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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘telemedicina’

La telemedicina è al servizio dell’integrazione ospedale-territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2021

Il dottor Rossi avvia la videoconferenza e attende che si colleghi il signor Bianchi, li raggiungerà a breve anche la dottoressa Verdi. Non è l’inizio dell‘ennesimo meeting di lavoro, ma quello di una tele-visita, dove il dottor Rossi è il medico curante del signor Bianchi e la dottoressa Verdi la collega coinvolta per un parere specialistico.Un’eventualità che potrebbe diventare sempre più frequente nel contesto sanitario post-pandemico, dove saranno necessari nuovi modelli di assistenza basati sull’utilizzo della telemedicina e delle innovazioni digitali, così come indicato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Proprio per rispondere a questa esigenza e, in particolare, a quella di una maggiore integrazione ospedale-territorio, soprattutto per la gestione delle cronicità, Siemens Healthineers lancia la piattaforma di telemedicina Minerva, presentata al 53° Congresso Nazionale SIBioC.Tra le funzionalità di Minerva, un sistema di videoconferenza che permette al medico e al suo paziente di effettuare videochiamate a cui invitare eventualmente anche un parente o un caregiver, così come un altro medico per una visita multidisciplinare.Ma sono molti altri i servizi che Minerva mette a disposizione del paziente, sia come portale web, sia come App sulle piattaforme iOS e Android: prenotazioni di visite ed esami, distribuzione referti, gestione dei consensi, registrazione dei parametri vitali anche quelli rilevati da dispositivi indossabili come smartwatch, notifiche e promemoria (assunzione di un farmaco, compilazione di un questionario, data di una visita, etc), per citarne solo alcuni.L’altra faccia di Minerva è poi il portale a disposizione dei medici che consente loro, ad esempio, di accedere a dashboard con statistiche sul numero di pazienti, appuntamenti, annullamenti, richiedere/fornire consulenza a colleghi e specialisti, predisporre questionari rivolti ai pazienti, gestire i piani di cura.La piattaforma, inoltre, offre vantaggi a livello di sistema, perché è in grado di integrare dati dei pazienti registrati in database eterogenei, caratteristica particolarmente funzionale agli attuali processi di cura che implicano sempre più il coinvolgimento di diverse unità organizzative all’interno delle strutture sanitarie. Minerva sfrutta l’analisi dei dati per evidenziare aree di miglioramento assistenziale e identificare i pazienti a rischio, monitora le metriche operative per promuovere l’efficienza.Grande attenzione è stata dedicata all’implementazione degli aspetti di sicurezza. Il paziente può infatti controllare tramite il meccanismo dei consensi a chi rendere disponibili le proprie informazioni (in toto o limitatamente a un set di informazioni/esami) ed eventualmente porre una scadenza. Può anche verificare tramite log specifici chi ha fatto accesso ai suoi dati e quando. E può applicare il diritto all’oblio, chiedendo che tutti o parte dei propri dati vengano oscurati da un certo momento in poi.

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Alzheimer: al via il primo progetto pilota di telemedicina

Posted by fidest press agency su sabato, 9 ottobre 2021

Test neuropsicologici digitalizzati, somministrati tramite tablet direttamente a casa dei pazienti con malattia di Alzheimer e altre forme di demenza, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dei pazienti, ma anche di favorire l’identificazione delle persone a rischio di sviluppare la malattia. Il tutto grazie all’utilizzo di uno schermo touch che consente la presentazione degli stimoli visivi e verbali e la registrazione delle risposte vocali, motorie e di disegno dei pazienti. Questa è la base tecnologica da cui nasce la prima piattaforma di tele-neuropsicologia per la malattia di Alzheimer, presentata oggi dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) insieme a Biogen, azienda biotech focalizzata sulla ricerca e sviluppo di innovazioni terapeutiche nell’area delle neuroscienze. Nei prossimi mesi la piattaforma sarà utilizzata e validata nell’ambito di un progetto pilota, che coinvolgerà sette centri specializzati in diverse regioni italiane.Il progetto nasce nel 2020 da un tavolo di lavoro congiunto che ha coinvolto la SIN, la Sindem e la SINP, finalizzato ad analizzare le potenzialità della tele-neuropsicologia, come spiega Gioacchino Tedeschi, Presidente della SIN: “La tele-neuropsicologia è un’area di ricerca di grande interesse e in costante sviluppo, che durante la pandemia ha visto un’accelerazione della richiesta di strumenti e servizi a supporto della pratica clinica. Nel caso delle demenze neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer, esiste un sostanziale accordo tra la comunità scientifica sulle aree cognitive da esplorare e sui relativi test neuropsicologici. Molti di questi test possono essere sviluppati in versione digitalizzata, consentendo un elevato livello di automatizzazione nelle procedure di somministrazione degli stimoli, raccolta delle risposte, correzione dei punteggi e loro interpretazione, tutti aspetti che favoriscono la possibilità di valutazione a distanza, con possibili vantaggi per i pazienti, i familiari e i centri di trattamento”.I dati scientifici mostrano che l’esordio della malattia inizi circa 15-20 anni prima che i pazienti mostrino i primi sintomi. I primi segni della malattia, in genere, sono la perdita di memoria recente, la difficoltà nel trovare le parole e/o la perdita della capacità di orientamento. Tra gli altri sintomi precoci ci sono anche la confusione e i cambiamenti dell’umore e della personalità. Campanelli d’allarme che in futuro potrebbero essere importanti elementi per favorire una diagnosi precoce della malattia e potrebbero essere individuati e valutati anche grazie al supporto della tecnologia e di strumenti di tele-neuropsicologia, come quello al centro del progetto presentato oggi. “Le demenze, come la malattia di Alzheimer, sono una delle più importanti sfide sanitarie dei prossimi anni. Una priorità, recentemente sancita anche dalla dichiarazione dei Ministri della Salute del G20, che vedrà impegnati i sistemi sanitari di tutto il mondo per rispondere ai bisogni di milioni di persone e delle loro famiglie. – commenta Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia – Come azienda che ha fatto dell’essere pionieri nelle neuroscienze la sua missione, siamo impegnati non solo per ricercare e sviluppare nuove soluzioni terapeutiche, in un’area come la malattia di Alzheimer dove da oltre vent’anni non vengono introdotti nuovi trattamenti, ma anche per lavorare al fianco della comunità scientifica e dei pazienti e caregiver per la messa a punto di servizi e soluzioni che favoriscano un cambio di paradigma nella diagnosi e nella gestione sempre più precoci di queste complesse malattie neurodegenerative. Per questo – conclude Banfi – abbiamo da subito sposato il progetto di creazione della prima piattaforma italiana di tele-neuropsicologia e mi auguro che questo nuovo strumento possa portare a miglioramenti concreti nella gestione anche a distanza di questa malattia.

