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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘tav’

Tav. Mariani, sì a Tav e grandi opere, miglior volano di crescita e occupazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

“Il governo con in testa il premier Conte ha finalmente espresso una posizione netta ed univoca sull’importanza del completamento della Tav Torino-Lione e delle infrastrutture in generale nel nostro Paese”. Lo ha dichiarato in una nota Bruno Mariani, vice segretario generale della Confsal, a proposito dell’okay dell’Esecutivo al rilancio della Tav e delle infrastrutture in generale.“Ci riteniamo davvero soddisfatti, perché le incompletezze di questo settore ci fanno perdere oltre 30 miliardi di euro all’anno di Pil. Il via alle grandi opere, come allo sblocco dei cantieri, rappresenta il miglior volano di crescita dell’occupazione e dell’economia”, sottolinea Mariani. “Da sempre come sindacato avevamo boicottato i ‘no’ infondati e sostenuto l’importanza delle opere pubbliche per l’economia del Paese: alla luce dei risultati, che non tarderanno ad arrivare, continueremo a farlo”.

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Russiagate. Ciriani (FdI): M5S non in Aula per stop a Tav?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

“L’immagine di un Senato abbandonato dal partito di maggioranza relativa del governo, mentre parla il presidente del Consiglio dà il senso della situazione drammatica in cui versa questo governo. Se sono queste le condizioni politiche allora meglio tornare al voto”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, sull’informativa del presidente del Consiglio dei ministri su presunte trattative tra esponenti del partito Lega-Salvini Premier e personalità di nazionalità russa.”Il presidente Conte dovrebbe sapere benissimo che significato ha questa assenza del M5S, da cui dovrebbe trarne le conseguenze. Se poi questa assenza è dovuta alla posizione espressa dal presidente Conte sulla Tav, il M5S piuttosto che uscire dall’Aula abbia il coraggio e la coerenza di votare la sfiducia a questo governo oppure si dimettano tutti. Queste carnevalate non servono a niente” conclude il presidente Ciriani.

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Alberti M5S: “Fontana sull’analisi costi-benefici del TAV non sa di cosa parla”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

“Attaccare in generale le analisi costi-benefici come strumenti tecnici di valutazione per cercare di togliere valore a quella sul TAV, dimostra che Fontana non ha capito di cosa si stia parlando.In particolare, il suo confronto con gli studi su BreBeMi è totalmente fuori luogo.La verità su BreBeMi è che si è intervenuti allungando di 6 anni la concessione, mettendoci 300 milioni di fondi pubblici e imponendo che il futuro gestore dell’infrastruttura debba sborsare l’intero costo di realizzazione dell’opera per potersi aggiudicare la gestione; tutto questo fa sì che l’autostrada rimanga in eterno in mano di chi oggi la gestisce garantendo profitti perpetui, ma senza tutto questo l’operazione finanziaria sarebbe stata un flop colossale.Ma queste sono per l’appunto valutazioni finanziarie che nulla hanno a che vedere con le valutazioni economiche che per la BreBeMi sono sempre state positive per via dell’eccessiva congestione dell’A4. Per questo l’analisi costi-benefici su BreBeMi è sempre stata positiva: perché tutto ciò che toglie traffico, anche di uno zero virgola, dalla A4 rende quel qualcosa vantaggioso.Fontana studi meglio la questione oppure stia zitto, perché a quanto pare non ben presente cosa sia l’analisi economica di un’infrastruttura”, così Dino Alberti, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta le parole di Attilio Fontana sulla TAV e sull’analisi costi benefici.

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Tav: Rinvio bandi

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“Abbiamo ottenuto il rinvio dei bandi per il Tav che partiranno tra 6 mesi solo se Italia e Francia raggiungeranno un accordo serio. Tutto questo senza nessun costo per lo Stato e senza toccare i soldi degli italiani. Questo Governo prosegue forte del rispetto del suo contratto fondatore per realizzare le cose che servono all’Italia”. Così il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sul suo profilo Facebook.

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TAV, politica e lotta partigiana

