Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘taglio’

Pac: Il taglio delle risorse penalizza l’agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2021

La più grande riforma della Pac degli ultimi trent’anni assegna all’Italia più obiettivi, ma mette a disposizione meno risorse rispetto al passato – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’ammontare di fondi previsto fino al 2027 si aggira infatti intorno ai 34 miliardi di euro. Una cifra che sancisce un taglio di 6,2 miliardi in valore assoluto e del 15% in termini relativi, contro una diminuzione media complessiva per l’intera Unione europea che si attesta al 10%. Spetterà dunque al Governo italiano integrare queste risorse attraverso il cofinanziamento nazionale dei fondi per lo sviluppo rurale, che potrebbe far salire la disponibilità complessiva a 50 miliardi di euro. Il ridimensionamento del budget della Pac non è una novità: è avvenuto in modo graduale e costante negli ultimi decenni, passando dal 50% del bilancio Ue negli anni Novanta all’attuale 30% – prosegue Tiso. Il taglio era dunque atteso, ma non si può non rilevare che per l’Italia pesa circa un terzo in più rispetto alla media europea. A conti fatti, la nostra agricoltura, una delle più importanti del Vecchio continente per volumi di produzione e qualità, ne esce penalizzata.Il problema delle risorse, naturalmente, non è solo quantitativo, ma riguarda anche e soprattutto gli obiettivi che la nuova Pac ha fissato per gli Stati membri. Questi ultimi sono largamente insufficienti a realizzare il Green Deal che, stando così le cose, è destinato a rimanere sulla carta. Dagli ecoschemi alla condizionalità sociale, passando per i finanziamenti alle Pmi agricole, poco è destinato a cambiare rispetto al passato se non saranno apportate correzioni a livello europeo e nazionale.

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Il taglio dell’angelo di Claudio Coletta

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Un medical thriller costruito alla perfezione, i cui protagonisti dovranno fare i conti con la propria coscienza, prima di poter affrontare la verità.Una notte, il cadavere di un uomo viene ritrovato impiccato a una gru in un cantiere della metropolitana di Roma. Lorenzo Baroldi, primario di Medicina in un grande ospedale della capitale, non segue la cronaca, specialmente ora che la maggior parte del suo tempo è occupata dalla burocrazia e non ha neanche modo di seguire i suoi pazienti come vorrebbe. Nel reparto, poi, è appena capitato un caso che ha scosso la sua coscienza di medico, un ragazzo di colore morto all’improvviso in maniera sconcertante e inspiegabile. A questo strano evento Baroldi ne collega altri sentiti riportare dai suoi colleghi, episodi troppo simili tra loro per non avere qualcosa in comune, tutti decessi di giovani africani apparentemente in buona salute. Il dottor Baroldi vuole vederci chiaro, soprattutto quando emerge un collegamento fra queste morti misteriose e la recente scomparsa di un biologo. (Fazi Editore)

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Il taglio dell’angelo di Claudio Coletta

Posted by fidest press agency su martedì, 4 maggio 2021

In libreria dal 13 maggio Collana Darkside. Un medical thriller costruito alla perfezione in cui i protagonisti dovranno fare i conti con la propria coscienza prima di poter affrontare la verità. L’indagine parte dalle corsie di un ospedale e conduce alle sperimentazioni delle case farmaceutiche, passando per la dura realtà degli immigrati: un intreccio che sfiora temi di grande attualità, meditando su questioni oggi molto dibattute come la produzione dei vaccini. Coletta dà vita a un giallo in cui la trama è soppesata con la cura e l’equilibrio di un classico.

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Il taglio dell’angelo di Claudio Coletta

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

Collana Darkside Fazi editore In libreria dal 13 maggio. Un medical thriller costruito alla perfezione in cui i protagonisti dovranno fare i conti con la propria coscienza prima di poter affrontare la verità. L’indagine parte dalle corsie di un ospedale e alle sperimentazioni delle case farmaceutiche, passando per la dura realtà degli immigrati: un intreccio che sfiora temi di grande attualità, meditando su questioni oggi molto dibattute come la produzione dei vaccini. Coletta dà vita a un giallo in cui la trama è soppesata con la cura e l’equilibrio di un classico.

