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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

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Diplomati Magistrale: il Consiglio di Stato conferma la sospensione totale delle sentenze negative TAR

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Il team di legali Anief, infatti, composto da Fabio Ganci, Walter Miceli, Nicola Zampieri e Fortunato Niro, ottiene nuovamente ragione in Consiglio di Stato: le ordinanze cautelari emanate nello scorso mese di settembre dal medesimo organo giudicante sono state confermate ed è confermato, anche, che deve essere il Ministero dell’Istruzione a produrre, prima dell’udienza di merito già fissata per il prossimo mese di febbraio, una memoria esaustiva volta a “a) specificare se il Ministero, all’esito delle favorevoli misure cautelari ottenute dai ricorrenti, abbia disposto l’inserimento degli odierni appellanti nelle GAE con l’esplicita formulazione di apposita clausola di riserva correlata all’andamento del giudizio; b) individuare gli appellanti titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato non recante l’apposizione di siffatta clausola di riserva o comunque immessi in ruolo senza riserva; nonché c) chiarire le ragioni per cui detta clausola di riserva in talune circostanze non sia stata inserita nei contratti di lavoro o negli atti di immissione in ruolo de quibus”. Tutto confermato, dunque, i ricorrenti Anief già destinatari dei favorevoli provvedimenti del Consiglio di Stato, ove cancellati, devono essere reinseriti immediatamente nelle Graduatorie a Esaurimento e devono essere confermati i loro contratti di lavoro. “Il Ministero dovrà chiarire nel merito in che modo sta agendo o vuole agire nei confronti di docenti che da anni permettono il corretto svolgimento delle attività didattiche – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e non potrà licenziare i nostri iscritti fino all’udienza di merito. Auspichiamo da anni una risoluzione politica della “problematica” che interessa i diplomati magistrale e chiediamo nuovamente e con forza la loro conferma in ruolo una volta superato l’anno di prova”. Gli iscritti Anief direttamente interessati dalle nuove ordinanze di conferma del Consiglio di Stato riceveranno entro pochi giorni dettagliate istruzioni dai legali Anief che effettueranno anche una nuova rilevazione per la tutela delle singole specifiche situazioni.

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Lucentis, il TAR annulla la delibera della Regione Lombardia che limitava la rimborsabilità del farmaco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 agosto 2020

A pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Roma che ha assolto Novartis dall’accusa di aggiotaggio, il gruppo farmaceutico ottiene un altro importante riconoscimento delle sue ragioni nell’ambito della lunga e controversa vicenda Lucentis/Avastin.
Il TAR della Lombardia ha infatti accolto il ricorso che Novartis aveva presentato contro la delibera con la quale la Regione Lombardia poneva forti limiti alla rimborsabilità di Lucentis.Con questa disposizione, del luglio 2019, la Regione Lombardia riduceva in modo molto sensibile il rimborso delle terapie anti-VGF per il trattamento dei pazienti affetti da degenerazione maculare, di fatto imponendo ai medici solo l’utilizzo off- label di Avastin®. Quest’ultimo prodotto veniva così a trovarsi, per evidenti ragioni di puro risparmio economico, in una condizione di vantaggio rispetto a tutti i farmaci approvati dall’autorità regolatoria europea (EMA) e italiana (AIFA) per la patologia in questione, tra i quali Lucentis, di Novartis, ed Eylea®, di Bayer.
Accogliendo il ricorso di Novartis il TAR ripristina le condizioni esistenti prima dell’entrata in vigore della delibera lombarda: ogni medico potrà dunque prescrivere la cura che giudica più appropriata per il singolo paziente, sulla base della propria valutazione professionale e delle caratteristiche del paziente stesso, senza essere vincolato da limitazioni di natura economica. Novartis precisa inoltre che, per quanto riguarda i costi di Lucentis, l’accordo raggiunto con l’autorità regolatoria permette al Servizio Sanitario Nazionale di avere a disposizione il farmaco a un prezzo equo e sostenibile, lontano dalle cifre che erano circolate sui media e analogo a quello dell’altro farmaco regolarmente approvato per la stessa indicazione terapeutica.La sentenza attuale del TAR rafforza ulteriormente l’evidenza che Novartis ha sempre agito nell’interesse dei pazienti, in particolare per quanto riguarda l’appropriatezza e la sicurezza dei trattamenti, requisiti che rappresentano, in oftalmologia come in ogni area terapeutica, una priorità assoluta per il Gruppo.

