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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘telecamere’

Sblocca Cantieri: Fp Cgil, telecamere non risolvono, colpiti lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

“Le telecamere non sono la soluzione ai problemi che quotidianamente vivono le lavoratrici e i lavoratori impegnati nei servizi educativi, così come nelle strutture socio sanitarie e assistenziali. Si sta svilendo così la professionalità, si criminalizza il lavoro e ci si dimentica dei problemi che i lavoratori vivono tutti i giorni, dalle condizioni in cui operano alla carenza drammatica di risorse”. Così la Fp Cgil commenta il via libera dalle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato all’emendamento al decreto Sblocca Cantieri che introduce l’obbligo di installare telecamere in tutte le aule delle scuole dell’infanzia e in tutte le strutture di assistenza e cura di anziani e disabili.Per la Funzione Pubblica Cgil, “si continua sulla strada della pura demagogia e si declinano i servizi pubblici in una chiave totalmente securitaria. L’ennesima misura di becera propaganda, che svilisce anche il ruolo e la natura delle istituzioni. Continua il processo di smantellamento dei servizi pubblici, calpestando le lavoratrici e i lavoratori che li erogano, in questa continua campagna elettorale, fatta di misure spot da dare in pasto agli elettori”, conclude.

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Mammì M5S: “Ai docenti serve riconoscimento sociale, non telecamere”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

“Il principio secondo cui basta una telecamera per tutelare bambini o Professori dalle violenze che, purtroppo, si verificano nel mondo scolastico è semplicistico e non fa i conti con la realtà.
La scuola Italiana non può essere trattata come un ‘reality show’. Se Salvini ha bisogno di immagini da mettere sui social, può benissimo utilizzare quelle riprese durante le recenti manifestazioni fasciste, o quelle del Processo di Cantù, durante il quale sono stati sentenziati più di cento anni di condanne, nell’assordante silenzio del Ministro dell’Interno, che ha pensato bene di recarsi a Cantù solo per fare campagna elettorale senza mai esprimersi sulle recenti pronunce giudiziali.
Probabilmente nelle scuole superiori servono proiettori, progetti e attività formative mirate per illustrare ai ragazzi le conseguenze delle loro azioni e istruirli a diventare buoni cittadini, distanziandosi dall’”esempio” offerto da Ministri troppo impegnati a parlare di immigrati per concentrarsi sul contrasto alla mafia o sulla condanna delle manifestazioni fasciste.
Le telecamere, forse, servirebbero nei Ministeri, affinché tutti i cittadini potessero vedere coi loro occhi quanto lavora il loro Ministro dell’Interno e quanto tempo, invece, si protrae la sua permanenza sui social network.
Noi non siamo contrari alle telecamere a patto che siano utilizzate come strumento integrativo per la tutela di bambini, studenti e professori, non già come espediente per giustificare l’omessa erogazione di idonei percorsi formativi ed educativi.
Anche in Commissione Sanità ho fatto presente la necessità di vincolare i contributi per l’istallazione delle telecamere negli asili nido alle attività formative degli educatori, nonché di rendere attrattiva la possibilità di installare un sistema di videsorveglianza non come strumento di controllo dei lavoratori, ma di tutela dei bambini.
Voglio ricordare a Salvini che esiste il Ministero dell’Istruzione, governato dalla Lega, nell’ambito del quale si sta facendo veramente poco – e male, aggiungerei – sotto questo profilo. La formazione è un nodo cruciale per il progresso non solo economico, ma anche sociale e morale del Paese; senza un’adeguata formazione le telecamere si riveleranno inutili o, comunque, non sufficienti, perché continuerà a mancare, alla base, una necessaria cultura del rispetto e dell’educazione. Bisogna sviluppare nei ragazzi un adeguato senso civico, sollecitando tutti gli enti e le formazioni sociali incaricati della loro istruzione di fare la loro parte. Si cominci da qui, dal rafforzare gli strumenti a disposizione degli enti scolastici.” (Gregorio Mammì, M5S Lombardia)

