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COP21: tabella di marcia del Parlamento in vista della Conferenza UN di Parigi sul clima

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

parlamento europeoIl Parlamento ha richiesto mercoledì all’UE e ai suoi Stati membri di raggiungere un accordo, durante la COP21 di Parigi, su un taglio del 40% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e un aumento progressivo degli impegni finanziari per le politiche climatiche. Inoltre, i deputati chiedono che i settori del trasporto aereo e marittimo adottino provvedimenti per limitare le loro emissioni entro la fine del 2016.Dopo la votazione in Aula, il relatore Gilles Pargneaux (S&D, FR) ha dichiarato che “siamo confrontati alla lotta del secolo. Se non riusciremo a evitare che il riscaldamento globale superi i 2°C entro la fine del secolo, assisteremo sempre più a fenomeni di siccità, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai e scomparsa di terreno coltivabile. Il cambiamento climatico sarà anche una delle cause dell’aumento dei problemi migratori”.Nella risoluzione, che conferisce il mandato per la delegazione del Parlamento alla COP21 – la conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi – i deputati invitano l’UE a chiedere:
una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra un obiettivo di efficienza energetica del 40%
un obiettivo del 30% entro il 2030 per le energie rinnovabili.
La risoluzione invita a un rilancio generale della politica UE sul clima, in linea con l’impegno dell’UE di ridurre dell’80-95% le sue emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.
Per i deputati, il Protocollo 2015 dovrebbe:
· essere giuridicamente vincolante
· puntare a eliminare progressivamente le emissioni globali di carbonio entro il 2050 o poco oltre, in modo da mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C
· se necessario, prevedere che i lavori inizino nel 2016 per elaborare misure di riduzione supplementari
· prevedere periodi di impegno quinquennali quale soluzione più appropriata per evitare che i risultati siano modesti.
Il Parlamento invita l’UE e i suoi Stati membri a concordare una tabella di marcia per incrementare i finanziamenti, così da raggiungere l’obiettivo complessivo di 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. In aggiunta, propone di destinare alcune quote di emissione nell’ambito dello Schema di commercio delle emissioni (ETS) come fonti aggiuntive di finanziamenti per le politiche climatiche, così come i profitti derivanti dalle misure UE e internazionali sulle emissioni prodotte dai trasporti aerei e marittimi.
Il Parlamento evidenzia che tra i settori che generano più emissioni di gas serra, quello dei trasporti si posiziona al secondo posto e invita, pertanto, tutte le parti presenti alla COP21 a lavorare con l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) e l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), per adottare misure che consentano di ridurre le emissioni entro la fine del 2016.

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Seul: il G20 delude

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

Il G20 di Seul lascia in eredità un piano di promesse, ma non prevede nessuna azione concreta. Il nuovo Consenso di Seul fa intendere che lo sviluppo è importante, ma che le vere azioni dovranno aspettare. Un’attesa che quasi un miliardo di persone affamate nel mondo e altri milioni ridotti in povertà dalla crisi economica non possono permettersi. “Il Consenso sullo sviluppo di Seul deve mettere sul tavolo le risorse necessarie a finanziare scuole, salute e sostegno ai piccoli contadini che sono fondamentali per una crescita economica sostenibile”, dichiara Farida Bena, portavoce di Oxfam Italia. “E’ necessario che i paesi ricchi concordino una tabella di marcia per fornire gli aiuti che hanno già promesso. Combattere l’evasione fiscale e adottare una tassa sul settore delle transazioni finanziarie sono due misure eque e fattibili per trovare fondi addizionali senza aumentare il peso sulle spalle del contribuente medio”. L’Italia, ricorda Oxfam, deve fare la sua parte sostenendo l’adozione della tassa sulle transazioni finanziarie a livello europeo e al prossimo G20 in Francia. “Siamo contenti che il G20 abbia messo i bisogni delle persone povere nella sua agenda e abbia rigettato le politiche pre-confezionate del Washington Consensus”, conclude la Bena. “Ma dopo le promesse di aiuto non mantenute dal G8, il G20 deve fare di più che limitarsi a nuove e vuote promesse”. Nessun progresso si registra per i negoziati sul commercio del Doha round. “Battere il tamburo rotto di Doha è in genere un segno di disperazione o confusione. Il G20 non ha neanche potuto accordarsi sul primo passo: aprire i mercati dei paesi ricchi ai paesi poveri”, osserva Jeremy Hobbs, direttore di Oxfam International”. Per un vero accordo commerciale, i paesi ricchi dovranno fare concessioni che hanno rifiutato di fare negli ultimi nove anni. Non succederà”. Il G20 ha espresso il suo sostegno a un’area di libero commercio africana. La proposta non deve però deviare l’attenzione dal punto fondamentale: “Il sostegno a un’area di libero commercio africana non può sostituire un accordo sul libero accesso dei paesi poveri ai mercati di quelli più ricchi, senza quote e tassi doganali”, continua Hobbs. Anche la tanto annunciata riforma del Fondo Monetario Internazionale ha troppi punti deboli. La quota dei paesi in via di sviluppo, infatti, aumenterà solo del 2,8 per cento. Con meno di un mese al vertice di Cancun, infine, il G20 ha perso l’opportunità di spingere verso un accordo mondiale per affrontare i cambiamenti climatici. Il G20 dovrebbe ascoltare i consigli dell’Advisory Group di Alto Livello su Cambiamenti Climatici, che sostiene le tasse sulle transazioni finanziarie e altre opzioni possibili.

