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Tecnest: «La sfida non è tecnologica ma organizzativa»

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

FLEXforIndustrySi tratta di cambiare mentalità, modo di lavorare e di pensare ai processi, le relazioni tra uomo e macchina e tra i diversi attori coinvolti. L’uomo quindi non scompare, ma assume un ruolo centrale e strategico». Secondo Tecnest, azienda di Udine che da 30 anni si occupa di soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, è questa la sfida che l’industria 4.0 pone. Ed è attorno alla persona, alla sua professionalità e alla capacità di gestire i processi che si sviluppa FLEX for Industry 4.0, la nuova soluzione smart di Tecnest per il manifatturiero. La risposta ai nuovi paradigmi introdotti dall’Industria 4.0 è in un sistema capace di far dialogare macchine, oggetti e persone dando vita ad una via tutta italiana che unisce collaborative manufacturing e internet of things. «L’Industry 4.0 rappresenta un vero e proprio nuovo modello organizzativo ed economico per il mondo industriale. È un nuovo modo di pensare la fabbrica e le relazioni tra fornitori, produttori e clienti. E tra uomo e macchina», spiega Mario Chientaroli, direttore R&S e socio fondatore di Tecnest. «Lo scenario ottimale, soprattutto in un contesto manifatturiero come quello italiano, sarà quello della collaborazione e dell’interazione tra persone (interne ed esterne all’azienda) e macchine intelligenti in grado di rendere più rapido e flessibile il processo produttivo. Per questo, secondo la nostra visione, le tecnologie e le soluzioni abilitanti ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0 non ridurranno il contributo umano ai processi produttivi, bensì dovranno agevolarlo e sostenerlo secondo nuovi schemi e modalità di lavoro collaborative e interattive.».
Al centro di FLEX for Industry 4.0 è la Smart Factory Console, la nuova applicazione web e role-based per la raccolta dati, il controllo e l’avanzamento della produzione e per la gestione e l’analisi delle informazioni e dei dati raccolti da macchine, persone e prodotti interconnessi all’interno della fabbrica 4.0. «La Smart Factory Console non è solo una nuova applicazione web per la raccolta dati in fabbrica, ma rappresenta il luogo principale dove si concentrano le attività di interazione e collaborazione (uomo-macchina, uomo-uomo, macchina-uomo) tra gli operatori di produzione e gli elementi di sistema produttivo, integrando funzionalità di Social & Collaborative Manufacturing con tecnologie Internet of Things», continua Fontanot. «Attraverso il Collaboration Hub di FLEX for Industry 4.0 e le funzionalità per lo scambio diretto (chat, screensharing .. ) o differito di contenuti e per il coordinamento delle comunicazioni (kanban board, scrum, report .. ), operatori, supervisori e collaboratori interni o esterni all’azienda, ma anche clienti, fornitori, terzisti possono visualizzare, pubblicare, condividere e gestire informazioni e dati su processi e attività in modo semplice e immediato. Inoltre, i dati relativi a tempi, quantità, ordini fermi o altre eventuali problematiche derivanti dal processo produttivo possono essere comunicati in tempo reale dagli impianti di produzione grazie al nuovo IoT gateway di FLEX for Industry 4.0 che collega e integra macchine, sensori, dispositivi, sistemi di automazione e oggetti fisici».
E’ una soluzione pensata da Tecnest per completare e potenziare le applicazioni di Advanced Planning & Scheduling e di Manufacturing Execution System di Tecnest, abilitandole ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0.È questo il cuore. Una nuova infrastruttura in grado di veicolare in tempo reale e via web dati, informazioni e messaggi tra prodotti, macchine e persone attraverso tecnologia IoT e strumenti di Collaborative Manufacturing e di fungere quindi da snodo di smistamento delle informazioni verso le diverse soluzioni applicative di Tecnest per la fabbrica. (foto: FLEXforIndustry)

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L’innovazione tecnologica e il settore sanitario globale

