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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘teatro argentina’

Premio Virginia Reiter

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Roma 14 ottobre 2018 presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina a partire dalle ore 21.30, con la giuria di esperti presieduta da Ennio Chiodi e composta da Rodolfo Di Giammarco (la Repubblica), Gianfranco Capitta (il Manifesto), Maria Grazia Gregori (l’Unità) e Maurizio Porro e la direttrice artistica della manifestazione Laura Marinoni. Grande attesa per il nome della vincitrice: a contendersi la palma saranno Federica Rosellini, Alice Raffaelli e Lucienne Perreca. Nel corso della serata avranno luogo anchele cerimonie di premiazione della sesta edizione del Premio Giuseppe Bertolucci – intitolato al regista che ha dato tanto impulso al Premio Reiter e ha ideato il Festival omonimo, e assegnato a un talento scelto tra le migliori attrici europee delle giovani generazioni – e del Premio Virginia Reiter alla carriera, il cui Padrinosarà Massimo De Francovich, alla grande interprete italiana Lucia Poli.
Finaliste del Bertolucci sono quest’anno la giovanissima attrice spagnola Laia Artigas, vista nel film Estate 1993, le due attrici Kaya Wilkins ed Elli Harboe, protagoniste del film franco danese Thelma e l’attrice francese Marine Vacth del film Doppio Amore. Mentre Padrini dei due Premi saranno Emanuele Turettaper il Reiter e Vinicio Marchioni per il Bertolucci.
La manifestazione coinvolge anche il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma attraverso la realizzazione di video tributo a Virginia Reiter e Giuseppe Bertoluccied è realizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Virginia Reiter di Modena in collaborazione con il Teatro di Roma. Enti promotori e patrocinanti dell’iniziativa sono ilComune di Romae la Regione Lazio, BPER Banca, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, il MIBACT – Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ERT- Emilia Romagna Teatro Fondazione e Amici dei Teatri modenesi, oltre al Comune di Modenae la Regione Emilia Romagna.
Anche quest’anno Santella gioielli di Sperlonga ha realizzato, a cura della designer Daniela Izzi, i gioielli con cui verranno omaggiate le vincitrici del Premio Virginia Reiter e Giuseppe Bertolucci, mentre il manifesto del Festival è stato realizzato dal giovane creativo dello IED Andrea Marchi. Ma saranno tanti gli appuntamenti all’insegna del teatro nell’ambito del Premio Virginia Reitere del Festival omonimo per celebrare la grande attrice del passato, coeva di Eleonora Duse e di Sarah Bernhardt, da cui era ammirata, interlocutrice di D’Annunzio e prima interprete della Lupa di Verga. Il Festival nasce nel 2007 da un’idea del regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci e già sabato 13 ottobre Lucia Poli, premiata alla Carriera,terrà una lectio magistralis, sempre presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina, anticipata da un contributo video di Emma Dantee delle giovani attrici Mariagiulia Colace e Francesca Laviosa. L’appuntamento è a ingresso libero.

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Gran Galà al Teatro Argentina per “Khon” Danza Classica Siamese

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

La Reale Ambasciata di Thailandia per celebrare i 150 anni di relazioni diplomatiche tra la Thailandia e l’Italia, ha organizzato al Teatro Argentina una esclusiva serata culturale, presentando uno spettacolo unico con i prestigiosi danzatori dal Ministero della Cultura thailandese. In scena “Khon” la danza teatrale in maschera della Corte reale del Siam, che racconta la storia del Ramayana, la battaglia tra il bene e il male e alcune danze popolari tradizionali delle varie regioni della Thailandia.Ad accogliere autorità italiane ed internazionali Sua Eccellenza Tana Weskosith, Ambasciatore del Regno di Thailandia presso la Repubblica Italiana e la Sua gentile Consorte Mrs. Jitpachong Weskosith, per il Governo Italiano presente il Sottosegratario agli Esteri Benedetto della Vedova. Foltissima la presenza del corpo diplomatico, fra questi: Il Vice Segretario del Ministero Thailandese Thani Thongpakdee, l’Ambasciatore Lorenzo Galanti, l’Ambasciatore delle Filippine Mynt Nuag, l’Ambasciatore dell’India Reenat Sandhu, l’Ambasciatore del Giappone Keiichi Katakami, l’Ambsciatore dell’Olanda Joep Wijnands, l’Ambasciatore della Mongolia Jambaldori Tserendorj, il Console Onorario della Thailandia a Venezia Mr. Andrea Marcon e Signora, il Console Onorario della Thailandia a Genova Franco Novi e Achille Benazzo Console Onorario della Thailandia a Torino.Molte anche le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo invitate da Antonio Falanga e Grazia Marino del Press Office “Spazio Margutta” presenti anche al Vernissage, tenutosi nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, dove hanno potuto assaporare esclusive prelibatezze culinarie ideate da Piccadilly Banqueting in tema alla serata, fra queste; Antonella Salvucci che con la sua professionalità ha condotto la prima parte dello spettacolo, Elena Bonelli accompagnata dall’Ambasciatore ONU Felipe Camargo, la regista TH Torrini, le permofer singer Alma Manera e Giovanna Gattuso, le Gemelle Laura e Silvia Squizzato, Beppe Convertini accompagnato dall’attrice Nadia Bengala, la conduttrice radiofonica Roberta Beta, il top model italiano Massimo Gradini, le Fashion Designer Gaia Caramazza, Irine Mattei e Aline Oliveira, lo stilista Gian Paolo Zuccarello, Oscar Santuro dell’omonimo Studio paramedicale e il Dott. Gino Tozzi Senior Private Banker.

