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Posts Tagged ‘teatro india’

Al Teatro India Ivan, dai Fratelli Karamazov

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Roma Dal 12 al 22 aprile al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già lungotevere dei Papareschi) un titanico Fausto Russo Alesi è il protagonista assoluto di IVAN, appassionante e appassionato monologo tratto dal celebre romanzo di Dostoevskij, I fratelli Karamazov, diretto con sensibilità da Serena Sinigaglia, in una riscrittura di Letizia Russo. Uno scrigno di ispirazione e riflessioni, un esercizio di teatro alto, un’unica voce che si fa espressione di una polifonia di più personaggi attraverso una scrittura raffinata e una struttura ad anello che ruota intorno alla Leggenda del Grande Inquisitore. Infatti, ad andare in scena è lo splendido capitolo dei Karamazov in cui Dostoevskij immagina che Cristo torni sulla terra, nella Siviglia dell’Inquisizione e sia messo in catene dal Grande Inquisitore. «Amo i classici. Amo la grande letteratura russa dell’800 – riflette Serena Sinigaglia – perché in essa gli uomini osavano ancora chiedersi il perché delle cose, osavano affrontare i grandi temi dell’esistenza. Chi sei? Cos’è l’uomo? Quale il senso del suo agire nel mondo? Cos’è la libertà? Esiste un ordine nel caos? E la violenza, la violenza di cui è intriso l’uomo, ha un’espiazione possibile? Abbandonarsi alla lettura de I fratelli Karamazov è un viaggio nel tempo attraverso gli uomini, nell’uomo. Ed ecco spiccare un uomo tra gli uomini, o forse è solo un ragazzo troppo maturo per i suoi anni». http://www.teatrodiroma.net Biglietti: intero 20€ _ ridotto 14€ Orari spettacolo: tutte le sere ore 21.00 _ domenica ore 17.00 _ 19 – 20 – 21 aprile ore 19.30_ Durata 1 ora e 15 minuti.

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Teatro: “Il funerale del padrone” di Dario Fo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

funerale del padroneRoma Dal 28 al 30 aprile al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi (Biglietti 10 € intero 7 ridotto, orari spettacolo: venerdì ore 19 sabato ore 21 domenica ore 19 _ Durata spettacolo 1 ora e 10 minuti) va in scena la restituzione finale del laboratorio condotto da Massimo Di Michele con gli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, IL FUNERALE DEL PADRONE, testo del Premio Nobel Dario Fo, un atto unico tratto dallo spettacolo Legami pure, tanto spacco tutto lo stesso, che ha debuttato a Genova nel 1969.
