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Posts Tagged ‘temperatura’

Misurati -98° C al Polo Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

Un nuovo studio degli scienziati dell’Università del Colorado Boulder, sotto la direzione di Ted Scambos che si è avvalso di dati prodotti da satelliti, ha svelato quella che può essere considerata come la temperatura più bassa mai registrata sulla faccia della Terra. Tale temperatura è stata raggiunta grazie a degli avvallamenti sulla calotta artica, in una zona denominata come Altopiano Antartico, che tra l’altro si estende per centinaia di chilometri intorno al Polo Sud, che sono stati da poco scoperti sulla sua sommità, ma non davano in tutti i punti la stessa gradazione. Ma vi sono particolari condizioni che danno luogo a questo freddo così eccezionale: deve essere pieno inverno e con il Sole assente da tempo ed un cielo terso, senza neppure il cosiddetto fenomeno del diamond dust, una nube composta da cristalli di ghiaccio. In realtà, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, in questa zona era stato già qualche anno fa scoperto il punto più freddo mai registrato: già nel 2013, infatti, un gruppo di scienziati aveva annunciato di avere trovato temperature in questo luogo di -93 °C, in diversi punti dello stesso altopiano. Ora un nuovo studio, apparso sul Geophysical Research Letters, annuncia di aver trovato temperature ancora più fredde: il termometro stavolta è sceso a -98 °C. Queste temperature possono essere osservate durante la notte polare meridionale e soprattutto durante i mesi di luglio e agosto. Cinque anni fa, quando furono annunciati i -93 °C, si disse anche che per raggiungere queste temperature c’era bisogno di un cielo sereno e di un vento leggero: senza queste condizioni, difficilmente la temperatura poteva scendere così in basso. Tuttavia questo nuovo studio assicura che non sono necessari cieli sereni ma che c’è bisogno di una sola condizione: l’aria deve essere estremamente secca. Il ghiaccio può, soprendentemente, emanare ugualmente una piccola quantità di calore, ma nelle fasi di secca esso può disperdersi e quindi mantenere il freddo più o meno uniformemente. Secondo Ted Scambos, scienziato presso il National Data and Ice Data Center dell’Università di Colorado Boulder e autore principale dello studio questa è una condizione della quale bisogna tener conto per gli inevitabili cambiamenti del clima perchè, con l’aumento del vapore acqueo il calore del ghiaccio viene trattenuto sulla superficie, provocandone un surriscaldamento. Per gli scienziati la sensazione è che, in effetti,questa misurazione rappresenta un punto limite più basso per quanto riguarda le temperature misurabili sul nostro pianeta. (Giovanni D’AGATA)

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Roma Tre: Congress on Water under Extreme conditions

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

Roma Mercoledì 14 Giugno 2017, ore 9:00 / 16 Giugno 2017 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 129. Questo congresso ha lo scopo di discutere lo stato dell’arte nel campo della ricerca sull’acqua in condizioni estreme di temperatura e pressione e di individuare nuove strategie per la maggiore comprensione dei fenomeni. Gli argomenti trattati includono l’acqua sotto raffreddata, vale a dire tenuta in fase liquida sotto il punto di congelamento, l’acqua supercritica nella zona di pressione e temperatura sopra il punto critico, le soluzioni acquose, l’acqua confinata e l’acqua alle interfacce. Sono tutte situazioni, il cui studio rappresenta una forte sfida per le tecniche sperimentali, gli approcci teorici e la simulazione numerica. D’altra parte questi studi sono di grande rilevanza in quanto l’acqua è il composto più importante in natura ed è caratterizzato da un diagramma di fase molto complesso con un gran numero di diverse strutture solide. Esso mostra molte anomalie in tutto lo spazio termodinamico. La comprensione del comportamento dell’acqua, nella sua fase pura e/o in contatto con substrati e/o in soluzioni con materiali inorganici o biologici, è di fondamentale importanza per una vasta gamma di applicazioni in fisica, chimica e biochimica. A questo congresso prenderanno parte alcuni fra i più importanti studiosi della fenomenologia dell’acqua provenienti da vari paesi del mondo. Oltre a una trentina di invited talk, avremo anche short talk e poster con un totale di circa settanta partecipanti. Scopo del congresso è di indentificare nuove strategie per il progresso in questo campo, con attenzione in particolare alle sfide legate allo sviluppo di tecniche computazionali avanzate. Questo congresso appartiene a una serie di incontri che Paola Gallo e Mauro Rovere hanno organizzato ogni due anni a partire dal 2009. L’ultima edizione nel 2015 si è svolta già a Roma Tre.

