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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

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Funzione di supporto alla liquidità delle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Un meccanismo di garanzia delle cessioni di credito può rimettere in moto la macchina dei pagamenti del sistema delle imprese, in difficoltà per l’emergenza sanitaria, movimentando flussi finanziari fino a 80 miliardi a fronte di una dotazione di fondi pubblici di 5 miliardi. Lo afferma Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del factoring, nel motivare la proposta di includere anche un simile strumento, già adottato da altri Paesi UE, tra i finanziamenti previsti dai Decreti emergenziali in uscita. L’industria del factoring, interlocutore di riferimento per il supporto gestionale e finanziario alle transazioni di natura commerciale delle imprese, è pronta a fornire il proprio contributo all’economia reale con un intervento di sistema supportato da garanzia statale. Attraverso il ricorso ad un fondo di garanzia per la cessione di crediti, e nell’ambito di un plafond specifico con appropriati meccanismi di funzionamento, lo Stato può intervenire garantendo l’importo in conto capitale dei debiti commerciali delle imprese ceduti a banche e intermediari finanziari come le società di factoring, riducendo tempi e costi e liberando così ulteriore capacità di credito per le imprese. Il meccanismo prevede la concessione alle imprese debitrici di una dilazione di pagamento dei propri debiti commerciali non inferiore a 6 mesi, estendendo così i benefici della garanzia sia al debitore che al cedente.
“Il factoring – sottolinea Alessandro Carretta, Segretario Generale di Assifact e professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma Tor Vergata – ha sempre svolto una funzione di supporto alla liquidità delle imprese. Rappresenta lo strumento ideale per la gestione e il finanziamento del capitale circolante e la pianificazione temporale dei flussi di cassa in entrata e in uscita, anche nei momenti di crisi economica”. “Il lockdown conseguente all’emergenza sanitaria – avverte il Segretario Generale di Assifact – causa drastici cali dei fatturati, minori flussi di cassa e conseguenti tensioni finanziarie improvvise. Molte imprese rischiano di non poter adempiere alle proprie obbligazioni di pagamento commerciali o finanziarie. L’impennata delle insolvenze potrebbe provocare un blackout produttivo generalizzato”.Il Governo italiano ha già disposto una moratoria che per le microimprese e le PMI estende di oltre 180 giorni ogni scadenza legata ad obblighi di pagamento. Assifact ritiene tali misure un primo passo importante per il sostegno della liquidità delle imprese nell’emergenza. Ma secondo l’Associazione degli operatori del factoring si rendono ora necessarie altre misure, nella direzione del coinvolgimento delle grandi imprese e della fornitura al mondo produttivo di ‘nuova’ liquidità, non più quindi il solo mantenimento delle linee di credito esistenti. Ciò può avvenire, secondo Assifact, coinvolgendo direttamente il capitale circolante, vero motore della gestione corrente, direttamente collegato alla disponibilità di cassa e alla rotazione del magazzino e dei crediti e debiti commerciali. Appare quindi cruciale fornire alle imprese i mezzi finanziari di cui hanno bisogno per far fronte ai pagamenti. Il ricorso al factoring in tutte le sue forme, supportato da una garanzia statale, rappresenta un’efficace e immediata soluzione.

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Colloqui di supporto a distanza per l’emergenza Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

L’Università di Torino, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia, offre a tutta la Comunità Universitaria di oltre 80 mila persone fra studentesse, studenti, docenti, ricercatori e personale Tecnico Amministrativo di Unito la possibilità di fruire di colloqui di supporto psicologico a distanza che si terranno a partire da oggi. L’iniziativa, attivata in questi giorni di emergenza da Coronavirus, prevede un ciclo di colloqui di a distanza, con psicologi abilitati alla psicoterapia, specialisti e specializzandi del Dipartimento di Psicologia, erogati garantendo la massima tutela della privacy e nel rispetto dei principi deontologici della professione psicologica.In questo frangente, caratterizzato da un clima di incertezza che può abbracciare sia la vita lavorativa sia quella familiare e personale, i bisogni delle persone si complicano e si diversificano, e può essere di sostegno l’accompagnamento alla riflessione e all’analisi, alla gestione delle criticità vissute e allo sviluppo delle proprie risorse.Il servizio è gratuito, e costituisce un’estensione e un potenziamento dello Spazio di Ascolto, attivo da maggio 2019 e gestito dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute del Dipartimento di Psicologia, dedicato al personale, agli studenti e alle studentesse di Unito per chi vive situazioni di disagio o di malessere psico-fisico, con possibili conseguenze sulla qualità del proprio lavoro o dello studio. Il servizio permetterà anche di compiere azioni di orientamento sulle tipologie di richieste. Qualora le questioni si configurassero come specifiche di altri ambiti/professionisti, come ad esempio l’orientamento rispetto alla didattica on line per gli studenti, il monitoraggio di fenomeni di discriminazione, harassment o lo stalking, di competenza della Consigliera di Fiducia, oppure in presenza di specifiche richieste relative a tematiche strettamente sanitarie, gli utenti saranno indirizzati verso altri servizi più idonei interni o esterni ad UniTo.
Per accedere allo Spazio di Ascolto, che sarà attivato per tutta la durata dell’emergenza, è necessario compilare il form che sarà inviato a tutta la comunità Universitaria. La registrazione permetterà di organizzare il calendario dei colloqui.

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(M5S): “Roma Capitale a supporto degli operatori culturali in difficoltà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

