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Posts Tagged ‘tecniche’

L’UE tenga chiuse le porte alle nuove tecniche di mutagenesi (NBT)

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

È passato un anno dal 25 luglio 2018, quando la Corte di Giustizia Europea (ECJ) ha stabilito che gli organismi ottenuti con le nuove tecniche di mutagenesi (New Breeding Techniques – NBT), come il CRISPR, devono rientrare nella già esistente direttiva sugli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e devono quindi essere soggetti ad accurate procedure di valutazione del rischio.I rappresentanti dell’industria e diversi Stati membri dell’Unione europea stanno attualmente esercitando pressioni sugli organi legislativi dell’UE affinché le NBT siano escluse dalla normativa vigente che li equipara agli OGM. Slow Food è certa che ciò minerebbe il principio di precauzione e che da ciò deriverebbe un’ulteriore limitazione della libera scelta dei consumatori oltre che della sovranità degli agricoltori. Le NBT sono ottenute mediante mutagenesi diretta (che consente la modificazione diretta del DNA di piante o animali) ma, a differenza degli OGM, non includono geni estranei; restano comunque un prodotto dell’agroindustria, con conseguenti analoghi rischi e incertezze.
Cogliamo l’occasione del primo anniversario della sentenza della Corte di Giustizia Europea per chiedere all’Unione Europea di non cedere alle pressioni e di rispettare questa decisione. Slow Food ha già in passato attivamente sensibilizzato il pubblico sull’importanza di mantenere la classificazione legale degli organismi prodotti con queste nuove tecniche uguale a quella degli OGM, e continua ad invocare il principio di precauzione, protetto e sancito dal diritto comunitario europeo.

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Dal dagherrotipo al digitale La fotografia e le sue tecniche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

Pavia 1-30 giugno 2019 Inaugurazione: sabato 1° giugno 2019 ore 17.30 Museo della Tecnica Elettrica (MTE) via Adolfo Ferrata 6 mostra a cura di Roberto Mutti Orari di apertura al pubblico martedì, mercoledì e domenica: 9.00-19.30 giovedì, venerdì, sabato: 9.00-24.00. La storia della fotografia, l’invenzione che quest’anno festeggia il suo 180° compleanno, è sempre stata frutto di emozioni, ricerche, innovazioni infinite che non si fermano né conoscono frontiere, passando da arte riservata a pochi a mezzo di comunicazione universale.La fotografia si basa su due grandi principi, quello estetico-creativo e quello tecnologico ma se la sua storia si è giustamente identificata con quella dei grandi autori che l’hanno realizzata, meno attenzione è stata riservata alla straordinaria evoluzione delle sue tecniche. È dunque nell’ottica di raccontare proprio le tecniche che ne hanno segnato la crescita della fotografia che il Museo della Tecnica Elettrica (MTE) di Pavia, nato nel 2007 con l’obiettivo di preservare e promuovere il patrimonio culturale della tecnica elettrica, e oggi importante punto di riferimento culturale sul territorio diretto dalla prof.ssa Michela Magliacani, presenta dal 1° al 30 giugno la mostra “AA.VV. Dal dagherrotipo al digitale. La fotografia e le sue tecniche” a cura di Roberto Mutti.
Michela Magliacani, direttrice del Museo della Tecnica Elettrica di Pavia: «Per noi è stato un onore, ancor prima che un dovere, poter ospitare nei nostri spazi una mostra che raccontasse la storia di uno dei mezzi della comunicazione più democratici che si conosca, la fotografia. L’MTE fa parte del Sistema Museale dell’Università di Pavia ed è nostro compito ricercare, conservare e divulgare la storia e la cultura della tecnica elettrica. Ovvero spiegare alle persone che vengono a trovarci la nascita di un qualcosa che fa parte della quotidianità di tutti noi. Con questo spirito crediamo nell’arte e in tutte le sue espressioni per avvicinare grandi e piccoli alla conoscenza del nostro patrimonio».La mostra, inserita nella programmazione della prima edizione di Pavia Foto Festival, espone in apposite teche pezzi originali antichi raramente visti da vicino (dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipie, carte de visite, calotipi, carte salate, autochrome, stampe “al chiaro di luna”), pellicole, diapositive e immagini analogiche di un recente passato, fotografie digitali contemporanee.Tutte le storie hanno un inizio, e quella della fotografia moderna la si può far risalire al 9 luglio del 1839 con il pittore e scenografo teatrale francese Louis Jacque Mandè Daguerre che dava vita al procedimento fotografico conosciuto come “dagherrotipo”: una lastra ricoperta d’argento che, esposta ai vapori dello iodio, messa in camera oscura e posizionata davanti al soggetto da riprendere, dopo una posa lunga e un lavaggio in sale marino e mercurio, svelava un’immagine speculare del soggetto fotografato.
In mostra al Museo della Tecnica Elettrica di Pavia compaiono anche opere di autori contemporanei (Beniamino Terraneo con i suoi dagherrotipi, Stefania Ricci con le cianotipie, Paolo Marcolongo con clichè verre e kyrlian, Federico Patrocinio con la fotografia stenopeica, Beppe Bolchi con il distacco polaroid in bottiglia, Roberto Montanari con la gomma bicromatata, Dino Silingardi con le stampe al platino e al carbone, Erminio Annunzi con la stampa ad annerimento) che si dedicano a queste antiche e talvolta più recenti tecniche con risultati sorprendenti. Ma anche all’evoluzione contemporanea è dedicato molto spazio, perché il passaggio dalla “camera oscura” (in mostra esempi di comparazione fra stampe su carta baritata e politenata) alla “camera chiara” ha portato a una varietà di soluzioni che vanno dalla stampa lambda a quella ai pigmenti di carbone, dalla fine art alla stampa su materiali diversi come il propilene, il metallo, il plexiglass. Organizzata da photoShowall, la prima edizione di Pavia Foto Festival, vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori, propone sino 30 giugno 2019 un calendario di 15 differenti mostre in 14 spazi pubblici e privati, tra Pavia, Milano e Voghera (www.paviafotofestival.it).