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La temperatura del Pianeta che continua a salire

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

clima2All’apertura dell’ultimo giorno di lavori del G7 energia, attivisti di Greenpeace sono entrati in azione a Roma consegnando ai ministri delle sette grandi potenze mondiali un gigantesco termometro, simbolo della temperatura del Pianeta che continua a salire.
Ricevuti dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, Presidente di turno del G7 energia, gli attivisti dell’organizzazione hanno ricordato quanto sia importante rispettare gli impegni presi alla Conferenza sul Clima di Parigi, chiedendo inoltre di isolare le posizioni negazioniste e anti-scientifiche della nuova amministrazione Trump, rappresentata al G7 Energia dal segretario del dipartimento energia Rick Perry.
«Il ministro Calenda ci ha confermato che c’è la volontà di rispettare gli impegni presi alla COP21 e che l’Italia farà la sua parte, ma questo non basta», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna clima e energia di Greenpeace Italia. «Se davvero vogliamo mantenere l’aumento di clima3temperatura entro i 2°C, o ancor meglio sotto la soglia di 1,5°C, bisogna fare molto di più. E l’Italia, che ha la presidenza di turno del G7, deve dare l’esempio non limitandosi a fare i compiti a casa ma facendo pressione su chi non sembra prendere sul serio i cambiamenti climatici»Lo scorso anno ha fatto registrare un sorprendente e forse definitivo punto di non ritorno per il carbone, la più importante fonte di emissioni di CO2, con tre dei Paesi del G7 (Canada, Regno Unito, Francia) che hanno annunciato le date in cui abbandoneranno completamente questa fonte inquinante. Nel frattempo, la chiusura di centrali continua sia negli Stati Uniti che in Europa, la costruzione di oltre 100 nuovi impianti è stata fermata in Cina e India e, a livello globale, l’avvio di nuovi progetti per centrali a carbone ha avuto un calo del 62 per cento.Secondo quanto dichiarato da Calenda nella settimana del 18 aprile verrà presentata in audizione alla Camera la nuova Strategia Energetica Nazionale.«L’auspicio è che non sia l’ennesimo piano energetico basato sulle fonti fossili, ma purtroppo la decisione di separare la SEN dal Piano integrato energia e clima sembrerebbe confermare l’idea del ministro di mettere al centro del piano energetico il gas, relegando le energie rinnovabili a una fonte marginale, senza prendere impegni per un definitivo abbandono del carbone», continua Iacoboni. «Speriamo che il ministro ci smentisca con i fatti, ma ad oggi il governo sembra avere davvero poca ambizione. Non è questo ciò che ci aspettiamo da un Paese investito della presidenza del G7, e non smetteremo di farlo presente al governo», conclude Iacoboni.

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Verso Parigi COP21: Dall’Europarlamento una roadmap ambiziosa contro il cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2015

