel capoluogo meneghino ci sono poi diverse decine di soprannumerari tra gli Itp. Sulle discipline giuridiche-economiche la situazione è pesante anche a Torino e a Bari, dove vi sono 19 prof oltre le disponibilità, a Verona e Vicenza (15) Firenze (13), Cagliari e Agrigento (10). Non va meglio nelle province più piccole, come Campobasso, dove nella A019 ci sono 12 docenti di ruolo senza postoMarcello Pacifico (Anief-Cisal): per superare questa soluzione di stallo la soluzione è quella che abbiamo indicato da tempo, ovvero tramutare in organico di diritto le 100mila cattedre annuali, assumere su tutti i posti vacanti, potenziare i posti in organico di diritto nelle aree dove gli alunni sono a rischio abbandono scolastico, anticipare di 12 mesi l’inizio della scuola primaria. Altrimenti la fase transitoria non porterà di certo a esaurire le GaE, ma i precari. I quali, nel frattempo, invecchieranno senza aver acquisito quell’immissione in ruolo che sarebbe dovuta scattare in automatico subito dopo il conseguimento dei 36 mesi di supplenze anche non continuative, come ci dice da tempo l’UE. E anche i nostri tribunali, che sanzionano sempre più spesso uno Stato che sfrutta sine die il suo personale a tempo determinato.Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief

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Scuola – Assunzioni: solito teatrino

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneSecondo Anief, la titolare del Miur ha ragioni da vendere, poiché anche quest’anno sono state assegnate oltre 100mila supplenze annuali; significa che verrà coperto appena un posto vacante su dieci, con buona pace di chi continua a parlare di continuità didattica, fine della supplentite e diritto allo studio. La realtà è questa, il resto continua a essere vuoti slogan. Basta ricordare che solo sul sostegno, nell’anno in corso, sono state assegnate 52mila supplenze in deroga fino al 30 giugno, le quali corrispondono ad altrettanti posti liberi. Ma non avremo nemmeno immissioni in ruolo di assistenti amministrativi, tecnici, ausiliari e personale educativo, nonostante vi siano più di 15mila posti vacanti e altri che si libereranno a seguito del turn over. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): pure stavolta la ‘montagna ha partorito il topolino’, con le ambizioni del nuovo Ministro annullate dopo poco più di tre mesi di mandato. Invece di dare seguito alla proposta Anief, che ha chiesto più volte di monitorare lo stato effettivo delle cattedre e destinare tutte quelle libere nell’organico di diritto, i nostri governanti si sono bloccati sui 400 milioni di euro dell’ultima legge di bilancio. Eppure, non bisognava essere laureati in matematica per scoprire che con quei soldi si potevano assumere solo 12-13mila persone. Ora, ci dicono che saranno ancora meno. Con una parte di quei fondi stanziati addirittura forse dirottati su altri Ministeri. Tutto questo accade proprio mentre il Governo italiano viene comandato a presentarsi al Parlamento Europeo con delle motivazioni convincenti sulla mancata soluzione del precariato. La Ministra si è resa conto di vivere un bluff, di cui il suo dicastero è la solita vittima predestinata.

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Precariato, con la Buona Scuola il Governo aggira la norma sull’abuso di supplenze oltre 36 mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneDavanti alle Commissioni Cultura e Istruzione riunite di Camera e Senato, il Ministro dell’Istruzione ha tentato di chiarire i dubbi d’interpretazione derivanti dal comma 131 della Legge 107/2015 che introduce il tetto dei tre anni di limite massimo di contratti a tempo determinato, spiegando che il computo utile alla formazione del periodo prende il via da quest’anno scolastico. Per il giovane sindacato non è importante sapere quando si bloccheranno i supplenti ma, piuttosto, l’intenzione da parte del Ministero di applicare una norma sbagliata, antidemocratica e incostituzionale che ha, di fatto, sovvertito la direttiva Ue 70/1999 CE e la sentenza delle Corte di Giustizia Europea del 2014. In Italia, quindi, i 36 mesi sono stati astutamente trasformati in un vincolo, anziché in un traguardo da raggiungere a cui dovrebbe fare automaticamente seguito, senza se e senza ma, l’immissione in ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se questo traguardo viene negato, come è accaduto nei giorni scorsi con il rifiuto di alcuni dirigenti scolastici romagnoli di stipulare contratti annuali, ci troviamo davanti ad un abuso. Il docente a cui è stata negata la supplenza farebbe bene a rivolgersi a una sede territoriale Anief, attraverso cui avviare ricorso al giudice. Il diniego a sottoscrivere il contratto non ha, infatti, alcun fondamento giuridico: il nostro sindacato ne è così convinto al punto che, non appena assisteremo al rifiuto della stipula delle supplenze, saremo pronti di nuovo a sollevare il caso alla Corte di Lussemburgo.

