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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘tedeschi’

La pace desiderata dai tedeschi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2019

Una pace che fu desiderata, durante gli anni di guerra, non solo dagli italiani ma da una parte dei tedeschi se pensiamo a tanti tentativi per spezzare il corso degli eventi drammatici con un delitto “eccellente.” Ancora sussulti di battaglie e di congiure quando il 20 luglio del 1944 alle 12,42 un ordigno esplose nel bunker (la lagebaracke della wolfsschanze = tana del lupo) di Hitler mentre era in riunione con alcuni alti ufficiali. Molti morirono ma Hitler rimase solo lievemente ferito. Mussolini arrivato a Rastenburg, verso le quattro del pomeriggio di quel fatidico giorno, si vide venire incontro un Hitler allucinato e seppe direttamente da lui cosa era successo.
Sia Shirer, sia Wheeler-Bennet, i due massimi storiografi della caduta del terzo Reich, descrivono il Duce prima sbigottito, poi convinto di scorgere nello scampato pericolo del Fuhrer, un segno della provvidenza la quale stava dalla loro parte. In privato, ad Anfuso, lasciò capire come in fondo non gli dispiacesse la faccenda: anche i tedeschi, questo popolo senza “traditori”, avevano avuto il loro 25 luglio. Venne così alla luce il terzo attentato al Fuhrer. Tutti e tre gli eventi puntavano alla realizzazione di un solo risultato.
Nei progetti delle alte gerarchie militari tedesche tali tentativi, se fossero andati a buon segno, avrebbero potuto portare l’Europa alla pace. In quest’ultima circostanza la bomba fu piazzata dal colonnello Klaus Philip Schenk, conte di Stauffenberg, trentasettenne e con uno splendido passato militare. Egli non era nuovo a queste iniziative e già altre due volte ci aveva provato, ma in entrambe Hitler si era sottratto, per un puro caso, e all’ultimo momento.
La reazione nazista non si fece attendere. Nel processo “lampo” celebrato il 7 agosto dello stesso anno ci furono otto condanne a morte eseguite con l’impiccagione dei colpevoli ai ganci da macellaio e strozzati con corde di violino. In aula erano stati costretti a presentarsi senza cinture e bretelle in modo da doversi reggere i calzoni con le mani, rendendosi ridicoli. Difficile, in questa circostanza, sapere quanti fossero, nel complesso, le vittime della brutale reazione nazista all’attentato. Si parla, comunque, di 16/20mila uccisioni. Ultimi a morire furono quelli che sembravano ormai salvi, dimenticati nei campi di sterminio come Canaris, assassinato il 9 aprile del 1945, un mese prima della resa tedesca.
Tra il settembre del 1943 e il gennaio del 1944 fallirono almeno una mezza dozzina d’attentati contro Hitler. Ricordiamo, ad esempio, quello del 13 marzo del 1943 a-lorché il generale Schlabrendorff, con uno stratagemma, riuscì a piazzare una bomba ad orologeria sull’aereo in cui viaggiava il Fuhrer. Ma l’ingranaggio non funzionò. Ci riprovò nel novembre del 1943 il capitano Axel Von dem Bossche con un gesto da “kamikaze” portandosi in tasca del pastrano due bombe a mano e deciso di lanciarsi addosso al dittatore. Per sua sfortuna l’incontro fu rinviato sine die. Lo stesso tentativo avvenne nel febbraio successivo per opera del tenente Heinrich von Kleist e nuovamente fallì. Questi episodi non furono casuali. C’era stato a Monaco il movimento studentesco della “rosa bianca” finito il 18 aprile del 1943 con la barbara decapitazione, con la scure, dei fratelli Hans e Sophie Scholl e di altri martiri.
Tra le file della stessa Luftwaffe vi era una centrale di spionaggio denominata “Orchestra rossa” a favore dei sovietici e diretta dall’aristocratico conte Harold Schulze-Boysen. C’erano gli intellettuali del circolo di Kreisau, fautori non di attentati ma di resistenza passiva ai nazisti e capeggiati da un nome illustre della nobiltà tedesca: il conte Helmuth von Moltke. C’erano i politici come l’ex sindaco di Lipsia Carl Goerdeler e altri e c’era persino il capo dello spionaggio ammiraglio Canaris con i suoi agenti e pure due religiosi protestanti. Lo stato maggiore, scrive Silvio Bertoldi, in questo fermentare d’inquietudini, era stato il primo a opporsi ai nazisti in ordine di tempo.
Lo Stato Maggiore doveva vendicare tra l’altro, alcuni dei suoi capi più rappresentativi, caduti sotto i colpi di Hitler: dal generale Kurt von Schleicher, cancelliere del Reich al generale Kurt von Bredow, e più tardi, al capo di stato maggiore Werner von Blomberg, tolto di mezzo per avere sposato una ragazza di piccola virtù, per finire al generale Wilheim Fritsch, capo di stato maggiore dell’esercito, ignobilmente ricattato con la falsa accusa di intrattenere rapporti omosessuali. (Riccardo Alfonso)