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Convegno sul tema “Telemedicina: potenzialità e sviluppi”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Torino. il giorno 23 giugno 2021, con inizio alle ore 16 il convegno si svolgerà in forma telematica ed è riservato ai medici e a tutti gli operatori sanitari interessati che, ove previsto, iscrivendosi e partecipando al convegno, potranno ottenere i crediti formativi relativi alle loro professioni. L’obiettivo del convegno è di creare una occasione di confronto sull’impiego della telemedicina nella pratica clinica corrente e in particolare nel controllo clinico a distanza di pazienti a domicilio o in sedi distanti da unità sanitarie strutturate di cura, in situazioni ordinarie e di emergenza. Interverranno al convegno, fra gli altri, degli specialisti medici ed infermieristici con una lunga e provata esperienza nel settore, maturata in strutture sanitarie di rilievo nazionale e internazionale. Si offrirà ai partecipanti anche un quadro generale sulla evoluzione e sulla applicazione della telemedicina nella pratica medica, con particolare riferimento alla Regione Piemonte. Si tratterà infine della telemedicina dal punto di vista dell’infermiere professionale e si illustreranno le modalità operative e telematiche per il rilievo e la gestione a distanza dei dati clinici. Questo e più nel dettaglio, il programma del convegno: apertura dei lavori e introduzione tecnico-scientifica del prof. Giancarlo Isaia, presidente dell’Accademia di Medicina di Torino. Seguiranno gli interventi: “L’ospedalizzazione a domicilio”, dr. Renata Marinello, dirigente medico AOU Città della Salute di Torino; “La telemedicina: l’esperienza dell’ospedale Molinette di Torino”, dr. Cristina Tamone, dirigente medico AOU Città della Salute di Torino; “La telemedicina e l’ infermiere in RSA e in assistenza domiciliare”, dr. Walter Pellegrini, coordinatore infermieristico Studio Cavallo STP di Cuneo; “La telemedicina di ieri, di oggi e le prospettive future: un’analisi di IRES Piemonte”, dr. Bibiana Scelfo, Ricercatrice IRES Piemonte; “Telemedicina e tecnologia: esperienze sul campo di strumenti di gestione per il network assistenziale”,ing. Sandro Novelli, Centro di Competenza NBS srl. Chiuderà i lavori il prof. Isaia, già primario della S.C. di Geriatria dell’ospedale Molinette di Torino.

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Scuola: La sfida della “telemedicina di comunità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Sei scuole superiori romane, 120 studenti nel ruolo di “i-tutor”, 12 volontari della conoscenza senior, 15 associazioni del territorio e 500 over 65 raggiunti. Sono i numeri dell’edizione pilota di “Insieme si riparte”, il progetto nato dalla collaborazione tra l’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, Regione Lazio e Fondazione Mondo Digitale per contrastare in emergenza sanitaria l’isolamento delle persone anziane e guidarle all’uso dei servizi online per la salute. L’evento finale si è concluso con la partecipazione dei protagonisti del progetto e l’intervento del presidente della Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot) Alberto Pilotto.Oltre al servizio di assistenza a distanza, il progetto ha previsto anche la realizzazione di una guida alla salute digitale nel Lazio e di video tutorial fruibili da cellulare, disponibili sul sito http://www.insiemesiriparte.org

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La telemedicina in farmacia può salvare la vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

Il recente episodio avvenuto a Lanzada (SO), dove un elettrocardiogramma eseguito in farmacia ha salvato la vita di un paziente, consentendo l’immediato ricorso al cardiologo, è un perfetto esempio del ruolo fondamentale che il farmacista di comunità può avere nell’assistenza territoriale, in particolare nelle aree lontane dalle grandi città. Il Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani si complimenta dunque con il collega Alberto Orseniga per aver dotato il suo presidio dei servizi di telemedicina. Queste prestazioni, che non si limitano agli esami elettrocardiografici, sono una delle nuove funzioni previste dal modello della “farmacia dei servizi”, promosso dalla FOFI, la cui sperimentazione avrebbe dovuto cominciare all’inizio del 2020 ma che l’inizio della pandemia ha forzatamente ritardato. E’ evidente che questi servizi permettono non soltanto un più semplice monitoraggio dei pazienti cronici ma – come in questo caso – possono rivelarsi fondamentali anche per prevenire emergenze, così come per raggiungere i pazienti costretti al domicilio. Come la Federazione ha sempre sostenuto, se la “farmacia dei servizi” fosse stata già operativa lo scorso anno, la risposta ai bisogni dei pazienti sul territorio sarebbe stata diversa. Oggi il Paese sta affrontando la sfida dell’immunizzazione contro la COVID-19, alla quale stanno contribuendo anche i farmacisti, ma è una priorità anche avviare una riforma dell’assistenza sul territorio nella quale i farmacisti e le farmacie di comunità possano operare a tutto campo in collaborazione con gli altri professionisti.

