Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘tassa’

UNC: si a tassa su zucchero

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Secondo l’Istat, in Italia ci sono circa 2 milioni 130 mila bambini e adolescenti di 3-17 anni in eccesso di peso. “E’ il motivo per cui abbiamo detto si alla tassa sulle bevande zuccherate, ma solo se accompagnata da messaggi educativi. Un quarto dei bambini, infatti, consuma quotidianamente dolci (28,3%) e bevande gassate (24,9%), decisamente troppo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo il Governo non deve limitarsi a mettere la tassa, solo per fare cassa, ma deve svolgere un’azione educativa sui corretti stili e comportamenti alimentari, ad esempio attraverso un bollino da mettere sulle confezioni dei prodotti tassati, così da stimolare anche le aziende a mettere in commercio prodotti sempre più salutari” conclude Dona.

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Governo: La tassa sul bancomat

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 settembre 2019

Così, potremmo definire la proposta della Confindustria di tassare, al 2%, il prelievo di denaro dal bancomat, superiore a 1500 euro mensili. Non sappiamo se la proposta della Confindustria troverà consenso in sede governativa, ma ha tutta l’aria della palla alzata per essere poi essere schiacciata. Chi alza è la Confindustria e chi schiaccia è il governo.La domanda sorge spontanea: perché un risparmiatore deve pagare una tassa per prelevare soldi sui quali ha già pagato le tasse? Serve per incentivare l’uso delle carte, dichiara la Confindustria, perché una analoga percentuale, cioè il 2%, sarebbe utilizzata come credito di imposta per chi paga con le carte. Già, cosi si innesca un meccanismo complicato, perché la detrazione verrebbe applicata quando si farà la dichiarazione dei redditi.Insomma, il debito si paga subito, il credito si avrà in seguito. Un film già visto.Nel nostro Bel Paese ci sono circa 108 miliardi di evasione fiscale e contributiva. Basterebbe controllare i settori a maggior rischio, piuttosto che inventarsi tasse aggiuntive per il contribuente che le tasse già le paga. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Tassa contante proposta da Confindustria

Posted by fidest press agency su domenica, 15 settembre 2019

“Condividiamo la finalità di Confindustria, lotta all’evasione e incentivo all’uso della moneta elettronica, ma una tassa sui prelievi mensili sopra 1500 si tradurrebbe in una stangata inaccettabile a carico delle famiglie italiane di cui facciamo francamente a meno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Condivisibile, invece, la proposta di incentivare l’uso di moneta elettronica garantendo un credito di imposta del 2% al cliente che effettua i pagamenti con carte di pagamento o bonifici bancari” conclude Dona.

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Scuola: Maxi tassa sulla trasparenza, per saperne di più su atti e trasferimenti docenti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

