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Posts Tagged ‘svolta’

Coronavirus e svolta agroecologica

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

La crisi che attraversiamo impone una seria riflessione sul modello di agricoltura e di allevamento in grado di garantire il rispetto delle risorse naturali e di ridurre al minimo i rischi legati alla convivenza dell’uomo con gli animali – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. La genesi del coronavirus non è ancora chiara, mentre gli effetti della sua diffusione sono sotto gli occhi di tutti. Sappiamo però da tempo che l’agricoltura industriale e gli allevamenti intensivi incentivano lo sviluppo di agenti patogeni negli animali, che in alcune circostanze sono trasferibili anche all’uomo. Gli stessi nomi delle malattie che si sono diffuse negli ultimi anni – aviaria, suina, mucca pazza – suonano come un monito che è rimasto finora inascoltato. L’unica strada percorribile è la conversione dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi al biologico, seguendo cicli produttivi che proteggano l’ambiente e salvaguardino la salute dell’uomo – prosegue Tiso. Dev’essere questo l’obiettivo prioritario a livello nazionale, europeo e mondiale. Solo la fine dello sfruttamento incontrollato delle risorse promosso dall’agricoltura e dagli allevamenti intensivi può infatti assicurare prosperità all’uomo e alla terra.L’agricoltura industriale, con il massiccio ricorso ai concimi chimici, è inoltre una delle cause dell’inquinamento atmosferico che rende il nostro organismo più vulnerabile soprattutto in caso di epidemie che colpiscono l’apparato respiratorio, proprio come accade col coronavirus. Per non parlare degli allevamenti intensivi, che secondo l’Ispra sono la seconda causa di inquinamento da polveri sottili in Italia, responsabili della produzione di smog più di industria, moto e auto. Di fronte a evidenze così schiaccianti, non occorre certo attendere per sapere se il virus che ha fermato il mondo venga davvero da un pipistrello. La svolta agroecologica non è più rimandabile se non a un prezzo molto alto per le nostre economie, la nostra salute e la nostra vita quotidiana.

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Il tempo della svolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

By Pasquale Di Lena. “il capitalismo è entrato in un’epoca di distruttività radicale. Ci trascina in un vortice che dissolve le strutture della società, decompone lo Stato, cannibalizza gli strumenti della rappresentanza politica e della democrazia, desertifica il senso della vita. Al tempo stesso va divorando, sino al limite del collasso, le risorse naturali sul cui sfruttamento ha fondato i propri trionfi economici”.Apre così il libro di Piero Bevilacqua, “Il grande saccheggio- l’età del capitalismo distruttivo. “Subito dopo si legge “La crisi economica e finanziaria recente, anziché costituire occasione di una riflessione profonda, in grado di ripensare gli squilibri insostenibili della gigantesca macchina economica del capitale, diventa il terreno di lancio di un modo di produzione sempre più privo di ragioni sociali e ambientali…è tutto un gridìo…vecchie e logore espressioni di un linguaggio che da almeno cinquant’anni è sempre lo stesso…come se quanto accaduto non fosse che un incidente momentaneo, una brusca interruzione del percorso già tracciato per i secoli a venire”. Due passaggi di un libro uscito nel 2011 firmato da un professore illustre – amato dai suoi allievi e dai suoi lettori, stimato dai suoi colleghi – che ha pubblicato altri importanti libri e che, come tanti altri studiosi e ricercatori, è, per il suo pensiero netto contro il sistema, sconosciuto al grande pubblico dei talk show, animati da personaggi, nella gran parte, noiosi, ripetitivi di banalità, spesso non simpatici.In un mio recente articolo, scritto subito dopo la notizia del Coronavirus, pubblicato sul mio blog con il titolo “La speranza”, la mia prima riflessione è stata quella di individuare nella più grande crisi economica del capitalismo, il fallimento del sistema, il neoliberismo. Ciò che è peggio il non voler prendere atto del fallimento tant’è che ha continuato a percorrere la stessa strada, quella distruzione delle risorse e dei valori.Una scelta che il Covid-19 ha messo in discussione con la sua presenza. Un virus un po’ più grande degli altri finora conosciuti, arrivato all’improvviso e con una violenza devastante, partito, non a caso da un Paese, la Cina, che ha fatto proprie le regole del neoliberismo e le ha messe nelle mani di un solo capitalista, lo Stato, .Dalla Cina e dall’Asia e, in modo altrettanto violento, il salto in Italia, e, poi, con tanti distinguo e tante riluttanze, in Europa, nelle Americhe, in Australia, e altri angoli del mondo, fino a colpire tutt’e cinque i continenti. Un virus che, in questo modo, ha fatto propria la globalizzazione, mettendo in quarantena soprattutto la retorica dei potenti, dei ricchi, sempre più ricchi e sempre più avidi di denaro; della finanza, cioè delle banche e delle multinazionali.Un virus che, purtroppo, continua a seminare morte ed a colpire le persone più deboli, come gli anziani, e chi è in prima linea a difendere la nostra salute o le regole che servono a contenere la sua violenza, cioè quelli che sono in prima linea a combatterlo, dentro gli ospedali, le autoambulanze, sulle strade, sui posti di lavoro.Un virus che invita tutti a riflettere, partendo dalle azioni predatorie e distruttive del potere, perché torni a farsi sentire la voce di chi non ha jet su cui volare, barche su cui passare il tempo o bunker da abitare, ma solamente un cuore, una bocca e un’anima da sfamare e accarezzare.Un virus che ricorda a tutti la sacralità della terra, dei suoi ambienti e dei suoi paesaggi; la fertilità del suolo; la bontà delle foglie e dei frutti delle piante; la generosità degli animali; la necessità di sentirsi parte della natura e non padroni della stessa.C’è da dire che il tempo del virus che viviamo ci racconta soprattutto paure, disagi, senza però toglierci, per fortuna, il gusto di pensare e immaginare il domani.Si sente, tra mille silenzi, una voglia di svolta radicale come una necessità. Una svolta possibile solo se questo sentire diventa consapevolezza, cioè bisogno di cambiare le nostre abitudini e il nostro modo di pensare e di fare. Una svolta che serve alle nuove generazioni, quali eredi, e, come tali, vittime di un neoliberismo predatorio e distruttivo, che ha trasformato la sobrietà in spreco; il rispetto in abuso; la solidarietà in odio; la reciprocità in egoismo, le comunità in tanti individui isolati e gli individui in numeri.Ecco che diventa una priorità ribaltare le regole imposte dal neoliberismo , anche per non ritrovarsi a dover combattere, in tempi non lontani, altri virus ancor più cattivi del Covid-19.