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Il 2021 è l’anno della telemedicina

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

Accelerata dalla pandemia, riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale nel dicembre 2020, la telemedicina unisce la professionalità del corpo medico italiano al digitale, rispondendo alle esigenze di famiglie e single, giovani coppie e professionisti. Con qualche perplessità: se il problema che è apparso evidente negli ultimi mesi è proprio il cosiddetto digitale divide, come fare per rispondere alle esigenze di tutte le categorie e generazioni, anche quelle meno digitalmente alfabetizzate, per questioni anagrafiche o territoriali? Per rispondere a questa domanda, dal mondo delle start up italiane, dal cuore della pandemia, a fine 2020 è nata Medicoora, che nel giro di poche settimane si è posizionata in cima alle offerte di settore individuando una strada che concilia la telemedicina, oggi necessaria per non affollare gli ospedali e naturale evoluzione del digitale, al necessario rapporto umano di guida e cura, supporto e orientamento. Come una bussola nel mondo della medicina, in un periodo in cui di direzioni sicure se ne sente fortemente il bisogno, Medicoora propone un originale connubio tra potenziale “umano” e risorse del digitale, superando tante perplessità legate alla telemedicina. Lo fa combinando l’uso di strumenti tecnologici al fattore umano, conciliando la semplicità di utilizzo, con la qualità e l’affidabilità delle strutture sanitarie italiane e il personale medico disponibile h24. Come un medico di famiglia sempre disponibile, a portata di click, o di telefono.Medicoora risolve il gap digitale inserendo non una voce guidata ma fornendo una guida accessibile e comprensibile a tutti, una guida in carne e ossa, disponibile all’ascolto h24 per fugare dubbi e preoccupazioni, capire se c’è un problema e quale possa essere la soluzione più efficace, semplice e immediata che sia un consulto video da remoto con un professionista o la prenotazione di una visita in presenza presso una struttura sanitaria, la consegna dei farmaci o la ricerca del primo appuntamento libero con un specialista.Tutto questo si realizza attraverso le competenze, l’impegno ed il sacrificio di medici disponibili h24, pronti a risolvere i problemi più disparati di chi lo richiede.

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Telemedicina. Le regole per visite, consulti, prenotazioni e ricette del Mmg

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2020

Dopo le linee guida sull’erogazione dei servizi di telemedicina che equiparano le tariffe di visite e monitoraggi in remoto a quelle delle prestazioni in presenza, il Ministero della Salute pone all’attenzione delle regioni “Indicazioni nazionali” su cinque specifiche prestazioni: la televisita con medico e paziente collegati a distanza, il teleconsulto medico tra medici collegati, la teleconsulenza tra medico e sanitario o tra sanitari, la teleassistenza delle professioni sanitarie verso il paziente e la telerefertazione degli esami in remoto. Il documento non tratta invece di teleriabilitazione, telecertificazione e telemonitoraggio, rinviati ad altro “paper”, e mantiene la tariffa in remoto pari a quella in presenza. Inoltre, sconsiglia le prestazioni a distanza su pazienti acuti, cronici riacutizzati o fragili nonché su pazienti non ben trattabili a domicilio. È sempre il medico che esegue l’esame a valutare se effettuarlo in presenza o a distanza. E a prenotarlo. Le prestazioni – Già tariffata dal documento delle regioni di settembre, la televisita non può sostituire la visita in presenza, ma deve riferirsi a pazienti che hanno già una diagnosi e a quattro casi specifici: follow up di patologie croniche (ad esempio con piano assistenziale individuale-Pai); situazioni note in cui serva eventuale cambio di farmaco o di dosaggio; valutazione anamnestica per stadiare una patologia nota o sospetta; controllo di esiti di esami fatti. Si applica a visite ambulatoriali previa presentazione di ricetta medica ed eventuale esenzione, e consultoriali entro percorsi d’accesso definiti. A differenza della televisita, teleconsulto, teleconsulenza medico-sanitaria e teleassistenza non sono tariffati nel nomenclatore né hanno disciplina definita sul ticket. Con il teleconsulto il paziente può fruire di second opinion di specialisti, mentre la teleconsulenza (con paziente presente o meno) e la teleassistenza (con paziente sempre presente) possono richiedere la condivisione di dati clinici e referti tramite apps e preludono al corretto svolgimento di attività assistenziali a valle. La telerefertazione può seguire la telegestione di un esame a distanza e consiste nella relazione del medico o sanitario in un referto online (telereferto) dove si formalizza la telediagnosi del medico autenticata con firma digitale. Compiti del medico – La responsabilità del sanitario è identica a quella originata dalle prestazioni in presenza. Nel referto vanno apposti i nomi dei professionisti presenti all’esame. Il referto digitale va reso condivisibile, consultabile e trattabile ad altri sanitari. Il clinico dovrà poter comunicare con il paziente via sms, email criptate, videochiamata. Sono situazioni già sperimentate, dalle regioni come dai privati; in particolare nelle cronicità il documento cita esperienze quali: trasmissione elettrocardiogrammi a hub cardiologico per refertazione o second opinion; invio di parametri vitali da ambulanza a pronto soccorso; trasmissione di immagini da pronto soccorso a stroke unit; teleconsulti da casa e videochiamate tra operatori; televisite specialistiche da unità operative di differenti presìdi ospedalieri. Nel prescrivere la prestazione, il medico non dettaglia la modalità di erogazione, ma può aver necessità di specificare che essa sarà erogata a distanza nel campo delle note o del quesito diagnostico. A prenotare l’esame è sempre lo specialista che ha in carico il paziente una volta decisa la modalità di erogazione, in presenza o in remoto. L’adesione del paziente va preceduta da informativa che indica in cosa consista la prestazione, quale ne sia l’obiettivo, come s’intenda trattare i suoi dati, chi vi abbia accesso, chi siano titolare e responsabile del trattamento (strutture e professionisti con nomi e cognomi) e come rivolgervisi. Scenari – L’esito di una prestazione a distanza può indicare la stabilità della situazione, ovvero portare al ricovero del paziente, a richieste di approfondimento, a rinnovi di piano terapeutico, o a una riprogrammazione dell’esame in presenza per via di esito insoddisfacente. Le strutture sanitarie devono garantire che la strumentazione usata sia adeguata ed interoperabile, leggibile in altre strutture e regioni, e che il referto sia archiviato correttamente. Non è telemedicina il triage telefonico o a distanza che indirizza il paziente al percorso diagnostico o alla cura più idonei. La parola adesso passa alle regioni per l’approvazione. (By Mauro Miserendino fonte: Doctor33)

