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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘telefonia’

Telefonia: debutta in Italia la nuova rete Mobile M2M targata TelcaVoIP International

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

Roma. Grande novità in arrivo anche in Italia nel mondo delle telecomunicazioni Voip. Sta per debuttare infatti un nuovo ed innovativo servizio implementato dalla britannica TelcaVoIP International, che lancia la nuova rete mobile M2M (Machine to Machine) pensata per dare un servizio di connettività e gestione di device in mobilità.Il servizio che entrerà a pieno regime dall’1 gennaio 2019, sancisce ancora una volta la leadership dell’azienda inglese operante nel mondo delle telecomunicazioni full ip.Come dichiarato ed illustrato in conferenza stampa da Fabrizio Guerra, CEO di TelcaVoIP International, a differenza dei “normali operatori” TelcaVoIP International garantisce una serie di servizi assolutamente efficaci, innovativi e certificati, come l’accesso VPN e localizzazione Sim sul territorio Internazionale con una precisione assoluta.Gli utenti che utilizzeranno la rete M2M TelcaVoIP International avranno a propria disposizione un portale web dal quale è possibile monitorare ed interagire con le proprie SIM o Chip. L’azienda ha infatti previsto la fornitura, su richiesta del cliente, di MICROCHIP in sostituzione delle classiche SIM.
Questo è stato pensato IN PRIMIS perchè nessun operatore Italiano fornisce soluzioni simili, e non da ultimo per garantire il funzionamento di applicazioni ed installazioni su device particolari come ad esempio l’utilizzo su device a contatto con acqua o elevata umidità. Segnale questo della particolare attenzione e conoscenza da parte di TelcaVoIP International di tutti i campi applicativi per la tecnologia MOBILE M2M. Tra le tante operazioni che un utente può effettuare vi sono il blocco/sblocco della Sim, il cambio registrazione Sim su una rete diversa, il monitoraggio su mappa della posizione precisa della Sim, il blocco/sblocco delle chiamate audio e molto altro.La copertura è garantita a livello mondiale ed il costo del traffico dati protetto è assolutamente tra i più bassi sul mercato. Il costo delle Sim o dei Micro Chip dovrebbe aggirarsi attorno ai 5 euro cadauno, mentre il traffico dati potrà essere acquistato a pacchetti direttamente all’interno del proprio portale.In concomitanza con il lancio della rete M2M, TelcaVoIP International ha completato anche l’infrastruttura di telecomunicazione VoIP per la nuova App Sostravel.com che si prefigge di dare servizi innovativi a tutti i passeggeri aeroportuali.Grazie infatti alle comunicazioni IP che TelcaVoIP ha integrato all’App, un utente è in grado di avere ad esempio la tracciatura in tempo reale del proprio bagaglio smarrito ed essere in contatto diretto con gli uffici lost and found di oltre 2000 aeroporti nel mondo.

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Operatori telefonia: Rimborsate il maltolto

