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Il mercato taroccato: I falsi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

Esiste una produzione industriale mondiale fondata sui “falsi” e i guadagni che ne ricavano sono enormi perché si rivolge a un settore dove i potenziali acquirenti hanno una minore disponibilità di risorse e tendono al risparmio ma al tempo stesso non vogliono rinunciare a taluni beni.
In una trasmissione televisiva è stato fatto un esempio illuminante. Sono state mostrate due penne stilografiche di valore.
L’originale costa 50 euro e la falsa 40 (ma imitata alla perfezione). La prima per produrla occorrono 35 euro mentre per la seconda cinque. L’acquirente per risparmiare dieci euro permette alla filiera dal fabbricante al commerciante di guadagnare 35 euro contro i quindici dell’originale. E’ solo un esempio ma che potremmo fare con i tantissimi prodotti, falsi e originali, che hanno invaso i nostri mercati e ci riferiamo non solo all’Italia ma un po’ ovunque nel mondo. E’ un giro d’affari che ora adotta una tecnica di vendita più raffinata e lucrosa.
Prima si riconoscevano i “falsi” dal prezzo. La differenza era enorme. Ora è stato corretto il tiro. Se riprendiamo l’esempio precedente sappiamo che lo stesso prodotto (la penna stilografica) era venduta al mercato del falso intorno alle 10 euro. Il basso prezzo aveva insospettivo molti acquirenti e da qui lo stratagemma di far apparire il falso come un originale “scontato”. E se i guadagni aumentano, il giro d’affari diventa più allettante e la corruzione dilaga.
Per porvi riparo occorrono più controlli e più consapevolezza per i consumatori che se si può risparmiare con un falso con qualche fronzolo il danno maggiore proviene da quei beni che possono incidere sulla salute e sul nostro benessere: pensiamo ai medicinali, ai prodotti di bellezza, ai giocattoli, agli alimenti. Non solo. Il falso finisce con il danneggiare la nostra economia. Penso al mercato degli occhiali da sole. L’Italia deteneva un primato che oggi è venuto meno e centinaia di piccoli ma efficienti laboratori sono stati costretti alla chiusura. Lo stesso dicasi per l’industria calzaturiera e non sono le sole a soffrirne, lo è anche l’agricoltura nel suo complesso e l’artigianato. D’altra parte non posso pensare che da solo il consumatore possa salvaguardarsi se non interviene, da una parte, il legislatore con norme più severe e, dall’altra, un sistema di controlli più potenziato in uomini e tecnologie. D’altra parte il lassismo di questi ultimi anni ha provocato un danno diretto, con la chiusura delle nostre imprese, e riflesso (compreso il danno salute) di svariati miliardi di euro e questa emorragia deve essere assolutamente fermata. E questo risvolto negativo è diventato un vero e proprio buco nero ora che siamo nel pieno di una crisi pandemica e dove i problemi occupazionali e la salute delle imprese sono un valore che non si può disperdere. Non si deve. (Riccardo Alfonso)

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Il mercato taroccato: I falsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2018

Esiste una produzione industriale mondiale fondata sui “falsi” e i guadagni che ne ricavano sono enormi perché si rivolge a un settore dove i potenziali acquirenti hanno una minore disponibilità di risorse e tendono al risparmio ma al tempo stesso non vogliono rinunciare a taluni beni.
In una trasmissione televisiva tempo fa è stato fatto un esempio illuminante. Sono state mostrate due penne stilografiche di valore.
L’originale costa 50 euro e la falsa 40 (ma imitata alla perfezione). La prima per produrla occorrono 35 euro mentre per la seconda cinque. L’acquirente per risparmiare dieci euro permette alla filiera dal fabbricante al commerciante di guadagnare 35 euro contro i quindici dell’originale. E’ solo un esempio ma che potremmo fare con i tantissimi prodotti, falsi e originali, che hanno invaso i nostri mercati e ci riferiamo non solo all’Italia ma un po’ ovunque nel mondo. E’ un giro d’affari che ora adotta una tecnica di vendita più raffinata e lucrosa.
Prima si riconoscevano i “falsi” dal prezzo. La differenza era enorme. Ora è stato corretto il tiro. Se riprendiamo l’esempio precedente sappiamo che lo stesso prodotto (la penna stilografica) era venduta al mercato del falso intorno alle 10 euro. Il basso prezzo aveva insospettivo molti acquirenti e da qui lo stratagemma di far apparire il falso come un originale “scontato”. E se i guadagni aumentano, il giro d’affari diventa più allettante e la corruzione dilaga.
Per porvi riparo occorrono più controlli e più consapevolezza per i consumatori che se si può risparmiare con un falso con qualche fronzolo il danno maggiore proviene da quei beni che possono incidere sulla salute e sul nostro benessere: pensiamo ai medicinali, ai prodotti di bellezza, ai giocattoli, agli alimenti. Non solo. Il falso finisce con il danneggiare la nostra economia. Penso al mercato degli occhiali da sole. L’Italia deteneva un primato che oggi è venuto meno e centinaia di piccoli ma efficienti laboratori sono stati costretti alla chiusura. Lo stesso dicasi per l’industria calzaturiera e non sono le sole a soffrirne, lo è anche l’agricoltura nel suo complesso e l’artigianato. D’altra parte non posso pensare che da solo il consumatore sia in grado di salvaguardarsi se non interviene, da una parte, il legislatore con norme più severe e, dall’altra, un sistema di controlli più potenziato in uomini e tecnologie. D’altra parte il lassismo di questi ultimi anni ha provocato un danno diretto, con la chiusura delle nostre imprese, e di riflesso (compreso il danno salute) per svariati miliardi di euro e questa emorragia deve essere assolutamente fermata. (Riccardo Alfonso)