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Dirigenti scolastici: Accolto appello Udir in Consiglio di Stato sul ricorso contro il taglio del Fun

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Il Consiglio di Stato dà ragione all’avv. Udir Nicola Zampieri che, a tutela della retribuzione dei dirigenti scolastici, con l’ordinanza odierna annulla la sentenza del Tar Lazio sul difetto di giurisdizione e rimanda la decisione nel merito al Giudice Amministrativo sul gravame proposto, in quanto “con la domanda oggetto di causa si deduce la non conformità dell’atto impugnato alle leggi che regolano la materia, specie in riferimento al rispetto dei tetti di spesa fissati dalle varie leggi finanziarie e precisamente: all’art. 9 del DL. n. 78/2010, all’art. 1 della l. n. 147/2013, all’art. 1 della l. n. 208/15, all’art. 23 del d. lgs. n. 75/17 e alla l. n. 12/2019”.Un’ottima notizia per tutti i dirigenti scolastici che negli anni si sono visti decurtare il proprio stipendio: è una battaglia che Udir porta avanti da diverso tempo e che vincerà nelle aule dei Tribunali per riconoscere ciò che contrattualmente è previsto per tutti i dirigenti in servizio per il futuro, viste le nuove immissioni in ruolo del concorso 2017, e per quanto non è stato percepito negli anni passati. I tagli al Fun tra l’altro rendono illegittima la sottoscrizione dei Contratti integrativi regionali fatta dagli altri sindacati rappresentativi firmatari di contratto, che determina un erroneo ammontare della retribuzione di posizione e risultato.Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): “Siamo riusciti laddove altri sindacati avevano provato, riportare cioè al tribunale amministrativo il merito di una aperta violazione della legge. Al primo posto mettiamo la tutela dei nostri associati. Ci vediamo giovedì 11 marzo 2021, dalle ore 17.30 alle ore 18.30, per commentare in diretta con il dirigente scolastico Perziani e l’avvocato Zampieri questa pronuncia. Fin da ora possiamo dire che chi è interessato può costituirsi gratuitamente in giudizio”.

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Il taglio delle uve coltivate a Pompei

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Come ogni anno a Pompei, ricorre il taglio delle uve coltivate nei vigneti delle antiche domus, che frutto di un progetto scientifico di studio degli impianti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana, consentono anche la produzione del pregiato Vino Villa dei misteri.Il progetto nasce nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, cui ha fatto seguito una convenzione con l’Azienda Vinicola Mastroberardino, che si è occupata negli anni delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, fino alla produzione finale del vino. L’idea progettuale, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica Pompei (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una resa potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Oggi il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.Il vino in degustazione quest’anno è il Villa dei Misteri Annata 2012, frutto dell’uvaggio storico di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. L’Aglianico è inserito in blend a partire dalla vendemmia 2011: risale infatti al 2007 l’ampliamento del progetto con l’individuazione di ulteriore aree da ripristinare a vigneto, destinandole integralmente alla coltivazione del nobile vitigno Aglianico – una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità – naturalmente adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. La forma di allevamento selezionata a tale scopo è stata l’alberello, che meglio si adatta, nel microclima di Pompei, al vitigno Aglianico, in un connubio perfetto tra il vitigno di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura corta ellenica. In questo millesimo, i livelli qualitativi conseguiti sul Villa dei Misteri sono molto elevati e si percepisce, in misura ancora maggiore rispetto al 2011, il contributo dell’Aglianico, delineando buona concentrazione, intensità aromatica, vellutato patrimonio di tannini, densità e particolare eleganza.Il Villa dei Misteri del millesimo 2012, dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profilo olfattivo molto complesso con note che ricordano la prugna, la marasca, la mora, il tabacco, la liquirizia, la vaniglia, le erbe officinali, il pepe e i chiodi di garofano. Al palato si caratterizza per buona densità e persistenza con sensazioni sapide, acide e morbide molto decise. Tutti gli aspetti sensoriali sono ben equilibrati tra loro e di particolare finezza.Quest’anno non potendo accogliere la stampa a causa delle restrizioni da Covid, vi proponiamo oltre alle immagini dei vigneti, alcune note informative sugli studi scientifici del verde e dei vigneti in particolare, raccontati dall’archeobotanica del Parco archeologico di Pompei, d.ssa Chiara Comegna.