“L’emergenza Coronavirus sta creando effetti devastanti non solo a livello sanitario, ma anche in ogni ambito della socialità. Tra i settori maggiormente penalizzati da questo delicato e drammatico momento storico, vi è senza dubbio quello culturale.
Una crisi determinata dalla necessaria sospensione di ogni attività a esso afferente, tale da indurre l’Assessore alla Crescita Culturale di Roma Capitale e altri 9 omologhi delle più grandi città Italiane a firmare, in data 12 marzo, un appello per dichiarare lo stato di crisi del settore Culturale italiano.In qualità di Presidente della Commissione Cultura ho avvertito il dovere di presentare, in Aula Giulio Cesare, un ordine del giorno a sostegno degli operatori culturali, in particolar modo dei lavoratori autonomi, la cui tenuta è messa fortemente a rischio dall’emergenza virus.Nell’atto, approvato all’unanimità dall’Assemblea Capitolina, chiediamo alla Sindaca e alla Giunta capitolina di valutare l’attuazione di forme agevolazione fiscale e/o la sospensione degli oneri tributari per almeno tre mesi e di valutare alcune la predisposizione di alcune misure quali: la dichiarazione dello stato di crisi per l’intero settore culturale pubblico e privato; l’estensione di tutti gli strumenti disponibili di tutela dell’occupazione previsti nello stato di crisi a tutte le categorie di lavoratori, a prescindere dalle tipologie di contratto di lavoro e, anche in via temporanea, del reddito di cittadinanza agli operatori, con o senza partita IVA; l’adozione di strumenti di tutela nei confronti dei lavoratori di un settore dove il precariato è strutturale quali, ad esempio, l’Introduzione/estensione della Cassa Integrazione al settore spettacolo dal vivo ed esercizio cinematografico e la sospensione dei versamenti F/24, dei tributi (SIAE compresa) e degli adempimenti 2020 delle cartelle esattoriali.
Con il presente odg chiediamo altresí all’Esecutivo nazionale di valutare l’introduzione di una indennità per i lavoratori autonomi dello spettacolo, l’ampliamento della platea di beneficiari del FUS e l’assegnazione di risorse straordinarie dirette a compensare la riduzione delle entrate proprie di enti, istituzioni e organizzazioni.Il Governo, a nostro avviso, dovrà anche considerare il periodo di interruzione dell’attività dovuta alle disposizioni dello Stato con criteri che non generino una riduzione dei contributi assegnati, intervenire sul sistema bancario per la sospensione temporanea dei pagamenti del credito a breve e medio termine ed estensione dei termini di scadenza per una durata pari a quella della sospensione, garantire l’accesso al credito facilitato con un tetto in funzione dei debiti correnti ed emanare norme specifiche per autorizzare gli enti locali ad operare in deroga a norme generali e specifiche concernenti l’erogazione di contributi alle attività culturali e la riscossione di oneri e imposte locali. Una volta usciti dall’emergenza, inoltre, sarebbe opportuna l’adozione di misure che rinnovino il nostro sistema economico e che introducano tutele più eque tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi, occasionali o precari. Le nostre richieste sono chiare, precise e circostanziate. Roma Capitale intende affrontare la questione con la massima attenzione e, in tal senso, non annullerà i bandi stagionali già aggiudicati (es. Eureka!), consentendo ai relativi vincitori di realizzare i progetti in tempi più congrui rispetto a quelli attualmente previsti.
Nostro obiettivo primario è quello di tutelare un settore, come quello culturale, che rischia di incappare in una spirale di crisi dal carattere irreversibile”.

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Green Deal: Parlamento dà suo supporto e spinge per obiettivi più ambiziosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Ieri il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul Green Deal europeo, così come presentato dal Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel corso di un dibattito in Plenaria a dicembre. I deputati hanno accolto con favore il Green Deal e sono pronti a sostenere il piano di investimenti sostenibili. Chiedono anche un meccanismo di transizione adeguatamente finanziato per tutte le regioni dell’UE.Il Parlamento chiede una normativa ambiziosa in materia di clima e di portare al 55%, rispetto ai livelli del 1990, l’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne di GES (invece che “tra il 50% e il 55%”, come proposto dalla Commissione). Inoltre esorta la Commissione a presentare quanto prima una proposta in tal senso, onde consentire all’Unione di adottare tale obiettivo con largo anticipo rispetto alla COP26 di novembre. Infine, i deputati auspicano l’introduzione di obiettivi intermedi dell’UE per il 2040.Per prevenire il trasferimento delle emissioni di CO2, data la persistenza di diversi gradi di ambizione in campo climatico su scala mondiale, i deputati chiedono alla Commissione di lavorare a un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con l’OMC.I deputati sottolineano che modificheranno qualsiasi proposta legislativa per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Chiedono inoltre obiettivi più elevati per l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile, inclusi, per quest’ultima, obiettivi nazionali vincolanti per ogni Stato membro, e una revisione di altre normative UE nel campo del clima e dell’energia entro giugno 2021. La risoluzione è stata adottata con 482 voti favorevoli, 136 contrari e 95 astensioni.

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Supporto psicologico al personale militare

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Raggiunto un altro grande risultato per la tutela delle Forze Armate: oggi, grazie anche al voto favorevole di Fratelli d’Italia si è giunti ad una approvazione unanime della risoluzione sostenuta dal deputato Galantino e di altri colleghi della commissione Difesa con la quale si impegna il Governo a mettere in campo iniziative per il supporto psicologico al personale militare. Si tratta, in breve, dell’istituzione di una struttura organizzativa per l’indirizzo e il coordinamento delle attività di supporto morale e psicologico al personale delle Forze armate, costituito da professionisti interni all’amministrazione e da professionisti psicologi e psichiatri appartenenti al mondo civile organizzati anche in associazioni specializzate e riconosciute sul territorio nazionale. Un importante passo avanti per la tutela del personale delle Forze Armate. Lo dichiarano in una nota i deputati di FdI Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davide Galantino.

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Dazi Airbus: intervenire rapidamente in supporto ai produttori alimentari

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Il Parlamento ha chiesto alla Commissione europea di agire rapidamente per aiutare gli agricoltori indebitamente colpiti dai nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti per 6,8 miliardi di euro.I deputati hanno espresso profonda preoccupazione per il danno collaterale cui è esposto il settore agroalimentare dell’UE per effetto della decisione degli Stati Uniti di imporre contromisure in seguito alla disputa relativa ad Airbus. Ritenendo inaccettabile che un settore del tutto estraneo a quello della disputa giuridica debba farsi carico di gran parte dei costi, i deputati hanno criticato la decisione di imporre dazi su un gran numero di prodotti agricoli come i vini francesi, i formaggi italiani e l’olio d’oliva spagnolo.Inoltre, hanno espresso profondo rammarico per la mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti nei confronti dei tentativi dell’UE di trovare una soluzione negoziata tempestiva prima dell’applicazione delle tariffe.Il Parlamento ha sottolineato la necessità di una risposta coordinata e unita dell’Unione europea. Alla Commissione ha chiesto, innanzitutto, di monitorare attentamente il mercato agroalimentare dell’UE, di prendere in considerazione il ricorso a strumenti come i regimi di ammasso privato e il ritiro dal mercato, il ricorso a tutti gli strumenti nuovi o già esistenti per far fronte alle turbative che si verificheranno nel mercato interno, e di mobilitare un sostegno rapido per i settori maggiormente colpiti.Inoltre, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di approvare un aumento degli stanziamenti destinati alla promozione per il 2019. In questo senso, ha accolto con favore l’intenzione della Commissione di prevedere una maggiore flessibilità nella gestione delle campagne di promozione in corso nei paesi terzi.Il Parlamento ha chiesto che tali modifiche siano introdotte il prima possibile al fine di permettere agli operatori di reagire e rafforzare le loro azioni negli Stati Uniti e di contrastare l’impatto sui consumatori o di riposizionarsi, se necessario, su mercati alternativi.Per diversificare i mercati delle esportazioni dei prodotti colpiti dalle tariffe statunitensi, i deputati ritengono sia necessario eliminare ostacoli tecnici persistenti che hanno impedito agli operatori di trarre pieno vantaggio dalle possibilità di esportazione offerte nell’ambito di altri accordi commerciali. In tali circostanze, è essenziale evitare ulteriori tagli al bilancio della PAC e proseguire con la riforma della riserva di crisi della PAC.Infine, si chiede alla Commissione di continuare a cercare soluzioni negoziate per allentare le attuali tensioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti. La risoluzione non legislativa è stata approvata per alzata di mano.