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La guerra nata in sordina e nuove strategie militari

Posted by fidest press agency su domenica, 19 agosto 2018

Dal 1° settembre del 1939 al 10 giugno del 1940 trascorsero ben 284 giorni di “non belligeranza”, non solo per l’Italia, se escludiamo l’attacco tedesco alla Norvegia avvenuto solo il 9 aprile del 1940 e la guerra russo-finlandese scoppiata il 30 novembre del 1939.
Fu proprio all’alba del 10 giugno del 1940 che si comprese appieno cosa avrebbe significato scatenare una guerra mondiale con tecniche militari innovative e con l’uso strategico d’armi e di mezzi ancora poco digeriti dagli stati maggiori militari francesi e britannici. Pensiamo alla mobilità delle truppe, all’uso massiccio di carri armati e degli aerei. Fu la data che scatenò un volume di fuoco senza precedenti e con ritmi impressionanti. L’offensiva, a occidente iniziò, infatti, con una guerra lampo che portò le truppe della Wehrmacht, in poco tempo, a sfilare con i suoi carriaggi per le vie di Parigi e a prendersi beffa della linea Maginot aggirandola. Cosa ci insegna tutto questo? Senza dubbio che i nostri padri disponevano di una visione statica della società dove la tradizione impediva la nascita di un pensiero nuovo che non riguardava di certo solo la logica delle strategie militari ma interessava il mondo della cultura e ancora di più la consapevolezza che i tempi stavano mutando. (Riccardo Alfonso)

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Presentazione del volume ‘La difficile giustizia. I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia 1943-2013’

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

Roma Mercoledì 6 Dicembre 2017, ore 15:30 Dipartimento di Scienze della Formazione, Nuova Sala delle Conferenze, secondo piano Via Milazzo, 11/B Presentazione del volume La difficile giustizia. I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia 1943-2013 di Marco De Paolis e Paolo Pezzino, Viella 2016.
Coordina Luca Tedesco, Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre
Saluti istituzionali di Lucia Chiappetta Cajola, Prorettore Vicario Università degli Studi Roma Tre
Intervengono Liliosa Azara, Dipartimento di Scienze della Formazione, Università degli Studi Roma Tre
Giulio Bartolini, Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre
Isabella Insolvibile, Istituto nazionale Ferruccio Parri Saranno presenti gli autori.

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Immobiliare: tedeschi e americani conquistati dall’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