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Il Tar del Lazio ha confermato la decisione dell’Agcom di imporre agli operatori di telefonia di rimborsare ai clienti quanto illegittimamente addebitato con la fatturazione a 28 giorni, respingendo un ricorso di Vodafone che chiedeva la sospensiva della delibera dell’Authority.
La scorsa estate l’Agcom aveva intimato agli operatori di telefonia Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire, entro il 31 dicembre 2018, i giorni illegittimamente sottratti agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa. Il tribunale amministrativo ha ora ribadito che «non risultano ragioni di oggettiva e insormontabile difficoltà nel provvedere agli adeguamenti imposti dall’Autorità», per cui entro la fine dell’anno i clienti dovranno essere automaticamente rimborsati attraverso la restituzione, per ogni fattura emessa a partire dal 23 giugno 2017, di tutti i giorni erosi dopo l’introduzione della fatturazione a 28 giorni. “La conferma del Tar sottolinea la bontà della decisione dell’Authority di tutelare i consumatori che ancora subiscono i nefasti effetti di questa iniqua e dannosa manovra – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – è una decisione fondamentale che garantisce agli utenti la restituzione del maltolto entro la fine dell’anno, sebbene in modo parziale e tardivo. Difatti permangono, a nostro avviso, due criticità: la prima è che ad oggi rimane privo di tutela chi ha cambiato gestore nel periodo che va dal 23 giugno 2017 al momento in cui l’operatore è tornato alla fatturazione mensile, quando invece anche questa tipologia di consumatore dovrebbe venire giustamente tutelata. La seconda è che gli aumenti imposti ai clienti successivamente al ritorno alla fatturazione su base mensile sono stati spesso anche superiori al famoso rincaro dell’8,6% realizzatosi in occasione della fatturazione a 28 giorni. Invitiamo comunque l’Autorità a vigilare sulla correttezza dei rimborsi che verranno erogati, con particolare riguardo alle eventuali soluzioni “alternative” alla restituzione in fattura e i consumatori a segnalarci ogni eventuale anomalia riscontrata.Alla luce di quanto accaduto riteniamo infine che sia necessario introdurre il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione nonché la possibilità, per l’Agcom, di poter esprimere un parere vincolante prima dell’applicazione delle modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori. Altrimenti ci potremmo ritrovare a breve in situazione simili, con i consumatori che continueranno ad essere vessati.”

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Tariffe a 28 giorni, entro il 31 dicembre arrivano i rimborsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha intimato agli operatori di telefonia Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire in bolletta i giorni illegittimamente sottratti agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa entro il prossimo 31 dicembre 2018. L’Adoc è soddisfatta dalla decisione ma chiede che siano rimborsi veri e che non vengano tramutati in servizi gratuiti o sconti commerciali.“Bene l’Autorità sui rimborsi agli utenti, è una battaglia che Adoc sta portando avanti da anni e che adesso possiamo considerare vinta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – è fondamentale, però, che i rimborsi promessi ai consumatori siano rimborsi veri e non “trovate commerciali”, traducibili in sconti o servizi offerti gratuitamente, a compensazione di quanto indebitamente sottratto con il cambio di fatturazione a 28 giorni. È inoltre importante che anche chi ha cambiato gestore nel periodo che va dal 27 giugno 2017 al momento in cui l’operatore è tornato alla fatturazione mensile venga giustamente rimborsato, in attesa della sentenza del Tar del Lazio prevista per il prossimo novembre, che ci auguriamo possa dare maggiore soddisfazione e certezza ai consumatori. Invitiamo comunque l’Autorità a vigilare sulla correttezza dei rimborsi che verranno erogati e i consumatori a segnalarci ogni eventuale anomalia che riscontreranno. Ad ogni modo riteniamo che, alla luce di quanto accaduto, sia necessario introdurre il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione e prevedere la possibilità, per l’Agcom, di poter esprimere un parere vincolante prima dell’applicazione delle modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori. Altrimenti ci potremmo ritrovare, a breve, in situazione simili, con i consumatori che continueranno ad essere vessati.” (Flavio Mollicone)

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Telefonia: denunciate 10 pratiche scorrette che nascondono costi illegittimi in bolletta

