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“Gli interessanti sviluppi del settore tecnologico europeo, trascurato dagli investitori”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. La frammentazione europea ha impedito la nascita di un colosso del mercato di massa in grado di sfidare gli operatori statunitensi e cinesi, ma le aziende tecnologiche europee competono con successo sui mercati globali grazie alle loro caratteristiche distintive.
In termini di capitalizzazione di mercato, le dimensioni delle principali società tecnologiche statunitensi sono esorbitanti: il valore aggregato del capitale proprio di Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google e Microsoft si attesta al momento intorno a USD 4000 miliardi, ossia un ottavo dell’indice S&P500. Anche la Cina ha prodotto colossi tecnologici leader in rapida crescita: Alibaba e le società nate dai relativi scorpori, e Tencent.Dove si colloca l’Europa nell’ambito dell’élite tecnologica globale? L’incapacità del vecchio continente di produrre un’azienda di dimensioni globali attiva nel mercato di massa viene spesso interpretata come segnale di scarsa cultura imprenditoriale e sintomo della mancanza di visione e di ambizione del venture capital europeo.
Può darsi che sia vero; ma è sicuramente errato affermare che l’Europa non abbia prodotto aziende tecnologiche di grande successo nel mercato di massa. Spotify è stata fondata in Svezia anche se è quotata negli Stati Uniti, ed è leader globale nello streaming di musica, mentre Skype, pur essendo di proprietà statunitense dal 2005, è nata in Europa.
Detto ciò, le aziende di Stati Uniti e Cina sono state molto più abili nel creare enormi piattaforme nelle aree dei sociali media, dei motori di ricerca finanziati dalla pubblicità e dei video on-demand. Il loro successo in questi ambiti poggia in larga parte sull’accesso ad economie di scala offerto dagli enormi mercati domestici. Composta da diversi mercati frammentati e distinti, l’Europa non è in grado di offrire un contesto così favorevole.
In altri ambiti l’Europa ha tuttavia riscosso importanti successi. Data la differenza tra Stati Uniti e Cina da un lato, e l’Europa più frammentata dall’altro, non sorprende che il settore tecnologico europeo appaia molto diverso e che i suoi successi siano in aree alternative.Un’area chiave di forza è costituita dai segmenti “business-to-business”: la tedesca SAP rappresenta un esempio di leader globale nel software per aziende, con ricavi annui di circa EUR 25 miliardi e una capitalizzazione di mercato di quasi EUR 140 miliardi,3 mentre Interxion, presente nel nostro portafoglio, domina il mercato dei centri dati europei.
I mercati B2B tendono a essere di nicchia, non settori di grandi dimensioni come i social media, ma sono spesso globali e possono offrire un enorme potenziale di crescita e di rendimenti. La francese Dassault Systèmes, anch’essa presente nel nostro portafoglio, è il fornitore leader globale di software per il design e la produzione, e dal 2010 ha più che raddoppiato i ricavi portandoli a EUR 3,5 miliardi; eppure pochi utenti di Facebook ne hanno mai sentito parlare. Amadeus, quotata in borsa a Madrid, è il maggiore fornitore mondiale di servizi di ricerca e di prenotazione per compagnie aeree e società di viaggi, con una quota di mercato prossima al 40%.In aree quali la tecnologia medica, il gruppo olandese di elettronica Philips, fondato nel 1891, ha abbandonato il suo tradizionale ambito dell’illuminazione trasformandosi in una delle prime società mondiali di tecnologia per la salute. In Europa, R&S nell’ambito delle tecnologie medicali producono un vasto numero di start-up e di spin-out universitari innovativi – Oxford Nanopore, ad esempio, è degna concorrente di Illumina nel sequenziamento genetico, un mercato per cui si prevede una crescita di sette volte nel medio periodo.
Sebbene Amazon e Alibaba dominino l’e-commerce, le aziende europee sono state pioniere in aree come le app per il cibo da asporto e stanno creando gruppi internazionali tramite crescita organica e acquisizioni. Just Eat e Takeaway.com, fondate rispettivamente in Danimarca e nei Paesi Bassi, sono tra i principali consolidatori europei. Nel confronto, Uber è arrivata tardi sul mercato della consegna di cibo a domicilio.
Se i mercati di Stati Uniti e Cina sono per loro natura i meglio posizionati per produrre determinati tipi di leader tecnologici, lo stesso può dirsi per l’Europa. In alcuni settori, quali ad esempio quelli alimentari, sono emerse imprese di punta che solo in seguito si sono consolidate formando gruppi di dimensioni europee al fine di sfruttare maggiori economie di scala. In altri, tra cui i servizi finanziari retail, questioni culturali e normative impediscono alle società di espandersi oltre i confini nazionali. Tuttavia, anche in questo ambito le aziende leader hanno messo in piedi attività interessanti e altamente redditizie: si pensi a Finecobank in Italia, Avanza in Svezia e Hargreaves Lansdown nel Regno Unito.Lo sviluppo di servizi finanziari su base tecnologica in Europa, e in particolare la nascita di start-up finanziate dal venture capital, evidenziano un altro vantaggio di cui gode l’Europa: la disponibilità delle autorità di regolamentazione a consentire l’innovazione d’avanguardia.
Nel segmento dell’online gaming, ad esempio, le nuove società europee hanno conquistato presto una posizione di punta dopo il 2000, mentre le autorità di regolamentazione statunitensi hanno bloccato i giochi online. Nell’ambito dei servizi finanziari, la disponibilità delle autorità di regolamentazione europee, specialmente nel Regno Unito, a incoraggiare l’innovazione per soddisfare le esigenze dei clienti ha consentito al settore della tecnologia finanziaria di prosperare.L’Europa è all’avanguardia in aree come quella delle banche basate solo su app, in cui operatori privati come Monzo, Revolut e N26 hanno acquisito milioni di clienti nelle fasce di utenza più giovani e programmato lanci anche negli Stati Uniti, mentre Transferwise, società con sede a Londra fondata da due estoni, ha creato un’enorme piattaforma di trading per il mercato valutario retail. OakNorth ha contribuito all’automazione delle decisioni di credito su prestiti alle piccole imprese e figura ora tra le società fintech con le valutazioni più elevate. La società ha di recente annunciato un investimento per USD 440 milioni da parte del Vision Fund di Softbank, che ha valutato la società a USD 2,8 miliardi.Storie di successo in Europa si sono riscontrate anche in un altro settore finanziario chiave, quello dei pagamenti: a marzo, Worldpay, un importante operatore europeo, è stato acquisito dalla statunitense FIS nel quadro di un’operazione del valore di EUR 43 miliardi, debito incluso, mentre la società olandese di e-commerce e terminali POS Adyen si è quotata lo scorso anno ad Amsterdam e ha un valore di quasi EUR 20 miliardi.
Il settore tecnologico europeo può non aver generato concorrenti in grado di competere con gli operatori statunitensi di piattaforme rivolte ai consumatori, che rappresentano la nostra idea di successo per le società tecnologiche, ma ciò è dovuto al fatto che l’Europa è diversa sia dagli Stati Uniti che dalla Cina. I punti di forza del settore tecnologico europeo scaturiscono dalle caratteristiche distintive del mercato europeo, e in presenza di condizioni favorevoli gli operatori leader europei competono con successo su scala globale.

