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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘tabacco’

Tabacco. 8 milioni di morti all’anno nel mondo. Quasi 90mila in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Il fumo di tabacco è uno dei maggiori problemi di salute del mondo. Nel corso del XX secolo, ha ucciso circa 100 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei paesi ricchi di oggi.Gli oneri sanitari del fumo si stanno ora spostando dai paesi ad alto reddito a quelli a reddito medio-basso; alcune stime suggeriscono che un miliardo di persone potrebbe morire a causa del tabacco nel XXI secolo. Secondo lo studio Global Burden of Disease più di 8 milioni di persone sono morte prematuramente a causa del fumo nel 2017. 7 milioni di persone sono morte per aver fumato tabacco da sole. Ma ci sono anche grandi impatti sulla salute dovuti al fumo passivo: si stima che 1,2 milioni di persone siano morte prematuramente a causa del fumo passivo.A confronto, il fumo passivo ha ucciso più persone rispetto agli incidenti stradali a livello globale.Il Global Burden of Disease è un importante studio globale sulle cause e sui fattori di rischio di morte e malattia pubblicato sulla rivista medica The Lancet.Queste stime del numero annuale di decessi attribuiti a un’ampia gamma di fattori di rischio sono visibili su uno specifico grafico, che può può essere esplorato per qualsiasi paese o regione utilizzando l’interruttore “cambia paese”.: https://ourworldindata.org/smoking. Il fumo è un fattore di rischio per molte delle principali cause di morte al mondo, compresi i polmoni e altre forme di cancro, malattie cardiache e respiratorie. Nel grafico si nota che è il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. In Italia, i morti sono quasi 90mila (84.848), è la terza causa di morte dopo l’altra pressione sanguigna (119.780) e l’alto tasso di zucchero nel sangue (104.405). Dopo il fumo c’è l’obesità con 63.365 morti. Questi dati sono importanti visto che il prossimo 31 maggio è la giornata mondiale contro il fumo. (fonte: Comunicato Aduc)

