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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘telefono’

Percival Everett: Telefono

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2021

Collana Oceani, trad. Andrea Silvestri, pp. 288, 22 euro Finalista Premio Pulitzer 2021.Un biglietto ritrovato in una giacca acquistata online pone di fronte a una scelta decisiva Zach Wells, docente di geologia con una vita fino a quel momento tranquilla, sebbene percorsa da un fiume sotterraneo di irrequietudine. Quando la sua esistenza viene sconvolta da una terribile scoperta, Zach decide di prendere sul serio la richiesta di aiuto contenuta in quel misterioso biglietto, come se tentare di salvare uno sconosciuto fosse l’unico modo per tentare di salvare se stessi. Tra Los Angeles, una caverna nel Grand Canyon, il deserto del New Mexico e Ciudad Juárez, al di là del confine, Zach proverà a dare un senso al proprio dramma imbarcandosi in un’impresa donchisciottesca senz’altro aiuto che quello offerto da un improbabile cenacolo di aspiranti poeti. Un romanzo di sentieri che si biforcano, in cui le suggestioni paleontologiche e scacchistiche si fondono alle prove estreme di una famiglia e di un matrimonio, le domande esistenziali di un uomo al mistero delle donne scomparse nella “città del Male”. Finalista al premio Pulitzer 2021, Telefono è un’opera intensa ed emozionante sulla mancanza e la perdita, ma soprattutto sull’opportunità di riscatto che può nascere dalle difficoltà. Percival Everett (1956), autore e professore presso la University of Southern California, ha scritto numerosi libri, tra i quali: Cancellazione (2001), Deserto americano (2004), Ferito (2005), La cura dell’acqua (2007), Non sono Sidney Poitier (2009), Percival Everett di Virgil Russel (2013), Quanto blu (La nave di Teseo, 2020). Ha ricevuto lo Hurston/Wright Legacy Award e il PEN Center USA Award for Fiction. Vive a Los Angeles. Editore: la nave di Teseo

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Percival Everett: Telefono

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Collana Oceani, pp. 320, 20 euro Romanzo Finalista al Premio Pulitzer 2021 Editore: La Nave di Teseo. Un romanzo, tre diversi finali. In libreria dunque l’ignaro lettore troverà tre diverse edizioni, apparentemente indistinguibili da fuori se non per un minuscolo dettaglio, e avrà il finale che la sorte gli ha riservato. Un libro che rivela tutto il genio di uno dei più eclettici scrittori contemporanei e dimostra quanto l’immaginazione possa entrare nelle pieghe più intime delle nostre esistenze. Zach Wells è un geologo/paleobiologo perennemente insoddisfatto. Esperto in un’area molto ristretta – la storia geologica di una grotta a quarantaquattro metri sopra il fiume Colorado nel Grand Canyon – è un uomo laconico che gioca a scacchi con la figlia, scambia qualche battuta con la moglie mentre lei fa yoga, e fa di tutto per evitare il lavoro nel college dove insegna. Dopo un’infruttuosa e sciagurata spedizione nel deserto, Wells torna a casa e trova il proprio mondo stravolto. Sua figlia ha perso il vantaggio a scacchi, ha sviluppato misteriosi problemi agli occhi e la sua memoria ha cominciato a vacillare. Impotente di fronte alla lenta ma inesorabile malattia della figlia, trova un misterioso biglietto con una richiesta di aiuto, nascosto nella tasca di una giacca comprata su eBay. Tormentato per la salvezza di qualcuno, decide di partire in segreto per il New Mexico per una donchisciottesca missione di riscatto.

