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28 giorni: la ulteriore sanzione AGCom conferma l’automatismo dei rimborsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Ancora una volta un’Authority interviene nei confronti delle compagnie telefoniche per la fatturazione a 28 giorni. Il criterio automatico nell’erogazione dei rimborsi dei giorni illegittimamente erosi è stato sancito, confermato e più volte riconosciuto da delibere, disposizioni ad hoc, pronunciamenti e sentenze ma resta ancora disatteso da parte delle compagnie telefoniche. La sanzione emessa nei giorni scorsi da AGCom per complessivi 9 milioni di euro nei confronti di Fastweb, Tim, Vodafone e Wind 3 per non aver erogato in automatico tali rimborsi, subordinandoli all’invio di una specifica richiesta da parte dell’utente, quindi, non è che l’ennesima conferma della condotta scorretta messa in atto dai gestori.Lo abbiamo evidenziato più volte e non ci stanchiamo di ribadirlo: la questione si sta protraendo oltre ogni ragionevole limite e i tempi si stanno dilatando a dismisura, a tutto vantaggio dei gestori e a spese di chi invece ha pieno diritto ad essere risarcito. Come Federconsumatori ci siamo opposti fermamente, e continuiamo a farlo, alle procedure di richiesta dei rimborsi, tanto che non solo abbiamo inviato formale diffida a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre ma abbiamo anche avviato l’iter per azioni legali collettive per il definitivo riconoscimento degli indennizzi automatici.Cogliamo anche l’occasione per rinnovare l’invito a coloro i quali abbiano necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

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La compagnia telefonica deve risarcire i disservizi sull’utenza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

Se la linea telefonica è malfunzionante non sempre la vincono le compagnie telefoniche, spesso restie a risarcire i danni subiti agli utenti conseguenti a causa delle loro condotte. Per la Cassazione con l’ordinanza 3996/20 depositata dalla terza sezione civile in data odierna, infatti, è possibile ottenere il ristoro dei pregiudizi subiti se ricorrono determinate condizioni in ossequio ad alcuni basilari principi di diritto civile. Nella fattispecie, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso presentato da un colosso delle telecomunicazioni contro un’azienda che l’aveva citata per i danni patiti a causa dell’inadempimento del contratto di utenza stipulato, in quanto le linee telefoniche non funzionanti avevano creato non pochi disservizi e compromesso l’esercizio dell’attività aziendale. La compagnia telefonica era stata condannata dalla Corte d’Appello di Roma in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Velletri, a risarcire l’azienda. I giudici di legittimità nel rigettare le doglianze del ricorso in questione hanno ricordato che «in tema di prova dell’inadempimento di una obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno o per l’adempimento deve provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi poi ad allegare la circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, ed eguale criterio di riparto dell’onere della prova è applicabile quando è sollevata eccezione di inadempimento ai sensi dell’articolo 1460 Cc». Peraltro, rilevano gli ermellini che quando viene dedotto «l’inesatto adempimento dell’obbligazione, al creditore spetta la mera allegazione dell’inesattezza dell’adempimento, gravando ancora una volta sul debitore la prova dell’esatto adempimento, quale fatto estintivo della propria obbligazione». All’azienda telefonica non resta che risarcire il danno e pagare anche le spese legali. Un’ordinanza che in ossequio ai richiamati fondamentali principi civilistici, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un altro importante precedente che riequilibra il rapporto tra utenti e società di telefonia, troppo spesso sbilanciato a favore di quest’ultime. Quindi, non bisogna temere di agire contro questi colossi quando sono inadempienti e causano danni risarcibili perché è possibile dimostrare in giudizio i loro comportamenti e quantificare i pregiudizi subiti in conseguenza di tali condotte. (Giovanni D’AGATA)

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I deputati europei limitano i prezzi delle chiamate intra-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Il PE ha approvato in via definitiva il pacchetto telecomunicazioni che fissa un tetto per le chiamate intra-UE, rende possibili le reti 5G per 2020 e crea un sistema per le emergenze.
Mercoledì, il Parlamento europeo ha confermato l’accordo provvisorio raggiunto in giugno con i Ministri UE (Consiglio) sul Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (EECC) con 584 voti in favore, 42 voti contrari e 50 astensioni e sull’Organismo dei Regolatori europei delle Comunicazioni Elettroniche (BEREC) con 590 voti in favore, 63 voti contrari e 23 astensioni.Le nuove norme offriranno ai cittadini la connettività ad alta velocità e renderanno le chiamate sicure e accessibili all’interno dell’UE, garantendo al contempo la necessaria prevedibilità per gli operatori di telecomunicazioni per stimolare gli investimenti nella rete internet ad alta velocità.
La politica del “Roam Like at Home” ha posto fine alle tariffe di roaming nel 2017. La nuova legislazione limiterà il costo delle chiamate intra-UE a 19 centesimi al minuto e a 6 centesimi per gli SMS a partire dal 15 maggio 2019.La normativa, inoltre, protegge meglio gli utenti di smartphone, compresi gli utenti di servizi basati sul web (Skype, WhatsApp, ecc.) e rafforza i requisiti di sicurezza, inclusa la crittografia. Introduce il diritto di conservare il proprio numero di telefono fino a un mese dalla rescissione del contratto e il diritto al rimborso del credito prepagato non utilizzato al momento della risoluzione del contratto, nonché un indennizzo in caso di ritardo o abuso nel passaggio a un altro operatore.Infine, gli Stati membri dovranno facilitare l’introduzione del 5G, mettendo a disposizione uno spettro adeguato entro il 2020, al fine di raggiungere l’obiettivo della “Roadmap UE 5G” di avere una rete 5G in almeno una delle principali città di ogni Paese dell’UE entro il 2020. Un sistema di “112 al contrario”
In caso di grave emergenza o catastrofe, i cittadini colpiti potranno essere avvisati tramite SMS o applicazioni mobili. Gli Stati membri avranno 3 anni e mezzo di tempo per mettere in funzione il sistema dopo l’entrata in vigore della direttiva.Per raggiungere il livello di investimenti nelle infrastrutture e nelle reti 5G necessario a soddisfare le esigenze di connettività, la nuova legislazione offre una maggiore prevedibilità degli investimenti e promuove la condivisione dei rischi e dei costi tra gli operatori di telecomunicazioni.

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