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

the-future-of-healthcareEntro il 2025, si prevede che l’ecosistema della sanità avrà un aspetto radicalmente diverso rispetto ad oggi. Crescendo con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 5,6%, il settore sanitario globale probabilmente raggiungerà quota 2,69 trilioni di dollari di entrate entro il 2025. Tuttavia, le regioni e i settori che genereranno questi profitti cambieranno in modo significativo:Se attualmente l’Europa è il secondo mercato della sanità più grande del mondo, l’Asia è destinata a prendere il suo posto entro il 2025. Il Nord America dovrebbe rappresentare il più grande mercato della sanità fino al 2028 circa, quando l’Asia probabilmente guadagnerà il primo posto.
La crescita della regione Asia-Pacifico nella spesa sanitaria (come percentuale del PIL) è destinata ad essere maggiore rispetto a quella di Nord America ed Europa, sostenendo la forte crescita del mercato.Entro il 2025, l’America Latina è destinata a superare il Giappone diventando il quarto mercato della sanità a livello globale.L’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo metterà alla prova i sistemi sanitari esistenti dal punto di vista finanziario e richiederà risultati migliori in ambito sanitario. Ciò provocherà uno spostamento verso cure basate sul valore e richiederà un cambiamento radicale delle politiche nazionali.Anche la crescita della consumerizzazione porterà a modelli di assistenza sanitaria incentrati sul paziente.I progressi tecnologici sbloccheranno valori e segmenti prima inaccessibili. Tra gli altri, le interfacce cervello-computer, gli avatar digitali, i dispositivi indossabili e la medicina di precisione si affermeranno come tecnologie di punta.Il settore dell’informatica sanitaria assisterà alla crescita più rapida, crescendo a un tasso fenomenale del 16,1% fino al 2025. La nuova analisi, intitolata “Vision 2025 – Future of Healthcare”, che fa parte del programma Advanced Medical Technologies Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, esplora i modi in cui si prevede che si evolverà il panorama della sanità. Identifica inoltre 18 tecnologie che avranno un forte impatto su questo settore, sottolinea le aree chiave di crescita all’interno di ogni segmento e si focalizza sulle sfide che le diverse regioni dovranno affrontare per ottenere migliori prospettive future per la sanità.Per accedere gratuitamente a maggiori informazioni su questo studio e registrarsi per un Growth Strategy Dialogue, un rapporto interattivo gratuito con i leader di pensiero di Frost & Sullivan, si prega di visitare: http://frost.ly/12w
“Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della diffusione delle malattie croniche, aumenterà l’attenzione posta su prevenzione e monitoraggio. Ciò si riflette nell’aumento della percentuale della spesa sanitaria destinata a prevenzione, monitoraggio e diagnosi, mentre la quota destinata alle cure diminuirà”, osserva Siddharth Shah, analista del gruppo Transformational Health di Frost & Sullivan. “I nuovi progressi tecnologici volti ad aiutare a mitigare la situazione creeranno nuove opportunità da miliardi di dollari in tutti i settori collegati. L’effetto combinato dei cambiamenti trasformazionali e delle nuove opportunità faciliteranno la nascita di nuovi modelli di business nel settore.”
Frost & Sullivan presenterà aggiornamenti settimanali sui risultati chiave di questa analisi. Le aree di focus comprenderanno: il futuro della sanità nei diversi settori, il futuro della sanità nelle diverse regioni e le 18 più importanti tecnologie che daranno forma a questo settore fino al 2025. (foto: The Future of Healthcare)

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Innovazione tecnologica e conoscenza sul campo del patrimonio artistico