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Di Vincenzo Olita. Era il marzo del 2013 quando nell’introduzione all’undicesimo Rapporto sulle liberalizzazioni scrivevo: “Ad uno sguardo sommario potrebbe sembrare poco ortodossa, rispetto ad una visione liberale, la nostra posizione espressa sulla realizzazione dell’Alta velocità Torino-Lione. Ma così non è. Certamente, la modernizzazione del Paese passa anche attraverso nuove infrastrutture, ma non può non essere conseguente a scelte razionali che scaturiscano da valutazioni tecniche ed economiche. E sono proprio quest’ultime a sostanziare la posizione anti Tav di un movimento di cultura liberale qual è Società Libera. Non è quindi una posizione da NIMBY o genericamente ambientalista, ma una ponderazione accorta di dati, quali il volume di traffico previsto, la non necessità di una nuova interconnessione con la Francia – si noti che oggi esistono solo tre coppie di convogli giornalieri tra Milano e Parigi, oltretutto, assicurati dalle ferrovie francesi.”
Infatti è tale il traffico passeggeri da e per la Francia, via Modane, che le Ferrovie italiane non prevedono nessun collegamento, i Tgv utilizzati dalle ferrovie francesi sulla tratta Milano Parigi impiegano 4 ore e 15 minuti per percorrere 520 Km in territorio francese e 3,05 ore per 202 KM da Milano al confine di Modane. Il Tgv in partenza da Milano Porta Garibaldi alle 6,00 impiega 1 ora e 37 per arrivare a Torino P.ta Susa, a fronte dei 45 minuti di un Frecciarossa su servizio interno. Come mai? Semplice, non si ritiene di far viaggiare un convoglio internazionale sulla linea ad Alta velocità, sprecando in tal modo 52 minuti su un primo tratto di 127 Km, così come si effettua un solo collegamento giornaliero diretto con Tgv tra Torino e Lione.
Contemporaneamente la politica proclama il suo impegno a non isolare il Paese ed insiste per la realizzazione di una galleria di 57 Km tra Susa e Saint-Jean de Maurienne,in effetti in questo consiste la realizzazione della Tav Torino Lione, considerando che la Francia dalla galleria di St. Jean a Lione non prevede la realizzazione di alcuna nuova linea. La credenza diffusa è che il nuovo collegamento internazionale interessi 235 Km ferroviari del paneuropeo corridoio V Lisbona Kiev, ma così non è. Mentre il dibattito politico oscilla tra mito e realtà, del corridoio resta solo la pomposità della sua stessa definizione, considerato che il Portogallo da anni ha rinunciato al progetto, la Spagna ha dato priorità al trasporto passeggeri su tratte nazionali e al di là di Trieste non vi è traccia del corridoio.
In effetti la scelta di realizzare o meno la Tav attiene solo alla competizione politica tra minoranza e maggioranza e all’interno di questa tra Lega e 5Stelle, in tutti i casi la quasi totalità degli attori in campo si affida e utilizza convinzioni utili e funzionali alla propria appartenenza partitica.
Società Libera quanto mai distante da simili approcci, abbiamo iniziato ad esprimere questa posizione ben prima dell’arrivo dei 5Stelle in Parlamento, ritiene che l’Italia abbia necessità di infrastrutture grandi e piccolesi pensi solo alla drammatica condizione dei nostri ospedali, delle nostre carceri, delle nostre scuole, del nostro dissesto idrogeologico, per poter rincorrere un obsoleto progetto frutto di una gigantesca visione paneuropea.
L’Italia, come sistema ferroviario, non è affatto isolata sul versante alpino francese, basterebbe apportare dei miglioramenti strutturali al tratto Saint-Jean de Maurienne-Oulx. Certamente la sola revisione del tracciato esistente non assicurerebbe un gran livello occupazionale, né particolari fatturati per imprese specializzate nel settore, ma la valutazione dei due parametri andrebbe estesa alla parcellizzazione di attività lavorative sull’intero territorio nazionale. In sintesi, il Paese dovrebbe auspicare il potenziamento di una infrastruttura esistente e l’utilizzo di qualche miliardo di euro per grandi e piccole opere tese alla modernizzazione della nostra quotidianità; l’isolamento sarebbe solo quello di madamine e dei militanti no Tav, in cerca di visibilità politica, e della dirigenza dei due fronti schierata partigianamente a favore o contro senza neppur valutare a fondo le rispettive soluzioni, in molti casi senza neppure conoscere le condizioni geosituazionali. (fonte: http://www.societalibera.org)

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La TAV/AC Lione Torino, parte di un corridoio d’importanza strategica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Il lungo dibattito sul Treno Alta Velocità/Alta Capacità Torino – Lione impone qualche sintetica considerazione sui cosiddetti corridoi transnazionali, a suo tempo decisi dall’Unione europea con l’intento di “unificare” sempre più il continente europeo sia economicamente che politicamente. Perciò, a coloro che sostengono l’inopportunità di realizzare l’opera perché il traffico merci sarebbe negli ultimi anni diminuito, senza iattanza, diciamo che essa è tra le leve che in futuro dovrebbe farli aumentare.Considerando il sistema degli scambi commerciali, la tratta tra Lione e Torino permette la connessione ferroviaria AV/AC con Francia, Spagna, Portogallo. Un’area che nel 2017 incideva per il 30% sulle importazioni italiane dalla zona Euro e per il 40% sulle esportazioni.
Secondo noi, rinunciare all’opera comporterebbe un isolamento dell’Italia e sarebbe un autogol economico. Lione diventerebbe semplicemente uno snodo logistico verso gli altri corridoi che attraversano il centro-nord della Germania. Occorre capire che i corridoi non sono solo un transito di merci e di passeggeri, ma sono territori di sviluppo economico e di collaborazione tecnologica. Di fatto integrano vaste regioni dell’Europa, con importanti ricadute anche in campo politico e culturale. Ci sembra pertanto che le reti trans europee, i TENs, e i corridoi di sviluppo non possono essere sottoposti soltanto a una fredda analisi di costi e benefici. Essi furono pensati, non solo dall’Italia, come strumenti di sviluppo e d’integrazione continentale. Fanno parte della visione di un’Europa unita, democratica e pacifica. In quest’ottica s’inquadra il Treno AV/AC Lione – Torino che è una delle infrastrutture economiche di base. Com’è noto, le infrastrutture economiche di base sono, o meglio dovrebbero essere, un sistema di miglioramenti in un territorio. Trattasi di investimenti fisici di capitale per accrescerne l’utilizzo produttivo e migliorarne la qualità della vita. Le categorie primarie di miglioramento fisico delle infrastrutture comprendono: i grandi sistemi idraulici, canali, dighe, irrigazione, gestione delle acque, reti fognarie, ecc.; i trasporti; la produzione e la gestione di elettricità; le infrastrutture igieniche e sanitarie; i sistemi di comunicazione e i servizi in generale. Naturalmente comprendono anche gli investimenti di difesa del suolo e i miglioramenti della sua fertilità.L’insieme di queste migliorie fa parte delle politiche economiche del governo. Gli effetti di tali politiche vengono valutati non solo con la crescita del pil, ma anche con altri parametri quali la migliore efficienza del sistema, i mutamenti generati anche nel produttività e nella densità tecnologica e demografica. Queste sono le ragioni per le quali l’Unione europea, con la piena, attiva e decisiva partecipazione dell’Italia, ipotizzò a suo tempo, il suo sviluppo integrato attraverso la realizzazione di un programma infrastrutturale ad alta tecnologia che diventasse l’ossatura portante dell’economia europea. Si ricordi che la politica delle reti trans europee (TENs) per i trasporti, l’energia e le telecomunicazioni ebbe il suo impulso decisivo nel 1993.
Dei nove corridoi che costituiscono l’asse portante della Trans European Network-Transport (rete TEN-T), definita dal Regolamento Europeo del 2013, quattro interessano l’Italia. Dovrebbero essere completati entro il 2030.Il Corridoio Mediterraneo: collega i porti della Penisola iberica (prima di tutto quello di Barcellona), con l’Ungheria e il confine ucraino, passando per il sud della Francia e l’Italia settentrionale. Il corridoio comprende ferrovie, strade, aeroporti, porti e terminali ferroviario – stradali e, nell’Italia settentrionale, anche la via navigabile interna del fiume Po. I progetti principali del corridoio sono la tratta AV/AC Torino – Lione e il collegamento Trieste/Capodistria – Lubiana.
Il Corridoio Reno – Alpi: collega i porti di Anversa, Rotterdam e Amsterdam e il porto italiano di Genova, attraversando la valle del Reno, Basilea e Milano.
Da qui si capisce anche l’urgenza di riavere al più presto il ponte che ristabilisca la connessione di Genova e del suo porto con il resto del corridoio.Il Corridoio Scandinavo – Mediterraneo: si estende dal confine russo-finlandese, attraverso la Svezia e la Germania fino all’Italia, con collegamenti con i porti di La Spezia, Livorno, Ancona, Bari, Taranto, Napoli e Palermo. Il corridoio comprende anche sezioni di “autostrade del mare” e la costruzione della galleria del Brennero.Il Corridoio Baltico – Adriatico: si estende dai porti polacchi del Mar Baltico fino a quelli italiani di Trieste, Venezia e Ravenna.
Guardando la cartina geografica ed economica dell’Europa, balza evidente che la realizzazione del Corridoio Mediterraneo e della TAV/AC ha un’importanza strategica per l’Italia. Soprattutto se si considera che in Europa siamo secondi, dopo la Germania, per il settore manifatturiero, concentrato in gran parte nelle regioni del Nord, quelle interessate dal suddetto corridoio. Le regioni del Sud della Francia, come Marsiglia, fanno riferimento a Lione per i loro traffici. Le regioni meridionali della Spagna, in primis la Catalonia, rappresentano il polo industriale più avanzato e produttivo del paese. Anch’esse guardano al resto dell’Europa attraverso il Corridoio Mediterraneo. Si può non essere d’accordo, ma è innegabile che la realtà economica dei territori interessati richiede tali miglioramenti infrastrutturali. Secondo noi, per la crescita economica e occupazionale del nostro Paese e per accelerare l’integrazione anche materiale con il resto dell’Europa, sarebbe opportuno non perdere altro tempo. Anzi sarebbe necessario accelerare la realizzazione di tutti e quattro i progetti europei che interessano l’Italia. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi Economista)

