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Posts Tagged ‘sussidi’

La fine dei sussidi e l’era delle imprese resilienti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

di Fabio Bolognini, Co-Founder di Workinvoice. Rimane poco tempo per tornare a nuotare senza giubbotto salvagente. L’effetto dei sussidi alle imprese – moratorie, prestiti garantiti dallo Stato, blocco dei licenziamenti – concessi ex lege è in sostanza questo. Ma ora siamo giunti al capolinea.Ci sono diversi indizi a indicare che sia così. Da un lato proprio il fatto che l’ultima proroga, che estende la garanzia sui prestiti dal 30 giugno 2021 a fine anno, sia ancora sul tavolo della Commissione Ue, che dovrà esprimersi sulle richieste del Governo (sollecitate da Confindustria e Abi) di allungare la garanzia sui prestiti sopra i 30mila euro da 6 a 10 anni. L’Europa sembra ancora dubbiosa e quasi sicuramente chiederà riduzioni nelle percentuali di garanzia. Insomma il perdurare delle forme di sussidio alle imprese è meno scontato di quanto sia apparso inizialmente sulla stampa. E questo, insieme a elementi nuovi introdotti nel dibattito e nel testo del decreto, ci convince che si stia entrando in una fase di graduale disintossicazione dai sussidi. Dunque, è il momento, per le imprese, quale che sia la loro dimensione o il settore merceologico, di smettere di contare su queste stampelle pubbliche e strutturarsi per il next normal del post Covid. “Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non veder la cosa che non piace, ma non per veder quella che si desidera”. La frase, frutto della penna di Alessandro Manzoni, è stata ripresa nella relazione del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco per ricordare che bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e abbastanza flessibili per rispondere agli eventi e agli sviluppi inattesi. (abstract) Operativa dal 2015, Workinvoice è una società fintech di servizi a valore aggiunto per le imprese, che mette in contatto diretto risorse finanziarie e settore produttivo. Workinvoice ha sviluppato il primo mercato online in Italia di invoice trading, il canale alternativo per l’anticipo fatture e nel 2018 ha stretto una partnership industriale con il leader delle business information Cribis (gruppo Crif). La società è al centro di un ecosistema di operatori finanziari, aziende leader di filiera, società produttrici di software gestionale e infrastrutture di soluzioni per la supply chain.

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Covid e sussidi. I nodi cominciano a venire al pettine. Il caso ristorazione

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

La scelta (a nostro avviso sbagliata) di aiutare le aziende colpite dalle ricadute economiche del covid con contributi più o meno a pioggia e non tagliare i proventi fiscali da tassazione diretta (essenzialmente consumi e utenze *), sta cominciando a dare i suoi frutti… marci. In questi giorni è esploso il caso ristorazione, dove gli imprenditori lamentano la mancanza di personale. I motivi sono sostanzialmente due, connessi tra loro: – molti disoccupati da covid hanno il reddito di cittadinanza (RdC). Questo il ragionamento: con quel che pagano i ristoratori, se proprio non mi basta il reddito di cittadinanza e voglio lavorare, ci vado in nero. Io continuo ad avere il RdC, il ristoratore spende meno e dà anche più soldi a me. Certo, l’evasione fiscale, i pagamenti tracciabili per i quali mi hanno invogliato con lotterie di vario tipo… ma è meglio rinunciare al RdC e prendere 100, quasi sempre con contributi che diventeranno silenti per una pensione che non avrò mai o, continuando col RdC, 200 subito (e magari la pensione me la faccio con un fondo privato)? – la gestione di un esercizio di ristorazione costa, anche parecchio, e tanta gente giostra coi rischi d’impresa pur di tenere aperti bar e ristoranti che non dovrebbero esserlo. E questi trattano i lavoratori quasi come schiavi: orari massacranti, condizioni di lavoro impossibili, paghe da fame, spesso in nero e senza prospettive. Non a caso, si vedono più extracomunitari che la disperazione spinge ad accettare qualsiasi lavoro a qualsiasi prezzo e condizione.Il mix di questi due aspetti sta producendo la reiterazione di un Paese di furbetti e disperati. La risposta dello Stato è stata: continuate così! Altro che nuovo boom economico o nuovo rinascimento.Sembra che altrettanto stia accadendo per il turismo, dove la stagionalità è più determinante. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Anbi: “Aiuti non sussidi alle imprese”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

