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Posts Tagged ‘tasse’

Fisco: Riduciamo tasse innovando

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Tra Legge di Bilancio, Recovery Plan e collegati, daremo la risposta migliore a quanto emerso dall’indice internazionale sulla competitività fiscale, elaborato dal centro studi Epicenter, che indica il sistema fiscale italiano come il meno competitivo tra tutti quelli dei 36 Paesi più industrializzati aderenti all’Ocse.Continueremo a ridurre le tasse, come abbiamo iniziato a fare con la scorsa Manovra, ma innovando. Sempre di più, perché non ha senso parlare di riforma se non si alza il livello della digitalizzazione, dell’automazione dei processi, della semplificazione normativa. Così aumentiamo la competitività del Paese.Andiamo per ordine, perché stiamo lavorando ad una revisione complessiva dell’intero sistema.Partiamo dalla digitalizzazione del Fisco, che possiamo fare anche attingendo alle risorse del Recovery Fund. Questo vuol dire semplificare il complicato processo di accertamento e riscossione attraverso: – una più organica collaborazione, e in prospettiva l’unificazione, tra le diverse banche dati degli uffici pubblici, che permetta di sgravare contribuenti ed imprese dalla presentazione di documenti e dati già posseduti dalla pubblica amministrazione (ad esempio: Isa automatici); – l’incentivazione dei pagamenti elettronici, con i meccanismi del Cashback e della Lotteria degli Scontrini, anche per approfondire la lotta all’evasione fiscale; – la digitalizzazione di Agenzia delle Entrate (migliorare il cassetto fiscale, rendendolo al passo con i tempi, e passare dallo sportello fisico allo sportello virtuale e dalle file negli uffici pubblici all’ufficio per appuntamento, investire nell’assistenza telefonica e digitale diffusa); – estendere, il più possibile, su base volontaria, la fattura elettronica anche a chi oggi non la fa. Stiamo poi, raccogliendo e riordinando, in un Testo Unico del Contribuente le centinaia di norme fiscali sparse in mille rivoli, favorendo così un processo che ci porta all’eliminazione di quelle inutili o ridondanti, in un’ottica di trasparenza dell’amministrazione pubblica e di semplificazione.Vogliamo anche semplificare la vita a 4 milioni di lavoratori autonomi soggetti all’Irpef, superando gli squilibri che provoca il sistema del “saldo-acconto” e basando la riscossione delle imposte su quanto effettivamente incassato dal contribuente, non più sull’incasso presunto. Si tratta di sfruttare le potenzialità tecnologiche per arrivare ad una riscossione mensile o al massimo trimestrale, così da consentire al contribuente di pianificare al meglio la gestione della liquidità e anche di scontare più rapidamente eventuali crediti di imposta e agevolazioni fiscali.In cantiere c’è anche la “bonifica” della giungla di detrazioni e spese fiscali, le Tax Expenditures, che oggi complicano il sistema fiscale e minacciano il principio della progressività. Diversi miliardi possono essere ottenuti dai “sussidi ambientalmente dannosi” e dal tetto alle detrazioni fiscali per i redditi sopra una certa soglia. Fondi utili a finanziare parte della riforma fiscale complessiva.Questo ci aiuta anche a costruire un assegno unico che accorpi assegni familiari e bonus vari, spesso difficili da attivare, aggiungendo risorse aggiuntive, così da finanziare una politica ad hoc per la famiglia, capace di stimolare consumi e natalità. Una politica che ha funzionato bene in Francia e in Germania e che semplifica la vita al cittadino, che oggi rischia di non ricevere un bonus o un assegno perché non lo conosce e non sa di averne diritto.Ma semplificare vuol dire anche cancellare una serie di tributi di dimensioni insignificanti che complicano il quadro tributario. È un’operazione, pienamente gestibile, che rende necessario un piccolo sforzo del bilancio pubblico, ma che aiuta il rapporto tra cittadino e fisco.Stiamo sviluppando una fiscalità di vantaggio per le filiere più colpite dalla pandemia Covid e per i territori che si trovano in una situazione di “svantaggio”, stabilizzando ad esempio la decontribuzione al 30% per le imprese del Mezzogiorno sui dipendenti, introdotta con il Decreto Agosto.È una riforma importante, e complessa, su cui stiamo lavorando 24 ore su 24, perché sono provvedimenti che non possono più aspettare”.Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, in un lungo post sui social, delinea

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Recovery fund e abbassamento delle tasse