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Mercato del tabacco nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Anche per il 2021 British American Tobacco (BAT) Italia sceglie l’agricoltura italiana. In occasione dell’evento “Acquisto di tabacco e filiera sostenibile: l’impegno di BAT per il settore tabacchicolo italiano”, organizzato da BAT e ITALTAB in collaborazione con Confagricoltura e Cia-Agricoltori Italiani, alla presenza anche del Sottosegretario per le politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio, l’azienda ha annunciato l’acquisto di 7.000 tonnellate dei migliori tabacchi lavorati in Italia, provenienti da Veneto, Campania, Toscana e Umbria, per un investimento totale di 20 milioni di euro.Quello tra BAT e la tabacchicoltura italiana è un rapporto consolidato, alimentato costantemente nel corso degli ultimi quindici anni. A fornire le 7.000 tonnellate di tabacco durante tutto il 2021 sarà infatti ancora una volta l’Organizzazione di Produttori di Tabacco ITALTAB, che riunisce in tutto il Paese oltre 400 aziende che operano su una superficie complessiva di circa 3.000 ettari e coinvolgono nel processo produttivo oltre 10.000 lavoratori.Negli ultimi 10 anni, BAT Italia ha investito oltre 200 milioni di euro nella tabacchicoltura italiana e contribuisce ogni anno all’Erario con oltre 3 miliardi di euro di accise. Un impegno importante verso il Paese, che si traduce nella volontà di continuare a contribuire al primato dell’Italia come primo Paese produttore di tabacco nell’Unione europea (quota pari a circa il 30% e volumi complessivi intorno a 50.000 tonnellate l’anno).“Dare serenità economica ai produttori agricoli – ha evidenziato il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali Gian Marco Centinaio – è una delle priorità del Mipaaf. L’accordo che viene presentato oggi è fondamentale per garantire programmazione per i coltivatori di tabacco, soprattutto in un momento come questo. Il Ministero è stato e sarà vicino al settore con tutti gli strumenti politico-istituzionali a sua disposizione, per portare avanti contratti di filiera e di aggregazione che possano mettere in sicurezza i comparti produttivi del nostro Paese. Tutto questo si traduce in investimenti sul territorio e in sviluppo del settore, che viene così messo nelle condizioni di diventare sempre più sostenibile, innovativo e al passo con i tempi”.“Con questo importante investimento, che avrà un impatto positivo sulle aziende e gli agricoltori di tutto il territorio nazionale, vogliamo testimoniare ancora una volta, e ancor più oggi in questo difficile momento storico, il nostro impegno verso l’Italia e la filiera tabacchicola italiana. Questo impegno rispecchia il nostro proposito “A Better Tomorrow”: contribuire ad un futuro migliore per i consumatori e le comunità in cui operiamo, da costruire anche attraverso un’agricoltura più sostenibile, basata su occupazione di qualità, tutela dell’ambiente e innovazione. In quest’ottica prossimamente metteremo in cantiere anche attività sperimentali orientate all’innovazione tecnologica, da realizzare insieme agli stakeholder del settore, con l’obiettivo di rendere la filiera tabacchicola sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale”, ha dichiarato Roberta Palazzetti, Presidente e Amministratore delegato di BAT Italia e Area Director Sud Europa. “Nella transizione del settore verso una maggiore sostenibilità e solidità un ruolo fondamentale lo hanno naturalmente anche le Istituzioni, a cui chiediamo una maggiore attenzione rispetto al tema dell’equità e omogeneità fiscale tra le diverse categorie di prodotti del tabacco; obiettivo fondamentale da perseguire tenendo in considerazione le evidenze scientifiche sull’effettivo rischio ridotto riconosciute dalle autorità sanitarie, la tenuta del gettito erariale da tabacchi e gli svantaggi competitivi tra filiere tabacchicole che l’attuale disomogeneità determina”.“Anche quest’anno, grazie all’impegno di BAT Italia avremo l’opportunità di vendere la totalità della nostra produzione, assicurando così il sostegno economico agli oltre 10.000 lavoratori che si impegnano ogni giorno per realizzare un prodotto di alta qualità”, ha commentato Vincenzo Argo, Presidente di ITALTAB. “Rinnoviamo, tuttavia, il nostro appello alle Istituzioni nazionali e locali sulla necessità di una strategia a lungo termine che incentivi gli investimenti delle Manifatture, così da garantire una maggiore stabilità per tutta la filiera”.Soddisfazione per l’impegno e la volontà di BAT di continuare ad investire in Italia è stata espressa anche dalle organizzazioni degli agricoltori.“Si tratta di un’opportunità per le imprese tabacchicole per mantenere la produzione e l’occupazione. Il tabacco in Italia è coltivato da circa 2.000 aziende che impiegano 50.000 addetti, su una superficie di oltre 14.000 ettari in quattro aree geografiche. È parte importante dell’economia locale e oggi anche dell’eccellenza tecnologica del Paese. Per dare slancio alla filiera occorrono scelte politiche adeguate, interventi fiscali più snelli ed equilibrati per salvaguardare tutta la trasformazione tabacchicola e consentire nuovi investimenti”, ha dichiarato Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura.

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Tobacco Control Scale 2019: lotta al tabacco

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

Da quindici anni l’Associazione delle Leghe europee contro il cancro confronta le misure adottate dagli Stati europei per ridurre il consumo di tabacco e stila la “Tobacco Control Scale in Europe”. L’edizione di quest’anno è stata pubblicata ieri in occasione dell’ottava Conferenza europea sul tabacco o sulla salute a Berlino. Come rivela la classifica, l’Italia si attesta a metà scala in Europa esattamente al 16esimo posto, anche se scesa rispetto ai report precedenti, per quanto riguarda la prevenzione del tabagismo. Nel 2016 è entrato in vigore nell’UE il divieto per le sostanze che facilitano l’inalazione e dal 20 maggio di quest’anno sarà vietata la vendita di tabacco aromatizzato, che attrae soprattutto gli adolescenti. Realizzata a scadenza triennale, nel confrontare le misure adottate dagli stati per ridurre il consumo, la scala è un indicatore importante per comprendere come e quali Paesi cerchino di arrestare il fenomeno del tabagismo Europeo; i dati sono stati raccolti ed inseriti nella scala di controllo del tabacco (TCS -Tobacco Control Scale 2019), che classifica i paesi europei in base alle loro politiche di controllo del tabacco. Il Regno Unito si attesta al primo posto, avvalorando la sua posizione di predominanza sulle politiche anti tabagismo, mentre la Svizzera è scesa al penultimo posto (35 su 36), la Germania si è piazzata ultima. A differenza della Svizzera, “patria della multinazionale del tabacco”, la maggior parte dei Paesi europei ha fatto progressi nella lotta al tabagismo. “Nessun reale progresso da segnalare dal 2005 ad eccezione del divieto di fumo nelle auto in presenza di minori.” – è il commento nel rapporto ufficiale riguardante l’Italia. La Svizzera per ‘Colpa delle lobby’, è scesa al penultimo posto segno, per gli autori dello studio, che la Confederazione sta perdendo il contatto con la moderna prevenzione del tabagismo e della nicotina a causa della scarsa protezione dei minorenni, delle regole vigenti in materia di pubblicità, di tasse non disincentivanti e della mancanza di una regolamentazione giuridica nazionale per le sigarette elettroniche. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione in prima linea contro il tabagismo, auspica che l’Italia come la maggior parte dei Paesi europei continuino a fare progressi nella lotta al tabagismo, aumentando, per esempio, la tassa sul tabacco, che viene usata in altri Paesi per creare un effetto dissuasivo. Gli aumenti di prezzo operati negli ultimi anni sono stati decisi dai produttori, non per ragioni di prevenzione. Complessivamente, i paesi che non sono riusciti a intraprendere nuove iniziative hanno perso punti e sono scesi in classifica. I paesi che guidano il controllo del tabacco in Europa sono quelli che hanno politiche globali di controllo del tabacco.