“Aiuti e non sussidi: cogliamo l’indicazione del Premier, Draghi ed offriamo ad Governo, che si caratterizza per la determinante urgenza degli obbiettivi da raggiungere, il nostro Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, un concreto contributo nel quadro del Green New Deal e nella prospettiva del Recovery Plan, i cui tempi sono dettati dai cronoprogrammi europei: istruttorie completate entro il 2023, conclusione e rendicontazione dei lavori entro il 2026”.A dichiararlo, all’indomani della fiducia delle Camere al nuovo Esecutivo, è il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), Francesco Vincenzi, che prosegue:“Avere un cospicuo pacchetto di progetti definitivi ed esecutivi, cioè in avanzato iter procedurale, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro con un investimento pari a € 4.339.137.530,77 , riteniamo sia un determinante tassello per rispettare le scadenze comunitarie, contribuendo ad un nuovo modello di sviluppo per il Paese. L’importante è fare presto e fare bene: i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno dimostrato di saperlo praticare.”Il Piano ANBI presenta 729 progetti per opere di manutenzione straordinaria sulla rete idraulica italiana; costo previsto: oltre 2 miliardi 365 milioni di euro, in grado di assicurare circa 11.800 posti di lavoro.Non solo: il Piano ANBI guarda al futuro ed indica la possibilità di realizzare rapidamente 23 nuovi bacini di accumulo idrico (capacità: mc. 264.493.800) per un investimento di oltre 1 miliardo e 230 milioni di euro con 6.154 nuovi posti di lavoro.In Italia, inoltre, ci sono 90 bacini idrici, la cui capacità (mc. 697.775.190) è ridotta di oltre il 10% (mc. 72.439.993), perché interriti; per la loro pulizia si stima un costo di quasi 291 milioni di euro, capace di garantire circa 1.450 posti di lavoro.Non è questo, tuttavia, l’unico dato sorprendente fornito dal Piano di progetti definitivi ed esecutivi (iter burocratico espletato ed in attesa solo di finanziamento), redatto dai Consorzi di bonifica ed irrigazione italiani: nel Paese, infatti, ci sono 16 bacini incompiuti (capacità complessiva: mc. 96.015.080), per il cui completamento servono circa 451 milioni di euro, che attiverebbero 2.258 posti di lavoro.“E’ evidente che riportare la potenzialità degli invasi italiani alle quote originarie significa dotare il territorio di un enorme serbatoio a servizio della multifunzionalità della risorsa idrica – commenta infine Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Da questi dati emerge la piena sintonia con le compatibilità fra ambiente, sviluppo ed economia, indicate nel programma del Presidente del Consiglio. Ci rivolgiamo, in particolare, al Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per un confronto sulle opportunità occupazionali offerte dal nostro Piano per l’Efficientamento della Rete Idraulica del Paese.”

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Sussidi a disposizione di studenti neo-diplomati

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Un fondo per l’esenzione totale dal pagamento delle tasse accademiche per l’anno accademico 2020-2021 che inizierà il prossimo 5 ottobre. Lo mette a disposizione la Pontificia Università Lateranense aderendo alla campagna “Dacci il nostro pane quotidiano”.L’iniziativa, promossa da Caritas Italiana e Focsiv, è stata pensata per aiutare famiglie e persone ad affrontare l’impatto socio-economico del Coronavirus, che dopo il problema sanitario rischia di trasformarsi ora in una “pandemia della fame” che accentua le disuguaglianze, anche quelle legate all’accesso all’istruzione per milioni di bambini e ragazzi.Gli studenti saranno selezionati da Caritas Italiana e Focsiv in base alla condizione economica e potranno usufruire dell’esenzione dalle tasse iscrivendosi a tre percorsi formativi offerti dalla Lateranense: la laurea triennale in Filosofia o in Scienze della pace (Scienze politiche internazionali e della cooperazione) o il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.L’adesione alla campagna è un ulteriore passo che l’Ateneo compie nella direzione del diritto e dell’accesso allo studio, reso ancor più necessario dalle limitazioni imposte da Covid-19. (fonte:Pontificia Università Lateranense)

