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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘tariffa’

Ta.Ri.: Campidoglio, diminuisce tariffa rifiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Roma Diminuisce la tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.) per l’anno 2018, che produrrà un gettito previsto di 771 milioni di euro con una riduzione che andrà a vantaggio sia delle utenze non domestiche, imprese ed esercizi commerciali (-0,93%), che a beneficio delle utenze domestiche (-0,73%). È quanto stabilisce una delibera della Giunta capitolina, che ha anche approvato il nuovo Regolamento per la disciplina della Ta.Ri. e altre due delibere per l’internalizzazione e la gestione diretta del tributo e della riscossione anche coattiva. “Per il secondo anno consecutivo – sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi – riusciamo a ridurre le tariffe sui rifiuti per famiglie e imprese. È un risultato frutto dell’opera di contrasto all’evasione che stiamo portando avanti insieme ad Ama. Questa azione si rafforzerà mediante i censimenti preliminari all’introduzione della raccolta differenziata ‘porta a porta’ in diverse zone della città, che ci hanno già condotto a individuare 50.000 utenze fantasma. Inoltre, grazie al nuovo Regolamento, eliminiamo una serie di privilegi concessi in passato dalla politica e, per la prima volta, cominciamo a introdurre il principio del ‘chi inquina paga’: vengono previste agevolazioni per chi riduce i rifiuti prodotti e incrementa la differenziata, gettando le basi per l’applicazione futura della tariffa puntuale commisurata alla effettiva produzione di rifiuti”.Proprio sulla scorta del principio del “chi inquina paga”, il nuovo Regolamento Ta.Ri. elimina o diminuisce tutte le agevolazioni cosiddette “politiche”, cioè non legate alla capacità di produrre rifiuti: per esempio, vengono cancellate le riduzioni tariffarie per le scuole private e diminuite le percentuali forfettarie di riduzione per le attività nei cui locali non è possibile determinare le aree produttive di rifiuti speciali. Viene introdotto il pagamento anche sugli immobili vuoti e ribadita la riscossione del tributo per gli immobili dello Stato e degli enti pubblici, degli stati esteri e delle rappresentanze diplomatiche degli organismi internazionali. Resta invece invariata l’esenzione per reddito (fino a un valore Isee di 6.500 euro) e vengono inserite alcune agevolazioni “ambientali”: si prevedono premialità per la riduzione dello spreco alimentare nella ristorazione e nella distribuzione, per la riduzione di rifiuti prodotti e per l’incremento della raccolta differenziata.Con altre due delibere si avvia il processo di internalizzazione della gestione del tributo. Il Dipartimento Risorse economiche del Campidoglio avrà il supporto di Aequa Roma per le attività di accertamento, liquidazione e riscossione anche coattiva del tributo, mentre rimarranno in capo ad Ama le attività di bollettazione.“Nel nuovo Regolamento Ta.Ri. vengono eliminate le agevolazioni non rispondenti a necessità di tutela delle fasce deboli o a ragioni tecnico-economiche. La gestione diretta del tributo avvia invece una riforma delle riscossioni di Roma Capitale che in futuro riguarderà anche altre entrate, a partire dal Contributo di soggiorno. Progressivamente ritireremo tutti gli affidamenti ad Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) per governare le entrate in maniera più equa ed efficace, in modo da favorire lo spontaneo adempimento dei contribuenti e un maggiore beneficio per la casse comunali”, spiega l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti.

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Vendola e l’acqua pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2011