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Contratto militari

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 ottobre 2010

Dichiarazione di Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia: “Per il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze e vicecapo di Stato Maggiore, si è trattato di un semplice disguido: “Non ci sono copie firmate in bianco: il documento firmato, che conteneva la tabella non compilata aveva anche in allegato il prospetto con tutte le cifre – dice a CNRmedia – Però è stata pubblicata solo la versione in bianco”. Secondo indiscrezioni però sarebbe in corso anche una istruttoria presso la Corte dei Conti per verificare la copertura finanziaria di questo nuovo contratto che innalzerebbe del 180% le indennità dei gradi intermedi. Circostanza che comporterebbe per lo Stato un ulteriore esborso di circa 7 milioni di euro.” (fonte CNR media) “Le dichiarazioni rilasciate dal generale Domenico Rossi a CNRmedia in relazione all’art. 4 del nuovo contatto che riguarda gli stipendi e le indennità per i militari, siglato dai Cocer in bianco confermano la nostra convinzione circa l’inutilità di un carrozzone che, oltre ad essere totalmente inutile per la tutela dei lavoratori con le stellette, costa ai contribuenti circa 40 MLN di euro all’anno. Se per il presidente del cocer si è trattato solo di un disguido nella pubblicazione dei documenti, la sua ammissione dell’esistenza di due copie del medesimo contratto, di cui una in bianco, richiede degli immediati accertamenti da parte della magistratura e un immediato chiarimento da parte del Ministro della difesa che, come al solito, alle numerose interrogazioni che gli abbiamo rivolto proprio sulle “stranezze” del cocer continua a non dare risposte”.
“In attesa dei dovuti accertamenti circa eventuali responsabilità che potrebbero emergere su questa vicenda, che non può e non deve essere sottovalutata per la sua eccezionale gravità, mi sembra doveroso – osserva Comelini – ed urgente che il presidente del Cocer e tutti i delegati del medesimo organismo rassegnino immediatamente le dimissioni e che nell’ambito della discussione parlamentare in merito alla riforma della rappresentanza militare questo fatto sia opportunamente considerato per giungere al più presto a una completa estensione dei diritti sindacali anche ai militari.”

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Parlamento europeo: Investire nelle tecnologie

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2010

I deputati chiedono ai governi dell’Unione europea di dare priorità agli investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio. In un’interrogazione al Consiglio dei ministri dell’Unione europea, la commissione per l’industria invita gli Stati membri a fare del finanziamento delle tecnologie a basse emissionidi carbonio una delle priorità della tabella di marcia 2010-2020

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Le donne cercano ancora la storia seria

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2010

“Il 52% delle donne italiane che usufruiscono del “voice dating” (sistema telefonico per conoscere altre persone) cerca una “storia seria”. Anche il 28% degli uomini la desidera, ma dopo il “divertimento” preferito dal 36%. Questo quanto emerge dal sondaggio effettuato a gennaio 2010 da MarketCall, centro servizi leader del dating telefonico in Italia attivo dal 1995, per la sua brand AlòAlò all’esordio sul web. Ad un campione di 1.150 utenti, tra i 18 e i 60 anni, è stato chiesto di indicare la prima motivazione di incontro con un partner tra quattro opzioni: amicizia, storia seria, flirt e divertimento. Il 65% degli utenti sono sopra i 30 anni con un’età media compresa tra 39 e 43 per gli uomini e fra 36 e 37 per le donne che sono esplicitamente disponibili al divertimento e cercano amicizia (36%) mentre il 12% può prendere in considerazione un flirt. Altro interessante elemento di sorpresa è la maggiore predisposizione delle donne rispetto agli uomini a onorare l’incontro col partner non solo telefonicamente ma vis-a-vis Il campione statistico, rilevato su utenti di rete fissa del servizio MarketCall, fornisce un’ulteriore dato sulla distribuzione geografica. Quando si domandano –tu di dove sei?” la risposta più probabile è “Lombardia” (25,38%), ma la seconda regione più rappresentata è la Campania con il 13,73% del totale, una inaspettata dimostrazione di indipendenza e autonomia di comportamento (si veda tabella con dettaglio dati percentuali regione per regione)”.