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Centri storici nel cuore delle megalopoli e nuove tecniche di costruzione

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

I problemi che riguardano in particolare i centri storici, non riguardano solo la loro manutenzione ordinaria e straordinaria. Ci troviamo, da una parte, a dover gestire abitazioni bisognose di opportuni rifacimenti interni ed esterni oltremodo costosi per garantire la migliore esposizione al sole dei locali, l’impiego dei materiali isolanti, i doppi vetri oltre alle varie innovazioni tecniche che vanno a toccare le strutture stesse dei fabbricati anche senza dover arrivare alla loro trasformazione con tetti dalla linea ad ala d’aereo per creare un microclima favorevole e l’autoventilazione estiva.
Si tratta, in quest’ultimo caso, di un genere di costruzione già realizzata con i 5 villaggi bio-climatici in Val d’Oise (Parigi) e progettati dal londinese Richard Rogers ed altri similari ideati dall’italiano Renzo Piano. Ciò che intendo dire è che abbiamo inserito in maniera a dir poco sbrigativa edifici con tecniche di costruzione diversissima, a partire dai complessi dei centri storici, con il risultato che si sono trasformati in altrettante trappole per chi si è trovato a doverli utilizzare in epoche successive a cavallo tra il rispetto per i beni archeologici e la necessità di renderli funzionali alle esigenze dei giorni nostri.
I tetti delle nuove case di Amsterdam e Berlino, ad esempio, sono rivestiti con una particolare tegola fotovoltaica che trasforma la luce in elettricità. L’alto costo di questa tegola viene sostenuto dal Land e dalla compagnia elettrica in cambio del diritto di usare l’energia eccedente a costo zero. Eppure in tutti questi processi di trasformazione e di adattamento alle nuove esigenze dell’uomo contemporaneo non si è tenuto nemmeno conto, se non in minima parte, dello sviluppo delle autostrade telematiche. In altri termini noi possiamo comunicare con il mondo esterno in due modi: o prendendo la macchina o i mezzi pubblici per andare al lavoro e per fare delle commissioni o collegandoci con la rete telematica. Quest’ultima può contemperare molte cose messe insieme: il lavoro, lo svago, lo shopping, la comunicazione e lo sviluppo dei rapporti sociali. E’ un sistema, tutto sommato, che ha il vantaggio di ridurre il bisogno di mobilità all’interno della cerchia urbana per non parlare di quella esterna. Nello spirito di questa logica informatica Il cittadino potrà avere a domicilio servizi inediti: ottenere certificati e documenti, fare operazioni bancarie, prenotare biglietti per viaggi e spettacoli e lavorare su commissione.
Se ad una determinata ora “X” in una metropoli introducessimo tutte insieme queste novità ci troveremo con un “centro storico” meta solo di turisti per visitare gli edifici, i musei e le sue bellezze architettoniche e per la restante parte della città ci imbatteremmo in una circolazione limitata e per lo più non inquinante e con il 30% della popolazione che preferisce non muoversi da casa poiché nella propria residenza può fare di tutto.
Inoltre in queste magione – ufficio si può proprio dire che l’efficienza e la funzionalità è di …casa. Sono edifici che possono richiedere un 60% in meno di energia totale rispetto a quelli tradizionali e capaci di riciclare anche fino all’80% i rifiuti che produce. Inoltre si possono avere dei climatizzatori d’aria senza l’adozione dei cfc e per l’isolamento del tetto alla pavimentazione delle cantine si può far uso di materiali da costruzione riciclati o quantomeno prodotti con tecnologie rispettose dell’ambiente.
A loro volta gli interni sono dotati di un sistema di fotorivelatori e sensori di movimento in grado non solo di aggiustare la luminosità a seconda delle necessità ma addirittura di spegnere automaticamente le luci in una stanza quando non è più occupata. I risparmi di illuminazione e per gli usi domestici si riflettono doppiamente sui costi di gestione. Infatti ogni watt in meno, bruciato da una lampadina, significa anche una riduzione del lavoro dei sistemi di raffreddamento. Le finestre, a loro volta, con i doppi vetri ed imbottite di uno strato polimerico in grado di bloccare i raggi infrarossi, possono in estate riflettere gran parte del calore proveniente dall’esterno ed in inverno conservare il proprio calore con altri consistenti risparmi energetici.
I mobili sono anch’essi concepiti con l’intento di non causare la deforestazione ai tropici, le piastrelle sono prodotte con il vetro di lampadine rotte e il rivestimento interno dei pavimenti in luogo dell’usuale compensato imbevuto di formaldeide è costituito da omasote, un materiale ottenuto dal riciclaggio dei giornali vecchi. I giapponesi a loro volta, proprio perché stimolati dalla loro endemica scarsità di territorio, possono fornirci soluzioni a base di città galleggianti e di abitati sotterranei. Saranno città “intelligenti” completamente informatizzate con reti Isdn (Integrated Service Digital Network) che controlleranno la climatizzazione ed il sistema di trasporto.
Le autovetture elettriche pubbliche saranno più accessibili, di quanto non lo siano ora, e saranno dotate di carta magnetica e con pagamento diretto sul conto dell’utilizzatore. Inoltre il controllo computerizzato assicurerà tempi certi di spostamento. In questa misura per muoversi da un capo all’altro della città il tempo massimo previsto potrà essere non superiore ai 15 minuti per settori distanti 25/30 Km.
Ma a questo punto ci troveremmo con un altro genere di esigenze come quelle di avere più spazi verdi, più svaghi serali per smaltire le lunghe ore trascorse in casa ma senza dover necessariamente, per tale genere di aspettative, far ricorso all’auto per coprire talune distanze. Dovremmo, in pratica, avere tutti questi “centri servizi” nell’ambito dei propri insediamenti abitativi per cui muoversi a piedi diventerebbe agevole anche per i più anziani. Questo potrebbe essere un modello di città futura senza dover attendere molto tempo per vederla realizzarsi. Una sua presentazione, in dettaglio per chi ne vuole sapere di più, la troveremo illustrata in un altro mio lavoro titolato “Vulnus”. (Riccardo Alfonso)

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Processo e tecniche di attuazione dei diritti

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 novembre 2017

giustiziaRoma Venerdì 17 Novembre 2017, ore 0:00 / 18 Novembre 2017 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159 si terrà nell’Aula Magna, un convegno dal titolo “Processo e tecniche di attuazione dei diritti”, a trent’anni dallo storico convegno tenutosi a Palermo sul medesimo tema, quanto mai attuale. L’iniziativa costituisce un omaggio a chi, di quel convegno, fu l’animatore: il prof. Salvatore Mazzamuto, che ha dato lustro e prestigio al Dipartimento di Giurisprudenza, avendovi per molti anni insegnato Diritto civile. Il convegno vede la partecipazione d’illustri studiosi di Diritto civile, e non solo.