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“L’Europa ha bisogno di una svolta politica e non dei fondi del Mes”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Serve una svolta politica che permetta all’Europa di dotarsi di una politica fiscale, solo con passi decisi in questa direzione si può fronteggiare questa drammatica situazione economica. Continuare invece a trattare sul meccanismo di accesso al fondo salva stati, come hanno fatto ieri i ministri delle Finanze dell’eurozona, è semplicemente ridicolo. Non saranno i 36 miliardi che, eventualmente, arriveranno dal Mes, a salvare il nostro Paese né l’Europa. Un prestito rimane un prestito. C’è bisogno invece di una risposta comune e politica. In queste settimane si gioca il nostro futuro: è necessario camminare con convinzione verso gli Stati Uniti d’Europa” dichiara Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani.

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Sindacati militari: una svolta epocale ma anche motivi di riflessione

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

“Dopo un cammino ultratrentennale di sindacalismo in Polizia c’è una cosa che si può affermare con assoluta certezza: certe svolte epocali richiedono tempo, lavoro, esperienza e studio, perché portino a un vero cambiamento, a una proficua innovazione, a un reale miglioramento delle condizioni esistenziali e lavorative di centinaia di migliaia di lavoratori in uniforme e, quindi, del Comparto in cui prestano servizio. Ecco perché oggi non possiamo che esprimere decisa solidarietà ai Cocer e fortissime perplessità di fronte ai tempi accordati al coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nell’ambito dello storico evento della nascita dei Sindacati militari. Audizioni convocate con sole 48 ore di anticipo per l’esame di provvedimenti caratterizzati ancora da un altissimo tasso di incertezza e scarsa definizione non sembrano testimoniare una convinta volontà di promuovere una reale collaborazione, ma sembrano quasi una presa in giro. Il ministro Trenta sia garante di un corretto confronto fra Amministrazione e Rappresentanti dei lavoratori nel massimo rispetto dei rispettivi ruoli”. E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia, a proposito della convocazione presso le Commissioni congiunte di Camera e Senato dei Cocer per le audizioni in tema di “Disposizioni in materia di associazioni professionali a carattere sindacale del personale militare”. Convocazioni fissate per domani, 13 febbraio, e comunicate ieri, 11 febbraio, nonostante che, hanno spiegato dal Consiglio di Rappresentanza degli stessi Cocer, fin da novembre fosse stata chiesta l’apertura di quattro tavoli tematici a guida politica per preparare opportunamente questo storico passaggio che dovrà assicurare al personale un diritto fondamentale costituzionalmente riconosciuto.“Se alle nuove Rappresentanze militari fosse stato esteso tout court il modello sindacale valido per la Polizia di Stato – conclude Mazzetti – tutto sarebbe stato più semplice e sarebbe stato possibile esprimere in tempi più brevi posizioni chiare a partire da un’esperienza che, negli anni, ha raggiunto un elevato e approfondito livello di funzionalità grazie a meccanismi e procedure ben rodate. Ma premesse di tutt’altro genere rispetto al funzionamento di questo nuovo modello di Sindacato militare, limiti non ancora definiti, e ‘margini’ di intervento tutti da chiarire, richiedono ben altri tempi di studio e di ‘contrattazione’, a meno di voler mandare in fumo un’opportunità straordinaria di evoluzione per un Comparto che, come l’Europa ci insegna, deve mettersi al passo con i tempi. Cambiare tutto in fretta perché nulla cambi non servirà a nulla, se non a prendere in giro migliaia di Servitori dello Stato i cui diritti devono invece essere garantiti fino in fondo”.

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“Mercati sfavorevoli: siamo a una svolta?”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

A cura di Toby Nangle, Responsabile asset allocation globale e Responsabile multi-asset, EMEA. Nel corso degli ultimi mesi non abbiamo fatto mistero delle nostre preoccupazioni a proposito di una serie di ostacoli presenti sui mercati finanziari. La rotta presa dalla politica monetaria e commerciale statunitense, le tensioni tra la Commissione europea e la coalizione a capo dell’esecutivo italiano sul progetto di bilancio definitivo, senza tralasciare l’incertezza legata al percorso tortuoso della Brexit: tutti questi fattori sono in grado di influire significativamente sui rendimenti degli investitori nel medio periodo.
Tolti questi ostacoli, le prospettive economiche sottostanti sembrano favorevoli, con un’espansione più lenta ma superiore al trend e una crescita degli utili del 7-9%. Inoltre, i premi al rischio sui mercati azionari, obbligazionari e immobiliari non sono per nulla modesti. Ma in mancanza di ostacoli, le prospettive saranno sempre favorevoli. Frattanto, però, sui mercati la situazione si fa sempre più cupa.Sebbene la dinamica di mercato sia stata estremamente negativa e gli investitori siano stati penalizzati da notizie di ogni tipo, vale la pena notare che le preoccupazioni relative a diverse di queste aree hanno preso una piega più positiva. In Francia, il passo indietro di Macron sulle riforme strutturali interne e l’allentamento fiscale a fronte delle richieste dei dimostranti non sono visti necessariamente di buon occhio dai mercati, che preferirebbero un mercato del lavoro francese più dinamico. La situazione costituisce tuttavia un contesto migliore affinché l’Italia trovi un terreno d’incontro con la Commissione europea per quanto riguarda la proposta di bilancio, riducendo di conseguenza le probabilità di una nuova crisi del debito sovrano in Europa.
L’arresto della CFO di Huawei in Canada rappresenta invece una minaccia per le già fragili relazioni sino-americane. Il caso è tuttavia stato accompagnato da trattative e segnali positivi provenienti da entrambi i Paesi lasciano presagire una distensione delle tensioni commerciali. L’economia statunitense sembra tuttora operare a un livello di piena capacità, se non addirittura superiore, aprendo così la strada a ulteriori rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. La crescita economica ha verosimilmente raggiunto il punto di massimo nel secondo trimestre del 2018; mentre la decelerazione, parallelamente all’affievolirsi dello stimolo fiscale e all’inasprimento delle condizioni finanziarie (spread creditizi e rendimenti obbligazionari più elevati, prezzi azionari più contenuti), rende un intervento della Fed meno urgente, dando alla banca centrale la possibilità di prendere una pausa.Nonostante questi ostacoli continuino a catalizzare l’attenzione, abbiamo buona ragione di ritenere (senza dirlo troppo forte) che la situazione sia lievemente migliorata. Per quanto difficile, abbiamo deciso di incrementare l’esposizione dei portafogli multi-asset ai mercati azionari asiatici, dove i prezzi degli attivi scontano risultati deludenti, mentre siamo piuttosto certi che i premi al rischio offertici per gli attivi europei presentino valutazioni interessanti.Purtroppo il venir meno delle incertezze non è stato uniforme rispettivamente ai quattro ostacoli. Permangono le incertezze sulla Brexit e non si fa che parlare delle notizie politiche britanniche. Qualora il Regno Unito dovesse lasciare l’Unione europea senza un accordo di transizione, un ulteriore e ingente deprezzamento della sterlina appare molto probabile. I mercati stanno però scontando un livello di incertezza tale che solo il fatto di evitare questo scenario negativo basterebbe probabilmente a dare un vigore significativo alla valuta.Non essendo in grado di determinarne con precisione l’esito, abbiamo optato per un approccio che cercasse di rendere i portafogli dei clienti meno sensibili alle oscillazioni di valore legate alla Brexit. Non v’è dubbio che il risultato apparirà estremamente scontato a posteriori, ma giocare d’azzardo coi fondi dei nostri clienti in un’area caratterizzata da elevata incertezza non rappresenta un approccio d’investimento sostenibile.

