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Posts Tagged ‘surrealista’

Matta: Un surrealista a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Roma dal 16 marzo al 20 maggio Viale Pietro de Coubertin 30, inaugurazione giovedì 15 marzo ore 19AuditoriumArte e Foyer Sinopoli. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00 Ingresso libero Dieci anni fa l’Auditorium di Roma, in occasione dell’apertura, ospitava una grande mostra di Roberto Sebastian Matta. Nato a Santiago del Cile l’11 novembre 1911, l’artista moriva a Civitavecchia il 23 novembre 2002, alcuni giorni prima dell’inaugurazione. Nel centenario della nascita, Matta torna all’Auditorium con un’esposizione di importanti opere storiche a cura diClaudia Salaris e realizzata in collaborazione con la Fondazione Echaurren Salaris, il cui fulcro è rappresentato da quelle realizzate a Roma tra il 1949 e il 1954. In quel periodo, mentre l’Italia rinasceva dopo la seconda guerra mondiale, Matta era la testimonianza vivente di ciò che accadeva nelle trincee più avanzate dell’arte in Europa e negli Stati Uniti.
Lasciato il Cile nella prima metà degli anni Trenta, Matta è approdato nel vecchio continente in cerca di fortuna. Giovane architetto si stabilisce a Parigi, dove lavora nello studio di Le Corbusier. Durante un viaggio a Madrid, conosce Federico Garcia Lorca, che lo mette in contatto con Salvador Dalí. Quest’ultimo gli suggerisce di andare a trovare il fondatore del surrealismo, André Breton. Nel 1937 Matta lo incontra, portandogli i suoi primi disegni, e viene presto cooptato nel gruppo. Nel 1938 partecipa all’Exposition Internationale du Surréalisme. Mette a punto la ricerca delle cosiddette “morfologie psicologiche”, in cui adotta la tecnica dell’automatismo che non abbandonerà mai: le macchie di colore steso sulla tela indirizzano il tracciato del pennello, le forme,la costruzione. Nel 1939 partecipa alla trasmigrazione dei surrealisti dall’Europa agli Stati Uniti, in una fuga morale e politica di fronte alle prime avvisaglie dell’espansionismo bellicista hitleriano. A New York è uno dei pochi surrealisti emigrati che parla inglese e con il suo temperamento comunicativo diventa un intermediario prezioso tra gli artisti europei e quelli americani. Conosce i giovani pittori d’avanguardia, tra cui Jackson Pollock, i futuri protagonisti dell’espressionismo astratto, dell’action painting, portando loro uno stimolo a creare e tentare vie nuove con la sua esplorazione visionaria dell’inconscio, in cui assume un ruolo centrale il gesto.
Matta è un nomade, un irregolare anche all’interno del movimento surrealista: a causa di comportamenti e scelte personali nel 1948 viene espulso dal gruppo di Breton (sarà riammesso solo dopo un decennio). Isolato e in crisi, torna dopo molti anni in Cile, dove pubblica un manifesto sul “ruolo dell’artista rivoluzionario”. Quando, nel 1949, arriva in Italia il suo stato d’animo è quello di chi cerca una rigenerazione. Roma nel dopoguerra è una città viva, che lancia segnali di risveglio anche a chi, come lui, ha seguito le principali rotte dell’arte. Lo attira la Roma povera ma originale degli artisti orbitanti tra le osterie del centro, via Margutta e piazza del Popolo, nelle cui interminabili discussioni i problemi dell’arte non sono disgiunti dalle idee di giustizia sociale. Ma lo attira anche la Hollywood sul Tevere che con un cinema fatto con poche lire, il neorealismo, si è imposta nel mondo. E proprio a Roma egli da un lato accentua la sua politicizzazione, dall’altro si fa coinvolgere dalla dolcezza del vivere e del paesaggio, con esiti che contribuiscono a rinnovare la sua pittura. Nella città eterna l’ulisside si ferma e (per la seconda e non ultima volta) mette su famiglia, sposando l’attrice Angela Faranda da cui ha il figlio Pablo.
Matta ha avuto una vita lunga, segnata dal successo e all’insegna del nomadismo in senso lato. Gran viaggiatore, ha avuto varie residenze da un capo all’altro del mondo. Nel corso del tempo ha avuto quattro mogli e altrettante famiglie, sei figli. Egli stesso si sentì come Ulisse per la febbre che lo portava a varcare sempre nuovi confini, non solo geografici ma anche esperienziali e culturali. Parlava molte lingue, spagnolo, francese, inglese, italiano, e spesso le mescolava, dando luogo a una lingua mista che era tutta sua. Di lui molto si sa, ma poco si conosce della stagione romana. Questa mostra vorrebbe fornire un contributo per far luce su quel periodo breve e intenso. Catalogo: Giunti Editore, Firenze. http://www.fondazioneechaurrensalaris.it

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Jean Pierre Buscaglia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2010