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Mostra ‘Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura’

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

Roma Martedì 15 Novembre 2016, ore 18:00 / 8 Gennaio 2017 Padiglione 9B MACRO Testaccio Piazza Giustiniani. Luca Bergamo, Assessore alla Crescita culturale, Roma Capitale Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Elisabetta Pallottino, Direttore del Dipartimento di Architettura Roma Tre inaugurazione della mostra Francesco Cellini. Strumenti e tecniche del progetto di architettura.

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Ferite difficili

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

dubaiDubai. E’ italiana la tecnica che ha guarito i primi tre pazienti al mondo, trattati presso l’Ospedale Governativo Al Qasimi degli Emirati Arabi Uniti, da ferite inguaribili. Si tratta di ferite croniche che non progrediscono nelle fisiologiche fasi di guarigione e che necessitano di lunghi periodi di guarigione e nursing continuo per evitare le complicanze come infezioni e necrosi. I primi tre pazienti trattati, che manifestavano un quadro clinico particolarmente complesso e critico in quanto affetti da cangrene alle estremità ed esiti di amputazione con complicazioni renali e vascolari, sono stati trattati con una innovativa tecnica, messa a punto da Bioscience Institute, multinazionale italiana che a Dubai ha una delle sue cell factory.
I chirurgi dell’Ospedale Al Qasimi hanno prelevato circa 20 ml di grasso dall’addome dei pazienti per poi inviarlo ai laboratori di Bioscience dove si è provveduto ad estrarre, isolare ed espandere le cellule staminali presenti nel tessuto stesso. La coltura, dopo 14 giorni, ha prodotto circa 100 milioni di cellule staminali mesenchimali del tessuto adiposo che sono state utilizzate sullo stesso paziente da cui è stato prelevato il grasso. Le cellule staminali sono state iniettate direttamente nel letto della ferita e anche poste a copertura della stessa mediante uno scaffold (supporto) di collagene. Risultati evidenti sono stati visti già nelle prime 48 ore successive, mentre nei giorni successivi si è assistito ad una rapidissima progressione di guarigione che evidenziava l’efficacia della cura. L’innovazione della cura è rappresentata dalla decisa spinta alla guarigione della ferita che viene apportata dalle cellule staminali e che, invece, non si ottiene con le medicazioni tradizionali che si limitano a mantenere i tessuti in condizioni sterili affinché i naturali processi fisiologici di guarigione non siano ostacolati da infezioni o tessuto necrotico. Le medicazioni tradizionali esprimono grandi limiti quando il quadro clinico del paziente è compromesso da insufficienze funzionali (renale, vascolare, ecc) tant’è che, non riuscendo a indurre a guarigione la ferita entro un tempo ragionevole, producono una conseguenza devastante che è la cronicizzazione.
Come ha dichiarato il Dr Saqr Al Mulla, primario di Chirurgia Plastica e deputy CEO dell’Al Qasimi Hospital: “L’ospedale ha impiegato più di un anno per ottenere l’approvazione da parte del comitato etico del Ministry of Health degli Emirati Arabi Uniti e questo studio rappresenta un precedente mondiale nel settore della cura delle ferite difficili che sono un processo complesso che coinvolge l’interazione tra cellule, citochine e matrice extracellulare”. Sono ulcere diabetiche, venose e reumatiche, ferite da ustione, piaghe da decubito, le ‘ferite difficili’ di cui si parla poco nonostante che interessano almeno l’1% della popolazione italiana e mondiale.
Quando la pelle sana subisce una ferita, le proteine e i fattori di crescita presenti in essa, si attivano nel processo di riparazione e provvedono alla rigenerazione di nuova pelle. Ma in presenza di alcune patologie, alcune molto comuni come il diabete o le malattie circolatorie, la pelle perde le sostanze biologiche necessarie a questo processo con il risultato di una mancata guarigione.Nei soggetti con diabete le ulcere del piede sono responsabili dell’87% delle amputazioni non traumatiche e la mortalità a 3 anni è drammaticamente alta, essendo stimata in una percentuale variabile tra il 20 e il 50%. Inoltre le ulcere diabetiche rappresentano un elevatissimo costo per il sistema sanitario vista la necessità di cure continue e complicazioni. Il costo annuo di un’ulcera è circa 8000 dollari che diventano 17mila se la ferita si infetta e arriva a 45mila se diventa necessaria l’amputazione per salvare la vita del paziente. Ma le ferite difficili sono un problema che interessa anche pazienti con malattie cardiache e disturbi del circolo sanguigno, ma anche malattie autoimmuni, intossicazioni croniche, leucemie e malattie mieloproliferative.Oltre alla nuova tecnica resa possibile dall’innovazione fornita dai laboratori Bioscience Institute, i pazienti possono crioconservare le proprie cellule staminali del tessuto adiposo per un uso futuro. Si è visto, infatti, che il trattamento tempestivo, entro 12 settimane dallo sviluppo delle ulcere, riduce il rischio di una evoluzione sfavorevole della malattia, la cronicità e soprattutto che le complicazioni che portano all’amputazione. In molti studi le staminali derivate da tessuto adiposo (ADSC) hanno mostrato la capacità di guarire le ferite più velocemente ed efficacemente dei trattamenti di routine oltre ad essere efficaci in tutti i casi di ferite resistenti alle terapie standard.
Le attuali terapie cellulari basate sull’utilizzo delle cellule cutanee (cheratinociti e fibroblasti) non sortiscono risultati significativi per la mancanza di matrici extracellulari a livello dei tessuti della ferita, mentre le cellule del tessuto adiposo posseggono proprietà come la capacità di ricostruire la matrice extracellulare che rappresenta il supporto (scaffold) attorno al quale le altre cellule si organizzano, oltre ad un ruolo nel rilasciare cellule vitali nella ferita, proteine e collagene che hanno un ruolo fondamentale nella guarigione.

