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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘tecnologie’

Incidenti su strada: obbligo di tecnologie salvavita a bordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Bruxelles. Nel 2018, sono morte 25.100 persone a causa di incidenti sulle strade UE Da maggio 2022, i nuovi veicoli dovranno essere dotati di dispositivi di sicurezza come l’assistenza intelligente alla velocità e il sistema avanzato di frenata d’emergenza.”Questa legge sta spianando la strada per salvare migliaia di vite umane nei prossimi anni. La nostra attenzione è sempre stata rivolta alla sicurezza degli utenti della strada, in particolare di quelli vulnerabili. L’equipaggiamento obbligatorio aggiuntivo per auto, camion e autobus contribuirà a salvare vite umane”, ha dichiarato la relatrice Róża Thun (PPE, PL). L’accordo provvisorio con i ministri UE è stato raggiunto il 26 marzo.
I veicoli a motore dovranno essere dotati dei seguenti sistemi avanzati per veicoli: adattamento intelligente della velocità, interfaccia di installazione di dispositivi di tipo alcolock, avviso della disattenzione e della stanchezza del conducente, avviso avanzato di distrazione del conducente, segnalazione di arresto di emergenza, rilevamento in retromarcia e registratore di dati di evento (“scatola nera”).
Secondo le stime, il sistema di adattamento intelligente della velocità (ISA) potrebbe ridurre del 20% il numero di vittime sulle strade UE.”L’ISA fornirà al conducente un feedback basato sulle mappe e sull’osservazione dei segnali stradali ogni volta che il limite di velocità verrà superato. Non introduciamo un limitatore di velocità, ma un sistema intelligente che renderà i conducenti pienamente consapevoli del superamento del limite di velocità. Ciò non solo renderà tutti noi più sicuri, ma aiuterà anche gli automobilisti ad evitare multe per eccesso di velocità”, ha dichiarato la relatrice Thun.Per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri sarà inoltre obbligatorio disporre di un sistema di frenata d’emergenza (già obbligatorio per autocarri e autobus), nonché di un sistema di emergenza di mantenimento della corsia.La maggior parte di queste tecnologie e sistemi dovrebbe diventare obbligatoria a partire dal maggio 2022 per i nuovi modelli e dal maggio 2024 per i modelli esistenti.
Gli autobus e autocarri dovranno essere sono progettati e costruiti in modo da migliorare la visibilità degli utenti vulnerabili dal posto di guida, come i pedoni e i ciclisti (la cosiddetta “visione diretta”). Nel testo si esplicita che questi veicoli dovranno essere dotati di caratteristiche avanzate per ridurre “al massimo gli angoli morti davanti e al lato del conducente”.La tecnologia della visione diretta dovrebbe essere applicata sui nuovi modelli a partire dal novembre 2025 e su quelli esistenti dal novembre 2028.Le nuove norme miglioreranno anche i requisiti di sicurezza passiva, compresi i crash test (anteriori e laterali) e i parabrezza, per ridurre la gravità delle lesioni per pedoni e ciclisti. Anche l’omologazione dei pneumatici sarà migliorata per testare i pneumatici usurati.Il regolamento, approvato dal Parlamento con 578 voti favorevoli, 30 voti contrari e 25 astensioni, sarà ora sottoposto all’approvazione formale del Consiglio dei ministri UE per poi entrare in vigore dopo la pubblicazione.Nel 2018, secondo i dati preliminari pubblicati dalla Commissione europea, circa 25.100 persone sono morte sulle strade dell’UE e 135.000 sono rimaste gravemente ferite.

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Sfruttare al meglio le nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Solo il 10-15% delle aziende ha programmi di formazione ben sviluppati e correttamente in linea con la propria strategia e i risultati di business desiderati. Docebo, azienda che ha sviluppato una piattaforma eLearning basata su IA tra le più diffuse al mondo, nel report Close the Learning Loop spiega come sia possibile sfruttare al meglio le nuove tecnologie per allineare la formazione aziendale agli obiettivi di business: scoprire i punti di forza che la formazione è in grado di offrire grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo dell’IA può fare davvero la differenza e creare nuove opportunità a livello organizzativo.
Tecnologie intelligenti come l’IA consentono alle organizzazioni di ottenere esperienze formative complete e personalizzate migliorando i risultati formativi, mettere in collegamento le attività di formazione e sviluppo con le performance di business e trasformare la formazione in una componente culturale volta ad attrarre/mantenere i migliori talenti.Una Learning Organization di successo è un’organizzazione capace di creare, acquisire e trasferire le conoscenze modificando il proprio comportamento per riflettere nuove conoscenze e informazioni, aumentando il coinvolgimento e la soddisfazione dei dipendenti. All’interno di essa, secondo Docebo, esistono sostanzialmente 4 livelli che devono essere allineati e ottimizzati per collegare tra loro formazione, strategia di business e risultati desiderati: strategia organizzativa, capacità organizzative, competenze delle persone e metodi di esecuzione.IA e Machine Learning aiutano i leader di Formazione e Sviluppo a comprendere con maggiore efficacia le preferenze degli utenti grazie a strumenti capaci di prevedere le loro esigenze, suggerendo e distribuendo contenuti basati sulle preferenze e sui comportamenti passati, per coinvolgere al meglio le nuove generazioni di forza lavoro. Utilizzando con successo i dati offerti da queste tecnologie il settore di Formazione e Sviluppo sarà quindi in grado di scoprire nuovi modi per creare valore di business con la formazione.“Affinché queste soluzioni trovino applicazione occorre innanzitutto riconoscere che tecnologie come l’IA non sostituiscono l’uomo”, ha affermato Claudio Erba, CEO di Docebo. “L’evoluzione digitale deve essere abbracciata come una preziosa opportunità volta a migliorare l’esperienza formativa degli amministratori di piattaforme eLearning e dei formatori, che potranno concentrare attenzione ed energia su compiti maggiormente utili e gratificanti, come ad esempio idee creative e soluzioni strategiche per l’azienda.”

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Diabete: Tra i giovani è la malattia metabolica più diffusa