La vicenda è quella degli operai di una fabbrica all’indomani dell’occupazione. Mentre un improbabile commissario ne ordina lo sgombero, gli scioperanti architettano una messinscena per attirare l’attenzione dei passanti e sensibilizzarli sulle ragioni delle rimostranze. Recuperando degli abiti in prestito, gli operai decidono di rappresentare in una farsa il funerale del padrone. Prende il via uno straordinario esempio di teatro nel teatro, in cui ciascun operaio impersona i protagonisti di una cerimonia funebre. La rappresentazione è tutta sopra le righe e si arricchisce di presenze caricaturali di fine fattura, come il Gran Poiano, l’uccello che trasporta l’anima del defunto in cielo. Il punto più alto della farsa, quello in cui si decide di sacrificare un operaio per far quadrare i bilanci annuali degli incidenti sul lavoro, sbugiarda il gioco. Il cerchio sarà chiuso quando si chiuderà il sipario: a chi sarà fatto il funerale? Al padrone o all’operaio? E se i ruoli si scambiassero per un attimo, per una sorte bizzarra e circense, e si facesse il funerale al padrone vero, all’unico proprietario del proprio lavoro e della propria vita?
Con ironia lo spettatore si trova ad assistere alla messa in scena dei delitti più crudeli: dalla tratta degli organi alla mercificazione delle persone e dei valori, dalla corruzione della chiesa alla demagogia della politica, all’attuale populismo delle nostre forze politiche. «Ho forzato, in un certo senso, i limiti della struttura stessa. Il mio obbiettivo è quello di far ridere e divertire davanti ai drammi più atroci, denunciare con ironia, con forza il problema delle morti bianche e delle migliaia di persone rimaste invalide per incidenti sul lavoro – racconta Massimo Di Michele – Dal 1969, data in cui fu scritto il testo da Dario Fo, al 2006, data in cui ne curai la mia prima regia, ad oggi il numero delle morti bianche è rimasto quasi invariato e nessuno ne parla. La denuncia, tra ironia e sarcasmo, non si ferma al problema delle morti sul lavoro, ma si estende ad altre forme di violenza contro l’uomo, come ad esempio le sciagure in mare di migliaia di immigrati clandestini, le morti causate dall’inquinamento e la violenza sulle donne. Ed è proprio a loro che dedico questo spettacolo, a tutte le donne uccise per mano di un uomo, tutte le vittime dei numerosi femminicidi che insanguinano la cronaca. In loro memoria ho scelto di far indossare scarpe rosse a tutte le attrici. Questo dovrebbe farci riflettere. Per me, tornare in scena con questo testo è un omaggio al Maestro Fo, a cui sono grato per aver sostenuto da subito l’operazione consapevole e coraggiosa di un gruppo di giovani artisti».Lo spettacolo è l’esito del laboratorio tenuto da Massimo Di Michele per gli allievi della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, finalizzato alla conoscenza degli strumenti utili all’attore per affrontare lo spazio vuoto della scena, mostrando come la pratica della recitazione, con tutti gli esercizi che sottende, possa portare a superare i propri limiti e a crescere mettendosi costantemente in gioco. (foto: funerale del padrone)