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Nuova piattaforma di Telemedicina della Sir

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Parte il progetto di telemedicina reumatologica iARPlus. Non si tratta di una semplice cartella clinica elettronica ma di una nuova piattaforma informatizzata, interoperabile e in grado di facilitare i contatti tra malato, il medico di medicina generale e lo specialista reumatologo. Già in 40 centri della Penisola sono operativi degli “Ambulatori Virtuali Reumatologici” che presentano modelli e percorsi comuni e condivisi per evitare disparità nei servizi erogati. L’obiettivo è implementarli nel più breve tempo possibile e l’iniziativa nasce dall’esigenza di far fronte alle emergenze sanitarie imposte dalla pandemia. E’ promossa dalla Società Italiana di Reumatologia (SIR) con il supporto incondizionato dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR). iARPlus viene presentata oggi durante la seconda giornata del 57° Congresso Nazionale della Società Scientifica. La piattaforma è usufruibile per i pazienti colpiti dalle patologie più gravi come artrite reumatoide, artrite psoriasica o spondilite anchilosante. On line sono presenti schede per raccogliere tutti i dati anagrafici, esami di laboratorio, esiti diagnostici, tipologia di trattamento in atto, aderenza e comorbidità. Il paziente potrà compilare, sempre on line, delle schede di autovalutazione sull’attività della malattia. Queste ultime sono integrate in un sistema di allarme che avvisa in tempo reale il reumatologo. Lo specialista potrà poi valutare se sia necessario o meno convocare l’assistito in ospedale per controlli più approfonditi in presenza. “Questo nuovo progetto di telemedicina è uno strumento fondamentale in questo momento molto delicato – afferma Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Da quando l’indice dei contagi è bruscamente aumentato in tutto il Paese stiamo assistendo alla riconversione di reparti di reumatologia in strutture sanitarie per l’assistenza ai pazienti colpiti da Covid. Stiamo affrontando settimane complicate ed è ormai necessario, e a volte anche imprescindibile, utilizzare nuovi mezzi telematici moderni”. “Il nostro auspicio è passare dai 40 attualmente operativi a tutti i centri di reumatologia per implementare il prima possibile su tutto il territorio italiano questi servizi – sottolinea Roberto Gerli, Presidente Eletto SIR -. E’ un primo progetto pilota che dovrà ora aprirsi a collaborazioni con altre associazioni mediche e di pazienti. Si tratta di una necessità che va al di là dell’emergenza legata all’attuale pandemia in quanto le nuove tecnologie rappresentano un modello assistenziale innovativo e sempre più incentrato sul cittadino. La telemedicina può contribuire e favorire una profonda riorganizzazione dell’assistenza sanitaria reumatologica e soprattutto facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie in tutta la Penisola”. Dal congresso nazionale della SIR arriva anche un appello alle istituzioni affinché legiferino quanto prima sulla telemedicina. “Solo alcune Regioni hanno definito regole e tariffe precise per l’erogazione di servizi sanitari attraverso l’utilizzo di strumenti digitali – aggiunge Fausto Salaffi, Consigliere Nazionale SIR -. Fino a quando le televisite non saranno equiparate a livello burocratico-amministrativo a quelle ambulatoriali sarà difficile avviare in Italia progetti in grado di rispondere alle nuove sfide. Come Società Scientifica ci stiamo impegnando per garantire l’assistenza anche da remoto ai nostri pazienti. E’ però fondamentale che anche le autorità sanitarie, sia locali che nazionali, sostengano la comunità medica con interventi legislativi specifici”.

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Telemedicina e cronicità: “Impariamo dalla lezione che il Covid ci ha dato”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Dopo anni che si parla di telemedicina, ora è il momento di fare un balzo in avanti. Già 8 anni fa la Commissione europea aveva preparato un piano strategico per abbattere le barriere all’utilizzo diffuso della telemedicina nei Sistemi Sanitari Europei ma, almeno in Italia, poco è stato fatto. Il Covid-19 ha fatto emergere il grave ritardo nella riforma dei servizi territoriali mostrando la necessità di spostare l’assistenza dei malati cronici dall’ospedale al territorio. L’uso della telemedicina è fondamentale per la prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e monitoraggio e bisogna ora considerare la telemedicina come parte integrante del percorso di cura. Durante il webinar “CRONICITÀ E TELEMEDICINA. LA LEZIONE DI COVID-19”, realizzato da MOTORE SANITÀ, grazie al contributo incondizionato di Daiichi-Sankyo, esperti di tutta Italia si sono confrontati per porre le basi per rendere finalmente concreto l’utilizzo della telemedicina in Italia.
“La telemedicina, cioè la prestazione di servizi di assistenza sanitaria mediante le tecnologie informatiche crea una rete telematica fra medico, infermiere, malato e caregiver. La sua diffusione nel contesto clinico ha fatto progressi limitati per molti anni. Oggi le problematiche connesse con COVID-19 hanno posto la telemedicina al centro dell’arena, per la sua capacità di raggiungere pazienti remoti colpiti da COVID-19, offrendo loro supporto, consulenze esperte, ospedalizzazione domiciliare. Allo stesso tempo offre ai tanti pazienti fragili che devono eseguire controlli o adeguamenti terapeutici la possibilità di essere seguiti appropriatamente evitando spostamenti e il connesso rischio di contagio. COVID-19 ha colpito molto duramente il nostro mondo, ma certamente ha consentito che le possibilità connesse con la medicina digitale emergessero (finalmente!) in tutta la loro potenza operativa, consentendo anche in prospettiva una riformulazione di percorsi e processi di cura che tengano conto di tutto il supporto del digitale”, ha dichiarato Gianfranco Gensini, Presidente Onorario della Società Italiana di Salute Digitale e Telemedicina “L’emergenza COVID-19 ha costretto pazienti e sanitari a utilizzare moltissimo le tecnologie digitali per improvvisare nuove modalità allo scopo di restare in contatto gli uni con gli altri anche
a distanza. In Italia siamo passati da circa 450 esperienze in Telemedicina attivate nel SSN in quattro anni (dal 2014 alla fine del 2017), a un centinaio di nuovi servizi in tre mesi. In pratica abbiamo fatto in quei tre mesi quello che prima veniva fatto in un intero anno. Tuttavia, l’improvvisazione utile in emergenza non può costituire il modello di riferimento per sviluppare un sistema di servizi in Telemedicina uniformi su tutto il territorio nazionale. La Telemedicina è Medicina e come tale va studiata, applicata e organizzata. In Telemedicina si compiono atti medici e attività assistenziali di cui i sanitari sono pienamente responsabili, anche se a distanza. Il fatto che un software o un dispositivo medico funzionino bene non garantisce affatto l’efficacia clinica e la sicurezza sanitaria della prestazione. Questo perché non è il singolo oggetto che conta in tale valutazione, ma il modo in cui software e dispositivi digitali sono combinati tra loro all’interno di un’adeguata procedura medica. Con la Telemedicina si possono superare molti limiti dell’attuale sistema sanitario e si possono costruire migliori servizi ora e nuove terapie nel futuro. Occorre farlo senza ingenui entusiasmi, ma con seria ricerca medica”, ha detto Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali Istituto Superiore di Sanità.