climateUn accordo cogente e giuridicamente vincolante che permetta di limitare l’innalzamento della temperatura della Terra al massimo a due gradi nei prossimi decenni. Questo l’ambizioso obiettivo per cui si batterà l’Europarlamento in vista della Conferenza di Parigi sul clima (COP21) del prossimo dicembre.A spiegarlo oggi, nel primo convegno interparlamentare fra Parlamento europeo e Parlamento italiano organizzato a Roma dall’ufficio del PE in Italia, il Presidente della Commissione Ambiente dell’Europarlamento Onorevole Giovanni La Via e l’eurodeputato francese Gilles Pargneaux, relatore del rapporto su COP21 che verrà votato a Strasburgo a fine ottobre 2015.
“L’Europa arriva alla conferenza di Parigi con una posizione chiara e unitaria”, ha dichiarato Pargneaux. “Vogliamo che i paesi che parteciperanno a COP21 prendano degli impegni concreti sia per quanto riguarda la riduzione dei livelli di CO2 che per quel che concerne gli aspetti finanziari. In particolare, con la risoluzione di cui sono relatore, chiederemo:
1) di dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050 e ridurle del 40% entro il 2030;
2) sempre entro il 2030, di fare in modo che almeno il 30% dell’energia che utilizziamo provenga da fonti rinnovabili;
3) infine di aumentare del 40%, entro il 2030, l’efficienza energetica a livello globale”.
“Poi – ha continuato Pargneaux – come Parlamento europeo spingeremo perché venga istituito un fondo verde mondiale contro il cambiamento climatico, a cui tutti i paesi del mondo contribuiscano, dal 2020, con una somma complessiva di almeno cento miliardi di dollari l’anno. Infine chiederemo che almeno il 20% delle risorse provenienti dalla tassa sulle transazioni finanziarie, attualmente in discussione in undici paesi UE fra cui l’Italia, venga destinato alla lotta al riscaldamento globale. Vogliamo fare in modo che le tecnologie meno inquinanti diventino più appetibili sul mercato e istituire un meccanismo di monitoraggio delle misure contenute nel futuro accordo che, ogni cinque anni, verifichi la loro effettiva attuazione”.”Siamo a qualche mese da una scadenza storica – ha concluso Pargneaux – e c’è la necessità che associazioni, cittadini e decisori politici mettano insieme i propri sforzi per far sì che la conferenza sul clima di Parigi COP21 non sia solo un momento in cui si prova a fare qualcosa ma diventi invece un incontro in cui si decide di fare qualcosa”.
L’Onorevole Giovanni La Via, presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, che sarà capo delegazione del PE a COP21 a Parigi, ha ricordato: “l’Europa, da Kyoto a Copenaghen, ha sempre ricoperto e continua a ricoprire un ruolo di leader nel contrasto al cambiamento climatico. Oggi, alla vigilia della conferenza di Parigi, continuiamo a individuare obiettivi ambiziosi da perseguire compatti, tutti i paesi europei insieme”.”L’Europa intende riaffermare e anzi aumentare questo sforzo, che in alcuni casi è andato addirittura a discapito della nostra competitività e del nostro sistema industriale – ha spiegato La Via – ma il nostro impegno ha senso solo se lo portiamo avanti insieme a tutti i grandi attori sulla scena mondiale e ai principali emettitori di gas serra. Gli Stati Uniti, con la nuova politica ambientale del presidente Obama, e la Cina, con il suo recente impegno a ridurre le emissioni di CO2, sono due esempi che vanno nella giusta direzione. Ma su 196 paesi partecipanti alla conferenza di Parigi, per ora solo sessanta hanno dichiarato i loro obiettivi in materia di lotta al cambiamento climatico”.”Se non si fa niente – ha aggiunto La Via – nei prossimi decenni la temperatura globale aumenterà di cinque o sei gradi e, nonostante le misure che abbiamo messo in atto fino a ora, l’incremento sarà comunque di tre o quattro gradi. Già oggi, l’ONU ci dice che i profughi costretti a fuggire dai propri paesi a causa del cambiamento climatico sono venticinque milioni in tutto il mondo. Se non affrontiamo il problema con un impegno globale, si rischia di arrivare, nel 2050, a cento milioni e ho paura che questa stima potrebbe essere addirittura conservativa”.Concludendo il suo intervento, l’Onorevole La Via ha identificato la sfida chiave a cui l’Europa si trova a far fronte: “Dobbiamo mantenere la competitività dei nostri sistemi industriali pur perseguendo obiettivi ambientali importanti”, ha dichiarato. “Questa è la vera sfida per il futuro. Dobbiamo puntare di più sull’economia circolare e sul riutilizzo dei rifiuti come risorse, perché se li gettiamo semplicemente via è come buttare via dei soldi. E dobbiamo fare in modo che i crediti di carbonio che si possono acquistare sul mercato, attraverso lo schema di compravendita delle emissioni ETS, abbiano un giusto prezzo che serva da deterrente a inquinare, quindi magari non sette Euro a tonnellata di CO2 com’è ora, ma qualcosa come venticinque Euro a tonnellata”.Gian Paolo Meneghini, direttore dell’ufficio del Parlamento Europeo in Italia, ha sottolineato: “Il convegno di oggi è un primo passo verso la costruzione di una fiducia e di un dialogo reciproci fra Parlamento europeo e Parlamento italiano. Raggiungere un accordo storico a Parigi sarebbe il più grande segno di una solidarietà non solo europea ma globale”.