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2018

Unc denuncia all’Antitrust le aziende Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per poca trasparenza nell’addebito dei vari servizi di telefonia. Sul sito http://www.consumatori.it i dieci costi nascosti nella bolletta del telefono.
“Prosegue la nostra guerra totale alle compagnie telefoniche, questa volta per fermare l’abuso dei costi nascosti in bolletta: del resto dopo la vicenda dei 28 giorni, gli operatori stanno facendo di tutto per recuperare entrate a costo di inserire importi vari nelle fatture in modo poco trasparente.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori annunciando la denuncia all’Autorità Antitrust dei principali operatori telefonici (Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb) con l’accusa di addebiti oscuri per la fruizione di vari servizi.“Dopo il polverone del cambio tariffario a 28 giorni, l’attenzione dei consumatori sui costi della telefonia è ancora più alta -afferma l’avvocato Dona- per questo motivo nelle ultime settimane sono giunte ai nostri sportelli centinaia di lamentele su addebitati poco trasparenti da parte degli operatori: in pochissimi ad esempio sanno di pagare per il servizio “Chiamami” o simili, così come spesso non si conosce che ascoltare i messaggi in segreteria ha un costo. Molti consumatori sono indignati per gli importi addebitati per la chiamata necessaria a conoscere il credito residuo o per aver utilizzato il cellulare come hotspot: se al danno si aggiunge la beffa di pagare senza saperlo si capisce bene perché l’indignazione diventa rabbia nei confronti di quegli stessi operatori che vantano negli spot la loro serietà nei confronti del cliente.”
“Purtroppo siamo di fonte ad un imbarbarimento etico del mercato della telefonia: per questo motivo -conclude Dona- abbiamo denunciato all’Authority Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb e abbiamo raccolto sul nostro sito http://www.consumatori.it tutti i costi nascosti in bolletta. E’ ora che i consumatori siano al corrente di quanto pagano e per cosa pagano, in maniera tale da poter fare scelte consapevoli.”

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Stop aumenti nella telefonia

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2018

Dopo il ritorno alla fatturazione mensile imposto dalla L. 172/17 i principali operatori di telefonia fissa e mobile hanno confermato gli aumenti dell’8,6% precedentemente introdotti con la fatturazione a 28 giorni, come analizzato e denunciato dall’Adoc alle Autorità. L’Antitrust ha recepito in toto le osservazione dell’Associazione dei consumatori, imponendo uno stop in via cautelativa agli aumenti previsti dagli operatori.“L’Antitrust ha confermato i nostri sospetti su una possibile intesa tra i principali operatori finalizzata all’introduzione di aumenti standardizzati a danno degli utenti – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – gli operatori, secondo l’Authority, avrebbero coordinato la propria strategia commerciale, imponendo ai consumatori un aumento medio delle tariffe pari all’8,6%. La decisione dell’Antitrust di sospendere l’attuazione degli aumenti previsti e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti, intrapresa anche grazie alle segnalazioni inviate dall’Adoc, va nella direzione della massima tutela dei consumatori e del mercato. Come abbiamo più volte evidenziato il ritorno alla fatturazione mensile ha comportato una beffa per i consumatori, dato che gli aumenti imposti con il precedente cambio di fatturazione a 28 giorni sono rimasti invariati con l’entrata in vigore della L. 172/17. L’Antitrust, nel suo provvedimento, ha confermato la nostra osservazione sulla “trappola di mercato” in cui sono finiti i consumatori: se il mercato non è concorrenziale e i principali operatori, che detengono oltre il 90% delle quote di mercato, applicano la stessa tipologia di fatturazione i consumatori non sono in grado di effettuare una libera di scelta e di esercitare il diritto di recesso. Inoltre sono stati penalizzati pesantemente gli operatori che hanno agito con correttezza e rispetto dei diritti dei consumatori. L’Antitrust, ancora una volta, ha dimostrato di essere il vero baluardo della difesa dei diritti e degli interessi dei consumatori, adottando un’azione importante e tempestiva. Ad ogni modo riteniamo che lo strumento della sanzione, per quanto necessario, non possa essere il mezzo principale di riequilibrio del mercato. Ci auguriamo che gli operatori coinvolti si adoperino, adesso e per il futuro, ad adottare comportamenti corretti e trasparenti verso i consumatori e il mercato. Non solo in termini di tariffe ma anche sui servizi post vendita.” Per Adoc occorre anche prevedere nuovi ingressi di operatori nel mercato
“Il fatto che il mercato delle telecomunicazioni sia in mano a poche aziende rende estremamente complicato per il consumatore cambiare operatore ed estremamente facile per questi ultimi porre in essere una sorta di “cartello” e godere di rendite di posizione – continua Tascini – crediamo sia necessario allargare ulteriormente la platea di operatori nel mercato, al fine di stimolare la concorrenza e favorire i consumatori. Inoltre riteniamo sia necessario un nuovo intervento legislativo che sancisca innanzitutto il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione. Un cambio di fatturazione dovrebbe, infatti, essere necessariamente basato su una riproporzione delle precedenti condizioni economiche, il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti.”