Hanno fatto discutere nei giorni scorsi le affermazioni del governatore della Puglia sulla tariffa dell’acqua. Nichi Vendola ha affermato che”e’ indispensabile fare i conti con la realtà per non precipitare nei burroni della demagogia: sull’Acquedotto Pugliese abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’efficientamento e su quella proseguiremo. Per questo non abbasseremo le tariffe”. Eppure una spinta al trionfo della demagogia aveva contribuito anche lui a darla. La campagna referendaria sull’acqua, infatti, lungi dallo basarsi sulle effettive conseguenze legate alla vittoria del SI o del NO, e’ scivolata come, spesso accade, sul binario degli slogan e della mistificazione della realta’. La vittoria di una o dell’altra delle opzioni in campo, questa era l’impressione comune, avrebbe schiuso le porte ad un mondo migliore o alla peggiore delle prospettive. Ad ogni modo cio’ che pareva certo e’ che la vittoria dei due SI avrebbe tolto dalle mani dei privati sia le gestione dell’acqua sia, probabilmente la cosa piu’ importante, la famigerata “remunerazione del capitale investito”. Il tanto vituperato 7% di guadagno assicurato e slegato da ogni logica sarebbe scomparso. Il pubblico avrebbe trionfato ai danni del maligno privato. L’enfasi propagandistica e’ quasi arrivata a intravedere nella diversa visione della gestione d’un servizio, uno scontro di civilta’. Il classico manicheismo dove bene e male sono contrapposti e la ragione rappresenta il terzo incomodo da tenere ben lontano. L’affermazione dei SI aveva spianato la strada a entusiastiche affermazioni del genere “riscossa popolare”, “vittoria della gente comune” ed altre amenita’ simili che solo la sbornia del successo rendeva credibili. La politica, naturalmente, non ha fatto da spettatrice ma soprattutto negli ultimi giorni della campagna elettorale ha cannibalizzato il confronto. Il presidente Vendola non e’ stato da meno. La sua politica di ripublicizzazione dell’acquedotto pugliese è stata venduta come la punta di diamante di un processo di collettivizzazione del bene acqua che pareva non dover trovare ostacoli. Agli accessi d’entusiasmo del periodo pre e post referendario va a sostituirsi, adesso, la normale amministrazione degli acquedotti. Le parole del governatore di Puglia, allora, suonano bislacche in relazione alle sue promesse ma non alla realta’ dei fatti. Il referendum ha abrogato norme e parti di esse contenute nel decreto Ronchi. Partendo da questo dato e’ sfuggito un concetto. La consultazione referendaria riguarda specifici testi di legge. I suoi effetti, dunque, possono estendersi agli atti che ne rappresentano una conseguenza e che in virtu’ dell’abrogazione dei primi non hanno motivo di essere applicati. Nel caso dell’acqua, pero’, la famosa maggiorazione del 7% e’ contenuta in un decreto ministeriale dell’agosto 1996 (d.m. 1 agosto 1996) che sebbene si occupi delle modalita’ di determinazione della tariffa per il servizio idrico, non era formalmente collegato con la legge oggetto della consultazione referendaria. Risultato: una vittoria vana visto che i suoi effetti per ora e chissa’ per quanto tempo non saranno tangibili. Le prodezze retoriche di Vendola saranno servite alla causa del SI ed i suoi comportamenti successivi restano pienamente rispettosi della legge. Al governatore è riuscito di avere la botte piena e la moglie ubriaca. (Alessandro Galluci, legale Aduc)

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Roma: No a doppia tariffa sui taxi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

Roma «Nessuna doppia tariffa sui taxi». Lo precisa in una nota l’assessore capitolino alla Mobilità, Sergio Marchi, riferendosi alla possibilità di applicare tariffe diverse a seconda che il tassista si sia o no sottoposto all’alcol test. «A oggi – spiega – già il 60% della categoria si è attrezzata per i test medici previsti dalla delibera 55. Siamo certi che nel periodo che intercorrerà tra quando la commissione di congruità esprimerà il suo parere e il successivo adeguamento dei tassametri la categoria avrà modo e tempo di mettersi in regola».

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Ticket per persone disabili nel Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2010

Dal primo luglio richieste di pagamento per il 30% della tariffa prevista stanno pervenendo direttamente nelle case di persone affette da gravi disabilità che hanno ricevuto cure e sono state ricoverate nelle strutture ospedaliere del Lazio. Il famigerato ticket, più volte smentito dalla presidente Renata Polverini, è invece a tutti gli effetti entrato in vigore, a quanto sembra proprio per volere governativo, nonostante dalla Pisana precisano che tali misure siano state varate dalla giunta precedente. “Non l’ho deciso io”, spiega la Polverini. Ma le opposizioni sottolineano che si tratta dell’ennesimo provvedimento a scapito dei cittadini contribuenti. “La prima a sorprendersi negativamente per questo stato di cose dovrebbe essere proprio la Polverini, la cui responsabilità maggiore è quella di occultare il problema,  mentre i consiglieri di maggioranza dovrebbero essere i primi a esplodere di fronte a un’imposta che mortifica violentemente le esigenze dei portatori di handicap”, sostiene Oscar Tortosa, segretario regionale vicario dell’IdV Lazio, intervenuto per commentare la notizia. Il dirigente dipietrista parla anche del ruolo che nella vicenda stanno avendo o dovrebbero avere gli esponenti dei partiti di minoranza presenti nella giunta regionale: “Ringraziamo la nostra consigliera Giulia Rodano per la ferma posizione assunta in merito a questa situazione. Mi auguro – aggiunge – che anche gli altri rappresentanti delle opposizioni trovino il coraggio di contestare questa tassa iniqua, il cui senso si fatica molto a comprendere”. In conclusione, Tortosa auspica che “vengano apportate soluzioni idonee” e indica la via proponendo di “tornare a forme assistenziali capaci di offrire cure gratuite a chi già soffre per gravi problemi personali”.