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La svolta fatale in Germania con l’avvento del nazismo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Fu questa un’imprevedibile conseguenza originata da un fatto in apparenza irrilevante. Ci riferiamo al primo sussulto politico-paramilitare, che ci fece conoscere il nazismo. Avvenne con il fallito “putsch” a Monaco di Baviera nel 1923. Il timore che le autorità tedesche mettessero fuori legge il suo partito indusse Hitler a restare abbastanza tranquillo per qualche anno. Ben presto la lotta riprese impegnandolo in brutali violenze contro i suoi avversari. Il massacro, del 30 giugno del 1934, fu l’atto finale che permise a Hitler di consolidare il suo successo. In tale occasione furono freddamente uccisi molti militanti della vecchia guardia nazionalsocialista e, contemporaneamente, delle personalità conservatrici, come l’ex cancelliere, generale von Schleicher.
L’imperialismo tedesco costituiva l’humus dal quale spuntò la realtà nazista. Fu un imperialismo nato dalla particolare simbiosi con l’industria bellica, accentrata in grandi monopoli e rinsaldata dagli gnomi della finanza. Loro tramite si collegavano, animo e corpo, i nobili proprietari terrieri, la casta militare e la semiautocrazia politica dinastica. Questo terreno si mostrò già fertile, quando fu scatenato il conflitto del 1914 anche se, in quel caso, le colpe degli altri imperialismi, e degli stessi nazionalismi balcanici, precapitalistici, non furono da meno. Sembra persino paradossale che, dopo la fine della prima guerra mondiale, l’ondata di pacifismo non riuscì a fermare gli stimoli eversivi di alcuni movimenti popolari. Molti paesi europei avevano provato, sulla loro pelle, la cocente perdita di centinaia di migliaia d’uomini e di quanti furono travolti dalla violenza bellicida dei rispettivi governanti.
Costoro avevano incoraggiato, suscitando grandi entusiasmi, tale voglia di menare le mani finché non ci si rese conto di quanto la guerra fosse orrenda. Nonostante ciò si giunse, come nulla fosse, alla radicalizzazione della vita politica, sia in Germania sia in Italia. Fu una delle cause della mancata democratizzazione della rivoluzione repubblicana in Germania e di un corretto andamento della vita politica in Italia. In pratica ciò che esprimeva il pacifismo fu incanalato in forme di rivolte “sociali” in se valide, ma che denotavano una caratura politica rivoluzionaria e anarchicheggiante che faceva prevedere grossi rischi alle economie capitaliste e la possibilità di una sovietizzazione dell’intera Europa dopo il fuoco accesso, in Russia, dai bolscevichi.
L’opposto voleva dire più nazionalismo, più tutela dei grandi interessi economici e dei profitti, più esclusiva nel gestirli e, quindi, antisemitismo, considerato che gli ebrei non avevano mai tentato una loro integrazione nel tessuto delle nazioni che li ospitavano. Un sintomo di questo malessere antisemita lo abbiamo rilevato persino in Francia con l’affare Dreyfus, in Romania e in Russia.

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Scuola – Precariato eterno, forse siamo alla svolta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Arriva in Parlamento una richiesta di modifica al decreto Dignità con la quale i partiti di maggioranza intendono superare il tetto massimo di mesi di supplenza dei docenti e del personale Ata della scuola imposto dalla riforma Renzi: il divieto attuale, che ribalta le indicazioni UE, è stato introdotto dalla Legge 107/2015, la cosiddetta Buona Scuola, e decorre dal 1° settembre 2016, con effetti di mancata possibilità di potere accettare supplenze di lunga durata già dal 2019. Ora, però, l’emendamento al dl dignità presentato dalla maggioranza vuole dire basta a quell’ingiusto limite dei 36 mesi, previsto a decorrere da settembre 2016. La presentazione dell’emendamento, sostenuta dai due partiti che compongono la maggioranza dell’attuale esecutivo, è stata accolta con soddisfazione da parte del sindacato Anief, il quale non è un caso che a sua volta abbia predisposto proprio in questi giorni una richiesta analoga ai parlamentari, all’interno del pacchetto emendamenti allo stesso decreto Dignità che martedì prossimo, 24 luglio, arriverà in Aula. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Approvare la cancellazione del comma 131 della Legge 107/2015 è una tappa fondamentale, perché il governo precedente è riuscito nell’impresa di ribaltare quanto indicato dai giudici di Strasburgo nel 2014, quando la Corte di Giustizia Europea stabilirono che i 36 mesi di servizio svolto vanno considerati come soglia d’accesso e non come motivo di respingimento dalla stabilizzazione