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The Company’s Modified Risk Tobacco Product

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

22nd Century Group, Inc. (NYSE American: XXII), a plant biotechnology company that is a world leader in tobacco harm reduction, announced today that the U.S. Food and Drug Administration (FDA) accepted and filed for substantive scientific review the Company’s Modified Risk Tobacco Product (MRTP) application for its exclusive Very Low Nicotine Content (VLNC) cigarettes under the proposed brand name of VLNTM. 22nd Century’s proposed VLNTM cigarettes are made with the Company’s proprietary VLNC tobacco and, as a result, contain very low levels of nicotine. “FDA acceptance and filing of our MRTP application marks an important milestone in our mission to reduce the harm caused by smoking,” explained Michael Zercher, Chief Operating Officer of 22nd Century Group. “We look forward to working with FDA as the agency enters the next phase of its review process for our historic application.”
22nd Century is a plant biotechnology company focused on technology which allows it to decrease the level of nicotine in tobacco plants and to modify the level of cannabinoids in hemp/cannabis plants through genetic engineering and modern plant breeding. The Company’s primary mission in tobacco is to reduce the harm caused by smoking. The Company’s primary mission in hemp/cannabis is to develop proprietary hemp/cannabis plants for important new medicines and agricultural crops. Visit http://www.xxiicentury.com for more information.

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Uso di tabacco in bambini e adolescenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

La US Preventive Services Task Force (USPSTF) ha di recente pubblicato una bozza di raccomandazione di grado B (certezza di beneficio moderato) che invita i pediatri di assistenza primaria a fornire interventi, tra cui brevi sessioni educazionali e informative, per impedire a bambini e adolescenti in età scolare di iniziare a far uso di tabacco e sigarette elettroniche. L’USPSTF ha anche assegnato un grado “I” (prove insufficienti a stabilire un bilancio rischio beneficio) a una bozza di dichiarazione che indica la necessità di ulteriori ricerche su come sia possibile aiutare a smettere i giovani che usano il tabacco. «Per la prima volta, l’USPSTF ha inserito anche le e-cig nelle sue bozze di raccomandazioni» esordisce il membro della task force Michael Silverstein, del Dipartimento di pediatria presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Boston, spiegando che gli altri prodotti, peraltro già inclusi nelle precedenti raccomandazioni, sono sigarette, sigari, pipe e narghilè, ma anche i tabacchi non fumati come quello da fiuto e da masticare. Sebbene quella di livello “I” sia senza precedenti, la raccomandazione “B” integra e aggiorna la versione emessa nel 2013 dall’USPSTF nella medesima area clinica. «Prevenire l’uso del tabacco tra i giovani è fondamentale per la salute della nazione» ribadisce Silverstein, precisando che tutti, bambini e adolescenti, sono a rischio per l’uso di tabacco e che dovrebbero essere resi disponibili interventi preventivi che li aiutino a non iniziare mai. La raccomandazione, disponibile in bozza sul sito istituzionale della Task Force, suggerisce che i siti web di CDC, FDA, Surgeon General e National Cancer Institute mettano a disposizione risorse che possano essere utilizzate dai pediatri di assistenza primaria durante i colloqui con bambini e adolescenti sulle conseguenze derivate dall’uso del tabacco. Sebbene con raccomandazione “I”, l’USPSTF auspica anche studi futuri nelle seguenti aree: valutazione di interventi di counseling comportamentale che con risultati a 6 mesi o più; approfondimento dei benefici e danni dei farmaci usati per aiutare i giovani a smettere di fumare; modi per prevenire l’uso del tabacco e strategie per promuovere nei giovani la cessazione dell’uso dei sistemi elettronici di somministrazione di nicotina (ENDS, Electronic Nicotine Delivery Systems). Il documento in bozza è disponibile per valutazioni e commenti da parte del pubblico fino al 22 luglio 2019 all’indirizzo: http://www.uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm. USPSTFwww. uspreventiveservicestaskforce.org/tfcomment.htm (fonte doctor33)

