Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘taglio’

L’on. Fucsia Fiztgerald Nissoli dice no al taglio dei parlamentari eletti all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 11 Mag 2019

“Oggi, dovendo esprimere il mio voto finale alla legge di riforma costituzionale in cui è contenuto il taglio dei parlamentari eletti all’estero, che diventano sostanzialmente marginali, più di quanto lo siano adesso, già sottodimensionati rispetto al numero di cittadini rappresentati, ho spiegato perché non posso votare questa riforma. Infatti, ho detto, “oggi, questa maggioranza di Governo, presa dalla frenesia di tagliare per far vedere ai cittadini di aver risparmiato sui costi della politica senza fare una riflessione sulla qualità della democrazia, ha di fatto ucciso la rappresentanza parlamentare all’estero riducendola ad un gruppetto che si conta sulla punta delle dita e che non da merito alla grandezza della Comunità italiana nel mondo, ormai più di 5 milioni di cittadini. Cittadini italiani a tutti gli effetti, che amano profondamente l’Italia, con gli stessi diritti di quelli che risiedono sul territorio nazionale. Che pensereste se una Regione come il Lazio avesse solo 6 deputati e 4 senatori a rappresentarla in Parlamento? Perché la Circoscrizione estero conta tanti cittadini quanti la regione Lazio! Chissà che direbbe, oggi, il compianto Ministro Tremaglia che ha tanto voluto il voto all’estero?! Avete dimezzato i diritti di cittadinanza degli italiani all’estero ma se ci sarà un referendum su questa riforma il voto all’estero sarà pieno e chiedo sin da oggi a quei cinque milioni di italiani di bocciarla! Signor Presidente, non posso votare una legge che umilia gli italiani all’estero, una riforma che va contro lo spirito innovatore di inclusione degli italiani all’estero nelle dinamiche istituzionali della Madrepatria che caratterizzò l’istituzione della Circoscrizione estero! Per queste ragioni non voterò questa riforma!”

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Nuovo taglio Ue a Pil Italia, +0,1% nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 Mag 2019

La Commissione Ue taglia le stime di crescita dell’Italia. Il Pil si attesterà nel 2019 a +0,1% e nel 2020 a +0,7%.”Quello che troviamo preoccupante, non è tanto la stima del Pil, in linea con quella degli altri previsori, quanto l’analisi sulla spesa dei consumatori, che tenderanno a risparmiare” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori”I consumi delle famiglie rappresentano il 60% del Pil. Se, quindi, restano al palo, non potremo mai uscire dalla crisi. Ecco perché la politica economica del Governo dovrebbe mirare a rilanciare la capacità di spesa delle famiglie, non di tutte, ma solo di quel 50% meno benestante che fatica ad arrivare a fine mese” prosegue Dona.”No, quindi, alla flat tax. Se si aiutano anche le famiglie più abbienti, infatti, il rialzo del loro reddito disponibile non andrà in consumi ma in risparmi.
Secondo i dati di Bankitalia, la propensione marginale al consumo dell’ultimo quintile è la metà rispetto al primo quintile, ossia rispetto ai più poveri. Aiutare chi ha più bisogno, insomma, non è solo un fatto di equità, ma anche una necessità economica” conclude Dona.

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Ue verso taglio stime Pil Italia, 0,2% nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Secondo l’Ansa, la Commissione Ue si appresterebbe a rivedere le stime di crescita dell’Italia per il 2019, tagliandole allo 0,2%.”Se fosse così, sarebbe una doccia fredda per il Governo. Dopo il +0,6% di Bankitalia e Fmi, ora si scende addirittura a +0,2%, ossia ad un passo da un 2019 in recessione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ del tutto evidente che la stima del Governo di avere una crescita dell’1% per fine anno, è palesemente sballata. Ad attestarlo basterebbe il dato ufficiale Istat del IV trimestre, in base al quale la variazione acquisita per il 2019 è pari a -0,2%. Quindi il 1% stimato dal Governo, anche mantenendo il previsto impatto sul Pil dovuto alle misure contenute in manovra, pari a 0,4 punti percentuali, diventa, bene che vada, come minimo +0,8%” prosegue Dona.”Prima il Governo ne prende atto, rivedendo le stime e cercando nuove misure per incrementare la crescita, meglio è. Altrimenti, se finge che vada tutta bene, ci troveremo a fine anno con un rapporto deficit su Pil superiore al 2,04% concordato con l’Ue e a quale punto sarà inevitabile una manovra correttiva, con l’aumento dell’Iva” conclude Dona.