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Tar Sicilia: bocciatura Piano regionale dell’aria

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

«La sentenza del Tar contro il piano regionale di tutela dell’aria certifica l’incapacità del governo siciliano ma non risolve il problema. Rimane, infatti, urgente individuare soluzioni moderne e condivise che tengano insieme l’industria competitiva e sostenibile con la tutela ambientale e le garanzie occupazionali». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia. «Tutto questo attiene in primo luogo – continua Zappulla – al piano regionale dell’aria ma anche agli investimenti in bonifica, risanamento e in tecnologie avanzate ambientalmente sostenibili. Senza ricatti e senza colpi di mano occorre ora aprire una fase di confronto stringente tra Istituzioni, Imprese, sindacati e forze sociali per garantire il diritto all’ambiente evitando la desertificazione industriale. Questo è il compito di una classe dirigente matura e avveduta e non nascondo per questo la mia inquietudine rispetto all’inadeguatezza dimostrata quotidianamente dal governo regionale». «Musumeci la smetta – conclude Zappulla – di emettere ad intermittenza proclami contro il governo nazionale e si attivi, invece, per definire una strategia comune per individuare soluzioni, risorse e tempi di attuazione».

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TAR Bologna riammette in servizio il carabiniere destituito per i tatuaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

(GRNET:IT) Il TAR dell’Emilia Romagna – presiedente Andrea Migliozzi, estensore Paolo Amovilli – ha riammesso in servizio un Appuntato dei Carabinieri destituito il 4 marzo scorso per il semplice possesso di tatuaggi (sentenza). Il TAR, ha accolto il motivo di impugnazione prospettato dai legali del carabiniere – gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta – riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione comminata rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione e la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva bensì i presupposti per l’applicazione di una sanzione più mite»;Il TAR ha aggiunto che «la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego del ricorrente presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
«La sentenza del TAR Emilia Romagna – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Carta – fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quei militari che, negli ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza da parte dell’Amministrazione, si sono trovati improvvisamente sottoposti a procedimenti disciplinari di stato per un comportamento assolutamente diffuso in tutte le polizie del mondo e, comunque, facilmente superabile dall’uso della divisa con maniche lunghe. Nel caso di specie, il ricorrente era giudicato da anni “superiore alla media” dai suoi stessi superiori e si era trovato d’improvviso licenziato dall’Arma pur essendo stato utilmente impiegato, durante tutta la durata del procedimento disciplinare, nel nucleo Tribunali con le maniche lunghe. Auspico che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi del TAR Emilia-Romagna».«Apprendiamo con soddisfazione della sentenza del Tar Emilia Romagna che ha reso Giustizia al collega destituito dall’Arma dei Carabinieri per essersi fatto alcuni tatuaggi in zone visibili del corpo. Abbiamo sempre sostenuto che la sanzione della destituzione per via di tatuaggi visibili, ledesse il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione e che la normativa interna dell’Arma “sconsigli” i tatuaggi, ma non li vieti. Anzi, tale pratica è diffusissima anche tra gli Ufficiali.».Così Massimiliano Zetti, Segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. «In mancanza di chiari divieti, è inammissibile che solo nella Legione Carabinieri Emilia Romagna, negli ultimi tempi, sia divampata una caccia alle streghe nei confronti di chi esibisce i tatuaggi. Chiediamo quindi che anche altri gli procedimenti disciplinari, seguiti dal nostro Pool Disciplina e pendenti sempre in Emilia Romagna per i tatuaggi, vengano archiviati in autotutela. Credo che la scala gerarchica dovrebbe occuparsi di altri gravi problemi che attanagliano quella Legione, piuttosto che di tatuaggi. Un pensiero finale va al Consulente Legale del nostro Sindacato, Avvocato Giorgio Carta, che ancora una volta si è schierato in prima linea nella difesa dei diritti dei Carabinieri.» (GRNET:IT).

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Coronavirus: ricorso al Tar per illegittimità del comitato che deve decidere la fase 2