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Il vice-premier Matteo Salvini vuole le telecamere negli asili nidi entro maggio: Anief si oppone

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 aprile 2019

Il vice-premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha detto di volere attuare, con procedura d’urgenza, entro la fine del prossimo mese: “La scuola sarà riformata”, ha detto lo stesso vice presidente del Consiglio in attesa di definire in Consiglio dei ministri i dettagli sul decreto Crescita, per poi anche ricordare che c’è un “contratto di governo che ci impegna ancora per quattro anni”.
Anief si oppone a questo modo di procedere del leader del Carroccio e di altri ministri della Lega: è un atteggiamento, che si traduce in pericolose e osteggiate attività legislative, già palesato con l’articolo 2 del cosiddetto disegno di legge ‘Concretezza’, voluto dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, al fine di introdurre un serio contrasto al fenomeno dell’assenteismo nelle amministrazioni pubbliche, attraverso l’adozione obbligatoria delle impronte digitali e dei dati biometrici dei dirigenti scolastici e di tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
“Come abbiamo già avuto modo di dire – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si parte da un concetto palesemente errato: quello che nella scuola operino persone furbe, scaltre, quasi fossero dei delinquenti. Siccome le cose non stanno così, considerando che ogni anno vengono licenziati una manciata di dipendenti, a fronte di un milione di lavoratori, e ancora meno per motivi di mancata presenza sul posto di lavoro, è più che plausibile asserire che il Governo stia impegnando tempo e soldi, ben 35 milioni di euro, sull’approvazione di una norma praticamente inutile. E anche offensiva, perché nell’introdurre sistemi biometrici e telecamere si presuppone – conclude Pacifico – che la categoria necessiti di controlli per espletare il proprio dovere”. Anche i numeri diramati di recente dalla Funzione Pubblica parlano di assenteismo o di falsa attestazione della presenza in servizio nella PA come fenomeno a dir poco residuale. Vale infine la pena infine ricordare che il Garante della Privacy ha ritenuto “fondato” l’utilizzo della videosorveglianza solo per l’esigenza di tutela dei bambini (in particolare in età di nido) e per agevolare la ricostruzione probatoria rispetto a reati commessi nei confronti dei minori: mentre ha posto seri dubbi sull’eventuale impiego delle telecamere in modo sistematico e generalizzato, perché “la tutela dei soggetti fragili può avvenire efficacemente anche con mezzi meno invasivi”.Anief si è opposta in tempi non sospetti contro tali imposizioni nelle scuole: prima al Senato, chiedendo un apposito emendamento al disegno di legge S. 920; poi alla Camera chiedendo modifiche al testo del ddl, l’Atto 1433.

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Telecamere a scuola: per i presidi le aule scolastiche non possono trasformarsi in aule penitenziarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 gennaio 2019