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Aida di Giuseppe Verdi al teatro Argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Roma Dal 4 al 27 aprile al Teatro Argentina Largo Argentina 1 in scena AIDA di Giuseppe Verdi, nuovo titolo per l’edizione 2018 del progetto SCUOLA INCANTO, innovativo metodo didattico per l’apprendimento della musica e dell’opera lirica, destinato alle scuole dell’infanzia, elementari e medie, in una versione speciale, coloratissima ed esplosiva che vede in scena – protagonisti – decina di migliaia di bambini. Il progetto approda al Teatro di Roma per il quarto anno consecutivo dopo i successi entusiasmanti della TRAVIATA di Giuseppe Verdi (2015), della CENERENTOLA di Gioachino Rossini (2016), del FLAUTO MAGICO di Wolfgang Amadeus Mozart. Ideato e realizzato dall’Associazione Musicale Europa InCanto, Scuola InCanto è un progetto didattico di avvicinamento alla lirica pensato per gli allievi e gli insegnanti della scuola dell’obbligo con lo scopo di diffondere la conoscenza e l’amore per la musica, l’opera e il teatro in generale. Con Scuola InCanto docenti e studenti dai 3 ai 13 anni potranno vivere da protagonisti il fascino del celebre melodramma verdiano, grazie ad attività didattiche a scuola e in teatro basate sul gioco e il canto. Attraverso seminari, incontri e laboratori per studenti e docenti, i partecipanti studiano la trama e i personaggi di Aida e imparano a intonarne le arie supportati dal libro didattico, dal cd e da OperApp, l’innovativa app per scoprire l’opera tramite smartphone. Un percorso di apprendimento che approda sul palcoscenico dell’Argentina con l’esibizione degli alunni iniseme a cantanti e attori professionisti, guidati dal direttore d’orchestra e accompagnati dall’ensemble orchestrale, in un travolgente spettacolo finale.

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Caso Moro: il regista Marco Bellocchio al Teatro Argentina con Buongiorno Notte incontra gli studenti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Roma 19 marzo 2018, Teatro Argentina, ore 9.30. Largo di Torre Argentina, 52 La storia, la memoria e la cultura condivisa entrano nelle scuole con Cinema&Storia, Progetto Scuola ABC promosso da Regione Lazio e Roma Capitale, e attraverso il racconto del sequestro Moro lunedì 19 marzo con la proiezione speciale di Buongiorno Notte, per la regia di Marco Bellocchio che interverrà direttamente per parlare a 500 studenti.
Ad aprire la mattinata saranno i saluti di Emanuele Bevilacqua, Presidente del Teatro di Roma, luogo simbolo della capitale, Alessandra Sartore, Assessore Politiche del Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione Lazio, dopo la proiezione interverranno il regista Marco Bellocchio, Giovanni Ricci, figlio di Domenico – l’appuntato dei carabinieri rimasto ucciso alla guida della 130 Fiat su cui viaggiava con gli altri quattro compagni della scorta nell’agguato di quarant’anni fa in via Fani, e insignito di Medaglia d’oro al valor civile alla memoria – il giornalista Giovanni Bianconi: un’occasione importante per raccontare ai ragazzi degli istituti superiori uno dei capitoli più tragici della nostra storia recente, per affrontarlo attraverso il ricordo di chi l’ha vissuto in prima persona e di chi l’ha poeticamente e realisticamente raccontato con il linguaggio cinematografico.
BUONGIORNO, NOTTE è la storia del rapimento di Aldo Moro attraverso un doppio punto di vista: da un lato il dramma dello statista DC recluso nel covo delle BR, che nei suoi sogni si immagina libero e in fuga, dall’altro la verosimiglianza documentaria degli interrogatori che si concludono con la sua condanna a morte, nonostante i dubbi che assillano Chiara, una delle brigatiste. La storia così come e stata, ma anche la storia come avrebbe potuto essere…
Dopo il successo e l’ampia partecipazione del 2017, Cinema&Storia, Progetto Scuola ABC promosso da Regione Lazio e Roma Capitale, riparte accendendo un riflettore sulla storia e al tempo stesso sulla contemporaneità: un approccio inedito per proporre agli studenti un altro racconto del Novecento attraverso pellicole che hanno portato sul grande schermo sia la Storia con la S maiuscola che le piccole storie quotidiane, immagini di accurata documentazione, di poesia visionaria, di potente forza narrativa per formare la coscienza civile, anche, attraverso lo spirito dell’arte.Gli altri film su cui lavoreranno gli studenti e i docenti del Progetto Cinema&Storia 2018 saranno – oltre a Buongiorno, notte – Pane e cioccolata di Franco Brusati (1973) e Dunkirk di Christopher Nolan (2017). Lo spirito è quello di contribuire all’approfondimento della storia attraverso le immagini del grande cinema, all’interno di un “progetto in continuo movimento” che cerca di fornire, con immagini e parole-chiave, analisi e strumenti di interpretazione per capire meglio quello che siamo diventati oggi e che diventeremo domani.
Parteciperanno: Nicola Borrelli (Direttore Generale Cinema del MIBACT), Gianpiero Cioffredi (Presidente Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza), Roberto Cicutto (Presidente Istituto Luce Cinecittà), Fabio Ferzetti e Giuliana Gamba (Giornate degli Autori), Luciano Sovena (Presidente Roma Lazio Film Commission), Cristina Priarone (Direttore Roma Lazio Film Commission), Giovanna Pugliese, coordinatore Progetto ABC, insieme a personalità del mondo istituzionale e della cultura.