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Telemedicina e diabete

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Da anni i sistemi sanitari europei hanno l’obiettivo socio-sanitario-assistenziale di offrire al paziente, in particolare cronico, servizi e cure mediche più capillari per un miglior controllo del suo stato di salute, presa in carico e ottimizzazione dei costi. In Italia, in epoca Covid, è emerso il grave ritardo nella riforma dei servizi territoriali mostrando la necessità indifferibile di spostare il fulcro dell’assistenza dei malati cronici dall’ospedale al territorio, necessità che si acuisce in alcune Regioni rispetto ad altre. È arrivato il momento di partire dalla consapevolezza della reale importanza della telemedicina come investimento per il Sistema Sanitario e non un costo e del suo potenziale impatto sulla società e sulla salute. Per fare in modo che l’adozione della telemedicina nella presa in carico del paziente cronico, e nello specifico della persona con diabete, non sia più appannaggio di pochi eletti, ma una realtà concreta per tutti. “L’emergenza COVID-19 ha reso evidenti le difficoltà maggiori del SSN, il quale comunque ha resistito all’impatto dell’onda epidemica, grazie anche agli enormi sacrifici dei cittadini italiani. Si può dire in sintesi che il migliore risultato ottenuto consiste nell’aver impedito il più possibile al virus di attaccare le debolezze preesistenti del SSN. Il valore sociale, ancor prima che medico, di questa scelta è notevole e deve essere sottolineato, ma anche studiato nei suoi effetti e conseguenze futuri. Una di tali conseguenze è già presente: il SSN si trova di fronte a una lista d’attesa di pazienti cronici, oncologici, con malattie rare, con disabilità, oppure in situazioni di fragilità, che reclamano i servizi sanitari che sono stati sospesi nella forma tradizionale. Sappiamo che i ritardi di erogazione sono in grado potenzialmente di causare gravi conseguenze sulla salute delle persone e invece non sappiamo fino a quando dovremo osservare norme di distanziamento e di restrizione degli spostamenti. Quindi, Il Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato nel Rapporto ISS COVID-19 sulla Telemedicina (https://tinyurl.com/yb62nocz) una particolare attenzione alle concrete possibilità assistenziali disponibili, mostrando quanto sia fondamentale utilizzarle per garantire il più possibile la continuità di cura anche nel periodo di emergenza. Esse però non possono essere improvvisate e vanno fornite prioritariamente attraverso le moderne tecnologie digitali e di telecomunicazione computer assistite, che offrono le migliori opportunità operative rispetto all’uso delle tecnologie precedenti. Inoltre, ci sono anche dei limiti pratici che vanno considerati nel mettere a disposizione sistemi di Telemedicina. Quindi in sintesi, non basta disporre di tecnologie e non è detto che esse, anche se di eccellente fattura, siano anche efficaci dal punto di vista medico. È fondamentale strutturare il servizio a distanza in base alle differenze nelle possibili situazioni locali di fruizione e alle reali necessità delle persone”, ha dichiarato Francesco Gabbrielli, Direttore Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità. Come è stato evidenziato dal periodo di pandemia da Coronavirus, la stretta collaborazione tra Pubblico e Privato è fondamentale per costruire un Servizio Sanitario Nazionale che sia orientato a garantire universalismo, uguaglianza ed equità per almeno altri 40 anni, in cui la telemedicina rappresenta uno strumento per innovare in medicina e garantire qualità di assistenza a tutti i cittadini. “Sono stati mesi di emergenza collettiva che hanno lasciato il segno in tutti noi, ma che hanno anche evidenziato come sia possibile costruire una collaborazione solida, tra le Istituzioni e le Aziende private, quando l’obiettivo comune è aiutare i pazienti e consentire loro di poter accedere alle migliori cure in qualsiasi momento, anche in piena emergenza”, ha spiegato Rodrigo Diaz de Vivar, Amministratore Delegato di Roche.