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TAV, ILVA e i Sindacati Padroni

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

A Torino, il presidente dell’Unione industriali, accompagnato da sindacalisti e politici complici, ha evocato la marcia dei 40.000 del 1980 come possibile risposta se si bloccasse la TAV. La ‘’grande opera” è difesa con le unghie e con i denti da quell’intreccio perverso partiti/sindacati/impresa/malaffare che si è materializzato lo scorso lunedì sotto le finestre del palazzo comunale di Torino. Poco importa che la TAV sia inutile, dal costo insostenibile, che sottragga risorse allo stato sociale, foraggi un sistema clientelare corrotto e che sia ambientalmente devastante; l’importante che sia profittevole per i loro indicibili e privatissimi interessi. Non è certo un caso che i SI TAV rievochino quella marcia che dopo 35 giorni di sciopero in Fiat, segnò la capitolazione della cgil alla volontà del padronato, trascinando nella polvere l’intero movimento operaio. I padroni hanno paura che la protesta, fortissima nel territorio, si saldi con le lotte del movimento sindacale conflittuale a cui essi tentano a loro volta di fare paura. A Taranto, da lunedì ha avuto inizio all’Ilva la nuova era della multinazionale dell’acciaio, con sede in Lussemburgo, l’ArcelorMittal. Sono infatti cominciate ad arrivare le lettere di messa in cassa integrazione agli oltre 2600 operai di cui l’Ilva vuole liberarsi . Grazie all’accordo firmato il 6 settembre da cgil,cisl,uil,ugl e usb con governo e ArcelorMittal, quest’ultima ha avuto mani completamente libere per decidere chi espellere dalla fabbrica.
Esattamente come avevamo denunciato il giorno dopo l’accordo e nei giorni del referendum truffa, durante il quale gli operai dovevano votare a scheda aperta davanti agli stessi sindacalisti che avevano firmato l’accordo.
Ora, chi ha osato tenere la testa alta e votare no, chi ha scioperato il 26 ottobre con la FLMU/CUB e SGB, chi ha lottato in questi anni per la riconversione delle fonti inquinanti e per il diritto alla salute e al lavoro; dal 1 novembre non dovrà più presentarsi al
lavoro. L’ammucchiata dei sindacati firmatari, oggi versa lacrime di coccodrillo per tentare di salvare la faccia dopo avere venduto il culo degli operai, dando dimostrazione di non curarsi minimamente dei veri interessi dei lavoratori e della classe in generale, ma esclusivamente di quelli dei padroni.
La Taranto dell’Ilva e la Torinodella TAV, sono due dei luoghi dove in questa fase emergono maggiormente le contraddizioni politiche interne ed esterne ad un governo che si definisce “del popolo” e dove allo stesso tempo si rende evidente la natura complice degli interessi padronali ed antipopolari di alcuni sindacati. Le grandi, belle e combattivemanifestazioni che il 26 ottobre hanno percorso le strade di quelle città rappresentano metaforicamente un filo rosso che come SGB, abbiamo steso in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, un filo che vogliamo rafforzare a favore degli interessi dei lavoratori e dei settori popolari, contro la prepotenza del padronato, della politica e del sindacalismo complice. Sosteniamo le lotte dei lavoratori e della cittadinanza tarantina per la riconversione dell’Ilva e le lotte NOTAV della popolazione torinese per lo STOP alla “grande opera”!

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Le esternazioni di Casalino giuste ma espresse in modo sbagliato

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

di Alessandro Di Battista Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio! Le persone ci hanno votato proprio per questo. Se i tecnici nei Ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all’istante. Semplice. O trovano i soldi per il reddito di cittadinanza (come li hanno trovati per le banche) o si trovano un altro lavoro.Dove sta la violenza in tutto ciò? Violenza è il sistematico tradimento della volontà popolare. Violenza è trovare denari per il TAV, per le banche, per le guerre di invasione mascherate da missioni di pace e dimenticarsi della povera gente. Violenza è utilizzare i giornali non per informare ma per bloccare ad ogni costo un movimento perché quel movimento vuole cancellare i finanziamenti pubblici all’editoria. Violenza è vedere questi giornalisti fare i leoni di fronte a Rocco Casalino ma poi farsela nei pantaloni sul caso Consip. Questa è la violenza che si respira davvero in Italia. E contro questa violenza la stragrande maggioranza degli italiani si è espressa. Quindi avanti tutta e barra dritta. Amici non vi lasciate intimorire dai soliti cani da riporto del sistema anzi gioite, se il sistema reagisce così è un buon segno!