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Taglio dello stipendio ai parlamentari: Proposta accolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

“C’è sempre un lato positivo nelle cose. Tu parli del referendum per il taglio del numero dei parlamentari votato quasi all’unanimità in quarta lettura, e “loro” rilanciano sul taglio degli stipendi! Perfetto. Facciamolo, al più presto. Proposta accolta.
La politica è già cambiata da quando il MoVimento 5 Stelle è in Parlamento e al Governo. La risposta di Luigi Di Maio, nell’accogliere il passo avanti di alcuni partiti, che dicono “vanno tagliati gli stipendi dei politici”, è chiara. Mi aspettavo un po’ più di entusiasmo per un altro accordo raggiunto, per far tornare questo Paese alla normalità. Ma sono certa giungerà nelle prossime ore…“.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Cosa scriveva la Iotti sul taglio dei parlamentari

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

“Era il 1984 (due anni prima che nascessi), Nilde Iotti, prima donna Presidente della Camera dei Deputati, parlava del taglio dei parlamentari.“Nel 1948, quando è entrata in vigore la Costituzione, uscivamo dal fascismo e c’era la necessità di ristabilire un rapporto del tutto democratico con la società. Ma adesso ci sono Consigli Regionali che sono stati eletti nel 1970, Consigli Provinciali, Consigli Comunali, siamo cioè di fronte a una società molto più articolata, una democrazia molto più articolata. Allora io ritengo che il numero dei parlamentari sia davvero troppo alto”.A 36 anni di distanza questo intervento è ancora molto attuale e grazie al MoVimento 5 Stelle tra circa un mese gli italiani potranno esprimersi e dire come la pensano!”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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I deputati europei discutono il Fondo di ripresa e criticano i tagli al bilancio UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Bruxelles. In una sessione plenaria straordinaria, il PE ha valutato l’accordo del Consiglio del 17-21 luglio su finanziamento UE e Piano di ripresa per affrontare le conseguenze della pandemia.Nel dibattito con i Presidenti del Consiglio e della Commissione, Charles Michel e Ursula von der Leyen, l’accordo raggiunto sul Fondo di ripresa nel recente Consiglio europeo è stato qualificato come “storico” da molti deputati, poiché per la prima volta i Paesi UE hanno accettato di emettere un debito congiunto di 750 miliardi di euro. Tuttavia, la maggior parte dei deputati non è “soddisfatta” dei tagli apportati al bilancio a lungo termine (Quadro finanziario pluriennale, QFP).”Non siamo pronti ad inghiottire il boccone del QFP”, ha affermato Manfred Weber (PPE). Inoltre, secondo il leader del gruppo S&D Iratxe García Pérez non si dovrebbero accettare i tagli, “non in un momento in cui dobbiamo rafforzare la nostra autonomia strategica e ridurre le disparità tra gli Stati membri”.Molti deputati hanno sottolineato come la questione del rimborso del debito non sia stata risolta e hanno insistito sul fatto che l’onere non deve ricadere sui cittadini e che deve essere garantito un solido sistema di nuove risorse proprie che includa una tassa digitale o prelievi sul carbonio, e chiedono un calendario vincolante per la loro introduzione.Inoltre, molti deputati hanno sottolineato che “l’UE non è un bancomat per i bilanci nazionali”, deplorando che i Paesi “frugali” non vogliano pagare il prezzo per beneficiare del mercato unico, insistendo sul fatto che nessun fondo debba andare a governi “pseudo-democratici” che non rispettano lo Stato di diritto e i valori dell’UE.Altri deputati si sono detti più scettici nei confronti di nuove risorse proprie capaci di generare abbastanza per ripagare tutto il debito e hanno avvertito che la crisi non dovrebbe essere usata come pretesto per un’ulteriore integrazione dell’UE. La maggior parte ha comunque sottolineato che il Parlamento è pronto a negoziati rapidi per apportare i necessari miglioramenti alla posizione del Consiglio.I deputati votano ora una risoluzione per concludere il dibattito, che servirà come mandato per i prossimi negoziati con la Presidenza tedesca del Consiglio dell’UE.

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Serve un piano straordinario per il taglio delle tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