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Il futuro tecnologico dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

By David Stubbs, Head of Client Investment Strategy per l’EMEA, J.P. Morgan Private Bank. Sebbene l’Europa ospiti molte aziende leader mondiali nei rispettivi settori, oggi le società tecnologiche presenti sul continente sono passate in secondo piano, messe in ombra dalle cosiddette FANG: Facebook, Amazon, Netflix e Google. Ciononostante, molte aziende di punta a livello globale hanno sede nel Vecchio Continente: sette delle 11 maggiori società di software industriali del mondo sono europee ed è proprio in Europa che viene generato il 50% dei ricavi globali del settore. Alla luce di ciò, J.P. Morgan Private Bank ritiene che l’Europa offra un gran numero di opportunità di investimento, in particolare in settori che coniugano la tecnologia con altre attività produttive. Nella sua recente edizione di Perspective from Europe, Private Bank individua due temi destinati a rappresentare i motori dell’innovazione tecnologica in tutta Europa: l’Industria 4.0 e le automobili di prossima generazione.”Molti investitori hanno un’esposizione limitata alle società tecnologiche europee dato che questo settore è poco rappresentato negli indici azionari sia globali che domestici, in particolare in quelli delle società a maggiore capitalizzazione. Tuttavia, se espandiamo l’universo a diversi settori e cerchiamo imprese che utilizzano la tecnologia per stimolare la crescita, troviamo molte opportunità in Europa,” ha spiegato David Stubbs, Head of Client Investment Strategy per l’EMEA, J.P. Morgan Private Bank. “In effetti la tecnologia, e nello specifico quella digitale, è talmente intrecciata con molte imprese, così come con le nostre vite economiche e sociali, che cercare di distinguere il tecnologico dal non tecnologico diventa ogni giorno più difficile. Abbiamo identificato due aree di interesse in cui tecnologia ed industria si incontrano attraverso il concetto di “Industria 4.0” e la transizione verso le automobili di prossima generazione.”L’Industria 4.0, parte dell’Internet of Things (IoT), che si concentra sulla produzione, dovrebbe crescere ad un ragguardevole tasso medio annuo del 22%, per poi raggiungere un valore di 287 miliardi di euro nel 2020. L’Europa rappresenta più di un terzo degli investimenti globali nell’Industria 4.0, i cui mercati principali sono i paesi occidentali e nordici, in particolare la Germania. Le iniziative europee a livello nazionale e regionale stanno agevolando gli sviluppi dell’Industria 4.0 e riducendo le barriere all’entrata.
“Molte di queste nuove tecnologie di Industria 4.0 stanno diventando rapidamente standard industriali, analogamente a quanto accaduto con il cloud computing. Questa crescita è alimentata da diversi catalizzatori: nuove tecnologie per le PMI, standard europei, politiche per lo sviluppo di nuove tecnologie e ammodernamento dell’industria in vista dei cambiamenti demografici,” ha aggiunto Stubbs.”Nonostante i progressi straordinari già compiuti su questo fronte, l’adozione di tali tecnologie da parte dell’Europa è sul punto di accelerare. Il CBI individua diversi paesi all’avanguardia dell’Industria 4.0, tra cui Germania, Irlanda, Svezia e Austria. Ne consegue che la maggior parte dell’economia europea rappresenta una fonte di crescita per gli investitori e per i fornitori di servizi in ambito tecnologico. Questa tendenza sarà probabilmente favorita dall’incombente carenza di manodopera nella maggior parte dei paesi europei, soprattutto nella Repubblica Ceca, in Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Lituania.”