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Le penali per la rinuncia alla TAV non esistono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Riproduciamo, a proposito di fake news, la lettera di Livio Pepino, magistrato, pubblicata sul Fatto Quotidiano: “Caro direttore, la mia lettera sulle fake news relative alle penali dovute in caso di rinuncia al Tav Torino-Lione, ha evidentemente toccato un nervo scoperto. Non solo è stata ignorata dai direttori di Stampa e Repubblica ai quali era diretta, ma mi ha meritato un rimbrotto via twitter da parte di un noto giornalista del Corriere della sera (che, colpevolmente, non avevo citato tra i diffusori di bufale). Il rimprovero che mi muove Marco Imarisio è di “aver letto tutte le carte, tranne l’accordo Italia-Francia e i 24 appalti firmati finora, tutti con penali”. Effettivamente non ho letto i 24 contratti di appalto relativi al tunnel di base tra Italia e Francia (con o senza penali) perché, come confermato da tutti i protagonisti, non esistono: sono solo previsti e, per ora, congelati. Se poi Imarisio si riferisce agli appalti già conclusi o in corso per studi, progetti o lavori propedeutici al tunnel di base scopre l’acqua calda. Solo non c’entrano nulla con le asserite penali per la rinuncia all’opera di cui stiamo parlando.
Ma veniamo a quello che il giornalista del Corriere chiama l’accordo Italia-Francia, forse ignorando che di accordi ce ne sono almeno cinque. Una foto allegata al suo cinguettio sembra peraltro chiarire che il riferimento è al Grant Agreement del 25 novembre 2015, sottoscritto da Italia, Francia e Unione europea. Qui l’infortunio si fa clamoroso. L’accordo citato, infatti, dice esattamente il contrario di quanto sostiene Imarisio. Il testo è di una chiarezza rara nella normativa pattizia internazionale. Nell’allegato II, articoli 14,15 e 16 (da pagina 38 in poi), esso prende in esame le possibili vicende dell’infrastruttura per cui è previsto un finanziamento dell’Unione, considerando le varie possibili evenienze (forza maggiore, sospensione o completamento dei lavori e via elencando), e conclude in modo perentorio (articolo 16.4.3, pagina 45) che “neither part shall be entitled to claim compensation on account of a termination by other party” (ovvero, “nessuna delle parti ha diritto di chiedere un risarcimento in seguito alla risoluzione ad opera di un’altra parte”).
Imarisio lo ignora e passa al successivo articolo 17.1, che si trova nella riga successiva della stessa pagina 45, dedicato alle “sanzioni amministrative e pecuniarie”, in cui si legge: “il beneficiario che abbia commesso errori sostanziali, irregolarità o frodi, abbia reso false attestazioni nel fornire le informazioni richieste o non abbia fornito tali informazioni al momento della presentazione della domanda o durante l’esecuzione della sovvenzione, o sia stato riscontrato in grave violazione degli obblighi derivanti dall’accordo può essere assoggettato: a) a sanzioni amministrative consistenti nell’esclusione da tutti i contratti e le sovvenzioni finanziate dal bilancio dell’Unione per un massimo di cinque anni a decorrere dalla data in cui l’infrazione è accertata in contraddittorio e/o b) a sanzioni pecuniarie dal 2 al 10% del contributo CEF che ha diritto a ricevere (…)”.Chi tiene comportamenti scorretti, irregolari o fraudolenti per procurarsi dei vantaggi economici è soggetto a sanzioni amministrative e pecuniarie (oltre – aggiungo io – a quelle penali). Ci mancherebbe che così non fosse! Ma cosa c’entra con l’eventuale rinuncia all’opera dell’Italia, della Francia o di altri eventuali partner? Con buona pace di Imarisio il testo dell’accordo e il suo senso sono chiarissimi e ovvi: le scelte politiche non sono soggette a sanzioni (ma solo alle conseguenze stabilite da accordi politici tra gli Stati e le realtà sovranazionali interessate) mentre lo sono le scorrettezze, le irregolarità, le frodi, consumate o tentate”. (fonte: blog delle stelle)

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Tav: mozione parlamentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 marzo 2012

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle ...

Italiano: Ramat, frazione di Chiomonte (Valle di Susa) (Photo credit: Wikipedia)

La Mozione approvata quest’oggi dalla Camera dei Deputati con il voto di tutti i partiti politici (con l’astensione dell’Italia dei Valori) e il parere favorevole del Governo rappresenta un nuovo fondamentale passo in avanti nella realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione e un ulteriore dimostrazione dell’assoluta determinazione dei Parlamentari del PD, del Parlamento e del Governo nel portare avanti gli impegni presi nei confronti dell’Europa. In particolare, con il nostro documento abbiamo chiesto al Governo di dare concreta attuazione alle misure di inserimento territoriale e ambientale della linea (a partire dai cantieri di Chiomonte e di Susa) utilizzando le risorse previste dalla legislazione nazionale in conto compensazioni, per finanziare un piano organico di interventi di accompagnamento alle Comunità Locali che, partendo dal Piano Strategico della Provincia di Torino ed utilizzando anche le opportunità offerte dalla Legge Regionale n. 4/2011 (Legge Cantieri – Sviluppo e Territorio) individui, attraverso il lavoro istruttorio dell’Osservatorio, un quadro di priorità operative per l’allocazione delle risorse secondo un criterio di proporzionalità tra impatti subiti e benefici erogati. Interventi che devono venire a integrare quelli già previsti a suo tempo per il nodo di Torino per il miglioramento del servizio ferroviario passeggeri, con particolare riferimento al servizio ferroviario metropolitano la cui linea FM3 interessa la direttrice della Valle di Susa e per l’avvio di misure di sostegno del riequilibrio modale nel settore delle merci ed il potenziamento della logistica con riferimento ai primi lotti operativi della realizzanda Piattaforma di Orbassano. Inoltre abbiamo chiesto al Governo di attivarsi per reperire, in tempo utile, gli ulteriori fondi necessari finalizzati agli interventi di accompagnamento e inserimento della nuova linea Torino-Lione, con particolare riferimento alla sezione transfrontaliera e ai Comuni sede di cantiere. Da oggi non esiste più alcun dubbio sulla volontà politica di realizzare un’infrastruttura considerata strategica e la riunione del tavolo tecnico-istituzionale con gli amministratori locali svolta ieri a Torino conferma che con il confronto si possono trovare soluzioni ai problemi tecnici, togliendo argomenti a chi pretestuosamente e ideologicamente si oppone alla Tav. A coloro che, come i deputati dell’Italia dei Valori, hanno scelto di non votare la Mozione lasciamo il compito di spiegare all’opinione pubblica la palese contraddittorietà tra gli impegni presi sulla Tav da Di Pietro quando era Ministro e dai dirigenti piemontesi dell’IDV che hanno pubblicamente firmato documenti a sostegno dell’opera.