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il Codacons presenta un ricorso d’urgenza al Tar del Lazio contro il comitato di esperti che dovrà decidere circa la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Come noto col Decreto del 10 aprile scorso il Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito un Comitato di esperti in materia economica e sociale (guidato dal top manager Vittorio Colao, già membro di una lobby a tutela delle multinazionali) con il compito di elaborare e proporre misure necessarie per fronteggiare l’emergenza epidemiologica COVID-19, nonché per la ripresa graduale nei diversi settori – spiega il Codacons – Di tale task force fanno parte soggetti provenienti dal mondo dell’economia, della psicologia, della statistica, e dei vari ambiti sociali ma, in modo del tutto assurdo, dal comitato in questione sono stati esclusi proprio i soggetti più di tutti interessati dalle decisioni che saranno assunte: i cittadini.
Eppure il punto di vista del dei consumatori e degli utenti nelle scelte di Governo è da tempo ritenuto fondamentale per dare completezza ai provvedimenti da adottarsi, ancor più nel caso della “Fase 2” dell’emergenza coronavirus, considerato che i cittadini sono i destinatari finali “delle attività sociali, culturali, economiche e produttive” che il Governo intende riaprire istituendo il Comitato di esperti.Il decreto del Governo che ha escluso i cittadini dalla task force viola in modo palese il principio dell’agire amministrativo, discendente dal principio di imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione, secondo cui l’Amministrazione procedente deve prendere in considerazione, ai fini dell’emissione di un dato provvedimento, tutti gli interessi che insistono sulla vicenda in ordine alla quale provvedere. Ma ad essere violate sono anche le disposizioni comunitarie, come la Convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con L. n. 108/2001, che specifica come i cittadini debbano avere accesso alle informazioni ed essere ammessi a partecipare ai processi decisionali, atteso che tale partecipazione migliora la qualità delle decisioni e ne rafforza l’efficacia. Per tali motivi il Codacons deposita formale ricorso d’urgenza al Tar del Lazio, col quale si chiede ai giudici l’immediata ammissione nel Comitato di esperti di un rappresentante dei cittadini proposto dall’associazione dei consumatori, e in subordine disporre la sospensione dei provvedimenti gravati ai fini del riesame anche mediante nomina di un commissario ad acta.

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Roma Multiservizi: Tar Lazio respinge ricorso contro gara a doppio oggetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro la delibera di Roma Capitale che dispone una procedura di gara ad evidenza pubblica “a doppio oggetto” relativa al perimetro di attività di Roma Multiservizi.Il provvedimento, ritenuto legittimo dai giudici amministrativi, prevede la creazione di una nuova società a capitale misto pubblico-privato, controllata direttamente dal Campidoglio con il 51%, per la gestione dei servizi di interesse generale svolti in particolare negli istituti scolastici di Roma: pulizia nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali, manutenzione del verde e attività di accoglienza e sorveglianza.Questa soluzione consente la massima salvaguardia dei livelli occupazionali, un controllo più stringente sull’attività dell’azienda (oggi controllata al 51% da Ama) e sull’efficienza dei servizi rispetto alle risorse stanziate.Con la gara a doppio oggetto, sia l’individuazione del socio operativo privato che l’affidamento dei servizi saranno oggetto di una gara europea. La nuova azienda avrà la possibilità di vedere aumentare il volume di attività per i servizi generali svolti principalmente nelle scuole, con un incremento di circa 300 mila ore di lavoro. E in prospettiva potrà attivare nuovi appalti.Per la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, in questo modo si salvano migliaia di posti di lavoro per migliaia di persone che nelle scuole della città si prendono cura dei nostri figli. Il Tar del Lazio ha dato ragione al Campidoglio, che ha portato avanti questo progetto nonostante i ricorsi e le polemiche. Per Raggi si tratta della soluzione migliore per avere finalmente una società sana ed efficiente, in grado di erogare i servizi di cui la città ha bisogno. La sindaca ha espresso un ringraziamento ai lavoratori di Roma Multiservizi per l’impegno che hanno sempre dimostrato in questi anni.

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Roma Metropolitane: Lemmetti, attendiamo decisione Tar nel merito

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

“Attendiamo la decisione nel merito dell’istanza cautelare su Roma Metropolitane che il Tar del Lazio prenderà il 6 novembre”. È quanto dichiara in una nota l’Assessore al Bilancio e al Coordinamento strategico delle Partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti. “Abbiamo fiducia nell’operato dei giudici amministrativi – continua Lemmetti – e nella correttezza del nostro lavoro. Non possiamo far a meno di notare che il presidente del Collegio sindacale di Roma Metropolitane, che ha accertato le cause di liquidazione della società per riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale, ora chieda l’annullamento della stessa liquidazione, cercando di interrompere la legittima attività del socio Roma Capitale”.