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“Prima della bomba” di Umberto Scarpetti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

cesar_brieRoma. Dall’8 all’11 settembre al Teatro India di Roma Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) in prima nazionale “Prima della bomba” di Umberto Scarpetti. Tutte le sere ore 21 I domenica ore 19. Viaggio nella conversione all’Islam per Roberto Scarpetti, in prima nazionale con il suo nuovo lavoro Prima della bomba. Un testo più che mai attuale, che riflette sul senso di appartenenza, sull’esigenza di sentirsi coinvolti in qualcosa, sulla confluenza delle nuove generazioni verso il radicalismo islamico e sulle differenze culturali tra Occidente e Oriente. Diretto dall’argentino César Brie, lo spettacolo racconta dall’interno una conversione che ha virato verso un credo più radicale e integralista, ripercorrendo la crisi personale e dell’ideologia di chi voleva cambiare il mondo credendo che fosse in atto una nuova Shoah, con i musulmani al posto degli ebrei e con l’Occidente a fare la parte dei Nazisti.
Siamo in una affollatissima metropolitana di una grande città, Davide, 22 anni, viso da bravo da ragazzo, coperto dal cappuccio della sua felpa, è pronto a farsi esplodere. Nel suo zaino c’è un ordigno artigianale. Prima della bomba indaga e va alla ricerca dei motivi e delle cause che hanno portato il giovane a convertirsi all’Islam, a realizzare l’ordigno con i suoi amici Karim e Rafiq, rispettivamente un italiano convertito e un fondamentalista afgano, e a farsi saltare in aria. L’inquadramento ideologico è molto preciso e la propaganda sembra aver fatto presa su chi, come Davide, pensava di voler cambiare il mondo. Quante sono le vittime civili, uomini, donne e bambini, che ogni giorno vengono uccise dai droni degli Stati Uniti? Quanti i musulmani innocenti che muoiono inutilmente? E per questo Davide, Karim e Rafiq sentono di dover fare qualcosa, sentono di dover aiutare i loro fratelli musulmani in nome della Ummah, la nazione islamica. Ma la fede di Davide non è sempre stata integralista. “Prima”, appena convertito, cercava “altro”: un senso di appartenenza, qualcosa in cui sentirsi coinvolto e che lo aiutasse a uscire da un periodo di crisi personale. E l’aveva trovato nella sua nuova religione e negli amici conosciuti in moschea, in Ahmed e Jussuf, che gli hanno insegnato a pregare, a fare le abluzioni, a pronunciare le parole della preghiera. Come una vera nuova famiglia, mentre stava uscendo da quella di provenienza, Ahmed e Jussuf hanno provato, inutilmente, a metter Davide in guardia sull’integralismo. Così, Prima della bomba nasce da una serie di domande: cosa trovano i ragazzi europei nell’Islam che non riescono a trovare nella loro cultura di appartenenza? Possono le nostre conformiste società occidentali dare un nuovo spazio al dissenso giovanile? O forse sono questi giovani costretti a cercare in culture lontane dall’Occidente uno sfogo roberto_scarpettialla loro voglia di cambiare il mondo? Sono domante che al giorno d’oggi, e in vista degli ultimi tragici eventi, acquistano un significato profondo, e alle quali il lavoro di Roberto Scarpetti prova a dare una risposta, conducendo gli spettatori verso una profonda riflessione.
Roberto Scarpetti – Autore di Viva l’Italia, le morti di Fausto e Iaio, testo con cui ha vinto la Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione 2011, il Premio Franco Enriquez 2014 per la drammaturgia, lui ha ricevuto la nomination quale autore di novità italiana al Premio le Maschere del Teatro Italiano 2015, e che nel gennaio 2016 è stato trasmesso in versione radiofonica su France Culture. È autore di Roma/est andato in scena nel 2014 e nel 2015 al Teatro Argentina all’interno dello spettacolo collettivo Ritratto di una capitale, ideato da Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri. Ha firmato la sceneggiatura di Giochi d’estate, film presentato alla 68a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, con cui ha vinto nel 2012 il Quarz Swiss Film Prize per la miglior sceneggiatura. Dal 2011 è membro della giuria del premio Franco Solinas.
César Brie – Attore e regista argentino, fondatore nel 1972 della Comuna Baires, è costretto ad autoesiliarsi a Milano nel 1974 a causa delle persecuzioni operate dalla dittatura militare. Dopo il 1975 crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru, tra gli spettacoli prodotti Ehi con Danio Manfredini. A seguito dell’esperienza nel gruppo Farfa e nell’Odin Teatret, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes, col quale realizza opere esemplari che partono dalla storia o dai classici, ma calate profondamente nell’attualità (come Romeo e Giulietta, Ubu in Bolivia, Solo gli ingenui muoiono d’amore, Dentro un sole giallo, Fragile, Otra vez Marcelo, l’Iliade, Odissea). Nel 2010 lasca la Bolivia a causa delle minacce di morte ricevute dopo il suo documentario Tahuamanu (nel quale svela cosa è realmente accaduto l’11 settembre 2008 in Bolivia). Attualmente vive e lavora in Italia come pedagogo e come autore/attore/regista, tra i suoi lavori: Il mare in tasca, Solo gli ingenui muoiono d’amore. (foto: cesar_brie, roberto_scarpetti)

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Debutta al Teatro India “Emilia Galotti”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Mag 2010