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Algeria. Sbai: “Supporto al popolo in rivolta, ma no a nuova primavera araba”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

«Seguo con apprensione quello che sta accadendo in Algeria, dove infiamma la protesta e si conta il primo morto. Quello algerino è un popolo stremato, che per oltre vent’anni ha subito l’oppressione sia del regime autoritario di Bouteflika che degli estremisti della Fratellanza Musulmana. Il popolo algerino ha ragione nel volersi liberare dell’ancien regime, ma la sua rivolta non deve trasformarsi in una nuova Primavera Araba. Il rischio infatti è che il malcontento popolare venga sfruttato dai gruppi espressione della Fratellanza Musulmana per prendere la guida delle proteste e poi il potere, al fine di stabilire una dittatura fondamentalista. Quello che è accaduto in Egitto e soprattutto in Siria e in Libia non deve ripetersi in Algeria. L’Europa e l’Occidente hanno imparato la lezione della Primavera Araba? Se sì devono intervenire a sostegno del popolo algerino e della sua voglia di cambiamento, sbarrando però il passo alla Fratellanza Musulmana e agli stati canaglia che la sponsorizzano: il Qatar degli emiri Al Thani e la Turchia di Erdogan. L’Italia, in particolare, è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano: in virtù della sua vicinanza geografica, la sicurezza del Paese si troverebbe a dover reggere l’urto di una nuova guerra civile in Nord Africa, dopo quella libica, con l’aggravarsi della minaccia terroristica e della crisi migratoria».È quanto dichiara Souad Sbai, Presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia (ACMID).

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Calcolare i risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Nasce in Italia il primo modello strutturato per la stima dei costi evitati alle strutture sanitarie e al SSN grazie al finanziamento delle aziende farmaceutiche, in grado quindi di misurare il valore delle attività di sperimentazione correlato a un risparmio effettivo. L’applicazione di questo modello, riassunto nell’Instant Book “Valorizzazione delle sperimentazioni cliniche nella prospettiva del SSN”, e presentato questa mattina in Senato, definisce un vero e proprio effetto “moltiplicatore”, generato dall’investimento da parte dall’azienda, attraverso il finanziamento riconosciuto per la sperimentazione, insieme al costo evitato totale.
Il volume, pubblicato da Edra con il supporto di Roche, raccoglie i risultati di uno studio realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Americo Cicchetti, professore ordinario di Organizzazione Aziendale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del S. Cuore e Direttore di ALTEMS, con la collaborazione di Roche, e con la partecipazione di esperti provenienti da due aziende sanitarie, sede di sperimentazione clinica: la Fondazione Policlinico A. Gemelli di Roma e l’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il gruppo di lavoro ha validato il modello ValoR, già sviluppato da Roche, per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche, adattandolo alla prospettiva dell’azienda sanitaria.Il modello è stato poi sperimentato nelle due aziende sanitarie con significativi risultati: monitorando l’attività di ricerca condotta dal 2011 al 2016 in due aree terapeutiche, sono stati infatti stimati risparmi dai 2 ai 4 milioni di euro per le due strutture oggetto di studio.“Nel dettaglio – spiega Americo Cicchetti – il modello definisce il valore prodotto dalle attività di sperimentazione, per le strutture ospedaliere, come somma di due componenti: i finanziamenti ricevuti, cioè la somma dei ricavi cumulativi per studio, derivanti dal finanziamento della sperimentazione, che include tutti i costi per la gestione del paziente, e gli averted cost (cioè i costi evitati totali), corrispondenti alla stima dei costi risparmiati dal SSN/SSR, in quanto il costo delle terapie farmacologiche per i pazienti arruolati nei protocolli di ricerca viene sostenuto da soggetti terzi, cioè gli sponsor o le aziende farmaceutiche”.A conferma dei risultati ottenuti e in prospettiva di quelli che si potrebbero ottenere sulla base del modello di Roche, il prof. Cicchetti precisa inoltre che “applicando il modello a tutti gli studi condotti da Roche in Italia in ambito onco-ematologico nel periodo 2011-2016, si osserva che a fronte di un totale finanziamenti erogati agli ospedali di 66,6 milioni di euro, il totale del risparmio per farmaco è stato di 84,6 milioni, con un impatto totale sul sistema sanitario pari a 151,3 milioni. Su tale insieme di studi, dai nostri calcoli, l’effetto moltiplicatore è pari a 2,2. Se tale dato venisse confermato a livello nazionale, riproporzionando per il numero di sperimentazioni cliniche registrate grazie al Rapporto Osmed 2015 per le 86 Aziende Ospedaliere e Aziende Ospedaliere Universitarie e i 48 IRCCS tra pubblici e privati, il risparmio totale a livello nazionale potrebbe aggirarsi tra i 320 e i 360 milioni di euro in un solo anno”. “Grazie alla sponsorizzazione esterna da parte delle aziende – aggiunge Carlo Nicora, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coautore del volume – il costo della gestione a carico del SSN per il trattamento di pazienti arruolati nella sperimentazione clinica tende a ridursi per effetto della spesa non sostenuta dall’azienda sanitaria. In particolare, non vengono sostenuti i costi per procedure diagnostiche, dispositivi medici, altri materiali di consumo utilizzati per la cura dei pazienti arruolati e anche i costi dei farmaci somministrati. I vantaggi si rilevano sia nella componente scientifica, si ha infatti una maggiore possibilità di coinvolgere i medici nei progetti e di investire di più nella formazione di giovani medici; sia in quella economica, poiché il risparmio ottenuto si traduce in un minor aggravio sulle Regioni e nella possibilità di reperire fondi per la ricerca indipendente; sia in quella manageriale, dal momento che una buona ricerca significa anche organizzazione di processi efficaci e rigorosi all’interno delle aziende sanitarie”.
I dati del 17° Rapporto Nazionale sulla Sperimentazione Clinica in Italia, pubblicato dall’AIFA, non sono incoraggianti. Il numero delle sperimentazioni cliniche autorizzate nel nostro Paese è complessivamente diminuito di quasi 100 unità (da 660 nel 2016 a 564 nel 2017). Risulta inoltre diminuita la percentuale degli studi autorizzati in Italia rispetto all’EU dal 20,3 del 2016 al 18,0% del 2017.

