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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘tariffari’

Aumenti tariffari sul trasporto pubblico in Lombardia: leciti, ma ingiusti!

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 agosto 2018

Milano. Con la DgR XI/335 emessa a metà luglio, la Giunta Fontana ha stabilito gli aumenti tariffari agli abbonamenti dei mezzi pubblici. Tali aumenti seppur leciti, in quanto dovuti all’adeguamento ISTAT previsto dal contratto, sono ingiusti perché il servizio ferroviario elargito da Trenord ha segnato enormi disagi e non accenna a migliorare, anzi.
“È semplicemente offensivo che la Giunta Fontana stabilisca aumenti tariffari al trasporto pubblico lombardo in un anno iniziato con la tragedia di Pioltello, proseguito con performances pessime e che vede il sistema ferroviario nell’inefficienza e nell’incertezza gestionale più totali” commenta Simone Verni.
“Fontana smentisce se stesso: prima fa proclami pieni di insoddisfazione nei confronti di Trenord, poi opera per aumentare il prezzo degli abbonamenti. Purtroppo in questi primi mesi di governo lo abbiamo visto in diversi ambiti – si pensi ad esempio alla chiusura di Lombardia Mobilità, presentata prima delle elezioni come la panacea di tutti i problemi infrastrutturali lombardi e rivelatasi invece un buco nell’acqua.“Siamo tutti quanti consapevoli che l’adeguamento ISTAT sia previsto dal contratto, ma a fronte di un servizio assolutamente inadeguato ogni aumento viene visto come offensivo e ingiustificato: data la situazione, Trenord farebbe bella figura se rinunciasse a tali aumenti e come gesto simbolico lo considerasse come una sorta di indennità risarcitoria dei disagi subiti da quelli che dovrebbero essere considerati clienti.”Ci attiveremo per presentare la richiesta di annullamento della DgR alla prima occasione utile perché riteniamo vergognoso che a pagare siano sempre e solo gli utenti e cioè principalmente i pendolari: stiamo parlando di clienti e contribuenti che pagano per usufruire un servizio pessimo e che, grazie a questi aumenti, dovranno pagare anche di più a fronte di livelli d’inefficienza paragonabili a quelli di un Paese del terzo mondo. Quando si dice: cornuti e mazziati!”

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Roma: aumenti tariffari trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2011

ATAC Socimi Class 9000 tram no. 9022, Porta Ma...

Image by bindonlane via Flickr

“Le scelte del Comune di Milano e di Torino sugli aumenti tariffari riguardanti il trasporto pubblico locale sono inaccettabili quanto quelle preannunciate dal Sindaco Alemanno, con la differenza non irrilevante che i sindaci dei due suddetti capoluoghi di Regione non sono stati coinvolti in scandali come quello di “parentopoli” che ha visto alcune importanti aziende comunali, quali l’Atac, ad esempio, assumere un numero sproporzionato di persone senza il rispetto di quel Codice di regolamentazione, voluto a suo tempo da Rifondazione Comunista e approvato nel 2006 dalla Giunta Veltroni con la delibera n. 632. Assunzioni sulle quali sta ancora indagando la Procura e che hanno contribuito, in maniera rilevante, al dissesto finanziario di alcune di queste aziende comunali, come, appunto, l’Atac. Pertanto i consiglieri del Pdl farebbero meglio a concentrarsi sui problemi dei cittadini romani, piuttosto che gioire sui problemi finanziari di altri comuni italiani determinati sicuramente da ben altri fattori”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII.“Una buona amministrazione – continua Barbera – non solo non sarebbe stata coinvolta in scandali come quello di “parentopoli”, ma avrebbe operato in maniera tale da evitare di colpire le classi popolari, soprattutto in questo periodo di crisi, con provvedimenti fortemente iniqui come quello riguardante l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico locale. Provvedimento, questo, che scoraggerà l’uso del mezzo pubblico, alimentando il traffico veicolare e l’inquinamento atmosferico e acustico in città, senza risolvere i problemi finanziari dell’Atac, né ovviamente quelli già pesanti della città e dei romani . Per questi motivi, non mi meraviglia il fatto che alcune realtà sociali siano pronte, contro misure tanto inique e dannose per la città, ad organizzare campagne di disobbedienza civile da parte dell’utenza che è ormai stanca degli spot propagandistici del Sindaco di Roma, come quello odierno riguardante le cabine antiaggressione”.