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Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma 30 ottobre: convegno sulle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) e confronto con la normativa 2008
L’incoVenerdì 30 ottobre, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), con inizio alle ore 10, si terrà il convegno “NTC 2008 – NTC 2015 a confronto: focus sugli aspetti geotecnici”. Dopo i saluti del Rettore Loris Borghi, i lavori saranno aperti dal prof. ing. Giovanni Franceschini, Prorettore Vicario. Il convegno è organizzato sotto gli auspici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, su iniziativa della prof.ssa ing. Lorella Montrasio, docente di geotecnica dell’Università degli Studi di Parma nonché componente del Gruppo di lavoro NTC del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.Interverranno al convegno l’on. Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, l’ing. Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’ing. Angelo Tedeschi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma, il prof. ing. Franco Braga, dell’Università di Roma La Sapienza e Coordinatore del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP, e il prof. ing. Alberto Burghignoli, dell’Università di Roma La Sapienza e del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP. Questa giornata ha l’obiettivo di evidenziare le novità sull’iter di approvazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni NTC2014, esitate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nell’ottobre dello scorso anno, nonché di approfondirne i contenuti e le differenze rispetto alla normativa vigente (NTC2008), rivolgendosi in special modo agli ingegneri professionisti che delle norme tecniche fanno uso nello svolgimento delle attività di progettazione.Verranno messi in evidenza non solo gli aspetti tecnici della nuova Norma, in parte illustrati dai lavori di confronto con la NTC2008, redatti dai futuri ingegneri del Corso di Laurea in Ingegneria Civile dell’Università di Parma, ma anche sui principi in base ai quali essa è stata concepita, con particolare riferimento alla storia delle NTC e alla loro futura evoluzione.Proprio dal dibattito è atteso un contributo che, derivando dal confronto diretto tra professionisti e istituzioni, possa fornire spunti validi per la futura evoluzione normativa.
Il focus della conferenza è dedicato agli aspetti geotecnici della progettazione ma gli interventi dei relatori e il dibattito atteso sono di prospettiva più ampia.Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma che riconoscerà tre crediti formativi ai partecipanti iscritti ed è patrocinato dall’Associazione Geotecnica Italiana.

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Siena Jazz

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2015

siena jazzDal 24 luglio al 7 agosto a Siena due settimane all’insegna del “fare musica” condividendo esperienze, confrontando linguaggi musicali e armonizzando le culture di paesi diversi, il tutto all’interno di una organizzazione della didattica altamente innovativa che conferma la prestigiosa istituzione senese come eccellenza europea nell’alta formazione musicale. Sono in programma 68 laboratori musicali, 2 lezioni al giorno di tecniche dell’improvvisazione applicate allo strumento, altrettante di musica d’insieme e, tra le novità, il Master di canto e il prestigioso Seminario speciale diretto da Enrico Rava: l’insegnamento fondante per tutti i corsi è l’acquisizione e la condivisione di esperienze, per cui ogni giorno gli studenti devono impegnarsi in due gruppi di musica d’insieme, con formazioni e docenti diversi, e in due lezioni di tecniche dell’improvvisazione applicata allo strumento, anch’esse con docenti diversi. Le classi di musica d’insieme sono coordinate dal docente che, oltre ad insegnare, suona e dirige la formazione come se fosse il leader del gruppo: una inedita occasione artistica per gli studenti e difficilmente riproponibile nelle altre scuole. Alla fine in due settimane le classi di musica d’insieme che vengono a comporsi sono 64, con scambi internazionali tra allievi e i musicisti: si crea così l’atmosfera di un vero e proprio Campo estivo,

Siena, ITA, 27.07.2008: Die -Seminari Senesi di Musica Jazz- finden seit 38. Jahren jeden Sommer und fuer zwei Wochen in Siena statt. Sie bieten an 200 jungen Musiker die Moeglichkeit  von renommierten  italienischen jazzern und Musikhistoriker Unterricht zu bekommen. Schueler vor einem Bildschirm, alle Unterrichtsraeumen sind mit HiFi Anlage, Computer und hellhoerig. | Siena, ITA, 27.07.2005: For years Siena jazz has been recognised as a qualified teaching reality and national reference point for jazz specialisation, high qualification courses and the professional formation of its participants aiding their entrance into professional jazz and contemporary music scene. |

Siena, ITA, 27.07.2008: Die -Seminari Senesi di Musica Jazz- finden seit 38. Jahren jeden Sommer und fuer zwei Wochen in Siena statt. Sie bieten an 200 jungen Musiker die Moeglichkeit von renommierten italienischen jazzern und Musikhistoriker Unterricht zu bekommen. Schueler vor einem Bildschirm, alle Unterrichtsraeumen sind mit HiFi Anlage, Computer und hellhoerig. | Siena, ITA, 27.07.2005: For years Siena jazz has been recognised as a qualified teaching reality and national reference point for jazz specialisation, high qualification courses and the professional formation of its participants aiding their entrance into professional jazz and contemporary music scene. |