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Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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I tagli degli stipendi dei parlamentari del MoVimento 5 Stelle andranno per i cittadini colpiti dal maltempo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

“Ciao a tutti, oggi ho da fare un importante annuncio di cui sono molto orgoglioso. Di cui tutti noi del MoVimento 5 Stelle dobbiamo essere molto orgogliosi. Come sapete i parlamentari del MoVimento 5 Stelle si tagliano lo stipendio. Siamo gli unici a farlo e lo abbiamo sempre fatto. La scorsa legislatura abbiamo restituito oltre 23 milioni di euro al fondo del microcredito.Quest’anno solo con la prima restituzione per i mesi che vanno da marzo a luglio abbiamo versato circa 2 milioni e mezzo di euro sempre al fondo del microcredito. Da oggi tutti i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, me compreso, iniziamo la seconda restituzione per i mesi che vanno da luglio a settembre. Questa volta abbiamo deciso di cambiare la destinazione di questi soldi. Non andranno al microcredito, ma li verseremo in un fondo della Protezione Civile a favore delle popolazioni colpite dalle alluvioni in queste ultime settimane. Ben 11 regioni hanno chiesto lo stato di calamità, praticamente mezza Italia, e questo governo glielo riconoscerà. Ma è giusto secondo me che anche il MoVimento faccia la sua parte.Lo stipendio dei parlamentari è un privilegio. Secondo noi i parlamentari guadagnano troppo e presto dovremo mettere mano agli stipendi di tutti i parlamentari utilizzando l’ufficio di Presidenza della Camera e del Senato. Noi ce lo tagliamo, come abbiamo stabilito, e l’eccedenza la diamo agli alluvionati. Un piccolo gesto, ma molto concreto. Parliamo di circa 2 milioni di euro da parte dei 300 parlamentari del MoVimento 5 Stelle derivanti dal taglio dello stipendio da “onorevole”. Sono molto orgoglioso di questa iniziativa come vi ho detto perché dimostra che i soldi per aiutare le persone, se tagliamo sprechi e privilegi ci sono sempre. Sono orgoglioso, ma non sono geloso. Invito tutti i parlamentari della Repubblica a fare altrettanto. A rubare questa iniziativa del MoVimento 5 Stelle. E’ molto semplice: tagliatevi lo stipendio da onorevoli e versate almeno 2.000 euro per ogni mese da cui è iniziata la legislatura a questo conto della Protezione Civile intestato alla:
Presidenza del Consiglio dei Ministri IBAN: IT49J0100003245350200022330 Causale: donazione a favore popolazioni colpite da eventi alluvionali ottobre novembre 2018 Spero che aderiscano tantissimi parlamentari! Perché c’è davvero bisogno di concretezza e solidarietà! Soprattutto da parte di una politica che per troppo tempo è stata solo sprechi e privilegi. Sono stato in Sicilia, Veneto e Trentino Alto Adige per essere presente anche come Ministro e ascoltare i cittadini. Ho incontrato in particolare gli imprenditori perché sono stati fortemente danneggiati e hanno bisogno di tutto il supporto dello Stato per rialzare la testa e andare avanti. Ce la mettiamo tutta per esservi vicino in questi momenti di difficoltà. Possono accusarci di tutto, ma non potranno mai dirci di essere distanti dalle persone.” E’ quanto dichiara Luigi Di Maio.

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Una svolta epocale: il taglio delle pensioni sarà per tutti? Ci sono le premesse

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

Probabilmente l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, presieduta da Roberto Fico (M5S) approverà la delibera sul ricalcolo dei vitalizi (non la loro abolizione, come promesso in campagna elettorale).
Una svolta epocale, ha dichiarato il ministro Luigi Di Maio (M5S), a tal proposito. Un taglio seppur simbolico ma per equità, sostengono in molti.
La svolta epocale, pero’, c’è e sarà quella del taglio alle pensioni dei comuni cittadini.
Occorre che il lettore ci segua con un po’ di attenzione, senza farsi prendere dal sacro furore dell’indignazione.I vitalizi sono una forma di pensione, calcolati con il sistema retributivo, cioè in proporzione percentuale allo stipendio. Il sistema pensionistico contributivo, invece, è calcolato con i contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro; ad ogni euro versato dal lavoratore, per la propria pensione, corrispondono 2,75 euro versati dal datore di lavoro.
La svolta epocale, annunciata trionfalmente dal ministro Di Maio (non era possibile, siamo arrivati noi, ed è stato possibile), consiste nel ricalcolo dei vitalizi con il sistema contributivo, ma, è qui il trucco: se si applica, retroattivamente, questo sistema ai vitalizi, si potrà applicare anche alle pensioni dei comuni cittadini che, per quelle attualmente riscosse, riguarda il 96% dei pensionati! Prima si taglieranno le pensioni più alte, quelle che il Di Maio chiama pensioni d’oro, poi si scenderà verso importi minori: 5000 euro, 4000 euro, 3500 euro, ecc.Perché si vuole applicare una norma retroattivamente, violando tutti i principi del diritto? Semplice: servono soldi, altro che equità.Dal ricalcolo dei vitalizi si otterranno 40 Milioni di euro, invece, dal ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini si acquisiranno 46 Miliardi!Un problema di soldi, dunque, sottratti ai pensionati, i quali dovranno ringraziare Fico e Di Maio per la svolta epocale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Consulta: nuovo colpo ai pensionati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 ottobre 2017

