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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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La politica che non c’è

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

Italiano: Foto con Romano Prodi e Silvio Berlu...

Image via Wikipedia

Il governo Monti ci ha messo al cospetto di una realtà che era nell’aria, e non solo, ma che volutamente ci eravamo imposto d’ignorare. Lo abbiamo fatto dall’oramai lontano 1994 allorchè l’inciucio politico ci ha portati ad ondate successivi i governi Prodi, Berlusconi, Amato, D’alema e ancora Berlusconi, Prodi e Berlusconi. Da allora la politica è diventata una “farsa” dove si prometteva ma non si rispettavano gli impegni assunti. Si andava persino in televisione per “sancire” un patto con gli elettori e poco ci mancava che a presenziarvi non vi fosse un notaio con tanto di carta bollata e suggelli di varia natura. Nel frattempo i problemi reali del paese li abbiamo ingurgitati come si fa con le bolle d’aria e siamo vissuti nel limbo.
Ora abbiamo raggiunto la consapevolezza che per anni abbiamo fatto finta di fare politica e che solo la sveglia suonata con molto fragore ci ha portati ad un brusco risveglio e per quanto non siamo ancora del tutto desti gli effetti del lungo letargo si fanno sentire sempre di più e i danni li avvertiamo sulla nostra pelle, come se si trattasse di una scottatura.
Ora si tratta di riparare i guasti arrecati dalla non-politica e ci dobbiamo prendere, per giunta, i richiami di chi è stato chiamato ad un compito inusuale per surrogare un qualcosa che avevamo mandato a poltrire nel solaio di casa tra le altre robe vecchie.
Ora abbiamo imparato che con la politica non si scherza e che i nodi irrisolti vengono prima o poi al pettine e i rinvii, non fanno che aggravarli. Quel concetto evangelico del “Padre allontana da me l’amaro calice” non è che un semplice auspicio ma la crudezza della realtà non concede sconti nemmeno ai santi.
La politica è mediazione per risolvere i contrasti, per contemperare le esigenze degli uni nei confronti degli altri, ma soprattutto per arrivare alla soluzione più indolore possibile dei problemi che si pongono nella nostra vita in comunità. Non esiste un deficit di politica come non esiste una non-politica in quanto fa parte della nostra stessa esistenza. Chi ci ha addormentati per farci godere un sogno ha infranto una regola sacra e intangibile, e noi che ci siamo lasciati sedurre siamo altrettanto colpevoli di un lassismo che non potevamo e non dovevamo permetterci.
Ora confidiamo che la sveglia sia servita a rinsavirci e a trovare la quadratura necessaria per fare realisticamente politica e il richiamo non è tanto e solo a chi colpevolmente si è disimpegnato da questo ruolo ma anche rivolto a noi perché la politica si incomincia a praticarla nel momento in cui andiamo a votare e scegliamo gli uomini e le donne che dovranno rappresentarci. Non dobbiamo sottrarci da tale impegno perché ne va del nostro presente e ancor più del nostro futuro e dei nostri nipoti. Il letargo lasciamolo ai ghiri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La scuola e l’oppio delle televisioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Forli’ (Fc)  Non è possibile rimanere inerti di fronte a tanto scempio perpetrato a danno delle istituzioni, allo sberleffo continuo fatto alla Costituzione proprio in questo anno, fra l’altro, in cui il 150° dell’Unità d’Italia ci costringe a ricordare quanti ideali e quante vite sono stati spesi per costruire una carta che desse dignità al nostro paese e diritti a tutti i cittadini. L’ultima boutade di Berlusconi è rivolta contro gli insegnanti della scuola pubblica che, secondo lui, non sanno educare a quei valori che vorrebbero le famiglie. Mi chiedo da che pulpito proviene la predica! Sarebbe lui l’esempio di moralità e valori per giovani ragazze e ragazzi e per le famiglie? In questi ultimi anni è stato fatto uno scempio della scuola pubblica con tagli alle risorse che non hanno giustificazione neanche nella crisi economica; l’Europa indica, infatti, nella “crescita intelligente”, ovvero nella spesa per istruzione e ricerca, una delle strategie per affrontare la crisi economica che attanaglia gli Stati membri. Anche i governi di destra come quelli di Francia e Germania hanno saggiamente evitato tagli in questo settore, anzi, hanno investito per assicurarsi un futuro di sviluppo. L’Italia invece caparbiamente e ciecamente procede con colpi di mannaia, in questo nuovo anno di riforma delle Scuole superiori, su matematica, Italiano, latino, storia, inglese ecc. La tenuta dell’istruzione nel nostro Paese va riconosciuta allo sforzo quotidiano e spesso silenzioso di tanti insegnanti che credono nella scuola e nel valore civile del loro lavoro. Proprio quell’impegno è stato vilipeso offendendo non solo i docenti, ma anche gli alunni e le famiglie italiane, proprio da chi non è certo un modello esemplare di comportamento. La scuola pubblica, invece, è tenuta al rispetto dell’etica e di principi fondati innanzitutto sulla Costituzione e forse sta proprio qui il nodo della questione: in realtà gli insegnanti, vilipesi da Berlusconi, sono l’ultimo baluardo per stimolare un pensiero critico nei giovani contro l’oppio delle televisioni: un vero pericolo per il premier! La scuola pubblica è la scuola dell’inclusione, del rispetto delle regole, la scuola di tutti che educa i cittadini al confronto e ai valori della democrazia, la scuola che insegna come cultura e impegno siano necessari per il raggiungimento dei propri obiettivi. O forse Berlusconi, contrapponendo la scuola pubblica a quella privata, voleva guadagnarsi consenso, sottovalutando il fatto che il pensiero critico, l’amor patrio, il rispetto della Costituzione e dell’etica sia pubblica che privata sono valori che non possono non essere condivisi anche dai cattolici.Di fronte a tale vilipendio da parte di chi dovrebbe rappresentare le pubbliche istituzioni mi auguro che i docenti, umiliati, non siano lasciati soli proprio da quegli alunni e da quelle famiglie che ne conoscono il lavoro, l’impegno e il senso di responsabilità e da tutti i cittadini che credono nel valore della cultura, dell’istruzione per costruire un possibile sviluppo e un futuro migliore.