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I 600 euro, i deputati, le star e i comuni mortali

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Divampa la polemica per alcuni deputati e una star dell’informazione tv che avrebbero percepito i 600 euro di sussidio previsti dai dpcm nell’emergenza pandemica del covid-19. Polemica per tutti i gusti: di destra, di sinistra, di centro, di sotto e di sopra. Tutti bramosi di conoscere i nomi di questi reietti per divorarli insieme a coloro che si nutrono di social network (dove si considera l’opinione di uno scellerato come fosse la cosiddetta opinione pubblica). Ed è molto probabile che quando e se i nomi verranno fuori questi “criminali per i media” dovranno come minimo dimettersi.Anche se non hanno commesso nessun illecito o reato, ché sembra che la loro domanda e il loro incasso fosse nell’ambito delle norme. E allora, perché tanta confusione? Nulla da stupirsi in un Paese che si appresta a votare a settembre per un referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, e che nella non-campagna elettorale in corso, i fortunati che riescono ad avere uno straccio di informazione delle motivazioni del SI’, queste ultime sono tutte tipo “è finita la mangiatoia”, senza mai una motivazione istituzionale sul referendum in sé e, soprattutto, per tutto quello che dovrebbe cambiare nelle nostre istituzioni come conseguenza della vittoria del SI’. Un salto nel buio. In questo contesto è più che evidente che se un deputato fa la pipì dove non dovrebbe farla, stante la morale vigente diffusa, anche se non ha commesso niente, viene messo all’indice. Stiamo per questo difendendo i presunti beneficiati istituzionali dei 600 euro? Sinceramente non ci interessa. Mentre ci interessa, e anche molto, la responsabilità di chi non abbia previsto di porre dei limiti economici e logici al beneficio di questo sussidio. Di costoro (governo e Parlamento) si legge solo qualcosa fra le righe, perché la responsabilità, per questo gruppetto istituzionale di beneficiari, sarebbe TUTTA su chi ha votato quella norma. Quindi: meglio “vociare” sulla moralità di chi ha richiesto su di sé l’applicazione delle norme…. Fumo su fumo!! Per capire di quali norme stiamo parlando, cioé della loro brutalità giuridica e logica, facciamo due esempi.
A – La storia di Aduc, associazione no-profit che vive dei contributi dei cittadini. Oltre a decine di volontari che percepiscono al massimo il rimborso del treno per andare da qualche parte a promuovere l’associazione, abbiamo nella sede nazionale due dipendenti in cassa integrazione e due cococo. A questi ultimi due, per sopravvivere, è stato dimezzato l’importo del compenso mensile (portato a meno di 700 euro mensili). Mentre al primo cococo sono arrivati ad oggi solo i 600 euro di marzo, all’altro cococo, dopo mesi di richieste di informazione all’INPS e dopo ricorsi, si è saputo che i 600 euro non gli spettano perché è il responsabile legale dell’associazione. Con un compenso di meno di 700 euro al mese… “dura lex, sed lex”.
B – La vicenda del rinvio dei pagamenti fiscali è costellata da una storia macabra di fiscalità indecente. Nei mesi scorsi, il pagamento degli adempimenti fiscali veniva rimandato se gli introiti dello specifico mese erano stati inferiori a quelli del corrispondente mese del 2019. Lasciamo immaginare cosa possa essere accaduto per chi opera per esempio nel turismo, dove i mesi di confinamento sono stati pessimi, ma per chi lavora essenzialmente col turismo estivo il confronto tra questi mesi del 2020 e quelli del 2019 non è stato molto diverso; non solo ma se un albergo stagionale, per esempio, ad aprile 2020 ha incassato mille euro magari perché ha messo la struttura a disposizione dello Stato per le quarantene e in aprile 2019 non incassato meno…. gli introiti 2020 non sono stati inferiori a quelli del 2019 e, di conseguenza, nessun rinvio di scadenze fiscali è stato possibile. Troppo complicato pensare che forse per alcune categorie il metodo del paragone con
l’identico mese dell’anno precedente non era la fotografia della realtà, che invece avrebbe potuto esser fotografata come minimo su un anno? Forse chi fa le norme le fa solo in astratto?A queste “ingiustizie che abbiamo ricordato fa fronte la “cagnara” sui deputati e la star dell’informazione tv beneficiati dai 600 euro.Ci si consenta di dubitare che il problema non sono questi rappresentanti istituzionali e la star. La cui decisione di prendere o meno i 600 euro, potendo legalmente farlo, è solo una questione tra loro e la loro morale (in cui lo Stato e i media non ci dovrebbero MAI mettere il naso).La questione sono le leggi fatte male, superficiali, intrise di burocrazia per capirle ed usarle e, visti gli esempi A e B che abbiamo fatte, disumane. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Sussidi per personale Penitenziario contagiato