palazzo consulta“Nuovo colpo ai pensionati; dopo l’innalzamento dell’età pensionabile arriva dalla Consulta la ratifica al taglio delle pensioni per sei milioni di italiani: ennesima ingiustizia è fatta.Ormai lo Stato, in tutte le sue declinazioni ed Istituzioni, si accanisce sulla categoria dei pensionati cercando in tutti i modi di fare cassa sulla pelle di chi lavora ed avrebbe diritto di smettere e di chi ha lavorato versando contributi la cui rendita è stata sterilizzata dal governo Monti/Fornero e ridicolizzata da quello Renzi/Poletti/Boeri. Anche il Presidente dell’Inps, infatti, merita di essere inserito nella categoria dei persecutori dei pensionati viste non solo le sue ripetute ed irritanti dichiarazioni in merito ma, soprattutto, considerato l’allarmismo mediatico alimentato dai suoi tecnici sui costi della perequazione dovuta agli italiani.La sentenza di oggi ratifica la violazione del patto di lealtà tra lo Stato ed i cittadini, un patto che Forza Italia ed il nuovo futuro Governo di centrodestra dovrà invece rilanciare e mettere in cima ai provvedimenti per restituire dignità e giustizia alle lavoratrici ed ai lavoratori italiani”. Lo afferma in una nota Renata Polverini, deputata di Forza Italia.

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Taglio ai fondi sociali

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 marzo 2017

ministero-finanzeSiamo in molti ad esserci posti questa domanda dopo che è stato reso noto quello che si vociferava con insistenza nei giorni scorsi: il Ministero dell’Economia ha siglato lo scorso 23 febbraio in Conferenza Stato-Regioni l’accordo per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, ed in particolare, tra il resto, la riduzione dagli attuali 311 milioni di euro a 99 mil. di euro del fondo nazionale per le politiche sociali. A ciò si aggiunga che anche il fondo per le non autosufficienze verrà ridotto di 50 milioni di euro.Stiamo parlando, come è noto, di risorse che servono a coprire servizi essenziali nel campo delle povertà e delle fragilità: dai servizi per anziani a quelli per minori, dagli asili nido ai servizi per le persone con disabilità, dall’assistenza domiciliare ai centri antiviolenza. Una vera e propria ecatombe sociale che rischia di abbattersi, senza possibilità di scampo, su milioni di cittadini italiani appartenenti alle cosiddette fasce deboli della società.E la cosa che maggiormente impressiona è che un simile taglio non è originato da una decisione assurda di un Governo nazionale, contro la quale sarebbe lecito attendersi una alzata di scudi indignata da parte delle regioni. Al contrario: è frutto di un accordo, un patto scellerato, tra stato e regioni che considerano, evidentemente, i diritti dei propri figli più deboli serenamente sacrificabili sull’altare del dio denaro.
Non può esservi infatti altra spiegazione se consideriamo che alcune regioni, in particolare al meridione, sul trasferimento del fondo nazionale politiche sociali di fatto costruiscono la gran parte delle loro azioni territoriali. Peraltro ricordiamo tutti molto bene come nel 2010, si parlava allora della grande crisi, il FNPS era stato ridotto come oggi a circa 90 mil. Ci sono voluti oltre 5 anni per farlo tornare su cifre comunque insufficienti, ma quanto meno presentabili.
E da un momento all’altro, senza peraltro alcuna avvisaglia, ecco ora questa scelta a dir poco irresponsabile da parte del Governo e delle stesse regioni.
Del resto è sufficiente una rapida lettura del testo per comprendere come ancora oggi sia assolutamente inesistente l’attenzione della politica per le fasce marginali della popolazione. La tabella 3 dell’accordo, titolata riduzione risorse 2017, toglie oltre 211 milioni al FNPS e 50 milioni al FNA, quasi la metà di tutti i tagli realizzati ai trasferimenti (circa 700 mil.) tra i quali, ad esempio, quelli per il miglioramento genetico del bestiame, o il fondo inquilini morosi. La questione sta proprio in questi termini.Ad oggi purtroppo i servizi per le persone in difficoltà non sono considerati essenziali, e come tali possono essere tranquillamente tagliati in caso di necessità. Né più e né meno del fondo per il miglioramento genetico del bestiame!
Ed è altrettanto chiaro come in Italia le politiche sociali, per quanto investano diritti costituzionalmente garantiti, continuano ad essere sottomesse alle leggi di bilancio: non si cercano le risorse per rispondere ai bisogni dei cittadini, ma si piegano gli stessi bisogni alle ineluttabili leggi dell’economia. Fatto reso ancora più evidente se, come sembra, il Ministro per le politiche sociali non è stato neanche interpellato sulla questione. E’ così che succede quando si è figli di un dio minore.
Eppure risale a non più di tre mesi fa, il 19 dicembre 2016, una sentenza storica della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi su un caso di trasporto negato ad uno studente con disabilità per carenza di risorse (guarda caso proprio uno dei servizi gestiti con i fondi sottoposti al taglio). In tale occasione la Suprema Corte ha ribadito con chiarezza come non possa essere condivisa la tesi secondo cui ogni diritto, anche quelli incomprimibili perché costituzionalmente garantiti, debbano essere sempre e comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse disponibili. Se ciò può essere consentito, continua la Corte, in relazione a spese correnti di natura facoltativa, diverso è il caso di servizi che influiscono direttamente sui diritti costituzionali dei cittadini.
Il patto scellerato tra Stato e regioni pone seriamente in discussione questi diritti per le fasce deboli, in particolare in alcune aree del Paese maggiormente in difficoltà, e rischia seriamente di compromettere il sistema di welfare che faticosamente si sta tentando di mettere in piedi sui territori.