un’esperienza che per tutti gli studenti diventa un importante momento di crescita, non solo artistica, da ricordare negli anni. Gli allievi possono inoltre contare su 26 aule – completamente attrezzate per la musica d’insieme e le tecniche dell’improvvisazione – e particolare attenzione è data ai concerti che da sempre affiancano la didattica e che vedono alternarsi sui vari palcoscenici delle Società di contrada 100 formazioni musicali diverse.
Grazie all’intensificarsi delle cooperazioni europee ed extraeuropee portate avanti già da tempo dalla Fondazione Siena Jazz e grazie ai successi ottenuti nei bandi nazionali ministeriali, quest’anno nel fitto calendario di concerti – 15 in altrettanti giorni – spiccano le due nuove rassegne “Young Lions For Europe” e “Giovani Talenti Italiani” dove sono protagoniste le rappresentative di alcuni tra i più importanti conservatori europei e festival italiani. Allo straordinario programma estivo si aggiungono così altri 8 concerti, alzando sempre di più il livello qualitativo dell’offerta culturale e didattica proposta da Siena Jazz. Inoltre, il 3 agosto arriva “ChiJazz Lab”- Chigiana meets Siena Jazz, una serata in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana, che inaugura una sinergia fortemente voluta dalle due istituzioni: sul palco un sestetto formato da tre musicisti di jazz – Stefano Battaglia, Paolino Dalla Porta, Roberto Gatto – e da tre musicisti di musica classica – Luciano Tristaino, Alessandro Carbonare, Antonio Caggiano – per un concerto unico nel suo genere. Il cartellone si apre venerdì 24 luglio in piazza Provenzano con un doppio set: per la rassegna “Giovani talenti italiani” protagonista il gruppo vincitore del progetto “We Insist!” promosso dall’Associazione MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz, composto da Federico Pierantoni, Giovanni Benvenuti, Fabio Tuminelli e Andrea Grillini e a seguire l’esibizione della “SJU Jazz Orchestra”, formata da 25 studenti dei corsi della Siena Jazz University. Per l’occasione l’orchestra, diretta dal maestro Roberto Spadoni, si avvale della partecipazione straordinaria di due grandi musicisti della scena jazz nazionale, il trombettista Fulvio Sigurtà e il clarinettista Achille Succi. Con gli appuntamenti di “Siena Jazz masters” e le ormai tradizionali “Jam session in Contrada”, fino al 7 agosto continua il susseguirsi di concerti, che vede alternarsi sul palco ogni sera un minimo di due formazioni, fino al grande evento dei concerti conclusivi, una vera e propria “maratona jazz” di due giorni, con doppie postazioni in cui si esibiscono 64 gruppi di musica di insieme, guidati dai docenti che suonano nelle formazioni come leader dei gruppi, in produzioni originali composte per l’occasione. Un appuntamento che viene ripetuto per due volte, offrendo al pubblico un’opportunità unica per gustare una varietà di differenze stilistiche e di repertorio. (foto: siena jazz)

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Le tecniche innovative di Microdentistry al VI meeting “Laser Day”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 novembre 2013

Laser

Laser (Photo credit: mrebert)

Milano giovedì 28, e venerdì 29 novembre 2013 Si rinnova il tradizionale appuntamento che annualmente riunisce a Milano, presso l’ISI, in via Pace 21, esperti e neofiti della terapia laser-assistita in odontostomatologia e il dottor Francesco Martelli è stato invitato a portare la propria esperienza di direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca fiorentino all’avanguardia nell’applicazione delle nuove metodologie.
Coordinerà l’evento il professor Rolando Crippa, direttore del reparto di Laserterapia e Patologia Orale dell’ISI e autore di importanti articoli scientifici e testi universitari. Nella giornata di giovedì sarà dato spazio alla pratica mentre quella di venerdì sarà dedicata all’aggiornamento.Il dottor Martelli, fondatore di Microdentistry, e anch’egli autore di testi e numerosi articoli scientifici sull’argomento, terrà una relazione sull’uso del laser nel trattamento della peri-implantite, patologia che interessa oltre il 50% degli impianti dentali.L’argomento è di estremo interesse visto l’altissimo numero di impianti che ogni anno vengono utilizzati in odontoiatria e considerato il fatto che non esistono in letteratura protocolli per la prevenzione e il trattamento della peri-implantite. L’incontro è alla sua sesta edizione e ogni anno si arricchisce di partecipanti e di relatori, ognuno con alle spalle anni di esperienza e ricerca nel campo della tecnologia laser. L’evento precongressuale del giovedì sarà riservato ai medici chirurghi-odontoiatri che avranno la possibilità di eseguire alcune prove pratiche, mentre venerdì 29 novembre il Meeting sarà esclusivamente teorico e aperto anche agli igienisti dentali.L’utilizzo della tecnologia laser ha permesso, negli ultimi anni, un grande salto di qualità in tutti i campi dell’odontoiatria, rendendola meno invasiva, più confortevole, più predicibile nei risultati, meno costosa e più gradita ai pazienti.
L’evento, organizzato dall’Istituto Stomatologico Italiano in collaborazione con DMT (Dental Medical Technologies), è patrocinato dall’ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani), dall’AIDI (Associazione Igienisti Dentali Italiani), dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, dalle associazioni IAHT (International Academy of High Tech) e AIOLA (Associazione Italiana Odontoiatria Laser Assistita).www.microdentistry.it

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Nuove tecniche:chirurgia ginecologica oncologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Mag 2012

