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Posts Tagged ‘telemarketing’

Telemarketing molesto: l’86,5% di chi chiama non è iscritto al ROC

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

Sono in costante aumento le segnalazioni che quotidianamente vengono registrate da Assocontact e OIC tramiteun Form di segnalazione, strumento creato appositamente per raccogliere le lamentele dei consumatori (qui la pagina web di riferimento). Dai risultati raccolti durante il primo mese di attività dal lancio del Decalogo per i Consumatori dello scorso 15 febbraio, appaiono evidenti alcuni risultati, purtroppo allarmanti. Primo tra tutti il fatto che la quasi totalità delle segnalazioni (86,5%) riguarda call e contact center non iscritti al ROC dato, questo, che denota la tendenziale abitudine ad aggirare le norme che regolano il comparto.
Interpretando i dati raccolti si evince, inoltre, che diminuiscono le segnalazioni relative alle Telco e aumentano invece quelle riferite agli operatori Energy (-5% i primi e +5% i secondi) e crescono del 7% i contatti definiti di “pratica scorretta”, ovvero quelli di natura fraudolenta che propongono, cioè, offerte in modo volutamente fuorviante. I numeri iscritti al ROC, invece, si comportano decisamente meglio dei non iscritti, dove al più viene contestata loro l’eccessiva frequenza nel contatto. Menzione particolare, infine, per tutte quelle segnalazioni ricevute dai consumatori che raccontano di telefonate in cui – pur di promuovere i passaggio al Mercato Libero dell’energia – l’operatore si inventa l’impossibile, ben al di là delle reali promozioni in essere.“La parola chiave qui è trasparenza”, commenta Lelio Borgherese, Presidente di Assocontact, “L’aver sostenuto fortemente questa partnership con OIC, mettendoci volutamente in discussione per favorire un percorso di riconciliazione, con i consumatori parte proprio dalla constatazione che ahimè, le cose non stanno andando bene. Come sostenuto anche dal Professor Pasquale Stanzione, Presidente dell’Autorità garante della protezione dei dati personali, intervenuto durante il nostro ultimo webinar, solo un atteggiamento proattivo da parte di tutti: call e contact center legali, committenti e consumatori, potrà cambiare veramente la situazione grazie, anche, all’adozione e all’utilizzo di strumenti efficaci come il Decalogo, la Camera di Compensazione la revisione del Codice di Autoregolamentazione e, non da ultimo, l’allargamento del Registro delle Opposizioni anche alle numerazioni mobile, in arrivo entro questa estate”

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Tlc: Investimenti, telemarketing, migrazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

In queste settimane particolarmente delicate vista la tragedia che ha investito il Paese, siamo intervenuti su tutti i gestori di servizi fondamentali e delle reti di comunicazione per evitare il distaccamento per motivi di morosità, stante le gravi difficoltà economiche, oltre che sanitarie, in cui si sono venute a trovare le famiglie e moltissimi operatori economici.
Per Federconsumatori è importante in questo momento soprattutto che gli operatori delle reti di comunicazione realizzino, nel più breve tempo possibile, investimenti necessari in direzione di una estensione ed un potenziamento delle infrastrutture per renderle accessibili e fruibili in tutte le aree del Paese e a tutti i cittadini. In questa stessa ottica ci siamo mossi affinché, per il tempo limitato alla situazione di emergenza, si evitassero ingenti investimenti in campagne promozionali in una forsennata rincorsa a proporre offerte non sempre chiarissime e si arrestasse il telemarketing.Perciò abbiamo salutato positivamente la proposta di limitare l’attività dei call center ai soli servizi di assistenza agli utenti e sospendere le attività di telemarketing o promozionali sia per ragioni di sicurezza degli operatori dei call center sia per evitare disturbo e di aggiungere ansia al dolore che è piombato nella vita di noi tutti a causa della pandemia. Ci paiono perciò comprensibili le iniziative, tese a limitare nel tempo strettamente legato allo stato di emergenza, la migrazione delle utenze tra gli operatori che così possono dedicarsi al potenziamento delle infrastrutture senza intaccare i diritti degli utenti e della concorrenza.