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Tav: le ricadute dei cantieri sul territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2012

English: This is the NO TAV logo. Italiano: lo...

Potrebbe presto diventare permanente il tavolo di lavoro sulla Torino-Lione che stamani a Palazzo Cisterna ha riunito i parlamentari piemontesi, la Regione Piemonte, la Provincia e la Città di Torino. Gli obiettivi da raggiungere sono molteplici: innazitutto riaprire il confronto con i Sindaci della Valsusa disponibili a discutere; promuovere iniziative di informazione dell’opinione pubblica sui risultati tecnici del lavoro svolto negli ultimi anni dall’Osservatorio sulla Torino-Lione, presieduto dall’architetto Mario Virano; concretizzare in proposte di legge le compensazioni, gli sgravi fiscali ed i progetti di sviluppo per i territori interessati ai cantieri della TAV. “Dobbiamo superare l’attuale fase critica per l’ordine pubblico con iniziative che servano ad illustrare ai cittadini un progetto del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa che è molto diverso da quello iniziale, sul quale si registrava la pressoché totale contrarietà degli amministratori locali valsusini. – ha spiegato al termine della riunione il Presidente della Provincia, Antonio Saitta – Dobbiamo stare molto attenti a non fornire gratuitamente occasioni di scontro a frange violente, che hanno una strategia precisa e raffinata. Dobbiamo invece cercare il dibattito con coloro che rifiutano la violenza e l’intolleranza e spostare la discussione sui fatti e dati concreti, che l’Osservatorio ci ha messo a disposizione. La decisa presa di posizione del Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha spostato i termini del dibattito: i media rincorrono un po’ meno la cronaca delle contestazioni eclatanti ed iniziano ad occuparsi di analisi e dati concreti sulla necessità e sulla fattibilità del tunnel di base e della stazione internazionale di Susa. Si è aperta una fase nuova e dobbiamo coglierne le opportunità, mostrando la compattezza dei parlamentari e delle forze politiche”. Il Presidente Saitta ha poi ricordato che il Piano Strategico per i territori interessati ai cantieri della TAV prevede investimenti per 1,4 miliardi di Euro, che vanno incontro alle esigenze emerse nel confronto con i Comuni e le comunità locali che hanno partecipato ai lavori dell’Osservatorio. L’architetto Virano ha poi illustrato alcuni dettagli tecnici e le tempistiche per la realizzazione del tunnel geognostico di Chiomonte. Il Presidente dell’Osservatorio ha spiegato che il cantiere della Maddalena è stato completamente perimetrato e che occupa un’area di 7 ettari. Ai 63 proprietari interessati sono stati notificati l’acquisizione e l’utilizzo temporaneo dei terreni. Le operazioni preliminari all’inizio dello scavo dovrebbero protrarsi dall’inizio di aprile alla fine di maggio. Nel mese di giugno dovrebbe iniziare la prima fase di scavo, con i mezzi tradizionali, mentre nel prossimo inverno dovrebbe essere montata la “talpa” che scaverà per 7 Km il tunnel. Quando il tunnel di base sarà realizzato e funzionante, il tunnel geognostico avrà la funzione di uscita di sicurezza. Per quanto riguarda il tunnel ferroviario di base, completata la progettazione preliminare, è in corso quella definitiva, che dovrebbe concludersi a fine 2012. Seguirà una fase di valutazione (compresa la V.I.A.) e approvazione, che dovrebbe consentire di aprire i cantieri entro la fine del 2013. E’ prevista entro la fine del 2012 la costituzione della società mista italo-francese che assegnerà gli appalti per i lavori, con una severa attività di vigilanza per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti. In merito alla stazione internazionale di Susa, l’architetto Virano ha ricordato la partecipazione di ben 370 studi di architettura al concorso internazionale di idee. Entro fine anno saranno scelti i cinque finalisti. Sulla tratta Bussoleno-Avigliana i treni della TAV utilizzeranno la linea attuale per almeno i prossimi 30 anni. Per l’ulteriore tratta sino a Settimo Torinese sono in corso valutazioni da parte del Ministero dell’Ambiente. Il Presidente dell’Osservatorio ha poi sottolineato che l’approvazione del trattato italo-francese da parte del Parlamento italiano è preliminare alla discussione in sede di Parlamento Europeo sull’ipotesi di far salire dal 30 al 40% la percentuale di cofinanziamento comunitario delle grandi opere come la Torino-Lione. L’architetto Virano si è anche soffermato sull’esigenza di diffondere tra l’opinione pubblica i risultati delle analisi sul rapporto costi-benefici della Torino-Lione, condotte da esperti appartenenti a due diverse scuole di pensiero (pro e contro la TAV) sulla base di tre differenti scenari macroeconomici (dal più negativo a quello che prevede una ripresa nei prossimi anni). Infine Virano ha voluto fare un accenno sulla necessità di dare una sistemazione legislativa alle procedure di concertazione con il territorio in merito alle ricadute positive delle grandi opere pubbliche, sul modello francese del “Démarche Grand Chantier”. Nel suo intervento, il Sindaco di Torino, Piero Fassino, ha convenuto sul fatto che la presa di posizione forte del Governo a favore della Torino-Lione ha cambiato lo scenario, consentendo di riaprire il dialogo con quegli amministratori locali della Valsusa che non si riconoscono più in un atteggiamento di chiusura alla TAV pura e semplice. Fassino ha chiesto una ripresa del confronto con tutti i Sindaci disponibili a sedersi intorno ad un tavolo, fatta salva la premessa che sulla scelta di costruire il tunnel di base e la stazione di Susa non si torna indietro. L’Assessore regionale ai Trasporti, Barbara Bonino, ha sottolineato l’esigenza di garantire la legalità in Valsusa e fornire ai cittadini una informazione basata su fatti ed analisi concreti. L’onorevole Osvaldo Napoli (PdL) ha ricordato di aver presentato nel 2008 una proposta di legge per la concessione di agevolazioni fiscali alle popolazioni dei Comuni che saranno interessati dai cantieri. Stefano Esposito (PD) ha proposto di istituzionalizzare il confronto tra parlamentari ed Enti locali piemontesi, di coinvolgere in questo confronto gli amministratori valsusini ancora intenzionati a dialogare e di avviare iniziative di informazione della cittadinanza. Agostino Ghiglia (PdL) ha ricordato il malessere degli operatori turistici dell’Alta Valsusa, danneggiati dalle notizie allarmanti sulla situazione dell’ordine pubblico e della viabilità in Valsusa: un malessere che necessita di risposte da parte delle istituzioni. Giorgio Merlo (PD) ha ricordato il ruolo fondamentale che i parlamentari devono continuare ad avere a livello nazionale, in un momento in cui il Parlamento è chiamato a ratificare il trattato italo-francese. L’europarlamentare Vito Bonsignore ha espresso apprezzamento per la scelta di concentrare l’attenzione sul tunnel di base e sulla stazione di Susa, rinviando ad una fase successiva quella sulle tratte Bussoleno-Buttigliera e Buttigliera-Settimo. Inoltre ha assicurato l’appoggio del gruppo dei Popolari Europei al Parlamento di Strasburgo all’ipotesi di incrementare la percentuale di cofinanziamento dell’U.E. per le grandi opere. Anche l’europarlamentare Sergio Cofferati ha espresso sostegno al progetto del tunnel di base, ricordando che le scelte sull’ubicazione dei corridoi europei dei trasporti sono fondamentali per lo sviluppo economico futuro. Sul clima positivo che si è creato tra i parlamentari piemontesi, sulla necessità di comunicare quali positivi effetti la TAV potrà avere sullo sviluppo del territorio e sulla difesa della legalità si sono soffermati, tra gli altri, Davide Cavallotto (Lega Nord), Teresio Delfino (UDC) e Anna Rossomando (PD), mentre Mauro Marino (PD) ha chiesto che il tavolo parlamentari-Enti locali divenga permanente.