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Sette incontri di storia e arte dal 14 gennaio Teatro Argentina

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

MUSEI CAPITOLINI 1510 Jacopo RipandaOstia Antica, Foro delle Corporazioni con pavimento a mosaico, navi e faroRoma. Il Teatro di Roma largo Argentina 1 riporta in scena Roma e la sua Storia raccontate attraverso il Mediterraneo, quarta edizione di un appuntamento divenuto ormai imperdibile per il pubblico romano che nelle passate stagioni ne ha decretato un successo senza precedenti con lunghe code al botteghino e un teatro sempre gremito in ogni ordine di palchi.
Sette appuntamenti – da gennaio a maggio al Teatro Argentina, la domenica alle ore 11 (14 gennaio, 4 e 18 febbraio, 8 – 15 – 22 aprile, 13 maggio) – un viaggio di parole, testimonianze e immagini, che è prima di tutto incontro con le forme di bellezza per indagare le relazioni fra Roma e il Mediterraneo. Il Mediterraneo è un susseguirsi di mari, di paesaggi, di popoli, un crocevia antichissimo dove persone, merci, idee e diverse forme dell’estetica generarono la diffusione di civiltà, culti, costumi e leggende. A metà del II secolo a.C. la definitiva vittoria romana contro i cartaginesi, la presa di Corinto e l’eredità del regno di Pergamo, consegnarono alla Repubblica il dominio del Mediterraneo e tutti i territori di porto-di-Classe-Sant-Apollinarequest’area passarono sotto la sua autorità, favorendo l’assimilazione giuridica, linguistica e l’ellenizzazione della cultura romana. Ma quello dei romani è un popolo che ha le sue radici e le sue origini negli dèi, infatti dice Omero: “Dalla guerra di Troia Enea si salverà per volere degli dèi”; l’ultimo degli eroi greci diventa così il capostipite dei romani.A guidarci negli antichi percorsi e testimonianze, segni millenari di storia e cultura dense di eventi e affollate di grandi personaggi, saranno gli interventi di storici dell’arte, studiosi ed esperti, introdotti e presentati da Massimiliano Ghilardi, direttore Associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e Segretario Generale dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia Storia e Storia dell’Arte in Roma. Prima di ogni intervento iniziale, Anteprime dal passato, notizie su ritrovamenti, scoperte e mostre, a Roma e non solo, a cura di Andreas M. Steiner, direttore dei mensili Archeo e Medioevo. Mentre, lo storico dell’arte, Claudio Strinati, con Racconti d’Arte porterà il suo contributo negli incontri del 14 gennaio, 18 febbraio, 15 aprile. (foto: musei capitolini,Ostia_antica-mosaico-navi, porto-di-Classe-Sant-Apollinare)

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La musica è pericolosa: Concertato di Nicola Piovani

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

nicola piovaniRoma dal 7 all’11 giugno (Orari spettacolo: ore 21.00 _ domenica ore 18.00) al Teatro Argentina Largo Argentina 1 Concertato di Nicola Piovani che è un’opera polidisciplinare nella quale la musica è protagonista assoluta, corteggiata o ispirata da immagini e parole, a esprimere con le note, le partiture e le interpretazioni ciò che non si riesce a dire con altri linguaggi e arti. Sulla scena il pianoforte del maestro sarà accompagnato dalle tastiere e dalla fisarmonica di Rossano Baldini, dal sax e dal clarinetto di Marina Cesari, dal violoncello, dalla chitarra e dal mandoloncello di Pasquale Filastò, dalla batteria e dalle percussioni di Ivan Gambini, dal contrabbasso di Marco Loddo e da proiezioni video che integreranno e arricchiranno il racconto con fotogrammi di film, di spettacoli e, soprattutto, immagini che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all’opera musicale di Piovani.
Il maestro, autore di alcune tra le più belle e celebri colonne sonore del nostro cinema, guiderà gli spettatori in un viaggio di note e suggestioni, ripercorrendo i suoi lavori accanto a De André, Fellini, Magni, e altri registi spagnoli, francesi, olandesi. Veri e propri protagonisti assoluti saranno però gli strumenti musicali, come il pianoforte, il contrabasso, il sassofono, le percussioni, la chitarra, il violoncello, la fisarmonica, i quali daranno voce a ciò che non si può dire e a ciò che non si può tacere, ma che la musica può invece con la sua potenza esprimere. (foto: nicola piovani)