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

“Avevamo sollecitato un’iniziativa del genere e non possiamo che accogliere con favore la notizia che l’amministrazione penitenziaria abbia deciso di erogare dei sussidi a favore del personale della Polizia Penitenziaria e del Comparto Ministeri contagiato dal Covid-19”. È il commento della Fp Cgil in merito al sussidio stabilito dal Dap per tutti gli appartenenti alla Polizia penitenziaria e al personale civile dell’Amministrazione penitenziaria positivo al Coronavirus. La nota, firmata dal Capo del Dap e inviata anche al Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità, fa sapere la Fp Cgil, “parla di un sussidio per tutto il personale che abbia contratto il virus a partire dal primo febbraio 2020. Tra l’altro prevede una diaria da isolamento di 50 euro per ogni giorno di permanenza presso l’abitazione o altra sede protetta, di 150 euro per ogni giorno di ricovero in istituto di cura, di un indennizzo una tantum di 4.000 euro in caso di ricorso a terapia intensiva o sub-intensiva, di un rimborso fino ad un massimo di 1.000 euro in caso di trasporto in autoambulanza per dimissioni dall’istituto di cura”.Si tratta, osserva il sindacato, “dell’ennesima dimostrazione del fatto che, quando le amministrazioni pubbliche sono disponibili al dialogo con le parti sociali, si ottengono dei risultati concreti in breve tempo, proprio quello che serve in un momento di emergenza come questo, in cui l’attenzione su chi lavora in un settore esposto come quello dell’esecuzione penale deve rimanere altissima”, conclude la Fp Cgil.

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“Trasformare il reddito di cittadinanza in sussidi per le imprese dopo l’assunzione”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato del M5S a 24Mattino su Radio 24: “Trasformare il reddito di cittadinanza in sussidi per le imprese dopo l’assunzione è una buona idea, ci stiamo lavorando”“Trasferire il reddito di cittadinanza all’impresa che assume chi lo percepisce è una proposta intelligente.” Lo ha detto il capogruppo al Senato del Movimento cinque stelle Stefano Patuanelli, a 24mattino di Maria Latella e Oscar Giannino su Radio 24. “E’ un’ipotesi su cui stiamo lavorando” ha aggiunto il Presidente dei Senatori grillini, commentando la proposta del sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, apprezzata dal direttore generale di Confindustria Marcella Panucci. “Pensare che un’impresa assuma chi percepisce il reddito di cittadinanza e che quel reddito venga trasferito all’impresa credo sia una buona idea per favorire l’occupazione”, ha spiegato ancora Patuanelli a Radio 24. E alla domanda se il governo continua, Patuanelli risponde: “Se è in grado di fare le cose, poi alla fine della legislatura diranno i cittadini se le risposte sono state efficaci. La lealtà non si misura nel far finta che tutto vada bene, ma anche nell’ammettere che le storie sono diverse. –e conclude il capogruppo al Senato del M5S a Radio 24 – I temi che Lega e Cinque stelle vogliono affrontare assieme sono già nel contratto, quelli che non sono lì dentro possono essere oggetto di contestazione reciproca ma credo che la discussione sia un valore in più e non un problema”.