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I ‘miracoli’ del Telemarketing: Come vengono in possesso dei nostri numeri di telefono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

In tutti questi anni, da quando ho il telefonino, grossomodo ero riuscito a salvarmi dal Telemarketing, non avendo mai fornito il numero a qualcuno che in qualche modo avesse a che fare coi venditori di prodotti di telecomunicazioni ed energetici. Ovviamente il mio gestore aveva il numero, ma a parte i venditori dello stesso ogni tanto che cercavano di convincermi della bontà di altri contratti rispetto a quello che avevo, niente di particolarmente intrusivo. Ma da un annetto a questa parte è cambiato tutto. Cosa ho fatto o cosa è accaduto?
Telefono. Ho cambiato casa. Ho chiuso il vecchio contratto (tutto come legge comanda) e ne ho attivato uno diverso nella casa nuova, sempre con lo stesso gestore. Come spesso accade, purtroppo, il mio gestore non ha considerato la mia disdetta e, per il vecchio numero, ha continuato ad inviarmi bollette per più di un anno, bollette che io non ho mai visto perché le inviava sempre al vecchio indirizzo. Dopo un anno il gestore si è accorto che io, che secondo loro ero debitore nei loro confronti, ero lo stesso (nome, cognome e codice fiscale) che abitava altrove e che aveva un contratto diverso con loro. A quel punto, sulla bolletta del contratto della nuova abitazione mi hanno intimato di pagare anche le bollette della vecchia abitazione. Ovviamente li ho diffidati da questa pretesa, non mi hanno risposto e quindi ho fatto domanda di conciliazione al Corecom. Per legge la loro pretesa economica è bloccata fino alla definizione della vicenda. Dopo diversi mesi il gestore mi ha scritto che avevo ragione e nient’altro, ma siccome la legge prevede anche degli indennizzi in questi casi, nelle prossime settimane avrò udienza al Corecom dove il mio gestore non potrà che darmi questi indennizzi. In questa vicenda del telefono, il mo numero di cellulare è finito nelle “grinfie” dei loro uffici (esterni) di recupero credito. E da quel momento un paio di volte al giorno, ignaro di tutta la vicenda, mi telefona qualcuno da varie parti d’Italia e dell’Europa, dicendomi che se non pago la cifra xxx mi portano davanti a non so quale tribunale. Nel contempo giungono anche altre telefonate di gestori diversi dal mio, che mi propongono le bellezze dei loro servizi.
Energia-gas. Non ho fatto la domiciliazione bancaria delle bollette, ché non vorrei trovarmi ad aver già pagato cifre iperboliche per conguagli non dovuti, anche se puntualmente faccio l’autolettura e comunico i dati. Visto che il mio gestore ha la pessima abitudine di inviarmi le bollette quando le stesse sono già scadute, mi sono registrato online e, quando il gestore emette la bolletta, mi arriva una mail che mi consente di andare online e scaricarmi la stessa e pagarla prima della scadenza. Per fare questa registrazione ho dovuto fornire anche il numero del mio telefonino. Anche in questa vicenda, da quel giorno mi arrivano (tre/quattro volte la settimana) richieste non solo del mio gestore che mi propone sempre contratti che a suo dire sarebbero molto migliori di quello che già ho, ma anche le proposte di gestori concorrenti del mio. Il mio telefonino, per deliberata scelta dei mie gestori telefonico ed energetico, è finito nei circuiti illegali del Telemarketing. Questi gestori, ovviamente, anche sotto tortura negherebbero di aver mai fatto un tale mercimonio…. Ma chissà perché tutti questi altri, e gli stessi miei gestori, mi chiamano per offrirmi le loro meraviglie o minacciarmi di pagare insoluti che non esistono o sono in via di definizione legale (quindi sospesi). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Telemarketing: Le lacrime di coccodrillo del segretario del maggiore partito…