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Risultati 2017: crescita record del supporto a export e internazionalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

L’Assemblea degli azionisti di SACE (Gruppo CDP), presieduta da Beniamino Quintieri, ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2017. In un anno in cui l’export italiano ha segnato una crescita del 7,4%, superiore a quella di Germania e Francia, e si è confermato motore di sviluppo del Paese con un contributo al PIL pari al 30%, il Polo SACE SIMEST ha incrementato significativamente il sostegno alle attività di export e internazionalizzazione delle imprese italiane, mobilitando risorse per 25,3 miliardi di euro – il livello più alto raggiunto in 40 anni di attività -, in crescita del 41% rispetto al 2016.“La straordinaria crescita delle attività registrata nel 2017 è frutto dell’impegno di tutte le società e delle persone del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP nel perseguire l’obiettivo di massimizzazione del supporto alle imprese italiane – ha dichiarato Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE -. Continueremo a lavorare con determinazione per consolidare i risultati raggiunti e sostenere, attraverso le importanti risorse e la solidità del Polo SACE SIMEST, la capacità di innovazione e lo sviluppo internazionale di un numero crescente di imprese”.Al forte aumento dei volumi, SACE ha confermato la sostenibilità economico e finanziaria del proprio modello di business, registrando un miglioramento della solidità patrimoniale (SCR in crescita di 23 punti percentuali a 177%) e degli indici di efficienza (cost/income in calo dal 14% al 10%), e una redditività in linea con gli obiettivi di Piano Industriale (ROE pari a 5,9%).L’Assemblea ha approvato, inoltre, la distribuzione all’Azionista di un dividendo pari a 150 milioni di euro e l’accantonamento a riserva di 124,9 milioni di euro.

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Missione supporto Guardia Costiera libica

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

libia“E’ stata disposta dal governo per il contrasto all’immigrazione clandestina e al traffico degli esseri umani, da sempre chiesto da FdI, nasce intempestivamente e in un clima di estrema confusione e ambiguità, ed esporrà conseguentemente i nostri militari a pericoli che la maggioranza sembra sottovalutare”. È quanto ha dichiarato Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, intervenendo nel corso dell’informativa sull’evoluzione della situazione in Libia, alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. “L’azione sconsiderata di Alfano e Gentiloni smaccatamente a favore di Al Sarraj e contro il generale Haftar – spiega -, nonché la sconclusionata azione diplomatica contro l’Egitto per la vicenda Regeni, che ha ignorato le obliquità dei servizi segreti inglesi e francesi, disegna un quadro di estrema pericolosità per i nostri militari. Se a questo si aggiunge il dispiegamento di un dispositivo minimale per i noti retropensieri veteropacifisti del Pd il quadro delle insidie per la nostra Marina si completa”.
“Fratelli d’Italia – conclude Cirielli – intenderebbe ovviamente sostenere l’intervento militare italiano a difesa dei propri confini, ma sollecita il governo a predisporre il massimo impegno dando ampi poteri allo Stato Maggiore della Difesa affinché la sicurezza dei nostri militari sia l’elemento prioritario per definire il dispositivo da impiegare, dal momento che appare chiaro che le truppe italiane opereranno in un teatro che potrebbe divenire improvvisamente uno scenario di guerra”.

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Pieno supporto agli Stati membri nella gestione dei disastri naturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

parlamento europeoBruxelles. Parlamento europeo. Questi fondi addizionali integreranno il supporto già dato tramite il Fondo di solidarietà. I deputati hanno proposto un tetto massimo del 5% sui fondi che si possono prelevare dal FESR, per ciascuno Stato membro.“Sono lieta che la commissione per lo sviluppo regionale ha approvato oggi la relazione sulle misure specifiche per gli Stati membri colpiti da calamità naturali, attraverso la procedura semplificata, al fine di fornire i risultati in modo più efficiente. Ciò aiuterà tutti gli Stati membri interessati a recuperare in fretta i fondi spesi attraverso il sostegno supplementare del Fondo europeo di sviluppo regionale” ha dichiarato la relatrice e presidente della commissione Iskra Mihaylova (ALDE, BG).La risoluzione è stata approvata con 28 voti in favore e un’astensione.
Il nuovo regolamento modificherà la Politica di coesione 2014-2020 introducendo un asse prioritario per le operazioni di ricostruzione con un tasso di co-finanziamento che può arrivare fino al 100% e quindi un sostegno totale da parte del FESR. Questi aiuti saranno dati agli Stati membri e alle regioni colpite da disastri naturali grandi o locali, come l’Italia dopo i terremoti di agosto e ottobre, completando gli aiuti già disponibili attraverso il Fondo di solidarietà dell’UE.
I deputati della commissione per lo sviluppo regionale hanno proposto solo un emendamento alla proposta della Commissione per introdurre un tetto massimo del 5% di fondi prelevabili da quelli del FESR, per ogni Stato membro e durante il periodo 2014-2020.
Per garantire il finanziamento delle operazioni direttamente dopo il verificarsi di un disastro, è stata fatta una deroga alla norma sulla data d’inizio d’ammissibilità delle spese. La deroga assicura la possibilità che le spese sostenute possano essere dichiarate per il rimborso sin dal primo giorno del disastro.
La risoluzione legislativa verrà messa al voto in plenaria nel mese di Aprile (3-6 Aprile); solo allora il Parlamento avvierà i negoziati con il Consiglio al fine di raggiungere un rapido accordo.

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Venezuela: supporto alle aziende italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

venezuela“Nell’ambito della discussione della mozione sulla crisi che sta attraversando il Venezuela a prima firma del Presidente Casini e da me sottoscritta, è stato approvato l’ Ordine del giorno a firma Sangalli, da me sottoscritto, che impegna il governo italiano a valorizzare e supportare le aziende italiane operanti nel territorio.” Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare.
“Un segnale importante da parte del governo in un momento delicato per le nostre comunità in Venezuela, un gesto che conferma la volontà del Parlamento di mostrare vicinanza alla comunità italiana in Venezuela e di identificare i più adeguati strumenti di intervento al fine di rafforzare i legami con l’ Italia.” Conclude Di Biagio.