È quello che da qualche giorno devono sborsare i lavoratori e le famiglie degli alunni che vogliono vederci chiaro su documenti conservati dall’amministrazione scolastica, domande di mobilità, verbali degli organi collegiali, atti di gestione del rapporto di lavoro oppure conservati nel fascicolo personale custodito nelle segreterie: per effetto di un decreto Miur di metà aprile, attuativo della Legge 241/90, in presenza di documenti cartacei serviranno 12,50 euro per ogni ricerca, 10 euro per le notifiche, più i costi per la visura (10 centesimi a pagina), per l’estrazione di copia (25 centesimi a pagina) e l’oscuramento degli eventuali dati personali (1 euro a pagina). Poi ci sono i bolli.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “premesso che tutto questo è assurdo, visto che in Italia si pagano già le tasse più alte d’Europa, siamo convinti che ci troviamo davanti ad un’operazione nata non tanto per motivi di spending review, ma con il preciso scopo di disincentivare la trasparenza degli atti pubblici. Noi non ci stiamo e siamo pronti a fare ricorso al Tar. Diventa salato il conto da pagare per chi nella scuola vuole vederci chiaro su trasferimenti, concorsi e burocrazia. In base al decreto n. 662 emanato dal ministero dell’Istruzione il 17 aprile scorso, d’ora in poi per estrarre copia degli atti e dei documenti in possesso dell’amministrazione scolastica e universitaria non basterà più pagare 25 centesimi per ogni fotocopia, ma cifre ben consistenti: 10 euro per la notifica al controinteressato, un euro a pagina se la domanda contiene dati personali da oscurare e 10 centesimi a pagina solo per la visura, sintetizza Italia Oggi. E se l’accesso e l’estrazione di copia avverranno per posta, i relativi costi saranno posti a carico del richiedente: le spese per l’eventuale scansione saranno quantificati come se si trattasse di fotocopie. Le somme da sborsare non finiscono qui. “Se poi i documenti richiesti dovessero essere in formato cartaceo – continua la stampa specializzata – bisognerà anche pagare 12,50 euro per ogni ricerca in archivio. I contributi saranno dovuti solo se il costo dell’operazione supererà i 50 centesimi. Al di sopra di tale importo, dovrà essere effettuata la riscossione dell’intera cifra. Compresi i 50 centesimi”. E nel caso di richiesta di copie di documenti in bollo, al pagamento dell’imposta provvederà direttamente il richiedente, fornendo all’ufficio competente al rilascio la marca da bollo. L’importo è pari a euro 16 per marca da bollo ogni 4 fogli/facciate.
È ampio il ventaglio dei casi per cui bisognerà mettere mano al portafoglio: “L’accesso a pagamento vale per tutti gli atti e documenti conservati dall’amministrazione scolastica, comprese le domande di trasferimento, i verbali degli organi collegiali, gli atti di gestione del rapporto di lavoro e tutti gli atti conservati nel fascicolo personale di docenti e Ata presso le segreterie scolastiche. Ma anche gli atti della selezione per i Prin da parte delle università escluse”. Le norme erano attese da tempo, quasi 30 anni: danno infatti attuazione all’articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il quale dispone che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. Il mero esame dei documenti è gratuito. Ma il rilascio di copia «è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura». Ciò che si paga, dunque, non è la cosiddetta ostensione del documento richiesto e la relativa lettura (che può comprendere anche la possibilità di prendere appunti), ma tutto ciò che viene prima della messa in mostra dell’atto o del documento richiesto, affinché il richiedente possa visionarlo (cosiddetta ostensione) e per l’eventuale estrazione di copie. Il procedimento di accesso, peraltro, dal 2006 è gravato anche dall’onere, per l’amministrazione, di individuare e notiziare il controinteressato all’accesso (si veda il dpr 184/2006).

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La tassa di sbarco a Venezia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Il Touring Club ritiene che l’introduzione della tassa di sbarco a Venezia sia un provvedimento legittimo e diffuso in tanti altri contesti e rappresenti una misura di mitigazione economica degli effetti negativi del turismo – o meglio dell’escursionismo – perché permetterà di compensare gli elevati costi di gestione e della raccolta dei rifiuti urbani. Tali effetti di mitigazione però dovranno fare i conti con i consistenti investimenti in strutture ricettive (7mila nuovi posti letto) a Mestre.“La questione di cui si dibatte ormai da decenni – afferma Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – è su come gestire il turismo a Venezia: non è facile infatti mettere insieme le istanze locali – spesso in contrapposizione – di residenti e operatori turistici, attraverso la mediazione dell’amministrazione cittadina, con quelle più generali che impongono in primo luogo allo Stato di tutelare uno dei nostri patrimoni più preziosi.Quello che come Touring continuiamo a non vedere è soprattutto un’idea di città cui si vuole tendere e di cui il turismo è, e potrà essere, una componente senz’altro importante ma sempre integrata in un disegno composito. Questo significa non adottare soltanto misure come una tassa, ma di assetto complessivo che riguardino le politiche economiche, urbanistiche, della mobilità e della cultura e che tengano conto della città storica, delle isole e della terraferma.
Occorre riflettere anche sulla congruità dell’importo giustamente di costo variabile a seconda del periodo. A questo bisogna, infatti, sommare il costo già elevato dei mezzi di trasporto urbani. Se ciò non costituirà un disincentivo alla visita, potrebbe però andare a detrimento della fruizione culturale della città (incentivando una visita frettolosa e distratta) che registra già oggi numeri bassi nei principali musei: ad esempio i visitatori del Guggenheim e dell’Accademia sono circa mezzo milione l’anno ciascuno, non molti tenendo conto dei grandi flussi di turisti ed escursionisti. Ci sorprende, dunque, la sorpresa del Ministro Centinaio sulla tassa di sbarco, visto che è stata l’ultima legge finanziaria proposta dal suo Governo, il 28 dicembre scorso, a consentire al Comune di adottarlo. Tanti aspetti del provvedimento potranno essere discussi – conclude Iseppi – e il confronto sul merito è importante: dal nostro punto di vista, però, ci sembra che per Venezia al di là di tutto sia l’ennesima occasione persa.”