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Bce: taglio tassi allo zero per cento

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2016

banca centrale europeaLa Banca Centrale Europea ha tagliato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,0% e ha portato da 60 ad 80 miliardi al mese l’acquisto di bond attraverso il Qe. “Ottima notizia. La BCE continua a fare la sua parte per rilanciare l’economia. Non bastano, però, le sole politiche monetarie per rilanciare la domanda. Servono politiche fiscali degne di nota sia a livello nazionale che europeo. Altrimenti, come già successo a metà crisi, se allentiamo l’attenzione sul rilancio dei consumi e degli investimenti, rischiamo di precipitare nuovamente nella recessione per colpa di scelte sbagliate di politica economica” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Tutti gli indicatori ci dicono che nell’ultimo periodo del 2015 e all’inizio del 2016, c’è un rallentamento della ripresa. Ce lo ha detto ieri l’Istat rispetto al Pil del primo trimestre 2016 e ce lo dice il dato della deflazione di febbraio. Non c’è tempo da perdere!” ha concluso Dona.

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Taglio prestazioni sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

Il 7% circa degli italiani non si fa visitare perché il costo della prestazione è troppo elevato, mentre solo 4 consumatori su 10 fanno visite regolari dal dentista. Una situazione che sta iniziando a farsi drammatica per la cura della salute, con il rischio che il recente taglio delle esenzioni su 203 prestazioni la aggravi ulteriormente.
“Il taglio delle esenzioni rischia di far impennare il numero degli italiani che non si fanno visitare, a causa dei costi sanitari troppo elevati – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, difatti, il 7% dei cittadini oggi rinuncia a farsi visitare perché il costo della prestazione è troppo alto, la lista d’attesa è troppo lunga oppure l’ospedale è troppo distante. Considerando che, con il decreto Appropriatezza, per oltre 200 prestazioni, dalle cure odontoiatriche a quelle dermatologiche, il costo ricadrà solo sul cittadino, tranne in determinati casi, il rischio che questa percentuale aumenti è alto. Con la conseguenza di un aggravio dei rischi per la salute per tutti coloro impossibilitati a permettersi determinate visite. Ancora peggiore la situazione per il settore dentistico: ad oggi solo 4 italiani su 10 fanno visite regolari dal dentista, secondo nostre stime solo il 25% ha fatto almeno una pulizia dei denti. La causa principale è il costo elevato, e la situazione tende a peggiorare sempre di più. Comprendiamo l’esigenza di razionalizzare le spese del Servizio Sanitario Nazionale, ci auguriamo solo che a rimetterci non siano i cittadini, il cui diritto fondamentale alla salute deve essere tutelato nella maniera più ottimale. Come Adoc riteniamo che, ad oggi, manchino anche polizze malattia e coperture assicurative in grado di coprire adeguatamente le spese mediche sostenute. E’ pertanto fondamentale individuare soluzioni che permettano alle famiglie di risparmiare e al tempo stesso di ricevere servizi di qualità assicurata.”

