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Posts Tagged ‘sviluppo urbano’

Smart City e diritti del cittadino: la nuova frontiera dello sviluppo urbano

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

L’aggettivo “smart” è la quintessenza di questa era digitale. E non c’è dubbio che la declinazione smart city (città intelligente) sia una delle definizioni più rilevanti tra quelle che hanno catturato l’immaginario pubblico nell’ultimo decennio. Tutto è iniziato nel 2010 a Rio de Janeiro, la città che ha svolto il ruolo di pioniere nell’implementare le tecnologie digitali allo scopo di innovare e ottimizzare i servizi pubblici. Si è dato il via così a un nuovo modello urbano che viaggia sulle reti globali di connessione veloce, sviluppato però all’interno di un ecosistema digitale chiuso. Altre città hanno poi proseguito estendendone i tratti caratteristici per rendersi più allettanti agli occhi della classe creativa imprenditoriale e commerciale. Rotterdam, Dubai, Il Cairo, e, in Italia, Milano, Trento, Varese e Firenze. La sintassi della frontiera tecnologica urbana che si va affermando è che le città intelligenti attraggono cittadini intelligenti, i quali, a loro volta, stimolano l’arrivo di soldi intelligenti. Oggi tutto deve essere smart: frigoriferi, telefoni cellulari, abitazioni, automobili, biciclette e perfino le panchine. L’iperconnessione è ormai divenuta un modello collettivo di vita sociale e amministrativa.Un simile modello di sviluppo impone, però, anche nuove riflessioni nel campo dei diritti delle persone e delle loro tutele in campo giuridico e costituzionale. La ricerca su come estendere lo Stato di Diritto all’era digitale permea le riflessioni di chi sta muovendo le prime critiche alle città intelligenti e alla loro invasività nella sfera individuale dei cittadini. Un’attenzione critica che smaschera la visione utopistica della propaganda sulle smart cities per la mancanza di connessione con i problemi reali delle persone, come sostengono Francesca Bria e Evgeny Romazov nel libro “Ripensare le Smart City”. Altri autori, invece, evidenziano l’ossessione delle città intelligenti per la sorveglianza e il controllo, o la necessità – sin qui in genere disattesa – di porre da subito i cittadini, e non le aziende e gli urbanisti, al centro del processo di sviluppo delle smart cities.
Certo è che, mentre la discussione è aperta, i modelli di città intelligenti iniziano a prendere campo un po’ ovunque. L’indagine sui legami tra le infrastrutture digitali – sensori, schermi, algoritmi, smartphone, camere di sorveglianza, meta e big data, o quant’altro modifichi il paesaggio tecnologico delle città – è in corso. Il legislatore sarà presto chiamato a colmare le lacune già evidenti. Il cittadino deve, innanzitutto, tornare a essere soggetto fondatore e partecipe della città, non oggetto della speculazione smart. I diritti individuali e sociali delle persone devono trovare tutela anche di fronte alla flessibilità semiotica – qualcosa sta per qualcos’altro – dei processi di comunicazione nel nuovo modello amministrativo, e riparo dalla invasione delle Smart City Control Rooms già attive presso numerose amministrazioni comunali.
I diritti del cittadino, in quanto persona dotata di soggettività giuridica e utente dei servizi della città smart, dovranno essere riorganizzati, aggiornati e implementati. La sfida che si pone con urgenza è, infatti, quella di evitare il sorgere di un nuovo sotto-proletariato urbano digitale, privo di consapevolezza dei diritti e delle tutele che gli appartengono e asservito a un modello mercantilista che lentamente sta distruggendo l’identità civica di numerose città europee. Poiché è innegabile che almeno sin qui, il motore di questa nuova sovranità digitale comunale che prende il nome di Smart City, stia tutto nel commercio.“Tutti vivono per vendere qualcosa”, sosteneva Robert Luis Stevenson. Diritti e tutele però non possono essere trattati al pari di merci, pena lo sgretolamento della città, mercato compreso. (Massimo Lensi, presidente Associazione Progetto Firenze Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La Cina sotto le luci dei riflettori a Milano