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E’ Vincenzo Zagà il nuovo Presidente della Società Italiana di Tabaccologia (SITAB)

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

Vincenzo ZagàE’ stato eletto durante il XIII Congresso Nazionale della Società da poco conclusosi a Bologna. Zagà, medico pneumologo, già responsabile del Centro Antifumo dell’AUSL di Bologna e giornalista medico-scientifico, succede a Biagio Tinghino, Dirigente Responsabile UOS Alcologia e Nuove Dipendenze Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’ASST di Vimercate (MB).
In questo XIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) sono stati affrontati alcuni scottanti temi come i nuovi scenari in tema di tobacco control, l’inquinamento e la ricerca in tabaccologia e in fatto di dipendenza da tabacco, una serie di overview su alcune delle principali patologie fumo-correlate e le strategie di sostegno al paziente fumatore intenzionato a smettere.
Inoltre è stata messa a fuoco la specificità clinica dei fumatori resistenti, gli irraggiungibili, quelli che proprio non ce la fanno a smettere. Per questi il focus dell’offerta è nella riduzione del danno, argomento dibattuto in una accesa ma costruttiva tavola rotonda. Infine sono stati affrontati gli stili di vita, i sentimenti e i comportamenti che inevitabilmente condizionano le prime sperimentazioni del fumo di tabacco da parte degli adolescenti.“Il messaggio forte scaturito dal Congresso – afferma Zagà – è stato quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) da anni continua a proporre per evitare ciò che chiama Epidemia da Tabacco (Tobacco Epidemic): la lotta al fumo di tabacco come l’intervento di maggiore efficacia in termini di prevenzione primaria delle patologie fumo-correlate”.
“Come Società Italiana di Tabaccologia siamo sempre più determinati a diffondere informazioni al pubblico e scambiare esperienze tra noi specialisti. Dobbiamo iniziare a pensare al tabagismo come una malattia mortale e non solo come un fattore di rischio. E per salvarsi la vita esiste un solo modo, smettere di fumare. I costi del tabagismo però non sono solo quelli dei morti precoci e, lo sottolineiamo con forza, evitabili. Ma anche quelli per curare le centinaia di malattie che derivano da questa dipendenza. Si tratta di circa 6,5 miliardi di euro, senza considerare i danni sociali e il carico di sofferenza umana.”“Uno studio del Ministero della Salute inglese, già alcuni anni fa ha dimostrato come un counseling breve, associato all’uso di farmaci di provata efficacia, è capace di salvare molte più vite di altri (e pur importanti) progetti di screening. Ma la chiarezza dei dati scientifici si scontra con l’idea che il fumo di tabacco sia un problema risolvibile con la sola ‘buona volontà” e perciò non abbia bisogno di trattamenti e servizi di cura. Mentre smettere di fumare da soli è il metodo più diffuso, ma anche quello meno efficace, che produce un esito dell’1-3% a distanza di un anno, i trattamenti farmacologici riescono ad amplificare fino a decuplicare le percentuali di successo”.La politica di Zagà e della Società per i prossimi anni è sollecitare la definizione degli standard per l’accreditamento dei servizi sul territorio nazionale come i Centri Antifumo, stimolare e contribuire alla stesura di linee guida sui trattamenti e di strumenti formativi di tabaccologia, e il coinvolgimento di specialisti di tutte le specialità in un fronte comune in una “Alleanza Tobacco Endgame”. (D.ssa Elis Viettone)