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Roma – “Da quando in Europa si è iniziato a discutere di Recovery Fund stiamo parlando di fiscalità di vantaggio e riduzione delle tasse. Molti dicevano che non era possibile, ora, invece, è chiaro che si può fare. E noi lo faremo.
È un processo strettamente collegato, una conseguenza logica, di quel piano di riforme che servono a recuperare la distanza che ancora oggi c’è tra le diverse aree del nostro Paese e tra l’Italia e gli altri Paesi Europei. Lo ha detto chiaramente anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il Recovery Plan deve tenere conto delle raccomandazioni-Paese che l’Europa ha pubblicato nel quadro del Semestre Europeo. Un riferimento tutt’altro che banale, se consideriamo che all’Italia è stato più volte evidenziato l’eccessivo costo del lavoro, ma anche la necessità di una riforma del fisco.Decontribuzione e taglio del cuneo fiscale servono per aumentare la produttività e la competitività delle aziende. Sono misure che abbiamo avviato ma che devono, all’interno di un quadro organico, diventare pluriennali per attrarre gli investimenti in Italia e consentire al mondo dell’impresa di programmare, con regole certe, la propria attività.
Poter utilizzare il Recovery Plan, anche per questo, è un’ottima notizia. E l’apertura della Commissione è inequivocabile.
Andiamo avanti!”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sconto 20% ristorante pagando con carta. Ma… ridurre le tasse?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Nel decreto legge di agosto che dovrebbe vedere la luce domani o giù di lì, è previsto che, pagando al ristorante con carta, si abbia lo sconto del 20% della spesa sostenuta. Il rimborso dovrebbe arrivare direttamente sul conto corrente collegato alla carta oppure iscrivendosi ad un’apposita App. Se la prima ipotesi dovesse verificarsi occorrerà preoccuparsi perché vorrà dire che al ministero qualcuno ha deciso di essere efficiente. Sulla seconda ipotesi, ci viene al momento da sorridere e già intravediamo scenari da burocrazia asfissiante, cose che non funzionano, etc. E comunque, in entrambi i casi i soldi, che arrivino “direttamente” o dopo la tortura dell’uso di una App, viste le esperienza passate in situazioni anche decisamente più delicate (come la cassa integrazione) non si può escludere che vengano messi di mezzo degli istituti di credito, che avranno un costo (da scaricare sullo Stato o sul cliente della carta), istituti che non è escluso che si mettano a fare l’autopsia ai loro clienti che dovrebbero ricevere questo 20%, trovando volta per volta 1.001 motivi per non pagare e/o ritardare il pagamento e magari facilitare l’apertura di un contenzioso perché il dovuto sia versato.
Sappiamo dell’atavica sfiducia che lo Stato ha nei confronti di qualunque contribuente: sempre colpevole a priori salvo dimostrazione che spesso si ottiene dopo faticose pratiche e ricorsi sempre a spese del contribuente. Sfiducia ricambiata dal contribuente che appena può (e spesso è occasione di vanto) frega il fisco.In questa logica massacrante del buon senso e del buon diritto si inserisce questa “regalia” ai consumatori, pagati per essere agenti del fisco ed evitare che il conto del ristorante sia pagato a nero e i ristoratore evada il fisco.Tutto torna. Ma possibile che non ci possa essere un’altra logica? Che parta dalla fiducia nei confronti del contribuente? Se il Fisco dice di voler pagare il 20% perché il consumatore lo aiuti contro l’evasione, perché questo 20% non può essere utilizzato per riduzioni fiscali ai ristoratori e, di conseguenza, questi ultimi potrebbero praticare prezzi di vendita meno onerosi per i loro clienti?
Fantapolitica e fantaeconomia? Probabile, allo stato dei fatti. Ma per invertire questo meccanismo massacrante del rapporto tra contribuenti e Fisco, da qualche parte bisognerà pur partire, con rodaggi iniziali che troveranno entrambe le parti scontente. Il problema che ci par di comprendere è che nessuna delle due parti abbia intenzione di venir meno alle proprie prerogative di sceriffo ed evasore. Motivo? La sopravvivenza di entrambi. Noi crediamo che compito dello Stato debba essere quello di provare nuovi sistemi impostati sulla fiducia con i contribuenti. Sarebbe la semplificazione della burocrazia che, in questo caso, potrebbe portare anche ad un calo dell’evasione fiscale.

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La Sapienza taglia le tasse universitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Il Cda dell’Ateneo ha approvato la manovra con misure a favore dei meno abbienti ben oltre la soglia della no tax area prevista a livello nazionale. Il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo ha approvato ieri pomeriggio, con il voto unanime dei rappresentanti degli studenti e di tutti i consiglieri, gli importi delle tasse che gli iscritti dovranno versare per il prossimo anno accademico. Tra le novità introdotte dal CdA, è prevista l’esenzione completa per le matricole e per gli studenti meritevoli con Isee fino a 24.000 euro; la soglia è stata elevata di 4.000 euro rispetto a quanto stabilito dal MUR, che fissa a 20.000 il tetto per l’esenzione. Sono stati inoltre approvati sconti dal 20% all’80% per gli studenti con Isee dai 24.000 ai 30.000 euro.Restano confermate le agevolazioni già previste in passato: l’esenzione per tutto il primo anno per chi si diploma con 100/100, esenzione che può essere mantenuta anche per gli anni successivi con il conseguimento di un determinato numero di crediti; le riduzioni destinate agli immatricolati con voto di maturità pari o superiore a 95/100 e le agevolazioni per le famiglie con più figli iscritti alla Sapienza.La Sapienza inoltre consentirà, per coloro che sono in possesso dei requisiti previsti, di pagare i contributi di iscrizione all’anno accademico 2020-2021 in base all’Isee corrente, mentre l’Isee ordinario fa riferimento alla situazione economica dell’anno precedente. Questo per favorire le famiglie che hanno subito maggiormente la crisi di quest’anno a causa della pandemia da Covid-19.La manovra da 8,5 milioni di euro, riguarderà circa 40.000 studenti dell’Ateneo.Infine, tra le misure già messe in campo dall’Ateneo per promuovere il diritto allo studio, la Sapienza ha stabilito la destinazione di una parte consistente dell’utile di esercizio del bilancio 2019 agli studenti. In particolare un milione e mezzo di euro in più serviranno a incrementare il numero delle borse di tutorato, nell’ambito delle borse di collaborazione studenti e di quelle destinati a dottorandi e studenti magistrali. Pieno apprezzamento anche da parte Giuseppe Benincasa, rappresentante degli studenti in Cda. “È un provvedimento significativo – dichiara – che dimostra concretamente attenzione da parte del nostro Ateneo verso gli studenti e le loro famiglie e che costituisce un impegno importante che la Sapienza si è sentita di assumere con serietà, volontà e decisione in un momento così delicato”.