Roma 27 maggio – 5 giugno 2010  Lungotevere dei Papareschi Teatroinaria, Stanze luminose  presenta  Emilia Galotti da Gotthold Ephraim Lessing  drammaturgia Paolo Fallai  regia Alessandro Berdini  con Elettra Mallaby, Paola Rinaldi, Luigi Di Fiore, Alberto di Stasio, Daniele Griggio. La storia di un’eroina del Settecento in veste moderna per la regia di Alessandro Berdini.  Primo dramma politico e classico del teatro tedesco, Emilia Galotti è trasportata nel terzo Millennio con la stessa carica di ribellione che l’ha vista nascere. Se nella tragedia antitirannica apparsa sulle scene nel 1772 l’autore Gotthold Ephraim Lessing, condannava aspramente la vita condotta nelle corti principesche e le offese ai diritti umani fondamentali, in questa riscrittura moderna i vizi e le virtù non rappresentano più qualità umane universali, ma piuttosto sono distribuite fra gli esponenti dei vari ceti sociali seguendo psicologia e caratteri dei personaggi. Ed allora, da donzella borghese Emilia diventa, oggi, una bellissima 16enne in coma d’overdose e Il principe di Guastalla, diventa un principe della comunicazione con una forte passione per la bellezza della ragazza. Una passione che ucciderà la giovane ma che sarà fatale a tutti i protagonisti.  Lo spettacolo si inserisce all’interno del più ampio progetto “Emilia Galotti” che prevede il Convegno Internazionale dal titolo “L’Emilia Galotti di Lessing-La tragedia del potere”, dal 26 al 27 giugno al Teatro India con un ricco programma di appuntamenti, incontri e proiezioni curati da Marino Freschi, ed il coinvolgimento di studiosi germanisti provenienti dalle università italiane e straniere. Si inizia il 26 maggio (ore 15) con una prima sessione costituita da una serie di relazioni ed approfondimenti sul pensiero, la teoria delle passioni e la teoria dei limiti delle arti di Lessing, per proseguire (alle ore 18) con la proiezione del cortometraggio “Emilia Galotti” per la regia di Alessandro Berdini (le cui proiezioni proseguiranno fino al 5 giugno). Il convegno si conclude il 27 giugno con la seconda sessione (ore 9.45) articolata su dibattiti e riflessioni inerenti le seguenti tematiche: l’ambiguità del potere, l’illuminata reticenza, Amicizia, amore e passione di Emilia Galotti. La terza sessione (ore 15) si completa con ulteriori dibattiti sulle seguenti tesi: Urla a corte. Dal “Laocoonte” all’“Emilia Galotti”, I turbamenti della giovane Emilia, Perchè Werther legge l’“Emilia Galotti”? Goethe lettore di Lessing. (foto light, scena)

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Festa di famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

teatrol indiaRoma Teatro India Debutta in Prima Nazionale Assoluta il 5 ottobre al Teatro India Festa di famiglia, uno spettacolo scritto e diretto da quattro grandi attrici Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres, che si sono avvalse, durante la stesura del testo, della speciale collaborazione di Andrea Camilleri  E’uno spettacolo che trae spunto da un testo del grande maestro e premio Nobel della letteratura italiana Luigi Pirandello, riscritto e rielaborato da quattro brillanti attrici che con uno sguardo contemporaneo ne hanno tracciato uno scritto intenso e coinvolgente che ha trovato la perfetta misura grazie alla collaborazione di uno scrittore di razza come Andrea Camilleri.  Festa di famiglia, così ci raccontano Mandracchia, Reale, Toffolati e Torres, è una riflessione sulle dinamiche violente all’interno del nucleo familiare. Il tema è drammatico e la storia che raccontiamo lascia pochi spiragli alla speranza; la sfida che ci proponiamo è quella di riuscire a raccontarne anche il lato tragicomico, di riuscire a vedere ciò che di grottesco e ridicolo si cela dietro le umane miserie. Siamo partiti da Pirandello, un autore che conosce a fondo la nostra realtà. Abbiamo isolato le scene che ci sembravano centrate sul nostro tema, abbiamo scambiato le battute tra i personaggi, abbiamo cambiato genere ai personaggi, abbiamo creato un nuovo personaggio da due, tre altri personaggi già esistenti. Abbiamo pensato che Camilleri, grande conoscitore di Pirandello e maestro di ironia potesse essere la persona più adatta per consigliarci in questo lavoro e invece ne è nato un vero e proprio sodalizio, un vero e proprio progetto comune.
il Teatro India partecipa all’iniziativa con il reading L’Amore violento, una lettura a staffetta di testi contro la violenza che ospita grandi personalità tra attori, cantanti, musicisti. Ed ancora, con Festa di famiglia si inaugura il primo degli incontri della rassegna Tra teatro e letteratura che accompagnerà l’intera stagione del Teatro di Roma per attraversare alcuni dei testi drammaturgici degli autori e registi in programmazione attraverso la propria storia e produzione letteraria, primo fra tutti l’incontro con Andrea Camilleri. Infine, l’ultimo appuntamento è con Rifrazioni, il diritto di esistere, una scrittura a nove mani tutta al femminile, un frammento di teatro civile dedicato alle donne, che prende spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. (teatro india)

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