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Trasferimento tecnologico di tre famiglie di molecole

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 ottobre 2018

Nell’ambito di Euro BioHighTech è stato firmato l’accordo Icgeb-Biovalley-Serichim per il trasferimento tecnologico di tre famiglie di molecole. Si tratta del primo accordo di questo genere sottoscritto in Italia da Icgeb. L’obiettivo è quello di consentire a due aziende della Regione Friuli Venezia Giulia – BioValley Investments Partner di Trieste e Serichim di Torviscosa – di produrre bio-farmaci. L’importante convenzione è stata firmata dal prof. Mauro Giacca dell’Icgeb, dal dott. Fausto Ferrazzi, presidente di Serichim srl e dall’ing. Diego Bravar, presidente di BioValley Investments Partner Srl. “Si tratta di una operazione che va a vantaggio della sanità pubblica e quindi dei cittadini. I bio-farmaci per un paziente costano 100 volte di più all’anno – ha ricordato Bravar -. Riuscire a passare da un bio-farmaco a un farmaco generico significa, per ogni paziente, ridurre i costi del 30 per cento all’anno. E di conseguenza rendere la sanità pubblica più sostenibile”.Serichim si occuperà dello sviluppo regolatorio e produttivo, mentre BioValley Investments Partner partecipa all’accordo in qualità di facilitatore dei capitali di investimento necessari all’avvio della produzione.
L’accordo ha una forte valenza strategica. I bio-farmaci, infatti, sono medicinali di origine biologica, come ad esempio ormoni, anticorpi monoclonali, eparina, prodotti per la terapia oncologica, vaccini. Sono riconosciuti globalmente come medicinali sicuri ed ad alta efficacia terapeutica. L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l’EMA (Agenzia europea del farmaco) e l’FDA (Food and Drug Administration) hanno predisposto delle linee guida per la loro valutazione, dimostrandone la piena corrispondenza in termini di qualità, efficacia e sicurezza.Le proiezioni economiche prevedono un mercato mondiale, nel 2020, pari a 390 mld $ di fatturato con una quota del 28% dell’intero business farmaceutico. Ad oggi l’EMA ha approvato 29 biosimilari (farmaci generici) in Europa, tra cui l’Omnitrope, ormone umano della crescita. Con l’aumento della competizione nella produzione e commercializzazione dei bio-farmaci, i sistemi sanitari potrebbero ricavare forti risparmi, favorendo l’accelerazione dello sviluppo di questo mercato, con enormi opportunità sia in termini di salute pubblica sia di politica economica e di qualità della vita.Al salone espositivo di Euro BioHighTech 2018, organizzato da Aries Venezia Giulia, BioHighTech NET, CBM – Cluster Regionale “Smart Health” e Confindustria Venezia Giulia, hanno partecipato oltre 30 imprese ed enti di ricerca e Università. Inoltre sono stati presentati 35 progetti di Ricerca&Sviluppo altamente innovativi in un settore sempre più strategico come quello della salute, che conta ben 5 mila addetti regionali; un numero importante se si pensa che il settore navalmeccanico ne conta 7 mila. Da ricordare che la Regione FVG ha effettuato investimenti in questo settore, nel periodo 2016-2020, pari a oltre 14 milioni di euro, finanziando progetti di R&S collaborativi tra imprese e centri di ricerca e Università – fondi destinati per oltre 8 milioni alle imprese e per oltre 6 milioni agli Enti di ricerca e alle Università.

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Le professioni più ricercate del settore finanziario tecnologico

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Smart contract e sicurezza informatica, servizi di credito e transazioni digitali. Laddove la finanza incontra il fior fiore delle nuove tecnologie, nasce il settore Fintech, settore in rapido e continuo sviluppo anche nel nostro Paese. Non sono pochi i lavoratori che desiderano entrare a far parte di questo mondo, in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando tutte quelle pratiche finanziarie che per anni sono state refrattarie ad ogni cambiamento, e non si contano nemmeno i professionisti del settore bancario che si sono lasciati alle spalle posizioni magnificamente retribuite per fondare startup Fintech tese proprio a risolvere i punti dolenti del vecchio mondo delle banche.Del resto la domanda non manca: come sottolinea Carola Adami, founder e CEO dell’agenzia di ricerca e selezione di personale qualificato Adami & Associati, “nel nostro Paese stanno sbocciando tante nuove startup e imprese nel settore Fintech, processo che ovviamente comporta un parallelo aumento della richiesta di figure specializzate ai più disparati livelli. Ma se da una parte questa è un’ottima notizia per chi cerca un’occupazione in questo nuovo universo finanziario, non si può non rimarcare il fatto che in molti casi le ricerche di personale delle aziende Fintech restano insoddisfatte, per la mancanza di profili qualificati in grado di sfruttare al meglio le tecnologie digitali per migliorare i servizi finanziari tradizionali”.
Il fiorente settore del Fintech, infatti, non è composto solamente da banchieri e da luminari della finanza, quanto invece soprattutto da giovani capaci di piegare ai propri bisogni le nuove tecnologie.Ma quali sono, dunque, le posizioni più ricercate? Gli head hunter di Adami & Associati non hanno dubbi nell’individuare nel Digital project manager la figura maggiormente ricercata. “Il ruolo del Digital project manager è quello di gestire operativamente sotto ogni punto di vista il progetto del quale è responsabile” spiega Carola Adami, aggiungendo che “si tratta quindi di una figura ibrida tra Finance, Digital e IT, la quale può essere inquadrata con una retribuzione superiore ai 50.000 euro”.I cacciatori di teste confermano poi che, tra gli altri profili maggiormente ricercate tra le imprese del Fintech, figurano i Front-end engineer e i Back-end developer. Le imprese del settore necessitano infatti di sviluppatori capaci di applicare la perfetta conoscenza dei linguaggi di programmazione alle peculiari esigenze del settore finanziario.I processi di ricerca del personale di questo settore si concentrano poi sull’individuazione di figure sales, il che non deve certo stupire: “di fronte al continuo nascere di soluzioni in ambito Fintech è imprescindibile poter fare affidamento su delle figure capaci di illustrare ai clienti i benefici delle nuove tecnologie e i concreti campi di applicazione” spiega Adami.
E non è tutti qui. Tra gli annunci di lavoro che maggiormente si ripresentano in questo settore si trovano anche figure come gli Engineering project manager, gli Analisti e i Team leader.
Questo, del resto, è solo l’inizio. Con il continuo evolversi del settore, infatti, nasceranno nuove esigenze, e quindi nuove ricerche del personale, che dovranno essere soddisfatte attraverso la creazione di nuovi percorsi formativi.Nell’immediato futuro le stesse imprese Fintech che oggi ricercano Project manager e Sviluppatori, infatti, sonderanno il mercato alla ricerca di nuovi e inusitati profili, come gli Esperti di realtà virtuale e i Conversational interface designer. (fonte Fintech)