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Riforma fiscale: occorre abbassare le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

“L’obiettivo di un’economia liberale che non intenda farsi fagocitare dalla finanza e voglia puntare su sviluppo, lavoro e lotta alla povertà è aumentare la ricchezza. Non ci sono alternative.
Per farlo occorre rilanciare l’impresa e affiancarle uno Stato che la renda competitiva seguendo due direttrici: diminuzione delle tasse e realizzazione di infrastrutture su cui corrano servizi efficienti. La lotta all’evasione e all’elusione è importante ma diventa efficace solo quando si creano le condizioni della crescita che danno consenso sociale al rigore. Nella decrescita esplode l’illegalità. Sono latitanti nella riforma fiscale evocata dal Ministro Gualtieri gli strumenti per l’aumento della ricchezza e per la produzione di lavoro. Non può esserci riforma se non s’interviene con decisione sul cuneo fiscale, sul quoziente familiare, sull’abbassamento di tasse e imposte per le aziende, sulla creazione di aree speciali. È difficile, anzi impossibile, competere con i partner europei se il nostro sistema ci impone di lavorare da gennaio a settembre solo per pagare le tasse. Oggi la crisi determinata dalla pandemia ci consente un salto di livello attraverso l’immissione di risorse economiche straordinarie Che devono però essere indirizzate per rivoluzionare il sistema fiscale italiano, del tutto incompatibile con i due obiettivi citati: ricchezza e lavoro”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Serve un piano straordinario per il taglio delle tasse

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

In questi mesi, come Governo, abbiamo messo in campo tutte le misure necessarie per contrastare gli effetti della pandemia da Covid, ma ora servono strumenti e misure per consentire una immediata ripartenza dell’intero Sistema Paese. Due sono le strade, e dobbiamo percorrerle entrambe, senza tentennamenti.
La prima, che abbiamo già intrapreso, è quella che ci porterà a varare un importantissimo Decreto per la sburocratizzazione, la semplificazione e lo sblocco degli investimenti pubblici. Abbiamo più di 125 miliardi già stanziati che hanno bisogno di essere liberati. Ma oltre a questo stiamo semplificando i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, e questo porterà con sé anche un consistente risparmio e la liberazione di risorse che potranno essere diversamente allocate.
La seconda, ancora più importante, è quella che ci porterà a mettere in campo un ambizioso, e ormai non più rinviabile, piano di riforme strutturali che hanno come obiettivo l’abbassamento delle tasse ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Siamo pronti su tanti settori, si tratta solo di ricondurre tutto all’interno di un disegno unico. E il Piano Nazionale delle Riforme, che ci apprestiamo a presentare, è la prima occasione per delineare gli ambiti di intervento e il cromo programma di azione.Questo Paese ha bisogno di una rivoluzione verde, che acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilita’ ambientale e sociale, una rivoluzione che passa anche attraverso la rivisitazione, o meglio cancellazione, dei sussidi ambientalmente dannosi.Fatturazione elettronica e scontrino elettronico ci stanno aiutando molto nella lotta all’evasione fiscale, che resta una priorità per il Governo. Se tutti pagano, tutti pagheremo di meno. E questa è la premessa per una complessiva riforma della tassazione diretta e indiretta, che arriverà già con la prossima Legge di Bilancio.
Il rapporto tra cittadino, imprenditore, e fisco deve essere più diretto e molto più semplice. Per questo stiamo lavorando anche ad un Testo unico del Contribuente, che metta ordine tra le oltre 800 norme che esistono in materia fiscale.
Abbiamo una grande occasione, che non vogliamo e possiamo sprecare. È un’opportunità unica, grazie anche alle risorse che arriveranno dall’Unione Europea. Ora dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, siamo un grande Paese, possiamo farcela!”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“La riduzione delle tasse deve essere completa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