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Lehman Trilogy

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2016

lehman-trilogyRoma Dal 25 novembre al 18 dicembre debutta sul palcoscenico del Teatro Argentina di Roma in Largo Argentina LEHMAN TRILOGY, l’ultimo grande capolavoro registico di Luca Ronconi, su testo di Stefano Massini. Uno spettacolo potente, drammatico e al tempo stesso ironico, per l’efficacia e la finezza della drammaturgia, per la regia lucida e cesellata, e come sempre ricca di invenzioni, per l’attualità dei temi trattati, il crollo dei meccanismi perversi della finanza, per la conduzione di un cast d’eccezione e nel quale ciascun interprete supera se stesso. Si rinnova così l’omaggio del Teatro di Roma a Luca Ronconi, il grande regista e maestro della scena europea che ha segnato la ricerca e l’innovazione teatrale dal dopoguerra, inventando la regia, l’arte dell’attore e la drammaturgia dello spazio.
Vero e proprio evento culturale dello scorso anno e produzione di punta della Stagione 2014/2015 del Piccolo Teatro di Milano, lo spettacolo ha debuttato in prima assoluta il 29 gennaio 2015 al Piccolo Teatro Grassi, registrando il tutto esaurito (per 50 recite), per poi tornare nella sala storica di via Rovello nel maggio 2015 (per 20 repliche), dopo la scomparsa del regista. Lehman Trilogy è il simbolo più compiuto della ricerca ronconiana sul testo, in una continua interazione tra la parola scritta e recitata sul palcoscenico. A portare in scena l’ascesa economica e il drammatico tracollo della famiglia Lehman, un cast di grandi interpreti: (in ordine di apparizione) Massimo De Francovich, Fabrizio Gifuni, Massimo Popolizio, Martin Ilunga Chishimba, Paolo Pierobon, Fabrizio Falco, Raffaele Esposito, Denis Fasolo, Roberto Zibetti, Fausto Cabra, Francesca Ciocchetti, Laila Maria Fernandez.Il capitalismo, i giochi di potere, le banche, il denaro, i mutamenti sociali ed economici sono al centro del testo di Stefano Massini, pubblicato da Einaudi nel 2014 e tradotto in otto lingue e rappresentato in varie edizioni in Europa e in Canada. Oltre cento sessanta anni di storia raccontati attraverso le vicende dei potenti banchieri Lehman, una delle famiglie più influenti d’America: dalla Guerra di Secessione alla crisi del ’29, tra continue ascese e improvvise cadute, fino al definitivo fallimento del 15 settembre 2008. Luca Ronconi torna ad affrontare il tema della finanza, dopo essersene occupato nello Specchio del diavolo di Giorgio Ruffolo (2006) e in Inventato di sana pianta di Hermann Broch (2007). «Sono cose che appartengono a un mondo che non conosco – affermava il Maestro – e del resto io non ho mai amato mettere in scena ciò di cui sono totalmente sicuro. Di quelli che possono lehman-trilogy1essere i rischi di un fenomeno, mi interessa esattamente il fenomeno, non “dire la mia”». D’intesa con l’autore, Luca Ronconi ha suddiviso i tre capitoli della Trilogia (Tre fratelli, Padri e figli, L’immortale) in due parti intitolate Tre fratelli e Padri e figli. La prima parte inizia l’11 settembre 1844 con l’arrivo in America dalla Baviera di Heyum Lehmann. Viene registrato da un ufficiale del porto come Henry Lehman: da allora in poi quello sarà il suo nome. Si stabilisce a Montgomery, dove apre un emporio di tessuti. Tre anni dopo lo raggiunge il fratello minore Mendel, che in America prenderà il nome di Emanuel, infine “il piccolo” Mayer. Se Henry è la testa e suo fratello Emanuel il braccio, Mayer è ciò che vi è nel mezzo, una sorta di intermediario. Nel corso degli anni il loro interesse si sposta dal cotone al caffè, alle grandi infrastrutture fino ad approdare in Borsa, dove tutto si vende ma nessuna merce è. Tre fratelli termina all’inizio del Novecento con la morte di Mayer e l’avvento della nuova generazione guidata da suo nipote Philip.
La seconda parte si apre nella New York degli anni Dieci del Novecento. Ai tre fratelli sono succeduti i figli: Philip (figlio di Emanuel) vuole speculare in Borsa, mentre Herbert (figlio di Mayer) si dedica alla politica e diventa governatore di New York. A settant’anni Philip Lehman “lascia”, ma non definitivamente: non si fida del figlio Robert (Bobbie). La Lehman Brothers supera la Prima Guerra mondiale, la crisi del 1929, la Seconda Guerra mondiale, avventurandosi in nuovi e sempre più spericolati investimenti, espandendo i propri interessi in tutto il mondo. Alla morte di Bobbie Lehman lehman-trilogy2nel 1969, la società è affidata a Pete Peterson, che condurrà la banca a una prima crisi, negli anni Ottanta. Dopo la ripresa, il nuovo CEO, Dick Fuld jr, vivrà il destino di essere legato alla catastrofe dei mutui subprime e al fallimento della più che centenaria Lehman Brothers, il 15 settembre 2008.
Il testo di Massini chiede un teatro profondamente contemporaneo: Lehman Trilogy è infatti una drammaturgia che ci prevede accorti, autosufficienti, privi di guida e di segna-passo, ci coinvolge affinché noi elaboriamo una rotta dentro il testo, sapendo che non avremo in premio assoluzioni, condanne, né tantomeno manuali di condotta. Storia di uomini e donne, di padri e figli, di temperamenti e passioni, di cotone, carbone, ferrovie, denaro e speculazioni finanziarie, la saga dei Lehman è al tempo stesso uno squarcio di sogno americano: il Paese che tutto dà a chiunque dia prova di talento, inventiva e abnegazione, e in una manciata di secondi rovescia fortune e destini.
Con Lehman Trilogy, Stefano Massini, dopo il successo al Théâtre du Rond-Point di Parigi nell’allestimento francese della commedia, diretto da Arnaud Meunier, si è aggiudicato il Grand Prix du Syndacat de la Critique 2014. Lehman Trilogy con la regia di Luca Ronconi nel 2015 ha vinto 5 Premi Ubu: migliore spettacolo, migliore testo, migliore attore protagonista (Massimo Popolizio), migliore scenografia, migliore attore under 35 (Fabrizio Falco); oltre al premio come miglior spettacolo dell’anno alla V edizione del Premio le Maschere del Teatro Italiano. (foto: Lehman Trilogy)

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Teatro: Schwarz auf Weiß (Bianco su Nero)

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

Aleph LjubljanaParcour_KavernenRoma venerdì 27 maggio al Teatro Argentina la prima edizione del FFF – Fast Forward Festival, la rassegna internazionale di Teatro Musicale Contemporaneo ideata dal Teatro dell’Opera di Roma con la direzione artistica di Giorgio Battistelli. Il Teatro dell’Opera è di scena al Teatro di Roma con tre spettacoli sui palcoscenici dell’Argentina e dell’India per la prima edizione del Festival FFF – Fast Forward Festival. La rassegna ideata dal Teatro dell’Opera di Roma che si svolgerà in differenti sedi e ospiterà dieci spettacoli dai linguaggi diversi come l’opera, il vero e proprio teatro strumentale e la danza.
Ad inaugurare la prima edizione del festival, venerdì 27 maggio (21) al Teatro Argentina, uno dei maggiori compositori contemporanei, il tedesco Heiner Goebbels con Schwarz auf Weiss (Nero su Bianco). Lo spettacolo vede il ritorno di eccezione del compositore Heiner Goebbels alla guida dell’Ensemble Modern di Francoforte: i musicisti danno vita a una vera e propria performance teatrale accompagnati da una regia luci di grandissima potenza espressiva.
La collaborazione con il Teatro di Roma prosegue al Teatro India con una doppia proposta: domenica 29 maggio (ore 21) il gruppo francese Ensemble Aleph debutta con Vie de famille, scene di vita familiare, interpretate da una voce solista e da un piccolo gruppo strumentale su musica di Jean-Pierre Drouet, percussionista e compositore che venerdì 3 giugno (ore 21) torna in concerto come solista con One man show ancora all’India. (foto: Aleph Ljubljana, Parcour_Kavernen)

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La Cenerentola di Gioacchino Rossini

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

teatro argentinaRoma Dal 26 aprile al 24 maggio in scena al Teatro Argentina in Largo Argentina 1 una versione speciale di La Cenerentola di Gioachino Rossini con protagonisti migliaia di studenti delle scuole elementari e medie di Roma e del Lazio. Dopo l’entusiasmante successo ottenuto lo scorso anno scolastico con La Traviata, Europa InCanto presenta la nuova edizione 2015/16 del progetto Scuola InCanto, in collaborazione con Teatro di Roma, LA CENERENTOLA di Gioachino Rossini. Cenerentola, le terribili sorellastre, il bel principe Ramiro, il buffo Don Magnifico, sono questi alcuni dei personaggi che studenti e docenti impareranno a conoscere attraverso un metodo didattico musicale giocoso e divertente: dalla fiaba di Perrault alle straordinarie musiche di Rossini, il tutto sull’affascinante palcoscenico di un vero teatro. Elementi fondamentali del progetto saranno un originale libro scritto per l’occasione su La Cenerentola, un cd propedeutico al canto con il quale, tra l’altro, si potrà ascoltare la partitura originale realizzata da un’intera orchestra ed un originale gioco sull’opera, elementi che accompagneranno i ragazzi durante tutto il loro percorso di apprendimento. Ma non solo, Cantanti lirici professionisti terranno seminari per i docenti e laboratori nelle scuole durante i quali i ragazzi potranno scoprire tutto l’incanto dell’opera, imparandone le storie, le trame, cimentandosi nella realizzazione dei costumi e di alcuni elementi di attrezzeria, ma soprattutto venendo coinvolti attivamente nel momento conclusivo: lo spettacolo lirico, occasione di fruizione collettiva e di condivisione dell’esperienza maturata. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della rassegna IL TEATRO FA GRANDE, spettacoli e progetti per spettatori da 0 a 99 anni che trasforma i palcoscenici del Teatro di Roma in atelier della fantasia per tutte le età, ma anche in luoghi dove sperimentare nuove modalità di interazione e di condivisione familiare e scolastica. (foto: teatro argentina)