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Telemedicina e cronicità

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

“Sulla telemedicina siamo in ritardo rispetto agli altri Paesi europei e a quelli nordamericani e le norme approvate in passato non hanno trovato fino ad oggi una realizzazione concreta. La digitalizzazione in sanità. va considerata un obbligo, sia per il risparmio che può portare per le casse dello Stato sia per i grandi vantaggi per il paziente e per la professione medica: con la telemedicina sono realizzabili la gestione domiciliare di pazienti e l’ospedalizzazione domiciliare. La frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la saturimetria e il peso potranno essere monitorati agevolmente, e sappiamo bene quanto nelle malattie croniche il controllo di pochi parametri elementari possa consentire di ridurre moltissimo il ricorso alle cure dell’ospedale. Dunque, un importante vantaggio anche per il funzionamento del Sistema sanitario. Tuttavia, negli ultimi anni su questo fronte non sono stati fatti passi avanti: l’atto di indirizzo di 7-8 anni fa non è stato seguito da norme cogenti. Il fatto che la sanità non stia utilizzando la telemedicina come dovrebbe è purtroppo una perdita economica importante ma soprattutto è una perdita per quella che oggi si chiama la medicina personalizzata. È la telemedicina il tema del 12° rapporto pubblicato a fine aprile dall’Istituto superiore di sanità e disponibile sul sito istituzionale dell’ISS. Il rapporto intitolato “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” affronta il tema dei servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria offrendo indicazioni, individuando problematiche operative e proponendo soluzioni valide dal punto di vista scientifico, ma anche pratiche e attuabili in modo semplice. In realtà la medicina digitale tutta e le sue applicazioni in telemedicina in particolare hanno avuto un grande impulso dalle restrizioni operative connesse al COVID-19. Mai come adesso quindi possiamo pensare al futuro molto positivamente e, parafrasando quanto pubblicato da molte riviste scientifiche delle ultime settimane, affermare che: il futuro è adesso”, ha detto Gianfranco Gensini, Direttore Scientifico dell’IRCCS MultiMedica Milano e Presidente Società Italiana di Telemedicina. Il webinar è andato in onda sul sito internet http://www.motoresanita.it

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Telemedicina: in Italia la prima trasmissione dati mondiale tra pacemaker e smartphone

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Si chiama Bluesync® ed è il nuovo sistema di comunicazione Bluetooth di Medtronic presentato oggi a Bologna in occasione del Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC). Permette la trasmissione dei dati provenienti da un pacemaker direttamente su smartphone o tablet. Il primo paziente a godere di questa tecnologia a livello mondiale è un italiano in terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) con dispositivo impiantabile, seguito dall’equipe del dottor Giulio Molon dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar in provincia di Verona.
Il tele-monitoraggio a distanza è possibile già da diversi anni grazie al sistema Medtronic CareLink. Un monitor installato presso l’abitazione del paziente che, connesso a internet, permette l’invio dei dati dal pacemaker in modo automatico o manuale, visionabili dal medico tramite un sito web dedicato e protetto. In Italia sono circa 65mila i pazienti a cui ogni anno viene impiantato un pacemaker, il 10% sono controllati in remoto con questa tecnologia.
Oggi, grazie a Bluesync®, il pacemaker può comunicare direttamente e in qualsiasi momento con un’applicazione scaricabile gratuitamente su un dispositivo mobile, tramite un protocollo sicuro e protetto NIST (National Institute of Standard Technology). I dati memorizzati dal dispositivo vengono inviati automaticamente tramite smartphone al cardiologo. Il paziente, inoltre, attraverso la App può avere accesso per la prima volta ad alcune informazioni come lo stato della batteria, l’attività fisica giornaliera e il numero di trasmissioni che invia allo specialista.
Una tecnologia oggetto di studio e di sviluppo da parte di Medtronic negli ultimi cinque anni: progettata per essere parte integrante di tutti i nuovi prodotti, è la prima soluzione disponibile sul mercato capace di gestire in remoto e in maniera completamente automatica e sicura, tramite piattaforma mobile, il paziente portatore di pacemaker.
“Attraverso questa nuova tecnologia si riuscirà a gestire il paziente in remoto in maniera semplice e snella – ha affermato il dottor Giulio Molon, responsabile di Elettrofisiologia dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar in provincia di Verona -. Essere coinvolti nella gestione del proprio dispositivo cardiaco impiantabile direttamente dal proprio smartphone o tablet, permette al paziente di sentirsi opportunamente monitorato durante la sua vita quotidiana. Condividendo, infatti, alcuni dati del pacemaker, si potrà avere un individuo sempre più informato e consapevole della propria terapia”.
Il sistema composto da App e tecnologia Bluesync® rappresenta, quindi, il primo passo di Medtronic verso una trasformazione della cura, che si pone l’obiettivo di migliorare la gestione dei pazienti, coinvolgendoli in prima persona nel monitoraggio della propria condizione clinica.