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Watson come supporto per gli insegnanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 ottobre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCentinaia di insegnanti di scuola elementare negli Stati Uniti stanno sperimentando Teacher Advisor con Watson, uno strumento innovativo della IBM International Foundation che fornisce agli insegnanti una risorsa online completa e personalizzata. Teacher Advisor consente ai docenti di approfondire la conoscenza di concetti matematici chiave, permette l’accesso a lezioni di matematica di alta qualità, e a strategie di insegnamento che offrano loro la possibilità di adattare le lezioni alle esigenze individuali in aula.Utilizzando la tecnologia cognitive, docenti esperti di matematica hanno istruito Watson per supportare gli educatori che insegnano matematica nelle classi di terza elementare. In questa prima fase, Teacher Advisor offre centinaia di progetti formativi di alta qualità, risorse didattiche e tecniche di insegnamento, che sono personalizzate per soddisfare le esigenze dei singoli insegnanti e le specifiche necessità dei loro studenti.
Gli insegnanti possono “digitare” un particolare argomento o domanda e ottenere assistenza e raccomandazioni personalizzate da parte di Watson durante la pianificazione di una lezione, approfondendo così un concetto o mettendo in atto strategie di insegnamento efficaci per contribuire a migliorare l’apprendimento degli studenti. Watson può anche porre all’insegnante ulteriori domande per affinare la sua risposta, focalizzandosi su ciò di cui il docente necessita per affrontare le sue sfide. Gli educatori possono anche accedere a video di alta qualità su tecniche di insegnamento per specializzarsi e porre in atto lezioni o strategie di formazione nella loro classe.
La tecnologia innovativa di Watson può comprendere il significato che sta dietro alle domande grazie alle sue capacità di cognitive computing (Watson’s Dialog e Natural Language Classifier APIs). L’esperienza di Watson potrà così arricchirsi nel tempo attraverso la formazione e l’interazione con gli insegnanti.”Nulla è più importante per il successo scolastico di uno studente di un insegnante qualificato e di un metodo efficace. Tuttavia, troppo spesso, i docenti sono lasciati soli a soddisfare le esigenze di insegnamento con ben poco aiuto”, ha detto Stanley S. Litow, Presidente della IBM International Foundation e IBM Vice Presidente di Corporate Citizenship e Corporate Affairs. “In collaborazione con alcuni leader nell’ambito formativo, siamo entusiasti di mettere Watson a disposizione degli insegnanti. Sviluppata da insegnanti per insegnanti, questa innovazione, prima nel suo genere, consente ai docenti di approfondire le proprie conoscenze, personalizzare le lezioni in combinazione con strategie di insegnamento efficaci, guidati dal coaching cognitivo di Watson quando e dove ne hanno bisogno, in modo totalmente gratuito. La nostra speranza è di poter dotare un giorno tutti gli insegnanti del supporto di cui hanno bisogno per fare quello che sanno fare meglio: appassionare i bambini all’apprendimento e costruire così la prossima generazione di leader”. “Tutto questo si basa sul nostro lavoro con l’obiettivo di fornire agli educatori competenze, qualità e risorse reali create dagli insegnanti stessi e da altri esperti di formazione. Ciò riempie un vuoto del settore dell’istruzione, perché fornisce risorse di qualità e assistenza su cui gli insegnanti possano contare, invece che dover fare tutto da soli. Ed è bello che la IBM International Foundation stia mettendo a disposizione degli insegnanti gratuitamente Watson, sviluppato per diagnosi mediche e per altri scopi. Questo è davvero fantastico”, ha detto il Presidente di AFT Randi Weingarten.
Litow ha dichiarato che è a piano la possibilità di rendere Teacher Advisor disponibile a tutti gli insegnanti delle scuole elementari negli Stati Uniti entro la fine dell’anno. Si comincerà con l’assistenza ai docenti nel potenziamento dell’insegnamento della matematica, grazie alla stretta collaborazione con AFT, con un ampio gruppo di consulenti nazionali e di educatori di fama, con strutture di formazione no-profit e con fornitori di contenuti didattici di alta qualità che hanno lavorato con gli esperti di tecnologia di IBM.
Dovendo far fronte a tempi stretti, standard sempre più elevati, esigenze diverse degli studenti, e la responsabilità di insegnare tutte le materie, gli insegnanti della scuola elementare hanno manifestato l’esigenza di poter usare risorse ben progettate, di facile accesso e che consentano un supporto personalizzato. Per molti insegnanti, identificare i materiali giusti per rispondere alle esigenze dei loro studenti, in particolare di quelli con diverse capacità di apprendimento, è impegnativo. Anche avendo a disposizione le migliori risorse, molti insegnanti “lottano” per mettere a punto strategie di insegnamento efficaci che aiutino i loro studenti a migliorare le loro competenze, e non hanno accesso a un coaching dedicato.
La IBM International Foundation sta collaborando molto da vicino con le associazioni docenti a con un comitato consultivo di rinomati leader in ambito educativo, compresi i funzionari federali, i direttori delle scuole statali, presidi e leader dei consigli scolastici, che condividono la visione di rendere Teacher Advisor accessibile e disponibile a tutti gli insegnanti, gratuitamente. Oltre alla IBM International Foundation, i partner finanziatori comprendono la Fondazione Stavros Niarchos, la Fondazione Ford, e la Carnegie Corporation di New York.

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Nasce un nuovo modo di fare musica in città

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

caeliPalermo sabato 7 novembre alle 22 al Bafoschi di via Ugo Bassi 35. C’è musica nuova fatta da donne a Palermo. Sono, due, sono fenomenali e da sole sanno cantare e allo stesso tempo suonare uno strumento. Senza il bisogno del supporto di altri musicisti o di basi. Carla Tiberio alla voce e alle percussioni e Lidia Cirafisi alla voce e alla chitarra, affronteranno il loro primo battesimo del fuoco davanti a un pubblico vero, rielaborando e reinterpretando brani di Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Herbert Pagani, Cesare Cremonini, Nelly Furtado, Alicia Keys, Nina Simone, The Beatles, Nancy Sinatra, Bob Dylan, Neil Jung. (foto caeli)