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

universita-europeaRoma. Sono queste le caratteristiche del Corso di perfezionamento per Operatori della valorizzazione del territorio e del Corso di Alta formazione per Guide turistiche che iniziano martedì 8 novembre 2016, alle 15, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190. L’edizione di quest’anno, la terza, è stata rinnovata nella formula e nell’impostazione, per rispondere meglio alle esigenze di formazione e aggiornamento di professioni che stanno vivendo grandi trasformazioni in un contesto globale sempre più concorrenziale.
E’ basata sulla centralità delle tecnologie digitali e su un ricco programma di lezioni in esterno, sopralluoghi, simulazioni di visite, incontri con i direttori dei musei. Questa doppia dimensione permetterà sia di acquisire strumenti operativi per posizionarsi efficacemente sul mercato, sia di consolidare metodologie di studio per l’approfondimento e per l’inserimento in aree diverse, in Italia e in Europa. Consente inoltre di sviluppare, grazie al ruolo di collegamento dell’Università, una rete di contatti che faciliteranno l’operatività e un rapporto diretto con le diverse tipologie di soggetti del sistema turistico culturale.
Ogni iscritto, durante i corsi, dovrà sviluppare un progetto professionale o imprenditoriale individuale, con il supporto dei professori e degli esperti che compongono il Collegio dei Docenti: nei prossimi sei mesi ciascuno implementerà le attività che già svolge oppure ne avvierà di nuove, potenziando la propria rete di contatti, definendo il business plan, valutando l’efficacia di azioni e iniziative.
Le lezioni teoriche sono trasmesse anche in streaming, con la creazione di una vera e propria aula virtuale in cui tutti possono interagire anche in voce. Uno dei punti di forza dei corsi è la formazione di un gruppo di professionisti con curriculum già consolidato e competenze diversificate, che lavorano insieme, si confrontano e sviluppano iniziative economiche e occupazionali comuni. (foto: università europea)

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L’innovazione tecnologica in Sanità

