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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Record visitatori al castello Aragonese di Taranto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Il Castello Aragonese di Taranto saluta il 2018 registrando l’incredibile successo di 121.575 visitatori, nuovo record assoluto di presenze annuali dopo quello del 2017 di 117.404 visitatori.Dal 2005 la Marina Militare ha aperto le porte del Castello alla cittadinanza e ai turisti e, in questi quattordici anni, i visitatori complessivi provenienti dall’Italia e dall’estero arrivano ad un numero sempre più vicino al milione.
Oltre alle visite, continua senza sosta la valorizzazione culturale del sito attraverso le attività di manutenzione, di restauro e di ricerca archeologica in collaborazione con la Soprintendenza ai beni culturali e artistici della Provincia di Brindisi, Lecce e Taranto.
Copyright Marina Militare.

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Usb sul Ilva: confermato lo sciopero

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Arcelor Mittal si è presentata alla ripresa della trattativa su Ilva, al ministero del Lavoro, senza alcuna differenza sostanziale dalle posizioni intransigenti che non hanno consentito di raggiungere un accordo nei mesi scorsi.La presunta garanzia occupazionale al termine del piano industriale è offerta solo se a costo zero per l’azienda, cioè con taglio salari, cassa integrazione o licenziamenti. Così come non vi è alcuna risposta positiva sul mantenimento dei diritti acquisiti a tutela dal licenziamento discriminatorio, il vecchio articolo 18.
Per l’Unione Sindacale di Base, con queste posizioni, non c’è pertanto alcuna condizione per concludere un accordo.Un mese dopo l’ultimo incontro, Arcelor Mittal si è dunque ripresentata nel Salone degli Arazzi in stile tre scimmiette: non vedo (la situazione), non sento (le richieste dei lavoratori), non parlo (di piani industriali). Atteggiamento che cozza clamorosamente con l’ottimismo manifestato dal ministro Di Maio ancora in apertura dell’incontro e poi fatto artatamente trapelare durante il pomeriggio.L’Unione Sindacale di Base, di fronte all’arroganza di Arcelor Mittal, ribadisce la propria linea: in assenza di novità immediate e sostanziali, procedere con l’annullamento della gara e portare Ilva sotto il controllo pubblico. Arcelor Mittal non può pensare di imporre condizioni di alcun genere, tanto meno inventando impossibili bilanciamenti tra garanzie occupazionali e tutela dei salari, oppure tra articolo 18 e assetti industriali.USB si è battuta e si batterà perché siano assicurati tutela dell’occupazione, continuità dei salari e tutela ambientale. È ora che Mittal faccia quel passo avanti che a tutt’oggi rifiuta di fare, protetta fino a pochi mesi fa dal precedente governo e dall’ex ministro Calenda, sui quali il nostro giudizio rimane molto duro. Se da questo tavolo nascerà un buon accordo, bene. Altrimenti si annulli la gara, senza esitazione alcuna.
I lavori sono proseguiti fino a tarda sera. Resta confermato lo sciopero di tutto il gruppo proclamato per martedì 11. (Francesco Rizzo – USB Taranto Sergio Bellavita – USB Nazionale)

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Ilva, inaccettabile ricatto del ministro Calenda: Prima dei profitti c’è l’uomo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