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Pesce: con il caldo va comperato sotto ghiaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2013

Con questo caldo il pesce fresco va comperato solo se e’ sotto ghiaccio. Un consiglio a tutti i consumatori per evitare spiacevoli disturbi intestinali. Il pesce, come peraltro altri tipi di carne, e’ decomposto dai microrganismi, dagli enzimi contenuti nel pesce stesso e dall’azione della luce e dell’ossigeno. E’ noto a tutti che il caldo favorisce la moltiplicazione dei batteri e delle muffe, meno noto e’ che al processo di decomposizione partecipano la luce e l’ossigeno che ossidano (irrancidiscono) facilmente i grassi insaturi contenuti nella carne e gli enzimi, i quali, proprio perche’ il pesce e’ un animale a sangue freddo e vive in mare al “fresco”, sono attivi anche a temperature di 10 gradi centigradi, condizioni termiche che si superano facilmente in questi giorni. Il pesce che e’ venduto, soprattutto nei mercati rionali, e’ esposto alla vendita con poco o punto ghiaccio e questo lo porta al rapido deterioramento perche’ vi concorrono tutti glielementi responsabili dell’alterazione: microorganismi, enzimi, luce e ossigeno. Occorre, quindi, che il pesce sia letteralmente sommerso dal ghiaccio al fine di rallentare la moltiplicazione dei microrganismi, rendere piu’ lenta l’attivita’ enzimatica e ridurre l’esposizione alla luce e all’ossigeno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Raffaella Fico: E’ la più bella del reame?

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2010

Stupenda, sexy  e sinuosa Raffaella Fico  ha un  un volto bellissimo che richiama Sophia Loren all’inizio della carriera. La bellissima ex-Gieffina, oggi  show-girl e attrice, star di ‘Colorado’, di  ‘Real Tv’, di ‘Prendere o Lasciare’ e di tante altre  trasmissioni con Enrico Papi è ora super-sexy inviata del programma tv ‘Mitici 80’, condotto da Sabrina Salerno. La Fico  fa ‘lezioni di sesso’ agli intervistati, innalzando la temperatura  di tutti i maschi italiani che letteralmente impazziscono per lei.  Lo scorso anno è stata eletta dal mensile Be!Magazine  ‘la ragazza più bella del mondo’.
Ora  un recentissimo  sondaggio la vede  vincitrice su Belen Rodriguez,Sarah Nile e Veronica Ciardi del premio ‘Chicas’ ragazza piu’ bella per giovani stranieri tra i 18 e i 25 anni in vacanza in Italia .Un sondaggio condotto in quattro locali italiani  rinomatissimi tra Rimini e Porto Cervo, Sorrento e Ischia.200 ragazzi  stranieri intervistati.  Raffaella  dice di essere ‘piena di gioia’ e che tanti ragazzi dall’estero le scrivono lettere e mails. La  storia con Cristiano Ronaldo le  ha dato popolarita’ anche nel resto del mondo. Vincere sulla Rodriguez,che e’ cosi’ popolare,le fa un grande piacere ma in  altri sondaggi  Raffaella ricorda che la Rodriguez  ha vinto su di lei. Per la Fico, Belen, Sarah Nile e Veronica Ciardi sono belle ragazze davvero. ‘Ognuna va per la sua  strada e auguro a tutte un grande successo. Non c’e’ rivalità tra noi. Ognuna oggi  ha il suo spazio  in Italia. Intanto ‘la piu’ bella d’Italia’ studia recitazione perchè oltre a fare tv, sogna il grande cinema.’Un grande film con Robert Pattinson ,magari.”