“Lo sforzo del 2020 deve essere coniugato con coerenza con una completa riforma fiscale che riduca le tasse. Ci deve essere un ventaglio che vada dall’IRAP, all’IRES e all’IRPEF, anche per sostenere le imprese.Sono giorni in cui gli italiani, le imprese, pagano le tasse e credo sia giusto dare una visione d’insieme. Anche Visco ne ha parlato ieri.Sull’IVA ci sono diverse ipotesi, ritengo sarebbe più incisiva una riduzione selettiva anche perché ci sono settori più colpiti. È una misura che un paese come la Germania ha messo in cantiere.A me interessa chiudere il ragionamento sulla riduzione complessiva delle tasse, per adesso e per i prossimi anni. Non c’è più tempo, e in questo momento è giusto dire a cittadini e imprese, con chiarezza, cosa accadrà da qui ai prossimi anni”.Lo ha detto, intervenendo a Radio Anch’io su Radio 1 RAI, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Governo: La sfida vera

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

“La sfida vera di questo Governo è abbassare le tasse, riformare il fisco e rilanciare la crescita, sbloccando gli investimenti. Ma per fare tutto questo bisogna partire da un punto fermo, la piena dignità dei cittadini. E la dignità di un cittadino coincide anche con la possibilità di pagare una bolletta, fare la spesa, comprare generi di prima necessità ai propri figli e soprattutto rientrare, o entrare per la prima volta, nel mondo del lavoro.Il Decreto Dignità, il Reddito di Cittadinanza, come anche il taglio del Cuneo Fiscale, cambiano la vita delle persone. La migliorano. E questo è un dato di fatto. Quindi basta slogan, basta distinguo solo per fare notizia ed avere qualche titolo di giornale. Siamo stati chiamati a Governare il Paese per risolvere i problemi dei cittadini.
L’Istat, in un’indagine sulle condizioni di vita dei cittadini, evidenzia che il 43,2% degli intervistati dichiara una elevata soddisfazione per la propria vita. Un dato in miglioramento rispetto a quello del 2018 quando era pari al 41,4%. Il 56,5% delle persone, con più di 14 anni, poi mostra soddisfazione riguardo la propria condizione economica. A qualcuno potrà sembrare poco, ma sono queste le cose che ti spingono a lavorare ancora di più per le persone. Non dobbiamo tornare indietro, dobbiamo andare avanti. Come stiamo andando avanti sulla stabilità dei rapporti di lavoro, grazie alle norme contenute nel tanto criticato Decreto Dignità. Nel 2019, i contratti stabili sono aumentati di 365.216, un valore più che doppio rispetto a quello dell’anno precedente.Quando i dati sono incoraggianti vanno letti come tali, senza eccessivi entusiasmi, ma neppure sminuendoli o deridendoli.Adesso concentriamoci sulle priorità vere, a partire dalla crescita. E per fare questo, come ho detto anche nei giorni scorsi, la prossima sfida è il supporto all’attività d’impresa. Perché adesso che abbiamo messo in campo gli strumenti per ridare dignità a tutti i cittadini, dobbiamo sbloccare gli investimenti e creare posti di lavoro”.Così, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Imprese in costituzione: meno tasse e burocrazia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

“Ho letto l’intervista a Licia Mattioli, molto bella, ed i cui contenuti condivido in larga parte. È giunto il momento di sdoganare il ruolo centrale dell’impresa riconoscendogli quello di chi crea valore nella società. Credo si debba avviare una riflessione seria sul tema, arrivando anche ad inserire il concetto in Costituzione. Il nostro Paese è grande, nel mondo, anche grazie alle nostre imprese, al settore manifatturiero, al Made in Italy. E questo ruolo dobbiamo riconoscerglielo esplicitamente, con politiche dedicate.Il 32% del nostro PIL deriva dall’export, è il segno inequivocabile della bontà della nostra produzione. Nonostante le difficoltà quotidiane che il mondo dell’impresa deve affrontare, c’è chi non si è mai arreso.Meno burocrazia e meno tasse, è quello che ci chiedono ed è quello che dobbiamo garantire all’intero sistema Paese. Aumentando anche la difesa dell’interesse nazionale, all’interno di regole europee che dobbiamo contribuire a migliorare.Sono proprio questi i temi principali su cui stiamo lavorando al Tavolo di Governo per realizzare una ampia e rivoluzionaria riforma fiscale, che ci permetta non solo di ridurre le tasse alle imprese, ma anche di rivedere il nostro fisco, troppo complesso ed articolato.
Serve una visione di lungo periodo, non una politica elettorale fatta di slogan. Servono politiche strutturali, non norme che cambiano ogni giorno.Questo è il lavoro che stiamo portando avanti, con un confronto costante con le parti sociali, perché dal benessere delle nostre aziende, sul territorio, dipende la salute e il benessere dei nostri cittadini”.Così il Vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Castelli, “Bene operazioni su frodi carosello, con risorse riduciamo le tasse”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

