Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘tastiera’

Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

io scrivoKindle Edition by Riccardo Alfonso. Scrive l’autore nella presentazione del libro: “La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma. Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Mi resi conto di peggiorarla incominciando a perdere la chiarezza e la sinuosità dei caratteri per un inchiostro che non scendeva regolarmente e lasciava segni ora troppo marcati ora sfocati.
Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dovevo ascoltare e riportare sul quaderno le parole pronunciate dalla maestra e stare attento a non commettere errori storpiando le frasi che articolava. Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa. A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. Ricordo che l’unica eccezione era lo scorrere le pagine illustrate del mensile Topolino con le sue avventure insieme agli altri personaggi che lo contornavano e il Corriere dei piccoli che mio padre comprava con il Corriere della Sera. Quest’ultimo era il giornale che non mancava mai in casa ma venendo da Milano, per noi che abitavamo al Centro-Sud e in una cittadina fuori dai circuiti viari e ferroviari importanti, voleva dire leggere l’edizione del giorno prima”.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

io scrivo(Saggistica Vol. 14) (Italian Edition) Kindle Edition. La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma.
Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa.
A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. (foto: io scrivo)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 agosto 2016

io scrivodi Riccardo Alfonso. La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma. Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Mi resi conto di peggiorarla incominciando a perdere la chiarezza e la sinuosità dei caratteri per un inchiostro che non scendeva regolarmente e lasciava segni ora troppo marcati ora sfocati.
Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dovevo ascoltare e riportare sul quaderno le parole pronunciate dalla maestra e stare attento a non commettere errori storpiando le frasi che articolava.
Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa.
A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. Ricordo che l’unica eccezione era lo scorrere le pagine illustrate del mensile Topolino con le sue avventure insieme agli altri personaggi che lo contornavano e il Corriere dei piccoli che mio padre comprava con il Corriere della Sera. Quest’ultimo era il giornale che non mancava mai in casa ma venendo da Milano, per noi che abitavamo al Centro-Sud e in una cittadina fuori dai circuiti viari e ferroviari importanti, voleva dire leggere l’edizione del giorno prima. Editore: Edizioni Fidest Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: io scrivo)

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vespri d’organo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Somma Lombardo 9 ottobre alle 21.00 Vespri d’organo nella basilica di Sant’Agnese con la rassegna dei Vespri d’organo “Laudate Deum in Chordis et Organo”, organizzata dalla parrocchia con il contributo della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, il patrocinio della Città di Somma Lombardo e della Fondazione Visconti di San Vito. Dopo il concerto di venerdì 24 settembre, che ha visto impegnato Marco Ruggeri, sarà l’organista e compositore varesino Giacomo Mezzalira a cimentarsi sulla tastiera del “Bernasconi”. Il programma comprende brani di autori italiani e tedeschi a cavallo fra Sette e Ottocento, Bossi, Kuchar, Reinken, Gherardeschi, Petrali, Paolucci, Rheinberger, Tasso, Lucchesi, Brixi, Krebs, completato dalla Toccata del francese Dubois, compositore francese attivo fra Otto e Novecento.  Il Maestro Giacomo Mezzalira accompagna a un’intensa attività didattica nel Civico Istituto Musicale Pareggiato “Puccini” di Gallarate (VA), nel Civico Liceo Musicale “Malipiero” di Varese e nella Scuola Paritaria “Manfredini” di Schianno (VA), un impegno compositivo che si è concretizzato nella pubblicazione di raccolte per gli editori Carrara di Bergamo e Rugginenti di Milano. La sua raccolta Tribus vocibus è stata incisa dal Coro da camera di Varese, sotto la direzione del M° Gabriele Conti. Giacomo Mezzalira dirige inoltre, dal 1988, la Corale della Basilica di San Vittore di Varese. Direttore artistico della rassegna è il musicologo Matteo Mainardi.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »