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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘telelavoro’

Scuola: Il telelavoro e il diritto alla disconnessione in un mondo post pandemia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“Risulta evidente che lo smart working nell’ultimo anno ha raggiunto livelli mai visti prima in Italia e in tutta l’Europa; proprio per questo motivo – ha detto Ettore Michelazzi, presidente del consiglio nazionale Anief e delegato per la Cesi – va regolamentato con molta attenzione e accuratezza, soprattutto a partire dal diritto alla disconnessione e da azioni legislative che rimedino alle mancanze attuali del sistema”. Un buon esempio è il CCNI per il comparto scuola sulla Didattica Digitale Integrata, firmato dall’Anief alcuni mesi fa: anche se può essere perfezionato, ha dato le prime indicazioni contrattuali e legislative su un genere di lavoro che fino a quel momento era completamente lasciato senza alcuna regola o normativa. L’Anief è pronta a dare il suo contributo, in Italia come in Europa: il diritto alla disconnessione, la salvaguardia della salute fisica e soprattutto psicologica, oltre a maggiori tutele giuridiche e sindacali ai lavoratori “costretti” allo smart working dagli eventi, saranno i punti focali dell’azione del giovane sindacato, coordinata con la CESI, anche attraverso piattaforme per evidenziare le problematicità segnalate dai lavoratori.Nonostante la pubblicazione della Commissione di una prima risoluzione sul diritto alla disconnessione e della divulgazione della prima fase di una consultazione delle parti sociali europee sulla questione di come migliorare le condizioni di lavoro delle persone che lavorano tramite piattaforme di lavoro digitali, restano sempre enormi buchi neri da analizzare e da colmare, soprattutto in termini di attivazione legislativa. Risulta chiaro che i lavoratori hanno un estremo bisogno di disconnettersi, sia che questo avvenga per mano del lavoratore stesso o a seguito di automatismi generati dal sistema: tutto questo serve non solo a eliminare efficacemente una disponibilità che da casa appare totale, ma serve a salvaguardare la salute del lavoratore, che essa sia mentale o fisica, rispettando quell’equilibrio fragile del work Life balance per cui ognuno di noi lotta, specie in questi tempi così difficili. Le proposte emergenti dai rappresentanti membri sono dunque da riassumere in pochi punti: implementazione delle normative vigenti e creazione di nuove direttive per forme di lavoro nuove come quella in questione; la salvaguardia della salute del lavoratore ai tempi del digitale, promuovendo il diritto alla disconnessione e il sostegno psicologico in tempi di pandemia; la creazione di piattaforme da parte dei sindacati, attraverso cui si possono evidenziare ulteriori difficoltà dei lavoratori del proprio comparto per maggiore supporto e lavoro a livello nazionale ed internazionale.

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Decolla la domanda di tecnologie per il telelavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Lo è diventata in seguito all’emergenza coronavirus. Dallo scoppio della crisi, HDC Cloud Services, provider italiano specializzato nel segmento delle piccole e medie imprese, ha registrato un incremento del 300% per le richieste di servizi di audio conferenza e di oltre il 100% per i servizi di video conferenza. Numeri che rivelano una vera e propria corsa alle tecnologie per il lavoro a distanza, come mai si era verificato prima.L’emergenza coronavirus spinge dunque il mondo delle Pmi ad adottare nuove strategie e a introdurre innovazioni che hanno incontrato sinora molta resistenza. “Le Pmi italiane non si avvicinano facilmente all’utilizzo dei servizi per i meeting a distanza. Prevale un approccio tradizionale che fa preferire le riunioni in presenza fisica e le trasferte di lavoro, anche quando si tratta di appuntamenti di poche ore. Lo confermano le domande poste dalle aziende al primo contatto: sono quesiti molto basilari, tipici di chi non ha mai utilizzato simili servizi e non ha idea di cosa serva per attivarli. Ovviamente, la questione si collega anche al tema dello smart working di cui si discute molto in questi giorni e che in Italia fatica a diventare parte della cultura aziendale”, spiega Emo Maracchia, Direttore Marketing di HDC Cloud Services.“Sarà interessante capire se la crisi del coronavirus cambierà le strategie aziendali nel medio-lungo periodo o se, a emergenza terminata, prevarranno le vecchie abitudini. Il lavoro a distanza dovrebbe essere considerato sempre come una risorsa, non solo quando c’è la minaccia di un’epidemia. Grazie a servizi quali la videoconferenza è possibile non solo tagliare i costi delle trasferte, ma anche ridurre gli spazi necessari per gli uffici, risparmiare su servizi di welfare per i figli dei dipendenti e ridurre lo stress dei lunghi viaggi, migliorando la produttività”, conclude Maracchia.HDC Cloud Services è il primo provider italiano che offre servizi in cloud di videoconferenza, conference call e video streaming con soluzioni in pay-per-use e ricaricabili espressamente concepite per imprese e professionisti.