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L’Anief ottiene dal TAR Lazio la dichiarazione di inadempienza da parte del Ministero dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Riguardo l’ordinanza cautelare n. 2391/2019 con cui lo stesso tribunale amministrativo ordinava all’Amministrazione l’immediata revisione dei posti di sostegno autorizzati per i corsi di specializzazione e la produzione di una dettagliata relazione “allegando ogni relativo supporto documentale” che giustificasse il numero dei posti e la sua distribuzione sul territorio nazionale. Anief avvia le procedure di adesione al ricorso ad adiuvandum per ottenere l’immediato aumento dei posti per il TFA Sostegno.
Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, infatti, ha constatato come i 60 giorni utili per l’esecuzione dell’Ordinanza cautelare ottenuta dagli Avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli siano ormai trascorsi “senza che l’amministrazione onerata abbia adempiuto o abbia altrimenti rappresentato difficoltà o impedimenti a provvedere al disposto riesame ed al deposito dei richiesti chiarimenti” e, pertanto, accoglie l’istanza di esecuzione dell’ordinanza cautelare avanzata da parte ricorrente “in ragione dell’essersi reso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del tutto inadempiente rispetto all’obbligo giuridico di conformarsi alla citata pronuncia cautelare” e ordina allo stesso “di dare integrale esecuzione all’ordinanza cautelare n. 2391/2019, entro un termine che appare equo al Collegio fissare in trenta giorni dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, della presente ordinanza”. “Avevamo impugnato presso il TAR Lazio il Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. Il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, aveva condiviso le ragioni patrocinate dai nostri legali e aveva ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione. Ad oggi il Ministero dell’istruzione ha creduto bene di poter ignorare gli ordini del tribunale, ma ora dovrà dare corretta esecuzione a quanto disposto già da tempo dal TAR e rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il TFA Sostegno. Per questo abbiamo inviato una specifica richiesta al Miur di far accedere subito tutti gli attuali 5 mila idonei esclusi dalla frequenza del corso e di riaprire nuove procedure per ammettere gli altri candidati che non hanno superato le prove”.

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Concorso DS: Il 2 luglio il Tar deciderà sulla richiesta di annullamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

A seguito della calendarizzazione presso il TAR del Lazio di uno dei tanti ricorsi volti ad “annullare” il concorso per Dirigenti Scolastici, il prossimo 2 luglio, e che potrebbe portare a una sentenza breve di accoglimento, l’Ufficio Legale Udir ritiene necessario tutelare i propri iscritti vincitori e promuovere azione legale “ad opponendum” per intervenire in giudizio e richiedere il rigetto del ricorso in modo da salvaguardare le posizioni dei tanti candidati che hanno superato le prove scritte e in questi giorni si sono sottoposti o si stanno sottoponendo alle prove orali. L’adesione entro il prossimo 11 giugno, al ricorso gratuito promosso da Udir, è necessaria per contestare le censure mosse e salvaguardare l’intera procedura.

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Dieselgate: Tar, ok maximulta Antitrust 5 mln a VW

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il Tar del Lazio ha confermato la maximulta da cinque milioni di euro inflitta nell’agosto 2016 dall’Antitrust a Volkswagen per lo scandalo ‘Dieselgate’.”Una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Un fatto importante, considerato che la sanzione era pari al massimo edditale. Certo il legislatore farebbe meglio a eliminare del tutto i tetti, stabilendo il principio che le multe devono sempre essere superiori all’illecito guadagno e commisurate al fatturato dell’azienda. Ma cinque milioni di euro sono comunque una sanzione importante e significativa. Il rischio era che venisse ridotta dal Tar” conclude Dona.

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Sentenza Tar sui farmaci biologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

“Accogliamo con grande soddisfazione la recente sentenza del TAR della Toscana sui farmaci. Il tribunale ha ribadito la non sostituibilità automatica tra un farmaco biologico di riferimento e il suo biosimilare, né tra diversi biosimilari. E’ quanto, infatti, stabilito dalle normative nazionali. La giustizia amministrativa ha quindi giustamente riconfermato il principio dell’autonomia prescrittiva e della continuità terapeutica da parte del medico”. E’ questo il commento della Società Italiana di Reumatologia (SIR) all’ordinanza del TAR di Firenze. Il provvedimento della giustizia amministrativa è giunto in seguito ad un ricorso, presentato da una casa farmaceutica, contro una decisione della giunta regionale della Toscana. “Come abbiamo già più volte affermato, la nostra Società Scientifica è assolutamente favorevole all’utilizzo dei farmaci biosimilari – afferma il dott. Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Sono farmaci che ormai prescriviamo da anni ai nostri pazienti e che hanno dimostrato tutta la loro efficacia per il trattamento di malattie gravi ed invalidanti come quelle reumatologiche. Non abbiamo nessun pregiudizio, ma siamo al tempo stesso convinti che la scelta della terapia da utilizzare spetti solo ed esclusivamente al medico specialista. Si tratta di una decisione che va presa ovviamente sempre in comune accordo con il paziente”. “Chiediamo all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di esercitare un controllo mirato sulle delibere regionali su questi temi – continua il dott. Sinigaglia -. In molte Regioni infatti è stato creato un notevole disagio nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche articolari sulla base del principio della sostenibilità del sistema sanitario, che va tutelato ma non può mai essere anteposto al concetto di appropriatezza”. “E’ giunto il momento che su questo delicato tema si apra un dibattito serio tra tutti gli attori coinvolti – conclude il dott. Sinigaglia -. Per questo nelle prossime settimane partirà un tour in alcune Regioni italiane. Parteciperanno rappresentanti di medici, farmacologi, pazienti e anche delle Istituzioni locali. Sarà l’occasione per cercare soluzioni condivise per migliorare il più possibile l’assistenza agli oltre cinque milioni di italiani colpiti dalle patologie reumatologiche”.