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Innovazione, formazione, trasferimento tecnologico

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli giovedì 12 gennaio 2017, alle 15, nell’Aula Magna del Complesso San Giovanni a Teduccio, in Corso Nicolangelo Protopisani, 70. Apriranno i lavori i saluti di Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II, e di Francesco Guido, Direttore Generale Banco di Napoli. Interverranno Valeria Fascione, Assessore Internazionalizzazione, Innovazione e Startup Regione Campania, Renato Abate, Presidente Confindustria Piccola Industria Campania, Maurizio Montagnese, Chief Innovation Officer Intesa Sanpaolo, e Giorgio Ventre, Direttore Scientifico iOS Developer Academy Università Federico II.Concluderà Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo Verrà sottoscritta una lettera di intenti tra il Banco di Napoli e l’Università degli Studi di Napoli Federico II nel corso dell’incontro su ‘Innovazione, Formazione, Trasferimento tecnologico. Un nuovo hub per l’open innovation’

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È Nina Klein la responsabile del programma digitale e tecnologico di Tempo di Libri

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

salone del libroÈ Nina Klein la responsabile del programma digitale e tecnologico di Tempo di Libri, la Fiera dell’editoria italiana che sarà organizzata a Milano dal 19 al 23 aprile 2017 da La Fabbrica del Libro (la nuova società costituita da Fiera Milano e da Ediser, società di servizi dell’Associazione Italiana Editori). La consulente per l’innovazione digitale ha accettato l’invito degli editori italiani di occuparsi del programma digitale e tecnologico nella programmazione del nuovo appuntamento fieristico italiano.
L’annuncio è stato dato proprio oggi alla Fiera internazionale del Libro di Francoforte, alla presenza del presidente di AIE Federico Motta, della presidente di La Fabbrica del Libro Renata Gorgani, dell’amministratore delegato Solly Cohen, e dei colleghi Chiara Valerio, responsabile del programma generale, e Pierdomenico Baccalario, a capo del programma 0-18.Si completa così da oggi la squadra che con Giovanni Peresson, responsabile del programma professionale, avrà il compito di elaborare i contenuti del programma ufficiale della Fiera, di inventare percorsi, di proporre temi e di individuare i protagonisti.Dopo un lungo lavoro come giornalista Nina Klein è passata a dirigere il German Book Office per poi entrare a far parte della squadra della Frankfurt Book Fair nel 2008 come responsabile comunicazione. Dal 2012 ha sviluppato la sua attività di consulente per la comunicazione e lo sviluppo del business a Bruxelles e Francoforte, con una particolare attenzione per l’editoria digitale.Come partner associato della Frankfurt Book Fair, Nina Klein è ora responsabile dello sviluppo del business e delle strategie per l’innovazione con un focus sull’Unione Europea ed è coinvolta in una serie di progetti europei e in iniziative in materia di innovazione tecnologica nel settore dell’editoria libraria, come TISP – Technology and Innovation for Smart Publishing, European Union Prize for Literature/ EUPL e European Technology Platform New European Media/NEM.
Nina Klein rappresenta la Buchmesse anche nel progetto europeo Aldus coordinato da AIE che mette in rete le Fiere del Libro europee. Per Aldus ha curato il programma di eventi per l’edizione 2016 della Buchmesse dopo essere stata impegnata per anni nella realizzazione di nuovi format di eventi sul digitale e sui rapporti con le altre industrie creative all’interno della Fiera.
“Non vedo l’ora di collaborare con un team così esperto per creare un programma interessante per la nuova Fiera – ha commentato Nina Klein -. Introdurre il ‘digitale’ nel DNA di Tempo di Libri è una sfida meravigliosa e sono grata per aver avuto questa opportunità”.
“Siamo molto felici – ha sottolineato Renata Gorgani – di avere completato la squadra dei responsabili del programma con Nina Klein, che ha da tempo uno sguardo globale sull’editoria digitale e che lavora in un contesto internazionale e altamente innovativo. Con lei il tema del digitale non sarà un quarto programma, ma un elemento pervasivo di cui tener conto, per raccontare il libro. I responsabili del programma lavoreranno in team per creare un programma unico, estremamente interattivo, e con lo sguardo puntato al futuro. La Fiera, anche grazie alle intuizioni e all’esperienza di Nina Klein, mostrerà come il libro sia un oggetto in continuo movimento ed evoluzione”.