ilvaIl ministro Calenda ha deciso la sospensione immediata del confronto con ArcelorMittal sulla procedura di cessione del gruppo Ilva tacciando di irresponsabilità la Regione Puglia e il sindaco di Taranto, promotori di un ricorso formale contro il decreto che accoglie il piano ambientale presentato dal colosso dell’acciaio. Il tentativo è chiaro. Condizionare le scelte della magistratura e drammatizzare la vicenda al solo scopo di chiudere quanto prima la cessione ad ArcelorMittal. Era già accaduto nel passato recente che il governo, contrapponendosi alla magistratura e alle istituzioni locali, minacciasse la chiusura dell’acciaieria.Oggi viene nuovamente agitato lo spettro dello spegnimento degli altoforni sulla base del principio inaccettabile della deroga al diritto alla salute sull’altare dei profitti e della produzione di acciaio. Il ricatto sembra essere ormai strumento di governo di ogni crisi aziendale, di ogni operazione industriale che mette in gioco occupazione, salute e ambiente. A questo ricatto non ci stiamo e non ci staranno i lavoratori dell’Ilva.
Non solo. Le dure affermazioni del ministro Calenda nei confronti di chi ha avanzato il ricorso mettono in discussione uno dei pilastri della democrazia. La Regione Puglia e il comune di Taranto si muovono nella assoluta legalità del contrasto ad un piano ambientale che non corrisponde ai bisogni dei lavoratori e del territorio. Tutta l’operazione di cessione del gruppo Ilva è ammantata da un alone di non trasparenza sempre più evidente. Lo stesso decreto di assegnazione del gruppo Ilva ad ArcelorMittal firmato dal ministro Calenda non è stato reso pubblico. Per queste ragioni, nel dare il nostro sostegno al ricorso presentato, denunciamo nuovamente l’inadeguatezza del piano ambientale su tempi e interventi.Lo scorso 28 novembre siamo stati costretti a prendere atto della mancanza delle condizioni per una discussione seria su piano industriale e ambientale e abbiamo lasciato il tavolo. L’incontro con i vertici di ArcelorMittal ospitato dal ministero dello sviluppo economico vedeva una presenza abnorme e scriteriata di una miriade di organizzazioni tra le quali qualcuna rappresentativa in Ilva solo di se stessa. Un metodo di confronto poco serio che affonda nel mare magnum della confusione di una discussione assembleare il valore assoluto che invece dovrebbe avere e che attiene al presente ed al futuro di centinaia di migliaia di uomini e donne e del territorio.

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Ilva Taranto: La questione è stata affrontata sempre con superficialità

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 novembre 2017

ilvaTaranto. Lo afferma, in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia, commentando le parole del sindaco di Taranto Riccardo Melucci che ha detto: “non riusciamo a venire a capo del piano industriale del potenziale aggiudicatario e ad avere precise garanzie sulla tematica sanitario-ambientale, come pure impegni certi in relazione alle sorti dell’indotto locale, probabilmente perché questo piano non esiste affatto”.“Se ciò fosse vero – aggiunge l’esponente azzurra – confermerebbe le preoccupazioni che da tempo esprimo e condivido i cittadini di Taranto, sempre più esposti a rischi e privi di una reale prospettiva per il futuro. La questione Ilva da sempre è stata affrontata con superficialità eppure i motivi di preoccupazione, legati all’inquinamento anche delle falde acquifere, sono sotto gli occhi di tutti. I valori di arsenico, mercurio, Ipa, diossine e Pcb presenti nel terreno di Taranto confermano quanto drammatico sia il problema che ha ripercussioni non solo sulla salute delle persone ma anche sulle attività economiche. Il guaio – continua – è che le bonifiche sono state volute e connesse al piano industriale, in un gioco da roulette russa voluto dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi”.
Per Labriola “Nulla è stato fatto né previsto per tutelare la salute e l’ambiente. Il nostro sistema sanitario è al collasso e non attrezzato a fronteggiare un’emergenza che ha iniziato a mostrare il suo aspetto peggiore. La città, la nostra economia, il nostro futuro è stato annichilito dall’arroganza del Pd. L’unica speranza per Taranto, simbolo di un Mezzogiorno da ripensare nella sua interezza, è andare il prima possibile a votare e ritornare a governare il Paese. Solo la politica ambiziosa, concreta del Presidente Silvio Berlusconi – conclude – può mettere fine all’arretratezza economica del Mezzogiorno, un territorio inespresso e fondamentale per trainare il Paese fuori dalla crisi e dalle emergenze”.