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Malattie croniche e accesso ai programmi di supporto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2015

sistema sanitario nazionaeSono oltre 14 milioni i malati cronici in Italia, circa il 24% degli assistiti dal Sistema Sanitario Nazionale e, secondo i dati Istat 2014, solo tre pazienti su dieci possono usufruire di programmi di supporto integrato. Anche in termini di accesso alle terapie farmacologiche si registrano forti criticità, come dimostra il XIII° Rapporto sulle Cronicità di Cittadinanza Attiva che evidenzia come circa il 30% delle famiglie ha difficoltà di accesso ai farmaci.“E’ necessario un cambiamento di paradigma che, per fortuna, anche se lentamente, si sta realizzando nel nostro Paese, ha sottolineato il Presidente di Federsanità Anci, Angelo Lino Del Favero. Occorre integrare prestazioni socio-sanitarie e sociali con le classiche prestazioni sanitarie, avere valutazioni che si basino anche sul grado di percezione del servizio da parte del “paziente – cliente” con un modello che possa trasferire all’esterno una serie di prestazioni, come per esempio sta avvenendo con le recenti riforme sanitarie in Toscana o in Lombardia che riflettono questo passaggio”.E oggi a Roma, in occasione del convegno “Il paziente al Centro: Soluzioni innovative di Integrated Health Care per il miglioramento della qualità delle cure e la continuità assistenziale dei Centri Clinici” promosso da Domedica, presso la LUISS, ci si è focalizzati su quattro malattie croniche: artrite reumatoide, sclerosi multipla, fibrosi cistica e ipertensione polmonare che colpiscono in Italia, con numeri molto diversi tra loro, circa 500.000 persone ma che sono accomunate dalla necessità di cure che, se erogate attraverso programmi di home care migliorano la qualità di vita, l’adesione alla terapia e riducono i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il poker di patologie scelto evidenzia peraltro il bisogno che anche il nostro Paese si attrezzi per uscire da un modello ospedale centrico che rischia di collassare e si creino, a livello regionale e locale percorsi virtuosi ospedale-casa-ospedale. Di fronte a questi dati e alla necessità di far quadrare i conti della spesa sanitaria, i programmi di supporto al paziente con patologie croniche, sul territorio, sono una leva sempre più preziosa da utilizzare da parte degli Assessorati Regionali alla Salute, dei Centri Clinici, delle ASL e degli stessi clinici. “I nostri Programmi di Supporto ai pazienti – spiega Maurizio Pércopo, Amministratore Delegato di Domedica – vanno oltre il sostegno alla somministrazione del farmaco, perché si integrano con il Centro Clinico, pur restando il medico il riferimento principale del paziente. Consistono nello studiare, nel progettare e nell’attuare la cura e la gestione a 360° di una patologia grazie a figure nuove come l’Health Care Manager e con un focus sempre presente: la partecipazione del paziente alle scelte terapeutiche. Le nostre equipe multidisciplinari composte da medici, fisioterapisti, infermieri e psicologi supportano, con un approccio olistico, i pazienti cercando di “educarli” affinché siano sempre più consapevoli sulle proprie necessità di cura e offrendo un reale supporto al clinico.”E la conferma del bisogno di progetti di questo tipo arriva sempre dall’indagine Domedica – Eurisko, una ricerca innovativa in quanto integra le voci di malati, medici e aziende farmaceutiche, per un totale di oltre 2.000 soggetti intervistati e dalla quale emerge in particolare che oltre il 50% dei pazienti si dichiara pronto ad entrare attivamente in un programma di supporto.Le aziende farmaceutiche, dal canto loro, mostrano una sempre maggiore sensibilità e apertura a sostenere iniziative per migliorare l’accesso alle cure e l’appropriatezza terapeutica.Unanime il consenso dei clinici intervenuti nel riaffermare la necessità di un salto di qualità nei programmi di home care. A fronte infatti di livelli di eccellenza spesso raggiunti nella cura ospedaliera, non vi è un adeguato, diffuso e strutturato servizio al domicilio che mobiliti tutte le competenze necessarie al paziente, assicurando uniformità negli standard di qualità.Il professor Giovanni Minisola – Presidente Emerito della Società Italiana di Reumatologia e Direttore dell’UOC di Reumatologia dell’Ospedale San Camillo di Roma – commentando i risultati del programma di somministrazione domiciliare SusTain, ha evidenziato la capacità da parte di questo progetto nell’ambito dell’artrite reumatoide di “generare un valore concreto per i pazienti, i Centri clinici di Reumatologia e il Sistema Sanitario Nazionale”. Il programma Sustain, ha proseguito Minisola, ha coinvolto nel corso degli ultimi 5 anni importanti Centri reumatologici del Lazio e della Puglia. L’attuazione del programma ha realizzato un’aderenza alla terapia pari al 100% per i pazienti trattati a domicilio rispetto al 93% dei pazienti trattati in ospedale e ha generato un risparmio medio dei costi indiretti pari a 450 euro/paziente/anno”.La professoressa Serena Quattrucci, Consulente del Centro di Fibrosi Cistica, Dip. Pediatria, Sapienza, Università di Roma, presentando il progetto di assistenza domiciliare per la fibrosi cistica, messo a punto presso l’ospedale Umberto I di Roma, ha posto l’accento sulle “oltre 1027 giornate di degenza ospedaliera risparmiate grazie a questo progetto con un alto livello di gradimento da parte dei pazienti inseriti”.
Il professor Carlo Pozzilli, Ordinario di Neurologia, presso l’Università di Roma e Direttore del Centro di Sclerosi Multipla presso il Policlinico San Andrea di Roma ha riportato le conclusioni di uno studio realizzato su un gruppo di pazienti randomizzato, assistiti a domicilio, riscontrando rilevanti differenze in particolare dal punto di vista emozionale, del funzionamento sociale, dello stato di salute generale e del dolore diffuso. Pozzilli ha evidenziato come “la pianificazione di un intervento domiciliare svolto da un team multidisciplinare e disegnato specificamente per le persone con sclerosi multipla può fornire un approccio economicamente vantaggioso per la gestione del paziente e per il miglioramento della qualità della vita”.Il dottor Roberto Badagliacca, ricercatore Sapienza, Università di Roma ha sottolineato come per la terapia dell’ipertensione polmonare un approccio integrato come quello realizzato attraverso l’Italian Pulmonary Hypertension Network (IPHnet) Project possa consentire un miglior trattamento dei pazienti grazie alla migliore conoscenza delle loro caratteristiche e di quelle della patologia realizzate con un database integrato ad hoc.Pazienti quindi protagonisti della gestione dei propri Percorsi Diagnostico – Terapeutici (PDTA) come ribadito dalle Associazioni intervenute al Convegno: AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica) e AMIP (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare). Le Associazioni sono attivamente impegnate a chiedere e a costruire Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali che assicurino la continuità ospedale-territorio e l’uniformità di accesso a servizi e prestazioni in relazione alla specificità del singolo paziente.