In questi mesi, come Governo, abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti della pandemia da Covid, ma ora servono strumenti e misure per consentire una immediata ripartenza dell’intero Sistema Paese. Due sono le strade, e dobbiamo percorrerle entrambe, senza tentennamenti.
La prima, che abbiamo già intrapreso, è quella che ci porterà a varare un importantissimo Decreto per la sburocratizzazione, la semplificazione e lo sblocco degli investimenti pubblici. Abbiamo più di 125 miliardi già stanziati che hanno bisogno di essere liberati. Ma oltre a questo stiamo semplificando i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, e questo porterà con sé anche un consistente risparmio e la liberazione di risorse che potranno essere diversamente allocate.
La seconda, ancora più importante, è quella che ci porterà a mettere in campo un ambizioso, e ormai non più rinviabile, piano di riforme strutturali che hanno come obiettivo l’abbassamento delle tasse ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Siamo pronti su tanti settori, si tratta solo di ricondurre tutto all’interno di un disegno unico. E il Piano Nazionale delle Riforme, che ci apprestiamo a presentare, è la prima occasione per delineare gli ambiti di intervento e il cromo programma di azione.Questo Paese ha bisogno di una rivoluzione verde, che acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilita’ ambientale e sociale, una rivoluzione che passa anche attraverso la rivisitazione, o meglio cancellazione, dei sussidi ambientalmente dannosi.Fatturazione elettronica e scontrino elettronico ci stanno aiutando molto nella lotta all’evasione fiscale, che resta una priorità per il Governo. Se tutti pagano, tutti pagheremo di meno. E questa è la premessa per una complessiva riforma della tassazione diretta e indiretta, che arriverà già con la prossima Legge di Bilancio.
Il rapporto tra cittadino, imprenditore, e fisco deve essere più diretto e molto più semplice. Per questo stiamo lavorando anche ad un Testo unico del Contribuente, che metta ordine tra le oltre 800 norme che esistono in materia fiscale.
Abbiamo una grande occasione, che non vogliamo e possiamo sprecare. È un’opportunità unica, grazie anche alle risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Ora dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, siamo un grande Paese, possiamo farcela!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Tagli ai finanziamenti accettabili solo nel caso di violazioni sistemiche dello Stato di diritto

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Un monitoraggio più capillare da parte dell’UE andrebbe a vantaggio dei cittadini, della democrazia locale e delle economie locali. I leader locali e regionali di tutta l’Unione europea hanno appoggiato le proposte della Commissione europea e del Parlamento europeo volte a rafforzare lo Stato di diritto, compresa la possibilità di sanzionare gli Stati per violazioni “gravi e sistemiche”. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha inoltre esortato le istituzioni dell’UE a promuovere la cultura del rispetto dello Stato di diritto coinvolgendo maggiormente le comunità locali, comprese le amministrazioni pubbliche e le “reti” di difensori civici che operano a livello locale e regionale.Le raccomandazioni , adottate il 12 febbraio nel corso della prima sessione plenaria del nuovo mandato quinquennale del CdR, hanno sottolineato la necessità di un processo di monitoraggio più ampio, più approfondito e sostenuto da risorse adeguate. Questo processo dovrebbe sfociare in una valutazione oggettiva e trasparente – fondata, ad esempio, sull’elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto ( Rule of law checklist ) elaborato dal principale organo europeo di monitoraggio dei diritti umani, il Consiglio d’Europa – che preveda una serie di incontri annuali da tenere a livello regionale e nazionale. Il processo culminerebbe in una manifestazione annuale che si svolgerebbe in una città particolarmente impegnata nel rispetto dei principi della buona governance. Il parere del CdR evidenzia in particolar modo l’importanza di consultare le reti giudiziarie e le associazioni di avvocati locali, e di fornire un maggiore sostegno finanziario alla società civile e ai media indipendenti, soprattutto a livello locale.Il parere è stato presentato da Christophe Rouillon , presidente del gruppo del Partito dei socialisti europei del CdR e sindaco di Coulaines (Francia), che ha affermato: “Lo Stato di diritto non è solo uno dei valori comuni fondamentali dell’Unione europea, ma è anche una condizione essenziale per il suo funzionamento. La società civile e gli enti locali e regionali svolgono un ruolo importante nel rafforzamento dello Stato di diritto. Crediamo che le sanzioni siano necessarie per coloro che violano lo Stato di diritto, vale a dire per i responsabili della violazione e non per le vittime. Il Comitato europeo delle regioni da tempo chiede con forza che le regioni e le città d’Europa non siano sanzionate per violazioni dello Stato di diritto da parte dei governi nazionali. Questo parere definisce delle modalità che permettono di contribuire alla difesa e alla promozione di una cultura del diritto grazie a una cooperazione più approfondita con le comunità locali, vale a dire la loro società civile, i loro patrocinatori e le loro amministrazioni pubbliche”.Il parere, che è stato avviato ed elaborato da Franco Iacop (PSE), membro di spicco del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è stato poi presentato da Christophe Rouillon, poiché il mandato di Iacop al CdR si è concluso a dicembre.Le raccomandazioni riflettono la convinzione che, alla luce della realtà della governance europea che coinvolge i responsabili politici a livello europeo, nazionale, regionale e locale nonché le amministrazioni pubbliche, il monitoraggio dello Stato di diritto non si debba limitare al livello nazionale. Seguendo la stessa logica, il CdR ha chiesto che l’UE stessa, in quanto persona giuridica, sia soggetta a monitoraggio, invitandola a riavviare il processo di adesione alla Corte europea dei diritti dell’uomo.Tra le idee che, a giudizio del CdR, potrebbero essere approfondite vi è la proposta di valutare i modi per sfruttare “il potenziale” dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione nell’ambito del sistema di monitoraggio. Il CdR ha inoltre osservato che un progetto pilota, con la partecipazione di un gruppo selezionato di enti locali e regionali, potrebbe contribuire a precisare ulteriormente i criteri per la valutazione dello Stato di diritto.