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Iva sui rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Il gestore della raccolta dei rifiuti nell’area fiorentina, Quadrifoglio, fa opera di cattiva e sbagliata informazione. Il presidente dell’azienda, Giorgio Moretti, interpellato oggi dal quotidiano “La Nazione” canta vittoria contro rimborsi e applicazione dell’Iva grazie ad una disposizione approvata nel recente decreto legge n.78/2010 che qualifica la Tia come corrispettivo e non tributo. Quindi, dice il nostro: “a differenza di altri abbiano fatto bene a tenere duro”, continuando a far pagare l’Iva nonostante una sentenza della Corte Costituzionale abbia qualificato il pagamento delle bollette dei rifiuti come un tributo e non un corrispettivo per un servizio. Vediamo perche’ sbaglia.
La Tia (tariffa igiene ambientale) che viene applicata da Quadrifoglio non e’ quella a cui fa riferimento il decreto legge 78/2010. Che invece riguarda la Tia del Codice ambientale (dlgs 152/2006), non ancora in vigore perche’ mancano i decreti attuativi. La Tia fiorentina e’ quella del Decreto Ronchi (d.lgs.22/97), poi abrogato dal Decreto ambientale. La questione, quindi e’ tutt’altro che risolta, perche’ e’ nel marasma totale: la Tia applicata e’ quella di una legge abrogata e sostituita da una nuova che non e’ entrata in vigore per assenza degli specifici decreti, decreti che dovevano essere emanati entro il 30 giugno 2010…. In questo marasma e’ bene non cantar vittoria e dedicarsi ad autoelogi, perche’ una sola e’ la certezza: la sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce che le bollette per i rifiuti sono il pagamento di un tributo e non il corrispettivo per un servizio (quindi niente Iva). Non solo, per i rifiuti oggi si paga: – rispetto al metraggio della propria abitazione e non alla produzione specifica di rifiuti; – e, per esempio, per il lavaggio strade, la raccolta dei cani morti, la pulizia delle scritte sui muri, etc.. sono forse questi corrispettivi che il cittadino paga per un servizio preciso e non un tributo per un servizio generico di igiene ambientale? Infine, il decreto legge 78/2010 e’ solo entrato in vigore, ma non ha concluso il proprio iter, tant’e’ che al Senato abbiamo fatto presentare emendamenti soppressivi proprio della norma che fa cantare vittoria al presidente di Quadrifoglio. Al momento, quindi, e’ legittimata da parte dei contribuenti la richiesta di rimborso dell’Iva pagata illecitamente negli ultimi cinque anni e la pretesa che l’Iva non sia applicata… pretesa non tanto campata in aria visto che, per esempio, il gestore della capitale, Ama, non la fa pagare da tempo.

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Tariffa rifiuti. E’ un tributo