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Ferrovie: ristrutturazioni e concorrenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 dicembre 2011

Di Vincenzo Olita. Le Ferrovie dello Stato fanno profitti e fenomenali investimenti. In particolare la nuova, splendida stazione Tiburtina a Roma, firmata da una archistar (non gratis di certo). Fanno una ristrutturazione degli interni dei treni veloci, che sembra costare 800 mila euro/ treno, quando un treno nuovo costa solo un terzo di più. Devono essere interni lussuosissimi, per far concorrenza a Montezemolo e alla sua NTV, il quale ha correttamente dichiarato che questo maggior confort di cui godranno i passeggeri FS è un primo beneficio della concorrenza che si affaccia su quel servizio. Il problema è: da dove arriva il fiume di soldi a FS per fare queste meraviglie con in più il bilancio in attivo?
Per le infrastrutture (stazione compresa), dalle nostre tasche di contribuenti. Per le carrozze foderate di leopardo (vero, non sintetico, altrimenti non si spiega il costo) dalle rendite di monopolio lucrate finora sulle linee di Alta Velocità, pagate per intero ancora dai contribuenti (altrimenti andare a Roma ci costava 300 euro a viaggio). Per i profitti, semplicemente non si tratta di profitti: siccome i contribuenti versano a FS tutti gli anni in media 6 miliardi di euro, parlare di profitti non ha senso economico. Se ne versassimo 5, FS avrebbe 1 miliardo di perdite (è già successo), se ne versassimo 7 farebbe un miliardo di profitti. In tutti i casi le ristrutturazioni saranno un ulteriore aggravio per i viaggiatori, visto che saranno introdotti quattro livelli tariffari di cui i primi tre con un costo di molto superiore agli attuali.(Vincenzo Olita)

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Riforma professione forense e minimi tariffari

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Lo scorso 20 ottobre, nell’ambito della riforma della professione forense, è stata approvata in Senato una norma che in un solo colpo spazza via il così detto patto di quota lite e reintroduce i minimi tariffari. Si eliminano quindi i piccoli benefici delle timidissime liberalizzazioni contenute nei decreti Bersani. Si tratta d’una scelta sbagliata che sara’ in grado di generare solamente illegalita’. Il danno piu’ immediato ed evidente e’ per i consumatori che non avranno piu’ la liberta’ di concordare con il proprio avvocato il compenso per l’incarico che questo andra’ a svolgere. Non si comprende quale possa essere il nesso tra  tariffe minime imposte per legge e qualità del servizio offerto. E’ fuorviante dire che cosi’ cesseranno gli svilimenti della professione. Al contrario si produrrà un livellamento verso il basso per cui chi lavora male continuerà a farlo e si aggiornerà sempre di meno (a meno che non si voglia credere alla favola dei crediti formativi quale garanzia di preparazione). La beffa e’ anche per tutti quei professionisti che dietro la scure delle sanzioni dell’Ordine di appartenenza saranno costretti, per restare sul mercato, a escogitare sotterfugi per non applicare la legge e non essere sanzionati.  Una norma, quindi, che sarà in
grado di generare illegalità. La riforma e’ un regalo -inutile- a quelle corporazioni che tutto vogliono purche’ riportare l’avvocatura nell’ambito che le e’ proprio: le professioni liberali. La riforma, fortunatamente, non e’ ancora definitiva. Dopo l’esame del Senato dovra’ essere approvata dalla Camera per diventare legge. Oggi, quindi, e’ ancora possibile usufruire dei benefici introdotti dalla legge Bersani.
E’ bene ricordare che l’Aduc, in collaborazione con la sen.Donatella Poretti, ha già proposto in Senato un disegno di legge sull’innalzamento dell’attuale valore (516 euro) entro cui una persona in giudizio può assistersi da sola, valore stabilito nel 1991 e mai modificato. Un metodo che condurrebbe giustizia e difesa a portata di chiunque, rispetto ad una situazione che oggi impone alla maggior parte dei cittadini in qualche modo civilmente offesi, a rinunciare a ricorrere in giudizio perchè i costi dell’assistenza legale quasi sempre sono maggiori di quelli della causa.
Se questa proposta dovesse diventare legge, io e i miei colleghi legali dell’Aduc ci opporremmo all’applicazione di norme illiberali e fortemente limitative delle liberta’ individuali, continuando ad applicare l’attuale legislazione. L’auspicio e’ che tanti altri avvocati,   vincendo la paura della corporazione aderiscano alla nostra iniziativa. (Alessandro Gallucci, legale Aduc)

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