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Biosimilari: Il Tar ha riconosciuto la libertà prescrittiva

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

E’ stata salvaguardata la libertà di prescrizione del medico, aspetto per noi fondamentale come sancito dalla Costituzione. Abbiamo contrastato così un tentativo di monopolio inaccettabile. Questo grazie alla decisione dello scorso 20 novembre, proprio il giorno prima della discussione in aula, delle Regioni coinvolte di destinare una quota per l’acquisto del farmaco originator. Come SIR ora manterremo alta l’attenzione e vigileremo perché sia salvaguardata e garantita l’adeguatezza prescrittiva ai reumatologi di tutta Italia”. Con queste parole i proff Luigi Sinigaglia e Mauro Galeazzi (presidente eletto e presidente uscente della Società Italiana di Reumatologia) hanno commentato l’ordinanza del TAR del Piemonte che ha respinto l’istanza cautelare promossa dalla stessa SIR contro la decisione di cinque regioni di unirsi per la gara d’acquisto di un farmaco biosimilare per la cura di alcune malattie reumatologiche.
“L’obiettivo sarà anche spiegare come i progressi terapeutici degli ultimissimi anni abbiano permesso una svolta radicale nella lotta alle malattie reumatologiche, grazie alla medicina di precisione – aggiunge Galeazzi -. Come nel caso dell’artrite reumatoide, una patologia grave ed invalidante che colpisce oltre 350mila italiani. Grazie alla messa a punto di nuovi biomarcatori possiamo conseguire una valutazione più precisa delle indicazioni e delle risposte terapeutiche. Gli specialisti quindi devono tenere conto non solo della tipologia del disturbo ma anche di altri aspetti”. “L’artrite reumatoide, così come altre patologie, presenta diverse sfaccettature e i pazienti colpiti non possono essere considerati tutti uguali – sostiene Sinigaglia -. Se non viene trattata precocemente determina danni irreversibili alle articolazioni. La diagnosi tempestiva è uno degli elementi cruciali per rallentare il decorso della malattia. La medicina di precisione favorisce una rapida identificazione ma anche un trattamento più tempestivo e appropriato. Questo può avvenire grazie anche all’utilizzo di alcuni biomarker, come gli ACPA, che hanno un valore prognostico e di altri indicatori di potenziale risposta alla terapia”.
Un’altra categoria di malati alla quale la SIR da sempre presta particolare attenzione nelle sue iniziative scientifiche ed educazionali sono le donne. A Rimini vengono presentati anche i risultati di alcuni progetti portati avanti dal Gruppo di Studio Medicina di Genere. “Abbiamo già coinvolto 50 donne e 19 diversi centri attivi su tutto il territorio nazionale – conclude la prof.ssa Angela Tincani, Coordinatrice del Gruppo e Consigliere Nazionale SIR -. Prosegue anche la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità con il quale è stato avviato da oltre un anno diverse iniziative. La popolazione femminile risulta la più colpita dai disturbi reumatologici a causa di una predisposizione genetica. Una delle sfide più importanti che abbiamo di fronte a noi è riuscire a capire i meccanismi e i processi di insorgenza delle malattie e del loro sviluppo”.

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Tlc: Tar conferma entro 31/12 in bolletta rimborsi 28 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Il Tar del Lazio, nel giudizio di merito, ha confermato che entro il 31 dicembre 2018 le società telefoniche dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni decisa in violazione della delibera Agcom.
“Anche se é una vergogna che il Tar abbia annullato la multa alle compagnie telefoniche, resta una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori.”Se le compagnie telefoniche, senza alcun pudore, decideranno di ricorrere al Consiglio di Stato, ora non riusciranno più ad evitare i rimborsi entro il 31 dicembre ed i clienti potranno finalmente riavere il maltolto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Vigileremo perché ogni consumatore riceva quanto indebitamente percepito dalle compagnie telefoniche” conclude Dona.L’associazione ricorda che i giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018.Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi (eventualmente spalmati su più fatture).