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Maggio 2017

coccodrilloIl Parlamento ha approvato, con voto di fiducia, il dl concorrenza in cui, tra l’altro, si e’ data mano libera ai molestatori del telemarketing per vendere i loro prodotti alle vittime del continuo furto e uso illegale di dati che avviene essenzialmente attraverso Internet. Capitolo tutt’altro che chiuso, perché dovra’ poi fare i conti con quando, a maggio 2018, cominciera’ ad essere applicato un nuovo regolamento europeo di protezione dei dati, piu’ restrittivo rispetto all’attuale, che si spera possa servire a migliorare il controllo dei cittadini sui dati personali che vengono ceduti a terzi.
Ma per capire come i rappresentanti istituzionali del nostro Paese si pongono in materia (cioe’: confusione, ignoranza, pressapochismo, voto di bandiera, partigianeria fine a se stessa e lontano dagli interessi dei cittadini utenti e consumatori), fa testo una dichiarazione in merito del neo-segretario del maggiore partito del nostro Paese, nonche’ maggiore gruppo politico nelle Camere rappresentative, il Partito Democratico. Matteo Renzi, rispondendo ad un supporter che su Facebook gli chiedeva se non riteneva sbagliato il voto sul telemarketing, ha detto: “sinceramente mi sembra un errore. Ho chiesto al capogruppo del Pd alla Camera di verificare per bene la situazione”.
No, non ci siamo. Troppo facile il giorno dopo. Il nostro era segretario di questo partito -nonche’ esponente di maggior rilievo- anche quando in Parlamento e’ stato votato l’emendamento del Movimento 5 Stelle che ha dato mano libera al telemarketing intrusivo, denunciato tale anche dal Garante della Privacy . Le lacrime di coccodrillo del segretario del Pd sono per l’appunto tali. E’ probabile che il nostro non sappia bene di cosa si tratta, anche perche’ probabilmente quando e’ a cena con la sua famiglia, e’ difficile che gli arrivi una telefonata di qualcuno che voglia vendergli qualcosa. Ma il segretario del partito che ha determinato -come governo e come maggioranza parlamentare- il voto di fiducia in merito, non si puo’ consentire di non-sapere.
Oppure il segretario Renzi sta gia’ pensando come rivoltare il tutto e far rinsavire governo e maggioranza parlamentare? Lo auspichiamo e lo aspettiamo al varco. Ma col sospetto che si tratti di una sorta di estemporaneita’ (incosciente?) ballerina, per non doversi trovare spiazzato di fronte a cio’ che tutti riconoscono come la legalizzazione di una violenza (tranne chi ha interessi economici -diretti o indiretti- per facilitare le imprese del settore). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Gli errori delle leggi “un tanto al chilo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Maggio 2017