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I sussidi comunitari finanziano alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Un’inchiesta condotta da Greenpeace incrociando i dati dei finanziamenti diretti nell’ambito della Politica Agricola Comune (PAC) e il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) rivela come i sussidi comunitari finanzino alcuni tra gli allevamenti più inquinanti d’Europa.Oltre la metà (51%) degli allevamenti esaminati in sette diversi Paesi dell’Ue ha ricevuto infatti fondi per un totale di 104 milioni di euro, nonostante si tratti di alcuni tra i maggiori emettitori di ammoniaca nei rispettivi Paesi.Il rilascio di ammoniaca da fertilizzanti o liquami può causare fenomeni di eutrofizzazione in fiumi, laghi e mari per l’eccessivo arricchimento di sostanze nutritive. L’ammoniaca è causa inoltre di inquinamento atmosferico da particolato fine, con conseguenti impatti sulla salute umana.«La tutela ambientale dovrebbe essere uno degli obiettivi della Politica Agricola Europea, ma i fatti certificano che i comportamenti sbagliati vengono costantemente premiati. E l’inquinamento da ammoniaca è solo la punta dell’iceberg», afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. «La PAC continua a finanziare gli allevamenti intensivi nonostante gli impatti disastrosi che questi hanno sull’ambiente, sul clima e sulla salute pubblica, mentre dovrebbe promuovere invece l’agricoltura che rispetta la natura e il benessere di tutti», conclude.La ricerca, condotta in collaborazione con alcuni giornalisti investigativi, ha preso in esame allevamenti presenti in Italia, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda e Polonia e inseriti nel Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR). Solo le aziende agricole che emettono più di 10 mila chilogrammi di ammoniaca all’anno sono obbligate a comunicare i dati all’ E-PRTR.Delle 2.374 aziende zootecniche di questi Paesi riconducibili alle emissioni di ammoniaca incluse nell’E-PRTR, 1.209 hanno ricevuto pagamenti PAC per un totale di almeno 104 milioni di EUR all’anno. In Italia, i sussidi alla PAC sono stati erogati a circa il 67% delle 739 società incluse nel registro. La PAC stanzia annualmente 59 miliardi di euro di sovvenzioni, circa il 40% del bilancio complessivo dell’Ue.La ricerca ha inoltre evidenziato la mancanza di un adeguato sistema di monitoraggio e trasmissione dei dati relativi all’inquinamento agricolo in Europa. L’ammoniaca non è la sola sostanza inquinante derivata dagli allevamenti, ma è l’unica che le singole aziende agricole di grandi dimensioni sono tenute a dichiarare. Nel 2015 – anno per cui sono disponibili i dati più recenti – in Italia 874 allevamenti hanno sforato il valore soglia di 10 tonnellate annue di ammoniaca. In quell’anno queste aziende hanno emesso 46.000 tonnellate di ammoniaca. Ciò rappresenta il 12,8% delle emissioni totali di ammoniaca del comparto agricolo del Paese. In altre parole, l’87,2% delle emissioni di ammoniaca del comparto agricolo non viene registrato nell’E-PRTR.Il prossimo 2 maggio la Commissione europea dovrebbe pubblicare una bozza del prossimo bilancio Ue, a partire dal 2020, che includerà le spese della PAC. All’inizio di giugno, è attesa anche la pubblicazione della sua proposta di riforma della PAC.