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Colpisce circa 20 mila piccoli italiani. Se ne è discusso a Bari c/o Hotel Excelsior nel corso del Convegno AGD “Ricerche, cure e tecnologie: quale futuro per I giovani con diabete di tipo 1”. Tra le tecnologie condivise, emergono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete, nati per essere proprio “indossati” perchè senza fili e tubi, sviluppati per il rilascio di insulina e il monitoraggio in continuo della glicemia. “Dai risultati della ricerca, è apprezzato soprattutto dai giovani l’innovatività e la tecnologia dei sistemi, la percezione di utilizzare gli strumenti più avanzati, la miglior terapia possibile per il diabete – spiega Isabella Cecchini, Head of Primary Market Research IQVIA che ha condotto la ricerca sui portatori di device per il diabete – Tra i giovani intervistati emergono tutti i vantaggi degli strumenti che favoriscono il sentirsi “normali” e tecnologici, aprono alla socializzazione, a condividere con gli altri la propria malattia. Si rafforza una soddisfazione che deriva dall’affidabilità delle misurazioni, che si traduce in un benessere fisico, superiore livello di autonomia e incremento di consapevolezza e stima”. L’esperienza dei pazienti e dei loro caregiver ha messo in luce non solo l’effetto positivo dei nuovi device sulla gestione della malattia, ma anche e soprattutto il grande impatto che gli strumenti hanno avuto sulla qualità della vita. “Dopo quella dell’insulina, sono due le grandi rivoluzioni tecnologiche nel diabete – spiega nel corso del suo intervento c/o il Convegno Isabella Alessandrini, Medical&Scientific Advisor Theras-Group – La prima è il dispositivo (POD) che si indossa per 72 ore senza doverlo cambiare, senza tubi e cateteri. La più recente, invece, permette un monitoraggio “in real time” della glicemia in modo più semplice, accurato, sicuro e con un elevato livello di predittività. Siamo molto attenti alle esigenze dei nostri pazienti, soprattutto quelli nella fascia più giovane che si ritrova a gestire il diabete, specie nella fase adolescenziale già ricca di cambiamenti fisici e psicologici. L’innovazione tecnologica sviluppata da Theras Group è in grado di offrire soluzioni innovative scientificamente e tecnologicamente evolute e in linea anche ai bisogni dei più giovani alla ricerca di una maggiore autonomia e attenzione anche nell’estetica e vestibilità dello strumento”.
In linea con quanto indicato, due sono le innovazioni che Theras Group sta proponendo nella gestione del diabete. Il primo è il sistema Omnipod, un microinfusore che rilascia insulina e che si indossa comodamente, senza fili, molto piccolo e impermeabile.Il secondo è il nuovissimo sistema di monitoraggio glicemico in continuo ad altissima precisione, una sorta di “GPS della glicemia” (Dexcom G6, ora disponibile anche in Italia), una vera e propria guida intelligente e automatica nel mondo della glicemia. L’autocalibrazione automatica (che evita le 2 punture capillari al giorno), i livelli di sicurezza ed efficacia, il sistema di applicazione automatico, le dimensioni ridotte, la lunga durata (da sostituire dopo 10 giorni, senza ricalibrazioni perchè automatico), fanno di questo dispositivo l’ultima generazione di monitoraggio in continuo della glicemia, in grado di segnalare i pericoli in anticipo e in tempo utile per intervenire.

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Per stimolare l’economia, meno cemento e più tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

di Giorgio Ragazzi Professore di Economia Università di Bergamo. Il calo del PIL che ci ha fatto entrare “ufficialmente” in recessione è stato causato dalla debolezza della domanda interna. Le due principali misure economiche di questo governo – reddito di cittadinanza e “quota 100”- non saranno certo sufficienti ad invertire la tendenza recessiva, comune anche alla Germania e ad altri paesi europei. Ecco allora un coro di voci, dalla Confindustria ai sindacati, che sostiene occorra rilanciare gli investimenti pubblici, “riaprire i cantieri” delle molte opere pubbliche in stallo per ostacoli amministrativi o contestazioni.
Tutti si rifanno alle vecchie ricette keynesiane (banalizzandole) per invocare maggior spesa pubblica. Il problema è che l’Italia, col debito pubblico che si ritrova, non può permettersi di aumentare la spesa pubblica in disavanzo, mentre questo già tende a crescere per effetto della recessione.
Un governo responsabile dovrebbe porsi la domanda: come si può stimolare una ripresa della domanda con il minimo aumento di spesa pubblica? La via maestra, senza alcun aumento di spesa, sarebbe quella di ristabilire un clima di fiducia che induca un aumento della propensione al consumo delle famiglie e della propensione ad investire delle imprese. Un recente sondaggio ha chiesto ad un gruppo di giovani come impiegherebbero un aumento del reddito disponibile: mi ha colpito che la prima scelta sia stata quella di aumentare i depositi in banca. L’incertezza sulle prospettive dell’economia e della finanza pubblica nel prossimo anno e le perdite sui titoli di stato spingono alla prudenza nella spesa, sia i privati che le imprese. Serve a ben poco aumentare la spesa pubblica se non si invertono queste tendenze.
Altri modi per stimolare la domanda senza costi per lo Stato sono le liberalizzazioni ed altri interventi normativi; ci sono poi spese pubbliche che hanno effetti moltiplicativi elevati, come ad esempio l’accelerazione degli ammortamenti o gli incentivi alla ricerca. Aumentare la spesa per opere pubbliche è invece uno stimolo molto costoso e può risultare addirittura controproducente per i riflessi del maggior deficit sullo spread e sugli oneri per interessi sul debito pubblico.
Chi invoca l’aumento della spesa per le grandi infrastrutture, quelli come la Confindustria che non ha dubbi sulla TAV Torino-Lione solo perché genererebbe subito 50 mila posti di lavoro (numeri di fantasia!) sembrano dimenticare che il problema della nostra economia non è tanto quello di aggiustare la domanda al ciclo quanto piuttosto quello della stagnazione “secolare”, della insufficiente crescita della produttività e del PIL da vari decenni. Avendo risorse scarse, si dovrebbero scegliere gli investimenti che possono contribuire maggiormente alla crescita nel tempo della produttività e del reddito invece di considerare solo gli effetti immediati sulla domanda.
Scavare grandi buchi nei monti genera un immediato aumento del valore aggiunto nella contabilità nazionale, specie se la componente d’importazione è modesta, anche se non c’è un reale aumento nel benessere collettivo. Si ha poi un effetto moltiplicatore sulla domanda, quando il reddito di chi “scava” viene speso, come avverrebbe per una distribuzione di soldi gratuiti (helicopter money). Ma che prospettive può mai avere un paese che investe le scarse risorse disponibili in opere pubbliche con redditività stimata negativa persino ex ante e comunque lontanissima nel tempo, invece di puntare su istruzione, ricerca, reti, settori ad alta tecnologia? (fonte: http://www.societalibera.org)

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Sviluppo ferroviario e nuove tecnologie

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

«Il dibattito sulla realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione non deve mettere in discussione la necessità che l’Italia sviluppi adeguatamente la propria rete di trasporto su ferro. Che si sia favorevoli o meno a un’opera nello specifico, che si voglia lasciare ogni decisione al Governo o che si punti a un coinvolgimento diretto dei cittadini, tutti i soggetti politici e istituzionali in causa devono chiarire inequivocabilmente che, sia per ciò che riguarda le merci sia sul fronte passeggeri, intendono andare in direzione di un sostanziale ammodernamento infrastrutturale, di un salto di qualità nell’offerta di servizi e di una maggiore sostenibilità ambientale».Lo dichiara Sandro Simoncini, ingegnere e urbanista.«I dibattiti e le questioni di principio sono importanti, ma bisogna considerare anche operatività e pragmatismo. Nei mesi in cui in Italia la polemica sul Tav Torino-Lione entrava nel vivo e veniva nominata la commissione di esperti chiamata a fornire l’analisi costi-benefici sull’infrastruttura, altrove il trasporto ferroviario stava entrando in un’altra dimensione. Dallo scorso settembre, in Bassa Sassonia, sono in servizio i primi convogli commerciali con locomotore a idrogeno: un treno in grado di trasportare 300 passeggeri per 1.000 chilometri ad una velocità di 140 all’ora.Un mezzo di trasporto che non produce particolato, anidride carbonica o altri gas serra e che non fa nemmeno rumore. Un’ottima alternativa alle locomotive diesel utilizzate nelle tratte non elettrificate, che ad esempio nel nostro Paese sono circa un quarto del totale e sfiorano i 5.000 chilometri di estensione. Contestualmente si stanno studiando sistemi efficaci per ottenere l’idrogeno necessario ad alimentare i treni da fonti energetiche rinnovabili. Ecco – conclude Simoncini – sarebbe il caso che anche in Italia si sviluppasse una dialettica più incline a fornire risposte e alternative che non basata su semplici pregiudiziali ideologiche».