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Il fumo uccide, e le marchette per la lobby internazionale del tabacco anche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 novembre 2017

sigarettedi Laura Castelli e Alessio Villarosa, Commissione Bilancio M5S Camera. Sta succedendo oggi in Italia, e non certo per la prima volta: a fronte di un sistema, la sigaretta elettronica, che sta aiutando moltissimi schiavi del tabacco ad uscire dalla loro dipendenza, da anni ormai sembra che i nostri governi cerchino in ogni modo di rendere impossibile l’abbandono della sigaretta tradizionale. Leggi, tasse, controlli. Ricordiamo tutti la “strage del 2014”, quando l’ennesimo provvedimento di tassazione costrinse alla chiusura centinaia di negozi, aperti con sacrificio da tanti giovani.Oggi la maggioranza ci riprova. Stavolta con un emendamento al Decreto Fiscale: al Senato, la senatrice Vicari (ricordate? Quella dello scandalo del Rolex) ha presentato la sua proposta che in un colpo solo a) aumenta la tassazione sulle sigarette elettroniche, includendo le apparecchiature (è come tassare il volante dell’auto), e anche i liquidi che non contengono nicotina, totalmente innocui, che ora vengono tassati più di nicotina e tabacco; e b) impone la vendita esclusiva delle ecig alle tabaccherie, proibendola ai negozi specifici e agli shop online.Gli effetti di questo provvedimento saranno devastanti, in primis per l’economia del nostro Paese. L’Italia infatti è leader nel mondo per la produzione di liquidi e basi, in particolare per le “zero nicotina”. Le aziende produttrici sono circa 50, e insieme a all’indotto (negozi, produttori, distributori, grossisti, webshops ecc) si arriva a oltre 12mila aziende per un totale di ben 40 mila addetti. E’ uno dei settori emergenti dell’economia italiana: perché lo si vuole distruggere? Gli utilizzatori di sigarette elettroniche poi, nel nostro Paese, sono oltre un milione e mezzo di persone. Non un settore di nicchia, quindi: e si tratta di persone che grazie alla ecig hanno smesso di usare tabacco da combustione. Imponendo costi che superano addirittura quelli dei pacchetti di sigarette, in pratica si inducono gli utilizzatori a tornare al tabacco, e ancora di più si impedisce che tanti altri fumatori abbandonino i pacchetti per una soluzione di sicuro meno dannosa. A tal punto meno dannosa, che il governo inglese addirittura la promuove attraverso la sanità pubblica.In Italia, invece, si spreme il limone con la scusa di aumentare le entrate dello Stato. Una vera sciocchezza: uno studente del primo anno di economia sa che, per l’effetto della “curva di Laffer”, una tassazione troppo alta fa fuggire i consumatori portando quindi gli introiti a zero. Chissà: forse allora lo scopo vero non è aumentare gli introiti dell’Erario, ma proprio riportare i consumatori tra le braccia di Big Tobacco e dei suoi cancerogeni pacchetti.Il MoVimento 5 Stelle ha già presentato un emendamento abrogativo dell’emendamento Vicari: ci auguriamo che il buonsenso, e l’interesse del Paese, alla fine prevalgano. (fonte: blog5 stelle)

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Tabacco, Paganini: Tassa di scopo favorisce interessi privati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

sigarette“Sembra sempre più concretizzarsi l’approvazione di un emendamento al DL Bilancio, il 41.0.26, che vorrebbe introdurre una tassa di scopo sul tabacco per finanziare un fondo per l’acquisto di farmaci. Se così fosse, preoccupa che l’intera Commissione salute sia cascata nel tranello buonista di interessi privati facendosi trasportare dall’emotività” – ha dichiarato Pietro Paganini, professore della John Cabot Unviersity e presidente del think tank Competere.eu, intervenendo a margine di un convegno sullo stato dell’innovazione nel sistema Italia.”Ancora più preoccupante è che l’emendamento sia privo di qualsiasi spiegazione rispetto al funzionamento di questo fondo, una approssimazione che sembra costruita appositamente per privilegiare la burocrazia. Ci chiediamo quindi come agiranno i nostri burocrati rispetto a questo tema: il timore – puntualizza Paganini – è che i fondi introitati dallo Stato dalla vendita del tabacco non vengano investiti per fare ricerca pubblica, bensì per acquistare farmaci di imprese private, che forse non sono nemmeno italiane”.”Una nuova tassa sul tabacco – continua il presidente di Competere – avrebbe effetti negativi sul mercato, riducendo i volumi di vendita e, a causa degli aumenti di prezzo, rischierebbe di colpire duramente un settore già in sofferenza, favorendo il mercato illecito del contrabbando e, paradossalmente, facendo diminuire il gettito”.”Già a seguito del decreto fiscale di giugno scorso, emanato e approvato con modalità poco trasparenti, il Governo ha incassato molto meno di quanto previsto. Come se non bastasse, le proiezioni sull’anno sono pessime e – conclude Paganini – con questa Legge di Bilancio rischiamo di raggiungere due primati: che il Governo incassi meno di quanto previsto dalle accise sul tabacco e che il Parlamento, istituendo un fondo per la ricerca o per l’acquisto di farmaci, mascherandolo come necessario per i cittadini, faccia piuttosto un favore alle industrie farmaceutiche”.

