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Posts Tagged ‘telefonini’

Telefonini in classe: inutile proibirli ma devono essere usati per preparare e fare didattica

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

S’intervenga piuttosto insegnando anche il diritto comunitario, come abbiamo spesso chiesto in Parlamento. Così commenta il giovane sindacato le proposte di legge tese a inibire l’uso “del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, come riportato da Il Messaggero. Marcello Pacifico (Anief/Udir) ricorda come l’uso dei cellulari per fini non didattici sia interdetto nelle aule e come per i docenti siano uno strumento utile per l’interazione con il registro elettronico.
Fa discutere la proposta di legge approdata in queste ore in Commissione Cultura alla Camera che vorrebbevietare l’utilizzo dei telefoni cellulari in classe, all’interno del testo riguardante il ritorno dell’educazione civica nella scuola primaria e secondaria: la richiesta di proibizione dei “telefonini”, avanzata dal leghista Massimiliano Capitanio e da altri deputati tra cui Maria Stella Gelmini (FI), ex ministro dell’Istruzione, prevede l’inibizione “del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”, a meno che non vi siano “casi particolari specifici di utilizzo”.La discussione su questo punto – scrive oggi Il Messaggero – è avviata, con la maggioranza parlamentare che intende recepire questa modifica. L’ipotesi è quella di lasciare i cellulari in presidenza e per le chiamate di emergenza far riferimento alle segreterie. Idea, già illustrata dai proponenti, che farà discutere genitori e personale docente.
La discussione appare quanto mai pertinente. A dire la sua, in giornata, è stato anche il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, secondo il quale «l’utilizzo dei device per quanto riguarda la didattica è uno strumento fondamentale e quindi sono a favore del loro uso ma soprattutto ho fiducia nei nostri studenti. Credo molto – ha continuato il Ministro – nel loro senso di responsabilità sull’uso consapevole di questi strumenti ai fini di un migliore apprendimento. Condanno invece in maniera decisa l’uso per altri fini».
Anief si trova d’accordo con il Ministro Marco Bussetti, perché è chiaro che l’utilizzo di smartphone e telefoni cellulari non può essere inibito, dal momento che risultano degli strumenti fortemente utilizzati anche per funzioni di apprendimento: “Pensare che il telefonino moderno sia utile solo per comunicare con l’esterno è lontano dalla realtà – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir – noi, come sindacato, siamo favorevoli al suo utilizzo, ovviamente solo per motivi didattici, come la ricerca di dati, il supporto ad esperimenti, l’uso empirico e altro ancora”.“E lo stesso vale per gli insegnanti. Ai quali – continua Pacifico – verrebbe sottratto uno strumento ormai utilissimo per preparare e tenere lezioni. Inoltre, temiamo che chi ha presentato questa proposta non conosca la scuola e chi vi opera quotidianamente, visto che le linee telefoniche dei telefoni cellulari vengono spessissimo utilizzate dai docenti come collegamento al registro elettronico, in mancanza purtroppo di collegamenti attivi, continui e regolari all’interno degli istituti scolastici”. “Riteniamo invece utile – conclude il sindacalista – inserire l’educazione civica in tutte le classi, a patto però che si tratti di ore aggiuntive e non a discapito di altre o inserite in programmi di altre discipline in qualche modo attinenti. All’interno di questo studio è infine indispensabile che una parte del programma sia dedicato alla storia dell’Europa, come abbiamo esposto anche di recente ai parlamentari, in occasione delle audizioni tenute presso Camera e Senato”.Marcello Pacifico, vice presidente Cesi, ha espresso questi concetti a Lisbona, lo scorso dicembre, durante il convegno Accademia Europea Cesi su Horizon 2025, rivendicando nell’occasione come l’educazione civica comprenda anche elementi di diritto: “partendo dalle Carte fondamentali e dai Trattati Europei, ha già trovato un’ossatura importante nelle diverse direttive che regolano la nostra vita – ha detto il sindacalista autonomo -: occorre che le nuove generazioni conoscano la storia dell’Europa e le regole che la governano fin dal Duecento, perché mai come oggi questi contenuti si intrecciano con lo studio della storia, del pensiero, dell’economia, della società e di nostri valori comuni da rintracciare”.