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Tav: sempre a proposito

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

E’ stato pubblicato da Staff Politicamente un articolo che riproduciamo in parte ritenendolo utile da porre all’attenzione dei nostri lettori per farsi un’idea di ciò che significa mettere a punto un’opera di così imponenti proporzioni e capace d’alterare irrimediabilmente l’ecosistema di una intera vallata tra le più belle d’Italia.
Scrive Staf Politicamente: “Per la realizzazione dell’alta velocità ferroviaria Torino-Lione è previsto un impegno di spesa stimato in circa 7,5 miliardi di euro, considerato inoltre che: la linea ferroviaria Torino-Lione è un progetto ritenuto strategico dal Governo e dal ministro Lunardi, ed è incluso nella lista delle opere strategiche della legge obiettivo, così come previsto dalla delibera del CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 21 marzo 2002); attualmente il progetto dell’alta velocità ferroviaria della tratta Torino-Lione per la parte italiana è oggetto di procedura di valutazione ambientale, e successivamente dovrà essere sottoposto al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), di cui fa parte il ministro Lunardi, per l’approvazione del progetto preliminare; il ministro Lunardi è coinvolto politicamente nella discussione con il governo francese, che non ritiene più prioritaria la linea ferroviaria Torino – Lione sia per problemi relativi alla limitatezza di risorse pubbliche nel bilancio dello Stato sia per priorità trasportistiche; l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione, già prevista tra i progetti della rete transeuropea di trasporto del 1996 e ribadita anche nel recente documento Van Miert del 2003, dovrà essere valutata anche dal ministro Lunardi in veste di Presidente del Consiglio dei ministri dei trasporti europeo (in concomitanza con il semestre di Presidenza europea), ovvero il Ministro sarà chiamato a valutare la valenza politica di un progetto tecnico in cui compartecipa la società Rocksoil”.
Questo è il prologo dell’intera faccenda e da ciò si evince che la Torino-Lione sembra essere diventato un “affare di famiglia” se si parte dalla constatazione che: “la società Rocksoil è una delle principali società italiane di geoingegneria per la progettazione in particolare di gallerie, di cui risultava proprietario sostanziale, quale maggiore azionista, Pietro Lunardi; il citato ministro Pietro Lunardi. Da premettere che “la società Rocksoil nel 2002 è stata incaricata della progettazione del tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino – Lione, come si evince dal bilancio societario del 2002 (si veda «Milano – Finanza», pagina 3, del 21 agosto 2003)” Si arriva alla Rocksoil attraverso una cascata di subincarichi e consulenze: la committente originaria è la società francese LTF, che è pariteticamente controllata dalla francese RFF e dall’italiana RFI, le omologhe società che gestiscono le reti ferroviarie in Francia ed in Italia. La LTF ha incaricato la società francese Effage, la quale ha incaricato la Rocksoil;la società RFI (Rete Ferrovia Italia), che cogestisce l’erogazione dei finanziamenti, è una società controllata da FS SpA, ovvero direttamente dal Governo italiano.
Ora c’è da capire se si tratta in una visione meno “particolare” e più “generale” di un’opera necessaria come vorrebbe farci credere il presidente del Consiglio o lo si fa solo perché si è arrivati ad un punto di compromissione tanto avanzato che sarebbe molto imbarazzante fare marcia indietro. Di certo, leggendo le “carte”, non è una priorità italiana e nemmeno francese e che questi soldi possono essere meglio e più utilmente utilizzati potenziando la rete ferroviaria e, nel suo complesso, intermodale da Roma in giù. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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No-Tav e manifestazioni protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Editoriale Fidest. Ci scrive Giuseppe Fortuna: “Condividiamo la decisione del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri di attribuire un riconoscimento morale al militare che, ieri, in Val di Susa, all’uscita di Chianocco dell’autostrada A32, non ha reagito e non ha battuto ciglio di fronte alle provocazioni del manifestante “no tav” dimostrando grande senso di responsabilità e del dovere. Riteniamo, però, visto che siamo uno Stato di diritto, che l’Autorità giudiziaria debba ora procedere, con sollecitudine, per verificare se il medesimo manifestante ha violato l’art. 341-bis del codice penale”. Un articolo che lo stesso Fortuna ci recita per pronta visione:
Art. 341-bis. Oltraggio a pubblico ufficiale Articolo introdotto dall’art. 1, comma 8, della L. 15 luglio 2009, n. 94. Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile. Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.
Abbiamo riportato fedelmente quanto scritto da Fortuna non solo e non tanto per dovere di cronaca ma per sottolineare due aspetti che ci sembrano importanti in questa fattispecie. Esiste, da una parte, una protesta che non sembra avere sbocchi dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio che ha ribadito la necessità che la Tav si faccia. Questo significa che o gli abitanti della valle se ne fanno una ragione rinunciando alle manifestazioni di piazza oppure lasciano nelle mani dei più facinorosi la gestione del dissenso e ciò significa che l’invocato art. 341 bis diventa un semplice zuccherino rispetto alla realtà che si potrebbe prospettare. Ragione vorrebbe che si aderisse alla proposta di moratoria indicata dall’on.le Di Pietro perché non si debba far pagare un prezzo molto alto in termini economici, di ordine pubblico e sociale a chi è in qualche modo coinvolto in questa faccenda. Non solo. In un altro articolo riportiamo delle riflessioni, sulla Tav Torino – Lione, che dovrebbero farci riflettere sulla validità di tale opera. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rai 3 e caso Tav