Il controllo sterile non porta a nulla. Sarebbe meglio concentrarsi sulla prevenzione e sull’eventuale riconoscimento del burnout dei docenti. Mentre per il dottor Lodolo D’Oria, maggior medico esperto sul campo, la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto con milioni di registrazioni dalle spese senza copertura finanziaria e dalla facile distorsioni di contenuti. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato dei dirigenti scolastici: Non crediamo che la risoluzione ai problemi della scuola possa essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Udir invita i DS a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali a Torino; basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo segreteria@udir.it.Il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, esperto in burnout degli insegnanti e formatore impegnato nelle giornate di Studio di Udir, dal suo profilo Facebook è tornato a parlare del disturbo di cui è il massimo esponente: attraverso un video di 9 minuti “spiega che la telecamera di per sé non serve, perché è un oggetto ‘sterile’”. In una sorta di excursus, ha raccontato come si sia giunti a questa decisione. Infatti “parte dall’età in cui spesso le maestre si ritrovano a compiere maltrattamenti sui bambini e nota che spesso questi gesti vengono compiuti non all’inizio del loro percorso professionale: tali episodi infatti accadono sempre ben oltre i 50 anni”; infatti, “nel 90% dei casi le maestre inquisite hanno oltre 55 anni di età o comunque più di 30 anni di servizio”. Questo scongiurerebbe, nella versione di Lodolo D’Oria, che non si tratti di indole malvagia che altrimenti sarebbe emersa sin da subito. Il medico, inoltre, insiste sul problema dello stress vissuto dai docenti e quindi sulla sindrome del burnout che spesso si manifesta fra il corpo insegnante e “menziona anche la mancata diffusione dei dati da parte del Miur per poter avere la risposta su quali siano le malattie professionali degli insegnanti. Quindi, la natura vera dei gesti di maltrattamento è di natura psicofisica”.Dunque, la videosorveglianza delle classi non risolverebbe il problema delle violenze, anche perché lo strumento deve essere utilizzato da personale competente. Secondo il medico esperto di burnout infatti, “l’usura deve essere prevenuta. Non è stato stanziato un solo euro per la prevenzione del fenomeno. Per questo è corretto parlare di corresponsabilità delle istituzioni”. Quindi, di base, “la maestra non è un orco: è solamente stressata”. A volte, ricorda Lodolo d’Oria, “sono stati scambiati per maltrattamenti atti di contenimento di maestre verso alunni autistici”. Pertanto, “l’incolumità dei bambini passa attraverso la salute degli insegnanti”.Non è d’accordo con questa linea il vicepremier Matteo Salvini che, invece, crede serva “rispetto per gli insegnanti, le forze dell’ordine, per i medici e gli infermieri”. Contro le aggressioni “aumenteremo la vigilanza anche negli ospedali e nei pronto soccorso. Serve rispetto per i bimbi, anziani e disabili. Metteremo le telecamere negli asili, nei nidi, nelle case di riposo, negli istituti per disabili” per “beccare quei pochi delinquenti che sfogano la propria frustrazione su anziani bambini e disabili”.Mentre dunque per il dottor Lodolo D’Oria la soluzione passa per una maggiore tutela della salute di docenti e bambini, per il Governo il problema andrebbe risolto con il controllo coatto. Secondo i medici ed esperti del settore occorre puntare sulla prevenzione. Udir propende per questa ultima posizione. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, “la risoluzione ai problemi della scuola non può essere affidata a personale esterno al sistema scolastico o che comunque non comprenda le sue ragioni e pecche. Non è davvero necessario scomodare Il Grande Fratello di George Orwell. Abbiamo invece bisogno di prevenzione, di azioni mirate. Se un insegnante è un cattivo insegnate lo si comprende facilmente e da subito: chi non è portato, è incompatibile con la professione a 30, 40 anni, certo non attende di compiere 55 anni circa per buttare giù la maschera. Il docente non adatto manifesta presto le sue scarse attitudini, non aspetta decenni prima di svelare la sua natura inadatta a stare tra i banchi. Perché mai un maestro dovrebbe essere un buon insegnate per un periodo della sua carriera e poi diventare violento? Non è certo colpa del singolo, ma dello stress da lavoro correlato a cui è sottoposto”, conclude il presidente Pacifico.Il sindacato invita i dirigenti scolastici a partecipare alla Giornata di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali che si terrà a Torino. Per partecipare, basta inviare la scheda di adesione all’indirizzo segreteria@udir.it.

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Scuola: Installazione di telecamere di sorveglianza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

A quanto pare, a breve vi sarà il via libera della Camera alla proposta di legge che consente l’installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio assistenziali per anziani pubblici e privati, al fine di contrastare gli abusi sulle persone più indifese della società. Come riporta Il Messaggero, il Garante della Privacy ha dato il suo ok, ma va migliorata: infatti Antonello Soro afferma che “il testo proposto presenta indubbi miglioramenti rispetto a quelli originariamente presentati nella scorsa legislatura”. Il Garante è stato dunque ascoltato nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavoro pubblico e privato della Camera sulla proposta di legge sulle misure per prevenire e contrastare maltrattamenti o abusi in asili, scuole e strutture per anziani e disabili. Nel particolare, “l’installazione delle telecamere da obbligatoria è stata resa facoltativa, subordinata al consenso degli ospiti nel caso delle strutture socio-sanitarie o socio-assistenziali; sono stati previsti la cifratura dei dati raccolti e il divieto di accesso agli stessi, superabile solo dagli organi inquirenti in sede di indagine; è stato aggiunto un riferimento alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle prescrizioni a tutela della sicurezza dei dati”.