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Il telefono amico dei detenuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Invece di liberalizzare le telefonate e consentire i colloqui riservati delle persone detenute con i propri familiari, come già avviene in molti Paesi, il legislatore italiano ha creato un nuovo reato, ma chi è quel prigioniero che non rischierà quattro anni di carcere per sentire la voce dei propri figli? Con la nuova legge, una telefonata che fuori costa pochi centesimi in carcere potrebbe costare quatto anni di carcere: in questo modo i nostri legislatori pensano di evitare che i telefoni entrino in carcere. Non sanno quanto si sbagliano, rischiano solo di riempire le carceri, perché quando sei murato in una cella, solo e disperato, una telefonata con la donna che ami o con una persona cara, ti salva la vita. Si parla spesso di responsabilizzazione dei detenuti, ma è difficile che un detenuto si senta responsabile quando ti impediscono di relazionarti con le persone che ami. È difficile pentirsi del male fatto quando una volta in carcere, in nome del popolo italiano, ti limitano di parlare al telefono con i tuoi genitori anziani, ti proibiscono di dare, o ricevere, un bacio o una carezza in intimità con la propria compagna o con i propri figli. In questo modo, con il passare degli anni, in carcere smarrisci la forza e la voglia di amare. E la cosa più tremenda è che non ti accorgi neppure di perderla e col tempo “l’Assassino dei Sogni” (come chiamo io il carcere) ti mangia tutto l’amore che avevi prima di entrare in galera. Alla lunga il carcere divora l’amore di chi sta fuori e uccide l’amore di chi sta dentro. E l’amore in carcere quando finisce non fa rumore, ti spezza solo il cuore.Credo che nessuna pena, nessuna legge, dovrebbe impedire di comunicare, di amare, di dare un bacio, una carezza alle persone che ami, neppure in nome della sicurezza sociale. Eppure nelle nostre Patrie Galere accade anche questo. Sembra che l’Assassino dei Sogni odi l’amore e usi le sbarre, i blindati e i cancelli per non farlo entrare, neppure per telefono. Credo che in fondo i detenuti italiani non chiedano molto, neppure la luna, chiedono solo, come accade in molti Paesi del mondo, di continuare a rimanere umani per potere amare ed essere amati, anche per telefono. Alcuni professionisti dell’antimafia si giustificheranno sostenendo che gli altri Paesi possono liberalizzare le telefonate perché non hanno detenuti mafiosi, ma questa è una bugia, perché le telefonate si possono registrare e ascoltare.Molti Paesi del nord Europa trattano meglio i loro prigionieri perché si dicono che “Il detenuto di oggi sarà il mio vicino di casa domani” invece in Italia, nella maggioranza dei casi, la detenzione è molto più illegale e stupida del crimine che uno ha commesso. E spesso non serve a nulla. In molti casi serve solo a far incattivire e a far diventare più delinquente chi la subisce.In carcere in Italia, il tuo reato sembra ti faccia perdere anche tutta la tua umanità. In fondo i prigionieri chiedono solo una vita più umana e un po’ d’amore. È già difficile essere dei buoni padri (e nonni) fuori, immaginatevi dentro, con solo poche ore all’anno di colloqui, che, oltretutto, se sei sbattuto in carceri lontani da casa non riesci neanche a fare. E allora ti tocca fare il padre (e il nonno) per telefono anche se rischi quattro anni di carcere, ma spesso i prigionieri si tengono in vita solo per amore. By Carmelo Musumeci

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Telefono solidale per le persone più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio ha attivato una nuova linea telefonica per le persone più fragili, in questo tempo, nella città di Roma: lo 06 8992299 Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 anche la domenica. Oltre a dare informazioni e fornire aiuto di tipo sociale sui servizi disponibili (come ad esempio la consegna a domicilio), viene offerta anche la possibilità di un teleconsulto multispecialistico per tutti coloro che, a causa dell’emergenza Covid_19, faticano a rivolgersi ai normali canali del sistema sanitario.
Il servizio è rivolto in particolare ad anziani, malati, persone sole, che hanno necessità di aiuto per problemi sociali o patologie diverse dal coronavirus, che in questo periodo incontrano serie difficoltà ad essere ascoltate e aiutate.
Il telefono si avvale dell’esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio (attivo in 11 Paesi africani) e dei servizi della Global Health Telemedicine che da anni offrono consulenza a centri sanitari in diversi luoghi del mondo.Si precisa che il servizio, pur essendo di grande utilità per consigli riguardanti diverse situazioni mediche, non si prende carico di urgenze o di patologie afferenti a sospetta o conclamata infezione da Covid_19 per le quali già esistono reti e percorsi regionali dedicati.

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Diritti dei detenuti. In Belgio ogni detenuto potrà utilizzare un telefono in ogni cella