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Direttiva tabacco: Parlamento approva norme per dissuadere i giovani dal fumare

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

sigaretteIl Parlamento europeo ha votato a favore del progetto di legge per l’aggiornamento della direttiva europea sul tabacco. L’obiettivo è di rendere meno attraente il fumo per i giovani. Un accordo informale era già stato trovato con i ministeri della Salute. Secondo le nuove regole, la foto con le avvertenze sugli effetti alla salute dovrà coprire il 65% del pacchetto. Le sigarette elettroniche saranno regolate come medicinali se vendute come prodotti per aiutare a smettere di fumare, o come prodotti di tabacco in caso contrario.”Questo è il risultato di anni di lavoro in un contesto di intensa attività di lobbying da parte dell’industria del tabacco e dei suoi gruppi. Le nuove misure sono un grande passo avanti per il controllo del tabacco e aiuteranno a prevenire che una nuova generazione di fumatori sia reclutata. Sappiamo che si tratta di ragazzi – non adulti – che iniziano a fumare: la stragrande maggioranza dei fumatori inizia prima del loro 18 ° compleanno” ha spiegato la relatrice Linda McAvan (S&D, UK). La relazione è stata approvata con 514 voti a favore, 66 contrari e 58 astensioni.L’attuale legislazione richiede che le avvertenze per la salute coprano almeno il 30% della superficie frontale del pacchetto e il 40% della parte anteriore. Il nuovo testo stabilisce di aumentare l’area fino al 65%, davanti e dietro, e che tali avvertimenti siano sotto forma d’immagine – cosa che non accade nella maggior parte degli Stati membri al momento. I pacchetti con meno di 20 sigarette, che sono meno costosi e quindi più accessibile ai ragazzi, sarebbero vietate in quei pochi paesi dove sono ancora consentite.Come chiesto dai deputati, il mercato delle sigarette elettroniche deve essere regolato. Le sigarette elettroniche saranno trattate come medicinali se vendute come prodotti che aiutano a smettere di fumare, oppure come prodotti di tabacco in caso contrario. Nell’ultimo caso, la concentrazione di tabacco non deve superare i 20 mg/ml.Le sigarette elettroniche ricaricabili saranno consentite. Queste dovranno inoltre avere delle misure di sicurezza per i bambini e delle avvertenze per la salute. Saranno anche sottomesse alle stesse restrizioni pubblicitarie degli altri prodotti contenenti tabacco.Il testo vieta anche gli aromi per le sigarette e il tabacco da arrotolare. Le sigarette aromatizzate al mentolo saranno vietate dal 2020. Gli aromi saranno permessi per il tabacco per pipe ad acqua.Alcuni additivi che sono particolarmente dannosi per la salute saranno vietati e le autorità di regolamentazione avranno nuovi poteri per richiedere all’industria del tabacco di effettuare studi supplementari su una lista di additivi che sarà predisposta. Gli additivi necessari alla produzione di tabacco, come lo zucchero, saranno autorizzati.Dodici anni dopo l’entrata in vigore dell’attuale direttiva, fumare rimane la causa di morte principale e più evitabile. Nell’Unione europea muoiono 700.000 persone l’anno. Negli anni passati, le misure per disincentivare il fumo hanno contribuito a ridurre la percentuale di fumatori dal 40% nell’UE15 (2002) al 28% nell’UE27 (2012).