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Lavoro e nuove tecnologie: una sfida etica per il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Roma. 7 febbraio 2019, alle 10.00, l’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) propone attraverso il Laboratorio di Diritto dell’Innovazione (InnoLawLab) del Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza un’ampia discussione sui temi: “Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”.L’Italia ha infatti aderito il 27 settembre 2018 alla European Blockchain Partnership Initiative, promossa dalla Commissione UE con l’intento di creare una piattaforma europea basata sulla tecnologia blockchain per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. La finalità è quella di elaborare una Strategia Nazionale per le DLT e la Blockchain. In coerenza con questo obiettivo il Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma con il Profilo in Diritto e gestione delle nuove tecnologie, dove nasce InnolawLab, vuole dare un contributo concreto e ridefinire le competenze necessarie per rispondere ai nuovi fabbisogni occupazionali.La legge di Bilancio 2019 ha quindi previsto (art. 1, comma 226) l’istituzione di un Fondo per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things, con una dotazione di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per finanziare progetti di ricerca e sfide competitive in questi campi; questo investimento è un segnale chiaro di come questi temi occuperanno la scena politica e occupazionale dei prossimi anni.È interessante sottolineare che innovazioni come queste investono diversi campi del sapere non limitandosi solo a quello tecnologico: InnoLawLab ha l’ambizione di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarità. Le, cosiddette, nuove tecnologie aprono un dibattito interessante anche sul mercato del lavoro: queste innovazioni bruciano posti di lavoro? Cambiano il “concetto di lavoro”? O piuttosto siamo davanti ad un’evoluzione delle competenze in grado di elaborare nuove proposte occupazionali e imprenditoriali? E come il mondo accademico può accelerare il proprio processo di innovazione per iniettare nuove competenze e professionalità? A queste e molte altre domande gli autorevoli relatori tenteranno di dare una risposta, attraverso un dibattito vivace e alla portata di professionisti e studenti.“Il nostro Ateneo – spiega il Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma, che si occuperà dell’introduzione ai lavori – è molto attento ai cambiamenti dell’economia, delle tecnologie e, di conseguenza, del mercato del lavoro ed è, da sempre, impegnato a definire proposte avanguardiste che abbiano una forte attrattività per i giovani, ma anche un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro”.

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Italia maglia nera per utilizzo fondi UE nelle tecnologie

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Nonostante le grandi ambizioni del piano nazionale “Agenda Digitale”, finalizzato a rendere più competitive le aziende italiane e le infrastrutture tecnologiche, l’attuazione del programma stenta a decollare. L’Italia si colloca sul fondo della classifica dei Paesi dell’Unione europea per la capacità di spendere i fondi in ICT e Ricerca e Innovazione. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.
In totale le risorse disponibili, a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR 2014-2020), ammontano a 8,3 miliardi di euro: 6 miliardi per la ricerca e l’innovazione e 2,3 miliardi per lo sviluppo dell’ICT. Un valore molto alto di risorse disponibili, il terzo dopo Polonia e Spagna. Ma, dopo quasi cinque anni dall’avvio dell’“Agenda Digitale italiana”, se si osserva la quota di investimenti rendicontati e impiegati dal nostro Paese, si nota che sono stati spesi solo 828 milioni (pari al 12,3% del totale), collocando l’Italia al quartultimo posto in classifica.

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Lavoro giovani: Cresce la richiesta di competenze digitali e tecnologiche da parte delle aziende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Le esperienze di volontariato sono giudicate con favore dalle aziende, perché denotano, nel giovane che cerca lavoro, un atteggiamento propositivo, la tolleranza allo stress e un’intelligenza emotiva. Il dato, forse in apparenza singolare, è stato riscontrato dal Centro di avviamento alla Carriera (Career Services) della John Cabot University (JCU) – fra le maggiori università americane in Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere – che tiene contatti quotidiani con 607 imprese, nazionali e internazionali (il numero è in costante crescita).
Il Centro di avviamento alla Carriera organizza tre Career Fair (Fiere della Carriera) ogni anno. In questi appuntamenti, gli studenti e i neolaureati incontrano, per dei colloqui di lavoro (più di uno nell’arco della stessa giornata), i responsabili delle assunzioni delle imprese partner, attive in un ampio ventaglio di settori, fra cui: grande distribuzione, digitale e innovazione, trasporti, turismo, comunicazione, profit e no profit, consulenza aziendale.Le statistiche elaborate in chiusura del 2018 dicono che, al netto della conoscenza della lingua inglese, considerata a dir poco fondamentale, le competenze (skills) più richieste dalle aziende sono quelle digitali e tecnologiche, con una tendenza in rapida crescita: dal 37% del 2017 al 45% di quest’anno. E la percentuale è destinata a salire: la previsione per il 2019, sulla base di un campione inerente le posizioni lavorative e di stage ottenute dagli studenti a partire dal prossimo gennaio, è del 55%. Al secondo posto fra le skills più richieste, a “parimerito” potremmo dire, ci sono la capacità di saper scrivere (articoli, comunicati, post, relazioni) e l’attitudine alle pubbliche relazioni.Le statistiche 2018 riguardanti in particolare i Career Fair, dicono che 8 laureandi su 10 (quindi l’80%) trovano una posizione di stage o di lavoro durante gli incontri con le imprese. Il trend è positivo e in crescita, considerando il quinquennio di riferimento 2013-2017.Nel dettaglio, l’80% è così distribuito: il 33% dei giovani ottiene una posizione lavorativa nell’area digitale e innovazione; il 17% in campo amministrativo; il 16% in politica, affari internazionali e negli uffici legali; il 13% nella gestione delle risorse umane e nell’educazione; il 13% nei Beni culturali, in giornalismo e scrittura creativa; l’8% in Comunicazione e marketing.«La formazione universitaria deve fornire allo studente gli strumenti necessari per inserirsi nel mercato del lavoro. La JCU monitora giorno per giorno l’evoluzione delle dinamiche occupazionali, intrattenendo rapporti diretti con le imprese. È un sistema comprovato per ottenere risultati in un mondo in rapidissima e continua trasformazione», ha spiegato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.«Le aziende non cercano il genio solitario che colleziona master, senza aver mai fatto nulla di concreto. Al giorno d’oggi tutto si crea in team, per questo risultano fondamentali le soft skills ed è giudicato positivamente chi sappia relazionarsi in gruppo, avendo al suo attivo esperienze di lavoro – di qualunque genere – di stage e di volontariato», ha sottolineato Antonella Salvatore, direttore del Centro di avviamento alla Carriera della John Cabot University.