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Prix Italia a Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

Dal 20 al 26 settembre si svolgerà a Torino la 61^ edizione del Prix Italia, la manifestazione internazionale promossa dalla Rai per mostrare e premiare i migliori programmi delle televisioni di tutto il mondo. In concorso ci saranno ben 259 programmi provenienti da 46 paesi dei cinque continenti. A giudicarli 11 giurie professionali composte da esperti nei vari ambiti della produzione televisiva, radiofonica, internet. I principali appuntamenti saranno trasmessi in streaming sul portale Rai. Della giuria Signis faranno parte tra gli altri Sante Altizio e Andrea Tomasetto di NOVA-T.

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Regione Lazio e gli otto referendum

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della Direzione nazionale di Radicali Italiani: “Le primarie americane si contraddistinguono per i dibattiti che, su problemi reali, suscitano enorme interesse nel Paese. In Italia questo non avviene. Per esempio non comprendo quali siano le differenze programmatiche tra i candidati alla segreteria del Pd in Regione Lazio che dovrebbero convincere, prima gli iscritti  Democratici, poi eventualmente i cittadini elettori, a votare per l’uno o per l’altro. Sui giornali, nelle televisioni, in rete non c’è traccia di una controversia degna di questo nome, eppure la nostra Regione vive problemi drammatici e tra pochi mesi ci sono le elezioni. Cosa pensano Morassut, Argentin e Mazzoli sulle coppie di fatto, sull’emergenza rifiuti, sui vincoli paesistici, sui costi della politica, sulla laicità e sulla sanità? Tutti argomenti e soluzioni presenti nei nostri otto referendum e completamente assenti nel dibattito per la segreteria del Pd laziale. L’interesse nelle persone si crea con lo scontro politico su argomenti che toccano il vissuto della gente altrimenti il tutto resta confinato nella rete della partitocrazia, altro che partecipazione!”

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Risposta alle crisi umanitarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Roma Venerdì 13 marzo 2009 – ore 11,00 Sala degli Arazzi RAI – Viale Mazzini 14. La risposta dei cittadini italiani alle emergenze umanitarie e influenzata in modo decisivo dalla visibilità mediatica delle crisi umanitarie e dall’impatto emotivo generato dai mezzi d’informazione. Nel corso della conferenza stampa, il complesso tema del rapporto tra media ed emergenze sara affrontato dai soggetti italiani più direttamente coinvolti nelle attivita di assistenza umanitaria: Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento della Protezione Civile e Organizzazioni non Governative. RAI e BBC metteranno a confronto le rispettive esperienze, in Italia e nel Regno Unito, di televisioni di servizio pubblico capaci di coinvolgere attivamente la società civile attraverso una corretta informazione sulle emergenze. A margine dell’incontro sarà presentato un dossier sui volumi dell’assistenza umanitaria in Italia e nel mondo e sulle specifiche responsabilità di giornalisti e operatori umanitari. Verrà inoltre pubblicamente siglato il Protocollo di intesa fra la RAI e AGIRE che definisce le modalità di reciproca collaborazione in caso di appelli di raccolta fondi su gravi emergenze umanitarie.

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