Posted by fidest press agency su sabato, 29 ottobre 2011

RAI Radiotelevisione Italiana logo from 2010 t...

Image via Wikipedia

Evidentemente alcuni conduttori di Rai Tre hanno scelto la militanza No Tav. Infatti, dopo il monologo di Luca Mercalli nella trasmissione di Fazio (con tanto di attacchi alla magistratura e alle forze dell’ordine per aver proceduto ad arresti di due militanti che avevano partecipato agli assalti al cantiere di Chiomonte), monologo al quale non è mai seguita alcuna puntata riequilibratice, ecco che ‘Mi manda Rai Tre’ ha offerto ieri sera un esempio di che cosa significa tradire la natura stessa del servizio pubblico in nome di un giornalismo parziale e fazioso.
‘Mi manda Rai Tre’ aveva proposto una trasmissione di confronto tra le posizioni Sì Tav e No Tav ed erano stati invitati il metereologo Mercalli e il Presidente dell’Osservatorio arch. Mario Virano. Invece del confronto, abbiamo assistito ad un agguato: al tema della Tav sono stati dedicati 7 minuti, e dopo un servizio di Iannacone della durata di 5 minuti tutto pro-No Tav, ha fatto seguito l’intervento di Mercalli mentre a Virano è stato dedicato solo un minuto e mezzo.
Rai Tre per uno di sinistra come me è stata sempre un fiore all’occhiello, ma sul tema dell’alta velocità la rete pubblica si è trasformata nel megafono di una minoranza. Forse le riflessioni del Presidente Garimberti non erano forse campate in aria. E’ inaccettabile che il servizio pubblico abdichi all’obiettività, e per questo ritengo necessario un intervento urgente della Commissione di vigilanza della
Rai. Mercalli da sempre sostiene che i Sì Tav si sottraggono al dibattito, ma poi, quando si presenta l’occasione di dibattere, ecco che, con il soccorso di giornalisti amici, gli argomenti dei Sì Tav vengono marginalizzati. Dimenticando, che la Tav non è un’opera imposta da qualcuno, ma una decisione assunta al termine di un processo democratico: un’opera voluta da Unione Europea, Parlamento italiano, Regione e Provincia. Tutto questo ha un nome semplice, si chiama democrazia e una rete televisiva pubblica (sostenuta dal canone dei cittadini ) dovrebbe rispettarla. (On. Stefano ESPOSITO) (Parlamentare PD)

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Tav: Chiamparino ed Esposito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

“Nessuno mette in discussione la legittimità del dissenso, nella società, nelle istituzioni e nei partiti. Ci mancherebbe altro! Il tema, infatti non è il dissenso, bensì la necessità in un Paese democratico di realizzare decisioni prese, discusse, cambiate di nuovo e ridiscusse per quasi vent’anni. La democrazia non può essere eterna discussione fino a quando ci si adegua al volere delle minoranze. Allo stesso modo, non è in discussione la legittimità del dissenso nella coalizione di centrosinistra, ma si tratta di riconoscere la Tav come uno degli assi strategici della nostra proposta di governo ed avere comportamenti coerenti. Andrea Buquicchio solleva dei dubbi sulla necessità dell’opera, ma ci chiediamo perché non ha espresso dubbi in Consiglio regionale durante il Governo Bresso quando era in maggioranza, né davanti alla Confindustria Piemonte quando ha firmato, nella veste di segretario dell’IDV, il documento sulla TAV del Comitato Transpadana. Un problema di coerenza che non può essere sacrificata perché si vuole rincorrere i Grillini e mettere il cappello sulle proteste. L’intervento di Della Seta, poi, è incomprensibile. Della Seta fa parte del PD, seppur in minoranza, e non dovrebbe sentirsi chiamato in causa da una lettera che poneva il problema del programma di governo da costruire con gli alleati. Che il dissenso all’interno del PD sia ampiamente consentito lo dimostra lo stesso Della Seta, a cui nessuno impedisce di esprimere le proprie opinioni, anche se in contrasto con le posizioni prevalenti del partito stesso. Una democrazia questa, che non si trova nei partiti di destra, e, talvolta, neppure a sinistra come Vendola ben sa avendo a lungo frequentato Ferrero e soci”. Lo hanno dichiarato Sergio Chiamparino e l’On. Stefano Esposito.

