Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘telefoniche’

Tariffe: Tar, sospesa restituzione soldi per compagnie telefoniche

Posted by fidest press agency su domenica, 25 febbraio 2018

Con due ordinanze il Tar del Lazio ha sospeso l’esecuzione dei provvedimenti con i quali l’Agcom a metà dicembre scorso aveva stabilito che le compagnie telefoniche dovessero stornare dalle bollette gli importi dovuti alla fatturazione a 28 giorni.”Il Tar continua a fare regali alle compagnie telefoniche, con ordinanze fotocopia che non appaiono particolarmente logiche. Se l’ammontare della somma è così elevato da incidere sugli equilibri finanziario-contabili delle aziende è solo perché queste sono andate avanti per mesi, imperterrite, a violare la delibera dell’Authority! Ora non possono ricevere pure un premio per questo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre la somma non è affatto indeterminata, considerato che si tratta dell’8,6% della bolletta. Infine, rispetto alla presunta difficoltà per le società di riottenere dai clienti le somme eventualmente corrisposte, in caso di giudizio finale favorevole alle compagnie telefonifhce, siamo al ridicolo! Non dovrebbero fare altro che inserirlo nella bolletta successiva” conclude Dona.

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Soppressione delle Cabine Telefoniche pubbliche

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

C’è preoccupazione per l’annunciata soppressione delle cabine telefoniche pubbliche, che presto rischiano di scomparire del tutto dai Comuni. Ciò alla luce di una delibera dell’Agcom (pubblicata nella gazzetta ufficiale numero 77 del 2 gennaio 2010) che autorizza Telecom Italia a rimuovere i telefoni pubblici “in eccesso”: hanno l’obbligo di essere risparmiati solo quelli presenti negli ospedali, nelle scuole e nelle caserme. E allora in questi giorni si potrà iniziare a vedere affisso sulle poche cabine telefoniche pubbliche rimaste un grande cartello rosso con scritto: “Questa cabina sarà rimossa dal giorno” e una data. Il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani e il presidente dell’Aduc Vincenzo Donvito esprimono preoccupazione per quelle realtà, quali i Comuni montani, nei quali il telefono pubblico resta spesso un servizio essenziale, soprattutto considerando il fatto che la rete di telefonia mobile non sempre garantisce la totale copertura ai territori. Per questo motivo Giurlani ha scritto una lettera a tutti i 168 comuni montani, che come UNCEM rappresenta, per chiedere che venga fatto un quadro complessivo della presenza e dell’effettivo utilizzo delle cabine telefoniche presenti, ed ha inoltre chiesto un incontro con l’Agcom per esaminare attentamente la situazione. E’ importante per tutti i cittadini sapere che, entro 30 giorni dall’affissione del cartello di rimozione sulla cabina, sarà possibile scrivere una e-mail all’indirizzo cabinatelefonica@agcom.it per sospenderne la rimozione.

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Intercettazioni telefoniche e telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Mag 2010

C’è un attivismo asimmetrico nell’azione del Governo in fatto di privacy. Sta portando avanti un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche (e non solo) che e’ il contrario di quanto ha fatto sui call center del telemarketing, dove ha legalizzato i reati che da anni questi operatori hanno compiuto ai danni degli italiani, utilizzando numeri di telefono acquisiti illegalmente. Il ddl intercettazioni “restituisce pari dignità al diritto alla riservatezza, al diritto di cronaca ed al diritto-dovere di indagine”, spiega il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. E’ bravo il nostro ministro! Capace di mediare (a parole) tra diritto alla privacy, libertà di stampa e diritto all’informazione, oltre all’obbligo per le autorita’ di perseguire i reati. Ma Alfano, delle violazioni della privacy, se ne accorge solo quando eventuali abusi coinvolgono i potenti. Non ricordiamo, infatti, interventi a difesa della privacy di milioni di italiani non-potenti, molestati dai call center a tutte le ore della giornata. Anzi, i parlamentari della maggioranza governativa hanno ostacolato l’azione del Garante della privacy, approvando leggi e leggine che hanno consentito ad autori di reato (come ipotizzato dal Garante) di continuare “tecnicamente” a delinquere. Dopo una serie di avvertimenti, nel settembre 2008 il Garante scrive: “le aziende e le compagnie telefoniche che hanno acquistato i dati e li hanno utilizzati a fini di marketing telefonico, non si sono preoccupate di accertare, come prevede la disciplina sulla protezione dei dati, che gli abbonati avessero acconsentito alla comunicazione dei propri dati e al loro uso a fini commerciali. La mancata inosservanza del divieto dell’Autorità espone anche a sanzioni penali”.  Un avvertimento tardivo, ma perentorio. Così, in soccorso di chi non ha rispettato le norme, interviene la maggioranza governativa che fa approvare varie proroghe, consentendo a chi non ha rispettato la privacy degli italiani di continuare a molestarli. La doppiezza dei governanti italiani non è una novità, ma della doppia privacy se ne deve fare a meno. Visto quanto affermato dal vice sottosegretario Usa alla Giustizia, Lanny Breuer, sull’essenzialità delle intercettazioni per la lotta alla mafia, potremmo chiedere agli americani di liberarci da chi fa il contrario, come fecero nel 1943. Ma per il momento, siccome ci interessa la certezza del diritto più che la “politica politicante”, chiediamo al Governo, nell’ambito delle sue interpretazioni delle norme, solo chiarezza: – rispetto della privacy di chi parla al telefono? Bene! Sia cosi’ per tutti i cittadini, sia quelli potenzialmente delinquenti sia quelli che non vogliono ricevere a casa ogni ora un paio di telefonate per vendergli qualcosa; – rispetto condizionato di chi parla al telefono? Bene! Intercettazioni facili per i potenziali delinquenti e telefonate a go-go dei venditori a casa della gente. Certezza del diritto per sapere con chi si ha a che fare: per combatterli o elogiarli. La doppiezza, invece, è foriera di instabilità, incertezza e, da parte di chi prende atto che si puo’ fare tutto e il proprio contrario, delinquenza. (Domenico Murrone, responsabile Aduc telecomunicazioni) http://tlc.aduc.it