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Tabacco e monopolio

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2010

L’Italia è fuorilegge sul mercato delle sigarette. La Corte europea di Giustizia lo ha fatto sapere oggi sentenziando contro la politica dei prezzi minimi fissati per legge che impediscono la concorrenza. E alla contestazione avanzata dal nostro Paese che i prezzi fissi sono un sorta di lotta al consumo, la Corte dice: ad ognuno il suo, lo Stato lavori sull’accisa che al prezzo finale ci pensa il mercato. Se la situazione continua com’è oggi, non escludiamo che si arrivi ai livelli di vendita dello Stato di New York, dove un pacchetto di sigarette costa mediamente 11 Usd (quasi 9 euro) dopo gli ultimi provvedimenti, ma con la differenza che a New York si puo’ trovare una scelta di prezzi notevole e comprare anche online, ma in Italia, dagli attuali 4 euro e rotti per pacchetto non ci saranno alternative qualunque sia il prezzo di vendita perche’ imposto. Da qui al mercato clandestino, per un consumatore medio, il passo e’ breve. Mercato clandestino che negli ultimi anni e’ sempre in crescita e che ha solo un modo per essere contrastato: la liberalizzazione. Crediamo che dare un’occhiata a quanto succede oggi con il mercato delle droghe illegali possa essere istruttivo, visto che coi prezzi al dettaglio delle sigarette che lieviteranno e la crescita di domanda clandestina da parte dei consumatori, la delinquenza si organizzera’ piu’ di quanto fa gia’ oggi per essere in grado di fare offerte sul suo mercato clandestino parallelo. Oppure dovremo aspettare di vedere questure, prefetture e carceri esplodere per star dietro ai consumatori illegali e piccoli spacciatori di tabacco cosi’ come oggi avviene per le droghe illegali? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Fotovoltaico: tra Bacco, tabacco e Venere

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2010

Bacco, tabacco e Venere per promuovere la natura e l’ambiente. È l’ultima singolare trovata di Sun System, azienda milanese leader nella produzione di sistemi fotovoltaici, che per presentare novità e incentivi per il risparmio energetico ha organizzato una serata vip presso il centro Meditazione e Degustazione dell’Antico Mulino della Certosa, in via Garegnano. Madrina d’eccezione una regina della body-art come Natali Grunska, giovane italo-ucraina di Origgio, nota alla critica per le performance in occasione di eventi prestigiosi in Italia e all’estero.   “Sole ed energie rinnovabili sono stati il filo conduttore della serata”, come raccontala stessa Natali, che non è nuova ad eventi del genere. “Ho voluto rappresentare i simboli della natura su ciò che la natura ci ha regalato di più bello ovvero sui corpi di due bellissime modelle”.  Circa un anno fa, l’artista originaria di Kiev aveva dipinto i corpi di alcune giovani fanciulle nella Cantina di Miss Italia, allestita presso il Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore. Lo spettacolo era stato immortalato dalle telecamere della tv nazionale e da numerosi fotoreporter. Da lì l’idea di riproporre il fortunato connubio tra arte ed enogastronomia nel capoluogo lombardo, fulcro della vita culturale e artistica del Nord Ovest. Dunque, serata esclusiva all’insegna del made in Italy, con relatori importanti come Alberto Ivaldi e Maurizio Bodini della delegazione lombarda di A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier) e con la partecipazione del Club Amici del Toscano, che ha offerto una degustazione di sigari in abbinamento ad un liquore al cioccolato prodotto da una nota azienda torinese. Tra il pubblico imprenditori e autorità, ma anche artisti come Angelo Starinieri, un passato fortunoso da manager e da clochard e un presente da artista e scrittore, e il poeta Claudio Bianchi. Coordinatrice dell’evento Bianca Braghento, coadiuvata da Domenico Zitto, del centro Meditazione e Degustazione. (body art, nataly al lavoro)

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Giornata mondiale senza tabacco