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2015

biotecnologiaLe terapie innovative in medicina non solo aumentano i benefici clinici per i cittadini, in particolare allungando le aspettative di vita e prevenendo eventi acuti, ma introducono efficienza e sostenibilità per i sistemi sanitari, diminuendo le ospedalizzazioni, accorciando i tempi di degenza, con una conseguente potenziale riduzione dei costi.È quanto emerge dai risultati del Progetto O.R.M.E. (Outcomes Research and Medtech Efficiency), presentati oggi a Milano, presso il Palazzo Lombardia. O.R.M.E. è frutto di una partnership tra Regione Lombardia, il Centro Studi Sanità Pubblica (CESP) dell’Università Bicocca, Medtronic Italia e un gruppo di clinici lombardi, per contribuire a mantenere gli alti livelli di efficienza del Servizio Sanitario Lombardo, con particolare attenzione alla sostenibilità dei costi, producendo oltre alle evidenze scientifiche, un’analisi d’impatto economico, la dimostrazione del valore dell’innovazione e la verifica dell’appropriatezza dei trattamenti.”Si tratta di un progetto innovativo in grado di analizzare l’efficacia e l’impatto che l’innovazione tecnologica assume per il Sistema Sanitario lombardo” – spiega Lorenzo Mantovani, Professore associato presso il Dipartimento di statistica dell’Università di Milano – Bicocca. Cronicità è la parola d’ordine di questo millennio, dell’evoluzione della medicina, dell’epidemiologia e della sostenibilità dei sistemi sanitari. Il Progetto O.R.M.E. utilizza dati pubblici estratti da archivi amministrativi sanitari e li integra con informazioni raccolte da registri clinici o da studi realizzati ad hoc, al fine di valutare l’utilizzo di tecnologie sanitarie per specifiche aree terapeutiche. Inoltre analizza come l’impiego delle stesse possa influire sull’andamento clinico di salute e sui costi di gestione dei pazienti”.I Sistemi Sanitari richiedono oggi di poter contare su soluzioni che possano andare oltre il valore clinico. È, quindi, importante dimostrare il valore economico dei prodotti offerti alle Aziende Ospedaliere e al Sistema nel suo complesso.”I dati presentati danno conferma dell’importanza di proseguire con le indagini che parlano di appropriatezza clinica ed economica”. – dichiara il Presidente della III Commissione Sanità’ e Politiche Sociali del Consiglio Regionale della Lombardia, Fabio Rizzi – “Questa esperienza rappresenta un importante traguardo scientifico e procedurale che dovrà proseguire con l’unione delle forze tra Università’, Regione e Industria per garantire la migliore assistenza possibile al cittadino”.Nella popolazione affetta da diabete mellito l’arteriopatia periferica (PAD) è una complicanza che può portare a gravi conseguenze quali l’amputazione degli arti inferiori. Tra i trattamenti impiegati per questa grave patologia c’è la rivascolarizzazione dell’arto ischemico per via percutanea. Il Progetto O.R.M.E. ha riscontrato che, degli oltre 18.000 pazienti lombardi affetti da PAD, meno della metà (8.077) sono trattati. I risultati evidenziano una tardiva presa in carico dei pazienti che, nel 20% dei casi, subiscono come prima procedura un’amputazione. In particolare l’analisi dei percorsi terapeutici evidenziati mette in luce che i pazienti sottoposti a rivascolarizzazione mostrano il 30% in meno di ospedalizzazioni rispetto a quelli che subiscono amputazioni maggiori e la degenza complessiva ha una durata inferiore del 52%. I pazienti sottoposti a rivascolarizzazione, poi, mostrano curve di sopravvivenza migliori. Infine, osservando il fenomeno da un punto di vista dei costi, per ciascuna amputazione evitata si stima un saving potenziale di circa 10.000 euro, mentre l’onere del non trattamento per la popolazione affetta da arteriopatia periferica è di circa 29.000 euro a paziente.Passando ad esaminare l’area terapeutica cardiovascolare e, nel caso specifico, il problema della morte cardiaca improvvisa e dello scompenso cardiaco, il Progetto O.R.M.E. ha indagato l’impatto dei nuovi device quali i defibrillatori impiantabili e i resincronizzatori, andando a rispondere al quesito sull’appropriatezza di utilizzo di queste nuove tecnologie. Tra gli oltre 13.800 pazienti che tra il 2000 e il 2010 hanno subito un nuovo impianto di defibrillatore o resincronizzatore cardiaco il numero di ospedalizzazioni annue per cause cardiovascolari decresce fino al 50% (dopo l’impianto) così come il costo annuale delle ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari, sempre nella fase post-impianto. Importante evidenziare, poi, che in Regione Lombardia, nel corso degli anni, sono state recepite correttamente le Linee Guida Nazionali ed internazionali, garantendo l’appropriatezza degli impianti.Sempre all’interno dell’area cardiovascolare, il Progetto O.R.M.E. ha analizzato il problema dei pazienti affetti da Fibrillazione Atriale, una grave aritmia cardiaca, che può portare conseguenze serie quali l’ictus cerebrale. L’obiettivo del progetto è stato quello di investigare l’impatto epidemiologico ed economico del trattamento di questa patologia attraverso la procedura di ablazione transcatetere.Nei dieci anni di osservazione sono stati analizzati i dati di oltre 143.000 pazienti lombardi che hanno subito almeno un ricovero con diagnosi di Fibrillazione Atriale. Si tratta di pazienti che presentavano diverse comorbilità tra cui ipertensione (61%), insufficienza coronarica (30%) e patologie cerebrovascolari (21%), con una probabilità a 8 anni dalla prima ospedalizzazione con diagnosi di FA pari al 46%. Sempre dai risultati del progetto emerge che il costo medio pro-capite per paziente affetto da Fibrillazione Atriale è pari a oltre 4.000 euro, di cui il 65,2% è rappresentato dalle sole ospedalizzazioni. I soggetti sottoposti ad ablazione rappresentano soltanto il 5% del totale, mostrando una significativa diminuzione sia delle ospedalizzazioni correlate, che degli accessi al Pronto Soccorso.La quarta area presa in esame dal Progetto O.R.M.E. riguarda quella delle patologie degenerative della colonna vertebrale, con un confronto tra le nuove tecnologie di chirurgia mininvasiva rispetto all’approccio tradizionale “a cielo aperto”, attraverso un’analisi retrospettiva dei dati contenuti nei database della Regione Lombardia relativi ai costi totali di trattamento. Analisi, poi, meglio esplorata nella fase prospettica – ancora in corso – in cui i due approcci terapeutici sono messi a confronto in termini di consumo di risorse ed esiti clinici.
I principali risultati dell’analisi retrospettiva mostrano che il 65% delle procedure di stabilizzazione per il trattamento delle stenosi vertebrali identificate nel periodo di osservazione è eleggibile all’approccio mininvasivo, metodo che comporterebbe una riduzione della degenza con conseguenti risparmi per il sistema; l’anemia post emorragica, poi, che risulta essere la principale complicanza osservata nella popolazione oggetto di studio (1.175 casi) potrebbe essere evitata attraverso l’approccio chirurgico mininvasivo, con un possibile risparmio di 3.816 euro a degenza. Infine, il costo medio per paziente risulta essere di circa 9.500 euro, di cui circa l’86% per ospedalizzazioni (dato da confermare nella successiva analisi prospettica).”In Sistemi Sanitari complessi, come quelli di oggi, la sfida fondamentale è quella di trovare un equilibrio tra l’offerta di avanzamento tecnologico e la capacità di recepimento da parte dei sistemi” – dice il Presidente e Amministratore Delegato di Medtronic Italia, Luciano Frattini – “Progetti come O.R.M.E, frutto di partnership pubblico-privato, mirano a fornire informazioni utili per lavorare a temi di appropriatezza e sostenibilità. Il fine ultimo è quello di garantire ai pazienti una buona innovazione, potenzialmente a rischio di essere inaccessibile a causa di miopi logiche di economicità, dimostrando come tali innovazioni tecnologiche siano in grado di ridurre i costi di gestione delle patologie ad esse connesse. La scelta delle quattro aree terapeutiche è stata effettuata in relazione sia all’elevato impatto epidemiologico, che a quello sul sistema sanitario regionale”.Il coordinamento scientifico del Progetto O.R.M.E. è stato curato dai Professori Giancarlo Cesana e Lorenzo Mantovani del Centro Studi Sanità Pubblica (CESP) dell’Università Bicocca.