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Scorretti comportamenti aziende telefoniche

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

Dopo le 56 sanzioni inflitte dall’Antitrust  nel 2009 alle aziende delle TLC, il 16 aprile scorso è arrivata  l’ennesima condanna, questa volta dall’Agcom, di ben 932mila euro agli operatori di telecomunicazioni per comportamenti illegittimi e quindi mancato rispetto dei diritti dei consumatori. Colpite le  aziende  più famose: Telecom Italia, H3g, Wind, Fastweb,Tiscali e Opitel-Tele2 (oggi Teletù). Durante l’ultimo tavolo con le associazioni consumatori, Agcom ha annunciato numerose iniziative in cantiere per tutelare gli utenti, come i rimborsi dei reclami automaticamente in bolletta. Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – ritiene non sufficienti tali iniziative per ristabilire un etico rapporto fra aziende e consumatori. I consumatori italiani – prosegue Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – sono consapevoli che con le aziende di telefonia, prima o poi, “si prende la fregatura” e soprattutto sono rassegnati al fatto che non è facile reclamare per affermare i propri diritti. È necessario – prosegue Giordano – ristabilire la fiducia fra consumatori e operatori attraverso la realizzazione di organismi permanenti e bilaterali. Occorre costruire non luoghi consultivi, ma operativi, in cui i rappresentati dei consumatori da un lato e i rappresentati delle aziende dall’altro possano dialogare, come ad es.: •strutture dedicate alla conciliazione paritetica raggiungibili sia on line che attraverso sportelli collocati nei negozi delle aziende un luogo unico dove sia possibile • osservatori del mercato della telefonia per trovare le soluzioni condivise alle eventuali storture dello stesso • corsi di formazione e informazione concertata, sia dei consumatori ma soprattutto degli operatori legati alle aziende. Le tante sanzioni, fino ad ora, inflitte, dimostrano che da sole non sono uno strumento sufficiente a far cambiare comportamento agli operatori, ma soprattutto non servono a garantire i cittadini costretti a subire passivamente continue vessazioni. Anche Agcom ha compreso che sul tema occorre aprire un dibattito iniziato proprio durante l’ultimo tavolo permanente fra associazioni consumatori e Autorità.

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Bollette telefoniche gonfiate

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2010

E’ bene ricordare che i numeri speciali a pagamento (899, 894, 895 e similari) utilizzati da maghi ed ‘esperti’ in previsioni del lotto, oltre che da servizi di chat erotiche, sono disattivati in automatico solo dai telefoni fissi, mentre sono liberamente contattabili dai cellulari. Infatti, l’ultima delibera dell’Agcom che ha reso definitivo il blocco e’ relativa alle sole utenze di telefonia fissa. Per bloccare tali numerazioni da telefonia mobile occorre una specifica richiesta dell’utente al proprio gestore. Le societa’ che vendono i loro servizi attraverso queste numerazioni questo lo sanno, e infatti in pubblicità o nelle trasmissioni televisive inseriscono la dizione “da cellulare” accanto alle numerazioni a pagamento. Ne è esempio la trasmissione, in onda su Canale Italia, Quiz-mania denunciata all’Antitrust per condotta commerciale scorretta che miete addebiti consistenti proprio ad utenti di cellulari, soprattutto anziani.Vista la situazione e presupponendo tempi lunghi prima di un intervento delle autorita’ competenti per sanare questa falla, consigliano di procedere con la richiesta di disabilitazione direttamente al gestore, utilizzando un modulo pubblicato sul nostro sito Internet. Analogo discorso vale per le numerazioni inizianti per 4 (48xxx, ecc.), componibili prevalentemente da cellulari utilizzati per servizi in abbonamento, che spesso vengono attivati in modo truffaldino. Anche questi sono disattivabili solo a cura dell’utente. Intervento che consigliamo vivamente ai genitori sui telefonini di bambini e adolescenti, e ai parenti sui cellulari di persone anziane. Se ci fate caso, le pubblicità televisive sono indirizzate proprio a queste fasce di telespettatori. Negli spot, loghi e suonerie sono pubblicizzate con musichette che attraggono i minorenni, nei quiz televisivi, invece, si chiede di indovinare il nome del cantante di canzoni molto note ad un pubblico anziano (da chi cantava “la pappa al pomodoro” ad altri successi Anni 60). (Domenico Murrone, responsabile Aduc Telecomunicazioni http://tlc.aduc.it)

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