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Eurodeputati all’Ilva di Taranto

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

TarantoTaranto Dal 17 al 19 luglio 2017 una delegazione di eurodeputati della Commissione per le Petizioni (PETI) del Parlamento europeo si recherà in visita a Taranto per incontrare le autorità italiane e approfondire le problematiche e i recenti sviluppi legati all’impatto dello stabilimento industriale dell’Ilva e della raffineria dell’Eni sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.Durante il primo giorno di visita istituzionale in Italia, 17 luglio 2017 gli eurodeputati saranno accolti presso la Prefettura di Taranto, dal Prefetto Donato Cafagna e dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e incontreranno una rappresentanza di cittadini per un breve scambio di vedute.Nella mattinata del 18 luglio 2017 gli europarlamentari visiteranno gli stabilimenti dell’Ilva, dove incontreranno gli amministratori e i commissari dell’impianto. Nel pomeriggio, in Prefettura, gli eurodeputati incontreranno:
esperti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), il direttore generale dell’Agenzia Regionale Protezione dell’Ambiente (ARPA Puglia) Vito Bruno, la Commissaria alle Bonifiche Vera Corbelli, il direttore generale dell’ASL di Taranto Stefano Rossi e i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e USB. La delegazione vedrà anche rappresentanti delle Ong locali (Legambiente, WWF, Peacelink, Taranto LIDER AIL). Nella mattinata del 19 luglio 2017 gli eurodeputati visiteranno lo stabilimento dell’ENI di Taranto e incontreranno il direttore della raffineria Remo Pasquali, l’amministratore delegato Carlo Guarrata e i rappresentanti dell’Ong Legamjonici.Alle ore 12.00 del 19 luglio 2017 è prevista una conferenza stampa presso la Prefettura di Taranto.La Delegazione sarà composta dai seguenti europarlamentari:
Cecilia WIKSTRÖM (ALDE, SV) Presidente
Angela VALLINA DE LA NOVAL (GUE/NG, ES)
Josep-Maria TERRICABRAS (Greens/EFA, ES)
Aldo PATRICIELLO (PPE, IT)
Andrea COZZOLINO (S&D, IT)
Eleonora EVI (EFDD, IT)

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Il risanamento ambientale deve essere una priorità per il governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

cinzia pellegrinoTaranto “I tarantini stanno pagando e pagheranno ancora per i veleni che per oltre 50 anni l’industria siderurgica ha riversato nella loro città. Lo confermano anche i dati del Registro Tumori della ASL TA: per alcune patologie ci si ammala molto più che nel resto d’Italia e del Mezzogiorno. Le diossine, i PM 10 e i PCB causano cancro e tumori e capire che c’è un nesso fra chi emette inquinamento e le neoplasie che si sviluppano nella zona non è poi così assurdo.
Lunedì arriverà il decreto di assegnazione dell’ ILVA alla nuova cordata industriale. Non vogliamo un nuovo carrozzone statale che succhia soldi pubblici, licenzia i lavoratori e non provvede alla bonifica dei terreni contaminati.
Ci aspettiamo, invece, che la priorità assoluta sia il risanamento ambientale del quartiere Tamburi.Pretendiamo anche che vengano assegnate più risorse al Registro Tumori, eccellenza tarantina che lavora senza mezzi economici adeguati, per la quale come Fratelli d’Italia tramite i nostri Deputati portammo già un anno fa una interrogazione in Parlamento.Interrogazione a tutt’oggi rimasta senza risposta, perché è evidente che questo Governo ha da sempre altre priorità, non certamente la salute degli italiani.” (Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale Dipartimento tutela Vittime di FdI-AN Giovanni Caragnano, Referente del dipartimento per la Provincia di Taranto) (foto: cinzia pellegrino)

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Eurodeputati commissione Ambiente Parlamento europeo in visita all’Ilva di Taranto