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Neuro-oncologia: cure di supporto

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2015

cure supportoSiglato l’accordo per il Progetto pilota tra l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e la ASL RM C. Ha l’obiettivo di integrare e offrire, alle persone affette da neoplasia cerebrale residenti nel bacino di utenza della ASL RM C e alle loro famiglie, un percorso per il miglioramento della qualità delle cure di supporto e palliative, la riduzione dei ricoveri ospedalieri e degli accessi al Pronto Soccorso inappropriati e la facilitazione della permanenza al proprio domicilio anche in situazioni di alta intensità assistenziale.Marta Branca, Commissario Straordinario IFO e Carlo Saitto, Direttore Generale della ASL RMC hanno firmato l’accordo in occasione del convegno in corso all’Istituto Regina Elena, dal titolo “Continuità assistenziale in Neuro-Oncologia e Onco-Ematologia: Esperienze nella regione Lazio”.
L’iniziativa è promossa da Andrea Pace, Responsabile della Neurologia IRE.
Hanno aperto i lavori, Ruggero De Maria, Direttore Scientifico IRE e Monsignor Lorenzo Leuzzi, Direttore della Pastorale Universitaria e Sanitaria. L’incontro si colloca tra le iniziative per la Giornata del Sollievo promosse dalla Fondazione “G. Ghirotti”.Il Regina Elena con il supporto della Regione Lazio ha messo a punto un modello assistenziale con un progetto attivo dal 2000 che ha consentito di seguire circa 1000 pazienti.I tumori cerebrali rappresentano una patologia di particolare gravità sia per la breve aspettativa di vita che per l’elevata intensità assistenziale. Il modello promuove la continuità delle cure ospedale/territorio attraverso l’integrazione dei diversi ambiti assistenziali e la sinergia con i Distretti Sanitari delle ASL, per fornire tempestive risposte coordinate e organizzate ai bisogni complessi dei malati affetti da tumore cerebrale e dei loro familiari.La ASL RM C ha un bacino di utenza di 566.172 residenti e si può stimare che l’incidenza di neoplasie cerebrali primitive (8/100.000 abitanti) sia di 44 nuovi casi/anno e i casi da seguire tra nuovi e non, sia di 160 casi/anno.
“Le cure domiciliari – specifica Andrea Pace – rappresentano la sfida della medicina dei prossimi decenni, perché anche fuori dagli ospedali i malati possano ricevere le cure migliori, nel luogo più razionale, a loro più gradito, oltre che al costo più appropriato.”
Durante l’incontro sono state riportate le maggiori esperienze di cure domiciliari nella regione Lazio e discussi i principalicure supporto1 aspetti assistenziali e organizzativi di modelli sanitari innovativi.Marta Branca ha voluto sottolineare : “Consapevole dell’importanza della sinergia tra i nostri centri di ricerca ed il territorio per rispondere al meglio a patologie gravi, sono lieta che questa iniziativa di presa in carico sia in sintonia con il tema del prossimo Giubileo, la Misericordia”.
Monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore della pastorale universitaria e sanitaria ha ringraziato gli Istituti per tutto quello che fanno verso le persone sofferenti ed ha esortato a lavorare perché “la misericordia assistenziale diventi sempre più fermamente misericordia progettuale in modo che la grandezza dell’uomo e la sua dignità non siano mai sminuite dalla sofferenza.”
“L’integrazione tra i livelli di assistenza sanitaria e tra dimensione sanitaria e sociale – conclude Carlo Saitto, Direttore Generale dell’ASL Roma C – non è semplicemente il fine di un progetto, ma lo sviluppo di un nuovo modello di gestione per il servizio sanitario che coniughi centralità della persona, qualità delle cure e uso ottimale delle risorse.”
L’Istituto Regina Elena mette a disposizione del progetto:
Equipe Neuro-oncologica di assistenza domiciliare costituita da varie figure specialistiche:
Una centrale di ascolto telefonico dedicato ai pazienti;
Servizio di reperibilità nelle ore notturne e nei giorni festivi.
Servizio di Teleconsulenza neuro-oncologica attraverso un portale web (www.portaleneuroncologia.it)
Collaborazione alla formazione delle diverse figure professionali coinvolte nell’assistenza domiciliare (MMG, specialisti e personale infermieristico del distretto, terapisti della riabilitazione) sui temi dell’assistenza domiciliare e delle cure palliative neuro-oncologiche attraverso incontri e seminari periodici.
L’Azienda Sanitaria Locale Roma C mette a disposizione del progetto:
1) Infermieri, terapisti della riabilitazione, medici specialisti afferenti ai distretti in misura proporzionale alle esigenze richieste dai Piani Assistenziali Individuali concordati con la equipe neuro-oncologica IRE.
2) Fornitura, mediante percorsi assistenziali dedicati, di prestazioni specialistiche e diagnostiche non altrimenti grarantite dalla equipe neuro-oncologica IRE.
3) Fornitura delle protesi e degli ausili necessari alla domiciliazione del paziente in relazione ai bisogni rilevati e secondo le disposizioni di legge
4) Attivazione e fornitura nei casi necessari di Nutrizione Artificiale a Domicilio (sia enterale che parenterale)
5) Pronta attivazione delle cure palliative in Hospice nel caso di pazienti in cui la fase terminale non sia gestibile a domicilio. (foto: cure supporto)

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Dieta all’italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2013

Italiani sempre più attenti ad alimentazione e benessere, ma senza rinunciare acaffè espresso (con un cucchiaino di zucchero) e olio extravergine d’oliva: sono infatti questi gli alimenti più utilizzati nel nostro Paese da chi sta seguendo una dieta, secondo MyFitnessPal, la risorsa completamente gratuita che aiuta le persone a migliorare il proprio benessere e consente di mantenere un corretto stile di vita sulla base delle caratteristiche e delle abitudini individuali.
Seguono, nella classifica degli alimenti più utilizzati durante le diete dagli italiani, le carni bianche e, in particolare, il petto di pollo alla griglia, pane integrale, carote.Il consumo irrinunciabile di caffè espresso e olio extravergine d’oliva anche in caso di dieta sembra dimostrare un certo tradizionalismo a tavola per quanto riguarda il nostro Paese, complice probabilmente anche il valore universalmente riconosciuto del modello alimentare della dieta mediterranea.I dati di MyFitnessPal evidenziano inoltre le differenze delle nostre abitudini alimentari da quelle degli altri paesi europei, dove sono invece protagoniste le proteine, con elevati consumi di uova e latticini, soprattutto nei paesi nordici (Germania, Svezia, Danimarca, Norvegia).
Oltre 40 milioni sono oggi gli utenti di MyFitnessPal in tutto il mondo. Un database costantemente aggiornato di oltre 3 milioni di prodotti alimentari – che include i cibi delle principali marche italiane – permette ai membri della community di trovare facilmente gli alimenti più utilizzati e i loro principi nutritivi, quali calorie, grassi, proteine, carboidrati, zuccheri, fibre, colesterolo e altro ancora. La proposta di centinaia di esercizi fisici fornisce inoltre supporto nel migliorare lo stile di vita individuale.
Registrandosi per usufruire dei servizi di MyFitnessPal si entra, inoltre, a far parte di una vera e propria “community”, con la quale è possibile condividere i progressi, ottenendo un incoraggiamento quando necessario. A livello globale, nello scorso mese di settembre è stato raggiunto il risultato collettivo di oltre 50 milioni di chili persi.