montecitorioGià fare le leggi non è un mestiere semplice, perché ogni norma disciplina una situazione astratta, e la realtà è sempre più complessa. In più i nostri parlamentari sottovalutano l’attività di produzione legislativa, motivo per cui siedono in Parlamento. L’ultimo caso è quello del telemarketing selvaggio, che il ddl concorrenza da poco licenziato dal Senato ha espressamente autorizzato, con scandalo nostro, del Garante Privacy e dei cittadini.
Di fatto si consentono le telefonate selvagge grazie ad un articolo che recita: “Gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l’abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, hanno l’obbligo di comunicare all’esordio della conversazione i seguenti dati: 1) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale chiamano; 2) l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto. Il contatto è consentito solo se l’abbonato destinatario della chiamata, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione”.Inserire in una norma la frase “contatto anche non sollecitato” vuol dire che ovviamente il contatto non sollecitato, cioè senza il consenso del consumatore che dovrà poi specificare che non vuole ulteriori contatti, è possibile. Leggendo le varie dichiarazioni sulla stampa, viene fuori che questo emendamento è stato proposto da alcuni parlamentari 5 Stelle che ribadiscono di averlo pensato con l’intento opposto a quello che invece viene fuori dalla lettura della norma.
Il che mi pare ugualmente grave rispetto all’eventualità che cercassero di ottenere l’effetto di aprire al telemarketing selvaggio. Perchè dimostra che, senza un minimo di riflessione e di tecnica legislativa, si fanno danni.Il problema non è dei soli 5 stelle. Il penultimo esempio è la “manovrina” economica, fra le cui norme si annuncia con gran fasto la “lotta ai portoghesi del bus”. A parte che nella sostanza cambia poco, quand’anche fosse una grande innovazione resta comunque carta straccia, poiché la norma è frutto di un copia incolla maldestro, nel quale gli obblighi del viaggiatore sono contenuti ai commi 9 e 10 dell’articolo 48 e le relative sanzioni sono contenute al comma 11 e recita: “La violazione degli obblighi previsti dai commi 1 e 2 […]”. Peccato che i commi 1 e 2 di quell’articolo riguardino altro e che si siano dimenticati di correggere il numero dei commi malamente “copiaincollati” da uno dei decreti attuativi della riforma Madia… E di esempio in esempio potremmo continuare, anche con incursioni nella “tecnica legislativa del rimando”, il richiamo di comma in comma: “Fuori dei casi di cui ai commi 1 e 2, ulteriori comunicazioni per le finalità di cui ai medesimi commi effettuate con mezzi diversi da quelli ivi indicati, sono consentite ai sensi degli articoli 23 e 24 nonchè ai sensi di quanto previsto dal comma 3-bis del presente articolo”. Di cosa tratta questo comma? Cosa dice? Un qualsiasi lettore è in grado di capirci qualcosa? Il primo destinatario di una norma è il cittadino, che deve essere posto nelle condizioni di comprenderne il testo e non deve essere costretto a chiedere all’avvocato (il quale peraltro, per dare un senso a quanto legge dovrà decriptarlo come un codice segreto…) cosa significa. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Telemarketing un errore: lo dice Renzi e lo smentisce il PD

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Maggio 2017

camera deputatiPer Matteo Renzi, segretario del Pd, l’emendamento sul telemarketing è stato un errore. “Bene, una buona notizia. Il suo partito si impegni allora a correggere il ddl concorrenza su questo punto, accogliendo le nostre proposte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Queste le richieste dell’UNC, appoggiate anche dal Garante della Privacy:
1) Introduzione di un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero).
2) Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni: la possibilità di iscrivere anche i numeri di cellulare e soprattutto che una volta iscritto il proprio numero si possano “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati).
3) Oggi il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro) è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più si puliscono le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri (di fatto preferiscono pagare le sanzioni), mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.

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Teleselling: bene operatori, ora si approvi legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

senatoContro il telemarketing selvaggio, le principali compagnie telefoniche oggi in audizione in Senato hanno detto si all’allargamento del registro delle opposizioni anche ai numeri non presenti sugli elenchi e ai cellulari, oltre che al ricorso ad una ‘black list’ delle aziende che non rispettano determinati requisiti o, in alternativa, ad una ‘white list’ di quelle virtuose.
“Bene, una buona notizia. Ora non ci sono più scuse per ritardare l’approvazione di una legge che affronti il problema del teleselling selvaggio al quale attualmente, su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, possono iscriversi solo 13 milioni, l’11,3%, ossia quelle negli elenchi telefonici” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per risolvere il problema, però, bisogna fare in modo che l’iscrizione al Registro consenta la cancellazione contestuale di ogni eventuale consenso pregresso, per permettere al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati. Va anche cambiato il sistema di accesso al Registro. Attualmente gli operatori più numeri controllano, più pagano. Bisogna, invece, che gli operatori paghino una quota fissa, definita sulla base del fatturato. Infine va introdotto un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero)” conclude Dona.