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Da Tar primo via libera a nuove regole per bus turistici

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Roma. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione delle nuove regole per i bus turistici. Nessuno stop, quindi, per la delibera con cui la Giunta capitolina ha istituito la Ztl Bus A, B e C e il Regolamento per l’accesso e la circolazione degli autobus nelle Ztl Bus. I provvedimenti sono diretti a vietare l’accesso dei bus non di linea nel Centro storico a partire dal 1 gennaio 2019.In particolare, il Tar, nel respingere allo stato le richieste dei ricorrenti, ha ritenuto che “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevalga l’interesse generale ad una riduzione dell’inquinamento e ad un’ordinata gestione del traffico sotteso all’adozione dell’impugnata delibera n. 55/2018″“Il Tar ci ha dato ragione. Si tratta di una decisione attesa e importante, che premia la bontà del nostro provvedimento e il lavoro svolto dall’Amministrazione. Abbiamo, per la prima volta, approvato regole serie e rigorose per proteggere i monumenti e le aree di pregio, per contrastare l’inquinamento, per incrementare la sicurezza stradale. Da gennaio parte la nostra rivoluzione: strade più sicure e città più vivibile”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.“Questa ordinanza sottolinea il valore della nostra azione: l’interesse generale deve prevalere. Abbiamo dato vita ad una regolamentazione efficace che introduce nuove aree di sosta brevi e lunghe, grazie alla tecnologia sistemi di regolazione per le fermate e gli accessi, e tariffe congrue. Ci aiuterà a promuovere la mobilità sostenibile e a ridurre l’impatto dell’overtourism sulla nostra città”, dichiara l’Assessore alla Città in movimento Linda Meleo. “Il Tar conferma l’ottimo lavoro di squadra fatto dagli uffici e dalla parte politica. Ora avanti decisi nell’attuazione di questa misura che è la prima parte di un piano più ampio che prevede un centro storico sempre più a misura di pedoni e di ciclisti e con un trasporto pubblico efficiente”, dichiara il Presidente della Commissione capitolina Mobilità Enrico Stefàno.

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Maratona di Roma: il Tar conferma validità del bando

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

Roma. Il Tar Lazio ha pubblicato la Sentenza che ribadisce, in maniera molto chiara e dettagliata, la correttezza della procedura pubblica voluta dall’Amministrazione Raggi. La Maratona Internazionale di Roma nasce nel 1994, a seguito di un Protocollo d’Intesa siglato dall’allora Comune di Roma e la Fidal e da lì viene istituito il Comitato Promotore composto appunto dai due Enti. La prima edizione ha visto l’affidamento dell’organizzazione mediante una selezione comparativa, in linea con le normative di allora; per tutte le edizioni successive invece si è proceduti ad un affidamento diretto ad un solo privato, contravvenendo quindi a quanto già all’epoca prevedeva la Legge. La Sentenza del Tar Lazio evidenzia invece come l’attuale iniziativa comunale sia “frutto di una più ponderata e corretta valutazione dell’originaria assunzione «pubblica» della manifestazione; la quale era stata di fatto, per così dire, «lasciata» alla gestione diretta delle ricorrenti, contravvenendo tuttavia a basilari regole di buona amministrazione, che, già all’epoca, avrebbero imposto quanto meno una selezione comparativa, trattandosi si attribuire a privati chiari vantaggi economici e competitivi e di preservare anche utilità pubbliche”.
Il bando “appare dunque scelta corretta, la quale ripristina la regolare azione amministrativa”, rispettando “il principio di buon andamento ex art.97 della Costituzione”, il quale “non ammette una rinuncia tacita ad una utilità pubblica a favore di un privato, laddove l’amministrazione abbia previamente consacrato in atti amministrativi l’assunzione di un evento di pubblica utilità, siccome foriero tra l’altro di vantaggi ideali ed economici di rilevante consistenza”. “Con la sentenza del Tar Lazio – afferma l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia – si conferma la validità dell’azione posta in essere dall’Amministrazione in maniera palese e netta. Finora, e ci riserviamo anche di verificare cosa sia stato o meno fatto in passato, la Maratona di Roma non solo non ha avuto il lustro che merita, ma è stata anche gestita non correttamente dal punto di vista amministrativo. Dal 2020 avremo una Maratona di livello, competitiva finalmente con gli standard delle altre capitali europee. Nel frattempo la prossima edizione del 2019, come ribadito più volte, si svolgerà regolarmente il 7 aprile sotto la gestione della Fidal, come d’altronde previsto nel bando stesso”. “La prossima edizione della Maratona di Roma sarà la maratona di tutti, un evento che inizia sei mesi prima del giorno della gara e che vedrà coinvolti direttamente tutti i gruppi sportivi romani che vorranno collaborare agli eventi preparatori, agli allenamenti di gruppo e, naturalmente, all’evento del 7 aprile”, conclude il Presidente della X Commissione Capitolina, Angelo Diario.

