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Tassa di soggiorno e raddoppio. Chi usa paga, o no?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Tassa di soggiorno e raddoppio. Chi usa paga, o no? In genere le associazioni dei consumatori alzano la loro voce quando ci sono tariffe o servizi che vengono a costare di più per gli utenti. E insieme ad esse, a singhiozzo secondo specifici interessi, si accodano o contestano le associazioni di categoria.
Oggi è la tassa di soggiorno, che da un massimo di 5 euro a notte (in genere applicata al livello massimo per gli alberghi di super lusso), è previsto che raddoppi, a 10 euro.Noi, che da sempre peroriamo il libero mercato in “salsa” europea *, per l’occasione riteniamo che si tratti di un buon provvedimento. A parte che il livello massimo viene applicato solo per gli alberghi super lusso (che se un ospite che spende mediamente 200-1000 euro a notte, se invece di 5 euro di tassa ne paga 10.. ci sembra insignificante per le sue scelte di alloggio), per il resto sono comunque importi che hanno una logica che, rispetto agli importi oggi in vigore, forse potrà meglio servire allo scopo: migliorie dei servizi turistici, trasporti, pulizie e promozione culturale.
Per chi vive in città con “pesante” economia turistica può essere un modo per meglio affrontare gli ospiti e, soprattutto, non far gravare tutte le spese sui residenti.Uno dei motivi che in genere vengono utilizzati da quelli “contrari ad ogni costo” è che il benessere delle città per la presenza turistica ci sarebbe già grazie al fatto che i turisti arrivano e spendono, e che se aumentiamo la tassa di soggiorno, questi turisti rischiano di non venire. In teoria (del secolo scorso) potrebbero anche avere ragione, ma non è così nel 2019. In contesto di cosiddetto overturismo, la presenza dei visitatori in città che sono tutt’altro che attrezzate a far fronte a queste masse (al limite dell’incontrollato) **, di fatto accade questo: ci guadagnano albergatori e commercianti (questi ultimi, essenzialmente delle zone canoniche del turismo di massa); le amministrazioni, con gli attuali incassi di tasse di soggiorno, sembra che non ce la facciano a garantire gli abituali servizi per un uso civico e civile della città e aumentano le imposte per i residenti; chi ci rimette sono i residenti, quelli che prendono il tram o il bus per andare a scuola e al lavoro, quelli che mettono i sacchetti della spazzatura nei cassonetti e non, come buona parte dei turisti, nei cestini dei centro città, talmente strabordanti che danno un loro poderoso contributo al sudicio diffuso sì da far passare le pulizie più volte al giorno, fino alla presenza continua di spazzini… passaggi e presenze che dove sono la maggior parte dei residenti (al lumicino nei centri storici) sono solo una volta ogni tot giorni. I commercianti e gli albergatori (soprattutto questi ultimi) alzano gli scudi contro l’aumento della tassa di soggiorno… poverini… quando gli va male un pezzetto di stagione, le percentuali di calo sono sempre ad una cifra vicina allo zero, mentre in media registrano sorridenti percentuali di crescita diffusa spesso a due cifre. Ma queste categorie sembra che abbiano problemi a fare 2+2 includendo in questa semplice addizione, per esempio, tutte e quattro le stagioni ****. Ricordando bene che, per esempio a Firenze, i commercianti nel secolo scorso fecero barricate quando fu decisa la zona pedonale del centro storico (una primizia europea in quel periodo)… lungimiranti e collaboratori per il bene comune… suvvia…. E considerando che anche oggi, alcuni alberghi iperstellati in zona pedonale godono di immunità di passaggio di mezzi a quattro ruote: sembra che ci sia un rapporto proporzionale fra numero delle stelle e difficoltà motoria muscolare dei loro ospiti. Per concludere. Non sappiamo se la voracità fiscali delle amministrazioni locali in contesto di overturismo saranno appagate da questi aumenti, ma è invece possibile che anche al turista che crede di aver sborsato il dovuto con l’albergo, il ristorante, il paninaro e il tram si inculchi un concetto base: chi usa paga, o no? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Aumento costo dei musei romani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