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali/Pd Nella recente manovra finanziaria, ora al vaglio del Senato, il Governo ha inserito una norma interpretativa che riguarda la nuova “tariffa” sui rifiuti, la TIA (Tariffa Integrata Ambientale) contenuta nel testo unico sull’ambiente (Dlgs 152/2006, non in vigore perche’ mancano i decreti attuativi). La norma precisa che la nuova tariffa sui rifiuti  va a sostituire la precedente introdotta dal decreto Ronchi al posto della TARSU,  e che va intesa come “corrispettivo” di un servizio di smaltimento e non “tributo”(come invece ha dichiarato la Corte Costituzionale nella sentenza 238/2009 che ha dato avvio alle richieste di rimborso Iva). I contenziosi, quanto la nuova TIA  entrera’ in vigore, saranno appannaggio del giudice ordinario e non tributario  In merito l’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) e’ da mesi che sta conducendo una serrata ed esplicita contesa che, sul merito proprio di questo emendamento fa una doppia valutazione: – se la disposizione e’ frutto di un errore del compilatore. Forse si voleva citare la norma oggi in vigore, cioe’ quella del decreto Ronchi (dlgs 22/97), si’ da placare le richieste di rimborso e bloccare quei pochi gestori di rifiuti (come l’Ama a Roma) che hanno cominciato a non applicare piu’ l’Iva in ottemperanza alla sentenza della Corte Costituzionale. Se di errore si tratta, sappia il compilatore che cosi’ non blocca rimborsi e non applicazione dell’Iva!! – se non fosse errore Per l’utenza, giuridicamente non cambiera’ nulla, neppure all’indomani dell’entrata in vigore della nuova TIA. Confrontando la nuova TIA prevista all’art. 238 del Dlgs 152/2006, che il Governo vuole trasformare in corrispettivo, con la vecchia (TIA Ronchi), che la Corte Costituzionale ha sentenziato trattasi di un tributo, si comprende come si tratti sostanzialmente della stessa tipologia di imposizione. Alla prima occasione, quindi, magistratura e Corte Costituzionale, chiamate ad esprimersi non potrebbero non riconoscere che anche la nuova Tia e’ un tributo. Cosa distingue un tributo da un corrispettivo?  Vediamo: 1. nulla conta che si chiami in un modo piuttosto che in un altro; 2. il fatto che esista l’obbligo di pagare la raccolta dei rifiuti, lo rende un tributo e non un corrispettivo per un servizio; 3. se quanto si paga fosse esclusivamente parametrato alla propria produzione di rifiuti, si tratterebbe di un “corrispettivo”; se invece, in cio’ che si paga e’ incluso, per esempio, anche il dovuto a copertura del servizio di pulizia delle strade o altro che riguardi il territorio pubblico, allora si tratta di un tributo; 4. l’individuazione di una somma che corrisponda alla sola “potenziale” produzione di rifiuti e non alla “effettiva” produzione degli stessi, la rende “tributo” anziche’ “corrispettivo”. La nuova TIA non e’, in questo, difforme dal precedente e attuale tributo.  E’ parametrata non agli effettivi rifiuti prodotti, ma al mero possesso di una casa o altra superficie che produce rifiuti. Lo Stato, se vuole chiedere il balzello ai cittadini, dovra’ ripensare interamente la tassa sui rifiuti, lavorando proprio su quei parametri indicati. Per questo motivo, col senatore Marco Perduca, ho presentato un emendamento soppressivo del comma 33 dell’art.14 della manovra finanziaria. Qui il testo dell’emendamento: http://blog.donatellaporetti.it/?p=1521

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Vettori aerei che falliscono

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Assotravel, associazione di agenzie viaggi aderente a Confindustria, è intervenuta sulla problematica del fallimento dei vettori aerei: propone di inserire 1 o 2 euro nel costo di ogni biglietto per creare un fondo destinato a far tornare a casa i viaggiatori che si trovassero senza copertura per il rientro a causa del fallimento del vettore o dell’operatore, prescindendo dal fatto che abbiano acquistato il solo volo o che il volo sia inserito in un pacchetto turistico. Una proposta interessante se però a versare questo importo sono i vettori aerei e non gli utenti del loro servizio. I balzelli che vengono aggiunti alla tariffa base sono già numerosi e talvolta al limite della legalità (famosi i “fuel surcharge” di carburante che invece non ha subito nessun aumento di costo), inoltre il problema dell’eventuale fallimento riguarda gli operatori del settore e non gli utenti del servizio, quindi è giusto che a farse carico sia chi decide di fare business nel settore. Altro aspetto importante e’ che non si riduca ad una burletta come il Fondo di Garanzia per i tour operator, la cui disponibilita’ attuale (195.000 euro) e’ talmente scarsa che se, per esempio, tutti i clienti (5.000) del tour operator Todomondo che sono stati lasciati appiedati lo scorso luglio dovessero fruirne, prenderebbero circa 40 euro a testa. Un’operazione quindi che non dovrebbe solo servire a salvarsi la coscienza, come di fatto e’ quella dell’attuale Fondo di Garanzia, ma che dovrebbe essere organizzata per servire alla bisogna. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Idee per viaggiare

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

dubaiIdee per Viaggiare propone uno speciale Dubai in cinque giorni/4 notti all’atlantis The Palm, nuova icona dell’hotellerie internazionale, con sistemazione in camera Deluxe. Partenze giornaliere (ultimo rientro il 20 settembre) da Milano e Venezia, da Roma con supplemento. La quota parte da 1.010 Euro per persona ed include il volo, la sistemazione alberghiera, trasferimenti privati e assistenza. Il fuel surcharge è incluso nella tariffa. Tasse aeroportuali e polizza annullamento non incluse nella tariffa. Per ogni famiglia, un figlio dai 6 ai 16 anni ha la gratuità completa. Atlantis The Palm dispone di 1.539 trA camere e suites, 17 ristoranti, ed ha il più grande parco marino dell’intera regione: Aquaventure. http://www.ideeperviaggiare.com. (dubai)

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