case storiche1Il pensiero di investire nel mattone italiano non è così démodé: l’anno appena trascorso ha dimostrato quanto l’Italia sia appetibile per gli stranieri che vogliono comprare una seconda casa nel nostro paese.
Secondo i dati del report annuale elaborato da Gate-away.com, il portale immobiliare dedicato agli investitori esteri che desiderano comprare immobili italiani, il 2016 si chiude con un bilancio favorevole: l’aumento delle richieste è pari a +53,89%.“Il dato positivo conferma i trend che avevamo rilevato nel corso dei mesi – spiega Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – e il picco delle ricerche si è verificato principalmente nei mesi di aprile e agosto, anche se il periodo tra febbraio e marzo ha comunque visto un’attività intensa di ricerca. Considerevole il prezzo medio degli immobili valutati, che si attesta sui 428mila euro, mentre notiamo un aumento delle ricerche per case di lusso, oltre i 500mila euro, pari al 14,50% delle richieste totali. Questo può confermare la nostra idea che l’investimento estero nell’immobiliare italiano sia ancora appetibile. Oltre il 45% delle richieste arrivano soprattutto da persone che hanno più di 55 anni, coloro che probabilmente acquistano una casa in Italia per vacanze o in vista della pensione, e che comunque hanno presumibilmente maggiori possibilità economiche. Il dato interessante – conclude Simone Rossi – è quello relativo ai potenziali acquirenti fra i 25 e i 44 anni, che sono oltre il 23%. Una fetta di mercato su cui puntare”.Chi sono i potenziali acquirenti esteri? I tedeschi si piazzano in cima alla classifica delle nazionalità (14,34%), seguiti dagli americani (14,25%) e dai britannici (12,83%). Mentre le richieste in arrivo dagli Stati Uniti restano pressoché costanti rispetto all’anno precedente, nel 2016 la Germania ha spiccato il volo rispetto alle richieste dall’Inghilterra, sempre in crescita seppur con un rallentamento, probabilmente dovuto all’incertezza della Brexit. Il referendum non ha comunque compromesso l’interesse inglese per il nostro paese, considerando il terzo posto raggiunto dal Regno Unito.
La classifica dei primi dieci paesi più attivi include Francia (7,54%), Belgio (6,42%), Olanda (5,17%), Svizzera (4,75%), insieme con Svezia (4,01%), Canada (2,33%), Brasile (1,65%).
Da segnalare la crescita di Argentina e Spagna, probabilmente dovuta alla presenza carismatica di Papa Francesco, e le cinque città da dove arrivano più richieste: Londra, Stoccolma, Parigi, Amburgo e Monaco.
E i luoghi più richiesti dagli stranieri? Ostuni, Carovigno e Sanremo sono le città più richieste della classifica elaborata da Gate-away.com, seguite da Siracusa, Fivizzano, Scalea, Imperia Menaggio e Noto.Diversa la lista di preferenza se viene considerata la provincia: Imperia (9,15%), Brindisi (7,06%), Como (6,38%), Perugia (4,85%), Massa Carrara (3,86%), Chieti (3,67%), Siena (2,68%), Olbia Tempio (2,63%), Cosenza (2,57%), Siracusa (2,52%). La direttrice è segnata dalla classifica delle regioni preferite. Rispetto al 2015, la classifica delle top ten del 2016 stilata da Gate-away.com vede invariate le prime sei posizioni occupate da Toscana (15%), Liguria (12,7%), Puglia (11,48%), Lombardia (9,86%), Sardegna (6,98%) e Abruzzo (6,7%). Seguono Umbria (6,04%), Sicilia (5,76%), Piemonte (5,19%) e Marche (5,06%), queste ultime nel 2016 hanno confermato la decima posizione già conquistata l’anno precedente. (foto: Simone-Rossi-Gate-away)

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Gli elettori tedeschi hanno dato un segnale chiaro alla Merkel

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2012

Merkels Zukunft gesichert

Merkels Zukunft gesichert (Photo credit: dwarslöper)

“viene punita la politica di autosufficienza e cieco rigore che sta strangolando l’Europa. Chi con arroganza, insieme a Sarkozy, aveva irriso l’Italia, che chiedeva di unire l’attenzione sui conti pubblici a quella sulla crescita economica, ora piange lacrime amare. Avevano ragione i giovani del PdL a manifestare contro le scelte sbagliate imposte dalla Merkel in occasione della sua ultima visita in Italia. Ora tutto il PdL prenda atto che è necessario riprendere l’iniziativa politica, per proporre soluzioni efficaci per uscire dalla crisi. E Monti non nutra timori reverenziali in Europa nei confronti di nessuno”. È quanto dichiara, in una nota, il deputato del PdL, Marco Marsilio.

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