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Tagli dei fondi alla scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 ottobre 2019

“Il Ministro Fioramonti il giorno della sua nomina aveva promesso 3 miliardi per la scuola o le dimissioni. Visto che, non solo non hanno trovato i soldi ma hanno anche tagliato il fondo scuola, come Forza Italia chiediamo le dimissioni del Ministro. I 3 miliardi infatti glieli abbiamo trovati noi e sono inseriti nel disegno di legge sull’inserimento dei costi standard nella scuola. Provvedimento che porterebbe a un risparmio di 3 miliardi nelle casse dello Stato oltre che a garantire una scuola migliore per le nuove generazioni. La nostra – ha poi proseguito – è una proposta di legge per una scuola di qualità ed efficiente. L’ultimo rapporto OCSE conferma che In Italia c’è un sistema scolastico iniquo che colpisce principalmente le famiglie più disagiate. Oggi un terzo della popolazione giovanile italiana non studia e non cerca lavoro: un numero inaccettabile per un Paese Civile. Non possiamo perdere tempo – ha infine concluso il Coordinatore – dobbiamo portare avanti la nostra proposta su cui ci aspettiamo l’appoggio della Lega, di FDI e di tutte le regioni del Nord governate dal centrodestra, a partire dalla Lombardia del Presidente Fontana che aveva inserito il tema dei costi standard nel programma elettorale . Questa deve essere la prima battaglia da portare avanti insieme per ottenere l’autonomia di cui si parla tanto ”

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L’on. Fucsia Fiztgerald Nissoli dice no al taglio dei parlamentari eletti all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

“Oggi, dovendo esprimere il mio voto finale alla legge di riforma costituzionale in cui è contenuto il taglio dei parlamentari eletti all’estero, che diventano sostanzialmente marginali, più di quanto lo siano adesso, già sottodimensionati rispetto al numero di cittadini rappresentati, ho spiegato perché non posso votare questa riforma. Infatti, ho detto, “oggi, questa maggioranza di Governo, presa dalla frenesia di tagliare per far vedere ai cittadini di aver risparmiato sui costi della politica senza fare una riflessione sulla qualità della democrazia, ha di fatto ucciso la rappresentanza parlamentare all’estero riducendola ad un gruppetto che si conta sulla punta delle dita e che non da merito alla grandezza della Comunità italiana nel mondo, ormai più di 5 milioni di cittadini. Cittadini italiani a tutti gli effetti, che amano profondamente l’Italia, con gli stessi diritti di quelli che risiedono sul territorio nazionale. Che pensereste se una Regione come il Lazio avesse solo 6 deputati e 4 senatori a rappresentarla in Parlamento? Perché la Circoscrizione estero conta tanti cittadini quanti la regione Lazio! Chissà che direbbe, oggi, il compianto Ministro Tremaglia che ha tanto voluto il voto all’estero?! Avete dimezzato i diritti di cittadinanza degli italiani all’estero ma se ci sarà un referendum su questa riforma il voto all’estero sarà pieno e chiedo sin da oggi a quei cinque milioni di italiani di bocciarla! Signor Presidente, non posso votare una legge che umilia gli italiani all’estero, una riforma che va contro lo spirito innovatore di inclusione degli italiani all’estero nelle dinamiche istituzionali della Madrepatria che caratterizzò l’istituzione della Circoscrizione estero! Per queste ragioni non voterò questa riforma!”