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Tutti vogliamo più Europa ma non questa Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

europa-261011-c“La drammatica condizione della Grecia con la minaccia di volere o di dovere uscire dalla crisi, ha aperto scenari del tutto nuovi nel dibattito. C’è stato un Si convinto all’Europa – spiega la parlamentare- ma non a questa Europa. Tutti vogliamo più Europa, ma non questa Europa. Non a caso il dibattito ha avuto spesso toni aspri e stridenti da parte dell’opposizione, ma anche dalla maggioranza c’è stata una forte concentrazione sul tema dei prelievi forzosi che le banche potrebbero fare sui conti correnti dei cittadini italiani. Si è disegnata una immagine di Europa che risponde quasi esclusivamente a logiche di natura economico-finanziaria, schiacciata sui poteri forti delle banche. Ma questa Europa ha qualcosa di falso, di ipocrita, sembra dimenticare quei milioni di giovani che si muovono tra i diversi Paesi, con i progetti Erasmus, o in cerca di lavoro. Sono loro che stanno costruendo un’Europa giovane, che prepara il suo futuro con una logica diversa, meno schiacciata sul piano delle logiche monetarie e decisamente più attenta ai temi ecologi, ad un concetto di benessere, che va oltre gli stretti limiti del PIL e ha voglia di misurarsi con i luoghi di eccellenza della innovazione scientifica e tecnologica. Abbiamo votato questa legge sotto una pressione di natura sanzionatoria- commenta Binetti- da tempo non recepivamo alcune direttive che costituivano un obbligo per il nostro Paese. Votiamo la legge in tempi stretti, perché avevamo accumulato un ritardo eccessivo. Forse anche il Parlamento italiano deve cambiare passo e dedicare ai grandi temi europei più tempo e più spazio, più passione e convinzione. Siamo drammaticamente assenti nell’approccio legislativo ascendente, siamo poco propositivi, e troppo spesso subiamo le direttive che ci trasmettono, come se fossimo sempre sul banco degli imputati. Forse è arrivato il momento di ribaltare questo atteggiamento, e sentirci protagonisti a pieno titolo anche nella ideazione e nella programmazione. In attesa del referendum della Grecia di domenica prossima- conclude- potremmo fare un passo avanti in responsabilità e creatività. Ne varrebbe la pena”