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Taglio lavori stradali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

lavori-stradali08Il settore dei lavori stradali è uno di quelli che sta pagando maggiormente il prezzo della crisi. Le attività di costruzione e manutenzione sono praticamente ferme, i consumi di asfalto (conglomerato bituminoso) negli ultimi 8 anni si sono dimezzati, passando dai 44 milioni di tonnellate del 2006 ai 22,5 previsti per quest’anno. Una situazione che pone a rischio la sicurezza degli automobilisti, condanna al depauperamento il nostro patrimonio stradale e alla crisi un settore che conta oltre 4.000 aziende impegnate nella realizzazione delle strade e 400 impianti di lavorazione del bitume, per un totale di 35.000 addetti diretti e un indotto di 500.000 lavoratori. Lo scenario emerge dall’analisi semestrale condotta dal Siteb – l’Associazione Italiana Bitume e Asfalto Stradale – che ha raccolto ed elaborato i dati relativi al consumo di asfalto, principale indicatore dello sviluppo dell’industria stradale.

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Gli olmi di Mac Mahon non si toccano

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 luglio 2013

Milano Il comitato civico per la tutela degli olmi di via Mac Mahon torna all’attacco a tutela degli olmi che in parte rischiano l’abbattimento gia a partire dal prossimo mese di ottobre nonostante la delibera del consiglio di zona 8 che chiede di salvaguardare il filare ma che a detta dei firmatari della lettera inviata a sindaco di Milano e Atm non individua gli interventi necessari a garantire la reale salvaguardia del filare. Al fianco del comitato civico scende in campo l’associazione cinque stelle per la legalità che sottoscrive e fa proprie le proposte del comitato (vedi documento allegato) che si rivolge al comune ed a ATM per chiedere che : “venga applicato concretamente il principio di precauzione con applicazione dell’obbligo di preservazione dei filari alberati o comunque con la limitazione massima di interventi su detti filari con le modalità sopra illustrate. In tal senso, onde poter partecipare collaborativamente alla definizione delle soluzioni per risolvere la problematica della salvaguardia del paesaggio urbano e dell’ambiente di Via Mac Mahon chiedono di partecipare direttamente alle attività extraprocedimentali e ai procedimenti comunque denominati relativi a quanto in oggetto, attraverso propri delegati” Ovviamente il comitato e l’associazione cinque stelle per la legalità non si fermano nella richiesta di partecipazione e di applicazione il principio di precauzione, ma vanno oltre indicando i metodi operativi che servono proprio per salvaguardare gli alberi salvaguardando la linea
tramviaria, e sopratutto insistono nella necessità di evitare oltre al taglio degli alberi anche la realizzazione di una corsia promiscua preferenziale, che a detta di molti sarebbe il vero motivo per il quale si vogliono tagliare gli olmi di Via Mac Mahon. Il documento è firmato oltre che dal presidente del comitato Lorenzo Croce, dall’architetto urbanista Giuseppe Boatti, dall’ing. Luciano Mura, dalla responsabile settore ambiente di AIDAA Salvina Inzana oltre che ovviamente dal presidente dell’associazione 5 stelle per la legalità avv. (Mauro Balconi).

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Marino, dai tagli agli armamenti le risorse per la ricerca

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Ignazio Marino, senatore del Partito democratico, ha risposto punto per punto alle dieci domande rivolte ai politici dal Gruppo 2003, in merito al futuro della ricerca in Italia. Marino conviene con gli scienzia ti che la ricerca sia il settore principale su cui investire: «non si può condurre il nostro Paese fuori dalla crisi e migliorarne l’economia puntando solo sugli aspetti fiscali, finanziari oppure sulla riforma del sistema pensionistico». Oggi le risorse destinate alla ricerca sono appena lo 0,9% del Pil e, secondo il capolista al Senato in Piemonte per il Pd, la percentuale dovrebbe aumentare in modo progressivo durante la prossima legislatura fino ad arrivare al 2%. Inoltre, in ogni ambito, si dovrebbero «adottare le regole internazionali di assegnazione dei fondi della peer review, in modo da permettere una valutazione e una selezione dei progetti più validi ed esclusivamente sulla base del merito». Da dove attingere le risorse necessarie? Marino indica i tagli alle spese per gli armamenti, citando i 15 miliardi di euro destinati al contestato acquisto dei 131 cacciabombardieri. «Con queste somme – spiega – potremmo finalmente sost enere qualche investimento per la ricerca e l’innovazione, per far uscire il nostro Paese da quella condizione di arretratezza riconosciuta anche dalle statistiche della Commissione europea». Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma anche di utilizzarle in modo migliore, a partire da una modifica della formazione universitaria e post-universitaria, da un ripensamento delle carriere professionali, dei salari, nonché delle responsabilità e dei doveri dei ricercatori di maggior talento. È poi essenziale rafforzare il rapporto con il mercato, fino a oggi trascurato, mentre per il senatore Pd è necessario favorire «l’iniziativa dei singoli ricercatori, offrendo loro la possibilità di fare ricerca, libera e creativa, anche al di fuori dall’ambito universitario».(fonte doctornews33)