“Con due distinte operazioni, la Guardia di Finanza ha sequestrato un carico di 13.000 litri di prodotti petroliferi, che veniva trasportato in evasione di imposta, ed ha scoperto una maxi frode da 100 milioni di IVA, sradicando un organizzazione criminale che, attraverso un sistema di frodi carosello, ha sottratto questo importo al fisco, riciclando i proventi illeciti in Italia e all’estero.Un bel risultato, in un settore in cui stiamo lavorando molto. E su cui, durante questa esperienza di Governo, sto intervenendo con fermezza per dare a chi opera gli strumenti necessari.Nel Decreto Fiscale, approvato alla fine dello scorso anno, abbiamo introdotto ulteriori disposizioni normative, che inaspriscono le sanzioni per l’evasione fiscale, e sono utili a favorire le azioni di contrasto alle frodi carosello che, la Guardia di Finanza, in modo sempre più stringente, sta portando avanti.La notizia è importante anche per tutti noi, perché il Governo ha deciso di impiegare in riduzione delle tasse tutti i proventi della lotta all’evasione fiscale. Paghiamo tutti, paghiamo meno”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Tasse, la classifica dei Paesi UE con la pressione fiscale più alta

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Passando a considerare la griglia completa dei Paesi, si scopre che a guidare la classifica di quelli più tassati dal fisco c’è la Francia che si conferma il paese dell’Unione europea dove la tassazione (tasse sul reddito e contribuzione sociale) è più elevata, in base ai dati Eurostat del 2018. Nel paese la pressione fiscale è al 48,4%, in aumento dall’anno precedente (48,3%), seguita da Belgio (47,2%, in aumento dal 47%), Danimarca (45,9%, in calo rispetto dal 46,8%), Svezia (44,4%, in calo dal 44,7%), Austria (42,8%, in aumento dal 42,4%), Finlandia (42,4%, in calo dal 43,1%) e Italia (42%, in lieve calo rispetto al precedente 42,1%). I paesi dove il fisco colpisce meno sono Irlanda (23%), Romania (27,1%), Bulgaria (29,9%), Lituania (30,5%) e Lettonia (31,4%). La media europea resta praticamente invariata al 40,3%.Rispetto al 2017 la pressione fiscale è salita nella maggior parte dei paesi (16), in particolare in Lussemburgo (da 39,1% nel 2017 al 40,7% nel 2018) e Romania (da 25,8% a 27,1%).Per quanto riguarda la sola imposta sul reddito, in testa resta la Danimarca (28,9%), seguita da Svezia (18,6%), Belgio (16,8%), Lussemburgo (16,4%), Finlandia (15,9%) e Italia (14,1%). Tuttavia l’ostilità e l’avversione che gli italiani manifestano per le tasse, non nascono solo dall’avvilente constatazione della sempre più marcata sproporzione tra quanto versato e la qualità dei servizi pubblici, sempre più scadenti, che a fronte di ciò viene offerta. A giocare un ruolo determinante sulla sempre più dilagante insofferenza verso il pagamento delle imposte c’è infatti anche la convinzione che la pressione fiscale esistente nel nostro Paese sia sempre più insopportabile. E a confermare questa sensazione, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, arrivano, anno dopo anno, numeri e statistiche, che non fanno altro che confermare quello che ormai è un incontrovertibile dato di fatto. I dati più aggiornati, ci dicono infatti che nonostante il peso del fisco in Italia sia calato di 0,1 punti, dal 42,1 % del 2017 al 42% del 2018, esso resta comunque il settimo più pesante dei grandi Paesi industrializzati.

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Tasse, evasione e galera. L’inutilità delle decisioni in atto