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Roma uomini e dei

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2016

luce archeologia

Roma teatro Argentina Cinque incontri da gennaio a marzo (24 gennaio – 21 febbraio – 28 febbraio -13 marzo – 20 marzo) raccontano la Capitale e le sue memorie storiche disseminate potenti e numerose in un paesaggio di struggente bellezza, dove i monumenti marcano indelebilmente la Roma del passato conservandone il nitore e il fascino di sempre. Filo conduttore del secondo ciclo di incontri è ROMA. UOMINI E DEI per un viaggio nella Roma imperiale, un’irresistibile attrazione visiva, una grande metropoli, centro culturale e religioso, ma soprattutto politico ed economico di un impero vastissimo che ha insegnato al mondo un modo di vivere grandioso. A guidarci negli antichi percorsi e testimonianze, segni millenari di storia e cultura, traccia di uno splendore che non ha mai interrotto il dialogo con la nostra civiltà moderna, saranno gli interventi di storici dell’arte, studiosi ed esperti, moderati dal professor Claudio Strinati.
Si parte domenica 24 gennaio con il primo appuntamento (ore 11) dal titolo Una città a colori: Eugenio La Rocca e Orietta Rossini raccontano come l’algido aspetto delle sculture classiche abbia progressivamente ceduto il posto a una veste di colori forti e vivaci, svelando le valenze cromatiche di marmi, statue, architetture, terrecotte architettoniche. Viaggio attraverso la ricostruzione della policromia, che è parte del linguaggio estetico, per accompagnare il pubblico alla scoperta di nuove occasioni di meraviglia.
ara pacisGli appuntamenti continuano domenica 21 febbraio (ore 11) con Città di uomini e dei descritta dai contributi di Andrea Giardina, Paolo Sommella e Marisa Ranieri Panetta, per restituire il ritratto di una Roma, gelosa custode di storie e memorie, durante gli oltre quaranta anni di regno di Augusto, dal 27 a.C. al 14 d.C., ormai capitale di un impero di dimensioni già mondiali, che si avviò a diventare, anche dal punto di vista edilizio ed urbanistico, una città imperiale, la “città per eccellenza”, l’Urbe, centro indiscusso dell’Orbe.
Il viaggio continua domenica 28 febbraio (ore 11) con Gli spazi del sacro. Culti antichi e nuovi, conversano Luciano Canfora, Annalisa Lo Monaco, Massimiliano Ghilardi, per spiegare perché e come Cesare divenne dio dopo morto mentre Augusto lo si affermò quasi da vivo. Alla morte dell’imperatore in carica, il rituale dell’apoteosi sanciva il passaggio dalla condizione umana a quella divina e lo rendeva visibile e percepibile alla folla degli spettatori. Roma ebbe, accanto al popolo eterogeneo dei suoi abitanti, un’ingente popolazione di dei, culti diversi, spesso di origini straniere come quelli di Iside e Serapide, Mitra e infine Cristo.
Segue domenica 13 marzo Una città d’acqua e giardini Acquedotti, terme, fontane, ninfei con Maria ara pacis particolareRosaria Barbera ed Emilia Talamo per attraversare la Roma-città di acque e acquedotti e stupefacenti giardini arricchiti da ninfei, giochi d’acqua, ruscelli, statue preziose, tempietti, terrazze, vasche marmoree. Le strutture dedicate alle acque furono tra le più imponenti della città e l’acqua fu una presenza costante, con centinaia di fontane di quartiere, acquedotti che attraversarono il tessuto urbano, alimentando gli imponenti e straordinari complessi termali.
A chiudere il ciclo di incontri domenica 20 marzo (ore 11) L’immagine di Cesare nella storia e nell’arte con Eugenio La Rocca, Francesco Prosperetti e Claudio Strinati, alla scoperta di Caio Giulio Cesare, simbolo per eccellenza di forza e potere politico, leader cinico e spregiudicato ma anche razionale e lucido, è senza dubbio una delle figure più popolari e di rilievo nella letteratura e nell’arte mondiali. La statura gigantesca, la misura universale di Cesare era apparsa evidente già ai contemporanei: Virgilio nelle Georgiche (I 463-88) descrive i segni che cielo e terra, realtà naturali soprannaturali diedero della sua uccisione.
ROMA. UOMINI E DEI è realizzata dal Teatro di Roma in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, l’Istituto Nazionale di Studi Romani e con il mensile di archeologia Archeo. Il consenso avuto nella passata edizione conferma che la “cura” del tesoro comune della memoria è indice di civiltà e che promuovere la conoscenza e la tutela dei beni culturali attiva nuova cultura e nuova civiltà. (foto: luce archeologia, ara pacis)

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Il malato immaginario

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Roma Debutta l’8 febbraio al Teatro Argentina “Il malato immaginario” di Molière, sul palcoscenico da protagonista nel ruolo di Argante, un grande e istrionico Gabriele Lavia che firma anche la regia di una delle commedie più acclamate del teatro.  Traduzione di Chiara De Marchi con Gabriele Lavia (Argante, malato immaginario)  Pietro Biondi (Dottor Diarreus, medico), Gianni De Lellis (Beraldo, fratello di Argante), Giorgio Crisafi (Buonafede, notaio), Barbara Begala (Antonietta, cameriera), Mauro Mandolini (Professor Purgone, medico di Argante), Vittorio Vannutelli (Dottor Fetus, farmacista), Giulia Galiani (Belinda, seconda moglie di Argante), Andrea Macaluso (Cleante, innamorato di Angelica), Michele Demaria (Tommaso Diarreus, figlio del Dottore e pretendente di Angelica), Lucia Lavia (Angelica, prima figlia di Argante) scena Alessandro Camera  costumi Andrea Viotti  luci Simone De Angelis musiche originali Giordano Corapi. Teatro Stabile dell’Umbria, Compagnia Lavia Anagni