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Telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Dopo una gestazione lunga e sgangherata, arriva lo sbandierato “Registro delle opposizioni”, quello a cui gli utenti telefonici risultanti dai vari elenchi -aziende e persone fisiche- possono iscriversi per evitare di ricevere telefonate pubblicitarie da venditori di ogni tipo di prodotto/servizio. Abbiamo predisposto una scheda pratica con le istruzione per l’uso, ma i dubbi sulla sua efficacia permangono. Non si può non ricordare il modo selvaggio con cui gli operatori hanno operato finora, anche con l’avallo e le sanatorie del Parlamento italiano che ha più volte graziato chi, infischiandosene delle norme, ha impunemente commesso reati. Per capire il livello di abusi, basti citare un documento degli stessi operatori che, poche settimane fa, si sono dati un codice di autoregolamentazione in cui solennemente promettono di non tediare con fastidiose telefonate gli italiani dopo le 21.30 (2), il che significa che telefonare dopo le nove e mezza è stata e forse è prassi consolidata.
In ogni caso il Registro delle opposizioni dal 1 febbraio 2011 è attivo. Ma quali sono i principali limiti giuridici e pratici? Per esempio, se dopo l’iscrizione continuano a chiamare? Di fatto la legge non prevede un meccanismo tecnico di interdizione delle chiamate. Si prescrive l’applicabilità di sanzioni, ma non si prescrive la possibilità di attivare delle tecniche di filtraggio nei confronti del telemarketer che chiami anche utenti iscritti al Registro. Potrebbe darsi infatti che in assenza di provvedimenti di filtraggio, l’operatore commerciale continui comunque a contattare tutti indiscriminatamente. Ovviamente qui si apre lo scenario di un contenzioso infinito tra gli abbonati che devono dimostrare di essere stati importunati da quel determinato operatore commerciale e i telemarketer che faranno di tutto per glissare.
Il ruolo monco del Garante della Privacy. Il controllo sul funzionamento e sul rispetto della normativa viene affidato al Garante Privacy. La funzione dell’Authority tuttavia si dimostra monca: può comminare sanzioni, ma non ha il potere di ordinare alle compagnie telefoniche l’interdizione di una certa linea telefonica (quella del telemarketer fuori legge) dall’interoperabilità con l’intera utenza nazionale. Conseguentemente in barba alla previsione di contatti con numero telefonico in chiaro e dovere di informativa, l’operatore commerciale può benissimo agire in modo abusivo senza accedere al Registro e da territori non sottoposti alla normativa in oggetto, gabbando lo Stato italiano e le aziende del settore che lavorano in modo serio e trasparente. Insomma un Registro delle opposizioni senza poteri di opposizione serve veramente a poco. Nonostante tutto questo, però, iscriversi in massa può essere utile, come utile è evitare di rispondere alle chiamate con numero anonimo o riservato o comunque non identificabile. (Deborah Bianchi, avvocato specializzato in diritto applicato alle nuove tecnologie, esercita nel Foro di Pistoia e Firenze in materia civile e amministrativa)

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Telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 dicembre 2010

Allegria, stop alle telefonate selvagge dei televenditori di Adsl, pay tv, pentole e abbonamenti vari. Gli operatori del settore si sono ufficialmente impegnati a non far squillare i telefoni degli italiani dalle 9,30 di sera in poi. In più si obbligano a non contattarci per più di una volta al mese. Fantastico impegno, quello assunto da Asstel, che raggruppa i principali gestori di call center e gli operatori telefonici, i principali responsabili del martellamento telefonico che va avanti da lustri: Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G, Fastweb, BT Italia, Tiscali, Colt, Brennercom, Welcome, Sky-Telecare, Almaviva Contact, E-Care, Comdata, Visiant. Si tratta degli stessi soggetti che in questi anni hanno beneficiato di un privilegio degno di una casta nobile: l’impunità sostanziale rispetto agli abusi, grazie all’autorizzazione di Parlamento e Governo a poter continuare a ‘delinquere’, utilizzando delle banche dati illegali. Ed in seguito il ribaltamento della normativa, dal prossimo anno per evitare di essere disturbati dovremo iscriverci ad un registro gestito indirettamente da una fondazione fondata dagli stessi gestori telefonici. Infine. Ma che razza di impegno è quello di promettere che oltre le 21.30 non faranno più telefonate? Come se non arrecasse fastidio una telefonata alle 21.25, quando ho appena messo a letto il bambino di un anno, di un venditore che propone l’affare del secolo, che nel 90% dei casi si concretizza in una quasi truffa. (Domenico Murrone, responsabile Aduc-Tlc)