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Le sfide del sistema sanitario italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

“Sono molteplici le sfide che dovrà affrontare il Sistema Sanitario del nostro Paese: l’insorgere di nuovi bisogni di cura, l’aumento della vita media, l’introduzione di farmaci e tecnologie sempre più complessi e, quindi, sempre più onerosi, per citarne alcune. Per ristabilire equità e universalismo è fondamentale stabilire un’alleanza vera tra la Sanità Pubblica, il settore assicurativo ed i Fondi Sanitari Integrativi”. Sono le parole di Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RBM Assicurazione Salute, a commento del dibattito tenutosi presso il Forum Risk Management di Firenze.
Sulla direzione da intraprendere per far fronte all’effettivo fabbisogno di salute degli italiani Vecchietti ha le idee chiare: “In un’infrastruttura “monopilastro”, come quella sulla quale è stato costruito ormai 40 anni fa il nostro Sistema Sanitario, per poter far fronte al fabbisogno crescente di salute da parte degli italiani bisognerebbe incrementare costantemente la spesa sanitaria pubblica, imponendo di fatto “nuove tasse” alle aziende (che oggi forniscono poco più del 37% della dotazione del Fondo Sanitario attuale) e ai cittadini.Si tratterebbe, in altri termini, di passare, secondo stime condivise nel settore, dagli attuali 112 miliardi a poco meno di 150 miliardi. Questo nei fatti vorrebbe dire portare la spesa media pro capite per cittadino da 1.870 Euro a quasi 2.500 Euro pro capite. Numeri che, soprattutto nell’attuale scenario di finanza pubblica, appaiano francamente non solo impercorribili, ma anche decisamente irrealistici.Ma allora, se come in effetti è, si ammette una volta per tutte che il fabbisogno di salute degli italiani è superiore alla capacità finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale perché non superare la chimera di Livelli Essenziali di Assistenza onnicomprensivi, ma non finanziabili, organizzando una gestione strutturata dei percorsi di cura in grado di beneficiare di quell’ibridazione, tra pubblico e privato, che ormai da un decennio è realtà per la stragrande maggioranza (2 su 3) dei cittadini italiani?”.
“Il Secondo Pilastro Sanitario – prosegue il numero uno di RBM Assicurazione Salute – viene sovente additato come sistema che sottrarrebbe, attraverso la sua fiscalità agevolata, delle risorse all’Erario che potrebbero essere in modo più proficuo impiegate per finanziarie il Fondo Sanitario Nazionale, ingenerando iniquità tra cittadini che possono beneficiarne e cittadini che ne sono ancora privi. Chi è di questo avviso non tiene conto di due importanti circostanze. La prima è che l’attuale sistema delle detrazioni fiscali per le spese sanitarie, esteso “sulla carta” a tutti i cittadini, risulta decisamente costoso (poco meno di 4 miliardi di Euro annui, con un costo più che doppio rispetto a quello dei benefici fiscali stanziati per le agevolazioni della Sanità Integrativa, fonte MEF) e, nella pratica finisce per agevolare esclusivamente i cittadini del Nord e quelli a reddito medio elevato (oltre i 60.000 Euro di Reddito annuo). La seconda che i benefici fiscali del Secondo Pilastro sono alternativi a quelli delle detrazioni per spese sanitarie, quindi in termini di risorse non aggiungono costi per lo Stato, dal momento che se il cittadino non ottenesse un rimborso dalla propria Polizza o dal proprio Fondo porterebbe in detrazione tali spese dalla sua dichiarazione dei redditi. Peraltro non bisogna dimenticare, che la diffusione di Polizze e Fondi Sanitari finisce inevitabilmente per garantire una significativa emersione di gettito aggiuntivo dal momento che l’assicurato, per poter ottenere il risarcimento, deve necessariamente produrre la relativa documentazione di spesa. È molto più facile che una fattura sia richiesta per ottenere il rimborso del 100% dopo un paio di settimane piuttosto che per un rimborso differito di un anno e per giunta solo del 19% delle spese sostenute”.E conclude con la sua proposta: “Credo sia giunto il momento di fare i conti. Se l’obiettivo è davvero quello dell’equità e non quello della difesa di rendite di posizione, economiche e/o ideologiche, bisognerebbe pensare a come attuare un Secondo Pilastro Sanitario, anch’esso universale, piuttosto che continuare a cercare motivazioni strumentali per tentare di smontare una tutela che, per chi già la possiede, garantisce annualmente in media una riduzione di circa 2/3 della Spesa Sanitaria Privata”.

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La quarta rivoluzione industriale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Roma. Il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” apre le sue porte e si propone al mondo industriale in una veste innovativa che rappresenta di fatto una vera e propria svolta epocale: il raggiungimento della certificazione in conformità con lo standard internazionale ISO 9001/2015 e la realizzazione di un laboratorio che ne rispecchia i processi organizzativi e che ricalca perfettamente i parametri della nuova impresa 4.0. Un risultato, quest’ultimo, indispensabile per accrescere ulteriormente le tematiche della didattica e della conoscenza in un’ottica di sicurezza e sostenibilità e la capacità universitaria di adattarsi al mondo esterno, ma anche e soprattutto per contrastare un fenomeno diffuso, ovvero la cosiddetta “fuga dei cervelli”.
Difatti, ci sono voluti ben dieci mesi di intensa preparazione in attività che hanno modificato i processi organizzativi e le attività gestionali con l’aiuto di collaboratori esterni, nuove capacità manageriali sommate alla conoscenza accademica, l’individuazione di un team affiatato di dieci autorevoli ricercatori, molti dei quali già riconosciuti e premiati a livello internazionale, e una gran voglia di mettersi in gioco. Sono questi gli ingredienti che ha sapientemente messo in campo la Prof.ssa Silvia Licoccia che a fine ottobre, dopo due mandati consecutivi come direttore del dipartimento, lascerà questa importante eredità al prestigioso ateneo romano di Tor Vergata e passerà il testimonial al nuovo Direttore del Dipartimento, Prof.ssa Valeria Conte che, come vicedirettore, ha intensamente partecipato alle attività condotte sino ad ora.Un’attività iniziata nel gennaio del 2018 e conclusasi dopo aver affidato la verifica e la valutazione dei criteri gestionali, nonché l’attribuzione dei processi messi in atto ad uno dei più importanti enti certificatori a livello nazionale: il CSQ, il cui risultato finale è stato quello di zero non conformità, ovvero riconoscendo al Dipartimento il massimo del punteggio e certificandone la qualità dei metodi adottati in cinque distinte aree di specializzazione: spettroscopia, elettrochimica, HPLC (cromatografia liquida ad alta pressione), NMR (risonanza magnetica), SEM (microscopia elettronico a scansione).Un risultato legato indissolubilmente al laboratorio LabCap, il cui obiettivo principale è quello di garantire la sicurezza agli operatori modificandone i comportamenti non corretti e quindi pericolosi che possono produrre situazioni altamente rischiose e assicurare un altissimo grado di sostenibilità, contenendo gli sprechi da un punto di vista energetico.Insomma, un laboratorio “Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology”, ovvero (Smart), che diventa lo strumento facilitatore in grado di esprimere, nella sua modalità operativa, il linguaggio del mondo industriale, attraverso l’adozione delle nuove tecnologie abilitanti che trovano riferimento nell’impresa 4.0.Il percorso di sviluppo continuerà con il programma di digitalizzazione dei processi, con il potenziamento di quelli gestionali supportati dai propri paradigmi che ben rappresenta la quarta rivoluzione industriale.

