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Posts Tagged ‘svalutazione’

Global Pulse, indagine Ypo sulla fiducia degli AD nell’economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 febbraio 2015

E’ salita di 1,2 punti (a quota 56,3) la fiducia dei CEO nel business e nell’economia italiani, sulla scia delle migliori previsioni di vendita conseguenti alla svalutazione dell’euro. Nonostante il miglioramento, il livello di fiducia italiano resta inferiore al livello di fiducia UE complessivo pari a 61,2. Questo quanto emerge dal focus sull’Italia dell’ultimo Global Pulse Confidence Index, l’indagine trimestrale di YPO che misura la fiducia dei CEO nel business e nell’economia, a cui hanno risposto 2.790 amministratori delegati di tutto il mondo, di cui 396 nell’Unione Europea.La maggioranza dei CEO italiani intervistati nel mese di gennaio (61%) prevede che il loro fatturato crescerà di almeno il 10% nel corso dei prossimi 12 mesi: si tratta di un netto miglioramento rispetto al sondaggio di ottobre, quando solo meno della metà degli intervistati (43%) lo riteneva possibile.YPO (Young Presidents’ Organization) è il network no profit globale che riunisce giovani amministratori delegati under 45. Sono a disposizione per commentare i dati italiani e internazionali Michele Raucci, presidente di Sixiang Holding, e Diego Andreis, Managing Director di Fluid-o-Tech, entrambi membri di YPO.

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Euro: Non conviene uscirne

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2011

two dracmas

Image by Darwin Bell via Flickr

Secondo le definizioni l’Europa, cioè la Unione europea, era un gigante economico e un nano politico. Il nano è rimasto ma il gigante traballa e rischia di cadere con fragore. Si dice che sarebbe opportuno che la Grecia esca dall’euro e torni alla dracma. Dopo la Grecia toccherebbe all’Irlanda, al Portogallo, alla Spagna e all’Italia. Alcuni auspicano questa soluzione ma i danni, come detto, sarebbero pesanti. La svalutazione consequenziale delle monete nazionali rispetto all’euro determinerebbe una competizione che non converrebbe ai Paesi euro e indurrebbe forti perdite per le relative imprese e le banche. Per assurdo sono proprio i Paesi “forti” che subirebbero i maggiori danni. Stessi effetti si avrebbero se la Germania decidesse di uscire dall’euro, si avrebbe un forte apprezzamento del marco, minore competitivita’ e banche in crisi per i titoli di stato in euro. Siamo, quindi, “obbligati” a rimanere nell’euro. Non possiamo, pero’, avere una moneta unica, gestita dalla banca Centrale Europea, per 17 Paesi e 17 politiche economiche e sociali. Servirebbe un Parlamento europeo che produca leggi e una Commissione europea che governi. Gli Stati Uniti d’Europa, appunto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’Italia nel mirino della speculazione finanziaria

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2011

(Il Messaggero del 8 luglio 2011) E rosario Amico Roxas commenta: “Non è facile imbastire una speculazione, se non concorrono parecchie circostanze, molte delle quali non dipendono dagli “speculatori”, ma ne sono i fruitori. Talune circostanze destano severe preoccupazioni, perchè accadono in concomitanza reciproca, quasi a volersi supportare e sostenere reciprocamente. L’attuale politica di questo governo è una delle circostanze che attualizza con una manovra economica mirata a stimolare quelle paure che provocano il crollo azionario e la svalutazione dei titoli. Ma per realizzare una speculazione ad ampio raggio occorrono grandi capitali da parte di due attori associati: uno vende e l’altro compra. In questo giro, che deve essere vorticoso per sfuggire all’analisi della CONSOB, vengono generati plusvalori che vengono pagati dai piccoli risparmiatori, animati dal desiderio di difendere un gruzzolo frutto di una vita di sacrifici, secondo la logica “meglio perdere che straperdere”. Sarebbe facile identificare il momento in cui tale speculazione terminerà o allenterà la presa; ciò accadrà quando sarà raggiunto lo scopo della speculazione, che è sempre indirizzato a moltiplicare il denaro senza dover ricorrere al lavoro e alla produzione. La mia impressione (a caldo) è che con tale speculazione (o con parte di essa) i piccoli risparmiatori, come se fossero una “mutua di assistenza”, pagheranno la multa che sarà comminata alla Fininvest per il noto “Lodo Mondadori”. Avere scoraggiato il piccolo risparmio, penalizzandolo con manovre fiscali punitive, è solo una parte accessoria della speculazione in atto, per concentrare nelle banche la liquidità che nascerà dalla fuga dai titoli di Stato; il resto è facilmente intuibile: la propaganda di talune banche che offrono interessi fuori mercato è la chiusura del cerchio. I grandi capitali che si stanno muovendo per sostenere la speculazione, si fermeranno prima di arrivare al punto di non ritorno, perché in quel caso anche il frutto della speculazione si vanificherebbe; si contenteranno di possedere le azioni e i titoli acquistati nel momento del panico…. che hanno generato. (Rosario Amico Roxas)

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