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Penali Telefonia: Altroconsumo Preoccupata

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

telefoni-fissiAbbiamo letto la nota del ministero dello Sviluppo economico secondo la quale “il disegno di legge sulla concorrenza approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv”.Purtroppo dobbiamo però confermare tutte le nostre preoccupazioni circa il fatto che attraverso l’articolo 16 del disegno di legge in oggetto si rischi di resuscitare le penali che nel settore delle comunicazioni elettroniche erano state eliminate con il decreto Bersani, poi convertito in Legge 70 del 2007.Infatti, nella parte ora aggiunta al comma 3 si dice esplicitamente che le spese e ogni altro onere comunque denominato relativi al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore sono commisurati al valore del contratto al momento della sottoscrizione quando, invece, secondo la legge vigente, gli unici costi che l’operatore può recuperare sono quelli giustificati da costi dell’operatore medesimo ovvero costi tecnici vivi per operare lo switching e/o il recesso – sui quali peraltro pendono ancora ricorsi di Altroconsumo presso AGCOM e AGCM, considerato che tali costi a nostro avviso rimangono troppo elevati.Il parametrare ora i costi che dovranno sborsare i consumatori che vorranno recedere prima della scadenza del contratto “al valore del contratto stesso” rischia quindi con tutta evidenza di fare rientrare dalla finestra le vecchie penali e di permettere di nuovo agli operatori di recuperare non solo le spese vive – che in quanto tali sono riferibili ad aspetti tecnici e non al valore del contratto – ma anche il mancato guadagno commerciale rispetto ad utenti che liberamente hanno deciso di lasciare l’operatore prima del termine del contratto.Peraltro, al successivo comma 3-ter, che il disegno di legge intenderebbe introdurre, si fa riferimento esplicitamente per quanto concerne i contratti comprensivi di offerte promozionali alla parola “penale”, che era scomparsa dal gergo tecnico-giuridico nel settore delle telecomunicazioni. Il fatto che poi si dica che l’eventuale penale debba essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione non contribuisce a far venir meno le nostre preoccupazioni.Se – come auspichiamo – con le precisazioni odierne del ministero dello Sviluppo economico si intende anticipare emendamenti chiarificatori a questo articolo pasticciato che saranno presentati nel corso del dibattito parlamentare da parte del governo, Altroconsumo non può che salutare la cosa favorevolmente avendo contribuito per la sua parte a fare chiarezza.Converrà infatti il ministero dello Sviluppo economico che reintrodurre le penali nei contratti di consumo nel settore delle comunicazioni elettroniche non solo sarebbe contro gli interessi dei consumatori ma anche a detrimento del funzionamento di un mercato efficiente e competitivo.

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Registro per chi non vuole essere disturbato