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La “svolta” di Salvini e il centro destra si sgrana

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2018

«Rivolgo l’ultimo appello alle forze politiche del centrodestra perché questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un “liberi tutti”, soprattutto per rispetto dei milioni di elettori che ci hanno votato credendo nella nostra capacità di dare all’Italia un governo concreto e coeso. Facciamo tutti un passo indietro perché se ne possa fare insieme uno in avanti. Ricordo che tutti insieme abbiamo dato la disponibilità a votare un nome di Forza Italia per la presidenza di una delle due camere, segnatamente il senato, per favorire la maggiore coesione possibile anche in vista del percorso verso la costituzione del futuro governo. Questo lavoro lungo e prezioso non può essere interrotto da divergenze sui metodi o sui nomi. Disponibile a un nuovo incontro di vertice tra i partiti del centrodestra nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre la coalizione. Se questo non dovesse accadere Fratelli d’Italia riunirà i suoi organi e prenderà le sue decisioni». È quanto dichiara in una nota il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Le vaccinazioni a un punto di svolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013Cominciamo dalle cattive notizie: una preoccupante epidemia di morbillo si è diffusa nel nostro Paese, con 2.851 casi negli ultimi 5 mesi e mezzo1. Un’altra minaccia che si riteneva consegnata al passato, la poliomielite, potrebbe riaffacciarsi dopo anni anche in Italia, uno dei paesi ritenuto da tempo “polio-free”. Solo 7 Regioni superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-poliomielite (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sardegna), con un valore medio nazionale del 93,33%2. La riacutizzazione, però, riguarda anche altre malattie infettive, come difterite, tetano, epatite B, meningite purulenta da Haemophilus influenzae di tipo b. In Italia, secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute lo scorso 8 giugno, nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%.2 Nel 2016 le coperture vaccinali a 24 mesi per anti-difterica (93,56%), anti-tetanica (93,72%), anti-epatite B (92,98%) e Haemophilus influenzae (93,05%) sono ancora ben al di sotto del valore del 95%. In calo anche la copertura media per pneumococco (88,35% nel 2016 vs 88,7% nel 2015), mentre aumenta quella per il meningococco C (76,6% nel 2015 contro 80,67% nel 2016).2
Secondo i dati del rapporto OMS ‘World Health Statistics’ 2017, in Italia la copertura vaccinale per tetano, pertosse e difterite, nel 2015, è stata del 93%, fra le più basse della regione europea, superata anche dai paesi africani, quali Rwanda e Tanzania, che sono al 98%, seguiti da Eritrea, Botswana e Algeria che sono al 94%.3
E ancora l’OMS stima che in tutto il mondo ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiano ancora a causa di malattie prevenibili con le vaccinazioni4, eppure nel nostro paese non sembra cessare la disinformazione che circola tra web e televisioni, malgrado gli appelli delle istituzioni e della comunità scientifica nazionale ed internazionale.
Per contrastare i pericolosi e crescenti fenomeni di cattiva informazione e trasmettere all’opinione pubblica la corretta informazione sul valore dell’immunizzazione, oggi giornalisti delle testate periodiche e online si confrontano con esperti di igiene pubblica, pediatri, storici della medicina, sociologi e rappresentanti di associazioni nate spontaneamente per promuovere le vaccinazioni, nell’ambito del Corso di Formazione Professionale Comunicare i vaccini. L’importanza delle combinazioni vaccinali in pediatria e del vaccino anti-Papillomavirus, promosso dal Master di I livello “La Scienza nella Pratica Giornalistica” (SGP) della Sapienza Università di Roma con il supporto non condizionante di MSD.Dopo le notizie cattive, arrivano quelle buone: la prima, riguarda il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV), pubblicato in Gazzetta ufficiale il 18 febbraio 2017. Il PNPV per la prima volta inserisce nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)5, ovvero come diritto di tutti i cittadini italiani il nuovo calendario vaccinale che introduce nuove vaccinazioni: meningococco B, rotavirus e varicella nei nuovi nati; HPV nei maschi undicenni; Meningococco tetravalente ACWY135 e richiamo antipolio con IPV negli adolescenti; pneumococco e Zoster nei sessantacinquenni;
definisce gli obiettivi di copertura vaccinale per ogni vaccinazione;
identifica l’età alla quale vaccinare la popolazione in gratuità;
richiede alle Regioni di introdurre l’anagrafe vaccinale informatizzata e di effettuare la chiamata attiva (la lettera di invito alla popolazione) per tutte le vaccinazioni inserite nel calendario.La seconda novità è il decreto legge 73 del 7 giugno 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che prevede l’obbligo per l’iscrizione a scuola nella fascia 0-6 anni, di 12 vaccinazioni6, gratuite e obbligatorie a partire da settembre 2017 per i nati nel 2017: antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e anti-Haemophilus influenzae. Queste vaccinazioni sono da somministrare secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 attraverso i vaccini combinati esavalente e MPR/V-MPRV e due vaccini anti-Meningo B e anti-Meningo C.
Le combinazioni vaccinali sono oggetto di una seria programmazione e di approfondite ricerche scientifiche. I numerosissimi studi clinici su ampi numeri dimostrano con estrema chiarezza che la somministrazione contemporanea di più antigeni presenti nei vaccini combinati, immessi in commercio dopo accurati studi biomedici, offre una protezione efficace pari a quella dei vaccini somministrati singolarmente, non indebolisce né sovraccarica il sistema immunitario dei piccoli e offre molti altri vantaggi tra cui una migliore compliance della famiglia, minore trauma per il bambino, una vaccinazione più tempestiva e minori accessi al centro vaccinale.