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Taglio rating banche italiane, la preoccupazione di Sviluppo Lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 Mag 2012

A margine dell’ennesimo lunedì nero delle Borse europee è arrivata la notizia che l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato da uno a quattro notch il rating sul debito di lungo termine di 26 banche italiane, comprese cinque delle più importanti. L’Associazione Sviluppo Lavoro assiste allibita all’ennesima dimostrazione dell’inutilità della politica di austerità adottata dal Governo tecnico attualmente in carica su input dell’Unione Europea: “Il declassamento da parte di Moody’s non è certo un bel segnale – ha commentato il Segretario dell’Associazione Andrea Corti -, ad oggi le speranze di un’apertura al credito alle imprese da parte degli istituti bancari sono sempre meno concrete”. Il futuro prossimo appare dunque sempre più cupo, a meno di un deciso e repentino cambio di rotta. “In una situazione in cui il tasso di disoccupazione sta crescendo di giorno in giorno – continua Corti – e in cui le misure correttive che sono state adottate non sono state rivolte ad incentivare le imprese, c’è bisogno di un clima di rinnovata fiducia nei confronti delle PMI italiane, storicamente il vero motore della nostra economia nazionale”.(Andrea Corti)

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Milano, al Sacco premi a chi aiuta a tagliare i costi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2012

Se il Governo chiede aiuto ai cittadini perché mandino segnalazioni che aiutino a tagliare gli sprechi anche i manager della sanità milanese si rivolgono al personale alla ricerca di idee per tagliare i costi. L’iniziativa viene dall’Ospedale Sacco e ha la particolarità di erogare un premio in denaro a chi, tra infermieri e amministrativi, fa la migliore proposta finalizzata a razionalizzare le spese. «In un momento di particolare crisi e di grande fatica lavorativa per il personale» spiega a DoctorNews33 il direttore generale Callisto Bravi «ci sembrava giusto rinunciare ai nostri soldi personali per premiare il contributo di idee provenienti dal personale». Oltre a Bravi sono altri due i manager coinvolti nell’iniziativa, Mauro Agnello, direttore sanitario e Maria Grazia Colombo, direttore amministrativo. ognuno dei quali mette di tasca propria 1500 euro per arrivare ai 4500 euro del premio. Ma in che cosa consiste la “competizione”? «Al concorso possono partecipare infermieri, tecnici e amministrativi» ci spiega il Dg del Sacco «che, singolarmente o in un gruppo non superiore a quattro dipendenti, possono presentare un progetto con un ipotesi di taglio o di buone pratiche da applicare. Ne verranno selezionati cinque e il Collegio di direzione formato dai capi dipartimento sceglierà il progetto vincente». Un modo, sottolinea Bravi, per far emergere le potenzialità presenti con l’obiettivo dichiarato di risparmiare. Il bando è stato pubblicato da soli tre giorni, troppo presto per tastare le reazioni del personale e le idee devono essere presentate il 31 maggio. Entro il mese di giugno sarà pubblicato il progetto scelto. (Marco Malagutti) (fonte doctornews.33)

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Fisco e taglio tasse

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2012

“Le parole del premier Monti sulla lotta all’evasione sono apprezzabili e condivisibili. Ci auguriamo solo che quell’aria di rinvio avvertita oggi nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio sia semplicemente un’impressione”. Lo dice in una nota Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei valori alla camera.
“Rinviare una misura che tagli le tasse con i frutti della lotta all’evasione – aggiunge Borghesi – sarebbe un gravissimo errore. Se realmente, invece e con la necessaria solerzia, darà il via libera a tale norma, saremo i primi ad appoggiare il governo in questo percorso”.