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Il Ministro dell’Interno vuole le telecamere sulle divise dei poliziotti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato il suo parere contrario al numero identificativo sul casco dei poliziotti, poiché “già bersaglio dei delinquenti anche senza numero in testa”. Ha invece, espresso parere favorevole per la dotazione di bodycam, ovvero telecamere sulle divise, quali strumento di trasparenza per documentare le attività di Polizia, così come previsto al punto 23 del contratto di governo.
«Da un contratto di governo che nella parte dedicata alla sicurezza, riprende esattamente quelle che da anni sono le battaglie del Sap, non potevamo aspettarci di meglio – commenta subito Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) – E’ da circa tre anni che si stanno sperimentando in quattro città. Ci auguriamo che con l’impulso del Ministro si passi immediatamente alla fase esecutiva. Le telecamere sono uno strumento di garanzia per tutti, sono un vero e proprio mezzo di verità, mentre il codice identificativo ormai superato e inefficace – spiega Paoloni – porta al mattatoio le forze dell’ordine esponendole a facili strumentalizzazioni e anche a situazioni di pericolo, laddove dovesse finire nelle mani di chi, come è capitato con il sito ‘caccia allo sbirro’ nel deep web, colleziona informazioni sui poliziotti per mettere in atto rappresaglie. Non possiamo che esprimere soddisfazione. Non abbiamo nulla da temere e queste telecamere le abbiamo fortemente volute – e conclude – chi non le vuole e insiste sugli identificativi, è perché ha altri interessi. Non bisogna schedare i poliziotti. Qui, va schedato chi delinque e che la maggior parte delle volte trova escamotage per restare impunito».

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Telecamere su divise forze dell’ordine

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

telecamera“L’identificativo sulle divise dei poliziotti fa individuare solo una parte delle persone in campo e non l’altra, quindi è a danno delle Forze dell’Ordine, a danno dell’istituzione dell’ordine pubblico. Noi abbiamo appoggiato in Aula, presentando emendamenti che sono stati respinti dal governo, l’uso delle telecamere nelle divise delle Forza dell’ordine, in maniera tale che la telecamera inquadri tutto: sia l’azione del poliziotto, sia quella di chi è di fronte a lui. In maniera tale che ci sia totale trasparenza”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa del sindacato di polizia Sap, con Gianni Tonelli e numerosi esponenti del centrodestra.“Ma telecamere non solo sulle divise, sulle automobili, sulle volanti, sulle camere di sicurezza. Con favore appoggiamo questa proposta che viene dal Sap, che segna la maturità delle Forze dell’ordine da questo punto di vista, perché per loro la trasparenza è un valore, per far meglio il loro mestiere, per farlo alla luce del sole e con tutto il senso di responsabilità che le Forze dell’ordine devono avere.Per questo rifaremo la battaglia al Senato, nelle Aule parlamentari. Così come faremo quella per più risorse per le forze dell’ordine, per il poliziotto di quartiere, quella per la sinergia tra polizia ed esercito per pattugliare le città, quella per rifare il contratto. Tutte quelle battaglie che noi quando eravamo al governo avevamo avviato e che i governi prima di Renzi e ora di Gentiloni hanno disatteso, e continueremo la nostra battaglia fino alle prossime elezioni”.