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Taglio delle imposte. Chi paga?

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2010

Aduc, associazione consumatori, rende noto: “Sulla promessa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di ridurre le aliquote dell’Irpef a due sole, 23% fino a 100mila euro e 33% per i redditi oltre i 100 mila, siamo gia’ intervenuti ricordando che tale promessa era stata fatta nel corso della campagna elettorale del 2001, prevista nella legge delega del 2003 e, ovviamente, mai attuata. Come mai il massimo esponente governativo si e’ lanciato in una iniziativa conoscendo, almeno si spera, i dati forniti dallo stesso ministero dell’Economia? Cerchiamo di capire con l’aiuto della tabella relativa al 2007, qui sotto riportata. Fasce di reddito complessivo Irpef (euro)- Numero di contribuenti – Composizione dei contribuenti da zero a 15.000 – 20.306.020 – 49,8 da 15.000 a 29.000 – 14.406.178 – 35,3 da 29.000 a 55.000 – 4.576.818 – 11,2 da 55.000 a 75.000 – 709.471 – 1,7 oltre 75.000 – 762.106 – 1,9 Totale 40.760.593 – 100,0 Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze, 2009 La prima fascia, fino a 15 mila euro di reddito, ingloba la metà dei contribuenti che gia’ paga l’aliquota del 23%, quindi nessun beneficio diretto. Tutte le altre fasce, pagano percentuali più alte, fino al 43% per i redditi superiori a 75 mila euro. I maggiori benefici li avrebbe una minoranza di contribuenti, quelli con redditi superiori a 55 mila euro (in totale meno del 4%), che oggi hanno un’imposta massima superiore al 40%. Con la riforma ipotizzata da Berlusconi, almeno fino a 100.000 euro di reddito, l’aliquota sarebbe abbattuta al 23%. Ciononostante, secondo stime, l’ammanco per le casse del Fisco sarebbe di ben 24 miliardi di euro. Una cifra molto consistente. E dove si troveranno questi soldi? Si stampano, come fece Bernardo Tanlongo governatore della Banca Romana alla fine dell’800? Insomma, il presidente Berlusconi sa quel che dice?

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Concorsi pubblici, equiparazione diplomi di laurea

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 233 del 7 ottobre 2009 il Decreto del 9 luglio 2009 sulle Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali contenente la tabella di equiparazione dei diplomi di laurea, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi. Qualora vengano richiesti specifici diplomi di laurea, in molti casi bisogna valutare l’equipollenza della laurea o l’equiparazione, rispetto a quanto indicato nei bandi; ciò significa identificare un’equivalenza esistente tra titoli di studio conseguiti a livello accademico tra il vecchio ed il nuovo ordinamento a diversi livelli: laurea di primo livello, laurea magistrale etc. Il Decreto prevede che i diplomi di laurea, conferiti dalle università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale, siano equiparati alle lauree specialistiche delle classi di cui ai decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001 e alle lauree magistrali delle classi di cui ai decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009. La corrispondenza deve intendersi solo in modo tassativamente alternativo. Pertanto, tenuto conto della suddivisione delle lauree del vecchio ordinamento in più percorsi indipendenti, qualora una delle citate lauree trovi corrispondenza con più classi di lauree specialistiche o magistrali, sarà compito dell’Ateneo che ha conferito il diploma di laurea rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta, un certificato che attesti a quale singola classe è equiparato il titolo di studio posseduto, da allegare alle domande di partecipazione ai concorsi insieme con il certificato di laurea.

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Oppiacei in Tabella II D

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

In seguito ad alcune interpretazioni fantasiose diffusesi nella giornata di giovedì, il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ha divulgato alcune importanti precisazioni. In merito alla necessità per il paziente di esibire il documento di identità una nota precisa che “il provvedimento dispone che il farmacista cui viene presentata la prescrizione di tali farmaci su ricetta semplice e non ripetibile è tenuto ad accertare l’identità dell’acquirente e prendere nota degli estremi di un documento di riconoscimento da trascrivere nella ricetta che viene trattenuta dal farmacista”. “In particolare – si sottolinea nel documento – il provvedimento limita tale procedura ai farmaci spostati dalla Tab. A alla Tab. II D a seguito dell’ordinanza del 16/06/09 e non agli altri farmaci precedentemente inseriti nella stessa Tab. II D quali in particolare le associazioni di paracetamolo/codeina a basso dosaggio. Ciò a seguito delle richieste della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, al fine di evitare inutili lungaggini burocratiche”.

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