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

Sembra che tutti i politici della maggioranza siano contenti. Certo, ci sono i distinguo come quelli fatti da alcuni esponenti del partito di Matteo Renzi, ma poi votano tutti insieme. Possiamo annoverare una nuova conquista del “partito conduttore” dei nostri ultimi due governi: dopo aver abolito la povertà e la corruzione, ora hanno abolito l’evasione fiscale. E ci dicono di avervi provveduto prevedendo maggiore galera per alcuni evasori, quelli eccessivi.
A nostro avviso si tratta di un meccanismo psicologico – trasmigrato per la bisogna alla politica – che commuta il desiderio in realtà. Avete presente quando uno viene preso da una fissazione, credendo che tutto intorno sia finalizzato al proprio bene o al proprio male, più o meno condito da influenze astrali e/o religiose? E’ quanto ci sembra stia accadendo.
Sentiamo già una voce grossa che sovrasta questo nostro approccio: “che fai? Presti la spalla agli evasori?”. E ci sembra che anche questa voce grossa faccia parte dello stesso meccanismo psicologico trasferito alla politica.
Ci facciamo una domanda: ma veramente qualcuno crede che aumentando le pene per un reato lo stesso non verrà più commesso? Ci vengono in mente quelle sentenze che comminano al reo due o tre ergastoli… qualcuno crede che in questo modo ci sia stata più giustizia di quella che ci sarebbe stata nel caso in cui al reo fosse stato comminato un solo ergastolo? Suvvia! Nel caso dei giustizieri del nostro governo non stiamo parlando di reati per cui sia previsto l’ergastolo… ma qualcuno crede che se ad un evasore fiscale venga comminata una pena di 20 anni al posto di 10, questo evasore si senta più timoroso nel commettere questo reato? Suvvia! E’ quasi ovvio che starà solo più attento, che raffinerà il suo metodo delinquenziale, che aumenterà le mazzette da elargire a man bassa, etc etc.
Il problema a nostro avviso è che, così come siamo messi oggi, ci saranno sempre e comunque dei funzionari disposti a prendere e chiedere delle mazzette. Così come ci saranno sempre dei contribuenti che, per un motivo o per un altro, evaderanno. Un motivo: facile arricchimento; altro motivo: se pagano le tasse non stanno dietro allo standard di vita che tutt’intorno gli viene fatto credere (o lui crede) sia funzionale al suo specifico status. E quindi? Ci teniamo l’evasione e continuiamo a curarci il cancro con l’aspirina?
Ovviamente no. Chi scrive non ha formule magiche perché domani siano tutti ligi a pagare le proprie tasse. Ma chi scrive vive in questa società, in questo sistema economico. E vive e percepisce il disaggio di tutti coloro che sono contribuenti e cittadini. Ci sono alcune isole felici, ma mediamente l’amministrato si sente preso in giro vedendo e constatando che l’uso di queste tasse da parte della pubblica amministrazione è “sgradevole”…. e il conseguente rigetto/allontanamento dal sentirsi parte della comunità è quotidiano.Questo a nostro avviso è il punto centrale. Con il corollario di un sistema giudiziale che dimostri il suo funzionamento grazie alla sua celerità e incisività. Prerogative che per essere tali non hanno bisogno che le pene siano di venti anni invece che di dieci. Con l’aggiunta che non possiamo escludere che un giudice, di fronte al dover comminare una pena di venti anni chieda più tempo rispetto ad altrettanta pena di dieci anni.
Quello a cui accenniamo non è impresa facile. Ma intende contribuire ad individuare dove occorre attaccare il nostro sistema per far sì che l’evasione abbia sempre meno ragioni d’essere: giustizia e semplificazione amministrativa. Nel frattempo, le pene stratosferiche sono solo fumo negli occhi, erogato da chi, per se stesso e per gli amministrati, si accontenta di dichiarare. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Governo: Ridurre le tasse, ma la flat tax è una bufala

Posted by fidest press agency su sabato, 21 settembre 2019

“Non c’è nulla di certo al mondo, tranne la morte e le tasse”, diceva Benjamin Franklin (1706-1790), scienziato e politico, protagonista della Rivoluzione americana e tra i padri fondatori degli Stati Uniti d’America.Chi sarebbe contento di pagare meno tasse? Tutti, ovviamente, cittadini e imprese, soprattutto a fronte di una imposizione elevata, alla quale non corrispondono servizi adeguati da parte dello Stato.Vedremo il bilancio del governo Pd-M5s cosa proporrà di concreto e soddisfacente per i cittadini.Nel frattempo, continua la propaganda sulla proposta di istituire la tassa unica, ovvero tassa piatta o flat tax, che è uno dei cavalli di battaglie elettorali della Lega.
E’ una bufala. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, la ripropone nelle trasmissioni televisive nell’intento di agganciare l’attenzione, e poi, il voto degli elettori.
La domanda sorge spontanea: la Lega è stata al governo negli anni passati non solo con il M5s, ma anche con Forza Italia. Perché non hanno introdotto la tassa unica? Perché sono chiacchiere da salotti televisivi.Salvini dichiara che i Paesi europei che crescono di più sono quelli che hanno una tassa unica. Dimentica di aggiungere che sono quelli che erano sotto controllo sovietico e hanno una economia che potremmo definire in transizione, altro è applicarla a Paesi con economia complessa e sviluppata.Vendere illusioni danneggia, soprattutto per chi ci crede. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Riduzione tasse: Una chimera?

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

“Leggo che tra gli obiettivi principali del ministro Tria figura ‘la riduzione delle tasse per il ceto medio’. Vorrei fargli sommessamente notare che anche ipotizzando che nel 2020 i risparmi di quota 100 e del reddito di cittadinanza arrivino addirittura a 7 miliardi (la metà di quanto messo a bilancio per i due provvedimenti), e che le maggiori entrate rispetto alle previsioni per lo Stato arrivino a 5 miliardi (il doppio di quest’anno), si tratterebbe purtroppo di un’idea non realizzabile. Dato l’impegno a ridurre il deficit al 2,1% che il suo governo ha confermato all’Unione Europea, continuerebbero a mancare all’appello 11 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva dal 22 al 24%, e di quella agevolata dal 10 al 12%. Caro ministro, altro che riduzione di tasse per il ceto medio, qui purtroppo non riuscite a trovare nemmeno i soldi per evitare l’aumento dell’Iva. Fratelli d’Italia continua a chiedere uno choc fiscale autentico, che faccia ripartire famiglie e imprese italiane, e proprio per questo ribadisce che le prime condizioni per tagliare le tasse sono sospendere i sussidi assistenzialisti come il reddito di cittadinanza e mettere seriamente in discussione il dogma dell’austerità imposto dalla Commissione Europea” Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Bankitalia: debito aprile sale a 2.373 mld

Posted by fidest press agency su martedì, 18 giugno 2019

Il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito ad aprile a 2.373,3 miliardi. “Non si possono abbassare le tasse se il debito continua a salire. E’ vero invece l’esatto opposto. Fino a che non abbassiamo il debito e, quindi, gli interessi che gli italiani continuano a pagare con le loro tasse, non potremo ridurle seriamente, ma solo indebitare le future generazioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ci sono 25.386.000 famiglie, è come se ogni famiglia avesse 93 mila euro di debito, 93.488 euro per la precisione. Se consideriamo invece la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 39 mila e 238 euro” conclude Dona.