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Coronavirus e telelavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 febbraio 2020

“Abbiamo messo in campo le migliori risorse ed i più alti livelli dei protocolli di sicurezza sanitaria per circoscrivere l’emergenza Coronavirus. Adottando anche diverse soluzioni per il contenimento, come il telelavoro o lavoro agile. Questa è una di quelle soluzioni che può e dovrebbe diventare stabile, anche dopo che avremo superato questa fase.
Una crisi, con le immani sfide che pone, deve e può generare soluzioni innovative capaci di far fare un salto di qualità a tutto il Paese.
Il lavoro agile oggi ci permetterà di contenere i contagi nelle grandi aziende, senza fermare la produttività, ed è stato possibile attivarlo perché previsto dalle linee guida della gestione delle emergenze sanitarie in ambito privato.
Domani, rendendola una forma stabile, per i lavori che ovviamente potranno essere svolti con queste modalità, riusciremo ad avere molti benefici per i cittadini lavoratori: risparmi in termini economici, ambientali, miglioramento della qualità della vita.
Dobbiamo essere pronti a fare un salto culturale, forse anche nel pubblico impiego, perché telelavoro non è lavorare di meno, ma meglio”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Il telelavoro sta conquistando sempre più imprese e lavoratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

Perché porta numerosi benefici sia all’azienda che ai lavoratori. Dall’ultima ricerca sul telelavoro del Politecnico di Milano in collaborazione con la Doxa, si evince che il telelavoro porta innovazione, produttività e motivazione nei lavoratori. Su 1004 dipendenti protagonisti dello studio è emerso infatti che ben il 35% di questi è più sereno, contro il 15% dei lavoratori tradizionali.Nell’organizzare il telelavoro nella propria azienda è però importante sapere che in Italia la disciplina che lo regolamenta è differente a seconda che si tratti del settore privato oppure di quello pubblico.Oltre al fatto che in Italia non ne esiste una sola tipologia di telelavoro, e che può essere svolto in maniera subordinata, parasubordinata o in forma autonoma. Come organizzare il telelavoro al meglio quindi? Lo abbiamo chiesto alla head hunter, Carola Adami di Adami & Associati, società specializzata in selezione del personale, che ha stilato un elenco con i suggerimenti più importanti su come organizzare il telelavoro nella propria azienda.
1) Definire il concetto di sicurezza cibernetica. Non sono pochi i dirigenti aziendali che concordano sul fatto il telelavoro possa creare un più elevato rischio di violazione dei dati. Di conseguenza, diventa vitale una politica corretta in materia.
2) Definire quali posizioni siano ammissibili con il telelavoro
3) Stabilire uno standard di comunicazione e pianificazione. In poche parole si dovrà decidere un protocollo che vada chiaramente a stabilire quando un telelavoratore deve essere disponibile per ricevere e rispondere alle comunicazioni.Infine, risulta essere utile anche stabilire, in forma congiunta e sinergica, un programma di lavoro al quale il telelavoratore dovrà aderire.
4) Stabilire uno standard e delle politiche per le attrezzature. Tra l’altro, si deve anche valutare che il proprio personale IT possa essere in grado di accedere alle apparecchiature per installare e aggiornare il software antivirus.
5) Stabilire chiare aspettative. Indubbiamente, uno degli aspetti più complessi del telelavoro è il concetto della supervisione. Difatti è ancora forte l’idea delle ore lavorate. In pratica, pur essendo il telelavoro un qualcosa di nuovo, il metro di valutazione in termini di ore è anacronistico per determinate tipologie di telelavoro come quelle intellettuali. Data la complessità sarà quindi bene stabilire delle chiare aspettative ed obiettivi che il lavoratore dovrà rispettare, pena il ritorno al lavoro classico in ufficio.