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Siseco cerca nuovo personale

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2010

Operatori telemarketing e venditori le figure richieste dall’azienda di San Vittore Olona (MI) Siseco va controcorrente e continua a crescere. Dopo aver chiuso il 2009 con un bilancio in crescita (+6% fatturato e +28% personale), l’azienda specializzata in soluzioni IT con sede a San Vittore Olona, in provincia di Milano, amplia ancora l’offerta e ricerca nuovo personale, in particolare operatori di telemarketing e venditori di soluzioni informatiche. Una delle ultime novità è la gestione di call center conto terzi: «Abbiamo voluto creare un call center interno per offrire un’attività di telemarketing alle aziende – afferma Roberto Lorenzetti -. Cerchiamo quindi del nuovo personale da inserire nell’organico e far crescere».  Il candidato, che lavorerà nella sede di corso Sempione a San Vittore Olona, avrà il compito di occuparsi di prendere appuntamenti per la forza vendita diretta. La risorsa sarà assunta dall’azienda, con contratto della durata di tre mesi e possibilità di rinnovo. L’orario di lavoro è circa dalle 9 alle 18. Si richiede esperienza pregressa nell’attività di call center outbound (telemarketing e presa appuntamenti); orientamento alla vendita; serietà, ottime capacità relazionali e conoscenza delle principali tecniche base di comunicazione; conoscenza dei principali pacchetti applicativi Microsoft. Come agenzia Var di Telecom Italia, Siseco cerca invece dei venditori di soluzioni informatiche.  Si offre ampio portafoglio di prodotti, che comprende l’offerta Telecom Italia, Siseco, Lavoro e formazione e BusinessFinder. L’ambiente di lavoro è professionale e stimolante, e presta attenzione al clima interno e alla soddisfazione delle risorse. Si offre un fisso mensile e una remunerazione a provvigione di forte interesse; costante formazione di prodotto e sulle tecniche di vendita più efficaci; supporto per la generazione di appuntamenti verso nuovi clienti potenziali; reali possibilità di carriera e crescita economica commisurate ai risultati commerciali. Si richiede serietà e professionalità ed esperienza biennale di vendita. L’area di lavoro è il nord Italia, la sede è Milano. Per candidarsi è possibile inviare il proprio curriculum a info@siseco.com.
Siseco Nata nel 1987, Siseco (www.siseco.com) è azienda leader nel settore IT e sviluppa soluzioni rigorosamente “Made in Italy” grazie a un team interno di ingegneri e tecnici. I prodotti di punta sono GAT.crm, un sistema che vanta 10 anni di esperienza ed è utilizzato da oltre 25mila utenti, e b.com il CRM di nuova generazione realizzato in un’ottica web 2.0, potente, innovativo e altamente personalizzabile. Le proposte Siseco sono le uniche fornite già con i dati della Guida Monaci integrati: un database completo con l’anagrafica di 500mila aziende italiane verificate pronto per essere utilizzato e l’innovativo sistema di Lead Generation Integrato al CRM, basato sulla formula “Pay per Lead”. Sono oltre 250 le realtà in tutta Italia che utilizzano le piattaforme Siseco, tra queste Editalia (Istituto Gruppo Poligrafico Zecca dello Stato), Fastweb, Tre, Michelin, Il Sole 24 Ore, Telecom Italia, Editoriale Secondamano, Bottega Verde, Del Taglia Piscine.