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Castelli: “Abbasseremo le tasse”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Trento. La vice ministra all’Economia, Laura Castelli, è protagonista al Festival dell’Economia. Prenderà parte all’incontro che si svolgerà al Teatro Sociale alle 14.30 dal titolo “La Guerra del debito”, l’appuntamento è coordinato dalla giornalista Lucia Annunziata con Renato Brunetta, Carlo Cottarelli, Massimo Garavaglia e Pier Paolo Padoan.
Nell’incontro si discuterà del debito pubblico e della fragilità che ne deriva per il nostro Paese. Il 12 giugno del 2018 Laura Castelli è stata nominata sottosegretario all’economia, successivamente vice ministra, nel governo Conte ed ha inoltre partecipato anche alla stesura del cosiddetto contratto di governo tra 5 Stelle, forza politica a cui appartiene, e Lega. Per la Vice ministra Castelli, il Governo sta andando avanti e sta mettendo in campo diversi interventi per i cittadini, per la piccola e media impresa, per le amministrazioni locali. Un impegno costante, soprattutto in settori strategici della nostra economia, partendo dal mettere a sistema il lavoro della partecipate di Stato.
“In questi mesi – soggiunge la Castelli – sono stati messi in campo investimenti concreti e lavorato allo sviluppo di servizi che fanno ricadere i propri benefici direttamente sui territori. Se vogliamo parlare del Gruppo Ferrovie dello Stato, la più grande stazione appaltante d’Italia, da quando ha in pancia anche Anas, il piano industriale è decisamente ambizioso, ma al contempo credibile, con un valore quinquennale da 58 miliardi di Euro, che porterà a 15 mila nuove assunzioni, 6 miliardi di investiti sui treni regionali, lo sblocco di 1.600 cantieri nei prossimi due anni tra Anas e Rfi. Un piano che punta a promuove lo sviluppo sociale dei cittadini e il loro benessere, cercando di intercettare 70 milioni di nuovi passeggeri e 20 milioni di turisti. Dal lato economico contribuirà, secondo le stime di FS, ad un aumento annuo del PIL tra lo 0,7% e lo 0,9%. E le infrastrutture? E’ un settore su cui investiremo parecchio, lo ha ribadito anche il Presidente del Consiglio di recente. Stiamo lavorando alla riforma del codice degli appalti e, parallelamente, alla conversione dei Decreti Sblocca Cantieri, che anticipa parte delle norme, e Crescita.
Per la vice ministra: “La pressione fiscale va abbassata. Nel contempo le clausole di salvaguardia sull’Iva saranno disinnescate anche quest’anno, è un impegno preciso del Governo, che abbiamo manterremo”. Per quanto riguarda il debito pubblico esso “resta uno dei principali problemi per il nostro Paese”. “Nonostante le politiche di austerità il debito è aumentato sensibilmente dal 2011 in poi, con la conseguenza che il Paese è stato ridotto in ginocchio. L’Italia ha bisogno di ristabilire l’equità sociale, di ridare dignità ai lavoratori ed a chi un lavoro ancora non lo ha. Il Decreto Dignità, fortemente voluto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio e che non dimentichiamolo è uno strumento che praticamente esiste in tutta Europa, Quota 100, con cui superiamo la Legge Fornero, e soprattutto il Reddito di Cittadinanza, vanno in questa direzione, ma rappresentano un primo tassello. Abbiamo davanti altri 4 anni per rimettere a posto le cose. Con il collega Garavaglia stiamo lavorando alla razionalizzazione della spesa, e  abbiamo già individuato numerosi ambiti di intervento”.
“Ma il Paese per crescere e rendersi competitivo, a livello internazionale, ha bisogno di incisivi interventi sulla digitalizzazione, cosa che l’Unione Europea non è riuscita a portare avanti con politiche comuni provocando perdita di risorse e competitività soprattutto in Italia. E poi si pensi al blockchain. Ci troviamo di fronte ad una rivoluzione tecnologica che potrebbe cambiare, radicalmente, il nostro futuro, per questo dobbiamo essere assolutamente pronti”.
Per la Castelli: “Occorre investire nella digitalizzazione per aumentare la competitività, ridurre i costi ed aumentare i servizi ai cittadini. Su questo credo che concordiamo tutti. Recentemente, al Forum della PA, ho voluto raccontare quello che può sembrare un sogno, ma che invece si concretizzerà nei prossimi dodici mesi, implementando le funzioni collegate alla Carta d’Identità elettronica potremo attestare la nostra presenza a lavoro, identificarci sul portale della banca, fruire dei servizi digitali di tutta la pubblica amministrazione e non solo. Forse non è una rivoluzione, ma sicuramente è la direzione giusta”.