“Occorre ridare al territorio e ai cittadini romani un ritorno economico delle attività svolte dai turisti e dei servizi che utilizzano poiché gli oneri non debbono ricadere tutti sui residenti, penso ad esempio alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti e altro. Al tempo stesso non si deve però demotivare il turismo, fondamentale per la nostra economia, né penalizzare la fruizione della cultura”.  Queste le prime parole del vicepresidente dell’Italia de Diritti, Roberto Soldà, sulla tanto dibattuta tassa di soggiorno e le sue possibili applicazioni attualmente allo studio tra cui l’ultima ipotesi che prevedrebbe l’aumento del prezzo dei musei della Capitale per i non residenti. Perplessità del vicepresidente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Occorre una seria riflessione sull’eventuale ripartizione di una tassa di soggiorno perché non è equo penalizzare la cultura e soprattutto i nuclei familiari che visitano i musei, un aumento di tre euro a biglietto significa, per una famiglia di quattro persone, una maggiorazione di dodici euro per ciascun museo e questo andrebbe a ricadere su tutti gli individui senza tenere conto delle differenze di reddito, togliendo la possibilità di vedere uno o più musei a chi non può permetterselo. Non è giusto – spiega Soldà – che la tassa sia la stessa per chi alloggia in un hotel di lusso o al bed and breakfast o all’ostello. Forse sarebbe opportuno far pagare a chi ha più disponibilità senza toccare indiscriminatamente tutti. E’ una questione complessa che richiede un’analisi approfondita: se da un lato i turisti devono contribuire ai servizi della città, dall’altro occorre valutare l’impatto di certi provvedimenti, aumentare il prezzo dei musei potrebbe ridurre il numero dei visitatori, la famiglia media di quattro persone, visti i costi, potrebbe decidere di rinunciare ad un museo e vederne due invece di tre. Forse sarebbe più opportuno – conclude Soldà – valutare l’ipotesi di far pagare questo tributo a coloro che alloggiano in hotel a quattro-cinque stelle per non disincentivare il turismo, la questione è controversa e va valutata con la massima cura e attenzione”.

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Roma: tassa di soggiorno?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Dichiarazione della senatrice Mariapia Garavaglia (PD)  “Esprimo la più convinta solidarietà agli operatori turistici di Roma che s’oppongono all’introduzione della tassa di soggiorno per i turisti che vengono a Roma in vacanza. Il sindaco Alemanno deve capire che non è con questi mezzi che si aiuta la Capitale, una meta internazionale visitata ogni anno da milioni di visitatori. Se vogliamo che i flussi turistici verso Roma continuino, bisogna aiutare il comparto. L’impressione invece è che il Campidoglio, di fronte alle difficoltà di bilancio, cerchi espedienti ‘tattici’, come appunto la tassa di soggiorno, in mancanza di una strategia di vasto respiro. Mi auguro che ci sia un ripensamento e che questa eventualità non si concretizzi. Vale per tutti l’esempio degli anni scorsi, quando la giunta Veltroni si è sempre rifiutata di introdurre questa iniqua misura che avrebbe tagliato le gambe al turismo romano. Con un po’ di buona volontà, sono sicura che anche Alemanno possa evitare questo balzello così dannoso”.

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Roma e la tassa di soggiorno

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

“Come è possibile dare una spallata al turismo della Capitale? Semplice basta prevedere una tassa di soggiorno, che renda Roma meno competitiva di altre destinazioni turistiche e anche molto meno simpatica per l’imposizione di un balzello inutile”.  Lo ha detto il senatore Andrea Marcucci (PD), rispondendo alle affermazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi sulla tassa di soggiorno.  “Già è francamente ridicolo un provvedimento preso ad insaputa del premier e del ministro del turismo”.  ha detto il parlamentare “poi prendere a giustificazione il supposto buco di bilancio creato dalle precedenti amministrazioni comunali sembra davvero troppo. Quale tassa avrebbe dovuto prevedere Berlusconi per sanare il deficit del Comune di Catania? Comunque sia, l’imposta di soggiorno danneggia fortemente il sistema turistico di Roma, tanto più in un momento di crisi economica come quello che stiamo attraversando, quindi va semplicemente eliminata”

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