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2015

BEIJINGSICHUAN1Milano Expo 2015. Una affascinante mostra fotografica con opere di quattro giovani fotografi cinesi, scattate in quattro città del Paese del Dragone – Yunnan, Sichuan, Pechino e Shanghai, si è rivelata una delle attrazioni a Milano durante EXPO 2015. La mostra è stata ospitata in questi primi giorni di settembre a Palazzo Giureconsulti, grazie al supporto di APP-China la società del Gruppo Asia Pulp & Paper che cura le operazioni in Cina.La mostra ha fornito ad APP-China l’opportunità di promuovere l’incredibile cultura e gli usi e costumi della Repubblica Popolare Cinese in un contesto internazionale come quello che si vive in questi giorni a Milano grazie a EXPO 2015.Utilizzando la “luce” come motore di ispirazione, la collezione ha mostrato come ogni cambio di illuminazione si rifletta nell’inarrestabile processo evolutivo della Cina. L’evento “China: a visual experience”, infatti, ha avuto lo scopo di mostrare attraverso la “luce” non solo la variegata e numerosa vita umana nel vasto territorio cinese, ma anche lo sviluppo urbano apportato dalla tecnologia e dalla civiltà in quest’area. Sviluppandosi da società agraria a società moderna, la Cina ha comunque mantenuto molteplici e SICHUANdifferenti forme di cultura. La tradizione culturale del Paese del Dragone, costituita da stili di vita diversissimi tra loro, è diventata nel tempo, per il pubblico nel mondo, un punto di riferimento della civiltà dell’Oriente e una pietra miliare per lo sviluppo della tecnologia e della cultura nella stessa Cina.Grazie a questa collezione di fotografie, APP-China, in collaborazione con Xihan Action, ha svelato diversi stili di vita locali e le tendenze culturali predominanti, “catturati” con l’obiettivo dei quattro talenti fotografi in loco. Le immagini in mostra hanno spaziato da micro-organismi nella foresta tropicale in luce naturale, alla luce generata dall’uso del fuoco in agricoltura, dall’artigianato e altri settori, fino alle varie sfumature di luce sulle maestose opere architettoniche e alla luce della scienza nelle metropoli.
La mostra “China: a visual experience” si è conclusa ieri con l’esposizione di 40 opere in totale, divise in quattro capitoli – Sunshine Bearer; Fire Blossom; City Charm; Age Spectacles – in corrispondenza delle immagini ispirate dalla luce e scattate presso le città di Yunnan, Sichuan, Pechino e Shanghai. (foto: BEIJING, SICHUAN)

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Salento solar day

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

solar-dayIl Gruppo padovano ESPE  ha inaugurato nel salentino cinque grandi impianti “chiavi in mano”,nel corso di una giornata-evento di presentazione che ha riscosso un enorme successo tra gli addetti ai lavori. La progettazione e costruzione dell’intero parco solare, della potenza complessiva di 4,5 Megawatt, ha impegnato il Gruppo ESPE per il tempo record di soli due mesi medi a impianto dall’apertura dei cantieri al momento dei collaudi, su terreni di modesto valore agricolo e aree dismesse con scarsa possibilità di inserimento nei piani di sviluppo urbano. I cinque impianti inaugurati durante il Salento Solar Day sono andati ad aggiungersi agli oltre 250 già installati da ESPE su tutto il territorio nazionale per un totale di più di 15 MWp di potenza.  La progettazione, lo sviluppo e la realizzazione di soluzioni energetiche complete e all’avanguardia, consentono ad ESPE di ritagliarsi un posto da leader nel mercato di riferimento e un referente qualificato e competente per il business nelle Energie Alternative, attrezzato anche per la consulenza e la gestione finanziaria e per l’utilizzo di strumenti evoluti e di operazioni di Project Financing.  I cinque impianti, due di tipo fisso e tre ad inseguimento monoassiale, rappresentano la sintesi della filosofia del Gruppo ESPE, che assicura sempre la migliore tecnologia nella fornitura e nella cura dei materiali e dei servizi offerti per qualsiasi tipo di impianto, dai piccoli-medi impianti ad uso abitativo e industriale ai grandi parchi fotovoltaici come quelli installati proprio in Salento.  Gli impianti di tipo fisso, montati sulle esclusive strutture di sostegno SunLazy, sono composti ciascuno da 4.500 moduli in silicio policristallino con una capacità produttiva di 1 MWp ed erogazione di  1.416.314 kWh/anno. Grazie a queste caratteristiche, ogni impianto  risparmierà 408,7 Tonnellate equivalenti di petrolio l’anno, evitando nel contempo di immettere nell’atmosfera 963.093 kg/anno di CO2 (anidride carbonica) e 2.656 Kg/anno di NOx (ossido di azoto). (foto solar day)

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