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

carcereUn’idea rivoluzionaria per i diritti detenuti e che non può che essere accolta con sorpresa, ma anche con grande favore dallo “Sportello dei Diritti”, che da anni fra le sue tante attività, si batte anche per il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che sono ristretti in carcere. Secondo il quotidiano belga Het Nieuwsblad, i detenuti potranno utilizzare un proprio telefono per telefonare dalla propria cella. L’obiettivo? È duplice: ridurre il carico di lavoro delle guardie carcerarie e aumentare la sicurezza in prigione. Il quotidiano rivela che nei prossimi giorni una rete telefonica verrà installata nel primo carcere del Belgio. Nel mese di novembre, la rete sarà ampliata in tutte le prigioni dello stato nordeuropeo. Per Kathleen Van de Vijver, portavoce per l’amministrazione penitenziaria belga, la “Chiamata dalla cella aumenterà la sicurezza in prigione,”. Concretamente, ogni detenuto potrà beneficiare di un proprio telefono cellulare nella propria cella. Il che significa che gli addetti di polizia penitenziaria non accompagneranno più i ristretti per consentire loro di effettuare le chiamate telefoniche personali consentite dall’ordinamento con la conseguenza che potranno dedicare più tempo alle altre attività ed in particolare alla sorveglianza. In questo modo “Il detenuto sarà in grado di chiamare la persona di sua scelta quando vorrà,” ha commentato Kathleen Van de Vijver ed ha ricordato che attualmente “Molti detenuti che non riescono a raggiungere telefonicamente i propri figli quando tornano a casa da scuola sono frustrati. Con questo dispositivo, non accadrà più.”. Tuttavia la possibilità di utilizzare il telefono non sarà illimitata: i detenuti non potranno ricevere chiamate. E vi sarà una black list con numeri vietati (servizi di polizia, il Palazzo reale o politici) che verranno bloccati. Ovviamente si tratta di un’idea rivoluzionaria e non inconcepibile per un ordinamento penitenziario che guarda senz’altro alla primaria funzione rieducativa e non solo a quella punitiva della pena, come dovrebbe essere in un’ottica antitetica a quella italiana, dove la limitazione con le comunicazioni esterne, così come la tutela dell’affettività dei detenuti è ferma a concezioni arcaiche e conosce solo pochissime positive ed isolate esperienze, tanto che il carcere si rivela ancora per la sua dimensione afflittiva e peggiorativa delle condizioni di vita dei ristretti, le cui storie ci raccontano che nella realtà rimane ancora una delle principali accademie della delinquenza del Belpaese. D’altro canto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è assurdo che altrove non si sia pensato prima che la possibilità di utilizzare il telefono per chiamate più frequenti, almeno con i propri familiari, e non solo per la classica e unica chiamata di 10 minuti concessa a settimana, può solo servire a migliorare le condizioni di vita di chi sconta la pena, con la conseguenza che si riducono le afflizioni che conducono al naturale e probabile imbarbarimento che già si vive nella quotidianità dei penitenziari. Non è da sottovalutare, infine, che le comunicazioni telefoniche costituiscono uno dei mezzi di interlocuzione più semplici da monitorare da parte dell’autorità giudiziaria nel momento in cui si ritenga possano essere utilizzate per la perpetrazione di attività criminale, e pertanto non possono arrecare alcun potenziale pericolo ove si prendano le necessarie precauzioni tecniche e le dovute limitazioni.

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“Telefono amico”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2010

Un telefono amico per gli anziani dei comuni del Valdarno Inferiore. Fino a domenica 19 settembre 2010, è a disposizione di tutti gli anziani, in particolare di quelli che vivono da soli, un numero di telefono per richiedere ascolto oppure aiuto nelle piccole incombenze quotidiane o anche per combattere i disagi del caldo.  Il servizio si chiama “Estate sicura anziani” e fa parte del progetto “Sorveglianza attiva a favore della popolazione anziana”. Il numero di telefono da fare è lo 0571 33.333 (cinque volte 3). Risponderà un operatore che ascolterà la richiesta e la inoltrerà ai servizi competenti. Il numero è attivo tutti i giorni, compreso i festivi, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.  Ci si può rivolgere al telefono amico se si vive soli e si ha bisogno di ascolto e compagnia, se si  vogliono chiedere informazioni su servizi e opportunità disponibili sul territorio, se si ha bisogno di aiuto per fare la spesa, per acquistare farmaci o per incombenze quotidiane, ma anche se si hanno problemi con il caldo estivo.  Il servizio è rivolto alle persone anziane residenti nei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli, San Miniato e Santa Croce sull’Arno. Il servizio è reso possibile dalla collaborazione tra la Società della salute del Valdarno inferiore, l’Auser e la Pubblica assistenza di Santa Croce sull’Arno.

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Anziani: Estate sicura con il telefono amico

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Da lunedì 14 giugno fino al prossimo 19 settembre, è a disposizione di tutti gli anziani residenti nei comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli, San Miniato e Santa Croce sull’Arno, in particolare di quelli che vivono da soli, un numero di telefono per richiedere ascolto oppure aiuto nelle piccole incombenze quotidiane o anche per combattere i disagi del caldo.  Il servizio si chiama “Estate sicura anziani” e fa parte del progetto “Sorveglianza attiva a favore della popolazione anziana”. Il numero di telefono da fare è lo 0571 33.333 (cinque volte 3). Risponderà un operatore che ascolterà la richiesta e la inoltrerà ai servizi competenti. Il numero è attivo tutti i giorni, compreso i festivi, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.  Ci si può rivolgere al telefono amico se si vive soli e si ha bisogno di ascolto e compagnia, se si  vogliono chiedere informazioni su servizi e opportunità disponibili sul territorio, se si ha bisogno di aiuto per fare la spesa, per acquistare farmaci o per incombenze quotidiane, ma anche se si hanno problemi con il caldo estivo.  Il servizio è rivolto alle persone anziane

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