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Caccia al posto nei licei milanesi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Licei di Milano presi d’assalto dai nuovi iscritti. Destini scolastici a sorteggio per centinaia di studenti, ma parte di loro dovrà  cambiare la propria scelta perché in molti istituti non c’è abbastanza posto per tutti. Il caso più clamoroso è senza dubbio quello della scuola “Virgilio”, in zona Porta Venezia, che ha dovuto rifiutare 200 ragazzi per mancanza di spazi e aule. Dura la replica della Provincia che ha ribadito la necessità di riempire tutte le scuole del territorio. “Senza alcun dubbio si penalizza come al solito la scuola pubblica – commenta amareggiato il viceresponsabile per la città di Milano dell’Italia dei Diritti, Luca Ragone –. Le nuove riforme introdotte dal ministro Gelmini parlano di internazionalità, inglese, informatica; ma l’unico beneficio da tutta questa situazione è di sicuro per le scuole private. Un esempio sono i sussidi erogati per i ragazzi che non superano un certo reddito e  che, beneficiando di tali aiuti, si devono però iscrivere alle scuole private e non a quelle pubbliche”. L’esponente del movimento fondato da Antonello De Pierro continua affermando: “Lo studente deve essere libero di scegliere dove poter studiare. È inconcepibile che un ragazzo prenda un indirizzo di studi, anche senza interesse,  perché non ci sono posti disponibili altrove”.

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Sussidi agli immigrati

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

La sentenza 6353 resa in data di ieri dal TAR della Lombardia in merito ai diritti degli immigrati ed alle pari opportunità tra soggetti disagiati riveste particolare importanza secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” anche perché giunge dal Tribunale Amministrativo di un territorio che può essere considerato la roccaforte della Lega Nord ed in un momento in cui gli amministratori locali del movimento padano premono per l’eliminazione di ogni beneficio o sussidio per lo straniero. Secondo i Giudici Amministrativi hanno diritto al beneficio del sussidio anche gli immigrati regolari titolari del permesso di soggiorno valido almeno un anno e non è necessario la carta di soggiorno di lungo periodo, inoltre il Comune non può motivare il diniego per la scarsità delle risorse di cassa. Nel caso in questione la Corte ha accolto il ricorso di una cittadina straniera con un permesso di soggiorno in scadenza nel 2011 che aveva dimostrato di versare in gravissime condizioni economiche per di più invalida con il marito disoccupato e che si era vista rifiutare la richiesta di sussidio da parte del Comune di Milano che peraltro aveva motivato l’atto in virtù delle scarsità economiche dell’Ente. Secondo gli uffici comunali preposti infatti l’Ente aveva ampio margine di discrezionalità in quanto il tipo di beneficio richiesto si differenzierebbe dai livelli essenziali di prestazioni sociali erogabili dall’Inps e dovrebbe tenere conto delle risorse disponibili. Il Collegio nell’accogliere il ricorso ha ribaltato l’impostazione ribadendo l’illegittimità della negazione del beneficio stabilendo la negazione del sussidio non può basarsi sulla scarsità delle risorse dell’ente, anche perchè “tale esigenza può essere soddisfatta prevedendo limiti di reddito più bassi per poter ottenere i sussidi o criteri limitativi di altro genere, ma non limitando la platea di coloro che in astratto potrebbero fruire delle provvidenze in contrasto con previsioni normative e regolamentari.”

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Finanziamenti all’agricoltura laziale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

E’ stato stanziato ieri dalla Regione Lazio il finanziamento di 180 milioni di euro nell’ambito del <<Programma di sviluppo rurale>> di cui potranno usufruire 188 imprese agricole gestite da donne e giovani. L’iniziativa, che porterà un rinvigorimento dell’agricoltura laziale e nazionale, è stata accolta con piacere dai rappresentanti del settore ed è solo il primo traguardo raggiunto all’interno di una lunga serie di nuovi stanziamenti che grazie al <<pacchetto Giovani>> porterà alla nascita di circa 2 milioni di nuove aziende nel Lazio. Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, ha commentato: “E’ un ottimo provvedimento per corroborare le imprese laziali affinché coloro che tutti i giorni lavorano onestamente nella nostra regione possano ricevere dei sussidi per l’occupazione e la produzione agricola. Mi auguro che iniziative del genere continuino a prolificarsi per sostenere un settore principale per l’economia del Lazio e dell’intero Paese”.

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