Milano fino al 25/10/2010 Via Sant’Agnese 12/8 Studio D’Ars Le tre eta’ della donna Lo scultore Jean Pierre Buscaglia, nato a Losanna nel 1935, dedica ognuna delle tre settimane della mostra ad una diversa fase della vita della donna. Le sue opere rappresentano, nella loro linearità, la ricerca plastica della figura umana in una forma surrealista. Dal 5 all’11 ottobre, l’artista pone sulla base un’unica scultura in gesso raffigurante un busto femminile; nella settimana successiva, dal 12 al 18 ottobre, insieme alla scultura espone 7 bronzetti che rappresentano la figura umana stilizzata; nell’ultima settimana di mostra, dal 19 al 25 ottobre, la medesima scultura e’ affiancata da alcune figure realizzate in marmo.
Jean Pierre Buscaglia vive a Casale Corte Cerro (VB). Espone dagli anni ’80; tra le sue piu’ recenti partecipazioni, ricordiamo la realizzazione della targa commemorativa della Resistenza, posata nel 2006 a Pian di Boit in Valgrande, e la scultura in bronzo Il Lago dei Cigni creata nel 2010 per il Centro Culturale Il Cerro a Casale Corte Cerro. (età donna)

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“Figurativo, surrealista, iperrealista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

Roma dal 16 al 23 ottobre Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) Galleria “Il Mondo dell’Arte” ospita una personale dedicata all’artista trentino Michelangelo Perghem Gelmi (1911-1992), straordinario figurativo, surrealista e iperrealista, ma soprattutto rappresentante di grande talento dell’arte contemporanea: “Figurativo, surrealista, iperrealista” vermissage 16 ottobre 2009 dalle 18.30 alle 22.00). L’esposizione, propone un’ampia raccolta di olii su tela e su tavola – circa 40 pezzi – che, realizzati tra il 1972 e il 1989, testimoniano due importanti periodi della sua feconda vita artistica e offrono uno spaccato importante, ma non esaustivo, della sua vasta e ricca attività pittorica, premiata, tra l’altro, con riconoscimenti significativi sia in Italia sia in Europa (Roma, Marsiglia, Parigi, Londra, Bamberg, Cracovia). L’esposizione è anche l’occasione per conoscere ulteriormente un artista che ha mosso i primi passi nell’arte durante il periodo trascorso nei campi di prigionia nei quali si ritrovò dopo l’8 di settembre del 1943, come testimoniano i suoi disegni attualmente presenti alla Casa della Memoria nella mostra “Da Cannes a Tarnopol”. Disegni di Michelangelo Perghem Gelmi, commenti di Francesco Piero Baggini (23 settembre-30 ottobre).

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Terza edizione del premio Opera IMAIE 2009

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

Roma Il 3, 4 e 5 aprile presso le sale della Casa del Cinema Largo Marcello Mastroianni 1 si terrà la terza edizione del premio. La manifestazione si svolgerà, come negli anni passati con la visione e l’ascolto degli estratti delle opere in gara. Lo spirito del Premio Opera IMAIE è, fin dalla prima edizione, dare manifesto alla creatività e all’esecuzione artistica di tali opere attraverso le singole interpretazioni, i soggetti e le realizzazioni migliori, per meglio sottolineare il ruolo dell’artista quale testimonianza e diffusione della cultura artistica italiana. Sotto la direzione artistica di Enzo Aronica e la valutazione di due distinte giurie per ogni macrocategoria – Musica e Audiovisivo – verranno così presentate in concorso circa 350 opere, in rappresentanza dei lavori sostenuti attraverso il contributo previsto dall’articolo 7 della Legge n. 93 del 1992 (cfr. Statuto IMAIE e L. 93/92) dell’anno 2007. Un incremento delle opere partecipanti, rispetto alla precedente edizione, che conferma l’interesse degli artisti alla partecipazione in un Premio promosso ed organizzato dall’Ente che da oltre 30 anni tutela i loro diritti di interpreti-esecutori. La serata di premiazione, fissata per domenica 5 aprile alle ore 21, vedrà consegnare dal Presidente dell’Imaie Edoardo Vianello 3 riconoscimenti per ciascuna area (Musica e Audiovisivo) per i progetti dei soci/aventi diritto e 1 premio per ciascuna area per i progetti realizzati da organismi esterni. Novità assoluta saranno il premio per i progetti riguardanti la Danza e un premio speciale del Presidente da assegnarsi tra tutti i progetti presentati in concorso. L’effigie del Premio Opera Imaie è stato espressamente disegnata dal noto pittore e illustratore surrealista Pablo Echaurren, che ha ideato un collage realizzato in vari materiali raffigurante le Arti – musica, teatro e cinema – rappresentate da una chitarra dal corpo di una maschera teatrale e dal manico che è anche una pellicola cinematografica. (fonte http://www.imaie.it)

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