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Il ministro dello Sviluppo Economico ha dato il via libera al registro su cui gli utenti di telefonia potranno iscriversi per non ricevere telefonate pubblicitarie. Si mette cosi’ fine all’illegalita’ dello Stato  che, da febbraio 2009, col decreto “Milleproroghe” (n.207 del 2008), in attesa di questo registro, violando la direttiva europea 2002/58/CE, aveva consentito ai gestori di telefonare a tutte le ore possibili e immaginabili per proporci ogni cosa? No, perche’ il provvedimento e’ draconiano. Prima di tutto perchè la violazione della direttiva europea e’ consentita “sino ai due mesi successivi all’istituzione del registro”, quindi per tutta l’estate i gestori continueranno a telefonarci, ma soprattutto perchè -come letteralmente dice il comunicato del ministero dello Sviluppo- “nel momento in cui (ndr l’abbonato) farà richiesta di inserimento nel ‘Registro pubblico delle opposizioni’, l’operatore sara’ tenuto ad evadere tale richiesta nel più breve tempo possibile”. Che vuol dire “nel piu’ breve tempo possibile”? Conoscendo il modo di fare degli gestori telefonici italiani nell’applicazione delle normative (quelle previste dalle leggi Bersani, che esistono da piu’ di tre anni, sono sistematicamente disattese) siamo piu’ che sicuri che per non ricevere telefonate indesiderate non solo bisognera’ iscriversi a questo registro, ma bisognera’ intimarglielo con diffide varie… per chi avra’ tempo e denaro per farlo. Se il legislatore avesse voluto certezza del diritto e non regalare la privacy degli utenti della telefonia ai loro gestori, aveva due possibilita’: la prima -la migliore- istituire un registro non per chi non vuole essere disturbato (tecnicamente opt-out) ma per chi vuole ricevere queste telefonate pubblicitarie (opt-in) (come a suo tempo stabili’ il Garante della Privacy); – la seconda, non dare discrezione (“nel piu’ breve tempo possibile”) ai gestori telefoni sui tempi per prendere atto che l’utente xxy non vuole ricevere telefonate, ma prevedere multe salate per quei gestori che non lo fanno. Ma questo e’ forse il libro dei sogni di un’associazione come la nostra che crede che le leggi e le norme debbano essere impostate con certezza dei diritti, a partire da quelli di utenti e consumatori, e non che questi debbano essere sempre alla merce’ delle aziende. Vedremo gli sviluppi. Noi siamo pronti a dare battaglia in sede giudiziale e legislativa.

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Telefonia e servizi a valore aggiunto

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2010

Gli operatori rendono disponibile entro il primo febbraio 2010 la prestazione di blocco delle comunicazioni realizzate tramite SMS/MMS e trasmissione dati, relative a servizi a sovrapprezzo offerti su decade 4. E’ quanto prevede l’Agcom all’articolo 30 della delibera 34/09/Cir. Si tratta di un’importante novità che punta a limitare il rischio di indebite attivazioni di servizi a pagamento, tramite cellulare. Nell’ambito delle bollette gonfiate, i numeri 48xxx sono l’ultima frontiera. Tramite numeri che iniziano per 4 si può indifferentemente fare una donazione alla Caritas, attivare un servizio di chat erotica o acquistare (più o meno consapevolmente) una suoneria per cellulari, abbonarsi ad un servizio di news di una testata giornalistica. E finora è stata una giungla, con attivazioni di servizi in abbonamento indebite e relativi costi in bolletta o esaurimento delle schede prepagate. Dal primo febbraio ci sono due novita’. Una riguarda le numerazioni utilizzabili per fare donazioni. Una riforma da noi auspicata da tempo, per evitare confusione con i servizi a valore aggiunto. Da febbraio i numeri utilizzabili allo scopo inizieranno tutti per 455 (salvo le raccolte in corso, come quella a favore delle popolazioni di Haiti, che fino a termine continueranno ad usare un 48xxx). La seconda è, come detto, l’obbligo per i gestori di disabilitare tali numerazioni dalla utenze mobili. Tale operazione non è automatica, il gestore agisce solo su esplicita richiesta degli utenti. E’ probabile che gli operatori non diano molto risalto a tale facoltà e che prevedano delle procedure che non lascino prova dell’avvenuta richiesta nelle mani degli utenti; e’ auspicabile ufficializzare la richiesta di disattivazione soprattutto per i ‘soggetti a rischio’: minorenni e anziani, che vengono bombardati da sms o spot televisivi per attivare i piu’ svariati servizi, senza che vengano fornite adeguate informazioni. Allo scopo abbiamo predisposto un modulo che può essere utilizzato per disabilitare anche altre numerazioni a valore aggiunto dalle utenze mobili, a cominciare dagli 899. Ricordiamo che il blocco degli 899 e similari è in automatico solo dai telefoni fissi.