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L’emendamento tassa sul fumo per le cure sul cancro è a rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

sigarette«L’emendamento sottoscritto dalla Commissione Sanità che istituiva una tassa sul fumo di circa 600 milioni per finanziare la classe dei farmaci oncologici innovativi e le cure palliative è a rischio». Così ha dichiarato Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”.Secondo alcune fonti infatti il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrebbe essere contrario a nuove accise sul tabacco o, nella migliore delle ipotesi, quei proventi andrebbero a finanziare altre voci della spesa sanitaria, quali quella sul superticket. «Nello spirito della Commissione Sanità, che ha votato all’unanimità l’emendamento, la tassa sul fumo era una tassa di scopo destinata ai malati di cancro», ha aggiunto Annamaria Mancuso. «Negarla o destinare le risorse ad altri bisogni vorrebbe dire, a questo punto, annullare la sovranità del Parlamento e l’ampio dibattito durato anni su questa soluzione, che è moralmente giusta e che potrà aiutare anche la prevenzione, riducendo il consumo di sigarette. Nel nostro Forum del 29 novembre prossimo a Roma discuteremo di tutto questo. Nel frattempo lanciamo un appello al Ministro Padoan di rispettare la volontà del Parlamento e di non stravolgere lo spirito della norma votata all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato», ha concluso.

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Tabacco, Paganini: Tassa di scopo favorisce interessi privati

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

sigarette“Sembra sempre più concretizzarsi l’approvazione di un emendamento al DL Bilancio, il 41.0.26, che vorrebbe introdurre una tassa di scopo sul tabacco per finanziare un fondo per l’acquisto di farmaci. Se così fosse, preoccupa che l’intera Commissione salute sia cascata nel tranello buonista di interessi privati facendosi trasportare dall’emotività” – ha dichiarato Pietro Paganini, professore della John Cabot Unviersity e presidente del think tank Competere.eu, intervenendo a margine di un convegno sullo stato dell’innovazione nel sistema Italia.”Ancora più preoccupante è che l’emendamento sia privo di qualsiasi spiegazione rispetto al funzionamento di questo fondo, una approssimazione che sembra costruita appositamente per privilegiare la burocrazia. Ci chiediamo quindi come agiranno i nostri burocrati rispetto a questo tema: il timore – puntualizza Paganini – è che i fondi introitati dallo Stato dalla vendita del tabacco non vengano investiti per fare ricerca pubblica, bensì per acquistare farmaci di imprese private, che forse non sono nemmeno italiane”.”Una nuova tassa sul tabacco – continua il presidente di Competere – avrebbe effetti negativi sul mercato, riducendo i volumi di vendita e, a causa degli aumenti di prezzo, rischierebbe di colpire duramente un settore già in sofferenza, favorendo il mercato illecito del contrabbando e, paradossalmente, facendo diminuire il gettito”.”Già a seguito del decreto fiscale di giugno scorso, emanato e approvato con modalità poco trasparenti, il Governo ha incassato molto meno di quanto previsto. Come se non bastasse, le proiezioni sull’anno sono pessime e – conclude Paganini – con questa Legge di Bilancio rischiamo di raggiungere due primati: che il Governo incassi meno di quanto previsto dalle accise sul tabacco e che il Parlamento, istituendo un fondo per la ricerca o per l’acquisto di farmaci, mascherandolo come necessario per i cittadini, faccia piuttosto un favore alle industrie farmaceutiche”.