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Prepagate: le usano 26 milioni di italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Secondo Facile.it sono circa 26 milioni gli italiani che utilizzano le carte prepagate, strumento di pagamento la cui diffusione in Italia, negli anni compresi fra il 2003 ed il 2017 (ultimo dato disponibile), è cresciuta mediamente del 30% anno su anno. Ad usarle sono in particolare le donne, gli under 35 e i residenti al Sud Italia, ma nonostante siano ormai più diffuse delle carte di credito, non sempre i costi ad esse associati sono chiari e il rischio di un utilizzo non consapevole è di pagare un conto salato. Dai costi di emissione a quelli di ricarica, dai prelievi all’imposta di bollo, ecco a cosa fare attenzione.

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“I campani pagano le tasse più alte d’Italia, ma ricevono i servizi più scadenti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Il Sole 24 ore certifica ancora una volta un record negativo di De Luca e del Partito democratico. Ormai siamo davanti a un collezionista di fallimenti: la disoccupazione galoppa, la Sanità è allo sfascio, i trasporti pubblici sono all’anno zero, il ciclo dei rifiuti è al collasso, la spesa dei fondi europei sfiora percentuali ridicole e il dissesto idrogeologico è una minaccia che incombe. Inoltre, le Province campane sono anche agli ultimi posti in Italia per la qualità della vita. E se questo non bastasse, al danno si aggiunge anche la beffa: pagare le tasse più elevate d’Italia”. È quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone.

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Bar dei circoli privati e tasse

Posted by fidest press agency su sabato, 14 luglio 2018

“Sono anni che aspettiamo. L’Ordinanza della Cassazione riconosce un principio sacrosanto per il quale ci siamo sempre battuti, quello dello ‘stesso mercato stesse regole’. Una regola semplice, banale nella sua elementare comprensione, che tuttavia nella ristorazione non viene applicata. Fino ad oggi esistevano due piani, quello di chi fa ristorazione rispettando tutte le normative fiscali e quello di chi, come alcuni circoli culturali, sociali e ricreativi che agiscono in condizioni di “extraterritorialità”, sono esentati dalle leggi applicate per tutti gli altri operatori.Questa ordinanza chiarisce che le attività di somministrazione dietro pagamento di corrispettivi specifici, anche se rivolte esclusivamente ai soci, nulla hanno a che vedere con i fini istituzionali perseguiti da questi enti. Pertanto, è logico quanto sostenuto dalla Cassazione, per cui agli enti non commerciali possono essere riconosciuti i vantaggi fiscali esclusivamente per le attività strumentali al raggiungimento dei propri fini istituzionali”. Questa la posizione espressa da Aldo Mario Cursano, Vice Presidente Vicario diFipe- Federazione Italiana Pubblici Eserciziin merito alla recente Ordinanza n. 15475 della Corte di Cassazione sezione Tributaria, che ha individuato i presupposti per qualificare l’attività di somministrazione da parte di un ente non lucrativo come non commerciale.“Il nostro obiettivo non è penalizzare i circoli, ma tutelare i consumatori e garantire una concorrenza leale nel settore, ed ègiusto che chiunque voglia somministrare del cibo e delle bevande dietro compensolo faccia nel rispetto degli stessi diritti e degli stessi doveri”, ha concluso Cursano.

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“Stato rimborsi tasse a proprietari immobili occupati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Firenze. “Il Governo rimborsi ai proprietari di immobili oggetto di occupazioni abusive le tasse pagate durante il periodo di inutilizzo. Si tratterebbe di un gesto di civiltà, un risarcimento non sufficiente, ma sicuramente dovuto da parte dello Stato, che non può negare la tutela di una legittima proprietà privata”. E’ quanto chiede il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha presentato alla Camera un’interrogazione per chiedere al governo spiegazioni sull’immobile di via Bronzino a Firenze, per cui, spiega il deputato, “i proprietari stimano una perdita annua di circa 100 mila euro per un’occupazione che prosegue da tre anni e mezzo e sulla quale pende una denuncia il cui processo vedrà la sua prossima udienza lunedì 11 giugno”, spiega il deputato.”Vogliamo sapere cosa sta facendo l’amministrazione comunale fiorentina sul caso – sottolinea Donzelli – l’ultimo sopralluogo ufficiale che risulta agli atti risale al febbraio 2015: è gravissimo che le istituzioni non verifichino se in quell’edificio vivano criminali, clandestini oppure persone con disagio. Non è stato fatto più niente dopo che, all’epoca, furono rilevate ‘pessime condizioni di manutenzione generali’, ‘impianti elettrici palesemente fatiscenti’, ‘rischi per la salute pubblica’ e per gli stessi occupanti. Per di più l’assessore Funaro negli ultimi due anni e mezzo si è dileguata dagli incontri richiesti a più riprese dalla proprietà. Non possiamo accettare di vivere in città in cui, oltre ai diritti, viene negata la sicurezza dei suoi abitanti – conclude Donzelli – le istituzioni attivino immediatamente gli strumenti per ripristinare la legalità”.

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