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Tassi di interesse a un punto di svolta

Posted by fidest press agency su domenica, 30 aprile 2017

tassi interesseLondra. I tassi di interesse globali vedranno una svolta decisiva nel corso del 2017. E’ quanto risulta dall’ultima ricerca di ETF Securities, uno dei provider indipendenti più importanti al mondo di Exchange Traded Products (ETP).Dopo circa un decennio nel quale i tassi di interesse sono stati mantenuti artificialmente a livelli minimi, le banche centrali potrebbero finalmente adottare un approccio più equilibrato per stabilire la traiettoria dei tassi di interesse, senza farsi condizionare dall’instabilità politica ed economica.James Butterfill, Head of Research per ETF Securities, afferma: “Dopo un periodo senza precedenti di politica monetaria accomodante, la velocità alla quale ci stiamo avvicinando a questa svolta e l’intensità con la quale le banche centrali possono normalizzare i tassi di interesse dipendono da un insieme di fattori di rischio ormai imminenti.
La crescita dei movimenti populisti e il potenziale ribaltamento del trend della globalizzazione potrebbero alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche che a loro volta potrebbero bloccare il ritorno alla “normalità” delle banche centrali. In aggiunta, la Federal Reserve americana si è già dimostrata fin troppo lenta nell’adottare una politica restrittiva e, con un elevato debito pubblico, il ritorno alla “normalità” delle banche centrali sarà molto complesso. Riteniamo che l’esito più probabile sarà un’ulteriore cauta contrazione della politica monetaria da parte delle banche centrali nel 2017 e 2018, che altrimenti rischiano di cadere dietro la curva e di dover effettuare tagli in maniera più aggressiva nelle fasi successive del ciclo.”
ETF Securities prevede che la Bank of England alzerà i tassi nel 2017, senza però rinunciare agli stimoli per l’economia. Questa decisione rappresenterà un’opportunità per la sterlina inglese, attualmente la moneta più sottovalutata tra quelle dei paesi del G10, dal momento che gli investitori stanno chiudendo le loro posizioni corte.
ETF Securities non prevede un “taper tantrum” e, a differenza della reazione del mercato degli Stati Uniti nel 2013, ritiene che il mercato azionario europeo potrà trarre vantaggio dalla ripresa economica.
James butterfillETF Securities ha individuato le compagnie più vulnerabili ai rialzi dei tassi di interesse osservando le società con il debito più alto e pertanto caute nei confronti dei titoli azionari large cap inglesi e alle small cap statunitensi.“Il Regno Unito ha visto un sostanziale deterioramento nel suo rapporto di copertura degli interessi – una misura della capacità delle compagnie di gestire i loro debiti– sceso da 9x nel 2012 a solo 3.4x oggi. Un valore al di sotto di 1.5x è sintomo di una compagnia malsana che ha problemi a gestire il debito. Il FTSE 100 mostra un rapporto più basso del FTSE 250 e, in questo, i settori immobiliari e delle risorse appaiono particolarmente vulnerabili.
“Negli Stati Uniti, le coperture sugli interessi delle società più piccole sono diverse da quelle delle large cap. I Real Estate Investment Trusts (REITS) sono il gruppo di compagnie incluse nello S&P 500 più chiaramente vulnerabili al rialzo dei tassi di interesse, ma anche il settore del petrolio e quello del gas risultano deboli, soprattutto dopo un anno in cui i prezzi del petrolio sono stati davvero bassi,” ha commentato.
ETF Securities evidenzia che le obbligazioni inflation linked sono attraenti nei periodi di ripresa economica e inflazione. Questi strumenti inoltre hanno performato meglio di tutte le altre asset class negli ultimi 10 anni, per questo motivo si prevede che l’appetito degli investitori crescerà di conseguenza. (foto: tassi interesse, James butterfill)

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La svolta geopolitica greca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2015

Tsipras“La Grecia rappresenta per Putin un obiettivo strategico sia per il suo posizionamento geopolitico nel cuore del Mediterraneo, sia perché è una porta di accesso importante ai traffici commerciali (e militari) del Mar Nero. Pertanto la partita sulla Grecia si gioca a tre tra Tsipras, Merkel e Draghi, con un convitato di pietra, la Russia. Però c’è un otisider, Renzi, che potrebbe portare sul tavolo la voglia di rinnovamento e l’esempio positivo dell’Italia e portare una proposta che sparigli il tavolo e che potrebbe essere risolutiva”. A dirlo è Paolo Alli, Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato e Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri alla Camera. “La situazione greca, infatti, – continua Alli – assomiglia molto a una emergenza post bellica, la guerra della crisi finanziaria globale, innescata dagli americani. Per fare un nuovo piano Marshall per la Grecia, al tavolo sarebbe necessaria la presenza di Obama e Renzi potrebbe proporlo. A volte proprio gli outsider possono mettere in campo la mossa vincente”.

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Svolta in Trentino, contributi diretti in denaro ai pazienti celiaci

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 aprile 2012

Ai soggetti celiaci in Trentino, primo caso in Italia, saranno erogate direttamente somme di denaro (a regime dal primo ottobre 2012). Il codice relativo alla diagnosi di malattia passerà da “rara” a “cronica e invalidante” e sarà approvato un protocollo per individuare un percorso diagnostico e terapeutico unico per tutto il territorio provinciale; infine verranno creati due ambulatori integrati, multidisciplinari e multiprofessionali. Queste le principali novità della delibera approvata il 20 apri le dalla Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla Salute e politiche sociali, Ugo Rossi. Si attua così la legge provinciale relativa agli “Interventi a favore delle persone affette da celiachia” e sono previsti anche interventi di formazione degli operatori e di sensibilizzazione della cittadinanza, più un monitoraggio sull’applicazione del provvedimento, anche attraverso il confronto annuale con Aic (Associazione italiana celiachia) e le farmacie convenzionate con il servizio sanitario provinciale, per valutare eventuali criticità emerse. «Si tratta di una normativa all’avanguardia, che abbiamo messo a punto grazie anche al confronto con l’Aic trentino» ha spiegato Rossi «che dà finalmente anche risposta a un’esigenza molto sentita: potere acquistare i prodotti senza glutine anche nella grande distribuzione». I nuovi importi che verranno assegnati (minori per alcune fasce d’età rispetto ai limiti massimi finora rimborsati a lle farmacie) sono i seguenti: da 0 a 3 anni una somma trimestrale di 186 euro, annuale di 744; da 3 a 8 anni una somma trimestrale di 297 euro e annuale di 1.188; da 8 a 15 anni trimestrale di 420 euro e annuale di 1.680 euro; oltre i 15 anni una somma trimestrale di 435 euro e annuale di 1.740 euro.(fonte farmacista33)