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Nuovo taglio Ue a Pil Italia, +0,1% nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

La Commissione Ue taglia le stime di crescita dell’Italia. Il Pil si attesterà nel 2019 a +0,1% e nel 2020 a +0,7%.”Quello che troviamo preoccupante, non è tanto la stima del Pil, in linea con quella degli altri previsori, quanto l’analisi sulla spesa dei consumatori, che tenderanno a risparmiare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”I consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil. Se, quindi, restano al palo, non potremo mai uscire dalla crisi. Ecco perché la politica economica del Governo dovrebbe mirare a rilanciare la capacità di spesa delle famiglie, non di tutte, ma solo di quel 50% meno benestante che fatica ad arrivare a fine mese” prosegue Dona.”No, quindi, alla flat tax. Se si aiutano anche le famiglie più abbienti, infatti, il rialzo del loro reddito disponibile non andrà in consumi ma in risparmi.
Secondo i dati di Bankitalia, la propensione marginale al consumo dell’ultimo quintile è la metà rispetto al primo quintile, ossia rispetto ai più poveri. Aiutare chi ha più bisogno, insomma, non è solo un fatto di equità, ma anche una necessità economica” conclude Dona.

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Ue verso taglio stime Pil Italia, 0,2% nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Secondo l’Ansa, la Commissione Ue si appresterebbe a rivedere le stime di crescita dell’Italia per il 2019, tagliandole allo 0,2%.”Se fosse così, sarebbe una doccia fredda per il Governo. Dopo il +0,6% di Bankitalia e Fmi, ora si scende addirittura a +0,2%, ossia ad un passo da un 2019 in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ del tutto evidente che la stima del Governo di avere una crescita dell’1% per fine anno, è palesemente sballata. Ad attestarlo basterebbe il dato ufficiale Istat del IV trimestre, in base al quale la variazione acquisita per il 2019 è pari a -0,2%. Quindi il 1% stimato dal Governo, anche mantenendo il previsto impatto sul Pil dovuto alle misure contenute in manovra, pari a 0,4 punti percentuali, diventa, bene che vada, come minimo +0,8%” prosegue Dona.”Prima il Governo ne prende atto, rivedendo le stime e cercando nuove misure per incrementare la crescita, meglio è. Altrimenti, se finge che vada tutta bene, ci troveremo a fine anno con un rapporto deficit su Pil superiore al 2,04% concordato con l’Ue e a quale punto sarà inevitabile una manovra correttiva, con l’aumento dell’Iva” conclude Dona.

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Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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I tagli degli stipendi dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle andranno per i cittadini colpiti dal maltempo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

“Ciao a tutti, oggi ho da fare un importante annuncio di cui sono molto orgoglioso. Di cui tutti noi del MoVimento 5 Stelle dobbiamo essere molto orgogliosi. Come sapete i parlamentari del MoVimento 5 Stelle si tagliano lo stipendio. Siamo gli unici a farlo e lo abbiamo sempre fatto. La scorsa legislatura abbiamo restituito oltre 23 milioni di euro al fondo del microcredito.Quest’anno solo con la prima restituzione per i mesi che vanno da marzo a luglio abbiamo versato circa 2 milioni e mezzo di euro sempre al fondo del microcredito. Da oggi tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, me compreso, iniziamo la seconda restituzione per i mesi che vanno da luglio a settembre. Questa volta abbiamo deciso di cambiare la destinazione di questi soldi. Non andranno al microcredito, ma li verseremo in un fondo della Protezione Civile a favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni in queste ultime settimane. Ben 11 regioni hanno chiesto lo stato di calamità, praticamente mezza Italia, e questo governo glielo riconoscerà. Ma è giusto secondo me che anche il MoVimento faccia la sua parte.Lo stipendio dei parlamentari è un privilegio. Secondo noi i parlamentari guadagnano troppo e presto dovremo mettere mano agli stipendi di tutti i parlamentari utilizzando l’ufficio di Presidenza della Camera e del Senato. Noi ce lo tagliamo, come abbiamo stabilito, e l’eccedenza la diamo agli alluvionati. Un piccolo gesto, ma molto concreto. Parliamo di circa 2 milioni di euro da parte dei 300 parlamentari del MoVimento 5 Stelle derivanti dal taglio dello stipendio da “onorevole”. Sono molto orgoglioso di questa iniziativa come vi ho detto perché dimostra che i soldi per aiutare le persone, se tagliamo sprechi e privilegi ci sono sempre. Sono orgoglioso, ma non sono geloso. Invito tutti i parlamentari della Repubblica a fare altrettanto. A rubare questa iniziativa del MoVimento 5 Stelle. E’ molto semplice: tagliatevi lo stipendio da onorevoli e versate almeno 2.000 euro per ogni mese da cui è iniziata la legislatura a questo conto della Protezione Civile intestato alla:
Presidenza del Consiglio dei Ministri IBAN: IT49J0100003245350200022330 Causale: donazione a favore popolazioni colpite da eventi alluvionali ottobre novembre 2018 Spero che aderiscano tantissimi parlamentari! Perché c’è davvero bisogno di concretezza e solidarietà! Soprattutto da parte di una politica che per troppo tempo è stata solo sprechi e privilegi. Sono stato in Sicilia, Veneto e Trentino Alto Adige per essere presente anche come Ministro e ascoltare i cittadini. Ho incontrato in particolare gli imprenditori perché sono stati fortemente danneggiati e hanno bisogno di tutto il supporto dello Stato per rialzare la testa e andare avanti. Ce la mettiamo tutta per esservi vicino in questi momenti di difficoltà. Possono accusarci di tutto, ma non potranno mai dirci di essere distanti dalle persone.” E’ quanto dichiara Luigi Di Maio.