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Call center e privacy

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

In un comunicato l’Aduc rende noto: “La maggioranza e il governo hanno dato il via libera, al Senato, al provvedimento che, tra l’altro, proroga il regalo agli operatori di telemarketing a danno della privacy degli utenti dei servizi di telefonia e in violazione delle norme comunitarie in materia. Gli italiani che continueranno per altri mesi e mesi a subire il martellamento telefonico dei venditori di tutte le risme sapranno chi ringraziare. Inclusi i tanti pianisti della maggioranza che hanno votato anche per conto dei colleghi assenti. Ora il provvedimento passerà alla Camera e lì, come abbiamo gia’ fatto per il Senato, dovremo farci sentire per cercare di evitare che sia approvato. E’ sintomatico che questo voto antieuropeo avviene il giorno dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano sulla questione del crocifisso. Due questioni sicuramente diverse per argomento e per ambito (la Corte europea non e’ un organismo Ue), ma che indicano a nostro avviso come, rispetto ad un trend di politica e di socialità in ambito europeo, il nostro Paese ha scelto di essere altrove. Quando e se il provvedimento sui call center diventera’ definitivo, provvederemo a denunciare l’Italia in sede comunitaria, oltre a chiedere nuovi interventi del Garante della Privacy”.

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I cambiamenti nella telefonia mobile

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Londra. Due miliardi di applicazioni scaricate dall’Apple App Store sin dal lancio del servizio con oltre 85 mila applicazioni diverse fra cui gli utenti iPhone possono scegliere. E non si tratta soltanto di intrattenimento. Infatti, un fenomeno che sta emergendo negli ultimi tempi e’ l’utilizzo dell’App Store da parte di organizzazioni governative e no-profit, universita’ ed associazioni in genere. Un ultimo caso e’ quello della CGIL in Italia che ha lanciato un’applicazione che permette agli utenti di essere informati sulle campagne ed iniziative del sindacato. Un altro caso interessante e’ quello di una community internazionale di filosofi della logica che hanno sviluppato un’applicazione chiamata Logic100 usato come strumento didattico e di ricerca. E la lista si allunga ogni giorno. Ma e’ ancor piu’ interessante capire cosa il fenomeno iPhone ed, in generale, il caso degli applications stores rappresentano per l’industria della telefonia mobile. Da un punto di vista tecnologico, il modello degli applications stores ha concesso uno stimolo all’innovazione, anche a quella piu’ d’avanguardia e piu’ coraggiosa. Guardiamo per esempio a come il mondo del mobile augmented reality systems sta usando gli stores per diffondere le loro applicazioni. Un caso interessante e’ quello del browser 3D, Layar, lanciato da SPRXMobile su Android Market.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, lavora in stretta collaborazione con i propri clienti per aiutarli ad accelerare la loro crescita e a raggiungere risultati di rilievo in termini di crescita, innovazione e leadership di mercato. Il Growth Partnership Service di Frost & Sullivan offre ai manager e ai loro team una serie di strumenti quali ricerche e modelli di best practice che permettono l’identificazione, la valutazione e l’implementazione di significative strategie di crescita. Frost & Sullivan ha oltre 45 anni di esperienza maturata lavorando per conto e in collaborazione con importanti societa’ a livello globale fra cui le prime 1000, aziende emergenti e investitori e vanta una rete di  piu’ di 35 uffici in cinque continenti. http://www.frost.com

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Telefonia: l’Italia più cara d’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

“Non è accettabile che in Italia chi usa di più i servizi telefonici abbia le tariffe più alte”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati di un’indagine dell’Autorità delle telecomunicazioni finlandese (Ficora) che ha analizzato le tariffe in abbonamento dei 3 maggiori operatori di 19 paesi. “Di solito i consumatori che, in qualsiasi settore, comprano o utilizzano di più un servizio hanno tariffe agevolate; in questo caso avviene il contrario. Ma la cosa più sconcertante -incalza Dona- è che gli italiani spendono circa il doppio della media europea, e sei volte il Lussemburgo, il paese più virtuoso”.“Il divario è incomprensibile e ingiustificato -conclude Dona. Ci aspettiamo un immediato ridimensionamento sulle medie europee da parte di tutti gli operatori italiani, non solo per le chiamate in abbonamento, ma anche per gli sms che – come già fatto notare in passato – pur avendo ‘costo zero’ per i gestori, nel nostro Paese raggiungono cifre record”.