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Tecnologie e clima cambiano il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Più volte sono tornato, in questi ultimi anni, sullo stesso tema nel prospettare una società del domani capace di definirsi come tale a una sola condizione: quella di accettare il cambiamento da subito. Gli inizi del XX secolo sono stati segnati da una prorompente produzione industriale. Ora che siamo nel 2018 un’altra fase si sta per concretizzare. E’ dettata dalle tecnologie informatiche e dalle comunicazioni.
Non posso, da una parte, cogliere questi segnali e, dall’altra, disattenderli. Oggi si richiede una popolazione lavorativa ben informata, creativa e flessibile e dotata di conoscenze specifiche. Quando prospettai al Ministro del Lavoro, alcuni anni fa, un mio “progetto” inteso a rivoluzionare l’attuale sistema previdenziale e d’assistenza italiana e dimostrai che ciò si poteva realizzare in tempi diversi senza provocare eccessivi traumi, la risposta mi venne con una laconica lettera nella quale mi fu detto che i “tempi non erano maturi”.
Evidentemente la “miopia” del ministro, e di quanti come lui, stava nell’inconscio di chi temeva un salto nel buio, mentre sarebbe stato più facile gestire le cose che si sanno e che abbiamo consolidato nel tempo. Non era, tuttavia, solo il frutto di un’epoca. Basta pensare quanto è accaduto in Italia con il ventennio Berlusconiano frammisto a quello del centro sinistra, anche se quest’ultimo ha governato per brevi periodi. In circa vent’anni i governi che si sono succeduti, e persino l’attuale, dato dalle prime avvisaglie, che è una specie d’inciucio tra centro-destra e centro-sinistra, hanno svolto solo un ruolo: quello di fermare il tempo. (Riccardo Alfonso)

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Open Innovation per la sicurezza e la sostenibilità nell’era delle tecnologie digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Roma 31 maggio 2018 ore 9,30 Sala Multimediale Uninettuno Piazza Grazioli, 16. ore 9,30 Benvenuto Prof. Maria Amata Garito Rettore dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO
9,40 – Giancarlo De Matthaeis – Labozeta S.p.a. – Tecnologie e strumenti di industria 4.0 per la tutela della persona
10,00 – Luigi Campanella – Sapienza Università di Roma – La Scienza: da promotore a garante della società
10,20 – Pietro Pistolese – già ministero della Salute – La sicurezza tra educazione e norme
10,40 – Serlio Selli – Cromatos – L’applicazione del Reach: un esempio nell’industria italiana
11,30 – Pietro Paris -. Ispra -REACH: riferimento mondiale per una chimica sostenibile
11,50 – Stefano Sorge – Aster S.p.a. – Specializzazione Smart Gis delle reti idriche
12,10 – Alfredo Nulli – Pure Storage – Come estrarre valore dalle informazioni nell’economica digitale
12,30 – Gianni Morelli – Società Chimica Italiana – La chimica ed il calcolatore: la lezione di Enrico Fermi nell’era dei Big Data. Segue discussione. Modera: Prof. Luigi Campanella
L’evento sarà trasmesso anche in live streaming sul portale Uninettuno e sulla pagina Facebook.
“L’università telematica, come sede degli eventi del progetto, rappresenta una novità sotto due differenti aspetti: la comunicazione avviene praticamente e soltanto attraverso tecnologie informatiche e deve quindi adeguarsi ad un linguaggio che non prevede in linea di massima il contatto diretto tra comunicatore e utente; l’altro aspetto riguarda l’importanza in una università telematica delle prerogative dello sviluppo industriale (Industria 4.0), che affidano proprio alle tecnologie informatiche non soltanto la comunicazione, ma soprattutto l’organizzazione e il dialogo verso l’interno e verso l’esterno “. E’ quanto dichiara Luigi Campanella, coordinatore scientifico di Labozeta S.p.a.

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Tecnologie e nuove generazioni ridisegnano le relazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

L’era digitale ridefinisce l’organizzazione del lavoro, anche a livello di management e non più solo nelle aziende a forte vocazione tecnologica. È quanto evidenzia il report Executive Trends 2018 prodotto da Page Executive, divisione boutique di PageGroup specializzata nella ricerca e selezione di top manager. Il dibattito sull’impatto delle nuove tecnologie sul lavoro negli ultimi anni si è principalmente focalizzato sulla possibile scomparsa di numerose funzioni alla base della piramide aziendale, ma la rivoluzione digitale entra anche nel board creando il concetto di leadership orizzontale che comunque non abbandona completamente la gerarchia tradizionale, ma apre linee di comunicazione ed elimina le stratificazioni all’interno dell’organizzazione. Secondo lo studio, che ha indagato il punto di vista di 150 manager in 24 paesi, una struttura aziendale più semplice ed efficiente e una cultura armonizzata tra i dipendenti sono due delle principali sfide che i manager si trovano oggi ad affrontare per riuscire a navigare la complessità e la velocità del business e quindi a creare imprese più forti e prospere.Meno ruoli dirigenziali, maggiore agilità, strette e frequenti connessioni tra i diversi livelli della struttura, non solo per le aziende ipertecnologiche, sono un must per aumentare la responsabilizzazione dei dipendenti e quindi incentivare lo sviluppo di prodotti e servizi capaci di rispondere in anticipo alle richieste del mercato.“Il rapporto mostra che vi è una chiara necessità per le aziende di creare l’ambiente giusto per i dipendenti, anziché concentrarsi sul contesto congeniale ai i manager. Una struttura più piatta responsabilizza il personale, ma non si limita a questo. Poiché sono necessari meno ruoli dirigenziali, il modello risulta altamente efficace in termine di costi oltre a rendere l’organizzazione più snella e agile” – afferma Stefano Cavaliere, Associate Partner di Page Executive – “Inoltre, una cultura aziendale armonizzata riduce il rischio di danni collaterali provocati da un turnover elevato o dalla mancanza di coinvolgimento dei dipendenti”
Quello che emerge dagli Executive Trends di Page Executive è che il management orizzontale prima appannaggio delle grandi aziende tecnologiche oggi deve essere un’ispirazione per tutte quelle aziende che vogliono attrarre e conservare i talenti.Gli esperti di PageGroup hanno inoltre evidenziato come, con l’entrata in azienda delle nuove generazioni, oltre ad apportare cambiamenti profondi alla struttura aziendale sia necessario far integrare le generazioni già presenti con le nuove in arrivo e le diverse culture, questo si può realizzare attraverso l’introduzione di una nuova figura, il Chief Culture Officer (CCO).
Il continuo cambiamento ha portato un numero sempre maggiore di aziende dalla struttura orizzontale a nominare un CCO, che sta diventando una figura chiave per le aziende impegnate a costruire una forza lavoro collaborativa e inclusiva, infatti ha l’obiettivo di capire come presentare l’azienda sul mercato per attirare le persone giuste attraverso il supporto del senior management e lo stretto contatto con il personale. È necessario infatti fare un costante controllo con le persone ed essere sicuri che l’azienda faccia traspari-re i propri valori e che il posto di lavoro rispecchi un luogo positivo e attratti-vo. I dipendenti devono essere consapevoli che l’azienda pone un’attenzione specifica per la felicità, il coinvolgimento e la salute.