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Nasce il Laboratorio tecnologico multidisciplinare della Toscana

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2016

taglianastro

Taglianastro

La Maremma Toscana diventa punto di riferimento delle aziende del Centro Italia per la tecnologia avanzata. E’ stato inaugurato oggi, in provincia di Grosseto, a Borgo Santa Rita, CERTEMA, il Laboratorio tecnologico, multidisciplinare della Toscana che nasce da un consorzio di sei imprese, con la collaborazione della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto.Certema è un Laboratorio tecnologico multidisciplinare ad accesso aperto, con un’area operativa di 1500 metri quadrati, all’interno della quale si trovano macchinari di ultima generazione per la sperimentazione di brevetti e prototipi, la ricerca e la consulenza nei settori strategici della chimica, meccanica, domotica e robotica, rinnovabili, nautica, materiali compositi, automazione, elettromeccanica.Un progetto che arriva dopo anni di impegno da parte degli Enti locali e delle aziende private: 5 milioni di euro è l’investimento pubblico per l’acquisto dei macchinari, di cui 3milioni e 800mila sostenuti dalla Regione Toscana, un milione e 187mila di Fondi Cipe e 12mila dalla Provincia. E’ invece interamente fornito dal privato il sito industriale così come il personale che vi opera. Per non gravare la struttura di costi fissi sono stati assunti un amministrativo e il direttore, Stefano Petrella, un ingegnere meccanico che viene da una multinazionale americana. Tutto il resto del personale è messo a disposizione direttamente delle 6 imprese che supportano il Laboratorio.CERTEMA nasce per promuovere lo sviluppo di progetti ad elevato contenuto tecnologico, per creare occasioni di crescita per le aziende della Toscana e favorire le reti con aziende provenienti da fuori regione. Oggi tutto questo è realtà.“Il Laboratorio tecnologico è già in funzione – spiega Fosco Tosti, presidente di Certema – abbiamo in corso importanti trattative con aziende che hanno dimostrato interesse per questa nuova realtà del Centro-Italia. Siamo appena partiti e le prospettive di crescita sono davvero interessanti e porteranno benefici al territorio. Certema non è un laboratorio di filiera, ma è un polo multidisciplinare con possibilità di applicazione nei più svariati settori: meccanica, chimica, informatica, robotica. E’ una struttura ad accesso aperto, significa certemache chiunque ne faccia domanda potrà usufruire delle attrezzature, noleggiare i laboratori e avere l’assistenza del personale specializzato. Alcuni macchinari sono solo una nostra prerogativa, come il microsopio a scansione molecolare: il primo ed unico ad oggi presente in Italia si trova a Certema. Questo strumento consente di fare analisi di immagine e chimica fino a risoluzioni nell’ordine del nanometro, su tutti i materiali solidi: dalle rocce ai metalli, ai prodotti alimentari fino alle analisi di tipo ambientale. L’Università di Roma La Sapienza ha chiesto di venire a fare ricerca qui, così come il dipartimento di Scienze della Terra di Pisa, che utilizzerà il microscopio per scoprire che tipo di minerali si trovano all’interno di alcuni campioni di roccia che hanno subito un impatto da un meteorite circa 20mila anni fa. Un altro macchinario su cui abbiamo avuto già richieste è il laser per la sinterizzazione: l’ingegner Bertinelli responsabile dell’officina meccanica generale del Cern di Ginevra, è a Certema in questi giorni per mettere a punto, insieme ad un suo collaboratore, un progetto che porti alla sinterizzazione del niobio, un materiale che diventa superconduttore vicino a due gradi kelvin, utilizzato per realizzare cavità di risonanza per la radiofrequenza. Da parte del mondo imprenditoriale siamo in trattativa con diverse società tra le quali un’azienda del gruppo industriale Finmeccanica, che si occupa della costruzione di missili, una nota casa automobilistica e la multinazionale per la produzione di energia elettrica Enel Greepower. La nostra forza è che possiamo costruire prototipi interi, dalla parte meccanica fino alla scheda elettronica. Ma ciò che è più importante è che dietro ai laboratori di analisi ci sono 6 aziende con un’esperienza pluriennale che danno lavoro a 250 persone di cui 200 della provincia di Grosseto. Un Laboratorio tecnologico che parte da basi solide”.
Un ruolo fondamentale sarà quello della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa: “Il nostro intento – commenta Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – è favorire e rafforzare la competitività dei comparti emergenti del settore manifatturiero, diffondendo la cultura dell’innovazione nel sistema produttivo locale. Creare lavoro per creare ricchezza, economica e sociale è l’obiettivo primario e crediamo di poterlo e doverlo fare innanzitutto attraverso l’impresa, soprattutto quella medio-piccola, e a cui vogliamo agevolare l’accesso alle attività di ricerca e sviluppo. CERTEMA è un brillante esempio di come si possano mettere a sistema competenze tecnologiche e produttive insieme a quelle di ricerca, per creare soluzioni innovative e applicare i risultati della ricerca a contesti reali. In tal modo speriamo anche di diventare un punto di riferimento regionale a disposizione delle piccole e medie imprese ad alta tecnologia (o che vogliano divenire tali) per attivarprocessi di innovazione che, oltre alle imprese, riguardino anche la definizione di nuove politiche di sviluppo”. (foto: taglianastro, certema)