Nell’ambito della chirurgia ginecologica oncologica si è assistito, negli ultimi anni, a importanti progressi volti a migliorare gli esiti operatori, riducendo al minimo il trauma per il paziente. La tecnica laparoscopica tradizionale (che prevede generalmente 4 piccole incisioni a livello addominale) praticata da oltre 15 anni sta, infatti, vivendo, negli ultimi tempi, rapide evoluzioni che vedono in primo piano la laparoscopia mono accesso (o SILS – Single Incision Laparoscopic Surgery) dove l’intervento viene eseguito con una singola incisione, attraverso l’ombelico e la chirurgia mininvasiva mono accesso robotica, che coniuga i vantaggi dell’utilizzo del “single port” – e del conseguente minor trauma per il paziente – con i vantaggi della chirurgia robotica (visione tridimensionale del campo operatorio, movimento a 360° degli strumenti chirurgici robotici, migliore precisione da parte del chirurgo e minori perdite ematiche).Di fronte a queste nuove acquisizioni tecnologiche, tuttavia, il chirurgo oncologo si interroga sulla necessità di integrare le diverse tecniche in modo da offrire una terapia chirurgica sempre più “a misura di paziente”, delle sue esigenze, del quadro clinico contingente, che tenga anche conto della necessità di un contenimento dei costi, venendo a configurare l’opportunità di un percorso di formazione, che consideri le curve di apprendimento di ciascuna metodica, puntando a un processo complessivo rapido e soddisfacente.In questo contesto si inserisce un Workshop Internazionale dal titolo: “Innovation on Minimally Invasive Surgery in Gynecology Oncology” in programma il 7 e l’8 maggio presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, presieduto da Enrico Vizza, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Nazionale Tumori Regina e da Masaaki Andou, Direttore del Dipartimento di Ginecologia del Kurashiki Medical Center, cui parteciperanno i massimi esperti di chirurgia ginecologica oncologica mininvasiva.“La nuova frontiera della chirurgia laparoscopica è rappresentata dalle tecniche monoaccesso e la robotica avrà un campo di applicazione elettivo nella chirurgia mininvasiva con un solo trocar – dichiara Enrico Vizza – Se già la SILS rappresenta un’importante evoluzione della laparoscopia tradizionale in termini di minor invasività, minore dolore e recupero più rapido nel post-operatorio per il paziente, l’introduzione del robot nella chirurgia mininvasiva monoaccesso ha portato ulteriori vantaggi, soprattutto per il chirurgo, che può così ovviare ad alcune difficoltà tecniche di quest’ultima, dovute a una maggiore complessità della gestione degli strumenti in sede intraoperatoria, a causa dello spazio limitato di azione. Grazie alla visione tridimensionale offerta dalla telecamera con due ottiche, infatti, la chirurgia robotica permette un campo di azione molto chiaro, consentendo il governo degli strumenti in modo assolutamente naturale”. Un recente studio, pubblicato su Annuals of Surgical Oncology in cui vengono messe a confronto le tecniche laparoscopiche standard, la SILS e la robotica nella chirurgia ginecologica oncologica, dimostra che i risultati della chirurgia monoaccesso sono paragonabili se non superiori alla laparoscopia convenzionale in termini di perdita di sangue, degenza ospedaliera e dolore post operatorio. Un altro elemento importante è, poi, quello che con la SILS e la robotica è possibile asportare un maggior numero di linfonodi pelvici. “Ma laddove c’è la possibilità di utilizzare metodiche tecnologicamente innovative – continua Enrico Vizza – l’introduzione di queste tecniche nella vita quotidiana di noi chirurghi deve essere gestito e razionalizzato. Per questo motivo è importante stabilire quale potrà essere il futuro immediato di queste tecnologie, il loro utilizzo pratico e in sicurezza, le indicazioni per le diverse patologie in modo che, se un chirurgo intende utilizzare queste metodiche, possa fare riferimento a procedure standardizzate e ripetibili. Se non chiariamo questi aspetti – commenta Vizza – anche la migliore tecnologia rischia di fallire e di non diffondersi. All’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena, ogni anno vengono eseguiti circa 450 interventi chirurgici in ambito di ginecologia oncologica, dei quali l’85% per via endoscopica. “Presso il nostro Centro – continua Vizza – negli ultimi 8 mesi abbiamo eseguito 30 interventi con la tecnica SILS e da gennaio 2012, 7 procedure attraverso la chirurgia mininvasiva mono accesso robotica. Il campo di applicazione principale della chirurgia mininvasiva monoaccesso è l’isterectomia radicale e la linfoadenectomia pelvica e lombo aortica nel carcinoma dell’endometrio e della cervice. Secondo la nostra esperienza, riteniamo che il futuro potrà essere rappresentato dall’utilizzo della SILS associata al robot per gli interventi più complessi, mentre per i casi più semplici, la SILS senza robot”.

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Terapie estetiche con botulino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

“Il danno e la beffa: così si possono sintetizzare i sentimenti dei pazienti che, sottoposti a terapie estetiche con botulino, sono andati incontro a qualsiasi tipo di reazione avversa”, afferma Antonino Di Pietro, responsabile del dipartimento di dermatologia Ospedale di Inzago, Milano. In molti casi infatti, i pazienti non si sentono vittime ma complici e psicologicamente responsabili del danno subito. Per questo moltissimi casi vengono tenuti nascosti mettendo in pericolo la salute di chi si sottopone a cure estetiche. Sarà forse perché i problemi causati dalla tossina botulinica o da altre terapie estetiche non sono giustificati da una malattia, che i pazienti si sentono colpevoli di aver causato a sé stessi danni, che è meglio tener nascosti.
Le segnalazioni sono registrate nella Rete nazionale di farmacovigilanza e il contributo del cittadino è essenziale per migliorare la conoscenza della sicurezza dei medicinali. Forse ancora pochi sanno che, le segnalazioni di reazioni avverse da farmaci possono essere notificate anche da parte dei cittadini: l’AIFA, che gestisce e coordina il sistema nazionale di farmacovigilanza (tutti i controlli a garanzia della sicurezza d’uso dei medicinali immessi in commercio), ha predisposto due schede: una per gli operatori sanitari e una seconda per i pazienti. Il cittadino può quindi segnalare una reazione avversa, anche se si tratta solo di un sospetto: infatti per fare una segnalazione non è necessario essere certi che si tratti di una reazione avversa conseguente all’uso del farmaco come è chiaramente specificato nel sito dell’AIFA http://www.agenziafarmaco.gov.it .

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Tecniche Procreazione Medicalmente Assistita

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

Si è appena concluso a Sorrento l’evento scientifico organizzato da Merck Serono “Forum For the Future – Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita: dalla Tradizione all’Innovazione”. Scopo dell’incontro è quello di approfondire alcuni tra gli argomenti più critici e attuali della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in Italia, e gli sviluppi futuri delle tecniche di fecondazione assistita al fine di incrementare il tasso di nascite.
I problemi di infertilità sono molto comuni e riguardano circa il 9% delle coppie. L’infertilità maschile rappresenta la diagnosi primaria in circa il 25% dei casi e contribuisce ad un ulteriore 15-25% dei rimanenti. Il 20% dei restanti casi rimane senza spiegazione . La maggioranza di queste coppie non intraprende nessuna cura per la soluzione del problema: solo il 56% si rivolge a specialisti e una percentuale ancora minore, pari al 22,4% delle coppie infertili, affronta un percorso terapeutico1. Le barriere sociali e personali, le difficoltà di accesso al trattamento e il rimborso limitato delle tecniche di PMA costituiscono fattori critici che disincentivano le coppie nella ricerca di una soluzione. Il Forum sarà aperto da una relazione dedicata ad uno dei fattori determinanti per il successo della fecondazione assistita: la capacità di valutare in laboratorio laqualità dei gameti e dell’embrione, senza compromettere in alcun modo la capacità di fertilizzazione, sviluppo e successivo impianto dell’embrione in utero. Ampio spazio sarà poi dedicato al tema della personalizzazione della stimolazione ovarica per l’induzione dell’ovulazione: un elemento molto importante al fine di ottimizzare i risultati della fecondazione assistita.