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Servizi a pagamento “abusivi” su smartphone e telefonini

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

Ritorna più forte che mai il tema dei servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone e telefonini cui più volte noi dello “Sportello dei Diritti” abbiamo detto di prestare attenzione e fornito i consigli utili per evitare di cadere nella trappola o di uscirne, se incappati. Anche questa volta prendiamo spunto da un post della Polizia Postale pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale “Commissariato di PS On Line – Italia”. Questo il testo dell’allerta lanciata da poche ore dalla Polpost corredata dallo screenshot del tipo di messaggio che può causare la perdita del credito telefonico o addebiti non desiderati in bolletta: “TEMPESTIVITA’. Non perdete tempo ma contattate immediatamente il vostro operatore telefonico ed esigere la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del maltolto”. Insomma, se ci troviamo il credito telefonico azzerato o addebiti per servizi non richiesti, è sufficiente contattare il nostro operatore telefonico per pretenderne la disattivazione e la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle aziende che hanno attivato i servizi abusivi. Se non otteniamo il dovuto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dovrà procedere con un reclamo formale contenente anche una diffida nei confronti della società telefonica e, in caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente si potrà agire in giudizio previo tentativo obbligatorio di conciliazione. Per fare tutto ciò, potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per la vostra tutela.

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Vecchi tv e computer? Sono tesori da recuperare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

Online Banking ComputerTelefonini, tv, computer, elettrodomestici, neon possono essere restituiti gratuitamente ai negozi autorizzati quando si sostituiscono con prodotti nuovi. E’ il cosiddetto ritiro «uno contro uno» obbligatorio in Italia, ma ancora poco conosciuto dai negozianti e ancora meno praticato dai consumatori. Per mostrarne i vantaggi parte oggi la campagna “Tesori da recuperare” con seminari e iniziative in tutta la Toscana.«Qualunque apparecchio elettrico ed elettronico che sia guasto o inutilizzato può servire per attivare la catena virtuosa del riciclo, ma tutti noi consumatori dobbiamo abituarci a non abbandonarlo in garage o in fondo a un cassetto e come imprenditori a smaltirlo nel modo giusto – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi -. Non dovrebbero essere tanto le sanzioni, che sono pesanti, a farci comportare così, quanto piuttosto la consapevolezza che questi rottami in realtà sono materiali preziosi da reimmettere nel ciclo economico e possono generare ricchezza».In base ai dati del Centro di coordinamento RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche o Elettroniche), ogni italiano produce annualmente 15 chili di rifiuti elettronici, di questi solo 4 chili sono correttamente raccolti e avviati al recupero. Eppure, si tratta di rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente che, se raccolti e trattati adeguatamente, potrebbero essere recuperati fino al 96 per cento.In Toscana sono 10mila i commercianti potenzialmente interessati allo smaltimento di questi apparecchi, ma solo 1.148 imprese, poco più del 10 per cento, sono iscritte all’apposito registro della Sezione toscana Albo gestori ambientali, che ha sede alla Camera di Commercio di Firenze. Eppure, l’Unione Europea, con la direttiva 19/2012, ha imposto una soglia di recupero crescente, che mira a triplicare l’attuale riciclo fino a raggiungere i 12 chili pro-capite entro il 2019. E la legge italiana prevede severe sanzioni per chi non si mette in regola.Per formare cittadini e imprese sui metodi corretti di smaltimento, la sezione toscana dell’Albo gestori ambientali, in collaborazione con le Camere di Commercio di Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca e Prato, ha attivato il progetto di legalità “Tesori da recuperare”, che ha come primo obiettivo quello di informare le imprese, le associazioni di categoria e dei consumatori, i consulenti, gli organi di controllo sugli obblighi normativi e sulla corretta gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.Il primo step del progetto prevede una serie di seminari informativi gratuiti rivolti direttamente alle imprese. Ecco le tappe: 27 aprile 2015 a Confindustria Firenze, 11 maggio alla Camera di Commercio di Livorno, 25 maggio alla Camera di Commercio di Prato, 8 giugno alla Camera di Commercio di Grosseto, 26 giugno alla Camera di Commercio di Lucca.

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Applicazione della garanzia legale ai telefonini

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Accogliendo le segnalazioni di ADICONSUM, Wind ha realizzato una nuova informativa, concordata con l’associazione, per informare i consumatori sui termini e le modalità di applicazione della garanzia legale sui prodotti acquistati nei negozi Wind Retail. Grazie a tale collaborazione, dal 7 febbraio tutti coloro che acquisteranno un prodotto in un negozio Wind Retail riceveranno lo scontrino inserito in un apposito pieghevole dove sono spiegate le  principali modalità per usufruire della garanzia legale che copre i c.d. difetti di conformità del bene, così come previsto dagli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo.
Per usufruire della garanzia legale il consumatore dovrà consegnare l’apparato presso il negozio Wind Retail dove lo ha acquistato, unitamente allo scontrino ed effettuare la scelta tra riparazione o sostituzione del bene difettoso  senza alcun costo. Se sostituzione o riparazione non sono possibili, il consumatore ha comunque diritto alla riduzione del prezzo o ad avere indietro una somma, commisurata al valore del bene, a fronte della restituzione al venditore del prodotto difettoso.

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