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Cancro e la tassa sul fumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

sigarette“Plaudiamo in modo convinto alla decisione della Commissione Sanità del Senato di aumentare la tassazione sul fumo di sigaretta per arrivare così a una cifra complessiva da destinare ai farmaci anticancro innovativi e alle cure palliative pari a 600 milioni di euro. Queste terapie stanno cambiando la storia di molte neoplasie, garantendo ai pazienti la guarigione o sopravvivenze a lungo termine. Si tratta di una scelta importante nella lotta contro i tumori, per dare risposte immediate e garantire l’acceso ai migliori trattamenti per i tutti nostri pazienti”. Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), esprime profonda soddisfazione per l’emendamento alla legge di bilancio che porta la prima firma della presidente Emilia De Biasi, sottoscritto all’unanimità dalla Commissione Sanità del Senato. Nel 2017 in Italia sono previste 369mila nuove diagnosi di cancro. “Armi efficaci, come la chemioterapia più attiva e meglio tollerata, le terapie a bersaglio molecolare e l’innovazione nel campo dell’immuno-oncologia determinano un allungamento della sopravvivenza con una buona qualità di vita – continua la presidente Gori -. L’incremento del costo delle ‘bionde’ rappresenta una battaglia di civiltà contro il principale fattore di rischio oncologico e per tutelare la salute dei cittadini. La nostra proposta di aumentare di un centesimo il prezzo di ogni sigaretta ha raccolto consensi trasversali, dai rappresentati delle Istituzioni alle Associazioni dei pazienti, fino al Ministro della Salute, che ringraziamo. Ora ci auguriamo che la decisione della Commissione Sanità del Senato non rimanga solo sulla carta ma diventi operativa a vantaggio di tutti i pazienti e delle loro famiglie”.

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TARES: Lo “Sportello dei Diritti” in ausilio dei contribuenti

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2013

P1030294 Commissione Tributaria Provinciale Di...

P1030294 Commissione Tributaria Provinciale Di Venezia (Photo credit: Chiew Pang)

Lo “Sportello dei Diritti”, ricorda nella persona del presidente Giovanni D’Agata, che lunedì 16 dicembre scade il termine per il pagamento del saldo TARES anno 2013.In questi giorni, infatti, molti comuni si sono adoperati nel far pervenire gli avvisi di pagamento creando non poche preoccupazioni tra i contribuenti, già afflitti dai quotidiani problemi determinati da una crisi economica senza precedenti. A tal proposito per eventuali contestazioni future, si precise quanto segue:
1) una volta pagata la tassa, il contribuente entro 5 anni può chiedere il rimborso, oltre gli interessi e, in caso di rifiuto da parte del Comune, si può proporre ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale;
2) in caso, invece, di mancato pagamento, contro l’atto di recupero si può proporre ricorso entro 60 giorni innanzi alla competente Commissione Tributaria Provinciale. A questo punto, lo “Sportello dei Diritti”, con l’assistenza del tributarista avvocato Maurizio Villani, sta valutando la procedura di contestazione per una tassa ingiusta, illegittima ed immotivata.

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Borse di studio salve: la Camera elimina tassa sulla specializzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