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“Le nuove professioni in ambito scientifico tecnologico”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Mercoledì 20 maggio, con inizio alle ore 10.30, si svolgerà al Centro Congressi Sant’Elisabetta (Campus Universitario di via Langhirano) l’incontro Le nuove professioni in ambito scientifico tecnologico, finalizzato all’assunzione di laureandi e laureati di tutti i dipartimenti tecnico-scientifico. Sono previsti interventi di Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice per l’Area Didattica e Servizi agli Studenti, della dott.ssa Lucia Chierchia Open Innovation Manager di Electrolux, del dott. Filippo Di Gregorio HR Director di Dallara Automobili Spa, di Giovanni Cavallini Purchasing Manager di Ocme Spa, e della dott.ssa Concetta Meola Hr consultant specialist di Divisione Aereospace Quanta. All’incontro parteciperanno anche le classi V dell’Istituto Tecnico Industriale ITIS Berenini di Fidenza, accompagnate dalla Preside prof.ssa Rita Montesissa.L’incontro è organizzato dalla UOS Orientamento, Placement e Tirocini, Rapporti con le Imprese Placement.

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Pmi all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Marghera (VE) 26 ottobre 2010 ore 17.00 Via delle Industrie 19/c  Parco Scientifico Tecnologico – Edificio Lybra – Ingresso Vega 1 Interverranno Giuseppe Menzi, Direttore Generale di Banca Antonveneta, Gian Angelo Bellati, Direttore Unioncamere del Veneto, Paolo Costa, Presidente Autorità Portuale di Venezia, Andrea Voltolina, Amministratore Unico Voltolina, Classic Light e Presidente Consorzio Luce in Veneto, Matteo Panizzolo, Calzaturificio MARIPE’, Simonetta Acri, Direttore SACE Venezia Responsabile Area Triveneto, Paolo Annibale Di Martino, Dirigente Ufficio Sviluppo Estero Commerciale Banca Antonveneta, Francesco Pareti, Responsabile Dipartimento Politiche Comunitarie Unioncamere del Veneto, Fabrizio Alvisi, Responsabile Promozione/Marketing Centro Estero Veneto, Gianfranco Fabi, Giornalista Gruppo Il Sole 24 ORE.

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Opportunità di Studio e Ricerca negli Usa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Pavia  18 marzo 2010 – ore 11.30 – Aula Volta si terrà l’incontro con i rappresentanti della Commissione per gli Scambi Culturali fra l’Italia e gli Stati Uniti e del consolato americano a Milano, per la presentazione delle opportunità di studio e ricerca negli Stati Uniti e delle borse di studio del programma Fulbright (130-140 borse di studio ogni anno).. Un’occasione da non perdere per gli studenti che desiderano trascorrere un periodo di studio o ricerca negli Stati Uniti. I rappresentanti della Commissione Fulbright e del Consolato USA risponderanno alle domande degli intervenuti circa le borse di studio Fulbright e il visto di ingresso negli Stati Uniti; saranno inoltre presentate le possibilità di studio negli Stati Uniti, e i corsi di master e PhD presso università americane.  Con il motto Linking Minds Across Cultures, il Programma Fulbright é stato ideato nel 1946 dal Senatore J. W. Fulbright per favorire il processo di pace attraverso lo scambio di idee e di cultura tra gli Stati Uniti e le altre nazioni nel mondo.  E’ un accordo binazionale, che offre agli italiani opportunità di studio, ricerca e insegnamento negli Stati Uniti e agli statunitensi le medesime opportunità in Italia. Il 2008 ha segnato il 60° anniversario del Programma Fulbright in Italia. Da allora, l’eccellenza Fulbright è stata rappresentata negli Stati Uniti e in Italia da oltre 7.000 borsisti.  Il programma Fulbright in Italia promuove gli scambi culturali tra Italia e gli Stati Uniti attraverso borse di studio per cittadini italiani e statunitensi nelle discipline umanistiche, scientifiche, scienze sociali e le arti. Il programma costituisce una risorsa significativa per le università italiane. Enfasi particolare è data alle discipline considerate prioritarie dall’accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra i due paesi e alle discipline attinenti alla valorizzazione e commercializzazione della ricerca volta a favorire la nascita e crescita di iniziative imprenditoriali di trasferimento tecnologico.

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XXII° Top audio video show

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Milano 17-20 settembre 2009 Via Lampedusa Hotel Quark si svolgerà presso, la ventiduesima edizione del Top Audio Video Show, la manifestazione promossa da APAF- Associazione per la Promozione dell’Alta Fedeltà – che riunisce i più importanti distributori e produttori italiani ed esteri di prodotti audio, high-end, audio-video e home automation. Patrocinato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, l’evento prenderà il via alla presenza dell’Assessore all’Artigianato e Servizi della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, che inaugurerà la manifestazione con il simbolico “taglio del nastro”. La manifestazione prevede più di 100 sale d’ascolto, un’ampia gamma di prodotti di eccellenza sia sotto il profilo tecnologico, sia dal punto di vista estetico e del design, e ospiterà  la 3° edizione del Top Audio Car Show che consentirà di ascoltare e visionare impianti audio e video direttamente nell’abitacolo di vetture di diversa cilindrata e dimensione.