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Italia: quella svolta che non ci sarà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2012

E’ inutile che ci giriamo intorno. La diffedenza che viene dagli investitori esteri è data dal fatto che non riusciamo a diventare un paese normale finchè non abbattiamo il muro dei 70 miliardi annui derivanti dalla corruzione e dal mal governo e dalle istituzioni sprecone. Se non nriusciamo ad abbattere il muro dei 230 miliardi di euro annui di evasione fiscale. Se non evitiamo di caricare sui bilanci pubblici la gestione delle imprese decotte che ci vengono a costare qualcosa come 150 miliardi di euro all’anno. Se evitiamo di prenderci in giro indirizzando i nostri strali, ma solo con la verbosità delle parole ma non quella dei fatti, sui costi della politica e gli intrallazzi che ne seguono se continuiamo ad elargire milioni di euro all’anno ai partiti, per mantenere i privilegi di casta, per fare un uso disinvolto del denaro pubblico. Siamo solo capaci di regalare miliardi di euro attraverso la concessione, a titolo grauito, delle frequenze Tv e nel non mettere mano alla patrimoniale. Siamo solo capaci di prendere i pochi soldi dei pensionati e dei lavoratori dipendenti che già ne hanno pochi e sono ridotti alla fame. E’ l’Italia degli sprechi, delle ruberie di pochi a danno di molti che non si vuole emendare. E il governo Monti in queste cose mostra i suoi limiti e se raccoglie apprezzamenti all’estero è perchè continua ad offrire opportunità agli speculatori di turno, ai grandi interessi, al capitalismo avvanturiero. Il paese per emendarsi ha bisogno che ci sia un risveglio culturale, una presa di cosceinza collettiva, il coraggio di mandare a casa una intera classe dirigente. Ha bisogno di tutto cambiare e non per nulla cambiare secondo la logica gattopardesca. Ci stupiamo che le primarie del Pd diano volti nuovi e cancellino quelli vecchi, ma se le stesse primarie fossero fatte dagli altri partiti ci stupiremmo del come verrebbero spazzati via i tanti personaggi che oggi cavalcano le scene della politica. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La svolta politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Opinioni in rete. Le manovre in atto negli ambienti di una certa politica in Italia sembrano perseguire l’obiettivo d’incoraggiare l’assenteismo elettorale (siamo già al 30% e non è escluso che si arrivi al 35%) strumentalizzando tutto ciò che è negativo: politici corrotti e malavitosi “scudati” dai loro colleghi, privilegi di casta, intese sottobanco poco chiare tra i vari partiti, di maggioranza e di opposizione, e perseguimento di iniziative non dissimili tra loro tanto da farli apparire “complici” dello stesso sistema. Il fine è quello che è più controllabile il 60-65% dell’elettorato rispetto ad una percentuale maggiore. Non solo. Se si scremano i voti diretti alle ali estreme e ai partitini locali, le schede bianche e nulle si arriva tranquillamente ad una percentuale intorno al 50%.
Significa, in pratica, assicurare la leadership degli stessi partiti, i loro giochi di potere e i loro leader.
Contro questa linea di tendenza resta per gli elettori che vogliono seriamente un cambiamento e, sono, purtroppo, tra coloro, per lo più, che disertano le urne, una sola possibilità: quella di andare a votare e a votare quel partito che più degli altri ha provveduto ad un ricambio generazionale non tanto per l’età quanto per la mentalità dei candidati. Se tale mossa risultasse vincente avremmo, se non altro, la possibilità di ridurre di un buon 40% il numero dei soliti eletti. E sarebbe ancora più interessante avere un partito che fondasse il suo programma sulla tutela di due diritti: quello della vita e quello del vivere. Il ragionamento che ne scaturisce è semplice: noi abbiamo un obbligo nei confronti dei nuovi venuti. Non dobbiamo abbandonarli a se stessi una volta nati. Dobbiamo assicurare un minimo standard di esistenza dignitosa elevando a diritto inalienabile quello dell’assistenza universale, dell’istruzione, dell’alimentazione, del lavoro, della sicurezza e della tutela per i più deboli (handicappati, anziani, ecc.). Per questi impegni le risorse ci sono, se ne facciamo un buon uso, ovviamente.
Se ci convinciamo delle buone ragioni qui rappresentate allora il discorso si fa mediatico e come, a questo punto, non pensare alla rete? Avremmo un obiettivo a portata di mano, il tempo necessario per concretizzarlo e la possibilità di essere supportati da elementi validi da proporre come alternativa all’attuale leadership. Il mio invito, quindi, è quello di chiamare all’attenzione dei navigatori della rete questo progetto, di valutarlo e migliorarlo se necessario, di diffonderlo e di realizzarlo con atti concreti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Fidest:Da che parte vogliamo stare?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2011