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L’influenza colpisce anche d’estate

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Debolezza, raffreddore, naso chiuso e febbre, anche a 39°. Sono i sintomi tipici della sindrome influenzale che compare d’inverno, ma migliaia di italiani ne sono colpiti anche nei mesi estivi. Risultato: vacanze rovinate e partenze a rischio, o -per chi rimane a casa- una sofferenza accentuata dal gran caldo. Ma si tratta di una vera influenza? La chiave per guarire è guardare alla patologia partendo dalla fisiologia del nostro corpo. «Non bisogna pensare sempre ai virus come causa scatenante -afferma Samorindo Peci, direttore del centro di ricerca Cerifos, specializzato in immunologia, endocrinologia e malattie rare-. Nel periodo estivo due fattori, uno ambientale e uno psicoemotivo, si legano scatenando reazioni anomale nel sistema immunitario: le alte temperature e un’alterazione dei livelli di stress».
Cerifos – Centro di ricerca e formazione scientifica con sede a Milano diretto da Samorindo Peci, laureato in Medicina all’Università Cattolica di Roma e dottore in Scienze metaboliche, endocrinologia ed endocrinochirurgia sperimentale. Cerifos sviluppa progetti di ricerca nell’ambito dell’immunologia e dell’endocrinologia concentrandosi sulle nuove frontiere aperte dalle terapie citochiniche e citoplasmatiche di tipo autologo. Il portale http://www.cerifos.it offre a medici e pazienti informazioni sullo stato della ricerca italiana e internazionale in questo campo.

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Condizionatori: consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2010

Come previsto e’ arrivato il caldo e, con esso, la corsa all’acquisto dei condizionatori e dei ventilatori. Come sceglierli? Occorre, come sempre, dare uno sguardo al portafoglio, alle dimensioni della casa e al razionale utilizzo degli strumenti. Sostanzialmente i condizionatori si dividono in due categorie: fissi e mobili. I primi sono costituiti da due parti (una interna e una esterna), necessitano di lavori di installazione, sono piu’ cari, piu’ efficienti e meno rumorosi di quelli mobili; possono essere dotati di una pompa di calore che consente anche di riscaldare nei periodi freddi. I condizionatori mobili non hanno spese di installazione, sono piu’ rumorosi, costano meno e possono essere trasportati nelle stanze in relazione all’uso. E’ importante ricordare che la sensazione di disagio ‘da caldo’ e’ data dalla temperatura, ma soprattutto dall’umidita’ che limita la traspirazione, per questo e’ opportuno che i condizionatori siano dotati di un deumidificatore.
Chi desidera purificare l’aria da smog, polline, polvere e quanto altro e’ bene che aggiunga un apposito purificatore e comunque tenga puliti i filtri in dotazione. Per evitare inutili consumi di energia e’ necessario che non vi siano barriere (tende, poltrone, mobili) che impediscano il flusso di aria; e’ consigliato inoltre l’uso di persiane, tapparelle e tende durante le ore piu’ calde (sembra ovvio, ma…). Da tener presente, inoltre, che la capacita’ refrigerante del condizionatore e’ in relazione alle dimensioni delle stanze, alla loro esposizione e al piano di abitazione. Quindi, oltre a chiedere consigli ai negozianti, è bene leggere le indicazioni scritte sulla confezione. Non sono rare le promesse idilliache di venditori ‘questo condizionatore raffredda anche un capannone’, che poi cozzano con la realta’, non riuscendo a refrigerare neppure una sala da pranzo(*).
Avvertenza per non prendere i famigerati raffreddori o bronchiti da condizionatore: la differenza fra la temperatura esterna e quell’interna deve essere di 5-7 gradi centigradi, oltre si rischia.
Anche i ventilatori elettrici possono dare qualche sollievo e, oltretutto, costano poco. Si possono scegliere quelli da mobile o a piantana (la capacita’ di muovere l’aria dipende dalle dimensioni delle pale e dalla loro velocita’), fissi o ruotanti su se stessi e con inclinazione rispetto all’asse verticale. Ovviamente maggiore e’ la possibilita’ di utilizzo migliore e’ la capacita’ di dare sollievo evitando, cosi’, le pericolose contratture muscolari (il “torcicollo” e’ sempre in agguato). Attenzione alle grate protettive: devono essere a maglie strette, per evitare che i bambini possano infilarci le dita. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Dichiarazione di Kumi Naidoo