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Intercettazioni telefoniche e telemarketing selvaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2010

C’è un attivismo asimmetrico nell’azione del Governo in fatto di privacy. Sta portando avanti un provvedimento sulle intercettazioni telefoniche (e non solo) che e’ il contrario di quanto ha fatto sui call center del telemarketing, dove ha legalizzato i reati che da anni questi operatori hanno compiuto ai danni degli italiani, utilizzando numeri di telefono acquisiti illegalmente. Il ddl intercettazioni “restituisce pari dignità al diritto alla riservatezza, al diritto di cronaca ed al diritto-dovere di indagine”, spiega il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. E’ bravo il nostro ministro! Capace di mediare (a parole) tra diritto alla privacy, libertà di stampa e diritto all’informazione, oltre all’obbligo per le autorita’ di perseguire i reati. Ma Alfano, delle violazioni della privacy, se ne accorge solo quando eventuali abusi coinvolgono i potenti. Non ricordiamo, infatti, interventi a difesa della privacy di milioni di italiani non-potenti, molestati dai call center a tutte le ore della giornata. Anzi, i parlamentari della maggioranza governativa hanno ostacolato l’azione del Garante della privacy, approvando leggi e leggine che hanno consentito ad autori di reato (come ipotizzato dal Garante) di continuare “tecnicamente” a delinquere. Dopo una serie di avvertimenti, nel settembre 2008 il Garante scrive: “le aziende e le compagnie telefoniche che hanno acquistato i dati e li hanno utilizzati a fini di marketing telefonico, non si sono preoccupate di accertare, come prevede la disciplina sulla protezione dei dati, che gli abbonati avessero acconsentito alla comunicazione dei propri dati e al loro uso a fini commerciali. La mancata inosservanza del divieto dell’Autorità espone anche a sanzioni penali”.  Un avvertimento tardivo, ma perentorio. Così, in soccorso di chi non ha rispettato le norme, interviene la maggioranza governativa che fa approvare varie proroghe, consentendo a chi non ha rispettato la privacy degli italiani di continuare a molestarli. La doppiezza dei governanti italiani non è una novità, ma della doppia privacy se ne deve fare a meno. Visto quanto affermato dal vice sottosegretario Usa alla Giustizia, Lanny Breuer, sull’essenzialità delle intercettazioni per la lotta alla mafia, potremmo chiedere agli americani di liberarci da chi fa il contrario, come fecero nel 1943. Ma per il momento, siccome ci interessa la certezza del diritto più che la “politica politicante”, chiediamo al Governo, nell’ambito delle sue interpretazioni delle norme, solo chiarezza: – rispetto della privacy di chi parla al telefono? Bene! Sia cosi’ per tutti i cittadini, sia quelli potenzialmente delinquenti sia quelli che non vogliono ricevere a casa ogni ora un paio di telefonate per vendergli qualcosa; – rispetto condizionato di chi parla al telefono? Bene! Intercettazioni facili per i potenziali delinquenti e telefonate a go-go dei venditori a casa della gente. Certezza del diritto per sapere con chi si ha a che fare: per combatterli o elogiarli. La doppiezza, invece, è foriera di instabilità, incertezza e, da parte di chi prende atto che si puo’ fare tutto e il proprio contrario, delinquenza. (Domenico Murrone, responsabile Aduc telecomunicazioni) http://tlc.aduc.it

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Rivoluzione nel telemarketing

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Conto alla rovescia per la rivoluzione nel mondo del telemarketing. Dal 25 maggio entra in vigore il decreto Ronchi (convertito con modificazioni nella legge 166/2009) che cambierà il rapporto tra call center e cittadini, rendendo contattabili tutte le utenze, comprese quelle che non hanno dato il proprio consenso. Chi non vorrà essere contattato, dovrà iscriversi al registro pubblico delle opposizioni, che dovrà essere istituito entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ma su cui non si sa ancora molto. Come vivono i call center questo cambiamento? Con quale spirito si preparano a vivere il passaggio? «Si tratta di un rivoluzione copernicana -commenta Roberto Lorenzetti, AD di Siseco, azienda che ha tra i propri clienti numerosi call center che utilizzano sia i CRM made in Italy, sia i sistemi Voip-. Con il decreto Ronchi si passa da un sistema di opt-in, quello introdotto dal decreto sulla privacy, in cui era la società che doveva ottenere il consenso del cliente per inviare comunicazione commerciali, a una logica di opt-out, in cui è il cliente che non desidera più essere contattato a dover manifestare il proprio dissenso. Per i call center si tratta di un’occasione importante da cogliere: per questo è fondamentale avere i mezzi giusti».

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