Salta la tassazione sulle borse di studio: in commissione Finanze della Camera è stato approvato all’unanimità un emendamento che ha corretto la norma del Decreto semplificazioni fiscali passata in Senato sull’equiparazione delle borse di studio superiori agli 11.500 euro annui ai redditi da lavoro dipendente, con conseguente imposizione Irpef e un aggravio di circa 200-300 euro mensili sulla busta paga dei medici in specializzazioni. Esprime soddisfazione il Segretariato dei giovani medici, che, insieme a Federspecializzandi, aveva indetto due giornate di astensione da tutte le attività di assistenziali e di ricerca e che sarebbero culminate oggi con un Sit-in al Parlamento. La norma d’altra parte avrebbe danneggiato non poco i giovani «già oggetto di politiche non sempre virtuose in tema di valorizzazione del merito e di visione di sistema». Con il rischio, per altro, di un incremento di chi trova più «vantaggioso esercitare la professione all’estero e ancor prima completare o cominciare la formazione fuori dai confini Italiani». Già ieri, comunque, da parte del ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva incontrato gli specializzandi a Torino, c’era stato un segnale di apertura, con la promessa di un incontro e l’avvio al più presto di un tavolo. Sulla vicenda è intervenuto anche Amedeo Bianco, presindente Fnomceo: «Si tratta di una correzione di un palese errore di valutazione. Ora ci auguriamo che si possa avvire una riflessione responsabile e matura sul nostro sistema di formazione specialistica, che deve saper produrre competenze di alto profilo tecnico-professionale, a vantaggio di tutti i cittadini, e di garantire serenità e prospettive di lavoro ai nostri giovani, che impegnano una parte rilevante della loro vita in questo cammino lungo e difficile».(fonte doctor news33)

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Tassa rifiuti: modulo rimborso iva

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

Modulo predisposto dall’Aduc: Raccomandata A/R
Al legale rappresentante pro tempore del Gestore del servizio Con sede legale in………., via………..
e p.c. al Comune di residenza
Aduc – Associazione per i diritti degli utenti e consumatori via Cavour 68, 50129 Firenze
(questa e’ sufficiente per posta ordinaria)
Oggetto: Richiesta di ripetizione per indebito oggettivo ai sensi degli artt. 2033 c.c. e seguenti – Iva corrisposta e non dovuta
Premesso che:
– Dal…..al……[specificare gli anni per i quali si chiede il rimborso, che possono retroagire fino a 10, termine di prescrizione dell’azione di ripetizione dell’azione di ripetizione dell’indebito] ho effettuato il pagamento della Tia1 (Tariffa d’Igiene Ambientale) da Voi erroneamente maggiorata dell’Iva per l’immobile sito in ……[città, via, interno, piano];
– Che l’Iva in questione non è dovuta, stante la natura “tributaria” delle somme corrisposte e non “corrispettiva”, secondo quanto ormai chiarito dall’intervento della Corte Costituzionale prima (sent. 238/2009) e dalla recente sentenza della Cassazione n. 3756 del 9 marzo 2012;
– Che pertanto quanto pagato in eccesso è di……………euro e costituisce indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 c.c. ripetibile, entro 10 anni dal pagamento;
intima la ripetizione di euro……………. entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, da effettuarsi tramite bonifico bancario [ovvero altra modalità – indicare quale sin d’ora]. Laddove la presente rimanga inevasa, sarò mio malgrado costretto ad adire tutte le vie giudiziarie competenti (Giudice di Pace).
La presente valga quale messa in mora, interruttiva di ogni termine di prescrizione.
Data, luogo Firma (fonte: http://www.aduc.it)

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Pensionati e la tassa sulla prima casa

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Pensioners' Party (Italy)

Pensioners' Party (Italy) (Photo credit: Wikipedia)

I Comuni sono chiamato ad applicare l’IMU (Imposta Municipale Unica), varata dal Governo Monti in sostituzione dell’ICI e applicata anche sulla prima casa. Questo pesantissimo balzello cade come una scure su ricchi e poveri – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – non tenendo conto delle reali condizioni dei cittadini. Troppe volte pensionati al minimo si trovano a possedere una casa grande, magari non in ottime condizioni, solo perché per decenni si sono sacrificati e da soli, mattone dopo mattone, sono riusciti a fare, una stanza dopo l’altra, una casa che doveva servire per tutta la famiglia e che le mutate condizioni, troppe volte, hanno portato queste costruzioni ad essere abitate solo dall’anziano, ex operaio, molte volte ex emigrante. L’IMU sulla prima casa è un qualcosa di odioso e di profondamente ingiusto – ha rimarcato Fatuzzo – come pure è ingiusto non tener conto del reddito di chi vi abita. È indispensabile che l’IMU sia applicata con estrema attenzione, tenendo conto delle reali condizioni economiche delle famiglie, dei debiti e della presenza portatori di handicap, di anziani o di senza lavoro. Non si può solo spremere cittadini colpevoli solo di aver risparmiato una vita, di aver lavorato e tirato su, con sacrifici immensi, una casa. – ha concluso Fatuzzo – Si tassino i grandi capitali, si colpisca la grande evasione, ma si lascino in pace quei cittadini onesti che hanno quattro mura, frutto del sacrificio di una vita. (On. Carlo Fatuzzo)