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Tecnologie avanzate di miglioramento genetico che incrementino i raccolti per sfamare milioni di persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2018

L’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT – Istituto internazionale di ricerca delle colture per le zone tropicali semi-aride) e Corteva Agriscience™, Divisione Agricoltura di DowDuPont, hanno siglato nei giorni scorsi una partnership pluriennale per rafforzare la sicurezza alimentare migliorando le colture che nutrono milioni di persone, attraverso la condivisione di tecniche di miglioramento genetico di ultima generazione.Il contratto quadro di collaborazione (Master Alliance Agreement) è stato firmato da Peter Carberry, facente funzione di Direttore Generale di ICRISAT e Tom Greene, Senior Research Director, Corteva Agriscience™. La condivisione della tecnologia comprende la tecnica di editing genomico CRISPR-Cas, adattando le tecniche di modificazione alle nuove colture, e applicando la conoscenza dei meccanismi biochimici delle piante, con l’obiettivo di migliorare produttività e qualità per colture che sfamano milioni di persone. DuPont Pioneer, che ora fa parte di Corteva Agriscience™, fornirà l’accesso alla proprietà intellettuale, al materiale e al know-how relativi a CRISPR-Cas e alla modificazione delle piante.
Carberry, che ricopre anche la carica di direttore del Programma CGIAR di Ricerca Globale su Legumi da Granella e Cereali delle terre aride (GLDC), ha dichiarato: “ICRISAT e Corteva Agriscience™ condividono l’obiettivo di sviluppare tecnologie innovative e promuovere la loro applicazione ai prodotti agricoli di prossima generazione, a vantaggio dei piccoli agricoltori delle regioni aride. Le partnership pubblico-private come questa vengono ricercate attivamente e sono di fondamentale importanza per ottenere il successo e l’impatto desiderato del programma GLDC.
Tom Greene, Corteva Agriscience™, ha affermato: “Non vediamo l’ora di applicare una tecnologia innovativa come CRISPR-Cas, per rispondere alle problematiche sulla qualità da parte dei consumatori e alle sfide della produzione agricola. L’unione tra l’esperienza dei nostri scienziati e la messa a punto di nuove tecnologie offre ampi margini di ricerca e sviluppo per selezionare colture che non ricevono abbastanza attenzione, anche se queste colture sfamano milioni di persone.” “Grazie al lavoro degli scienziati di Corteva Agriscience™ e ISCRAT, assisteremo ad un rapido miglioramento delle tecnologie per lo sviluppo di colture più produttive e ed un’agricoltura più prospera per i piccoli agricoltori,” ha aggiunto Pooja Bhatnagar-Mathur, Principal Investigator, ICRISAT e co-sviluppatore del progetto di ricerca.“La collaborazione unirà competenze ed esperienze che si completeranno a vicenda. Appena abbiamo iniziato a discutere sul progetto di ricerca, abbiamo trovato velocemente il punto di incontro”, ha concluso Amitabh Mohanty, Principal Investigator, Corteva Agriscience™, e co-sviluppatore del progetto di ricerca.Il progetto di collaborare su colture come sorgo e miglio si è concretizzato durante un incontro al 2017 World Food Prize, dove il Direttore Generale di ICRISAT David Bergvinson e Tom Greene di Corteva Agriscience™ hanno sottolineato i concetti generali della ricerca, gli obiettivi e la tecnologia disponibile per contribuire a trovare le soluzioni.
Corteva Agriscience™ sta applicando CRISPR-Cas come strumento avanzato di editing genomico per sviluppare colture con maggiore resilienza ambientale, produttività e sostenibilità. Si sono definiti i principi guida di CRISPR-Cas, tra cui il permesso a chi vuole sviluppare prodotti agricoli di usare CRISPR-Cas, fornendo l’accesso alla sua proprietà intellettuale, alle capacità tecnologiche, alle infrastrutture e alle competenze scientifiche.

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Tecnoconference Europe–Gruppo Del Fio

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

E’ intervenuta alla Convention del colosso Merck Sharp & Dohme, uno dei primi gruppi farmaceutici a livello mondiale. L’evento si è tenuto a Roma, all’Auditorium della Tecnica di Confindustria, col claim In MSD, inventiamo per la vita.
Tutte le tecnologie audio, video e scenografiche sono state gestite da Tecnoconference Europe–Gruppo Del Fio. Il progetto era imperniato su un complesso sistema di videoproiezione e WatchOut con soluzione di continuità su ben tre schermi, così da “avvolgere” la platea nelle immagini. Una regia video full HD pentacamere riprendeva il live, mentre una sofisticata regia emissione gestiva i contributi grafici, le slide, gli speech support e quant’altro.
Anche l’impianto luci Catalyst ha contribuito alla spettacolarizzazione e alla riuscita dell’evento.
Tecnoconference Europe – Gruppo Del Fio è fra i maggiori fornitori di servizi e prodotti tecnologici per eventi, nell’Italia centrale, in termini di fatturato, numero di eventi, numero di dipendenti, numero di clienti attivi. Fornisce non solo impianti e apparecchiature audiovisive, ma un vero e proprio servizio completo: dal progetto creativo, con relativo sviluppo del concept, alla progettazione della scenografia, dallo sviluppo tecnico, con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie multimediali, alla produzione dell’evento, con la pianificazione, il coordinamento e la regia.
Questo livello di professionalità ha consentito a Tecnoconference Europe–Gruppo Del Fio di essere scelta per tutti i più importanti eventi svoltisi nel nostro Paese ai massimi livelli della comunicazione politica, scientifica e culturale. http://www.tecnoconference-europe.com!