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Tav: si parli del progetto e non dei violenti

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2011

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani Con la Tav si ripete la solita storia: discutere della violenza anziché delle ragioni a favore e contro un’opera pubblica di enormi costi e portata. Decine di milioni di telespettatori, così come tanti lettori di quotidiani, da giorni ricevono informazioni sui problemi d’ordine pubblico in Val di Susa ma praticamente nulla rispetto ai vantaggi della Tav e alle voci critiche. Quando una comunità locale e parte dell’opinione pubblica nazionale pongono in dubbio l’utilità di una infrastruttura i cui lavori dureranno vent’anni e costeranno decine di miliardi di euro, è fondamentale che si metta il Paese nelle condizioni di conoscere e si risponda alle obiezioni poste. Ad esempio quelle di cui Beppe Grillo si fa portavoce. Chiudersi nel fortino aspettando l’arrivo dei violenti è da irresponsabili. Purtroppo il regime italiano non solo produce violenza ma la promuove: se dieci persone tirano un sasso, attirano la politica e diventano una notizia da prima pagina; se fanno un’azione nonviolenta, lo sanno a malapena gli amici. L’atto violento viene “premiato” proprio perché non mette in pericolo gli assetti di potere, anzi, li rafforza.

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No Tav: intervento della polizia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Il pesante intervento della polizia contro la popolazione ed i manifestanti riuniti nel presidio NO-TAV in Val di Susa, preannunciato da giorni dal Ministro Maroni, dimostra l’estrema distanza che esiste ormai tra la politica e gli interessi di potenti lobbies e la vita reale delle persone in carne ed ossa. L’utilizzo della forza e della polizia per “risolvere” gravi problemi sociali è diventato lo strumento più usato e più odioso di questo governo. USB invita tutti ad opporsi ad un attacco arbitrario che gli stessi avvocati del movimento NO-TAV ritengono illegale ed illegittimo. USB condanna fermamente l’intervento della polizia e l’attacco ai manifestanti che hanno il solo obiettivo di difendere il proprio territorio dallo scempio ambientale e dalle speculazioni che accompagnano la realizzazione di un’opera tanto costosa quanto inutile. L’Unione Sindacale di Base, che ha già dichiarato lo SCIOPERO GENERALE su tutto il territorio e che partecipa attivamente alla manifestazione in atto, oltre ad invitare tutti i suoi militanti a rafforzare i presidi NO-TAV, si è fatto promotore di un appello per una immediata mobilitazione anche nella città di Torino presso il consiglio comunale.

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Le parole del Ministro Maroni sulla TAV

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 giugno 2011

Roberto Maroni

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“La delicata questione relativa alla TAV deve essere affrontata in modo razionale e con grande diplomazia. Si rischia, altrimenti, di ottenere l’effetto contrario all’obiettivo prefissato. E’ stata sicuramente una scelta sbagliata e contestabile quella di alzare i toni della discussione ed a buttare benzina sul fuoco sono state le parole rilasciate del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni”. Critico il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – dopo le dichiarazioni dall’esponente del Governo Berlusconi nel quale si affermava testualmente che ”…..Il cantiere si apre entro il 30, e l’opera si fa, se no diciamo addio alle centinaia di milioni del contributo Ue ma soprattutto ai collegamenti con l’Europa, e quindi diciamo addio al futuro”. “Inutile dire – conclude il leader del Coisp – che tutte le responsabilità relative all’ordine pubblico sui cantieri della TAV non possono essere imputate alle Forze dell’Ordine, le quali, sin dall’inizio di questa delicata vicenda l’hanno affrontata in modo esemplare. A differenza di quanto avviene nelle stanze dei bottoni, dove personaggi come il Ministro Maroni, in perfetto stile politichese, usano la lingua in modo assolutamente inadeguato”.

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Tav Torino-Lione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Dichiarazione dell’On. Giorgio Merlo (PD) “Dopo le contestazioni della sinistra antagonista e dei centri sociali adesso arriva la contestazione della destra, illustrata all’incontro della Confindustria dall’On. Bonsignore. Non entro nel merito della polemica all’interno del PdL piemontese. Mi limito a ricordare che chi oggi lavora per la realizzazione della Torino-Lione percorre tre obiettivi: approvare definitivamente il progetto elaborato dall’Osservatorio, garantire la certezza delle risorse necessarie all’opera e attivare tutte le procedure per snellire l’iter procedurale.  Chi, da una sponda o dall’altra, è impegnato per trovare soluzioni alternative o per bloccare pregiudizialmente ed ideologicamente il progetto elaborato, lavora direttamente per far saltare definitivamente la Torino-Lione e quindi per mandare all’aria l’intero progetto dell’alta capacità ferroviaria che interessa tutto il nord del nostro Paese”.

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Tav: “si esca dagli equivoci”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Torino. Interrogazione urgente dell’On. Giorgio Merlo (PD) Ministro Matteoli “Ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro Matteoli per sapere se la realizzazione della Torino-Lione è diventata un fatto di secondaria importanza per il Governo Berlusconi. Del resto, a prova di questo progressivo disinteresse, il Tavolo politico di Palazzo Chigi da tempo immemore non è più convocato. Il Ministro Matteoli non si è più sentito e, soprattutto, si sono come volatilizzati gli ormai famosi 300 milioni di euro destinati a finanziare i primi interventi sul nodo di Torino. Un’opera che rischia non solo di passare in secondo piano ma che, allo stato dei fatti, non è più stata accompagnata neanche da un tentativo, seppur minimo, di coinvolgimento degli enti locali della val Susa.  Se, pertanto, il Governo non intende più intervenire fattivamente su questo progetto – smentendo tutte le promesse fatte nei mesi scorsi – lo dica apertamente. Se, invece, la Torino-Lione continua ad essere una priorità fondamentale a livello infrastrutturale come porta d’accesso del Piemonte verso l’Europa, il Governo lo dica con altrettanta franchezza accompagnando però questo impegno con atti precisi e stanziamenti definiti.  Questa sorta di limbo, o di zona grigia,  in cui è caduta la Torino-Lione non è più accettabile e soprattutto non è più tollerabile da parte di un Governo che su questo punto ha speso parole, impegni e stipulato accordi da cui non si può sfuggire qualunquisticamente”.

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