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Il mercato taroccato: I falsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

pennaEsiste una produzione industriale mondiale fondata sui “falsi” e i guadagni che ne ricavano sono enormi perché si rivolge a un settore dove i potenziali acquirenti hanno una minore disponibilità di risorse e tendono al risparmio ma al tempo stesso non vogliono rinunciare a taluni beni.
In una trasmissione televisiva è stato fatto un esempio illuminante. Sono state mostrate due penne stilografiche di valore.
L’originale costa 50 euro e la falsa 40 (ma imitata alla perfezione). La prima per produrla occorrono 35 euro mentre per la seconda cinque. L’acquirente per risparmiare dieci euro permette alla filiera dal fabbricante al commerciante di guadagnare 35 euro contro i quindici dell’originale. E’ solo un esempio ma che potremmo fare con i tantissimi prodotti, falsi e originali, che hanno invaso i nostri mercati e ci riferiamo non solo all’Italia ma un po’ ovunque nel mondo. E’ un giro d’affari che ora adotta una tecnica di vendita più raffinata e lucrosa.
Prima si riconoscevano i “falsi” dal prezzo. La differenza era enorme. Ora è stato corretto il tiro. Se riprendiamo l’esempio precedente sappiamo che lo stesso prodotto (la penna stilografica) era venduta al mercato del falso intorno alle 10 euro. Il basso prezzo aveva insospettivo molti acquirenti e da qui lo stratagemma di far apparire il falso come un originale “scontato”. E se i guadagni aumentano, il giro d’affari diventa più allettante e la corruzione dilaga.
Per porvi riparo occorrono più controlli e più consapevolezza per i consumatori che se si può risparmiare con un falso con qualche fronzolo il danno maggiore proviene da quei beni che possono incidere sulla salute e sul nostro benessere: pensiamo ai medicinali, ai prodotti di bellezza, ai giocattoli, agli alimenti. Non solo. Il falso finisce con il danneggiare la nostra economia. Penso al mercato degli occhiali da sole. L’Italia deteneva un primato che oggi è venuto meno e centinaia di piccoli ma efficienti laboratori sono stati costretti alla chiusura. Lo stesso dicasi per l’industria calzaturiera e non sono le sole a soffrirne, lo è anche l’agricoltura nel suo complesso e l’artigianato. D’altra parte non posso pensare che da solo il consumatore possa salvaguardarsi se non interviene, da una parte, il legislatore con norme più severe e, dall’altra, un sistema di controlli più potenziato in uomini e tecnologie. D’altra parte il lassismo di questi ultimi anni ha provocato un danno diretto, con la chiusura delle nostre imprese, e riflesso (compreso il danno salute) di svariati miliardi di euro e questa emorragia deve essere assolutamente fermata. (Riccardo Alfonso)

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Il parlamento italiano è taroccato

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

maria elena boschiLa Boschi sostiene che il Parlamento eletto con il porcellum è perfettamente legittimato a varare riforme costituzionali, perché la legittimità del Parlamento, a suo dire, l’avrebbe dichiarata la stessa Corte Costituzionale.Non è vero.
La Corte ha dovuto operare un bilanciamento tra due opposti principi: il principio di retroattività delle decisioni di annullamento, che avrebbe comportato lo scioglimento immediato delle Camere, e il principio di continuità, che invece preservava le Camere.
La Corte ha salvaguardato solamente il piano della legittimazione giuridica degli eletti, ma non ha salvaguardato affatto il piano della legittimazione politica che, al contrario, resta gravemente compromesso.
I parlamentari eletti con il porcellum sono come l’atleta che ha vinto una gara a cronometro con il timer taroccato.
La Boschi trascura un passaggio della sentenza della Corte Costituzionale che, se avesse un minimo di cultura istituzionale democratica, potrebbe darle la cifra della usurpazione del potere che ha messo in atto: “la disciplina elettorale introdotta dalla legge n. 270 è tale da produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente”.
Il Parlamento è politicamente illegittimo e non ha il potere di cambiare 51 articoli della Costituzione.Al referendum costituzionale votiamo NO. (comunicato di Democrazia atea)

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Cibo taroccato, danni per la salute e le imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

alimentareFirenze Lunedì 19 ottobre 2015, ore 14,00 Casa delle Eccellenze Piazza San Firenze. Vino, olio, formaggio, pasta… il falso nel campo dell’alimentazione è la forma più subdola e nefasta di contraffazione. Per farne conoscere i rischi, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze in collaborazione con Coldiretti mette in mostra i prodotti alimentari taroccati alla Casa delle Eccellenze. Gli spazi dell’ex tribunale diventano così sede per una serie di iniziative di sensibilizzazione che saranno annunciate in una conferenza stampa-inaugurazione. Saranno presenti:
Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze;
Franco Baccani, presidente dell’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze;
Roberto Nocentini, presidente Coldiretti Firenze;
Agatino Spoto, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri e componente dell’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze;
Roberto Marinello, rappresentante di Coldiretti all’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze.

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