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La cittadella del sapere

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Vorremmo poter dire: pensionati unitevi, dimostrate d’avere la forza per reagire. Offrite ai giovani dai figli ai nipoti di che pasta siete. Vorremmo poterlo dire ma ci accorgiamo di essere di fronte a uomini e donne stanchi, delusi, amareggiati. Per anni questo è stato il popolo che è cresciuto in una nazione che si chiama, nello specifico, Italia. Ha provato la prima amarezza, molti per parte dei loro padri, con gli anni della ricostruzione nei quali si poteva fondare una società diversa, più organizzata, più aperta all’innovazione tecnologica, allo sviluppo del Meridione, più decisa nella ricerca di opportunità lavorative senza dover ricorrere a quel mostro che si chiama ammortizzatore sociale che ha dilatato a dismisura i posti nel pubblico impiego e persino nel privato. Vi è stato, poi, un successivo passo con il “compromesso storico” con la coraggiosa alleanza Moro-Berlinguer per un’Italia più pulita, meno compromessa con il malaffare. E anche questa volta abbiamo perso l’occasione per rinascere. E ancora un’altra data storica, quella della caduta del muro di Berlino e il dissolvimento dell’Urss e del suo socialismo reale. Avrebbe potuto rilanciare il “partito degli onesti” e la stessa iniziativa della procura milanese con “mani pulite”, qualche anno dopo, riuscì solo in parte a debellare quel cancro che aveva roso sino al midollo la parte sana del Paese. Tanto che i mestatori del torbido ci presero gusto e andarono all’assalto delle istituzioni e oggi dobbiamo tristemente prendere atto dei guasti che hanno provocato e continuano indifferenti lasciando solo macerie.
Sembra che l’Italia non sia stata sconfitta una volta ma tante a dispetto di quanti con il lavoro, i sacrifici di un’intera vita hanno cercato di lasciare qualcosa di buono, una speranza, per lo meno, per una società più equa. E per anni questo popolo di canuti ha sperato nel “governo del fare” per poi, amaramente, rendersi conto che erano solo parole, vuote, aride, ciniche.
Non sembra, per quanto questa classe politica dominante abbia toccato il fondo, che lo abbia raschiato a dovere se ancora tenta di dividere ciò che si era unito con tanta fatica: il rapporto giovani anziani, precari e lavoratori a tempo indeterminato, immigrati e autoctoni, nord e sud, omofobia, e conflitti tra i vari poteri dello Stato, ecc. E’ una caccia all’untore per tentare, in questo modo, di distrarre gli italiani dai reali e gravi problemi del paese. Resta la “Cittadella del sapere” l’unico rifugio per gli uomini liberi, per gli anziani che vogliono guardare al futuro senza soffermarsi al presente o rifugiarsi al passato. Perché di questo futuro non è necessario farne parte. Basta sapere di averlo lasciato nelle mani di chi saprà raccogliere con coraggio e determinazione il testimone. Di chi saprà forgiarlo per tale cimento. (Riccardo Alfonso)

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Il futuro dell’Oftalmologia: incontro formativo a Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

tecnologie in evoluzioneE’ stata Milano la sede del prestigioso incontro “Tecnologie in evoluzione in Oftalmologia: il futuro è oggi”, un evento formativo per medici oftalmologi, che ha visto la partecipazione di più di 130 specialisti italiani.
L’incontro, realizzato grazie al contributo non condizionato di Bausch + Lomb e sotto il coordinamento scientifico del Dottor Ettore Destro, Responsabile del reparto di Oculistica dell’Istituto Clinico Città Studi di Milano, ha riscosso un grande successo, anche grazie alla sua formula innovativa che ha unito relazioni frontali e live surgery. Durante l’evento chirurghi, tra i più illustri esponenti dell’oftalmologia italiana, sono stati infatti impegnati in interventi chirurgici di retina e cataratta presso la Sala Operatoria dell’Istituto Clinico di Città Studi e le loro chirurgie sono state trasmesse in diretta streaming nella splendida e funzionale sede congressuale del Palazzo Copernico di Milano.Ma non si è parlato solo di chirurgia, durante l’incontro sono state infatti prese in esame due importanti tematiche che da sempre coinvolgono la pratica clinica oftalmologica: infiammazione e secchezza oculare. Si tratta di patologie che riguardano un’ampia fascia di popolazione: la secchezza oculare, o più comunemente dry eye, è una condizione piuttosto diffusa, così come gli interventi di chirurgia della cataratta e l’infiammazione che, nonostante l’evoluzione delle tecniche chirurgiche, rimane uno degli aspetti principali con cui si confronta quotidianamente il chirurgo oftalmologo.
L’evento milanese si è posto come un punto d’incontro tra chirurgia e farmacologia, infatti per garantire un migliore approccio terapeutico ai pazienti, la chirurgia oculare si sta evolvendo verso una nuova gestione medico-chirurgica della malattia. L’obiettivo era quello di offrire uno spazio di ragionamento per i medici specialisti, col fine di agevolare il confronto sulle metodiche chirurgiche, diagnostiche e terapeutiche attraverso l’analisi dei casi chirurgici mostrati con le live surgery e le relazioni scientifiche.
Live Surgery che ha dato ai partecipanti l’opportunità di apprezzare alcune novità tecnologiche, come quelle date dal laser a femtosecondi, una tecnologia recentemente perfezionata da Bausch + Lomb che incarna il futuro della chirurgia della cataratta e della cornea garantendo ai pazienti interventi sicuri, precisi e ripetibili, oltre all’ultima frontiera della chirurgia vitreo-retinica con ultrasuoni.“L’evento ha avuto un grande successo, molto oltre le aspettative con oltre 130 partecipanti, pur essendo in concomitanza con altri eventi di rilevanza nazionale.” afferma il Dottor Ettore Destro, che aggiunge: “Lo scopo era quello di mostrare e spiegare, affrontandolo con esempi pratici, tutto ciò che di più moderno e all’avanguardia offre la tecnologia in oftalmologia: “Il futuro è oggi”. Quello che sia relatori che i partecipanti hanno maggiormente apprezzato è la formula che unisce relazioni frontali di aggiornamento scientifico alla possibilità di vedere le chirurgie in diretta a cui ho voluto dare tempi più lunghi per consentire un maggior sviluppo della componente didattica. E’ grazie a incontri come questi che possiamo fermarci e unire le nostre esperienze per stabilire come possiamo offrire un servizio sempre migliore ai nostri pazienti. Un grazie va a Bausch + Lomb per aver fatto in modo che tutto questo fosse possibile e realizzabile. Voglio inoltre ringraziare la mia equipe che ha lavorato sodo dietro le quinte perché tutto si svolgesse con fluidità nel rispetto del programma.” (foto: tecnologie in evoluzione)