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Una svolta epocale: il taglio delle pensioni sarà per tutti? Ci sono le premesse

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Probabilmente l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, presieduta da Roberto Fico (M5S) approverà la delibera sul ricalcolo dei vitalizi (non la loro abolizione, come promesso in campagna elettorale).
Una svolta epocale, ha dichiarato il ministro Luigi Di Maio (M5S), a tal proposito. Un taglio seppur simbolico ma per equità, sostengono in molti.
La svolta epocale, pero’, c’è e sarà quella del taglio alle pensioni dei comuni cittadini.
Occorre che il lettore ci segua con un po’ di attenzione, senza farsi prendere dal sacro furore dell’indignazione.I vitalizi sono una forma di pensione, calcolati con il sistema retributivo, cioè in proporzione percentuale allo stipendio. Il sistema pensionistico contributivo, invece, è calcolato con i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro; ad ogni euro versato dal lavoratore, per la propria pensione, corrispondono 2,75 euro versati dal datore di lavoro.
La svolta epocale, annunciata trionfalmente dal ministro Di Maio (non era possibile, siamo arrivati noi, ed è stato possibile), consiste nel ricalcolo dei vitalizi con il sistema contributivo, ma, è qui il trucco: se si applica, retroattivamente, questo sistema ai vitalizi, si potrà applicare anche alle pensioni dei comuni cittadini che, per quelle attualmente riscosse, riguarda il 96% dei pensionati! Prima si taglieranno le pensioni più alte, quelle che il Di Maio chiama pensioni d’oro, poi si scenderà verso importi minori: 5000 euro, 4000 euro, 3500 euro, ecc.Perché si vuole applicare una norma retroattivamente, violando tutti i principi del diritto? Semplice: servono soldi, altro che equità.Dal ricalcolo dei vitalizi si otterranno 40 Milioni di euro, invece, dal ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini si acquisiranno 46 Miliardi!Un problema di soldi, dunque, sottratti ai pensionati, i quali dovranno ringraziare Fico e Di Maio per la svolta epocale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Consulta: nuovo colpo ai pensionati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

palazzo consulta“Nuovo colpo ai pensionati; dopo l’innalzamento dell’età pensionabile arriva dalla Consulta la ratifica al taglio delle pensioni per sei milioni di italiani: ennesima ingiustizia è fatta.Ormai lo Stato, in tutte le sue declinazioni ed Istituzioni, si accanisce sulla categoria dei pensionati cercando in tutti i modi di fare cassa sulla pelle di chi lavora ed avrebbe diritto di smettere e di chi ha lavorato versando contributi la cui rendita è stata sterilizzata dal governo Monti/Fornero e ridicolizzata da quello Renzi/Poletti/Boeri. Anche il Presidente dell’Inps, infatti, merita di essere inserito nella categoria dei persecutori dei pensionati viste non solo le sue ripetute ed irritanti dichiarazioni in merito ma, soprattutto, considerato l’allarmismo mediatico alimentato dai suoi tecnici sui costi della perequazione dovuta agli italiani.La sentenza di oggi ratifica la violazione del patto di lealtà tra lo Stato ed i cittadini, un patto che Forza Italia ed il nuovo futuro Governo di centrodestra dovrà invece rilanciare e mettere in cima ai provvedimenti per restituire dignità e giustizia alle lavoratrici ed ai lavoratori italiani”. Lo afferma in una nota Renata Polverini, deputata di Forza Italia.