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Spesa farmaceutica 2012, cresce la probabilità di taglio al tetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

Con le liberalizzazioni sta per allargarsi il numero delle farmacie convenzionate, ma rischia di farsi più piccola la torta rappresentata dalla spesa di fascia A. Si fa ormai quasi certezza, infatti, l’eventualità che le Regioni abbassino dal 13,3 al 12,1% il tetto della spesa farmaceutica territoriale di quest’anno. Era l’ipotesi messa sul tappeto per il 2013 dalla Manovra di luglio del governo Berlusconi, in alternativa al ripiano del 35% del deficit sulla spesa ospedaliera da parte dell’industria, ma le stime sulla spesa 2012 e i dati degli ultimi due anni stanno convincendo i governi regionali ad anticipare di dodici mesi il provvedimento.Certo al momento si tratta solo di voci, ma il pessimismo che si annusa tanto in Federfarma quanto tra le sigle dei distributori intermedi fa capire che non siamo al mero gossip: ufficialmente il tema non è ancora nell’agenda delle prossime conferenze dei governatori, ma di certo è nella cassetta con la scritta “in valutazione”.Tanto che nel sindacato titolari si stanno già facendo informalmente alcune valutazioni sul conto che le farmacie rischiano di pagare. Perché un abbassamento di 1,2 punti percentuali del tetto metterebbe immediatamente la spesa farmaceutica convenzionata in allarme rosso (rosso nel senso di deficit, ovviamente). Da cui due effetti a cascata: appesantimento della distribuzione diretta in quelle Regioni che usano il doppio canale per spostare fette di spesa e, l’anno prossimo, ripiano dello sfondamento (quasi certo) a carico delle farmacie convenzionate per una quota proporzionale al loro margine.Questo in un futuro eventuale e probabile. Intanto comunque le farmacie territoriali devono già fare i conti con un altro pay back: è quello relativo alla spesa 2010 sulla distribuzione diretta, che le Regioni insistono a voler addebitare non solo all’industria, ma anche a grossisti e presidi. Per questi ultimi due attori, il “conto” ammonterebbe a sei milioni di euro, da recuperare con una maggiorazione dello sconto Ssn di sei decimi di punto. E intanto si è in attesa dei dati sulla spesa 2011, dai quali potrebbe spuntare un nuovo deficit.(fonte farmacista33)

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La battaglia del debito pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2011

I titoli di Stato, gli eurobond, la patrimoniale, l’effetto domino in Europa. E ancora, il rifinanziamento del debito, il pareggio di bilancio, il fondo salva-stati. Sono questi alcuni dei temi del libro di Sergio Piccioli, che spiega in modo semplice e chiaro cos’è il debito pubblico e perché rischiamo di finire come la Grecia.
Il Governo Monti ha appena approvato la manovra “salva Italia”, l’Eurozona è sotto osservazione, lo spread è finalmente in calo, mentre le agenzie di rating minacciano di declassare i paesi con la tripla A. Quali saranno le prossime mosse dell’Unione Europea per affrontare il problema dei debiti sovrani? La montagna enorme del debito pubblico – che quest’anno ha superato i 1.900 miliardi di euro – minaccia la nostra economia e rischia di dimezzare i risparmi di una vita: è l’incubo che viene dal passato ma che pesa sul nostro futuro e su quello dei nostri figli. Questo libro, di taglio divulgativo ma rigoroso, si rivolge a tutti coloro che vogliono saperne di più del debito e di come siamo arrivati a questo punto, fornendoci un quadro dei rischi che stiamo correndo e delle possibili soluzioni al problema, tra questioni nazionali ed europee, tra eurobond e patrimoniale.(Collana Saggi, Pagine 190, Prezzo 12,00)