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Scuola: la riforma alla prova dei fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2015

stefania gianniniIl ministro non conosce la scuola o bluffa: come fa a dire che le scuole non dovranno più chiamare i precari? La realtà è che a settembre avremo ancora 100mila supplenze Giannini sostiene che è ormai risolto il problema dei precari e la copertura immediata delle cattedre: nessun caos in arrivo. Replica dell’Anief: se la matematica non è un’opinione, quest’anno sono state assegnate oltre 118mila supplenze annuali (di cui 103.767 al 30 giugno), e già con le 102mila assunzione ne rimarrebbero comunque fuori più di 16mila. A cui vanno aggiunti i prossimi pensionamenti, che sono almeno altri 20mila posti. Quindi, in totale, ci sono già quasi 40mila cattedre che rimarranno scoperte. Poi, attraverso il comma 69 della riforma, è stato introdotto un corposo organico virtuale, non ritenuto valido per le immissioni in ruolo, ma che invece andava annoverato nell’organico di diritto.E a sottoscrivere questi contratti a tempo determinato, anche questi sino al 30 giugno, saranno proprio i presidi. Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Cisal): siamo davvero molto preoccupati. Perché il ministro, probabilmente, non conosce la complessa materia di cui sta parlando, fatta di decine e decine di classi di concorso, in diversi casi impossibili da unificare per affinità e quindi non facilmente sostituibili in caso di mancanza del titolare. Oppure vuole prefigurare bonariamente – tranquillizzando il personale scolastico, gli studenti, le famiglie e l’opinione pubblica – uno scenario ben diverso da quello che si determinerà tra cinquanta giorni.

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Scuole romane sovvenzionate dalle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

L’intervento di Annalisa Martino, responsabile Scuola e Istruzione del movimento: “Presidi e docenti fanno quello che possono ma i tagli continui danneggiano l’offerta formativa negando di fatto un reale diritto allo studio” “La pratica del contributo volontario è molto diffusa, soprattutto nelle scuole superiori. E’ però una vera ingiustizia per le famiglie che vengono ulteriormente tassate in maniera eccessiva a causa delle carenze dello Stato”. Queste le prime parole della responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti Annalisa Martino all’allarme lanciato dai presidi di vari licei romani circa l’insufficienza di fondi che, oltre a penalizzare progetti didattici come i corsi di recupero, non riescono a coprire più neanche le esigenze primarie come i costi delle supplenze, quelli per materiali essenziali quali carta o inchiostro per stampanti. “La responsabilità di questa disastrosa situazione – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –  non è delle scuole. Queste ultime infatti si sono viste ridurre da una parte i contributi dello stato e dall’altra anche quelli degli enti locali. Ad esempio per quanto riguarda le supplenze fino a quindici giorni devono essere coperte dai colleghi e non si convocano docenti esterni. Fino a poco tempo fa ciascun insegnate aveva nel proprio monte ore settimanale due ore ‘libere’ da dedicare alla sostituzione degli assenti in caso di necessità oppure a progetti didattici come corsi di recupero o altri lavori utili all’istituto scolastico. Con la riforma voluta dal ministro Gelmini queste ore devono essere necessariamente ore di cattedra con obbligo di lezione. Di conseguenza – spiega la Martino – se manca un insegnante i colleghi devono lavorare più tempo e i dirigenti devono pagare loro questi straordinari, ecco quindi come aumentano i costi di gestione. Dove trovare questi soldi? Dove possibile vengono effettuati tagli ai progetti didattici anche se ciò porta a una drastica riduzione dell’offerta formativa e di conseguenza alla qualità dell’istruzione. Purtroppo vengono favorite le scuole private a danno di quelle pubbliche, come pure svantaggioso è l’aumento degli alunni nelle classi: siamo arrivati a circa ventisei studenti per aula. I docenti fanno quello che possono, purtroppo non viene considerato adeguatamente il lavoro da loro svolto anche a casa e il surplus di attività che comporta l’insegnamento agli alunni provenienti da famiglie di extracomunitari immigrati nel nostro paese. Gli allievi stranieri sono un prezioso arricchimento per le nostre classi, ma anche i professori più volenterosi non hanno strumenti sufficienti per integrare le lacune linguistiche, soprattutto ora che vengono tagliati i corsi di recupero per mancanza di fondi. Così – conclude la Martino – non si garantisce un reale diritto allo studio, mi auguro che  questa espressione torni ad avere un senso fornendo alla scuola pubblica gli strumenti necessari per formare i cittadini di domani”.

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