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Videosorveglianza, in crescita in estate le vendite di telecamere per le abitazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

Un termometro del senso di sicurezza dei cittadini di fronte alla criminalità è l’aumento delle vendite di telecamere di sorveglianza. Molte persone, hanno deciso, soprattutto in estate, di dotarsi di questi apparecchi nelle proprie abitazioni, ma anche nei propri piccoli e grandi negozi commerciali. Colpa della crisi, una piaga sociale che sta affliggendo sempre più famiglie italiane, che si trovano costrette a dover affrontare anche le ulteriori spiacevoli conseguenze che questa situazione di disagio sta creando. Una di queste conseguenze è l’aumento dei furti nelle abitazioni. Infatti negli ultimi tempi c’è stato un vertiginoso aumento di episodi che riguardano le intrusioni negli appartamenti, un fenomeno negativo che riguarda tutte le città italiane. L’aumento di intrusioni negli appartamenti comporta un aumento della paura delle famiglie italiane che vedono minata la sicurezza delle proprie mura domestiche. La soluzione più pratica che si possa adottare è l’installazione di un sistema di videosorveglianza nella propria abitazione, per poter stare tranquilli e riparati, considerando anche che la presenza di un sistema antifurto di questo genere in un’abitazione la rende meno appetibile ad un malintenzionato, che tende a desistere dall’intenzione di introdursi nella casa. Ora, infatti, è possibile tenere d’occhio la propria casa anche tramite il proprio smartphone o tablet per poter essere tranquilli anche quando si è fuori e in casa non si trova nessuno. Però si sono riscontrati problemi nella loro installazione osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Spesso non vengono configurati in maniera corretta e la conseguenza più rischiosa è che le immagini riprese possano essere facilmente visibili anche via Internet. Non è così impossibile spiare quanto avviene in una casa o vedere quali siano gli avventori di un negozietto di paese. Un segmento di mercato particolarmente dinamico poichè caratterizzato dal passaggio dagli impianti analogici a quelli digitali, spesso importati da altri Paesi che suggerisce di proteggere sempre questi dispositivi con l’uso di password.

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Autovie venete: Infotraffico in tempo reale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Anche per la Strada Regionale 354, nel tratto Latisana – Lignano.   Grazie a una convenzione  fra Autovie Venete e Friuli Venezia Giulia Strade, approvata oggi in mattinata dal Consiglio di Amministrazione della società regionale e nel pomeriggio dal Cd della Concessionaria riunito a Trieste, il collegamento stradale fra il casello di Ronchis (Latisana) e la località balneare, sarà monitorato utilizzando una rete di telecamere e sensori, esattamente come avviene per l’autostrada. Questo permetterà di raccogliere e trasmettere i dati usando il data center di Autovie Venete che li indirizzerà al Centro Radio Informativo di Palmanova da dove, “tradotti” in informazioni, verranno pubblicati sui pannelli a messaggio variabile,  sul sito di Friuli Venezia Giulia Strade, su quello di Autovie Venete, diffusi dal Centro informativo Viaggiando e inseriti nel risponditore vocale (0432-92.51.11 oppure 040-31.89.111) attivo ventiquattro ore su ventiquattro. “Obiettivo della collaborazione – commenta il presidente di Autovie Venete Emilio Terpin – è quello di aumentare la sicurezza dei viaggiatori, fornendo loro informazioni sempre più aggiornate a capillari sulle condizioni di viabilità”.  “La strada regionale 354, essendo un’arteria strategica dal punto di vista turistico – sottolinea il presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz – durante l’estate sopporta un carico di traffico molto elevato soprattutto durante i fine settimana. Poter diffondere le informazioni agli utenti sulla sua percorribilità, in tempo reale, significa consentire a chi viaggia di modificare il tragitto o di effettuare una sosta in attesa che il traffico cali, piuttosto che affrontare la coda”.  Santuz considera il progetto una sorta di “primo tassello di una collaborazione che potrà estendersi, in futuro, anche ad altre importanti strade, perché quando parliamo di viabilità e sicurezza, non possiamo ragionare per compartimenti stagni, ma dobbiamo prendere in considerazione tutto il territorio attraversato”.  All’ordine del giorno del Consiglio anche il controllo sullo stato di avanzamento del budget. L’amministratore delegato, Dario Melò, ha delineato la situazione al 31 dicembre 2010 che presenta ricavi gestionali pari a 72 milioni e 500 mila euro (con un incremento dell’1,4%) e un Margine Operativo Lordo (Mol) di 48 milioni e 200 mila euro, superiore del 3% rispetto a quello messo in preventivo. Passando a  illustrare i nuovi obiettivi individuati per l’esercizio 2010-2011,  rivisti dopo l’approvazione del piano finanziario contenuto nell’atto aggiuntivo alla Convenzione Autovie-Anas, l’amministratore delegato ha messo in luce una serie di condizioni migliorative, fra cui la leva delle tariffe che, dopo un lungo periodo di “stop” nel gennaio 2011 sono state sbloccate, a cui si affianca una diversa distribuzione degli ammortamenti.  A fronte di un valore della produzione stimato in 136 milioni, infatti, alla luce della nuova situazione, l’obiettivo è stato fissato a 150 milioni di euro. Ugualmente, il margine operativo lordo, è passato, in proiezione, da 44 a 51 milioni di euro e, di conseguenza, il risultato ante imposte previsto da 15 milioni di euro è salito a oltre 32 milioni. Una situazione, quella delineata dall’amministratore delegato, che va a rafforzare e consolidare la credibilità di Autovie Venete nei confronti del mondo finanziario. La Concessionaria, infatti,  anche grazie a queste ulteriori risorse,  si conferma una realtà in grado di affrontare gli impegni contenuti nel Piano Finanziario appena approvato.