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Aspettando Godot di Samuel Beckett

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma  dal 18 gennaio debuttano al Teatro Argentina due grandi attori del palcoscenico italiano, Eros Pagni e Ugo Pagliai, per la prima volta insieme e con la regia Marco Sciaccaluga e Gianluca Gobbi, Roberto Serpi, Alice Arcuri  scena Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl  costumi Catherine Rankl sono i protagonisti della tragicommedia di Samuel Beckett, “Aspettando Godot”.
Due creature uscite dalla comica del cinema muto, disperate, ma anche allegre e innamorate della vita, abitanti di un universo dove la fantasia può invadere la scena e prendere il sopravvento sulla morte, Vladimiro ed Estragone, rispettivamente Eros Pagni e Ugo Pagliai, sono i personaggi beckettiani gettati ai margini di una società che non conoscono. Insieme si ritrovano sotto un albero spoglio in una deserta strada di campagna, per un appuntamento con un certo Godot, che ha promesso loro qualcosa di caldo da mangiare e un tetto per dormire all’asciutto.  «Regola fondamentale per accostarsi a questo spettacolo» – spiega Marco Sciaccaluga – è non dare importanza a chi sia o possa raffigurare Godot. La spettatore deve invece concentrarsi sul tema dell’attesa, sul significato che ha per ciascuno di noi attendere qualcosa o qualcuno». In questo senso gli fa immediatamente eco Eros Pagni: «Mi preoccupa che oggi non si aspetti più nemmeno Godot, ormai si chiedono solo certezze ad una vita non certo felice, ma Vladimiro mi insegna, con i suoi interrogativi, che la speranza è l’ultima a morire e occorre aver sempre voglia di reagire. È un testo che è stato di grande aiuto alla mia anima». Ugo Pagliai conferma: «Ritenevo che questo spettacolo non fosse nelle mie corde, per questo, quando me lo hanno proposto, mi sono fatto prendere dalla disperazione e dalla gioia insieme. Ora sono felice, perché avverto davvero la gioia della ricerca della vita». (tutte le sere alle ore 21.00 giovedì e domenica alle ore 17.00 lunedì riposo) Biglietto: € 30 platea € 25 palchi  € 18 galleria)

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I vertici del Teatro Argentina

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

L’assemblea dei soci del Teatro di Roma (Roma Capitale, Regione Lazio e Provincia di Roma) ha designato all’unanimità i nuovi vertici del Teatro Argentina. Presidente del Consiglio di Amministrazione sarà Franco Scaglia. I quattro membri dell’organo sono:  Massimo Petroni e Debora Pietrobono (già presenti nel precedente Consiglio), Pamela Villoresi e Franco Ricordi. Il nuovo Cda entrerà in carica il 15 dicembre e provvederà alla nomina del nuovo direttore. Il Collegio dei Revisori dei Conti sarà presieduto da Giuseppe Signioriello e avrà come membri Giuseppe Ferrazza e Agostino Storico.

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Il cartellone del Teatro Argentina