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Telefonia mobile. Finalmente il trasferimento del credito residuo

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2009

I gestori di telefonia mobile si sono organizzati per trasferire il credito residuo dal vecchio operatore al nuovo, lo ha reso noto l’Agcom. Il costo dell’operazione e’ minimo, al massimo 1,6 euro. Alla buonora, e’ il caso di dirlo. L’obbligo del trasferimento diretto del credito residuo era stato ribadito nel 2007, quando fu approvata la legge Bersani. Ma disposizioni dell’Agcom in materia, mai attuate dai gestori, risalgono al 2001. Nel 2007, nelle linee guida alla legge 40/07 (legge Bersani) l’autorita’ scriveva: “in caso di ulteriore ritardo da parte degli operatori a realizzare gli accordi e le procedure necessarie per consentire la pratica realizzabilità della trasferibilità del credito residuo in caso di portabilità del numero, gli Uffici competenti interverranno nel breve periodo in tema sia di riconoscimento del credito residuo che di sua trasferibilità, rimuovendo ogni ostacolo all’attuazione dei diritti sanciti dalla Legge n. 40/07 e disciplinando l’adozione di soluzioni efficienti atte a realizzare condizioni di effettiva concorrenza fra gli operatori e di trasparenza nei confronti degli utenti”. Il breve periodo ipotizzato dall’Autorita’ per le comunicazioni e’ durato due anni, meglio tardi che mai? Ai consumatori raccomandiamo, in sede di richiesta al nuovo gestore della portabilita’ del numero, di specificare anche l’opzione di TCR, Trasferimento Credito Residuo. I soldi devono essere accreditati sulla nuova sim entro tre giorni dall’avvenuto trasferimento del numero. In caso di ritardi, occorre chiedere chiarimenti al nuovo operatore. Ma se il problema si incancrenisse, per evitare le snervanti ed inutili attese con i call center, e’ meglio procedere direttamente con una raccomandata A/R di messa in mora http://sosonline.aduc.it /scheda/messa+mora_8675.php Il passo successivo e’ il tentativo di conciliazione davanti al Corecom regionale http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+ obbligatoria+davanti+al +corecom _15317.php (Domenico Murrone, responsabile Aduc Tlc)

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Informazione gratuita, invece paghi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Nuova condanna dell’Antitrust per Telecom Italia. Il principale gestore nazionale e’ stato condannato a 230 mila euro di multa per pratica commerciale scorretta. Il servizio denominato “400”, che consente ai soggetti che fruiscono dei servizi “Telecom” di conoscere l’ultima chiamata ricevuta su di un’utenza di telefonia fissa, veniva erogato senza l’indicazione dei costi, anzi. Ai clienti che componevano da telefono fisso il numero 400, una voce registrata rispondeva: Informazione gratuita. Il numero dell’ultima chiamata non riservata ricevuta è…”. Al contrario il costo era di 10 centesimi di euro.

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I costi degli sms

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2009

Adiconsum appoggia l’indagine di Mr. Prezzi sul costo degli sms, poiché in molte situazioni i costi degli sms all’interno dell’Italia sono più cari di quelli transfrontalieri Non solo. Le persone in grado di valutare le varie e variegate proposte commerciali sono una minoranza. La maggior parte stipula un contratto e non lo modifica per anni. Sono questi utenti quelli che rischiano di pagare costi ben superiori a quelli di mercato. Concorrenza significa trasparenza e semplicità di confronto delle varie offerte commerciali e questa è lungi dall’essere in atto nel settore della telefonia mobile. Adiconsum conferma l’esigenza di un provvedimento dell’’Agcom per rendere confrontabili e comparabili tutte le tariffe della telefonia fissa e mobile, messaggistica e internet.