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Tariffa rifiuti senza Iva

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2012

Buone notizie per i contribuenti italiani. La Cassazione, con sentenza 3756 depositata l’8 marzo 2012 ha chiuso per sempre la questione relativa all’applicazione dell’IVA sulla Tariffa rifiuti sentenziando che la TIA1, così come la TIA2 o la TARSU, è un tributo e non una entrata patrimoniale, come sostenuto erroneamente dall’Agenzia delle Entrate e, come tale, non assoggettabile all’IVA. Tutti i contribuenti, a partire dalle ore 10 di lunedì 12 marzo fino alle le ore 10 del 30 marzo potranno richiedere il modulo IRT per il rimborso dell’IVA pagata sulla Tariffa rifiuti inoltrando la domanda allo Sportello del Contribuente via email a info@contribuenti.it. Le richieste pervenute saranno valutare in ordine cronologico. L’istanza di rimborso (IRT) del 10% dell”IVA pagata sulla Tariffa rifiuti, mira a tutelare ed assistere i contribuenti che hanno pagato più del dovuto. Nel caso in cui i contribuenti italiani dovessero incontrare difficoltà nella compilazione del modulo, po tranno avvalersi dell’ assistenza del Team IRT presente presso le Direzioni Regionali di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani entro e non oltre il 30 marzo 2012. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani stima che tra famiglie e imprese la P.A. dovrà rimborsare oltre 300 milioni l’anno. Per le famiglie il rimborso è medio è di circa 520 euro, mentre per le imprese ammonta a circa 4.250 euro. Per il presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, il rimborso come sancito dalla Corte Cassazione dovrà erogato, entro 60 giorni dal ricevimento della istanza di rimborso, in un’unica soluzione. Ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito http://www.contribuenti.it o su Contribuenti.it Magazine. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Evasori: tolleranza zero

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2011

Politiche Fiscali 2015 - Palermo, 21 ottobre 2009

Image by Artea Studio via Flickr

Il Coisp ha richiesto da sempre che la lotta contro l’evasione fiscale sia intensificata e resa efficace. Oggi il Governo sembra, se non cambierà nuovamente idea, intenzionato a considerare questa piaga sociale un problema che affligge ed intacca il patrimonio dell’Italia e degli italiani. Ma per quale motivo si vorrebbero considerare evasori “seri” solo coloro che lo sono oltre la soglia dei 3 milioni di euro? In galera dovrebbero andarci tutti gli evasori fiscali, quelli totali come quelli parziali, perché chi evade fa del male a tutti noi, dichiara il Segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP Franco Maccari. Prosegue Maccari: i Poliziotti e le Forze dell’Ordine forse si sentono ancora più colpiti da questa “franchigia” dell’evasione fiscale, perché fare sconti agli evasori è frutto di un malcostume ed una abitudine tutta italiana, ma santificarlo dentro ad una manovra economica è indegno di uno stato civile. Dichiariamo guerra aperta agli evasori. Ma non solo ora e non solo per recuperare miliardi, ma per equità e giustizia verso coloro che pagano le tasse, non solo oggi ma da oggi in poi. Nella serata inaugurale della Mostra del Cinema di Venezia il COISP era presente ed ha distribuito un volantino ai cittadini, che iniziava così: “La corruzione e l’evasione fiscale dilaga più che mai … ed i poliziotti, unico baluardo della legalità, vengono per questo continuamente pugnalati alle spalle!! Oggi il Governo parla di lotta all’evasione, speriamo sia l’inizio di una presa di coscienza che riporti l’onestà e l’interesse della collettività al centro della politica. Sarebbe un miracolo, conclude ironicamente Maccari.