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Mobilità: anche il TAR Lazio dà ragione all’Anief contro il CCNI

Posted by fidest press agency su martedì, 18 settembre 2018

Con ben 9 sentenze di identico tenore, il TAR annulla le procedure di mobilità straordinaria 2016 in quanto in contrasto con il fondamentale principio del merito e del punteggio posseduto. L’Avvocato Michele Ursini dell’Anief, in collaborazione con i nostri legali sul territorio, ottiene ragione sulle operazioni di mobilità 2016 con delle sentenze di pieno accoglimento che rilevano come il Miur, affidandosi ad un non meglio specificato “algoritmo”, abbia mancato di porre in essere una “vera e propria attività amministrativa, essendosi demandato ad un impersonale algoritmo lo svolgimento dell’intera procedura di assegnazione dei docenti alle sedi disponibili nell’organico dell’autonomia della scuola”, così violando la normativa sull’azione amministrativa e “gli istituti di partecipazione, di trasparenza e di accesso, in sintesi, di relazione del privato con i pubblici poteri” che, come correttamente evidenziato nelle sentenze “non possono essere legittimamente mortificate e compresse soppiantando l’attività umana con quella impersonale, che poi non è attività, ossia prodotto delle azioni dell’uomo, che può essere svolta in applicazione di regole o procedure informatiche o matematiche”.
Il TAR del Lazio, dunque, ancora una volta bacchetta il Ministero dell’Istruzione soprattutto per quanto riguarda le operazioni di mobilità affidate al “misterioso” algoritmo evidenziando, sul punto, come “alcuna complicatezza o ampiezza, in termini di numero di soggetti coinvolti ed ambiti territoriali interessati, di una procedura amministrativa, può legittimare la sua devoluzione ad un meccanismo informatico o matematico del tutto impersonale e orfano di capacità valutazionali delle singole fattispecie concrete, tipiche invece della tradizionale e garantistica istruttoria procedimentale che deve informare l’attività amministrativa, specie ove sfociante in atti provvedimentali incisivi di posizioni giuridiche soggettive di soggetti privati e di conseguenziali ovvie ricadute anche sugli apparati e gli assetti della pubblica amministrazione” e, per tale motivo ribadisce come le procedure informatiche debbano essere predisposte “in funzione servente e alle quali va dunque riservato tutt’oggi un ruolo strumentale e meramente ausiliario in seno al procedimento amministrativo e giammai dominante o surrogatorio dell’attività dell’uomo”.
“Il Tribunale Amministrativo ha dato ragione ai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – evidenziando come la deleteria prospettiva orwelliana posta in essere dal Miur con il famoso “algoritmo” cui ha, praticamente, deciso di demandare la funzione istruttoria e anche quella provvedimentale caratterizzanti l’azione amministrativa, risulta, invece, in aperto contrasto con il presidio costituito dal baluardo dei valori costituzionali scolpiti negli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione oltre che all’art. 6 della Convezione europea dei diritti dell’uomo”. Fondato, anche, l’ulteriore profilo di illegittimità, con cui i ricorrenti censurano la mancata previsione della deroga al vincolo di permanenza quinquennale dei docenti di sostegno sulla medesima tipologia di posto. Vittoria piena per l’Anief, dunque, che ancora una volta ottiene ragione sulle illegittimità poste in essere dal Miur nelle procedure di mobilità a discapito di tanti lavoratori della scuola.

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Scuola: il Miur bacchettato da Corte dei Conti e Tar Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

La prima sollecitazione arriva dalla magistratura contabile che ha certificato dati significativi, lanciando l’allarme sulle supplenze: dei 154mila docenti di sostegno, un terzo (54mila) è in deroga; nella relazione si evidenzia che l’andamento è stato costantemente in crescita fino ad arrivare nel 2016 a 254.366 certificazioni che si sono tradotte in un costo annuo di circa 5,1 miliardi di euro, per una spesa media complessiva unitaria annua di circa 33 mila euro.Intanto, con ordinanza n. 4952/2018, il tribunale amministrativo chiede al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di fornire il numero di alunni disabili tra il 2012 e il 2017 e quello dei ricorsi subiti per mancata assegnazione dei docenti. Il contenzioso è stato promosso dai legali Anief che hanno assistito le famiglie per contestare le circolari n. 52/17 dell’Ufficio Scolastico per la Regione Sicilia e n. 16041/18 del Miur sul numero invariato dei 4.872 posti in deroga di sostegno assegnati per il prossimo anno scolastico, nonostante l’aumento di 724 iscrizioni di alunni con disabilità certificata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 128/2013 ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati, collocati su posti dell’organico di fatto, anziché di diritto: solo il 70% dell’organico risulta nei ruoli dello Stato, ma è quasi raddoppiato il numero di alunni con disabilità certificata, con un’incidenza di assunzioni bloccate che supera oramai le 50 mila unità. Dopo avere visto approvare, con la Buona Scuola e il dl 66/2017, una riforma del sostegno dannosa, ci ritroviamo con 100 mila insegnanti di sostegno di ruolo rispetto ai 150 mila: ciò accade per far prevalere le ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio. Il Miur negli ultimi anni ha tirato la corda oltre modo, tanto che ora il Tar del Lazio ci vuole vedere chiaro: dopo diverse sentenze, che danno un indennizzo alle famiglie per il mancato servizio pubblico necessario ai loro figli, i giudici chiedono una precisa istruttoria al Miur per capire per quale motivo, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo modo di procedere.