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

L’Argentina presenta sul palcoscenico il proprio “canone dei classici”. Un vero e proprio Codice Molière, per dare rilievo alla modernità e complessità di questo grande autore di teatro; tre approcci differenti al grande Shakespeare, con la messa in scena di tre drammi (Lear, Sogno di una notte dimezza estate e il Mercante di Venezia) nella lettura di tre registi della nuova generazione (Latella, Popovki, Savin). Ed infine un grande classico della letteratura italiana – Giacomo Leopardi con le sue Operette Morali – nella nuova e fondamentale messa in scena di Mario Martone.  Tradizione e memoria incontrano l’attualità nella nuova stagione che testimonia l’impegno costante e responsabile che il Teatro di Roma svolge quotidianamente. Infatti, anche quest’anno, vengono proposte tre nuove grandi produzioni-coproduzioni che contribuiscono ad arricchire e a valorizzare il panorama teatrale nazionale: Il Misantropo di Molière, per la regia di Massimo Castri con Massimo Popolizio dal 12 ottobre al Teatro Argentina. È con questa nuova messa in scena che uno dei nostri più importanti registri, Massimo Castri, si dedica per la prima volta a un Molière, in un percorso di collaborazione con il Teatro di Roma, iniziato sei anni fa, che ha già visto altri importanti spettacoli come Tre sorelle, Porcile, Finale di Partita, Quando si è qualcuno, Questa sera si recita a soggetto. Nel ruolo di protagonista sarà il poliedrico Massimo Popolizio, un’altra presenza di notevole qualità che, così come quella di Castri, segna la continuità di un progetto di lavoro e di ricerca.   Ed ancora, lo straordinario incontro di due eccellenze artistiche: il mattatore Giorgio Albertazzi, magistrale artista a cui si affida l’apertura di stagione di India affiancato dal talento di Antonio Latella regista tra i più acclamati del panorama teatrale italiano che ha conquistato anche i palcoscenici internazionali.  Lo spettacolo Lear, liberamente ispirato a La tragedia di Re Lear, debutta in prima nazionale assoluta il 28 settembre. Ed infine, la terza coproduzione La resistibile ascesa di Arturo Ui, con la nuova traduzione di Eduardo Sanguineti, protagonista l’eclettico Umberto Orsini e la regia di Claudio Longhi in scena dal 29 marzo al Teatro Argentina. A dimostrazione che fare Teatro è un dovere civile. Fonte di sapere e patrimonio di conoscenza, il Teatro custodisce memoria e cultura che corrono parallele alle trasformazioni e mutamenti delle società per fondersi in un unico punto di incontro, di confronto, di dialettica con l’attualità del vivere. Pertanto, il Teatro è fatto di presente perchè mette in scena la contemporaneità dell’esistenza. E’ questo il rapporto che il Teatro intesse con la Storia, lasciando traccia indelebile di un passato che apre con successo al nuovo, al domani.   Dopo l’inaugurazione con Il Misantropo, la stagione prosegue il 9 novembre con Antonio Calenda che firma la regia della tragedia di Sofocle Edipo Re nell’interpretazione di Franco Branciaroli, mentre il 23 novembre il catalano Lluís Pasqual presenta il delicato e commovente testo di Federico García Lorca, Donna Rosita Nubile. Il 17 dicembre è la coreografia di Mauro Bigonzetti e dell’Aterballetto a tradurre e reinterpretare in danza il poema cavalleresco di Ludovico Ariosto nell’InCanto dall’Orlando Furioso. Il 21 e 22 dicembre, Enzo Moscato presenta Toledo Suite, un recital con le musiche di Pasquale Scialò. Ed ancora, sulla scena vizi e manie umane nell’amara e irresistibile comicità di Molière ne L’Avaro di Luigi De Filippo il 28 dicembre, e ne Il Malato Immaginario diretto da Gabriele Lavia che debutta l’8 febbraio.  Respiro internazionale e attenzione alle produzioni straniere aprono il palcoscenico dell’Argentina a due delle più interessanti personalità dell’area balcanica, entrambe impegnate nella rivisitazione di due commedie shakespeariane: il regista macedone Aleksandar Popovski dal 1° febbraio nella commedia Sogno di una notte di mezza estate, ed il regista e drammaturgo originario di Sarajevo, Egon Savin, dal 5 febbraio in Il Mercante di Venezia.  Dopo La resistibile ascesa di Arturo Ui, completano il cartellone Marco Sciaccaluga in Aspettando Godot con Ugo Pagliai e Eros Pagni dal 18 gennaio; Luca De Fusco nell’opera pirandelliana Vestire gli ignudi dal 1° marzo; ed infine a chiudere la stagione del Teatro Argentina dal 3 maggio sarà in scena le Operette Morali di Giacomo Leopardi, uno spettacolo realizzato da Mario Martone, il regista partenopeo noto per la sua spiccata creatività, audacia e bravura.  Forte ed energico è il contributo del Teatro di Roma che, consapevole del suo ruolo di Teatro stabile della Capitale e quindi grande Teatro Nazionale, non vuole essere semplice palcoscenico di rappresentazione, ma consolidarsi anche come centro di cultura e laboratorio di socialità, attraverso la pluralità dei suoi spazi, le sue produzioni ed una grande apertura verso il pubblico.

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Incontri e scontri tra lame e parole

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Roma teatro Argentina. serata evento il 15 ottobre e il 29 ottobre con À coups de nez: duello tra due Cyrano, tra la pagina e il fioretto, una performance di equilibrismo lessicale alternata tra azzardi metrici e giochi linguistici. Lo spettacolo evento, a cura di Claudio Longhi, propone sulla scena una serie di combattimenti alla spada, alla sciabola e al fioretto, esibiti dai 27 allievi del corso di scherma dell’Accademia d’Arte drammatica “Silvio d’Amico” per un viaggio nella storia del duello, del significato e dei codici di combattimento, dal cinquecento all’ottocento. Dal terreno dell’abilità nell’uso delle armi passiamo a quella dell’abilità letteraria, il 22 ottobre si svolgeranno i duelli verbali a colpi di rima attraverso l’esplorazione delle infinite possibilità che offre l’espressività del verso e della prosa messe a confronto in una contemporanea tenzone poetica: Libera nos rima: verso libero o verso schiavo? un contraddittorio fatto di declamazione di versi classici e contemporanei realizzato dai poeti Valerio Magrelli e Alberto Bertoni che si destreggeranno in un serrato scontro tra verso rimato e verso libero. L’immersione nel teatro classico con lo spettacolo Cyrano De Bergerac permette di indagare uno dei temi più affascinanti della letteratura: il duello, ovvero, il dovere personale di ristabilire onore e dignità anche rischiando la propria incolumità.  Un altro degli appuntamenti importanti è il 14 ottobre con In treno in tre no!, una conferenza-spettacolo nel corso della quale Giuseppe Manfridi proporrà una traversata nei meandri del linguaggio e della parola alla scoperta delle ambiguità, delle alchimie, della potenza evocativa.

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