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Introdotta tassa per le cause di lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

La manovra di Tremonti ha introdotto l’obbligo di versamento del “contributo unificato” anche per le cause di lavoro e previdenziali sin dal primo grado di giudizio. Per impugnare un licenziamento un lavoratore dovrebbe pagare circa 500 Euro. “E’ una tassa odiosa da eliminare – mette in chiaro Emidia Papi, dell’Esecutivo Nazionale USB – le cause di lavoro erano esentate dal pagamento del ‘contributo unificato’ in quanto il lavoratore era riconosciuto come parte debole di fronte alle aziende. Ora, se pur diversificata secondo il reddito del lavoratore e secondo il valore della causa, questa tassa va a ledere un diritto fondamentale. Inoltre, avendo effetto immediato, sta già procurando gravi danni ai lavoratori con blocchi dell’avvio delle cause e richieste di pagamento”. Prosegue la dirigente USB: “Dopo il Collegato Lavoro, che ha introdotto scadenze capestro per impugnare i licenziamenti ed i contratti precari, con questo provvedimento il Governo vorrebbe rastrellare 103 milioni di Euro sulla pelle dei lavoratori e dei precari in causa. Un grave motivo in più per contestare e respingere una manovra iniqua e ammazza diritti”. “Per questo – conclude Papi – abbiamo avviato una campagna di protesta, invitando tutti i lavoratori ad inondare le caselle di posta dei membri della commissione Bilancio del Senato per chiedere l’accantonamento del comma 6 dell’ art. 37 del D.L. 98/2011, in cui è prevista l’odiosa tassa, ed il ripristino della gratuità del processo di lavoro e previdenziale”.

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Illegittima tassa sui cellulari

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

La Tassa Di Concessione Governativa (TCG) sui cellulari – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale Adiconsum – è illegittima, perché essendo stata abrogata la norma che prevedeva la licenza di esercizio è venuta meno anche la tassazione del suo documento sostitutivo e cioè l’abbonamento all’utenza telefonica. Di conseguenza i versamenti della Tassa di concessione governativa eseguiti in virtù del contratto di abbonamento al servizio di telefonia mobile sono indebiti. L’applicazione della TCG viola inoltre i principi contenuti nella Direttiva 2002/21/CE, poiché determina un incremento dei costi da parte di chi sottoscrive contratti di abbonamento, impedendo la formazione di un mercato concorrenziale Adiconsum è consapevole che non bastano le sentenze delle Commissioni Tributarie Regionali e le richieste di rimborso dei cittadini per far abolire una tassa. Adiconsum mette a disposizione dei consumatori un modulo per la richiesta di rimborso della tassa di concessione governativa versata indebitamente negli ultimi 3 anni, consapevole delle difficoltà di accoglimento della richiesta, ma altrettanto consapevole che sia ingiusto rinunciare a priori alle legittime richieste di abolizione della TCG e ai relativi rimborsi. Il modulo e’ disponibile presso ogni sede territoriale dell’associazione, i cui indirizzi sono reperibili presso il sito http://www.adiconsum.it. Adiconsum precisa che l’invio della richiesta di rimborso della TCG non esonera il consumatore dal continuare a pagare la tassa sui propri abbonamenti di telefonia mobile ancora attivi.

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Tassazione sulle transazioni finanziarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2011