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Telemedicina a Bangui

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2016

banguiÈ partito il progetto di telemedicina al Centro “Joie de vivre” gestito a Bangui dall’Associazione “Amici per il Centrafrica” onlus. “Qualche giorno fa è partito il primo teleconsulto dal nostro centro sanitario di Bangui per un problema dermatologico e i medici italiani hanno prontamente risposto segnalando le cure appropriate per la soluzione del caso”, annuncia il vicepresidente dell’Associazione Pier Paolo Grisetti esprimendo orgoglio e felicità per il risultato raggiunto. Il progetto di telemedicina – il primo attivo in tutto il Centrafrica – nasce dalla collaborazione dell’Associazione con le onlus Nico i Frutti del Chicco e Global Health Telemedicine (GHT), le cui strutture operative fanno riferimento alla Comunità di Sant’Egidio. La postazione si chiama “Nicolò”, dal nome di una delle tre onlus che ha contribuito alla realizzazione del progetto, ed è ospitata nel nuovo dispensario pediatrico del centro, a fianco del laboratorio di analisi. Il progetto consente attualmente di tenere sotto controllo i 450 bambini che frequentano la scuola ma potrebbe essere esteso alle mamme e ai bambini di altre scuole.“Attualmente – spiega da Bangui l’infermiera professionale Lucie Peters – stiamo monitorando lo stato di salute dei ragazzi che frequentano il Centro. La nostra infermeria scolastica dispone ora del materiale medicale e informatico per effettuare teleconsulti con medici specialisti in Italia: un bel sistema che comincia già a permettere una presa di carico di qualità per i nostri bambini, per la maggior parte dei quali non è mai stato fatto uno screening sanitario approfondito”. Il consulto di telemedicina fatto partire da Lucie e riguardante un problema dermatologico ha raggiunto Roma e la postazione di Ght, dove un medico ha analizzato i documenti e inviato subito un referto in Centrafrica.“La novità è che questo sistema di telemedicina – evidenzia Michelangelo Bartolo, segretario generale di Ght, – è tutto sul web e non ha bisogno di installare alcun programma sul posto. Il sistema a breve potrà funzionare anche senza Internet”. Una notizia non da poco per luoghi dove la fornitura di elettricità è spesso discontinua. Attivi sulla telemedicina per Ght, prosegue Bartolo, “ci sono circa 80 specialisti volontari afferenti a 13 branche mediche, pronti a refertare esami strumentali come elettrocardiogrammi, radiografie, fotografie e dare indicazioni diagnostiche e terapeutiche a distanza. È un nuovo modo di fare cooperazione ad alto impatto e costi contenuti”. Per il futuro la collaborazione tra Amici per il Centrafrica e Ght potrebbe ampliarsi anche in merito alla realizzazione del programma Dream, così anche a Bangui potranno nascere bambini sani da madri hiv positive.

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Primo progetto di telemedicina del Centrafrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2015

Milano. repubblica-centrafricanaSarà Paolo Grisetti, vicepresidente di “Amici per il Centrafrica” onlus, a presentare, domani 29 settembre, il progetto che per la prima volta porta a Bangui, in Centrafrica, la telemedicina. L’annuncio sarà dato alle 10,30 all’Expo di Milano, all’interno del padiglione KIP International School, che ospita una giornata di studio, riflessione e approfondimento sulle attività in Africa del programma Dream e Global Health Telemedicine onlus (GHT), le cui strutture operative fanno riferimento alla Comunità di Sant’Egidio.Amici per il Centrafrica collabora con la GHT onlus per la realizzazione della prima postazione di telemedicina di tutto il Centrafrica, che sarà ospitata dal Centro “Joie de vivre” e si chiamerà “Nicolò”, dal nome della terza onlus italiana (Nico i Frutti del Chicco) che ha contribuito alla realizzazione del progetto.A coordinare il pool di medici che forniranno le loro consulenze ai volontari in servizio a Bangui saranno per Amici per il Centrafrica il torinese Mario Giobba, dell’unità operativa di Malattie infettive dell’ospedale Cà Foncello di Treviso, e per Ght Michele Bartolo, responsabile del servizio di telemedicina dell’ospedale San Giovanni dell’Addolorata di Roma. La consulenza odontoiatrica è offerta da SMOM, l’Associazione di solidarietà medico odontoiatrica.
L’Associazione “Amici per il Centrafrica” nasce nel 2001 su impulso della presidente Carla Pagani, che ha riunito intorno a sé amici e volontari. Grazie a loro e ai contributi dei donatori, sono state costruite e sostenute 15 scuole – dando istruzione a migliaia di bambini – edificati due dispensari, due centri sanitari, un centro di riabilitazione per portatori di handicap e un centro odontoiatrico, realizzati diversi progetti di sostegno economico e di formazione professionale come il primo centro socio pedagogico riconosciuto in Repubblica Centrafricana, da cui nasce la nuova classe docente del paese.

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Svizzera: sperimenta la telemedicina in farmacia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2012

Telemedicina - USP La Colina

Image by USP Hospitales via Flickr

In Svizzera si sperimenta la telemedicina in farmacia: partirà ad aprile un progetto pilota che permetterà agli utenti di 200 presidi di consultare un medico in teleconferenza e di ricevere una diagnosi a distanza o anche una ricetta per fax. Il progetto, netCare, sarà attivo in via sperimentale per due anni ed è organizzato dalla Società svizzera dei farmacisti (pharmaSuisse), dal Centro di telemedicina Medgate – che metterà a disposizione degli utenti il suo personale medico – e da una assicurazione. «Sono sempre più numerose le persone che non hanno un medico di famiglia» si legge in un a nota di pharmaSuisse. «Inoltre le unità di pronto soccorso sono costantemente sovraccariche di lavoro: in questo campo la rete di farmacie può prestare un aiuto efficace».

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La telemedicina in farmacia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

“La dichiarazione del Presidente Bianco mi ha profondamente stupito: la telemedicina è nata, con le  prime missioni della NASA con uomini a bordo, proprio per consentire a personale non medico di trasmettere i dati dei parametri vitali e di indagini diagnostiche ai medici del centro di controllo missione”. Questo il commento di Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani alle dichiarazioni del Presidente della FNOMCeO, rese al quotidiano Farmacista33, contrarie alla possibilità che i sistemi di telemedicina (diagnostica a distanza per la precisione) possano essere attuati nelle farmacie, come previsto dalla bozza dei decreti attuativi della Legge sulla farmacia dei servizi, ora all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni. “Il mio stupore aumenta se si considera che fin dall’inizio la Federazione degli Ordini dei Medici e il Collegio professionale degli Infermieri hanno partecipato alla discussione sui nuovi servizi anche nelle sedi ufficiali e, quindi, la proposta di ricorrere alla telemedicina, nel pieno rispetto delle competenze di tutti, era nota da tempo. Comprendo che le novità possano sempre incontrare resistenze, ma ritengo che anziché porre dei veti sia il caso di procedere a un approccio tecnico alla materia, fissando procedure e standard per ottenere la massima sicurezza possibile per il cittadino, come è ovvio debba essere quando si crea un’alleanza tra professionisti della sanità. Quando si passa alle questioni concrete, molti pregiudizi vengono a cadere”.