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“Il nuovo sistema degli appalti pubblici: regole, processi e tecnologie”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

montecitorio

Roma, 6 dicembre ore 16, presso la Biblioteca della Camera dei deputati (Palazzo San Macuto, Sala del Refettorio) in via del Seminario 76. L’incontro, organizzato dalle associazioni Ambiente e Società e Italian Digital Revolution in collaborazione con l’associazione dei consumatori Adiconsum, intende proporre una riflessione sulla riforma degli appalti con particolare riferimento al nuovo codice (il decreto legislativo n. 50/2016, modificato dal decreto correttivo n. 56/2017 e dal dl 50/2017, convertito con la legge n. 96/2017), alla semplificazione normativa, ai criteri di aggiudicazione, alla trasparenza, ai cambiamenti dettati dall’innovazione tecnologica e al rating reputazionale per le imprese. Il dibattito, moderato dalla giornalista del Corriere delle Comunicazioni Federica Meta, sarà aperto dai saluti dei presidenti di As e Aidr, Amedeo Scornaienchi e Mauro Nicastri. Previsti gli interventi dei parlamentari Federica Dieni (M5S) e Gianluca Benamati (Pd) e di Rocco Morelli, direttore scientifico dell’associazione Ambiente e Società; Sergio Alberto Codella, avvocato e segretario generale dell’Aidr; Massimo Bruno, responsabile delle relazioni esterne dell’Enel; Roberto Poppi, direttore acquisti e appalti della società Sogin spa; Mauro Draoli, responsabile del laboratorio di sperimentazione di tecnologie e applicazioni IT dell’Agenzia per l’Italia digitale; Francesco Pinto, segretario generale dell’Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali (Asmel); Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance); Giacomo Stucchi, presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir); Ciro Cafiero, giuslavorista e docente di diritto del lavoro; Gianluca Maria Esposito, direttore della Scuola in anticorruzione e appalti nella pubblica amministrazione dell’Università di Salerno; Carlo De Masi, presidente dell’Adiconsum.

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Costi bancari e nuove tecnologie. Pagare, pagare e pagare…

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 novembre 2017

salva bancheNel momento in cui l’indagine di Bankitalia ci fa sapere che il costo medio della tenuta dei conti correnti bancari e’ aumentato, dopo che le modifiche unilaterali (per giustificato motivo, per carita’, come dice la legge…) sono all’ordine del giorno da parte delle banche.. tanto sanno che e’ molto difficile che un’azienda (soprattutto le piccole) si metta cambiare banca per costi aumentati di qualche euro all’anno…. in questo momento, e’ di oggi l’esordio dei bonifici istantanei (10 secondi, dicono). Per ora limitato a pochi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella), che pero’ non lesinano centesimi nell’acquistare costose intere pagine pubblicitarie sui quotidiani per comunicarlo ai loro clienti attuali e futuri. Quindi vuol dire che e’ un sistema che fara’ loro incassare piu’ soldi, ed e’ bene ricordare che questi soldi non possono che arrivare dai loro clienti. Un servizio in piu’ che costa in piu’ e che porta loro piu’ soldi.
Costi -per il momento- 1,6 euro per Intesa San Paolo (60 cent in piu’ del costo ordinario SEPA online), 2,5 euro per Unicredit (1 euro in piu’ di quello ordinario SEPA online). Il costo in piu’ ha ovviamente una sua logica: prima ci mettevano mediamente tre giorni di valuta, ora zero giorni, anche se la gestione della pratica ha di per se’ costi minori… Ma, siccome non sono istituti di beneficenza, e’ evidente che questo importo in piu’, e’ piu’ che compensativo della mancanza di questa disponiblita’ di valuta. Dove si legge di questa innovazione si viene edotti di sistemi informatici particolari alla bisogna…. ma che differenza c’e’, per esempio, rispetto ad un pagamento via Paypal o altri sistemi super-usati e mediamente quotati sicuri anche dai piu’ acerrimi sostenitori dell’iper-sicurezza? Non credo che qualcuno ci illuminera’ in merito, altrimenti di che camperebbero i programmatori informatici?
Queste sono solo alcune nostre osservazioni che resteranno tali. Ai risparmiatori -di tutte le risme, grandi e piccoli che siano- vogliamo solo dire: siete sicuri che vi serve proprio un bonifico che arrivi dopo presunti 10 secondi invece dei soliti tre giorni di media, a cui tutti siamo abituati e che non ci hanno impedito di fare affari e pagamenti fino ad oggi? Siamo per questo contro la tecnologia? Falso problema. Anzi. La tecnologia ci piace e crediamo sia utilissima…. ma essenzialmente per far spendere meno soldi a tutti, fornitori di servizi e utenti. Qui, invece, se da una parte abbiamo i fornitori che sicuramente spendono meno, non ci sembra altrettanto per gli utenti. Quindi qualcosa non torna. Per capire: e’ come quando nei Comuni, per farti fare la carta d’identita’ elettronica, ti fanno spendere una sacco di soldi in piu’ rispetto a quella cartacea. Ovvìa! Abbiamo tutti lo smartphone in tasca e ci colleghiamo ad Internet, non abbiamo mica l’anello al naso… E quindi? Diamogli tempo, alle nostre banche, in modo che capendo, grazie a pochi clienti di questo nuovo sistema, che la loro diminuzione di costi deve corrispondere ad altrettanta diminuzione di costi dell’utenza e non il contrario… si adeguino. E’ il mercato. E noi utenti e consumatori, non dimentichiamolo, siamo i principali attori. Cioe’: senza di noi, nisba! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Innovazione e nuove tecnologie nella sanità

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

berlinoBerlino. Sono i temi centrali di Frontiers Health, l’evento sulla salute digitale più importante d’Europa. Speaker ed esperti di fama internazionale si riuniscono a Berlino per due giorni di dialoghi, dimostrazioni pratiche e sessioni di approfondimento sulle innovazioni all’avanguardia e sulle tendenze future. Oltre a nuove prospettive su cure e procedure, l’evento è anche l’occasione per conoscere le startup più promettenti in ambito healthcare. Si tratta di un settore in fase di trasformazione e sempre più interessato dalle tecnologie digitaliper aspetti che, ad esempio, riguardano il rapporto con i pazienti, le soluzioni di diagnostica, i trattamenti, l’assistenza sanitaria.Nel panel dedicato alla “Trasformazione Digitale nel Pharma”, l’intervento di Eugene Borukhovich, Global Head of Digital Health Incubation & Innovation di Bayer, tratterà delle iniziative di Open Innovation dell’azienda. Prima tra tutte il progetto Grants4Apps, un felice esempio di collaborazione con le startup che si muovono sui grandi temi della salute e dell’agricoltura. “Il nostro obiettivo è creare un vero e proprio ponte tra innovatori e Bayer, per contaminarci a vicenda, creare valore per azienda e utilizzatori, scoprire talenti in grado di proporre nuove idee per una salute migliore”. Bayer sta investendo molto in questo progetto globale che ha declinazioni in 23 Paesi, tra cui l’Italia, affiancando le startup nel loro sviluppo con percorsi di incubazione, accelerazione, investimenti, workshop ed eventi con esperti del settore.A testimoniare gli sviluppi italiani del programma, Alessandro Rancitelli, Responsabile di G4A Italy con gli esempi concreti di progetti pilota attivati in seguito al lancio dell’incubatore G4A nella sede Bayer a Milano.
L’evento Frontiers Health rientra nelle Conference Frontiers dedicate al settore sanitario, che realizza conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione sin dal 2005.

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