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Taglio ai fondi sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

ministero-finanzeSiamo in molti ad esserci posti questa domanda dopo che è stato reso noto quello che si vociferava con insistenza nei giorni scorsi: il Ministero dell’Economia ha siglato lo scorso 23 febbraio in Conferenza Stato-Regioni l’accordo per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, ed in particolare, tra il resto, la riduzione dagli attuali 311 milioni di euro a 99 mil. di euro del fondo nazionale per le politiche sociali. A ciò si aggiunga che anche il fondo per le non autosufficienze verrà ridotto di 50 milioni di euro.Stiamo parlando, come è noto, di risorse che servono a coprire servizi essenziali nel campo delle povertà e delle fragilità: dai servizi per anziani a quelli per minori, dagli asili nido ai servizi per le persone con disabilità, dall’assistenza domiciliare ai centri antiviolenza. Una vera e propria ecatombe sociale che rischia di abbattersi, senza possibilità di scampo, su milioni di cittadini italiani appartenenti alle cosiddette fasce deboli della società.E la cosa che maggiormente impressiona è che un simile taglio non è originato da una decisione assurda di un Governo nazionale, contro la quale sarebbe lecito attendersi una alzata di scudi indignata da parte delle regioni. Al contrario: è frutto di un accordo, un patto scellerato, tra stato e regioni che considerano, evidentemente, i diritti dei propri figli più deboli serenamente sacrificabili sull’altare del dio denaro.
Non può esservi infatti altra spiegazione se consideriamo che alcune regioni, in particolare al meridione, sul trasferimento del fondo nazionale politiche sociali di fatto costruiscono la gran parte delle loro azioni territoriali. Peraltro ricordiamo tutti molto bene come nel 2010, si parlava allora della grande crisi, il FNPS era stato ridotto come oggi a circa 90 mil. Ci sono voluti oltre 5 anni per farlo tornare su cifre comunque insufficienti, ma quanto meno presentabili.
E da un momento all’altro, senza peraltro alcuna avvisaglia, ecco ora questa scelta a dir poco irresponsabile da parte del Governo e delle stesse regioni.
Del resto è sufficiente una rapida lettura del testo per comprendere come ancora oggi sia assolutamente inesistente l’attenzione della politica per le fasce marginali della popolazione. La tabella 3 dell’accordo, titolata riduzione risorse 2017, toglie oltre 211 milioni al FNPS e 50 milioni al FNA, quasi la metà di tutti i tagli realizzati ai trasferimenti (circa 700 mil.) tra i quali, ad esempio, quelli per il miglioramento genetico del bestiame, o il fondo inquilini morosi. La questione sta proprio in questi termini.Ad oggi purtroppo i servizi per le persone in difficoltà non sono considerati essenziali, e come tali possono essere tranquillamente tagliati in caso di necessità. Né più e né meno del fondo per il miglioramento genetico del bestiame!
Ed è altrettanto chiaro come in Italia le politiche sociali, per quanto investano diritti costituzionalmente garantiti, continuano ad essere sottomesse alle leggi di bilancio: non si cercano le risorse per rispondere ai bisogni dei cittadini, ma si piegano gli stessi bisogni alle ineluttabili leggi dell’economia. Fatto reso ancora più evidente se, come sembra, il Ministro per le politiche sociali non è stato neanche interpellato sulla questione. E’ così che succede quando si è figli di un dio minore.
Eppure risale a non più di tre mesi fa, il 19 dicembre 2016, una sentenza storica della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi su un caso di trasporto negato ad uno studente con disabilità per carenza di risorse (guarda caso proprio uno dei servizi gestiti con i fondi sottoposti al taglio). In tale occasione la Suprema Corte ha ribadito con chiarezza come non possa essere condivisa la tesi secondo cui ogni diritto, anche quelli incomprimibili perché costituzionalmente garantiti, debbano essere sempre e comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse disponibili. Se ciò può essere consentito, continua la Corte, in relazione a spese correnti di natura facoltativa, diverso è il caso di servizi che influiscono direttamente sui diritti costituzionali dei cittadini.
Il patto scellerato tra Stato e regioni pone seriamente in discussione questi diritti per le fasce deboli, in particolare in alcune aree del Paese maggiormente in difficoltà, e rischia seriamente di compromettere il sistema di welfare che faticosamente si sta tentando di mettere in piedi sui territori.

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