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La vita è più bella in 3D

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Lido di Venezia Lunedì 7 settembre 2009  ore 16.30 Hotel Excelsior – 2° piano, Sala Burano In occasione della 66° Mostra del Cinema di Venezia, Eutelsat Conferenza stampa di presentazione del 3D Stereoscopic Group.  Nel corso dell’evento sarà presentato il network italiano di sale cinematografiche digitali per la distribuzione di contenuti in 2D e 3D via satelliti Eutelsat.  L’innovativo team tecnologico 3D Stereoscopic Group è oggi peraltro in grado proporre al cinema e in televisione eventi live tridimensionali in stereoscopia e Alta Definizione. Un progetto che racchiude l’innovazione e l’avanguardia tecnologica dell’infrastruttura satellitare di Eutelsat, l’expertise di un’azienda altamente specializzata nella trasmissione di contenuti digitali via satellite come Open-sky e le specifiche capacità di ripresa e di post produzione tridimensionali di eventi messe in campo da DBW Communication.  All’evento interverranno: • Luigi Cuciniello, Direttore Organizzativo Mostra Internazionale d’Arte  Cinematografica • Angelo D’Alessio, International Director SMPTE  • Olivier Millies-Lacroix, Direttore Commerciale Eutelsat • Walter Munarini, Direttore Open Sky • Roberto Perpignani, Presidente FIDAC (Federazione Italiana delle AssociazioniCineaudiovisive • Stefano Rebechi, Amministratore Unico DBW Communication  Modera • Raffaele Barberio, Direttore Responsabile Key4Biz.  Il 3D Stereoscopic Group sarà anche presente alla Mostra di Venezia nell’Area Digital Expo, Stand con DEMO 3D, Palazzo del Casinò, 2° piano – area pre Sala Amici.

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Riorganizzare il mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Da più parti si avverte la necessità di rivedere la pur recente riforma  della normativa sulla tutela del posto di lavoro. L’attuale alleggerimento della regolamentazione in materia di lavoro interinale, ha in pratica solo indebolito le norme riguardanti i contratti a tempo indeterminato rendendo “fragile” la certezza di un lavoro che è un requisito essenziale per un giovane. Oggi le riforme in cantiere che riguardano i sistemi di contrattazione salariale sono estremamente modeste. Si continua a lavorare in modo discontinuo, con scarsa professionalità con fatiscenti corsi di aggiornamento professionale e con una evidente mancanza di dotazioni tecnologiche. E’ venuto meno un sostanziale contributo alla ricerca, vista come determinante fondamentale del progresso tecnologico. Non sono stati sfruttati appieno i vantaggi che le tecnologie possono offrire in termini di produttività. D’altra parte anche livelli qualitativamente e quantitativamente superiori di istruzione possono promuovere la crescita della produttività. Servono le abilità e le competenze giuste per alleviare il problema della mancata corrispondenza fra domanda ed offerta di lavoro e consentire un più agevole ricollocamento dei lavoratori in altre imprese e settori. D’altra parte si parla sempre di aggiornamenti professionali pensando al lavoro che si svolge ma non si offre, nel contempo, al lavoratore la possibilità di scegliersi il lavoro alternativo che vorrebbe fare pensando, ad esempio, all’età che avanza. L’esempio tipico in questa circostanza è dato da un giocatore di calcio che volendo restare a giocare ma avendo poco fiato sceglie il campo di calcetto. Si riduce la dimensione del “movimento” ma si resta in “campana”.

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L’economia europea e l’ombra recessiva

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

I dati negativi, in percentuale, sono oramai noti e non solo agli addetti ai lavori. Parliamo agli inizi di quest’anno di una flessione media del 4% dei prezzi al consumo, di una disoccupazione che si avvicina al 10%, ma con punte minime del 4-5% per Austria e Olanda e dal 12 al 18% per l’Irlanda e la Spagna, del peggioramento dei conti pubblici intorno al 5% del Pil e di una forte diminuzione delle entrate tributarie. Le ricadute le abbiamo rilevate nella produzione, nel fatturato, nei consumi, negli investimenti e nel saldo commerciale. E’ un dato di fatto registrabile sino ad oggi, sia pure modulato da situazioni più variegate nell’ambito dei singoli paesi della comunità. Dobbiamo, tuttavia, osservare che se da questa situazione prima o poi si uscirà, e gli esperti ci dicono che tale avvisaglie sono già riscontrabili nell’economia reale, resta il fatto che sarebbe un grosso errore riprendere, come se nulla fosse accaduto, lo statu quo antea. I governi europei che hanno aderito all’Ue di certo si rendono conto che ci troviamo di fronte a grandi mutamenti dell’economia mondiale e con lo spostamento del baricentro industriale e produttivo verso talune aree asiatiche, ma non crediamo possano avere la forza per compiere quel passo che si ritiene vitale per la costruzione di una economia europea d’eccellenza. La intendiamo con una sola voce e con una sola guida e con un progetto inteso ad allargare, da una parte, i propri confini economici e le relazioni industriali al resto dell’Europa che è rimasta fuori dall’Ue (federazione russa compresa) e dall’altra nell’aprire un dialogo più costruttivo e determinato con i paesi africani e asiatici che si affacciano nel Mediterraneo o vi si collocano a ridosso. Oggi deve essere ben chiaro a tutti che una sola grande volontà deve spingerci a concepire un’economia continentale che per prosperare deve, prima di tutto, fare chiarezza dal punto di vista delle scelte produttive per non intenderle conflittuali al proprio interno e poi presentarsi sulla parte restante del mondo per un rilancio delle economie ricercandone le sinergie e non le contrapposizioni. Nello stesso tempo occorre consolidare il rapporto produzione/mercato con forti scambi di tecnologie, di sinergie, di partnership in specie nei paesi dove è più debole lo sviluppo tecnologico e depotenziata la rete dei trasporti e delle telecomunicazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Iscrizioni per le lauree sanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