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2016

bariBari. Conferenza stampa domani 15 luglio 2016 a Bari presso la sede della Regione Puglia, ore 11.15Una delegazione di eurodeputati della Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo è in visita oggi allo stabilimento dell’Ilva di Taranto, dove incontrerà i commissari e gli amministratori del complesso industriale.La delegazione arriva in Puglia il giorno dopo l’approvazione e la conversione in legge, alla Camera dei Deputati, del decimo decreto sull’ilva (98 del 9 giugno 2016), quindi in un momento chiave per il futuro dell’Ilva e della città di Taranto in generale.Prima della visita, nella mattinata di oggi, la delegazione del Parlamento europeo ha potuto confrontarsi con il Prefetto di Taranto Umberto Guidato, il Sindaco Stefano Ippazio, i rappresentanti dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, il Direttore Generale dell’ASL locale Stefano Rossi, alcune organizzazioni non governative che operano sul territorio – Legambiente, WWF, Peacelink, Legamjonici, Taranto LIDER e Cittadini Liberi e Pensanti – e i rappresentanti dei sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e USB).Nella mattinata di domani, 15 luglio 2016, la delegazione sarà ricevuta a Bari dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Seguirà una conferenza stampa nella sede della regione Puglia alle ore 11.15.La Delegazione è composta dai seguenti eurodeputati:
– Giovanni La Via, Presidente della Commissione ENVI al Parlamento europeo e capo delegazione (EPP/IT);
– Massimo Paolucci, Nicola Caputo ed Elena Gentile (S&D/IT);
– Piernicola Pedicini (EFDD/IT);
– Eleonora Forenza (GUE/NGL/IT);
– Nikolay Barekov (ECR/BG);
– Jasenko Selimovic (ALDE/SV).

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Ilva: Decreto inadeguato

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

ilva“Sono 11 decreti in quattro anni: stiamo parlando dell’Ilva e di quel complicato rapporto tra ambiente e salute; tra eccellenza industriale nella produzione dell’acciaio e mancanza totale di garanzie per la qualità di vita dei lavoratori. Stiamo parlando di risorse infinite immesse per bonificare i luoghi, per curare i malati, per aggiornare gli impianti, eppure ci troviamo davanti ad un flop gigantesco. Non c’è dubbio che il governo Renzi sull’Ilva non è riuscito ad andare oltre le promesse; gli impegni a scadenza ravvicinata; la perdita secca di un’area che creava lavoro per tanti e ora si trova a fare i conti con disoccupati, malati e una dose massiccia di rabbia che potrebbe esplodere a distanza ravvicinata”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Per essere il governo del fare, bisogna riconoscere che a Taranto si è fatto poco e male. Per essere il governo del Jobs Act, bisogna dire che ai giovani tarantini non resta altro che emigrare verso altri lidi. Per essere il governo dei diritti individuali, bisogna riconoscere che non sono mai stati così calpestati. L’articolo tre della nostra Costituzione qui sembra proprio il convitato di pietra e le discriminazioni sono all’ordine del giorno, soprattutto in fatto di salute e di opportunità concrete. Per essere un governo che parla di presenza italiana in Europa come segno di cultura, di ricerca e di creatività, bisogna ammettere che i suoi esperti a Taranto non ne hanno azzeccata una”.
“Ecco lo scenario in cui noi avremmo voluto vedere riforme vere – prosegue Binetti -, riforme che nella fedeltà alla Costituzione, avessero garantito al Meridione pari opportunità con il Nord. Tutto ciò finora non c’è stato e dubitiamo fortemente che questo ennesimo decreto otterrà risultati, finora millantati, ma mai realizzati. Il Governo Renzi sa bene di essere un osservato speciale in Italia, in Europa e nel mondo intero; succede come per le banche. Per anni ci hanno assicurato che costituivano un sistema solido e sicuro, migliore del resto dell’Europa, però poi scopriamo che ogni giorno abbiamo bisogno di un decreto salva banche per sopravvivere. E’ questa è davvero l’ora dei fatti, quella dei risultati controllati, verificati, soppesati, con quella percezione di sfiducia che si va diffondendo nel Paese e che genera una cultura del sospetto”. “Troppe parole per pochi fatti – conclude Binetti -, troppo ottimismo di facciata per non poche disgrazie che ci minacciano. Varrebbe la pena che il governo ne tenesse conto, evitando i distrattori di massa con la propaganda per il referendum, che dovrebbe garantire la migliore riforma possibile, mentre si alzano dubbi e incertezze”.

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