“Il Parlamento europeo ha approvato oggi a larga maggioranza una risoluzione per l’introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie. L’Italia, per una volta, non è il fanalino di coda nel dibattito internazionale. Alla Camera giace infatti una analoga proposta di legge bipartisan: venga immediatamente calendarizzata”. E’ quanto chiede in una nota Andrea Sarubbi, deputato del Pd, firmatario della pdl 3740 insieme a Zacchera (Pdl), Pezzotta (Udc), Evangelisti (Idv), Angela Napoli (Fli), Barbi (Pd), Bossa (Pd), Di Stanislao (Idv), Renato Farina (Pdl), Galletti (Udc), Gasbarra (Pd), Gozi (Pd), Mogherini (Pd), Murer (Pd), Pedoto (Pd), Touadi (Pd). “Si tratta di introdurre una tassazione ponderata e minimale dello 0,05%, che si configura quindi come una sorta di assicurazione contro la speculazione a favore dei piccoli risparmiatori. Se applicata da un congruo numero di Stati, offre tre opportunità: stabilizzare in maniera permanente i mercati finanziari, fornire prezioso carburante per uscire dalla crisi e contribuire a regolare gli squilibri economici mondiali rendendo possibile il perseguimento degli Obiettivi del Millennio anche all’Italia, attualmente triste fanalino di coda in questa fondamentale scommessa internazionale”.

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Tassa su prelievo contante in banca

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la “tassa sul contante”. Imposizione dell’importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante. “Si tratta di una follia – affermano le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – L’idea che un cittadino debba pagare per poter disporre del proprio denaro è un ritorno al Medioevo, e l’esempio concreto di come gli istituti di credito, introducano periodicamente nuovi balzelli il cui unico scopo è quello di salassare i consumatori e arricchire le proprie casse”. “Gli utenti devono però sapere che non tutte le banche hanno deciso di adottare tale tassa. Invitiamo pertanto i correntisti – proseguono Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – a verificare se la propria banca è tra quelle che applicano la “tassa sul contante” e, in tal caso, chiudere il conto e passare ad altro istituto di credito”.

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Stop alla tassa sui cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

“Non è accettabile che gli utenti di telefonia siano ancora tenuti al pagamento della tassa di concessione governativa”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ricordando lo strano percorso di questo inutile balzello: la “Tassa di Concessione Governativa”  deve essere corrisposta dagli intestatari di un abbonamento di telefonia mobile allo Stato nella misura di 5,16 euro mensili se privati e di 12,91 euro se business (ma in tale caso la tassa è deducibile per l’80 per cento). Introdotta dal DPR sulla “Disciplina delle tasse sulle concessioni governative” del 1972, ed estesa nel 1995 ai telefoni cellulari in abbonamento, considerati “beni di lusso”, è stata abrogata nel 2003 dal Codice delle comunicazioni elettroniche che, in osservanza alle direttive comunitarie, ha liberalizzato il mercato. In effetti nel 2007 il governo si era impegnato ad abolire la tassa ma, considerato anche il gettito 750 milioni di euro annui che essa fruttava, la decisione fu rimandata a tempo indeterminato. Finalmente nel gennaio scorso sono state emesse due sentenze – dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto – che hanno stabilito che gli enti locali non sono tenuti al pagamento della tassa, e anzi che essa è illegittima, aprendo la strada alla possibile richiesta di esenzione degli utenti nonché al rimborso di quanto illegittimamente pagato. “Invitiamo i consumatori -conclude Dona- a segnalare il proprio caso a info@consumatori.it”.

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Banche: una tassa sul contante

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

“E’ inconcepibile far pagare ai cittadini una tassa per prelevare il proprio denaro”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, riferendosi alla nuova tendenza di molti istituti di credito di far pagare una commissione da uno a tre euro per il servizio di prelievo allo sportello. “A rimetterci saranno gli anziani e tutti coloro che sono ancora  poco avvezzi all’uso del bancomat e dei conti on line– prosegue il Segretario generale – facendo aumentare ulteriormente la sfiducia degli italiani nei confronti delle banche”. “Siamo d’accordo con l’Abi e la Banca d’Italia sulla necessità di scoraggiare l’uso del contante, come già accade in molti altri paesi europei più propensi alla moneta elettronica – afferma l’avvocato Dona – ma piuttosto che aggiungere oneri sarebbe il caso di abbassare i costi di tenuta sulle carte e bancomat per renderli mezzi di pagamento accessibili a tutti.” “Il nostro augurio – conclude Dona – è che l’Antitrust, che sta già studiando la questione, intervenga tempestivamente per bloccare questa pratica commerciale scorretta perpetuata ai danni del consumatore”.

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