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Immobiliare.it festeggia i 2 milioni di download e lancia la nuova App per Android

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 gennaio 2015

immobiliareL’eccellenza tecnologica piace agli italiani, anche quando si cerca casa: Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha annunciato oggi il raggiungimento dei 2 milioni di download delle sue App per iOS, Android, Windows Phone e BlackBerry, un record che conferma la leadership del portale numero uno per gli annunci immobiliari in Italia.
Nel festeggiare il traguardo, l’azienda lancia la nuova release della sua applicazione Android: la versione 3.0 è stata completamente ridisegnata dal team interno di Immobiliare.it ed è il risultato di un lavoro durato oltre un anno. Sono state sfruttate tutte le potenzialità e linee grafiche del nuovo sistema operativo Android 5.0 (Lollipop). La nuova App è scaricabile da tutti i dispositivi mobili Android 4.0 o superiore e mette a disposizione degli utenti una serie di nuove funzionalità e miglioramenti rispetto alla versione precedente.
Una delle principali novità riguarda la possibilità di sincronizzare il proprio profilo con il sito web o con altre applicazioni, incluse quelle Apple iOS, consentendo quindi di salvare annunci e ricerche su dispositivi diversi. Inoltre, per rendere l’esperienza degli utenti ancora più semplice, come già avviene sul sito, è possibile nascondere gli annunci che non sono considerati interessanti. Si tratta di un’agevolazione molto importante per chi sta cercando casa e per questo si trova frequentemente a navigare sul sito o a utilizzare l’App.«Questi importanti risultati non frenano la nostra volontà di proseguire sulla strada dell’eccellenza tecnologica – ha dichiarato Aldo Armiento, CTO di Immobiliare.it – e l’obiettivo dell’azienda per il 2015 è quello crescere ulteriormente, arrivando a raddoppiare il nostro Team Mobile dedicato allo sviluppo delle applicazioni. Abbiamo già avviato la ricerca di cinque nuovi collaboratori e non vediamo l’ora di trovare talenti per sviluppare i progetti futuri.». Le posizioni aperte in Immobiliare.it sono disponibili su http://www.immobiliare.it/info/lavora-con-noi

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L’evoluzione tecnologica

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2013

D’altra parte la ricerca di nuovi posizionamenti si rende sempre più urgente considerata la componente evolutiva in atto e la cui spinta in avanti è in continua progressione. Tali processi li dobbiamo correlare, in prima battuta, a fattori organizzativi interni e d’immagine esterna. A essi vanno aggiunti l’esigenza di rinnovamento proveniente dall’evoluzione tecnologica in atto e le diverse e mutabili tendenze ed attese della clientela, o utenza che sia, combattuta, a sua volta, tra le spinte verso il nuovo e la conservazione. Al riguardo posso dire, sin d’ora, di sapere ciò che ci aspettiamo da una società moderna, sebbene siamo distanti dal realizzarlo almeno in modo compiuto e diffuso.
E tale aspettativa, che ci proietta in avanti, va tenuta da conto se vogliamo correttamente pro-grammare il nostro futuro come individui e come im-prese produttrici di beni e servizi. Tali aspetti li posso indicare sommariamente come segue:
Si avverte la necessità di un’organizzazione del lavoro più razionale;
Cresce il bisogno di un impiego “autonomo” nella logica dell’homeworking e del teleworking;
Si afferma l’esigenza di una forma di ap-prendimento continuo in luogo di quella limitata all’età scolare;
Aumenta il bisogno di un impiego ottimale del tempo lavorativo e dello svago;
S’impone l’esigenza di una interazione tra i vari processi legati alla vita sociale sia nei rapporti privati che in quelli pubblici.
Da ciò possiamo ricavare delle soluzioni del tutto diverse dalle attuali come ad esempio:
il 20% degli italiani possono scegliere, già da ora, la propria abitazione come postazione fissa di lavoro sia autonomo che dipendente;
il 32% delle imprese possono stipulare rap-porti di lavoro diversificati e non più riferiti a singoli soggetti ma a gruppi di lavoratori o affidando parte delle attività, in specie se amministrative-contabili, di marketing, pubblicitari di relazioni interne ed esterne a liberi professionisti. Per una grande azienda come l’Ente Poste, ad esempio, ciò comporterebbe una ri-duzione del 20% del personale amministrativo-conta-bile ed il suo reimpiego ad altre funzioni;
il 25% delle attuali attività possono essere profondamente mutate. Pensiamo alle edicole dei giornali sostituite dalle rassegne stampa domiciliate via internet o intranet, al giornale telematico e via di-cendo. Lo stesso dicasi per l’area commerciale dove l’offerta può essere proposta alla clientela attraverso le televendite interattive. Le banche e gli uffici posta-li, a loro volta, possono far convergere il 20/25% della loro clientela verso l’homebanking e l’homeposting.(Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Eros: Collettiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