Il 9 settembre i test d’ammissione presso l’Università La Sapienza Di Roma. Sono aperti i bandi per le iscrizioni ai test d’ammissione ai corsi di laurea triennale ad accesso programmato per le Professioni sanitarie. Corsi ambiti da numerosi neodiplomati che, incoraggiati dalle ultime statistiche sui tassi d’occupazione giovanili in Italia (sei mesi il tempo massimo d’attesa per il primo impiego per i laureati in tal settore) e dalla passione per il mondo della sanità, trascorreranno quest’estate  sui libri per prepararsi alla dura competizione. Presso il Neuromed, ente di rilevanza nazionale ad alta specialità per le neuroscienze e Polo didattico dell’ateneo più grande d’Italia,  sarà possibile, per coloro che supereranno i test di ammissione che si terranno a Roma il 9 settembre  e che segnaleranno come preferenza l’IRCCS di Pozzilli, accedere ai 65 posti per il corso triennale d’Infermieristica, ai 15 posti per quello di Fisioterapia, ai 30 posti per il corso in Tecniche di laboratorio biomedico Regione Molise ed  ai 20 posti per Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia.Occorre ricordare che per iscriversi alla prova occorre compilare il modulo d’iscrizione on line consultando il sito web http://www.uniroma1.it/studenti, per essere valida a  tale modalità deve seguire il pagamento di una tassa di 35 euro da versare entro e non oltre il 28 agosto 2009 utilizzando il modulo personalizzato da stampare attraverso il sistema informativo on line di Ateneo (per info consultare http://www.infostud.uniroma1.it). Il numero chiuso dei corsi di laurea in professioni sanitarie consente l’immediato assorbimento da parte del mercato del lavoro e permette di mantenere alta la qualità della formazione. “Formare personale altamente specializzato sul piano sia teorico che pratico” è un importante obiettivo che  permette di offrire a coloro che ne necessitano cure valide ed ottima assistenza sanitaria. Inoltre  il Polo didattico del Neuromed offre agli studenti un’elevata qualità di docenza, ampi spazi dedicati agli studenti, numerosi convegni e una fornita biblioteca per tesi e ricerche. Inoltre elevati sono gli standard  dei tirocini che si svolgono sia all’interno della clinica sia nei laboratori del Parco tecnologico.

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In Toscana nasce il Progetto TRA.S.P.

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2009

Scandicci (FI) 29 giugno 2009, ore 17.00 presso I-Place in Viuzzo del Piscetto 6/8 Convegno di presentazione   “TRA.S.P. – TRAcce Sulla Pelle – assicurare trasparenza a produttori e consumatori” è il convegno organizzato dai Consorzi Centopercento Italiano e A.S.S.! A. e da Università di Pisa, Centro Servizi CNA Pisa e Regione Toscana per lunedì 29 giugno, alle ore 17, presso I-Place in Viuzzo del Piscetto 6/8 a Scandicci (FI), durante il quale verrà presentato l’innovativo progetto destinato a rendere trasparente l’intero settore della pelletteria Made in Italy, a tutelare le aziende che vi operano e i consumatori che avranno la certezza delle qualità del prodotto che acquistano. Ad un anno dal lancio del disciplinare etico FELAFIP per la filiera della pelletteria del lusso a garanzia della qualità totale, i Consorzi Centopercento Italiano e A.S.S.A. insieme ai partners di progetto – Università di Pisa, Centro Servizi CNA Pisa e Regione Toscana – hanno evidenziato la necessità di supportare tale azione di controllo con uno strumento tecnologico che garantisca la massima trasparenza di tutto ciò che interviene fra l’acquisto della materia prima e l’acquisto del prodotto finito. Il progetto finanziato dalla Regione Toscana prevede la realizzazione di un vero e proprio piano di fattibilità per l’implementazione di un sistema di tracciabilità/rintracciabilità delle produzioni che permetterà alle imprese un maggior controllo della filiera produttiva, dalla concia alla pelletteria e dalla distribuzione al consumatore finale e assicurerà a produttori e clienti una corretta e trasparente informazione. Il nuovo progetto è stato messo a punto nell’ambito del FELAFIP (Fabrica Ethica Laboratorio Filiera Pelletteria) – disciplinare etico nato su proposta del Consorzio Centopercento Italiano e coordinato da Regione Toscana e Commissione Etica Regionale – e verrà portato all’attenzione di centinaia di imprese del settore della pelletteria e dei settori ad esso collegati. Al convegno – aperto al pubblico – interverranno Ambrogio Brenna – Assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana, Andrea Calistri – Presidente del Consorzio Centopercento Italiano, Rossella Giannotti – Presidente del Consorzio A.S.S.A., Barbara Carli – del C.S.A. Centro Servizi CNA Pisa, Gabriele Antonelli – Antonelli & Barsotti Associati, Francesco Marcelloni – docente Sistemi Informativi dell’Università di Pisa, Paolo Lanari – amministratore delelgato Libero! logico s rl e Simone Sorbi – responsabile per la Regione Toscana del Settore politiche regionali dell’Innovazione e del trasferimento tecnologico.

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