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2009

Copenhagen Per il direttore di Greenpeace International: “Questo è il più importante pezzo di carta del mondo in questo momento. Mostra in termini chiari che l’accordo sul clima oggi in discussione e Copenhagen metterebbe seriamente a rischio la possibilità della nostra civilizzazione sulla Terra. Un aumento di tre gradi della temperatura media significherebbe la devastazione dell’Africa e il possibile collasso degli ecosistemi che reggono la vita di miliardi di persone. Questo documento è la pistola fumante. E dà il preavviso ai leader mondiali. Hanno solo un giorno per migliorare la situazione, altrimenti verranno ricordati per sempre come coloro che hanno consegnato il Pianeta al caos climatico”

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Mele. Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

La mela ha avuto un posto di rilievo nella nostra cultura, come simbolo di tentazione e istigazione: da Adamo ed Eva, a Biancaneve e la Strega, a Guglielmo Tell e Isacco Newton. Nel mondo ci sono 7000 varieta’ di mele che maturano in climi e tempi diversi. In Italia il periodo di maggior raccolta va da agosto a novembre, per cui e’ meglio mangiarle ora che sono ancora fresche: nei prossimi mesi le troveremo sul mercato ma saranno quelle conservate a bassa temperatura e in atmosfera povera di ossigeno. Un antico proverbio afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno”, in effetti, la mela e’ un concentrato di sostanze benefiche: fibre (per l’intestino e il colesterolo), vitamina C (ossidoriduzioni, sintesi del collagene, distribuzione del ferro), fruttosio (per diabetici e sportivi), potassio (contrazioni muscolari, conduzione nervosa), acido malico (sbianca i denti, protegge dalla carie). La mela svolge anche una moderata azione diuretica. Le mele provengono da coltivazioni tradizionali (uso di fertilizzanti, pesticidi, cere esterne) o biologiche, biodinamiche e da lotta integrata (uso minimo di sostanze chimiche abbinato a tecniche biologiche). Noi consigliamo ovviamente queste ultime anche se sono un po’ piu’ care. Se badiamo al rendimento e’ ovvio che le mele piu’ grandi hanno una maggiore quantita’ di polpa rispetto allo scarto, costituito dal torsolo, e sono quindi piu’ convenienti. Quando invecchia la mela produce un gas, l’etilene, che ha un effetto deleterio sulle altre mele, di qui l’antico detto sulla mela marcia che rovina le altre, e in genere anche su frutta e verdura. Va quindi conservata al fresco e nella spesa al supermercato sarebbe opportuno scegliere quelle che sono tenute a bassa temperatura. Anche in casa e’ preferibile la conservazione in frigorifero. Spesso si trovano mele…. splendenti, tirare a lucido con la cera; il motivo non e’ estetico ma pratico: la cera rallenta l’ossidazione e quindi l’invecchiamento, conservando al frutto un bell’aspetto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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Mele: consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

La mela ha avuto un posto di rilievo nella nostra cultura, come simbolo di tentazione e istigazione: da Adamo ed Eva, a Biancaneve e la Strega, a Guglielmo Tell e Isacco Newton. Nel mondo ci sono 7000 varieta’ di mele che maturano in climi e tempi diversi. In Italia il periodo di raccolta va da agosto a novembre, per cui e’ meglio mangiarle ora che sono ancora fresche: nei prossimi mesi le troveremo sul mercato ma saranno quelle conservate a bassa temperatura e in atmosfera povera di ossigeno. Un antico proverbio afferma che “una mela al giorno toglie il medico di torno” in effetti la mela -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc- e’ un concentrato di sostanze benefiche: fibre (per l’intestino e il colesterolo), vitamina C (ossidoriduzioni, sintesi del collagene, distribuzione del ferro), fruttosio (per diabetici e sportivi), potassio (contrazioni muscolari, conduzione nervosa), acido malico (sbianca i denti, protegge dalla carie). La mela svolge anche una moderata azione diuretica. Le mele provengono da coltivazioni tradizionali (uso di fertilizzanti, pesticidi, cere esterne) o biologiche, biodinamiche e da lotta integrata (uso minimo di sostanze chimiche abbinato a tecniche biologiche). Quando invecchia la mela produce un gas, l’etilene, che ha un effetto deleterio sulle altre mele, di qui l’antico detto sullamela marcia che rovina le altre, e in genere su frutta e verdura. Va quindi conservata al fresco e nella spesa al supermercato sarebbe opportuno scegliere quelle che sono tenute a bassa temperatura.

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