Roma fino al 23/4/2010 Via Raffaele Cadorna, 28 Galleria RossoCinabro A cura di Cristina Madini Ci sono temi, nell’ambito dell’espressività artistica, che hanno un posto preminente, occupando gli aspetti primari della vita dell’uomo. Riflettono una ricerca e una necessità dell’animo umano non hanno ne’ età ne’ tempo per cui la loro longevità iconografica non si puo’ confrontare con quella di altre tematiche. La sfera dell’eros rientra in questo panorama, essendo parte integrante della vita di tutti gli uomini da sempre e per sempre, l’arte si e’ preoccupata di sottolinearne ogni volta quegli aspetti che le sembravano dovessero assumere valore in quel particolare momento storico.  Neanche l’arte di oggi, in un secolo che ha saputo esaltare l’evoluzione tecnologica, puo’ far a meno di cedere al fascino ancestrale e alla potenza della sessualità e del suo simbolismo.  Artisti: Sandro Baldoni, Vincenza Costantini, Giusepe Dente, Ame’rigo Di Gregorio, Marco Folchi, Vittorio Gorini, Cristina Madini, Lunia Marchetti, Giuseppa Marinaccio, Lucia Mele, Ferdinando Ragni, Pasquale Varvicchio. (Immagine: Vincenza Costantini ‘Accordi remoti’ acquaforte + acquatinta lastra mm 324×248, 2006)

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Condividere il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Milano 6 (ore 11.00) -11 ottobre 2009  Teatro della Loggia Palazzo dei Giureconsulti e Loggia dei Mercanti. E’  la kermesse dell’innovazione tecnologica  che, dopo il successo delle edizioni passate, si ripropone quest’anno come un’occasione unica e speciale per conoscere e sperimentare le tecnologie del futuro. L’iniziativa è promossa da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano, Camera di Commercio di Milano e sostenuta da Assolombarda e rivolta a esperti, ricercatori, imprese, studenti, appassionati e cittadini comuni, la manifestazione conferma e rinnova i suoi spazi: reali e virtuali. Incontri,  presentazioni, lezioni dei “maestri”, sperimentazioni, esposizioni e spettacoli  animeranno il centro storico di Milano in una non stop dell’innovazione aperta a tutti, dal cittadino comune a ricercatori, esperti, imprenditori e aspiranti imprenditori, inventori e creativi, politici e amministratori pubblici. Nel corso della manifestazione saranno premiati i vincitori del bando 2008 “Progetti ed interventi innovativi sulle tematiche sicurezza sul lavoro ed energia e ambiente” e la squadra XTEAM della Fondazione Politecnico di Milano per i risultati conseguiti dal prototipo di veicolo a idrogeno ARTEMIDE alla European Shell Eco-Marathon 2009: record italiano per la migliore efficienza energetica con 2.741 Km/litro; miglior risultato conseguito in assoluto da una squadra italiana (8° su 200).

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