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Autovie venete: installazione telecamere

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

Integrazione del sistema di controllo del traffico sull’autostrada A4 eA23. Sabato 5 marzo, saranno installate nuove telecamere sui pannelli a messaggio variabile già presenti, un’operazione che richiederà brevi chiusure alternate delle corsie di marcia e di sorpasso nel tratto compreso fra Portogruaro e San Stino di Livenza per quanto riguarda la A4 e il tratto compreso fra il nodo di Palmanova e il casello di Udine sud per quanto riguarda la A23. Le chiusure sono indispensabili per mettere in sicurezza il tratto interessato dai lavori, all’interno del quale opereranno i tecnici di Autovie. Si invitano gli utenti a ridurre la velocità in prossimità dei cantieri.

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Roma: telecamere integrate per una città più sicura

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2010

“L’accensione dei monitor della Sala Sistema consentirà alla città di Roma di compiere un passo notevole per colmare quel  gap tecnologico che la metteva in coda alle principali Capitali europee sul piano della sorveglianza integrata. A Londra, infatti, si contano circa 100 mila telecamere in rete e a Parigi 64 mila”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, che ha partecipato all’inaugurazione del Centro Monitoraggio Video Sala Sistema Roma esprimendo soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto nell’ambito del Patto per Roma sicura del 2008. “Una svolta voluta dal sindaco Alemanno verso il progresso e la tutela dei cittadini, frutto di uno sforzo tecnologico e finanziario rilevante. Questo è solo il primo passo di un grande progetto che permetterà di realizzare una rete di collegamento tra le forze dell’Ordine, la Polizia Municipale, le aziende partecipate, gli enti e i dipartimenti del Comune di Roma non solo per condividere il patrimonio informativo, ma per favorire il coordinamento degli interventi e delle risorse prevenendo degrado e insicurezza, ottimizzando le risorse ed effettuando interventi mirati nei singoli quartieri.    Sono 5400 le telecamere attualmente censite e funzionanti, che, posizionate in rete, permetteranno di avere un controllo istantaneo e permanente di 300 diversi siti. La Sala Sistema centralizzerà altri molteplici sistemi di sicurezza, tra cui  le segnalazioni dei cittadini provenienti dall’istituendo numero verde “Sos Degrado e Sicurezza”, creando dettagliate mappature del rischio, individuando e analizzando i fenomeni connessi alle diverse forme di degrado, abusivismo e disordine urbano”.

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