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2010

Empoli 31 maggio Dalle ore 9.30 alle ore 16.00, al Centro Empoli in via Raffaello Sanzio a Empoli, volontari dell’associazione ex fumatori ed operatori del Centro Antifumo dell’Asl 11 saranno a disposizione dei cittadini per fornire informazioni sui danni da fumo attivo e passivo, per illustrare i benefici di uno stile di vita libero dalla dipendenza da nicotina e dare consigli su come è possibile smettere di fumare.
Dalle ore 15.00 alle ore 16.30, l’aula magna “Elisabetta Chiarugi” nel centro direzionale dell’Asl 11, in via dei Cappuccini a Empoli, ospiterà l’incontro “Fumo e bellezza”, organizzato dall’educazione alla salute e dall’unità operativa di igiene pubblica dell’Asl 11 in collaborazione con le Società della salute di Empoli e Valdarno Inferiore e con la Lilt di Empoli (Lega italiana per la lotta contro i tumori). Nel corso dell’incontro verrà illustrato il progetto “Sfumature di Vita” e verranno descritti i risultati di un’indagine sull’abitudine al fumo condotta dall’Asl 11 sui clienti dei centri di bellezza (parrucchieri, centri estetici e simili) del territorio.  Dai 490 centri bellezza censiti nei 15 comuni del territorio dell’Asl 11 è stato estratto un campione di 44 centri in cui è stato distribuito un questionario incentrato sull’abitudine al fumo a tutti i clienti e ai titolari, nei mesi di marzo e aprile 2009. Dai risultati dell’elaborazione dei 799 questionari compilati, è emerso che i centri di bellezza costituiscono un ambiente importante nel quale sviluppare interventi di prevenzione mirati e campagne per migliorare lo stile di vita, poiché si è stimato che vi confluiscono oltre 21mila presenze a settimana. Si tratta di una popolazione prevalentemente femminile (87% del totale), ad ampio spettro di età (dai 14 a oltre 80 anni), ma con un’età media di 45 anni. Il livello di istruzione è abbastanza elevato e la percentuale delle fumatrici è pari al 23% circa (nei maschi la percentuale rilevata dei fumatori è del 34%).  Tra i fumatori il 25% presenta caratteristiche tipiche della dipendenza media e molto alta dal fumo, rilevate attraverso il test di Fagerstrom. Quasi il 60% ha comunque pensato di smettere.  Nel corso dell’incontro “Fumo e bellezza”, inoltre, verrà presentato il corto cinematografico “Tutto fumo e niente arrosto” prodotto dall’Educazione alla salute dell’Asl 11 e realizzato dai ragazzi e dagli operatori del Ciaf (Centro infanzia adolescenza e famiglia) di Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno, con il supporto tecnico di Giallo Mare Minimal Teatro.

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Contro il commercio illecito di tabacco

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2009

Negli ultimi cento anni il fumo di sigaretta ha ucciso 100 milioni di persone, ma nel nuovo secolo le vittime del tabacco potrebbero addirittura decuplicare. I paesi più esposti sono quelli dell’area asiatica, africana e latino-americana, dove il commercio illecito del tabacco è più diffuso e i poveri riescono a garantirsi la loro razione quotidiana di sigarette a prezzi abbordabili.  Una situazione preoccupante, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sta seguendo con attenzione ormai da un paio di anni. Tra gli osservatori che partecipano attivamente alle riunioni dell’organismo che ha sede a Ginevra, c’è anche un sacerdote piemontese, monsignor Ernesto Scirpoli, che all’Onu e all’Oms siede in qualità di osservatore e rappresenta la Santa Sede. È proprio lui a fare il punto della situazione a due giorni dalla conclusione della terza riunione per la stesura della convenzione-quadro contro il commercio illecito del tabacco. “Al momento, gli Stati che fanno parte della convenzione sono 156 – spiega monsignor Scirpoli – c’è da dire che l’iter per la stesura del protocollo è ancora abbastanza lungo, ovviamente soluzioni e proposte vanno condivise ma, nel giro di un paio d’anni al massimo, dovremmo farcela”. “Bloccare questo tipo di traffici significherebbe guadagnarci in salute – spiega monsignor Ernesto Scirpoli – in quanto le sigarette costerebbero di più e se ne fumerebbero di meno”. Senza considerare il danno erariale per i governi. “Si calcola – continua Scirpoli – che quasi il 12% del commercio mondiale di tabacco e lavorati sfugge ai controlli statali. A causa dei traffici illeciti, i vari governi perdono in media 41 miliardi di dollari americani ogni anno, soldi che finiscono nelle tasche della criminalità organizzata. Ma la cosa peggiore è che il tabacco illecito sfugge anche ai controlli sanitari, al punto che i prodotti per così dire ‘irregolari’ rischiano di essere addirittura più nocivi di quelli regolari”. Insomma, le preoccupazioni dell’Oms sono legittime e così, al termine del terzo incontro, svoltosi dal 28 giugno al 5 luglio, i 156 governi coinvolti nella stesura della convenzione sono chiamati a stringere i tempo. Altre due sessioni dovrebbero essere sufficienti per la redazione del testo definitivo

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