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Call center e credito residuo nella telefonia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 Mag 2009

L’Agcom ha approvato un documento in cui ribadisce un concetto semplice: i call center dei gestori telefonici devono essere fruibili e utili agli utenti, senza attese interminabili, senza impossibili labirinti tra le diverse opzioni dettate dal risponditore automatico e con un ragionevole tasso di risoluzione dei problemi. Inoltre, e’ previsto che i gestori si attrezzino per fornire assistenza a distanza (tramite sms) anche ai clienti sordi. Molte di queste caratteristiche sono già obbligatorie, ma tant’è. Lo e’ pure la gratuità dell’accesso telefonico ai call center, resa obbligatoria dalla stessa Autorità nel piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni approvato nel luglio 2008 (delibera n. 26/08/CIR). Invece da mesi, e sempre più frequentemente, operatori telefonici fanno ampio uso di call center con costi a carico degli utenti. Ci chiediamo se l’Autorita’ ritenga che, concedendo proroghe su proroghe ai gestori, faccia opera di ‘educazione’ dei soggetti che negli anni si sono distinti nel sistematico non rispetto delle leggi e dei diritti degli utenti. Un altro esempio? E’ dal 2002 che l’Agcom ha previsto che i gestori mobili debbano restituire il credito residuo agli utenti. Da allora e’ tutta una serie di rinvii. Con delibera n. 353/08/CONS del giugno 2008, l’Agcom ha prorogato i termini gia’ rifissati con la delibera n. 416/07/CONS. del 2007, concedendo altri 10 mesi ai gestori per adeguarsi. Le notizie a nostra disposizione ci dicono che solo dal giugno 2009 i gestori attueranno quello che gia’ era obbligatorio nel 2002. Si tratta di una serie di condoni a zero sanzioni per gli operatori. Si tratta di un metodo regolatorio che non incentiva la buona condotta dei gestori e perpetua il nocumento per gli utenti. Domenico Murrone, Aduc Tlc – http://www.aduc.it/dyn/tlc

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Golden share

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

E’ più che giustificata e condivisibile la condanna da parte della Corte di giustizia europea delle norme italiane sulla golden share. L’azione d’oro per lo Stato permane negli statuti di societa’ privatizzate come Enel, Eni, Finmeccanica e Telecom, conferendo poteri che possono essere esercitati per motivi di interesse generale, difesa, sicurezza e sanita’ pubblica. Il motivo della condanna: la golden share dissuade eventuali investitori, in quanto da un momento all’altro il Governo potrebbe decidere di utilizzare il potere riservatogli dall’azione d’oro (nomina amministratori, ecc.)  Questa politica ha prodotto risultati nefasti per i consumatori, condizionando il mercato e impedendo una concorrenza che consentisse qualita’ ed economicita’ delle offerte, senza neppure raggiungere l’obiettivo dichiarato del mantenimento in mano italiane dell’azienda, come, per esempio, nel caso di Telecom Italia.A meta’ degli Anni ‘90 lo Stato proprietario di Sip-Stet decise di venderla ma “all’italiana”: il Governo si riservo’ la cosiddetta golden share, vale a dire la possibilita’ di imporre le proprie scelte nel caso non avesse gradito il nuovo azionista di controllo della societa’. Questa previsione allontano’ molti potenziali e solidi pretendenti. Oggi Telecom Italia, dopo le note vicissitudini societarie (fatta di soci che volevano il controllo senza tirar fuori molti soldi), si trova con molti debiti, poche risorse da destinare agli investimenti e azionista principale e’ il gigante spagnolo delle telecomunicazioni: Telefonica. Tutto anche grazie alla golden share. La malagestione di Telecom Italia in questi anni, inoltre, ha condizionato lo sviluppo di tutto il settore che e’ sempre piu’ una giungla che fa degli utenti (residenziali e professionali) mera carne da macello.Beffa delle beffe per i ‘patrioti’ che vedono nell’italianità un valore a prescindere, oggi i principali gestori di servizi di telefonia (fissa e mobile) e Internet sono in mano straniere. Ci chiediamo, a questo punto, come legislativamente e normativamente si tradurrà la condanna della Corte europea. Spesso le nostre istituzioni fanno orecchie da mercante quando la giustizia e le normative europee non convengono alla rimessa in discussione del loro potere di controllo. Una buona occasione per dare una svolta alla politica, all’economia e alle liberalizzazioni?

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