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Tariffe: Tar, legittimo intervento Agcom su bollette mensili

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2018

Per il Tar del Lazio deve ritenersi del tutto legittima la delibera dell’Autorità delle comunicazioni che ha stabilito come corretta nelle bollette telefoniche la fatturazione mensile e non quella a 28 giorni.”Una motivazione del tutto condivisibile, che conferma quella che è sempre stata la nostra tesi, ossia che l’Authority è del tutto legittimata ad individuare un periodo minimo di un mese per le fatturazioni telefoniche e a dare un quadro di riferimento anche rispetto alle condizioni contrattuali, se è fatto in nome della trasparenza e della tutela dei consumatori, che hanno il diritto di poter confrontare in modo chiaro le diverse offerte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Diverso, ovviamente, il giudizio rispetto alla sospensiva concessa alle compagnie telefoniche, con la quale il Tar ha invece bloccato i rimborsi, sostenendo che il loro ammontare elevato appariva in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende ed era indeterminata la somma da corrispondere” prosegue Dona. “Una decisione alla quale, per fortuna, l’Authority delle Comunicazioni ha già posto prontamente rimedio, sostituendo il rimborso in denaro sotto forma di posticipo della fatturazione, ma che resta assurda nei suoi presupposti. Ora attendiamo i rimborsi, considerato che non ci sono più scusanti per indennizzare i consumatori” conclude Dona.

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Vaccini: Ferrara (M5S), servirebbe un vaccino che protegga il Tar dalla confusione governativa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

tar lazioRoma “Una circolare che nessuno interpreta allo stesso modo perché è scritta male. Anche stavolta dovrà intervenire il Tar sui provvedimenti del governo. Il Tar ha dovuto lavorare di più negli ultimi 4 anni per correggere gli errori del governo Napolitano-Bersani-Letta-Renzi-Gentiloni che nelle precedenti dieci legislature. L’applicazione della nuova normativa è infatti lasciata al libero arbitrio interpretativo di Regioni e Comuni che stanno decidendo autonomamente. Ad esempio in una Regione non è previsto l’allontanamento dalle scuole dei bambini non vaccinati, in tutte le altre sì. Com’è possibile?
Si tratta di una legge delicata che ha preoccupato le famiglie e gli operatori scolastici; la superficialità della circolare non fa che alimentare le possibili tensioni e i problemi di ordine pubblico. Questo governo non ha a cuore le famiglie e non tutela i bambini. E’ vergognoso. Chiediamo chiarezza immediata, la circolare deve essere applicata in maniera uniforme e devono essere fornite indicazioni dettagliate che colmino le carenze del quadro normativo di riferimento”. Lo dichiara in una nota stampa Paolo Ferrara, capogruppo M5S del Campidoglio.

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Colosseo: Raggi, bene Tar su ricorso Roma Capitale. Hanno vinto i cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

colosseo-internoRoma “Hanno vinto i cittadini. Bene il Tar che ha accolto il nostro ricorso sull’istituzione del Parco archeologico del Colosseo. È stato sconfitto il tentativo del Governo di gestire in totale autonomia e senza concertazione il patrimonio culturale della nostra amministrazione. Roma resta di tutti. Questo mi sembra un momento importante e positivo per riprendere un discorso sulla gestione integrata e unitaria del patrimonio culturale della città così come proposto più volte dall’amministrazione capitolina al Ministero dei Beni culturali”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi.”Apprendo che le argomentazioni che hanno motivato il nostro ricorso sono state riconosciute fondate dal Tribunale amministrativo – dichiara il vicesindaco e Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo – Quello che rende unica Roma è la straordinaria presenza di una civiltà che ininterrottamente ha trasformato il proprio territorio lungo l’arco di oltre 2700 anni. Questa unicità è un valore dello sviluppo del Paese, oltre che della città stessa, solo se viene concepita come parte integrante di una politica il cui obiettivo primario non è l’attrazione di turisti, che pure sono benvenuti, ma lo sviluppo di nuova cultura e la valorizzazione dell’enorme sistema di produzione della conoscenza che la città ospita”.

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