Editoriale. Esiste davvero una Italia che non è rappresentata nei palazzi del potere? Probabilmente si se si giudica la manovra economica approvata giorni fa e l’attuale incontro con le parti sociali con l’innaturale cordata che va dagli industriali, ai banchieri e ai sindacati confederali della triplice. Prima abbiamo dovuto subire una manovra iniqua e addolcita dal fatto che si poteva scremarla nell’arco di 4 anni. Ora l’improvvisa accelerazione, più strumentale che reale, ma per continuare a farci digerire la stessa manovra a tempi raccorciati. Possibile che i rappresentanti dei lavoratori che siedono allo stesso tavolo degli industriali e dei banchieri non si rendono conto che se di sacrifici dobbiamo parlare il primo passo è proprio quello di rivedere per intero il meccanismo della manovra testè approvata poiché la sua formulazione denota un chiaro segnale di garanzia per le parti che dispongono di ricchezze mentre si accaniscono su coloro che dispongono di modeste risorse. Ma il nostro stupore è anche fatto nel renderci conto che l’opinione pubblica, quella che è più interessata alle falcidie in atto sulle buste paga dei lavoratori, dei pensionati, dei precari e ancora su tutte quelle aree del disagio che vanno dai disoccupati, ai cassa integrati, alle famiglie monoreddito, sembra non avvedersi della mannaia che pende sul loro capo. Vorremmo che una folla immensa si addensasse davanti palazzo Chigi per far sentire la sua presenza e la volontà di cambiamento di un sistema politico che gioca con il popolo italiano come fa il gatto con il topo. Chi ci restituisce i 30 miliardi di euro bruciati in borsa e la nostra credibilità internazionale dopo essere stati costretti a passare sotto le forche caudine della banca europea che ha dettato le sue condizioni “capestro” per un aiuto, sia pure a tempo? Da mesi eravamo consci di dover compiere una svolta, di dover mettere mano a riforme strutturali, di dover tagliare i rami secchi, ma questo governo si è trastullato invece giocando sul dibattito e all’approvazione ora del processo breve ed ora di quello lungo, del conflitto d’interesse e del lodo Mondadori. E ora i suoi errori li vuole scaricare sulla povera gente, sui piccoli risparmiatori, sul popolo dei lavoratori con le loro modeste retribuzioni e sui pensionati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Editoriale Fidest: Sansone e i filistei

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2011

Adolf Hitler and Benito Mussolini in Munich, G...

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Editoriale fidest. E’ storia antica, forse leggenda, ma pare d’attualità. Si vuole che per annientare Sansone non si sia trovato di meglio che eliminare anche i filistei. Gli strateghi di oggi direbbero: danno collaterale, spiacevole ma inevitabile. Così la storia di questi ultimi anni ci insegna che per togliere dalla scena Mussolini c’è voluta una guerra persa. Per neutralizzare una svolta epocale che fu denominata compromesso storico ci volle il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. E oggi ci risiamo con Berlusconi. Non bastano, a quanto pare, i 41 processi che lo hanno visto inquisito e imputato, non bastano le infamanti accuse di favoreggiamento alla prostituzione minorile, non bastano le plateali sceneggiate con quello che fu il suo grande amico da baciamano, al secolo Gheddafi. Non bastò lo strappo prima con Bossi, poi rientrato, e ultimo con Fini ma dopo le dichiarazioni di Casini si presume un riavvicinamento. Ma bisogna anche dire che Berlusconi ha avuto una congiuntura favorevole fin dal suo primo impatto impegnativo con la politica con l’amicizia con Craxi e poi, perso un così autorevole referente, pensò bene di scendere in campo senza intermediari. Il suo successo fu mediatico, ma anche frutto di una ricaduta negativa degli altri partiti. L’Italia dopo la perdita delle rendite di posizione internazionali con l’abbattimento del muro di Berlino, seguito dalle staffilate di mani pulite, il disorientamento di quello che fu il partito comunista non più foraggiato dalla internazionale comunista e dalla mancanza di un leader carismatico e da quanti si sentivano orfani di un potere democristiano che si era dissolto come neve al sole ma che ne nutrivano la nostalgia, Berlusconi ebbe facile gioco nel cavalcarne l’aspirazione, E le opposizioni aggiunsero anche un madornale errore nella presunzione che sarebbe stato facile scalzare un uomo tanto chiacchierato e perseguitato dalla giustizia. Ora ce lo ritroviamo più pimpante di prima. Sente che l’Italia è ai suoi piedi. Il parlamento lo asseconda con una maggioranza numerica, ma gli basta. La crisi l’ha cavalcata con astuzia e tutto alla fine sembra proiettarlo nel futuro più forte di prima. Gli altri per sconfiggere Sansone ora devono farlo eliminando i Filistei. La posta è troppo alta per giocarla. E allora? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Strage di Portella

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2011

“A sessanta e più anni della strage di Portella della Ginestra dove a tutt’oggi la verità presenta delle ombre non sono giustificabili atteggiamenti che dividono frange politiche su una questione di interesse nettamente superiore a qualsiasi ideologia politica o religiosa. San Giuseppe Jato ha avuto i suoi caduti assieme a Piana degli albanesi e San Cipirello; vittime innocenti, i nostri piccoli grandi eroi. Nel 150° anno dell’Unità d’Italia questo 4 giugno del 2011 possa essere ricordato come il giorno della svolta definitiva e come luogo simbolo di un sacrificio che unisce tutti gli uomini di buona volontà sotto un tricolore all’insegna e nella lotta contro ogni forma di mafia, di sopraffazione ed illegalità”. Così – il Sindaco di San Giuseppe Jato Giuseppe Siviglia – presente ieri alla manifestazione di Portella della Ginestra, intende onorare i caduti dell’eccidio del primo maggio del 1947.

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Il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2011