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Tecniche di profilo criminale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Cagliari sabato 26 Marzo 2011 orario 8.45-13. Hotel Mediterraneo, Viale Cristoforo Colombo 46. Seminario intensivo di 4 ore sulle tecniche di profilo criminale tenuto dal Prof. Marco Strano. Partendo da reali scene del crimine verranno spiegate le tecniche per giungere al profilo del possibile offender. Il seminario è aperto a Magistrati, Avvocati, appartenenti alle Forze di Polizia, Investigatori privati, Psicologi, Medici. Saranno ammessi anche laureati in altre discipline e studenti universitari di materie compatibili. Per partecipare è necessario aver frequentato un seminario basic sul profiling. Sarà richiesto (sul posto) un contributo di partecipazione per le spese di 20 euro. (Soci ordinari ICAA gratuito e appartenenti Polizia di Stato iscritti alla CONSAP gratuito). Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Tecniche d’interrogatorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Tusa (Messina)  sabato 19 marzo 2011 Oratorio SS Sacramento, Piazza Mazzini – Registrazione partecipanti ore 8.45. termine delle lezioni ore 13.00 – Seminario tecnico di 4 ore, tenuto dal Prof. Marco Strano, aperto a Magistrati, Avvocati, appartenenti alle Forze di Polizia, Investigatori privati, Psicologi, Medici. Saranno ammessi anche laureati in altre discipline e studenti universitari di materie compatibili. — Sarà richiesto sul posto un contributo di partecipazione per le spese di 15 euro (Soci Ordinari ICAA in regola con la quota associativa 2011-2012 gratuito e appartenenti Polizia di Stato iscritti alla CONSAP gratuito). — Rilascio di un attestato di partecipazione. Evento accreditato dal C.O.A. di Mistretta con diritto a quattro crediti formativi per l’anno 2011.

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Tecniche investigative negli abusi sui minori

Posted by fidest press agency su martedì, 22 febbraio 2011

Roma 3 marzo 2011 – ingresso dalle ore 14.45 – orario seminario 15.30-19.00 — Presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Palazzo Chigi via di Santa Maria in via 37 – Roma. ingresso libero e gratuito su prenotazione – inviando una mail a segreteria@icaa-italia.org indicando luogo e data di nascita per l’accredito alla PCM. — posti limitati – (60) – farà fede la data di invio della mail di richiesta.  L’evento è dedicato a professionisti di area giuridica, medica, psicologica e investigativa, alle forze dell’ordine e vuole fare il punto sulle strategie di intervento e prevenzione nell’ambito degli abusi sui minori. Verranno effettuate tre brevi relazioni introduttive da esperti del settore e seguirà una discussione scientifica tra le personalità del mondo accademico e istituzionale presenti. Ai partecipanti, che potranno formulare domande agli esperti presenti, sarà consegnato un attestato frequenza. Riconosciuti 3 crediti dall’Ordine degli Avvocati di Roma.

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Mostra: Intime cromie

Posted by fidest press agency su sabato, 19 febbraio 2011

Roma 20 febbraio 2011 si chiuderà la mostra “Intime Cromie” della pittrice pugliese Paola Marzano, presso la Galleria d’arte di Roma “Arte e Valore” in via Labicana 48: 18 tele ad olio di grandi dimensioni che portano il visitatore in un viaggio onirico e metafisico permeato dalla classicità del silenzio esistenziale, da un’atmosfera irreale, da luce lunare, dove simboli paradigmatici ed evocativi prendono vita senza essere spiegati, circondati da un mistero irreale Le tecniche usate sono acrilico e olio su tela o su compensato. Scorrendo alcuni titoli si può forse afferrare il messaggio metafisico di Paola Marzano, classe 1975, giovane artista con una lunga esperienza di mostre alle spalle (la prima personale risale al 2006, la prima collettiva nel 1992 nella sua Gallipoli): Dualità, Aberrazione…verità?, Uovo cosmico, Echi remoti, Insana origine, Incontri di diversità, Saggio di pulitura metafisica – solo per citare quelli tra i più evocativi.Tra i visitatori della mostra ne citiamo alcuni: il pittore argentino  Allan O’Mill con la moglie pittrice Silvia Tubau, il pittore Corrado Delfini, la Presidente dell’Associazione Rosa dei Venti Stefania Pieralice, ed il fotografo Moreno Maggi. (intime cromie)

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Nuova terapia malati Alzheimer

Posted by fidest press agency su domenica, 16 gennaio 2011

(Centro Maderna)  Il National Institute on Aging Statunitense è attualmente impegnato nel finanziamento di nuovi studi sulla terapia dei malati di Alzheimer finalizzati a “rendere la vita di questi malati e dei loro caregiver meno gravosa”, come specifica lo stesso Sidney M. Stahl, capo del dipartimento Individual Behavioral Processes dell’istituto, che aggiunge che “almeno per il momento, queste nuove ricerche sembrano essere prettamente concentrate su tecniche non-farmacologiche.” Le nuove tecniche menzionate da Stahl includono la somministrazione di cibi particolari, la particolare programmazione delle giornate con arte, musica ed esercizio fisico, e si basano sulla teoria, ampliamente dimostrata, secondo cui creare emozioni positive sui pazienti affetti da Alzheimer diminuisce in loro il senso di angoscia e i loro problemi comportamentali, e che tali emozioni p ersistano anche nella fase successiva al decadimento cognitivo.  Da questo complesso di studi si sviluppano dunque esperienze come quella di Beatitudes, la casa di cura di Phoenix che permette ai pazienti affetti da demenza qualsiasi “vezzo” che porti loro conforto, dal consumo di cioccolata, al “bicchierino della staffa” prima di andare a dormire, dando loro la possibilità di dormire, fare il bagno o cenare quando vogliono, fosse anche alle due del mattino. Lo stesso centro, per impedire ai propri pazienti di prendere l’ascensore e perdersi per l’edificio, o ancor peggio al di fuori di esso, ha sistemato dei tappeti neri davanti alle entrate dell’ascensore, che i malati interpretano come buchi o comunque ostacoli. Il personale ha poi il compito, quando vede i malati aggirarsi nei pressi dei tappeti, di salutarli con espressioni molto cordiali ed enfatiche per far passare loro il messaggio che non vale la pena rischiare di oltrepassare ostacoli quando si è circondati da personale così ; gentile, e pare che il metodo funzioni e sia meno traumatico di quello di altre case di cura che fanno indossare ai malati braccialetti che emettono un allarme quando questi si allontanano.