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Una manovra da macelleria sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Primi! Campioni del mondo! Alè. Alè un corno. Siamo campioni del mondo per la tassazione. L’Italia, da domani, sarà il paese in cui si pagano più tasse nel mondo. E non è un punto d’onore. La manovra che oggi verrà approvata è un disastro. Pura macelleria sociale e costerà ad ogni famiglia circa mille euro in più all’anno. Berlusconi aveva promesso di diminuire le tasse. Mai bugia fu più grande. Hanno fatto l’esatto contrario. Il taglio del 20% di tutte le detrazioni significa semplicemente più tasse. Per non parlare dei ticket, dei blocchi del contratto del pubblico impiego, dei tagli su sanità e pensioni. Non voglio dilungarmi in una sorta di cahier de doleances, ma riflettere con voi. Hanno preso il machete ed hanno dato un colpo netto e lineare, di fatto senza scegliere. Non hanno colpito le sacche di spreco, di privilegio e non hanno dato un indirizzo politico e sociale. Il risultato è una pessima manovra, iniqua, che colpisce tutti, soprattutto il ceto medio-basso e non risolve i problemi italiani. E’ la sintesi perfetta di tutti gli errori commessi negli ultimi venti anni di politiche economiche dissennate, in cui non è mai stata tagliata la spesa pubblica. Tagliare la spesa, con un progetto organico e razionale, non significa diminuire i servizi ai cittadini, anzi, significa rimettere in equilibrio i conti e dare maggiori garanzie. Noi pensiamo che una ricetta ci sia e vada applicata: riunire i piccoli comuni, come ha fatto la Germania, eliminare le province, dimezzare i parlamentari, intervenire per razionalizzare la spesa sanitaria. Forse non tutti sanno che ogni comune in Italia ha 7 società partecipate. Significa che accorpando i comuni di poche migliaia di abitanti, ridurremmo la spesa pubblica di alcuni miliardi di euro. E’ anche inammissibile che molti comuni piccolissimi abbiano ospedali, spesso fatiscenti, quando sarebbe molto più utile costruire poli ospedalieri comprensoriali. Ma questo è solo uno degli esempi. Questo governo ha fatto macelleria sociale senza pensare alle conseguenze. L’opposizione ha scelto un atteggiamento responsabile, ha garantito l’approvazione in tempi certi, per mettere l’Italia al riparo degli assalti speculativi. Questo non significa in alcun modo che condividiamo l’impostazione della manovra tremontiana, com’è chiaro da quanto fin qui scritto. In ogni caso da lunedì inizia una nuova fase politica, che sarà comunque molto difficile perché questa manovra non mette definitivamente l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Per questo dovremo lavorare per ridare credibilità al Paese, fattore essenziale sulla scena internazionale. Anche nel 1992 affrontammo un periodo simile. E ne uscimmo a testa alta. Solo che allora al governo c’era Ciampi, oggi c’è Berlusconi. E non possiamo più permettercelo. (Massimo Donadi)

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La manovra finanziaria del Governo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Assomiglia sempre di più ad una soap opera – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – ognuno ha qualcosa da dire, da criticare, anche all’interno della stessa maggioranza, ma è difficile, forse impossibile, trovare qualcuno che la condivida. Le ipotesi che si stanno rincorrendo sul blocco della rivalutazione automatica delle pensioni, che fisserebbero a 2.400 euro lordi il taglio di ogni rivalutazione, sarebbero comunque fuori da ogni logica ed equità, per il semplice fatto che 2.400 euro lordi significa, in pratica, circa 1.900 euro netti, per i pensionati interessati. La verità vera – ha proseguito Fatuzzo – è che si tratta, in questo caso, di pensioni medie, sostanzialmente modeste, che, sopratutto in una grande città, peggio ancora se si deve pagare l’affitto, è una pensione appena sufficiente ad arrivare alla fine del mese, ed anche con molti sacrifici.Si può fare facile demagogia sulla pelle dei più poveri, si taglino veramente le pensioni d’oro, si incominci ad applicare i contributi di solidarietà, anche del 30-40%, su pensioni che raggiungono i 100mila euro l’anno e anche più. Si abbia il coraggio di colpire il grande capitale – ha rimarcato Fatuzzo – gli evasori, si cancellino le auto blu e si cominci ad utilizzare il taxi per le centinaia di migliaia e forse più di appartenenti alle varie “caste”, piccole e grandi, di cui è ricco il nostro Paese. Forse veramente si sta arrivando al limite della sopportazione: colpire sempre e comunque i pensionati, illudendosi di risolvere i problemi del Paese, oltre che ingenuo è anche accanimento inutile ed ingiusto. Si colpisce una categoria, come quella dei pensionati, che non ha forza per difendersi, che non può bloccare il Paese, che non può scioperare e, per età, acciacchi e malanni vari non è in grado di porre in essere quelle proteste eclatanti, a cui siamo abituati nella nostra bella Italia. Alla vigilia di ogni campagna elettorale in tanti fanno promesse – ha osservato Fatuzzo – e si ricordano soprattutto dei pensionati, il giorno dopo ce se ne dimentica ed alla prima occasione li si pone nel mirino di tagli e penalizzazioni. Continuare con queste incertezze quotidiane, con fibrillazioni continue ad ogni dichiarazione, ad ogni parola, fa male al Paese ed alla nostra economia – ha concluso Fatuzzo – e per evitare il peggio forse la soluzione meno drammatica sono lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni.

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