Per comprendere meglio ciò che ha determinato il voto odierno delle amministrative dobbiamo necessariamente risalire agli anni novanta, o, meglio, a partire dalla stagione di “mani pulite”. Allora vi fu una svolta nella politica internazionale con la caduta del muro di Berlino. Gli effetti in Italia non parvero rilevanti, in termini di politica interna, se non ci fosse stato l’intervento della procura di Milano che perseguendo i corrotti e i corruttori aprì una voragine invadendo il campo dei partiti e i loro intrallazzi di bassa leva. Così ci ritrovammo con la caduta libera di quanti posti sotto l’ala protettiva dei movimenti politici ne traevano benefici economici personali e in favore degli amici della parrocchietta. Ne conseguì il crollo dei partiti, allora in auge, fatta eccezione del partito comunista e della sua area integralista e della destra del Msi. Ciò significò che l’elettore che si collocava nell’area di centro ed era moderatamente di destra o di sinistra, e qui parliamo verosimilmente di almeno il 65% del corpo elettorale, perse il suo punto di riferimento. Da qui l’idea di creare una nuova coalizione che riuscisse a governare ponendosi come alternativa alle due sinistre: quella riformista e quella integralista. L’impresa, per quanto ardua, fu tentata affidando l’incarico ad un uomo che aveva tutte le caratteristiche per riuscirci: aveva i soldi, era un ottimo comunicatore, era proprietario di emittenti televisive a diffusione nazionale ed era ammanierato nei piani alti della finanza internazionale. Il suo primo obiettivo fu di portare dalla sua i leghisti di Umberto Bossi e di mettere in gioco i “paria” rappresentati dal Msi di Almirante da sempre in odore di filo-fascismo. Al primo colpo riuscì nell’intento ma la reazione dell’establishment non si fece attendere. Fu costretto a mordere il freno per 5 lunghi anni ma non restò con le mani in mano. I suoi intrighi servirono, se non altro, a far esplodere le contraddizioni in casa del centro sinistra che in forte difficoltà per la sua leadership vide nel corso di una legislatura il passaggio di mano da Prodi a D’Alema e poi ancora ad Amato mentre si consumavano le lotte interne e i cavalli di razza scalpitavano: Rutelli, Veltroni ecc. Si entrò, quindi, a pieno titolo nell’era berlusconiana con un parlamento e un esecutivo capaci di durare cinque anni senza grossi traumi. Nel 2006 si arrivò alla scadenza della legislatura con un centro-destra in difficoltà ma pur dotato di un potente carisma, quello di Berlusconi, ovviamente, e delle sue facoltà mediatiche e in possesso della ferrea logica di chi è consapevole che per governare il paese lui solo era bravo per demerito della opposizioni che come tanti galletti si beccavano tra loro escludendosi a vicenda. La controprova la ebbero gli elettori con il secondo Prodi che durò appena due anni. Con le elezioni anticipate del 2008 riprese il feeling irresistibile di Berlusconi con il suo elettorato. Lui prometteva e gli bastava farlo per ricevere consensi a scena aperta. Ma non era lui che gli italiani votavano ma lo facevano per garantirsi la stabilità. Gli tollerarono le sue smargiassate, i suoi baciamano ai dittatori di turno, le sue avventure amorose e i suoi sproloqui. L’interessato ne dedusse che tutto gli era consentito, tutto gli sarebbe stato perdonato. Era ed è il più furbo, il più abile, il più ricco, il più intrallazzatore. Ma la storia ci insegna che nessuno è invincibile. Ognuno di noi, per quanto baciato dalla fortuna, non deve tuttavia abbassare la guardia perché da qualche parte c’è sempre un’insidia pronta all’uso. E così è stato. Ora, nonostante tutto, non può mollare e sappiamo il perché: ha creato dal nulla una leadership, la sua, e se lui getta la spugna l’intero castello si affloscia e vanno gambe all’aria tutti coloro che hanno una ragione d’essere perché c’è lui, tanto che, in un mio recente articolo ho sostenuto che il suo partito, il Pdl, di fatto non esiste. E’ una creatura virtuale. Ora la sua mossa, grazie ai “Responsabili”, frutto della sua campagna acquisti parlamentare, lo spingerà a resistere ad oltranza. Tanto, pensa, anche questa buriana passerà e gli elettori si convinceranno che per governare c’è sempre lui. Ma sarà proprio così? Ai posteri l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rappresentanze militari: richiesta convocazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2011

coat of arms of the Aeronautica Militare (Ital...

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L’organo di rappresentanza (Cocer) dell’Aeronautica militare si rende promotore di una richiesta intesa ad un incontro urgente tra il Co.Ce.R., Co.I.R. ed i Co.Ba.R. confluenti della F.A., al fine di confrontarsi in tale circostanza con l’intero corpo elettivo della Rappresentanza Militare dell’A.M. sull’attività complessivamente svolta e  per meglio raccogliere le istanze provenienti dalla Base nonché per definire l’opportunità o meno di procedere sino a termine del mandato così come da recente norma di proroga. Di formalizzare, altresì, la  costituzione di un Gruppo di Lavoro quale “Comitato Organizzatore – Incontro COCER/COIR/COBAR” composto da cinque delegati della R.M. da indicare allo Stato Maggiore.
Non c’è dato di sapere in dettaglio le ragioni che motivano tali richieste ma, da indiscrezioni, si fa notare che esiste un forte malcontento della base che in qualche modo si vuole rappresentare nelle sedi competenti per cercare di trovare uno sbocco valido per contemperare le diverse esigenze tra le ristrettezze del bilancio pubblico e il disagio esistenziale di un personale impegnato ad attività sempre più stressanti ma poco riconosciute dal punto di vista economico e normativo. D’altra parte economie di esercizio potrebbero essere realizzate se si pensa ai tanti dispendi in atto. Un esempio di questi giorni sono i circa 400 milioni di euro che si potrebbero evitare se si accorpassero le elezioni locali con i referendum abrogativi mentre, com’è noto, si vogliono tenerli divisi al solo scopo di non far raggiungere ai referendum il quorum per renderli validi. Un calcolo politico che non tiene conto della necessità del Paese di ridurre gli sprechi e le spese evitabili. Questo è intollerabile a fronte di una esigenza fortemente sentita e che non riguarda solo il comparto difesa-sicurezza, ma anche la scuola, la giustizia e il welfare. E’ tempo che si faccia sentire forte il richiamo ad una politica che vada oltre le promesse e si renda più virtuosa e attenta sul terreno della spesa perché possiamo anche condividere la necessità di stringere la cinghia ma non è accettabile che poi si latita sul fronte della spesa nel nome degli sprechi.

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Pdl distratto critica discorso 1994 di Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

A tutti i giornalisti, i blogger, i facebookiani e i marinai del web, ma soprattutto a tutti i pidiellini distratti dai problemi del loro capo che si lanciano quotidianamente in argute esegesi di articoli, di agenzie stampa e di post, diciamo che qualche volta la realtà è più amara di quanto sembra. Sul sito di Generazione Italia e di AreaNazionale è stato lanciato ieri un editoriale dal titolo “La storia d’Italia è ad una svolta: superiamo il berlusconismo”, criticato da molti ex amici della Giovane Italia. Ebbene, altro non era che il famoso discorso con cui il Cavaliere di Arcore dava il via alla sua carriera politica. Nel 1994 Silvio Berlusconi è sceso in campo, siamo nel 2011, nei minuti di recupero, e aspettiamo solamente il triplice fischio dell’arbitro. Lo dichiara Valerio Lamorte, membro di Generazione Futuro (movimento giovanile di FLI)

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