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Aiuti ai bimbi siriani

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2013

Română: Ruinele Cetatii Siria, Comuna Siria, j...

Română: Ruinele Cetatii Siria, Comuna Siria, jud. Arad, Cod LMI AR-II-a-A-00650 (Photo credit: Wikipedia)

L’UNICEF e l’Unione europea (UE) hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione, per cui vengono donati ulteriori 45 milioni di $ USA (34 milioni di €) per proteggere i bambini colpiti dalla crisi in Siria e per promuovere l’accesso all’istruzione in Siria, Giordania e Libano. “L’accordo di oggi dimostra il nostro continuo impegno per aiutare coloro che sono più vulnerabili in ogni conflitto: i bambini e i giovani. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che una generazione perduta cresca senza accesso alla scuola a causa del terribile conflitto in Siria. Con il nostro supporto a 2,5 milioni di bambini nella regione sarà data la possibilità di ricevere l’istruzione e con essa la speranza di un futuro migliore”, ha detto Štefan Füle, Commissario UE per l’Allargamento e la politica europea di vicinato.
“Con la crisi in Siria giunta ormai al terzo anno, dobbiamo continuare a fare tutto il possibile per evitare che un’intera generazione sia perduta”, ha dichiarato Yoka Brandt, Vice Direttore generale dell’UNICEF. “L’istruzione non deve mai essere compromessa da un conflitto o pagare il costo di una crisi; il sostegno dell’UE – di cui beneficeranno milioni di bambini in Siria- contribuirà ad evitare questa perdita”. Si prevede che, entro la fine del 2013, il contributo dell’UE alle operazioni dell’UNICEF in Siria, Giordania, Libano e Turchia, arriverà a più di 100 milioni di $ USA.La campagna “Back to Learning” è in corso in tutti i paesi colpiti sostenuti dall’UNICEF e dai suoi partner, con l’obiettivo di raggiungere più di 1,5 milioni di bambini nella regione.

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Napoli: è la crisi del sistema Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

Luigi De Magistris

Image by sonny_968 via Flickr

Per affrontare la situazione a Napoli e tutelare la popolazione c’è bisogno di tutte le istituzioni, non solo del sindaco, che ha le mani legate se non c’è un provvedimento el consiglio dei ministri e non c’è un supporto della Provincia di Napoli, della Regione Campania e di tutte le Regioni italiane. Non è che basta essere eletti perché domattina scompaiano tutti i rifiuti. Ci vuole un intervento coordinato di tutte le istituzioni ed è quello che noi chiediamo a gran voce. Napoli soffre i questo problema dei rifiuti da troppi anni per poter dire che è una vendetta nei confronti dell’Italia dei valori e di de Magistris. Certamente è un perpetuare l’incuria che sta creando dei danni gravissimi alla città, alla popolazione, all’ambiente e alla salute. Bene ha fatto la Procura di Napoli ad aprire un fascicolo processuale per verificare se ci siano ipotesi di reato. Se c’è qualcuno che non fa il proprio dovere, o per colpa o per dolo, è bene che venga assicurato alla giustizia.
Senza se e senza ma, l’Italia dei valori è a favore della libertà totale d’informazione e del diritto/dovere totale degli investigatori di combattere con tutti i mezzi la criminalità. E se la criminalità utilizza strumenti tecnologici avanzati per poter commettere reati, uguali strumenti tecnologici avanzati devono essere messi a disposizione della forze dell’ordine e della magistratura. All’interno della legge attuale già ci sono gli strumenti per verificare e valutare quando un’intercettazione può essere fatta, quando depositata, quando può essere utilizzata e quando pubblicata. Fare una legge per cercare di fermare le indagini oppure l’informazione, il diritto a essere informati e a informarsi dei cittadini, è un modo per favorire la criminalità e per nascondere la verità agli italiani. (Antonio Di Pietro)

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Marco Parlangeli presidente fondazioni (Efc)

Posted by fidest press agency su domenica, 29 maggio 2011

Marco Parlangeli, direttore generale (provveditore) della Fondazione Monte dei Paschi di Siena è stato nominato presidente dell’European Foundation Centre (Efc) nel corso dell’Assemblea Generale dell’Efc (Aga) che si è tenuta a Cascais (Portogallo) dal 26 al 28 maggio e che ha avuto come tema l’impiego sostenibile delle risorse naturali. La carica avrà durata triennale (2011-2014).
Parlangeli è altresì membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia Musicale Chigiana, del comitato di supporto di Cassa Depositi e Prestiti, nonché del cda di Mediobanca. Già dal 2004 era tesoriere dell’European Foundation Centre e faceva parte del Management Committee e del Governing Council dell’associazione. Durante il suo intervento dopo la nomina Parlangeli ha evidenziato in primo luogo e con forza la necessità che l’Unione Europea adotti al più presto uno statuto della fondazione europea sulla base di valori chiave come responsabilità, trasparenza e buone pratiche. Inoltre ha sottolineato l’obiettivo di aumentare il numero di Fondazioni associate, di far sì che l’Efc diventi la “voce” della filantropia europea, incrementandone la sua visibilità e assumendo un ruolo operativo nel portare avanti progetti e strategie, contribuendo così alla creazione di benefici tangibili e concreti per le comunità.
Cos’è l’EFC
L’European Foundation Centre (EFC) è un’associazione internazionale indipendente tra fondazioni che promuove e sostiene il lavoro delle fondazioni e della filantropia d’impresa in Europa e con l’Europa. Costituita nel 1989 per iniziativa di sette fra le principali fondazioni europee, l’EFC è oggi al servizio di un nucleo di oltre 230 membri, associati e sottoscrittori; di 350 iniziative di filantropia comunitaria e di altre 50.000 organizzazioni connesse attraverso una rete di 58 centri d’informazione e di servizio in tutto il mondo. (parlangeli)

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