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Approvazione delle “Linee guida per il telelavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Parma ha approvato il 28 luglio le “Linee guida per il telelavoro”. In questo modo il telelavoro, avviato come progetto sperimentale già nel 2009, diventa una modalità gestionale stabile e ordinaria, dando attuazione ai piani triennali delle azioni positive promossi dal “CUG-Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”.Il telelavoro viene ora esteso a una più ampia platea di dipendenti con il fine, da una parte, di aumentare il livello di qualità e flessibilità dell’organizzazione del lavoro, dall’altra di favorire una migliore conciliazione tra tempo lavoro/tempo famiglia.Come nel passato, l’ammissione al telelavoro avverrà su base selettiva a seguito di un bando annuale, con la presentazione di una domanda accompagnata da un progetto approvato dal responsabile della struttura di afferenza del dipendente interessato. Il primo bando sarà pubblicato all’inizio del mese di settembre e prevederà 25 postazioni di cui 22 finalizzate alla “conciliazione lavoro/famiglia” e 3 finalizzate all’ “aumento della qualità e flessibilità dell’organizzazione del lavoro”. Il telelavoro rientra nell’ambito del concetto più ampio di “lavoro agile” che un gruppo di progetto coordinato dal prof. Fulvio Celico, delegato del Rettore al “Miglioramento della qualità della vita dei dipendenti e dei rispettivi nuclei familiari”, sta sviluppando con il fine di contemperare produttività e soddisfazione delle esigenze familiari dei dipendenti.

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Telelavoro: un Bando da 291.000 euro per incentivarlo tra gli enti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 26 luglio 2016

torinoTorino. Pubblicato il Bando regionale per introdurre o rafforzare il telelavoro nelle pubbliche amministrazioni piemontesi, verranno concessi fino a 291.000 euro. «La Regione Piemonte così vuole sensibilizzare il territorio all’utilizzo di nuove formule organizzative di lavoro decentrato, strumenti utili alla condivisione dei tempi di vita e di lavoro» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte. Il Bando rimarrà aperto fino al 18 ottobre 2016 alle ore 12.00.
Il telelavoro è stato introdotto nel pubblico impiego dall’art. 4 della legge numero 191 del 16 giugno 1998 il quale prevede che le amministrazioni pubbliche potessero avvalersi di forme di lavoro a distanza, allo scopo di razionalizzare l’organizzazione del lavoro e di realizzare economie di gestione attraverso l’impiego flessibile delle risorse umane.
«La Regione Piemonte gode di un’esperienza decennale in questo ambito e ha messo a disposizione degli altri enti regionali le proprie competenze fornendo un supporto operativo gratuito per il trasferimento della buona pratica e la contestualizzazione del modello organizzativo del telelavoro nell’ente ricevente» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
«Il telelavoro risponde alle esigenze di quelle categorie di lavoratrici e lavoratori in situazione di disagio a causa di disabilità psicofisica o con minori e/o familiari bisognosi di assistenza o per l’eccessiva lontananza della propria abitazione dal luogo di lavoro; è utile per razionalizzare e adeguare l’organizzazione del lavoro a seguito dell’introduzione delle nuove tecnologie e reti di comunicazione pubblica, realizzando economie di gestione; serve per assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori la scelta di una diversa modalità di prestazione del lavoro; promuove una mobilità sostenibile tramite la riduzione degli spostamenti casa-lavoro-casa, nell’ottica di una politica ambientale sensibile alla diminuzione del traffico in termini di volumi e percorrenze» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte.
La Regione Piemonte ha anche promosso una mappatura dell’applicazione delle forme di lavoro a distanza tra gli enti pubblici piemontesi. Circa trecento enti tra Comuni, unioni montane, ASL, scuole, agenzie, enti gestori delle funzioni socio-assistenziali, province, Città Metropolitana e enti vari hanno risposto al questionario messo a disposizione. La situazione non è positiva: il numero delle pubbliche amministrazioni che hanno dato attuazione al contesto normativo è ancora basso.
Dei circa 200 comuni che hanno risposto al questionario solo 11 dichiarano di essersi già dotati del “Piano per l’utilizzo del telelavoro”, ma solo Torino e Novi Ligure hanno già dipendenti che usufruiscono della possibilità: i dipendenti comunali di Torino in telelavoro sono 44 e rappresentano lo 0,5% del totale; a Novi Ligure i dipendenti comunali in telelavoro sono 3 e rappresentano 1,5% del totale.Le Province che si sono dotate del Piano per l’utilizzo del telelavoro sono quelle di Biella, Cuneo e la Città Metropolitana. I dipendenti in telelavoro a Biella sono 2 e rappresentano 1,82% del totale; a Cuneo nonostante la possibilità non ci sono dipendenti in telelavoro; Città Metropolitana ha 18 lavoratori in telelavoro, ovvero 1.5% sul totale dei dipendenti. Monica Cerutti, Assessora alle Pari Opportunità – Regione Piemonte

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