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Ewolwing Art di Eleonora Brigliadori

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

Roma, 13 gennaio 2011 ore 11.30 Complesso del Vittoriano Sala Giubileo Via San Pietro in Carcere. Sarà presente l’Artista
La mostra di Eleonora Brigliadori “Ewolwing Art”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 14 gennaio al 6 febbraio 2011, vuole far conoscere l’universo pittorico della celebre attrice e presentatrice televisiva attraverso una cinquantina di opere tra tecniche miste e gioielli in oro e argento, realizzate dagli anni Novanta ad oggi.  In esposizione mondi interiori, rivoltati intorno all’uomo, corpi densi di colori, tra draghi, bambini, ali di uccelli e di Angeli che rievocano con cascate di luce, arcobaleni e galassie, le atmosfere iridescenti di uno spirito che si fa materia. Cera, cristallo, pizzo, conchiglie come palazzi incantati, intarsi intrisi di luce, tra il viola e il blu-indaco, si accendono fuochi rosso carminio; occhi azzurrati sgranati sull’Universo si aprono dentro l’anima; le nove Gerarchie Celesti con le loro ali madreperlacee creano mondi e circondano le mani in metamorfosi; storie di lune e di soli, riflessi nelle profondità galattiche come esseri senzienti si fondono in una realtà in continua metamorfosi dove il pensiero si perde.

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La “Fòcara” di Novoli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Novoli (Lecce) fervono i preparativi per la magica notte del 16 gennaio La “Fòcara”, il fuoco più grande del bacino del Mediterraneo, tornerà a bruciare il prossimo 16 gennaio. A Novoli, il piccolo comune nel cuore del Salento, sono già iniziate ad arrivare le prime fascine di tralci di vite secchi, sapientemente assemblate con tecniche antichissime, tramandate gelosamente di padre in figlio. E saranno proprio queste a costruire il falò di 25 metri di altezza e 20 metri di diametro, che verrà acceso a conclusione di un lungo percorso costellato di eventi.La “Fòcara” è un antichissimo rito nato per la Festa di Sant’Antonio Abate, patrono della città, che ancora oggi racconta dell’identità popolare di questa terra.
Promosso da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, l’evento è carico di simboli legati alla cultura popolare e contadina del territorio.  Il fuoco sacro e rigenerante della terra ogni anno, da secoli, viene acceso la sera della vigilia della festa con una gragnuola di fuochi pirotecnici. Così il “fuoco buono di Puglia, messaggero di pace nel mondo” diventa universale simbolo di pace e di solidarietà. Attorno al fuoco, sono tanti gli eventi che rendono questo appuntamento unico e davvero imperdibile. Dalla riscoperta di un tratto meno noto e celebrato della medievale via Francigena a cui verrà dedicato un convegno, alla vetrina di prodotti tipici e enogastronomici di questa terra, dal concorso fotografico “La Fòcara, paesaggi di fuoco e spirito mediterranei” alla collaborazione con l’associazione “Forlife onlus” per la realizzazione di progetti umanitari per l’Africa “Fòcara for Africa”, fino ai concerti e agli spettacoli intorno al fuoco che quest’anno vedono ospiti d’onore Elio e le Storie Tese, l’inverno del Salento si scalda in questo particolarissimo weekend di gennaio a  Novoli. (focara)

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Secondo Forum Nazionale geologi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Firenze il 21 Gennaio 2011 ospita il Forum Nazionale dei Geologi, organizzato dagli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei geologi italiani, giunto al secondo appuntamento. Il primo si svolse a Roma ed in quella sede i geologi rilanciarono con forza l’appello alla prevenzione sul fronte del dissesto idrogeologico. A Firenze, i Presidenti degli Ordini Regionali, il Consiglio Nazionale dei Geologi completamente rinnovato con alla guida il nuovo Presidente, Gian Vito Graziano e le centinaia di geologi, focalizzeranno l’attenzione sul rischio sismico, in particolare sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni .
“L’Italia è un paese giovane dal punto di vista geologico, con catene montuose in piena formazione, per questo si verificano annualmente un elevato numero di terremoti, non tutti percepiti dall’uomo – ha affermato Roberto Troncarelli, neo – pesidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – e risulta essere una delle zone più sismiche del mediterraneo.  Le aree maggiormente colpite, in cui gli eventi hanno raggiunto il X e XI grado d’intensità  della scala Mercalli, sono le Alpi Orientali, l’Appennino settentrionale, il promontorio del Gargano, l’Appennino centro meridionale, l’Arco Calabro e la Sicilia Orientale. Nell’ambito dei rischi naturali che caratterizzano il nostro Paese, il rischio di terremoti è quello con impatto sociale ed economico più  elevato, per l’alta densità
“Secondo uno studio del CRESME – ha precisato il presidente dei geologi laziali – che ha incrociato i dati della localizzazione delle scuole con le mappe sismiche della Protezione Civile, in Italia più di 20.000 edifici scolastici, pari al 46% delle scuole, e il 41% degli ospedali si trovano in aree ad elevato rischio di terremoti, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori. Napoli è la Provincia con il maggior numero di unità a rischio,  La Protezione Civile valuta in oltre 100 miliardi di euro il costo cumulato dei terremoti negli ultimi 40 anni.
La pericolosità  degli eventi sismici risulta, purtroppo, amplificata dall’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974. Questo benché, come si è potuto osservare nel recente terremoto dell’Aquila, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture e di risposta alle sollecitazioni sismiche, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche”.   La sismicità  di un dato territorio viene infatti attribuita a seguito di qualche evento sismico che l’ha coinvolto.
In Italia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mediante l’analisi delle registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), localizza dai 1700 ai 2500 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.5 ogni anno. Dall’analisi della sismicità storica è emerso che in media in Italia ogni 100 anni si verificano più di 100 terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0 e dai 5 ai 10 terremoti di magnitudo superiore a 6.0”.  Il terremoto più distruttivo in Italia è stato quello di Messina del 1908. Ebbe una magnitudo pari a 7.1 e causò circa 80.000 vittime.“L’effetto di un terremoto, tuttavia, non dipende solo da fattori intrinseci, legati all’intensità dello stesso – ha concluso il Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – ma anche dall’assetto geologico e geomorfologico del sito dove si verifica.

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