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Sanità Lazio: risparmiare si può

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Roma. Risparmiare l’80% sui ricoveri ospedalieri? Si può fare con la telemedicina. Non e’ un progetto avveniristico predisposto in Paesi tecnologicamente avanzati ma una iniziativa che sta partendo dalla regione Piemonte, d’intesa con Telecom Italia e che puo’ essere fatto proprio da tutte le regioni italiani, Lazio compreso, dove il buco sanitario e’ profondo e largo. Si tratta di effettuare cure e analisi direttamente da casa propria utilizzando la tecnologia esistente  e risparmiando, cosi’, sui ricoveri ospedalieri per i malati cronici. I pazienti potranno controllare e inviare al medico, interagendo con esso, i propri parametri (peso corporeo, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno ematico, glicemia, spirometria, elettrocardiogramma). Un progetto innovativo e interessante che consente di effettuare prestazioni a costi notevolmente inferiori agli attuali. Abbiamo sottoposto questa iniziativa all’attenzione della presidente e commissario alla Salute della regione Lazio, Renata Polverini.

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Tecnologia e formazione e prospettive di vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2010

Katana, Rep. Dem. del Congo:’ospedale  Fomulac. “L’intervento di telemedicina ha sensibilmente migliorato le condizioni di lavoro dell’ospedale”, spiega il Direttore della struttura Théodore Ntaburhe Nyankewega.  La creazione di un’infrastruttura informatica che favorisce la connessione ad internet e la comunicazione interna tra i reparti e quella esterna per consulenze ha permesso una miglior qualità degli interventi, risparmio di tempo, e di conseguenza un incremento numerico dei pazienti con possibilità reali di cura. Migliora le prestazioni dell’ospedale anche il distillatore installato nel laboratorio di produzione perfusioni interno, in grado di produrre 15 l/h di acqua pura al 99,9% contro i 4l/h che venivano prodotti prima. Proseguono a gonfie vele anche le attività di formazione a distanza del personale locale in ambito pediatrico, di medicina interna, di anestesia e anatomia & fisiologia (attraverso l’installazione della piattaforma Moodle).  In questo mese inoltre il personale dell’ospedale africano ha potuto beneficiare dei corsi intensivi in loco sul tema ecografico tenuti dalla Dott.ssa Elisa Scola e dalla Dott.ssa Federica Pozzi dell’Ospedale San Raffaele di Milano. In ultimo siamo fieri di comunicare che è terminato l’equipaggiamento nel reparto di maternità di una stanza di neonatologia per la presa a carico dei neonati prematuri, con tecnologie che costituiscono secondo il Direttore della struttura “una novità assoluta per il Sud Kivu”.  Partendo da una situazione in cui né le strutture né le condizioni igieniche garantivano la sopravvivenza dei bambini prematuri, il reparto ad oggi consta di due nuove stanze a temperatura regolabile, isolate termicamente ed asettiche, dotate di nuovi strumenti dedicati alla crescita dei piccoli.
La missione è stata svolta dall’Ing. Stefano Scotti Capo Progetto (MLFM-METID), Dott.ssa Federica Pozzi (AISPO – HSR), la dott.ssa Elisa Scola (AISPO – HSR).

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Telemedicina sulle navi

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Roma 7 maggio con inizio alle ore 10.15 presso la Camera dei Deputati – Sala delle Colonne – via Poli,19, verrà svolta la riunione per la presentazione del Quaderno elaborato dal Copit con la collaborazione del Centro Internazionale Radio Medico (CIRM). Ci si ripromette di richiamare l’attenzione sulla opportunità che sulle grandi navi delle navi da trasporto e da crociera venga installato un sistema di telemedicina a salvaguardia della salute sia del personale degli equipaggi, sia dei passeggeri.

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Convegno “L’Avvento della Telemedicina”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2009

Roma 15 dicembre ore 9,30 Sala Folchi, Piazza San Giovanni in Laterano, 76  Inaugurazione nuovo reparto di Telemedicina dell’A. O. San Giovanni Addolorata. In occasione dell’apertura del nuovo reparto di telemedicina si svolgerà un convegno per fare il punto della situazione circa i servizi di telemedicina nel Lazio, in Italia e nel mondo della cooperazione internazionale.  Durante il convegno verranno comunicate ufficialmente le attività finora svolte, con dati di attività e prospettive per il futuro.  Telemonitoraggio dal proprio domicilio di oltre 350 pazienti a cui è stato evitato il ricovero ospedaliero con un risparmio per le casse Regionali di oltre 700.000 Euro.  Teleconsulto e telemonitoraggio con 2 case alloggio per anziani gestiti dalla Comunità di S.Egidio Presentazione dei dati di attività del servizio di telecardiologia Tra l’Ospedale Romano e 3 ospedali Tanzaniani (circa 500 elettrocardiogrammi e teleconsulto effettuati)  Prossima apertura di servizi di telemedicina, in collaborazione con il Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio, si servizi di telemedicina per le carceri romane Collaborazione dell’Azienda Ospedaliera con il Programma DREAM della Comunità di S.Egidio per la prevenzione e il trattamento dell’AIDS, con particolare riguardo ai servizi di telemedicina realizzati in Tanzania Interventi programmati: L. D’Elia; Direttore generale A.O. S.Giovanni Addolorata, M. Zuppi; Assistente Ecclesiale Comunità di S.Egidio,   F. Cortese; Direttore Sanitario A.O. S.Giovanni Addolorata,  M. Bartolo; Dirig. Resp. U.o.s. di Telemedicina A.O. S.Giovanni Addolorata,   G. Scaffidi; Dirig. Resp. U.o.s.d. Pronto Soccorso Cardiologico A.O. S.Giovanni Addolorata,  G. Guerrieri; Dirigente Responsabile U.o.s.d. ICT; A.O. S.Giovanni Addolorata, A. Msuya; District Medical Officer Arusha; Ministero Salute – Tanzania,    R. Gargiulo;  HP – Hewlett Packard,   G. Russo; Segretario Generale SIT (Società Italiana di Telemedicina e  Sanità Elettronica).

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